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  • Ferragosto a Venezia – Diario

    di: Andrea Collalti

    Tra un po’ è ferragosto, l’unica festa dell’anno che non mi sta sui coglioni, bè forse nemmeno pasquetta, ma dipende dal periodo. In generale le “feste” dove si deve per forza fare qualcosa mi danno sui nervi.

    Gli ultimi ferragosto li ho trascorsi al mare, facile, è vicino casa e la mia ragazza vuole stare al sole, una volta che andammo in montagna in scooter prendemmo un twister scendendo dal Parco Nazionale d’Abruzzo.

    Photo credit: Andrea Collalti

    Ma stavolta voglio fare qualcosa di diverso.

    Siccome non abbiamo che un giorno a disposizione, il 15 appunto, bisogna organizzarsi scrupolosamente per cercare di non sforare. La prima cosa che faccio, come sempre, è tenere sotto controllo il sito della Ryanair.

    Penserete: che cazzo ti controlli a fare il sito di una compagna aerea se hai a malapena un giorno a disposizione??

    E io vi rispondo gentilmente: perché ci sono alcune località, che da Roma, possono essere raggiunte e visitate nell’arco di una sola giornata, basta solamente che:

    1) siano ovviamente in offerta stracciata, (inutile sprecare soldi per 2 voli così ravvicinati)

    2) che si abbia flessibilità, coraggio e voglia di farsi il sederino (anche se in maniera piacevole), per l’intero giorno che sicuramente comincerà molto presto e finirà molto tardi.

    Ryanair mi viene immediatamente in soccorso, trovata la destinazione ferragostana, sarà Venezia!

    Individuata giusto pochi giorni prima, ormai non c’è più la regola del prenoto millemila mesi prima e pago meno, anzi, ora bisogna solamente aspettare le offerte, che arrivano, come questa volta, capita di riuscire ad accaparrasi un bel volo pochi giorni prima della partenza per pochi spicci, (attenzione, questo è un ragionamento che va applicato solamente a Ryanair).

    Io adoro Venezia, ci sono già stato svariate volte, anni fa addirittura ci ho lavorato anche se per un breve periodo, la mia ragazza invece non ci è mai stata e da anni mi ripete che vorrebbe visitarla.

    Quindi non mi resta che concludere l’acquisto.

    Roma Ciampino – Treviso a/r (15€ in totale per 2 passeggeri).

    Successivamente, per raggiungere Venezia (Piazzale Roma), dall’aeroporto di Treviso e viceversa, ci avvarremo del bus dell’ATVO che parte in corrispondenza di ogni volo dalla zona arrivi, costo del ticket a/r 10€, durata del tragitto circa 50 minuti con una fermata a Mestre, il biglietto si può acquistare online o in aeroporto.

    Comunico la proposta veneziana alla mia ragazza, accetta soddisfatta e aspettiamo trepidanti che arrivi questo 15 agosto.

    Certo la giornata sarà effettivamente lunga, la sera prima meglio andare a dormire presto, così alle 2.30 mi schiaffo a letto, pronto a dormire quell’oretta e mezza ristoratrice, (prima dei viaggi si sa, si dorme poco e male, è una regola).

    Il volo per Venezia è previsto alle 06.30, quindi pur di non barbonare tutta la notte a Ciampino, come ho da poco fatto in attesa del volo per Parigi il mese scorso, abbiamo deciso che sia meglio riposare a casa, anche se poco e raggiungere l’aeroporto in auto, cosa che ci costerà 18€ di parcheggio ADR (e un bordello che poi vi dico alla fine del report).

    15 AGOSTO 2009

    La sveglia suona alle 04.30, io sono già pronto, ho dormito vestito per ottimizzare al massimo i tempi, naturalmente non faccio colazione, quindi in 5 minuti sono in macchina pronto ad andare a prendere la mia ragazza.

    Alle 05.00 siamo in autostrada, è deserta, mi metto in modalità autocruise (cioè, ho attiva solo la vista e le funzionalità di guida, il resto del mio corpo dorme profondamente), mi piazzo al limite di velocità consentito e in perfetto orario, 45 minuti, raggiungiamo Ciampino, qui mi sveglio, anzi vengo svegliato dai Carabinieri, che puntualmente ci fermano al varco aeroportuale.

    Ciampino è un aeroporto militare, i Carabinieri fermano sempre una macchina sì e una no, sia ad entrare che ad uscire, va tenuto presente.

    Il dialogo è surreale, pareva scritto da Gino e Michele (autori di Zelig):

    Carabiniere: buongiorno, che fa? Va in aeroporto?

    Io: ehm, già

    Carabiniere: state partendo??

    Io: ehm, esatto

    Carabiniere: per dove?

    Io: Venezia

    Carabiniere: non c’è un volo per Venezia mi pare!!

    Io: sì, ma c’è Treviso, serve per Venezia non è che…

    E mi stoppa bruscamente

    Carabiniere: patente e libretto prego

    Io: tenga

    Nel frattempo scorrono diversi minuti preziosi, lo zelante militare effettua svariati controlli incrociati, legge la mia patente un’infinità di volte e alla fine mi restituisce i documenti.

    Carabiniere: ecco a lei, arrivederci.

    Io: (ma anche no) grazie.

    Mentre sto per ripartire per fare quei 20mt che mi separano dal parcheggio:

    Carabiniere: si metta la cintura!

    Io: oh scusi, che sbadato, ha ragione, ecco fatto.

    Carabiniere: buon viaggio.

    Io: di nuovo

    Con il codice ricevuto via mail dal sito dell’aeroporto ADR, entro nel parcheggio P6, lasciamo l’auto e ci avviamo al terminal.

    Parentesi sui parcheggi all’aeroporto di Ciampino.

    Il modo migliore per risparmiare è non venire in auto, ovvio, questa è la mia prima (ed ultima) volta in auto, è preferibile il treno accoppiato alla navetta Schiaffini che parte con una frequenza ridicola, una all’ora quando va bene, ma almeno costa solamente 1.20€, c’è anche la Terravision per Termini in alternativa.

    Se proprio dovete raggiungere l’aeroporto in auto avete 4 possibilità di parcheggio:

    1)      parcheggio Alta Quota, distante un paio di km dall’aeroporto, custodito, offre un servizio navetta gratuito per il terminal, costa 9€ al giorno, ma dopo un tot di giorni la tariffa cala un pochino. (Noi non l’abbiamo sfruttato per via dell’orario troppo mattutino, ci saremmo dovuti alzare un’ulteriore mezz’ora prima per lasciare l’auto da loro, pagare, prendere la navetta…troppo sbattimento per un solo giorno)

    2)      parcheggio interno senza prenotazione online, arrivate e parcheggiate, figo sì, ma partono 35 pippi (€), al giorno!!!

    3)      Parcheggio interno P5 o P6, prenotabili esclusivamente online, pagabile con carta di credito o alle macchinette con contante, all’uscita digitando un codice numerico, costo, 18€ al giorno.

    4)      Via del Fioranello, la strada che termina proprio davanti l’aeroporto, qualche centinaio di metri a disposizione dell’impavido che deciderà di lasciarvi la propria auto. Ovviamente è gratuito il parcheggio, a patto che lo troviate, ma i rischi per la macchina sono i seguenti: A) ve la inculano (c’è un campo rom poco distante) B) ve la bruciano C) vi inculano tutto ciò che ha valore dentro e fuori l’auto, gomme incluse D) vi multano. Quindi se decidete di parcheggiare in Via del Fioranello: A) andate con una macchina ignobile, da far schifo anche agli zingari, dalla Fiat Ritmo a nafta del ’79 in giù. B) andate con un’auto che dovete taglià, così risparmiate i sotterfugi col carrozziere dato che magicamente svanirà. C) andate con la 600 di vostra suocera (e mi raccomando metteteci dentro anche la sua borsetta coi documenti e la pensione). D) ricordate sempre e comunque di non tenere niente dentro (a meno che non sia l’auto C), lasciatela direttamente aperta e pregate durante la vostra assenza, di ritrovarla al suo posto indenne.

    Detto questo continuiamo con la cronaca.

    Nonostante le guardie, siamo ancora nei tempi giusti, saltiamo sul nostro boing Ryanair che alle 06.30 esatte s’invola per Treviso. Durante la traversata ammiriamo l’alba, è una giornata bellissima, nemmeno mezza nuvola tra noi e il Veneto.

    Giunti a Treviso con qualche minuto di anticipo, appena usciti troviamo ad aspettarci la navetta per Venezia, faccio il biglietto e dopo pochi minuti si parte.

    Il tragitto tra Treviso e Venezia è piuttosto rapido, non c’è una macchina in giro, sono le 08.00 di mattina, dopo la fermata a Mestre si attraversa il lungo ponte sulla laguna che introduce in città.

    Bene, non sono nemmeno le 09.00 del mattino che siamo già a Venezia. Intanto è uscito il sole pieno, la giornata è limpida, non caldissima, si sta veramente bene.

    Per prima cosa chiedo alla mia ragazza di tirare fuori la guida di Venezia che non ha voluto far tenere a me; la sua risposta:

    C: oh, me la sono scordata in macchina

    Shit!!.

    Tocca munirsi di mappa, abbiamo un solo giorno e non possiamo perderci tra le calli veneziane.

    C’è un chioschetto info, chiedo la mappa, la prendo e mentre sto per andare via la tipa mi intima di pagare 2€. Cazzo, l’unico posto in Europa dove si paga una mappa!

    Pausa caffè (la mia ragazza), red bull (io) + pisciata (sempre io) e ci si mette in marcia.

    Fortunatamente io ho la MIA guida, un foglio di carta dove ho appuntato tutto quello che c’è da vedere, le prime tappe sono: Scuola Grande di San Rocco, Santa Maria Gloriosa dei Frari e San Polo.

    Le calli sono deserte, c’è un’atmosfera mistica, non si sente volare una mosca, in giro ci sono solamente pochi turisti, facciamo video e foto ovunque, qui tutto è meraviglioso, ogni scorcio ti stupisce, ogni ponte, ogni piazzetta.

    Tento di entrare nella Basilica dei Frari, per osservare la pala dell’Assunta del Tiziano, (non perché ne abbia realmente interesse, fottesega, ma giusto perché mi è stato chiesto il riconoscimento della stessa, ad un esame di Storia dell’Arte della scorsa sessione), ma un prete buttafuori mi impedisce l’accesso, c’è la funzione dice (e quindi??cos’è segreta??c’è una setta satanica dentro??boh!). Rimando la visita al ritorno (che invece salterà) e continuiamo il giro.

    Canal Grande e Ponte di Rialto, non ci sono parole per descrivere questo scenario, eh sì che l’Europa l’ho girata abbastanza, ma una cosa così magnifica ce l’ha solo Venezia, non esiste una Venezia del Nord (Bruges, Gand, Amsterdam ndr), Venezia è unica al mondo, altre città non reggono il confronto per quanto belle siano.

    Qui ancora foto a strafottere, io sono l’addetto alla fotocamera, la mia ragazza alla videocamera, l’ultima volta che passai da queste parti non era possibile nemmeno sostare su Rialto per via della ressa di turisti, oggi invece è tutto molto tranquillo, ci possiamo godere il Canal Grande senza fare a spintoni e con molta calma.

    Molte attività sono chiuse, è pur sempre ferragosto, aperti restano i soliti negozi di souvenir e i bar. Ci concediamo una piccola colazione su Canal Grande e proseguiamo.

    Next stops: Piazza San Marco,Basilica San Marco, Campanile di San Marco, Palazzo Ducale.

    In questa stupenda piazza, contravvenendo alle norme vigenti, diamo da mangiare ai piccioni, qualche briciola di brioche, una volta era lecito, ma poi per evitare il mondezzaio che si creava, è stato vietato, come è vietato bivaccare per mangiare, ma lo fanno tutti.

    Ora c’è da scegliere quale fila fare. Quella per la Basilica? Quella per il Palazzo Ducale? O quella per il Campanile di San Marco?

    Io nella Basilica entrai qualche anno fa, quindi d’accordo con la mia ragazza la scartiamo, resta in ballo la scelta tra il Palazzo e il Campanile.

    Io sarei per il Palazzo Ducale, dato che soffro di vertigini e claustrofobia e il Campanile è alto 100mt e angusto, ma la mia ragazza è ovviamente per il Campanile.

    Quindi?

    Campanile, che ve lo dico a fare.

    Ci mettiamo in coda sotto il sole di mezzogiorno, io sto pure senza cappello, poco prima della autocombustione raggiungiamo l’ingresso, altri 5 minuti e avrei gettato la spugna.

    Ticket 8€. Si sale stipati in ascensore.

    Prendo una bottiglietta d’acqua alla macchinetta automatica, scambio la fotocamera con la videocamera (perché facendo video mi concentro sul monitor e attenuo leggermente il panico) ed entriamo nel rapido ascensore che ci porta su.

    Bè, la vista è mozzafiato: Piazza San marco, la Riva degli Schiavoni, l’Isola di San Giorgio, i tetti veneziani, i canali! Per qualche minuto mi abbandona anche il malessere fobico, tanto sono preso dal girare video. Fortunatamente la mia ragazza non soffre delle mie fobie, quindi fa tante belle foto da ogni lato, aiutata da un cielo e un sole fenomenali.

    Proprio mentre sembrava che tutto potesse filare liscio, ecco che le campane, ad altezza uomo, cominciano a suonare a tutta forza! Immaginate 5 enormi campane, CINQUE, a 30cm dalla vostra testa, avanti tutta. Il Campanile inizia a scuotersi, tremano le balaustre, mentre tutti sembrano felici, io sono avvinghiato ad una ringhierina, non so più cosa fare, sbianco, la mia ragazza intanto se la ride e mi fa le foto, sono ormai deciso a buttarmi giù, chi non soffre di queste fobie non può capire che disgrazia che sono, ti rendono inerme e terrorizzato.

    Proprio mentre abbandonavo ogni speranza, ecco l’ascensore che sale in mio aiuto!

    Mi ci lancio dentro e finalmente riscendiamo.

    Appena uscito nella piazza riprendo colore e passa tutto.

    Che esperienza! Che strippata! Non è stata la peggiore, perché a Firenze nella Cupola del Brunelleschi quasi non ci lasciavo le piume, ma ancora una volta ne è valsa la pena.

    Quello che ho appena ammirato mi resterà per sempre nel cuore, stupefacente.

    E’ arrivato il turno della passeggiata sulla Riva degli Schiavoni, passando davanti Ponte dei Sospiri, per Ponte della Paglia, fino all’Arsenale.

    Qui ci dividiamo, lei cazzeggia per le bancarelle per acquistare paccottiglia varia, io vago con la fotocamera in una mano e la videocamera nell’altra, accese entrambe e opero alacremente, nemmeno fossi James Cameron che gira un film per gli oscar! Sono troppo preso, da solo arrivo fino all’Arsenale, la camminata non è lunghissima, ma sotto il solleone diventa piuttosto impegnativa, torno indietro e trovo la mia ragazza ancora in mezzo a queste bancarelle con 4 o 5 buste in mano.

    Ecco la sua spesa: cartoline, calamite, calendario e oggettistica varia spacciata per originale di Murano, secondo me è roba cinese.

    A proposito di Murano, ma soprattutto di Burano, mi rode troppo il culo perché non abbiamo il tempo di visitare queste due splendide isolette.

    Ho un simpatico ricordo di Burano, ero su un vaporetto proprio diretto sull’isolotto quando, anni fa, ascoltai per radio la famosa partita degli europei Olanda – Italia, quella in cui Toldo parò 78 rigori e Totti fece er cucchiaio! Tutti li ad urlare come dei pazzi, eh eh.

    Burano è un gioiello, se vi capita fateci un salto, perché merita veramente, con le sue casettine colorate, la pace ultraterrena, un piccolo paradiso.

    Anche Murano è carina, una visita dai vetrai potrebbe piacervi, vedere come si modella il vetro è molto interessante ve lo assicuro.

    Ma tornando ad oggi, purtroppo il tempo è tiranno, sono già le 14.00, il bus per l’aeroporto parte da Piazzale Roma alle 16.45, quindi abbiamo quasi 3 ore per raggiungere il Teatro la Fenice, (bellissima l’entrata sull’acqua), la Ca’ d’Oro e tornare verso la stazione passando per il quartiere Ebraico.

    Lungo il tragitto ci fermiamo a prendere della pizza al taglio e la mangiamo seduti su una sponda del Canal Grande, altro caffè al bar (lei), altre decine di foto, quando proprio nel Ghetto, la fotocamera ci abbandona. Non ho nemmeno la batteria di riserva cazzo, fine delle foto.

    Restano i video, prendo la videocamera e dopo 30 secondi finisce il nastro. Non ho una cassettina di ricambio e i negozi di elettronica sono chiusi.

    Pazienza, il documentario finisce qua, a pochi minuti dalla meta, ma è stato comunque bello corposo.

    Poco prima di Santa Lucia, ultima pausa per un bel gelato e con passo veloce, anzi proprio di corsa, raggiungiamo il bus delle 16.45 col pepe al culo..

    Di nuovo, il tragitto inverso scorre rapido, alle 17.40 siamo in aeroporto pronti per imbarcarci sul volo per Ciampino delle 18.55 che parte mezzo vuoto, come sempre in orario.

    Stavolta ci godiamo il tramonto in volo, siamo fortunati, è stata una giornata perfetta, sole a palla, zero nuvole e nemmeno troppo caldo in fin dei conti.

    In anticipo di qualche minuto atterriamo a Ciampino, ci apprestiamo a ritirare l’auto ma al momento del pagamento con carta, la macchinetta ci dice che è “impossibile eseguire l’operazione”, riprovo un paio di volte ma stesso responso.

    Chiamo un addetto con l’interfono e mi spiega che devo pagare alle macchinette davanti il terminal, con contanti inserendo il mio codice.

    Così faccio, pago, inserisco la ricevuta alla sbarra e ce ne torniamo a casa effettuando una sosta per cenare all’autogrill Frascati, quella che passa sopra l’autostrada, mi ci fermo spesso, mi piace.

    Alle 22.30 la giornata si conclude.

    Per chi mi diceva che facevo una cazzata ad andare un giorno solo a Venezia, per chi diceva che era addirittura impossibile, per chi diceva che tanto non avremmo risolto nulla in così poco tempo, bene a loro dedico questo racconto e le foto che includo.

    Giornata da ricordare.

    p.s.

    la nota dolente l’abbiamo avuta il mese successivo, quella macchinetta merdosa a Ciampino ha scalato 3 volte 18€ dalla carta di credito! Altro che “impossibile eseguire l’operazione”.

    Non vi dico che casini per riavere quei soldi: telefonate, raccomandate, mail, minacce… solo a dicembre li abbiamo rivisti e solo grazie all’intervento diretto della banca, altrimenti ciao ciao soldi! Quindi occhio quando pagate con carta di credito, l’inculata potrebbe essere dietro l’angolo. Fatevi la postepay, caricatela il necessario ed utilizzate quella. La carta di credito serve per noleggiare le macchine e per le emergenze!

    Pubblicato da: Andrea Collalti

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    1 Comment

One Response to “Ferragosto a Venezia – Diario”

  1. [...] allegra scampagnata riportata in questo diario . Di seguito vi propongo l’album fotografico della [...]

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