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  • Missione “Roma Alternativa”

    di: Dick Smart

     Tutti quelli che conosco che sono stati a Roma raccontano le solite cazzate: sono andato a San Pietro, ho visto i musei vaticani (ma che cazzo vuoi aver visto, e poi che cazzo ne capisci? Cosa sei, un esperto d’arte?), ho visto il Colosseo (si, al limite ne hai visto mezzo…), sono andato A piazza Navona (ma che cazzo fai, parli come i romani che dicono A piazza? Da noi si dice IN piazza…). Ma la ciliegina sulla torta è: sono andato a Porta Portese… E allora??? Cazzo, fa schifo, sono tutti ambulanti cinesi, non c’è niente di bello da vedere!

    Roma EUR Colosseo quadrato - Particolare

    Photo credit: Dick Smart

    Insomma, io dico ABBBASTA… vediamoci un po’ di Roma alternativa! In effetti tutte le cose sopra citate le ho viste anch’io, sarò stato a Roma una decina di volte nel corso degli anni, e in effetti mi ci trasferirei pure dato che la città dove vivo fa veramente cagare. Comunque ho deciso di passare un weekend insolito e di vedere un po’ di attrazioni romane fuori dalle rotte turistiche frequentate dai soliti americani e giapponesi.

    Vado pazzo per Roma e inoltre le donne romane sono delle discrete gnocche, se non fosse che parlano come la Gerini, anche se devo ammettere che la cosa può pure essere arrapante. Ma dico io, ve la immaginate una tipa che durante una smorza vi dice con spiccato accento romano:”Tu non ti azzardare a venire! Tu puoi venire solo quando io ne ho avuto abbastanza e te lo dico io, hai capito?!” o cose simili? Forse come esempio è un po’ esagerato ma era tanto per rendere l’idea. E poi tra uomini ci capiamo, no?

    Dicevo che la città mi piace molto, ma è arrivato il momento di vedere un po’ di cose nuove. Ultimamente mi sto appassionando ai Cesaroni… Eccolo lì, direte voi, sei andato a vedere il bar! Si, cazzo, sono proprio andato a vedere il bar. E c’ho pure preso un caffè! Comunque il mio piano prevedeva di vedere la Garbatella, l’EUR, fare un giro sugli autobus scoperti (proprio da turista pecorone ignorante e rottinculo) più varie ed eventuali.

    La spedizione si è svolta tra il 28 febbraio ed il 1 marzo 2009 e per la prima volta nella vita sono andato a Roma in aereo, solo per scoprire che in treno ci vuole meno tempo! Però se non altro con il volo Ryanair A/R a 19,80 euro tasse incluse non ho speso molto. Si, vabbè, aggiungete 18 euro di parcheggio in aeroporto, 12 euro di bus e la benzina per andare a Orio da casa mia (180 km andata e ritorno), mi sa tanto che ci avviciniamo molto ai 100 euro che costa andarci col treno. Però andare in aereo, sia pure con una low cost, è molto più da figaccioni, ammettetelo!

    Allora, mi sono svegliato alle 2.30 del mattino dopo aver dormito per non più di 45 minuti, mi sono fatto una doccia, perché nei film ci si fa sempre la doccia la mattina. Manco avessi scopato per tutta la notte! Non ho fatto un cazzo, ero a casa da solo, nemmeno una sega! Poi mi sono fatto una barba doppia, perché l’ho visto fare in un film, e un caffè. Ero indeciso se cagare o meno ma ho deciso di portarmela dietro, magari l’avrei fatta dopo. E’ sempre bello cagare fuori di casa, così non ci si deve nemmeno lavare il culo, la qual cosa è sempre è una notevole scocciatura, siate sinceri. Di certo il mio nemico avrebbe cagato in casa e si sarebbe lavato il culo col sapone e l’acqua calda (ah, vi ho detto del mio nemico? Magari un giorno ve ne parlo). Lui che è tutto precisino sono sicuro che ha anche la checklist per cagare, anzi forse ne ha più di una: una before-shit checklist ed una after-shit checklist, e di certo segue tutte le indicazioni scrupolosamente. Inoltre man mano le spunta con una matita con gommino fregata allo Sheraton: abbassare i pantaloni, abbassare le mutande, allargare le gambe e sedersi sul cesso, iniziare a spingere e così via… Il mio nemico: davvero un grande! Un grande cosa, fate voi. Magari uno di questi giorni gli telefono per mandarlo a fare in culo. Con Skype, così non esce il numero. Lo so che è una misera soddisfazione ma è sempre meglio di niente, no?

    Immagino la scena:

    lui: Pronto (chissà se dice pronto o se risponde col cognome come nei film americani…lo saprò presto)

    io: Vaffanculo stronzo! (sull’allegro)

    lui: Chi parla? (sospettoso, immagino)

    io: Io (in alternativa potrei dire: ‘sto cazzo!)

    lui: Io chi? (un po’ incazzato credo)

    io: Io, no? (la tentazione di rispondere “Il tuo incubo peggiore” come in Rambo 3 è forte, credetemi)

    lui: Ma io chi? Che (ev.cazzo) vuoi? (sempre più incazzato)

    io: No, niente, ti volevo solo mandare affanculo! (in alternativa: “Con un piccolo sforzo di fantasia magari ci puoi anche arrivare a chi sono, coglione!” ma non penso lo dirò, magari riattacco)

    Secondo voi è preferibile dirgli “Vaffanculo, stronzo!” o “Vaffanculo, coglione!” ? O anche “Vaffanculo, pezzo di merda!” ? Che ne dite? Forse stronzo è meglio, è più diretto e poi è la verità. Si, credo che lo farò… Poi mi sentirò meglio. Per un po’. Ma so che sarà solo una cosa temporanea. Poi sarà tutto come prima. Fanculo, cazzo!

    Ma torniamo a noi. Ho preso il mio bagaglio a mano (sempre a mano, come le seghe. Se viaggiate con bagaglio registrato per stare via una notte siete proprio dei pirla). Mentre scendevo le scale alle 3.00 ne ho mollata una che probabilmente ha svegliato anche quelli che stavano al 3° piano. Ma voi lo sapevate che radendosi i peli del culo non è più possibile modulare le scoreggie? Non so perché ma è così! Ve lo giuro, quando avete il culo peloso le potete rilasciare lentamente e silenziosamente, ma una volta che avete eliminato i peli attorno al buco del culo vi partirà una raffica che sembra quella di una MG 42/59.

    Mi sono messo alla guida dalle mia Panda 900 Young del 2000 di colore bianco, optional tutti esclusi, ma dotata di radio cd, in direzione Orio al Serio. Al primo bar aperto, e non è facile trovarne uno a quell’ora, mi sono fatto un altro caffè che ha prodotto una reazione termonucleare nella zona dell’intestino crasso. Praticamente mi sono dovuto fermare in una stradina di campagna per fare una maxi cagata illuminato solo dai fari (neanche perfettamente allineati, non so come faccia a passare ogni volta la revisione) della Panda. Ho pensato bene di gridare: “Aaaahhhhh!!!!” Provoca sempre una grande soddisfazione gridare quando si evacua. Un po’ come le urla degli attori dei film porno. E’ molto piacevole cagare all’aperto sotto le stelle alle 4 del mattino in febbraio. Mai provato? Ve lo consiglio. Alle 4.45 ritiravo il biglietto del parcheggio dell’aeroporto. Avevo 2 ore e 20 minuti per rompermi i coglioni; non dovevo neppure fare il checkin, dato che le carte di imbarco me le ero già stampate a casa.

    Ai controlli di sicurezza ho avuto una visione paradisiaca che sono certo non mi ricapiterà più, nei pochi giorni o mesi di vita che ancora mi restano: non c’era un cazzo di nessuno! Ho tolto la cintura e l’orologio; chiavi, monete, cellulari, ecc erano nello zainetto, non avevo un cazzo di niente di metallo addosso, ma il metal detector bastardo si è messo a suonare lo stesso! Ma perché? Forse i bottoni dei 501? E’ l’unica spiegazione, ma intanto mi sono rimediato una palpata all’uccello da parte dell’addetto alla sicurezza. Fanculo… Comunque lo zainetto è passato tranquillamente ai raggi x nonostante il kit per il “fai da te della sodomia” custodito al suo interno.

    Inutile dire che alle 5.00, appena aperto il bar al piano di sopra mi sono fatto il 3° caffè della giornata, che unito ai soli 45 minuti di sonno mi ha reso leggermente irritabile. Inoltre avevo (ho) un pensiero fisso che non riuscivo (riesco) a togliermi dalla testa, che mi faceva (fa) costantemente incazzare; inutile persino tentare di trovare una spiegazione logica alla cosa: non c’era. Non c’è proprio, porca troia. Lo so che non sapete di che cazzo sto parlando, infatti l’ho scritto apposta per accrescere la vostra curiosità.

    Insomma, ero pronto ad affrontare da solo un battaglione di fanteria avversario armato solo del mio Garand. Al limite anche della sola baionetta, cazzo. Se solo qualcuno mi avesse inavvertitamente urtato, per lui non sarebbe stata di sicuro una giornata da incorniciare. Ero talmente nervoso, agitato e incazzato che era impensabile anche tentare di dormire sulle panchine come faceva qualcuno. Avevo 2 alternative: mettermi in un angolo con i Gotthard nelle orecchie o chiudermi nel cesso e pensare intensamente alla Hunziker. Ho scelto la prima possibilità. Comunque alle 6.30 è iniziato l’imbarco ed alle 7.05 come previsto abbiamo portato il culo per aria.

    Dopo 15 minuti di volo sono passato sopra casa mia, cazzo e pensare che in macchina ho impiegato 1 ora e mezza. Ci vogliono 50 minuti per andare da Bergamo a Roma e poco prima dell’atterraggio abbiamo sorvolato la parte sud est della capitale. Il panorama dal lato destro dell’aereo (ricordatevelo se dovete volare su Ciampino) è davvero spettacolare: si vede benissimo quasi tutta la città. Sedetevi sempre sul lato destro tanto la pista in uso è sempre la 15. Alle 8.03 ero già fuori a cercare l’autobus Terravison che mi avrebbe portato alla stazione Termini. E’ partito alle 9.00 porca troia! E meno male che sul sito c’era scritto che non avrei dovuto aspettare! Fanculo. I biglietti acquistati sul sito vengono 6 euri a tratta. Comunque c’era un’altra compagnia di autobus che facevo lo stesso servizio, sempre per 6 euro, con la differenza che l’autobus è partito subito. Grande affare comprare i biglietti su internet! Ci vogliono circa 40 minuti per arrivare a Termini, ma io ci ho messo un po’ meno perché l’autista guidava come se avesse in mano una Golf GTI e non un 3 assi lungo 15 metri. Da non crederci. Il mio nemico invece se deve andare a Roma ci va con la macchina, tanto non paga un cazzo il bastardo, paga la ditta. Tutto bello, vestito bene con la cravatta di merda e l’auricolare bluetooth infilato nell’orecchio. Ma ficcatelo su per il culo il bluetooth, pezzo di merda! Anzi, scusa per il pezzo di merda: tu sei una merda intera, brutto figlio di puttana! Sapete quando io metterò la cravatta la prossima volta? Ad un funerale. Il mio.

    All’arrivo mi pisciavo addosso così mi sono fatto il 4° caffè della giornata in un bar proprio di fronte alla fermata del bus. Il personale era davvero stronzissimo e tra un STI CAZZI e un ME COJONI ho capito che il bagno era in fondo a destra. E dove, altrimenti? Ragazzi, ma come parlano questi? Sembrava di essere in un film con Verdone…

    Mi sono infilato nella metro linea B e sono sceso alla Garbatella per esplorare con calma il quartiere dei Cesaroni. Vi dico subito che la casa non l’ho cercata perché non mi interessava, così mi sono diretto subito alla scuola, prendendomela comoda, e girando in lungo e in largo un’infinità di stradine con le vecchie case che caratterizzano il quartiere. E’ davvero carino e merita una visita e poi non ci sono quasi turisti. Sono arrivato alla scuola e mi sono messo a fare foto e riprese video. Gli indigeni mi guardavano incuriositi e devono avermi giudicato un mentecatto, ma non mi importava. Se mi avessero detto qualcosa li avrei uccisi senza dubbio, ma hanno avuto il buon senso di guardare e stare zitti. Il famoso bar è molto vicino alla scuola ed è l’unico punto in tutta la Garbatella dove è possibile vedere altri turisti intenti a fare foto. Uno spettacolo penoso vedere gente che fotografa un bar, o meglio, una bottiglieria, ma mi sono unito a loro. Che altro dovevo fare? Ero andato apposta. Sono entrato ed ho avuto una sgraditissima sorpresa: è un altro bar! Cioè, fuori è quello, ma l’interno è completamente diverso da quello del telefilm. E’ evidente che le riprese in interno sono state fatte in uno studio o in un altro bar. Pazienza. 5° caffè della giornata e pisciatina hanno concluso la mia escursione nella Cesaroni’s land. Si erano fatte le 11.30 cosi sono andato a piedi a cercare la fermata dell’ autobus e sono andato in zona Poggio Ameno, dopo vi dico anche il perché.

    Ero letteralmente distrutto, avrò fatto non so quanti chilometri a piedi, così mi sono infilato in un giardinetto pubblico e mi sono stravaccato su di una panchina. C’era un sole favoloso e per poco non mi addormentavo. Il parco era pieno di famiglie con bambini e sono anche quasi stato abbordato da un tipo che ha tentato di attaccare bottone con me. Ero tentato di fare la supercazzola, ma poi ho ricordato gli insegnamenti di mia madre che dice sempre di non dare confidenza agli sconosciuti, così sono stato zitto. La di lui moglie giocava col bambino sulle altalene ed ora ve la descrivo: sui 40 anni, mora, jeans aderenti che rivelavano un culo niente male (vedi all’inizio: caratteristiche delle donne romane), stivaloni neri e con una faccia da santarellina. Dalle mie parti c’è un detto: “Facia smorta, figa forta!”. Ne consegue che in realtà deve essere una gran porca!  A proposito degli stivali: non venitemi a dire che quando vedete una gnocca con stivali, non ve la immaginate vestita solo di quelli (e magari con delle calze autoreggenti) mentre tromba. Io si almeno, non è che sarò malato?

    Dopo essermi riposato un po’ mi sono diretto in una vicina forneria di cui avevo letto delle ottime recensioni da qualche parte su internet. Si chiama “Mamma che pane”, l’indirizzo non lo ricordo ma comunque in zona Poggio Ameno, dalle parti dell’ EUR, un po’ più su. Fa delle pizzette che non esito a definire favolose. Ne ho comprate di diversi tipi: pomodoro e mozzarella, peperoni, carciofi. Una cosa fantastica, quasi bisognerebbe andare a Roma apposta. Praticamente ho pranzato così. Pizzette in piedi sul marciapiede e bottiglietta di Coca: un vero pranzo low cost. Mi sono fatto il 6° caffè nel bar sotto i portici nella piazzetta più avanti: ormai avevo talmente tanta caffeina in corpo che avrei ucciso anche se solo mi avessero chiesto l’ora.

    Sono tornato indietro sullo stradone ed ho preso l’autobus per l’EUR. Ero proprio curioso di vedere il Colosseo quadrato, quello che si vede anche nel video dei Negramaro, di quella cover della canzone di Modugno. Mi sarò fatto sui 300 chilometri a piedi per tutto l’ EUR e sapete una cosa? Se anche non ci andate è la stessa cosa… Insomma, si il Colosseo quadrato è carino, c’è il laghetto, ma poi sono tutti palazzoni di uffici. Ci sono anche un paio di ministeri. Ho trovato un bar interessante che conteneva un fottio di persone così sono entrato anch’io. Un altro caffè non l’avrei retto così mi sono sparato un prosecco, giusto per calmarmi un po’. Si chiama caffè Palombini, se vi capita andateci.

    Il pomeriggio era ormai inoltrato ed io non ne potevo veramente più così mi sono diretto, sempre in autobus, all’ hotel che avevo prenotato. Si trova non molto lontano dal quartiere dove ero stato prima, quindi ho ripreso lo stesso autobus ma al contrario. Il mio hotel era l’ Aran Mantegna, che ho scelto per le ottime recensioni lette su Tripadvisor ed altri siti. Vi assicuro che è una figata pazzesca, ma poi lo dovreste già sapere perché sono sicuro che avete letto anche la MIA recensione.

    Mi sono buttato sul comodo letto e per poco non ci rimanevo secco. Doccia holliwoodiana, un po’ di tele e poi ho deciso che era ora di cenare, ma dove? Mi era venuta una mezza idea di andare all’ Hard Rock Cafè in via Veneto, ma ero troppo stanco, e poi mi sarei anche dovuto mettere a cercare i mezzi. Troppo complicato, inoltre la stazione metro più vicina era a circa 2 chilometri. Ero davvero troppo cotto. Ho chiesto alla reception se mi sapevano indicare una buona pizzeria nei dintorni e mi hanno indicato O’ Masto, a circa un chilometro da li. Mi volevano persino chiamare un taxi ma sono andato a piedi. Più economico. Ragazzi, ho aspettato più di un ora per mangiare ma ne è valsa la pena. Una pizza del genere a queste latitudini ce la sogniamo! (Guardate che si scrive con la I, l’ho cercato su Google…) Una cosa fantastica, indescrivibile. Le pizze di merda che si sbriciolano che fanno a Cremona non sono nemmeno paragonabili. E poi ho fatto la cazzata di prendere un piatto di patatine fritte…

    Dopo cena mi sono incamminato verso l’hotel, una passeggiata di un quarto d’ora circa. Una volta in stanza ho acceso la tele e mi sono visto La Corrida: dopo 2 concorrenti ero già in coma. In piena notte ho avvertito una strana sensazione, non so come spiegarvi, una sensazione come se mi venisse da vomitare. E infatti ho vomitato come un animale! Merito probabilmente delle patatine. Insomma, la roba fritta la sera è un po’ pesantina. Mi è anche venuto un fottutissimo mal di testa, come quello che viene alle donne quando non ve la vogliono dare. Solo che il mio era reale, cazzo. Quindi per farvela breve la mattina ero così in coma che sono rimasto a letto fino alle 9.30 facendo così saltare il giro sull’ autobus scoperto. Ma è solo rimandato, che credete? Comunque verso le 10 sono andato a prendermi un the con un paio di biscotti, e mi è spiaciuto dato che al buffet c’erano un sacco di troiate che avrei potuto mangiare. Quando c’è il buffet mangio sempre come un porco, in parte perché lo sono, in parte perché è compreso nel prezzo. Ma io mi ero da poco visto uscire la cena dalla bocca e dal naso, capite, dovevo stare un po’ leggero.

    Ho preso armi e bagagli e mi sono incamminato verso la stazione metro di San Paolo, la più vicina all’ hotel. Assolutamente niente da vedere. Quartieri residenziali senza turisti pecoroni e senza neanche traffico, forse perché era domenica mattina. Si era anche messo a piovere e a me giravano i coglioni perché non ho più potuto fare né foto né video. Quando piove le foto fanno davvero cagare ed è del tutto inutile farne, a meno che non si vada a ricercare qualche composizione un po’ artistica, ma io non ho cercate per 2 motivi: avevo appena vomitato e mi era da poco passato il mal di testa, quindi non ero molto in vena. E poi avevo una compatta, non una fottuta 30d con 4 o 5 obiettivi diversi. Fanculo.

    Mi vergogno un po’ a dirlo ma sono sceso al Colosseo. Insomma, non sapevo dove cazzo andare, avevo un paio d’ore vuote prima di tornare in aeroporto, quindi ho fatto un po’ il pecorone anch’io. Non avete idea delle facce di cazzo che girano attorno al Colosseo. Un’infinità di stronzi che ti abbordano per chiederti soldi; io non ho reagito ma se fossi venuto il giorno prima ne avrei come minimo fatti fuori 7 o 8. Comunque mi sono visto un po’ al volo le 4 cose attorno al Colosseo, poi mi sono fatto un trancio di pizza volante. Praticamente a Roma ho mangiato solo Pizza; il pezzo di merda del mio nemico invece sarebbe andato al ristorante (mangiando LENTAMENTE perché lui è socio di slow food…) spendendo come minimo 80 euro. Fanculo! Infine mi sono lentamente incamminato verso la stazione. Cazzo, non ricordavo quanto fosse lontana! E pioveva pure, fate un po’ voi. Alle 14.30 il bus per Ciampino è partito puntuale ed io mi sono trovato ad aspettare per oltre 2 ore la partenza del volo per Bergamo. Che rottura di coglioni aspettare negli aeroporti, non si sa mai che cazzo fare.

    L’aereo doveva partire alle 17.30 ed alle 16.10 c’erano già i primi stronzi in fila davanti all’uscita. Ma io non capisco: cosa cazzo significa mettersi in fila un ora prima? Forse questi deficienti sono convinti che gli ultimi che salgono si fanno il volo in piedi come sulla metropolitana nell’ora di punta? A parte che i primi che escono dai cancelli di uscita sono anche i primi che salgono sull’autobus che porta all’aereo (niente finger a Ciampino) e quindi gli ultimi a scendere e tra gli ultimi a salire a bordo. Dico bene? Ogni volta che viaggio in aereo mi trovo almeno un centinaio di aspiranti Fantozzi. Fanculo.

    Siamo partiti con mezz’ora di ritardo, non so perché. Non me ne fregava niente, ero stanco e avevo il mio pensiero fisso in testa che mi dava il tormento. E me lo da ancora se devo essere sincero. E vediamo se alla fine non va come dico io, porca puttana! (Aggiornamento: per la cronaca, è andata a finire come temevo, esattamente il 10 aprile 2009. N.d.r.) La sola cosa che posso dire è questa: fanculo, cazzo! Che altro dire?

    Anche a Bergamo il tempo era schifoso ma il ritardo alla fine è stato di soli 10 minuti. Ma lo sapete che ho commesso un crimine? Ero così stanco e con la testa tra le nuvole che ho scordato di spegnere i cellulari. Ci pensate se mi chiamava qualcuno che figura di merda? Anche perché poi io non ascolto mai le prediche che ti fanno prima del decollo, tipo di spegnere il telefono, non fumare, le maschere per l’ossigeno, ecc. Comunque i telefoni non hanno squillato. Meglio.

    In questa breve missione ho comunque imparato un po’ di slang romanesco. Vi faccio qualche esempio:

    STAMME A ‘N PARMO DAR CULO: il tuo comportamento irritante impone che ti mantenga ad opportuna distanza

    T’HA SVAPORATO ER CERVELLO: dicesi a persona che ha detto una grossa cretinata, idiozia

    TE FACCIO ‘N BUCO ‘N TESTA E ME TE BEVO COME ‘N’OVETTO FRESCO: ti prendo a ceffoni sul viso

    TE DO’ ‘N CARCIO AR CULO CHE SE PER ARIA NUN TE PORTI DA MAGNA’ TE MORI DE FAME: la potenza del mio piede e direttamente proporzionale all’irritazione dovuta alla tua presenza

    TE CURO CO’ ‘NA SUPPOSTA DE CARNE: se non la smetti infilerò il mio membro nel tuo pertugio anale

    ANDO’ STA’ ER CESSO CHE DEVO DA LIBERA’ ER PRIGIONIERO NEGRO?: potresti cortesemente indicarmi la toilette che ho un bisognino da espletare?

    MI’ NONNO DICEVA: MEGLIO ER CULO GELATO CHE ‘N GELATO AR CULO: non fidarti mai di chi non conosci bene

    …E SI’ MI’ NONNO C’AVEVA CINQUE PALLE ERA ‘N FLIPPER: commento sarcastico relativo ad una situazione difficile a verificarsi
    SE ‘NVECE DER VITELLO TE DANNO ER MULO, TU MAGNA, STATTE ZITTO E VAFFANCULO: proverbio popolare indicante l’unico modo possibile per reagire alle truffe

    Pubblicato da: Dick Smart

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5 Responses to “Missione “Roma Alternativa””

  1. [...] tutti la mia precedente missione nella capitale, altrimenti non sareste i fedeli lettori di travelsmart.it, e finalmente potete leggere il seguito. [...]

  2. [...] prenotato un hotel da 150 euro a notte quando potevo spenderne 11,50? E’ la verità: nel mio primo week end alternativo a Roma ho prenotato una stanza in un hotel fighissimo alla “non proprio a buon mercato” cifra [...]

  3. [...] scorso weekend ho alloggiato nel nuovissimo Aran Mantegna Hotel di Roma. E’ il genere di albergo che piace a [...]

  4. [...] E se siete particolarmente attenti, di certo ricorderete anche la famosa checklist utilizzata dal mio nemico per [...]

  5. [...] più di un anno e mezzo dalla famosa missione “Roma Alternativa“, ho trovato finalmente il tempo di pubblicare il video, girato prima che cambiassi [...]

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