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Al giorno d’oggi possiamo creare dei video quasi ovunque. Non siamo obbligati a utilizzare uno studio televisivo, un laboratorio di montaggio o addirittura il nostro rifugio. Con lo stretto necessario possiamo realizzare video interessanti in qualsiasi luogo ci troviamo, per esempio in vacanza con il camper, in campeggio, nei luoghi delle nostre escursioni o durante un viaggio all’estero.
Photo credit: Herdir
Il nostro studio mobile è formato da tre elementi principali: una videocamera, un computer portatile e una occasionale connessione a Internet. Con questi elementi puoi riprendere, montare e distribuire il video durante gli spostamenti. In questa sezione vengono indicati alcuni aspetti da tenere in considerazione quando predisponi il tuo studio mobile.
Il computer
Pensa in piccolo. Un portatile di medie dimensioni è la soluzione migliore in questo caso. Un modello ultra-portatile da 12 pollici è comodo da trasportare, però forse preferisci lo schermo più confortevole di un 15 pollici. I modelli più grandi offrono spesso uno schermo più grande e una capacità di memorizzazione maggiore per i tuoi video, ma sono pesanti. Per l’editing HDV, assicurati di avere almeno un giga di RAM e sufficiente spazio su disco. Procurati anche una batteria di scorta.
La videocamera
Piccolo è meglio, ma è ancora meglio utilizzare apparecchi familiari. Cerca una videocamera compatta che non ti appesantisca troppo. Una videocamera con sostegno a spalla è fuori questione. Inoltre, alcune videocamere richiedono nastri con lubrificazione a secco o con rivestimenti speciali, che dovrebbero resistere meglio a condizioni atmosferiche avverse.
Se non possiedi un coperchio per proteggere la videocamera da pioggia e polvere, è giunto il momento di acquistarne uno. Nel frattempo, come soluzione temporanea, puoi usare un sacchetto di plastica per la spesa o per l’immondizia: rimuovi il filtro UV (perché tu ne possiedi uno, vero!?), infila il sacchetto sulla videocamera e riapplica il filtro UV sopra il sacchetto. Ora svita il filtro e rimuovi la parte esterna del sacchetto seguendo il taglio che si è creato, riapplica il filtro e, se possibile, avvolgi del nastro isolante sul contorno.
La connessione a Internet
Wireless: molti spazi pubblici come le caffetterie, le biblioteche e persino i parchi e la catena Dairy Queens dispongono dell’accesso a Internet in modalità wireless. Molti offrono accesso Wi-Fi gratuito, ma alcuni richiedono un piccolo compenso per il servizio. Se non riesci a trovare un servizio wireless, molti hotel e motel offrono un servizio DSL che ti permette di collegarti a Internet.
Connessione via modem: non è abbastanza veloce per caricare video. Utilizzala per aggiornare il tuo blog o per inviare email ai tuoi amici e avvisarli che pubblicherai i tuoi video non appena avrai una velocità di connessione adeguata.
Spazio sul Web
Il Web è adatto per mostrare a tutti quello che hai fatto, sia che si tratti di una home page o di un lavoro pubblicato in siti di hosting di file come Flickr o YouTube. Ci sono software come iWeb di Apple (che fa parte di iLife ‘06, 79 $) o Vlog It! di Serious Magic (49 $) che ti consentono di “diffondere” i tuoi video in modo facile e veloce.
Illuminazione
L’ideale è fissare una lampada all’attacco della videocamera, perché sicuramente vorrai evitare di portarti appresso gli appositi sostegni. Prendi in considerazione un piccolo kit a batteria come Litepanels DV Camera Kit (650 $), anche perché alcuni produttori ti permettono di alimentarli tramite le batterie di scorta della videocamera.
Prendi anche in considerazione una “luce flessibile”. Non c’e’ bisogno di cambiare le batterie, le lampade non si guastano, i cavi non si perdono e una volta ripiegata non è più grande di un frisbee.
Pannello solare
Se sei lontano da fonti di corrente, un pannello solare è essenziale. Esistono in commercio pannelli solari per laptop a circa 400 $. Alcuni produttori offrono sistemi a pannelli da 20 o più watt utilizzabili per ricaricare la maggior parte delle videocamere. Cerca un posto ben soleggiato e non farti scappare nemmeno un raggio di sole!
Treppiedi
Un piccolo treppiedi da viaggio andrà benissimo per le videocamere più piccole. Questi treppiedi misurano meno di 25 cm e possono essere infilati in tasca o in una borsa. Le videocamere “prosumer” richiedono comunque treppiedi standard e leggeri, o magari un supporto unico, cioè un monopiede, che fungerà anche da giraffa.
Realizzazione e ottimizzazione dei video
YouTube è stato progettato perché tu possa condividere i tuoi video con amici e familiari più facilmente. Probabilmente avrai già gli strumenti per realizzare un video, anche se non possiedi una videocamera. Le webcam, le videocamere digitali e persino i cellulari hanno spesso delle funzioni di registrazione video; molte videocamere digitali hanno addirittura un semplice pulsante per scegliere fra la modalità foto e video, come questo:
Quindi dai un’occhiata agli apparecchi che già possiedi: potresti fare una scoperta interessante! Gran parte di questi dispositivi è in grado di registrare in formato .AVI o .MPG (entrambi supportati da YouTube), e le riprese video così ottenute possono essere caricate direttamente dal dispositivo o dopo averle copiate sul tuo computer.
Videocamere analogiche e digitali
Se possiedi già una videocamera digitale (una di quelle che riprendono in formato Digital8, MiniDV, HDV, o in altri formati DVD), sei pronto per iniziare a girare il tuo capolavoro. La videocamera ha bisogno di una qualche connessione diretta al computer. Può trattarsi di una porta USB o FireWire, oppure del semplice trasferimento fisico del DVD che hai registrato. Una volta che hai scaricato il video dalla videocamera, lo puoi caricare su YouTube o trasferirlo su un programma di editing per divertirti ancora un po’.
Se possiedi una videocamera analogica (che utilizza nastri VHS, VHS-C, SVHS-C, 8 mm o Hi8), puoi comunque caricare i tuoi video su YouTube, ma sono necessari un ulteriore passaggio e degli strumenti aggiuntivi, perché questo tipo di videocamere non è generalmente predisposto per il collegamento con i computer. Devi digitalizzare il video con un convertitore, che converte il segnale analogico della videocamera in un segnale digitale comprensibile al computer. Dopo avere digitalizzato il video, puoi modificarlo ulteriormente o caricarlo.
Editing e ottimizzazione dei video
Se desideri acquisire un po’ più di pratica, nella maggior parte dei nuovi computer è installato un software di video editing di base (come iMovie di Apple o Windows Movie Maker). Dopo avere copiato il video dal cellulare, dalla fotocamera o dalla videocamera sul computer, puoi importarlo in questi programmi. La maggior parte di questi programmi non soltanto consente di montare il video, ma anche di aggiungervi effetti, titoli e musica per rendere più interessante il video dal punto di vista visivo e sonoro.
Caricamento dei video su YouTube
Una volta soddisfatto del risultato finale, per poter caricare il video, devi salvarlo in un formato supportato da YouTube. A meno che tu sia un produttore di video professionista, ti consigliamo di salvare i video in formato QuickTime .MOV, Windows .AVI o .MPG; questi sono i formati più comuni e funzionano bene all’interno del nostro sistema. Consigliamo in particolare il formato MPEG4 (Divx, Xvid) a una risoluzione di 640 x 480 con audio MP3. Se fai in modo che il tuo video rispetti queste specifiche prima di caricarlo, i tuoi clip avranno un aspetto migliore su YouTube.
Caricamento dei video direttamente da dispositivi mobili
Se il tuo telefono cellulare o il tuo PDA supporta funzionalità video, puoi caricare i video direttamente dal dispositivo su YouTube. Se hai un clip simpatico e poco voluminoso sul cellulare, puoi pubblicarlo in modo semplice e veloce. Prima imposta le tue Opzioni di caricamento da dispositivo mobile, quindi invia i tuoi video all’indirizzo email che ti è stato assegnato. Tutti i tuoi video provenienti da dispositivi mobili presenteranno i tag predefiniti, il titolo e la descrizione che hai impostato; puoi però cambiare questi valori nel messaggio email che invii.
Quando carichi il tuo video, ti chiediamo di scegliere almeno una categoria e di inserire una breve descrizione sul contenuto. Inserendo queste informazioni, consentirai a tutti i membri di YouTube di trovare il tuo video. Se vuoi che il tuo video abbia un pubblico, fai questo piccolo sforzo. Più preciso sarai nella descrizione di ogni video e più facile sarà per tutti trovare video fantastici da guardare.
Crea dei tag descrittivi; per esempio, se hai girato un video dei tuoi amici al mare, potresti utilizzare: festa spiaggia surf. I tag sono separati tra loro da uno spazio.
Regia/produzione
Pianificare la ripresa: i primi passi necessari
di Jim Stinson © 2005 Videomaker, Inc.
La causa principale dei disastri video è una pessima pianificazione, non soltanto durante la fase di pre-produzione ma fino alla fine della post-produzione. I professionisti non soltanto escogitano i piani, ma li mettono in pratica e ne seguono lo svolgimento. Per pianificare come un professionista, devi:
- Pianificare la ripresa nella fase di pre-produzione.
- Realizzare la fase di produzione secondo i piani.
- Montare la scena pianificata nella fase di post-produzione.
Questo intenso processo di pianificazione e verifica è essenziale per consegnare un video di qualità rispettando scadenze e preventivi.
L’aspetto sulla pianificazione della creazione di un video viene spesso trascurato, per questo abbiamo deciso di dedicare tre articoli a questo argomento, uno per ogni fase di produzione. In questo mese è trattata la ripresa in pre-produzione. La pre-produzione non è altro che una pianificazione dalla concezione iniziale alla programmazione finale. In questa sede ci soffermiamo sullo sviluppo di ciò che andrai poi a riprendere e montare. Esamineremo la sceneggiatura, il casting, lo staff, lo scouting e il budget.
Inoltre, esamineremo una nuova area di pianificazione: gli effetti speciali. In altre parole, la fase di pre-produzione riguarda sia l’editing che la ripresa.
Innanzitutto, il copione
Sebbene in sé non sia una pianificazione, la sceneggiatura sta alla base di ogni singola decisione che prendi in fase di pre-produzione. Senza un copione completo, infatti, non puoi selezionare gli attori, definirne il look, stabilire le attrezzature che ti servono, fare un elenco delle esterne o dei set, fissare un budget o impostare una programmazione.
No, una bozza non è sufficiente, anche se è lunga 50 pagine. Soltanto un vero copione è abbastanza dettagliato per la pianificazione. E che cosa dire degli storyboard? Le sequenze di uno storyboard con azioni complesse e/o effetti speciali servono per farsi un’idea del layout del video, ma usa un copione scritto per pianificare la produzione.
Per programmi diversi dalle fiction, un copione con un formato a due colonne “A/V” (Audio e Video) includerà la narrazione completa e l’audio essenziale nella colonna sinistra e la parte visiva in quella destra. Per i film che rientrano nel genere fiction, viene utilizzato il classico formato della sceneggiatura. Sul Web sono reperibili esempi di copioni di vario formato; per consigli sulla quantità di dettagli da includere, consulta il riquadro a lato. La conclusione è questa: quando si passa alla fase di produzione, non è possibile iniziare le riprese senza una pianificazione dettagliata alle spalle.
Livello di dettaglio di un copione
Se scrivi un copione in formato audiovisivo o una sceneggiatura, non devi (o non dovresti) specificare le angolazioni della videocamera e le singole riprese. Per esempio, se la storia prevede un personaggio che guarda le vetrine lungo una strada, è sufficiente scrivere che Marzia percorre la via principale guardando le vetrine, si ferma davanti ad alcune e prosegue. A metà strada vede qualcosa in una vetrina. Si tratta della statua di un falco nero. Sorpresa, si fa coraggio ed entra nel negozio.
Puoi notare che il testo suggerisce un’interruzione approssimativa dei contenuti della scena, ma senza provare a fare il lavoro del regista. Qualsiasi regista degno di questo nome sa come distribuire questa azione in varie scene adeguate. Peraltro, il responsabile di produzione può acquisire dalla descrizione informazioni sufficienti per definire le caratteristiche dell’attrice “Marzia” e predisporre una strada di una piccola città, un negozio di antiquariato o un monte dei pegni e un’ambientazione (compresi costumi, arredamento e così via) in stile “Il mistero del falco”.
In poche parole, il copione è sufficientemente dettagliato per la pianificazione, senza essere troppo restrittivo.
Effetti speciali
Le persone credono che gli effetti speciali siano generati in fase di post-produzione dalle tecniche di computer grafica e composizione. In realtà, gli effetti più convincenti sono pianificati in fase di pre-produzione, in modo che il luogo di ripresa, la composizione e il lavoro di computer graphic possano integrarsi senza problemi tra loro e generare il risultato finale. Ecco perché devi sviluppare i tuoi effetti speciali ben prima di pensare ai luoghi di ripresa e al budget.
Per esempio, consideriamo uno spettacolare scontro frontale tra due auto. Per creare uno scontro realistico, le auto si devono dirigere l’una verso l’altra e proseguire quando si incontrano, magari a una distanza di sicurezza di mezzo metro, e tu dovresti riprendere con un teleobiettivo lungo per nascondere la distanza tra le due auto. Nella fase di post-produzione, devi velocizzare la scena dello scontro e nascondere la distanza tra le auto con delle fiamme realizzate in computer graphic inserite al momento giusto e che riempiano l’intera scena.
Fin qui tutto bene, ma il segreto di qualsiasi effetto sta nel presentarlo integrandolo con altre riprese ausiliarie. Per ottenere il risultato voluto, devi pianificare delle riprese ad alta velocità delle singole vetture, qualche primo piano dei conducenti e magari una ripresa dal tettuccio di una delle automobili dopo lo scontro, con una vittima che si dibatte per aprire lo sportello. La pianificazione prevede che un lato dell’auto venga appoggiato su alcuni blocchi di cemento per inclinare la vettura, effetto accentuato inclinando la videocamera nella direzione opposta (nota per il direttore della fotografia: scegli uno sfondo vago che non riveli la ripresa inclinata, quindi illumina il parabrezza, la portiera e la vittima che si dibatte con la luce tremolante di un fuoco). In fase di post-produzione, crea l’effetto di un fuoco che divampa in primo piano per completare il trucco. Ogni parte di questa scena deve essere pianificata nei minimi particolari, rottami carbonizzati e fumo del fuoco compresi.
Alla luce di quanto detto, appare evidente che non puoi pensare di pianificare le sequenze dello scontro soltanto in fase di post-produzione. La pianificazione, infatti, deve essere progettata in modo preciso sia prima che durante la ripresa, perché solo così puoi creare un effetto di classe.
Persone, luoghi e soluzioni
Anche le più importanti produzioni di Hollywood vengono pianificate e sviluppate per approssimazioni successive: il copione descrive le necessità, i pianificatori cercano di soddisfarle, poi il copione viene sistemato per eliminare le risorse che non è stato possibile ottenere e potenziare quelle disponibili.
Ciò si verifica regolarmente durante la scelta del cast. Supponi, per esempio, che il copione richieda una matrigna perfida e seducente, ma che l’unica attrice disponibile sia una signora sciatta e tarchiata che risulterebbe ridicola nei panni della “femme fatale”. Va sempre a finire così. La soluzione è revisionare velocemente il copione per creare una matrigna sempre perfida, ma sciatta e tarchiata. Una pianificazione che si adegua alle circostanze risparmierà a film e attrice una magra figura.
Parliamo dei luoghi. Se non riesci a trovare nessun posto che assomigli alle segrete in cui la matrigna malvagia imprigiona l’eroina, hai tre possibilità: eliminare la parte delle segrete, riprodurle come set virtuale in computer graphic (se disponi delle risorse necessarie), oppure incatenare la fanciulla in un magazzino o qualcosa del genere.
Ancora una volta, se pianifichi queste opzioni prima dell’inizio della produzione, puoi sempre modificare il piano; se invece non hai investito nella pianificazione, finirai per ritrovarti su un set assai poco convincente come “segreta di un castello” e dovrai ricorrere a una soluzione improvvisata sul posto. E, in queste situazioni, raramente si trovano delle soluzioni soddisfacenti.
L’importanza della programmazione
In realtà, la valutazione dei costi e la programmazione sono le due metà di un cerchio. La programmazione consente di collocare i membri del cast, la troupe e le attrezzature appropriate nel luogo giusto al momento giusto, operazione fondamentale se paghi lo staff a ore o giorni e altrettanto importante se stanno donando il loro tempo.
Con una buona pianificazione, puoi anche risparmiare un sacco di soldi (in questi casi la pianificazione e il budget vanno a braccetto). Per esempio, se il noleggio di un carro dei pompieri d’epoca costa 200 $ al giorno, sarà opportuno pianificare tutte le scene che richiedono la sua presenza una vicina all’altra, in modo da poterlo restituire nel minor tempo possibile.
Okay, ma per il trasporto fino al set? Una volta ho noleggiato un’auto d’epoca senza sapere che il motore non era funzionante. All’ultimo minuto, fui costretto a sborsare una cifra esagerata e non in preventivo per noleggiare un carro attrezzi per un giorno.
La stessa cosa vale per tutto quello che richiede un tempo preciso. Un’attenta pianificazione ti permette di avere gli attori giusti al posto giusto con tutte le attrezzature necessarie, vale a dire, tutto pronto per le riprese. Senza una pianificazione, tutti finiscono per stare senza far niente e ciò non va bene.
E se piovesse o qualcos’altro andasse male? Un professionista della pianificazione avrà un piano contro gli imprevisti: un metodo per passare a riprendere qualcos’altro finché non potrai proseguire con la programmazione originale.
Soldi, soldi, soldi
Gli amministratori di produzione professionali devono innalzare piccoli altari allo spirito della Legge di Murphy sui quali bruciare delle banconote simboliche, perché durante una ripresa qualsiasi cosa possa andar male, andrà male. Il primo corollario è: tutto ciò che va male costa denaro.
Tutto. È inutile dire che i pianificatori di produzione esperti valutano i costi dello spettacolo elemento per elemento, fino al costo della crema emolliente per il reparto trucco. Con occhio di lince, controllano inoltre ogni aspetto della produzione. Per esempio, se un attore deve lanciare un vaso contro un altro attore, devono valutare quante riprese potrebbero essere necessarie e quanti vasi sostitutivi servirebbero. Se invece una sequenza richiede neve vera, devono sapere come sarà il tempo e quanti giorni di lavoro si potrebbero perdere in attesa che la soffice neve inizi a cadere.
Ovviamente ogni produzione è diversa dall’altra. Se stai registrando il discorso del Presidente della società nel suo ufficio, non dovresti avere alcun problema. Se ti stai occupando della migrazione delle balene dal loro punto di vista, buona fortuna.
Siccome non disponi di fondi illimitati, non puoi permetterti investimenti azzardati. Devi invece esaminare ogni pagina del copione in modo lucido e lungimirante per individuare eventuali punti in cui rischi di sforare il budget e quindi aggiungere una quota contro gli imprevisti.
Poi raddoppiala e… prega!
E questo è tutto per quanto riguarda la creazione di un piano di produzione. La prossima volta, vedremo come strutturare la ripresa effettiva in base a tale piano, in modo che il filmato sottoposto a editing corrisponda a ciò che avevi programmato di realizzare.
Reclutamento degli attori
del Dr. Robert G. Nulph © 2006 Videomaker, Inc.
Uno dei compiti più difficili, importanti e gratificanti di un regista è trovare, ingaggiare e lavorare con gli attori.
Le persone che utilizzi nella tua produzione influenzeranno notevolmente il successo della stessa. Infatti, anche se abbiamo tutti sentito parlare o letto quanto sia importante l’illuminazione, la ripresa e l’editing in una produzione, è proprio l’attore di fronte alla videocamera o colui che presta la propria voce che colpirà maggiormente gli spettatori. Perché credi che esistano le “star”? In questo articolo discuteremo su come fare a cercare e reclutare gli attori e alcuni errori da evitare.
Dove cercarli?
Il tipo di artista da reclutare e il luogo in cui trovarlo dipendono dalla portata del progetto e dal budget a disposizione, dal tipo di artista necessario, dalle capacità di recitazione, memorizzazione delle battute e da altre esigenze artistiche che vengono richieste all’attore e, ovviamente, dal budget disponibile.
Ci sono cinque categorie principali di artisti fra cui puoi scegliere. Queste comprendono: la famiglia e gli amici; i membri delle organizzazioni per i quali stai svolgendo il progetto; i professionisti in erba; gli studenti delle scuole superiori o universitarie di teatro o dei gruppi teatrali locali; gli attori professionisti e le persone con una bella voce.
Lo zio Pino e la zia Maria
Gli attori più economici e più facili da contattare (ma non necessariamente i più “ricettivi” quando si inizia a lavorare sul serio) sono amici e parenti. Il fatto di stare davanti a una videocamera e di vedersi in televisione esercita su molte persone un fascino particolare. In ogni modo, cerca di evitare questa categoria di “attori”, a meno che i tuoi amici o parenti siano davvero bravi e disposti a sottostare ai tuoi ordini. Ripresa dopo ripresa, vedrai svanire dai loro volti ogni brama di successo e, dopo dieci ore di duro lavoro, i tuoi amici o parenti inizieranno a vederti non come il caro ragazzo che tutti amano e apprezzano, ma come il regista esigente e testardo che li sfinisce per fare le cose come dice lui. Se il progetto va in porto, ti adoreranno e ti incoraggeranno e ti sentirai una star. Se però le cose non vanno per il verso giusto e i tuoi attori non raggiungono il livello di perfezione a cui aspiri, sarà difficile rivolgere loro delle critiche che non vengano prese sul piano personale, e di punto in bianco ti ritroverai spodestato dalla tua sedia da regista, perderai qualsiasi autorità e non avrai più voce in capitolo sul loro modo di recitare. E poi ti sfido a trovare qualcuno che abbia il coraggio di licenziare lo zio Pino o la zia Maria!
La scelta di una persona con una bella voce per le tue narrazioni è importante quanto quella dell’attore. Il narratore non deve avere soltanto una splendida voce, ma anche essere in grado di leggere e seguire le indicazioni, e trasmettere l’atmosfera e il tono del progetto. Le voci utilizzate possono rendere eccellente o rovinare la tua produzione, quindi cerca di essere molto selettivo e non scegliere la zia Maria soltanto perché è simpatica e fa degli ottimi biscotti con pezzi di cioccolato.
Il Presidente della società
L’impiego dei membri della società per cui stai curando la produzione del progetto può risultare una scelta gratificante e vincente. È anche una soluzione meno gravosa per i conti aziendali. Se selezioni con attenzione i tuoi “attori” e stabilisci sin dall’inizio che l’obiettivo comune è quello di creare un filmato fantastico che rappresenti la società, questa scelta può funzionare.
Quando scegli il CEO o il presidente di una società come “attore” del progetto, spiegagli sin dall’inizio che comprendi l’importanza della sua posizione e il difficile compito che è tenuto ad affrontare in qualità di portavoce dell’azienda. Tuttavia, cerca anche di spiegargli con molto tatto che, siccome l’esperto di comunicazione video sei tu, dovrà seguire le tue istruzioni e accettare anche eventuali critiche. Ricordati che lavorare davanti a una videocamera può intimorire anche la persona più spavalda che conosci. Metti le persone a loro agio e guidale nella realizzazione del video, incoraggiandole e dispensando piccoli ma sinceri complimenti, e cercando sempre di esprimere le tue critiche in modo positivo.
Se hai bisogno che un gruppo di impiegati di una società lavori davanti alla videocamera, organizza dei provini. Assicurati che le persone che decidono di partecipare siano davvero motivate. Se si dovessero sentire “costrette” a lavorare di fronte alla videocamera, questa costrizione trapelerebbe dal linguaggio del loro corpo e ciò potrebbe creare problemi alla produzione. Lavora solo con persone che si offrono spontaneamente di stare davanti alla videocamera e spiega loro che cosa ti aspetti esattamente. Suddividi il loro lavoro in modo che sia fattibile, dirigi le attività in modo fermo e ricordati dell’importante funzione di complimenti e critiche positive. Ricordati, infine, che un po’ di vettovaglie non guastano mai e sono una piacevole forma di incoraggiamento.
Macellai, panettieri e realizzatori di candele
Sergei Eisenstein, noto regista cinematografico russo, sosteneva che, se un film richiedeva che un attore impersonasse un macellaio, bastava uscire e scritturare un macellaio. Ci sarebbe tanto da dire a riguardo. I poliziotti camminano da poliziotti, i dottori parlano come dottori e i ballerini danzano come ballerini. Se il tuo progetto prevede dei personaggi che svolgono una professione specifica, avrai più probabilità di successo se scritturi per la parte una persona che svolge davvero quella professione. Chiunque è in grado di recitare se lo alleni nel modo giusto, ma pochi sanno maneggiare un saldatore in modo convincente, tritare la carne senza tagliarsi un pollice, preparare il pane senza coprirsi di farina dalla testa ai piedi o realizzare una candela decorativa senza bruciarsi le mani o dare fuoco alla casa. Quindi, se dovessi averne bisogno, scrittura un macellaio, un panettiere o un esperto di candele.
Attori dilettanti
Là fuori c’è una vasta categoria di persone volenterose e piene di talento che non aspettano altro che la tua chiamata per recitare nella tua produzione. Compagnie di teatro locali e studenti delle scuole superiori o universitari che frequentano corsi di teatro spesso sono ben disposti a partecipare a un progetto per pochi spiccioli e una copia del prodotto finale. Chiama le scuole e i teatri della tua zona e chiedi se puoi attaccare un volantino nelle loro bacheche. Assicurati che gli attori conoscano il tipo di progetto per cui hai organizzato il casting, i precisi ruoli che speri di assegnare e la durata del lavoro. Non avere paura di risultare troppo pignolo riguardo ai tipi di persone che hai in mente per le varie parti da assegnare. Se la storia richiede un’anziana signora di 80 anni, specificalo senza timori. Resterai sorpreso dal numero di aspiranti attrici non più giovanissime disposte addirittura a truccarsi per apparire ancora più vecchie. E, in fin dei conti, è molto più semplice ingaggiare una signora di 80 anni piuttosto che cercare di invecchiare una ragazza di 20!
Quando lavori con studenti di un corso di teatro, tieni presente che probabilmente avranno avuto soltanto parti di secondo piano, ruoli che prevedevano una certa distanza dal pubblico e che li obbligavano a tenere un tono di voce più alto e a gesticolare molto di più per farsi udire e vedere. La vicinanza della videocamera potrebbe quindi intimidirli e all’inizio potrebbero “gigioneggiare” davanti all’obiettivo. Rivedi le loro performance e spiega loro che un video richiede maggiore “intimità”. Vedrai che presto impareranno a recitare con meno enfasi e tu otterrai una performance perfetta.
Il posto migliore per trovare una persona con una bella voce è l’ambiente in cui vivi o la stazione radio della scuola, se ne ha una. Trova la persona adatta alla produzione che stai realizzando e chiedile se è disposta a prestare la propria voce per la gloria che ne trarrà o in cambio di un piccolo compenso. Anche se il tuo video ha un budget molto basso, ti sorprenderai dal numero di persone all’altezza che saranno disposte ad aiutarti.
L’attore professionista
Come suggerisce il nome stesso, il lavoro degli attori professionisti deve essere remunerato adeguatamente. Negli Stati Uniti esistono due associazioni o sindacati di artisti professionisti che comprendono attori, ballerini, cantanti, stuntman e doppiatori: l’Associazione degli attori americani o SAG (Screen Actors Guild) e la Federazione americana degli artisti radio-televisivi o AFTRA (American Federation of Television and Radio Performers). Se disponi di un discreto budget, potresti ricorrere (per volontà tua o per esigenze di copione) all’ingaggio di attori professionisti. Questi sindacati impongono norme obbligatorie molto specifiche per l’assunzione di un artista iscritto. Stipendi, indennità, ambienti di lavoro, condizioni riguardanti l’orario lavorativo e requisiti di assunzione sono solo alcuni degli aspetti che bisogna conoscere bene quando si lavora con dei professionisti.
Se hai a disposizione un budget modesto o sei uno studente universitario, potresti lavorare con i membri dell’associazione SAG (Screen Actors Guild) stipulando i loro nuovi contratti Short Film Agreement e Ultra-Low Budget Agreement o il contratto Modified Low Budget Agreement. Per ulteriori dettagli, consulta la loro pagina web sul sito www.sagindie.com.
Se scegli membri dell’associazione SAG o dell’AFTRA, lavorerai con professionisti con grande esperienza nel lavoro di fronte alla telecamera. Tuttavia, cerca di essere pignolo. Alcuni membri hanno lavorato a sufficienza per ottenere diritti di associazione ma non hanno acquisito un’esperienza pari a quella di attori di teatri locali. Assicurati di ottenere ciò per cui paghi.
Ultima chiamata
Il casting può essere molto stressante e complesso. Se sai approssimativamente quello che vuoi, sarà tutto più semplice. Saprai quando dovrai scendere a compromessi, quando scegliere persone che hanno sempre svolto quel ruolo particolare e quando non farlo. Se riesci a ottenere una buona performance nel lavoro finale, la fatica sarà ricompensata.
L’ABC della composizione
di Kyle Cassidy © 2006 Videomaker, Inc.
Che cosa distingue i grandi capolavori dell’arte da tutto il resto? La composizione. In questa prima parte, riveleremo alcuni trucchi segreti utilizzati dai grandi maestri per le loro composizioni.
Se chiedi a tante persone diverse che cos’è che rende un’opera un capolavoro, tutte avranno opinioni diverse, che vanno dal colore utilizzato dall’artista al soggetto che ha scelto, ma tutte sapranno riconoscere cos’è che separa un amatore da un professionista: la composizione.
Ora esigo la massima attenzione da tutta la classe: inizia la lezione.
Lo schermo è la tua tela
I realizzatori di video, i fotografi e i pittori sono tutti molto simili fra loro. Oltre a essere invitati alle feste migliori, ognuno di loro deve raccontare una storia all’interno delle quattro mura di un’inquadratura. Queste “inquadrature” differiscono nelle dimensioni, ma il principio rimane lo stesso: si tratta del modo concreto che essi hanno di vendere la loro visione. Utilizzale saggiamente.
Esistono dei film come The Cell (La cellula), La neve cade sui cedrie Sisters che ritengo tu possa interrompere a caso e ricavare un poster da appendere al muro che sarai felice di osservare per tutta la vita. Questo è decisamente un obiettivo notevole.
L’essenza
La composizione può variare leggermente in base al tipo di ripresa. Nei primi piani in genere l’inquadratura è completamente occupata da un unico soggetto, mentre i campi lunghi spesso includono più elementi.
I campi lunghi sono spesso impiegati per riprese che raffigurano i personaggi nel loro ambiente. Puoi, per esempio, comporre una ripresa che mostra l’obelisco del Washington Monument sullo sfondo e, in piccolo e in primo piano, due persone sedute su una panchina. Che cosa ci suggerisce questo? Ci suggerisce che siamo a Washington e che i due potrebbero essere dei politici o delle spie. Immagina adesso una ripresa che mostra, in piccolo, due persone e un’immensa montagna dietro di loro. Che cosa ci suggerisce questo? Ci suggerisce che sono persone piccole e fragili.
Nella storia del cinema recente, uno dei campi lunghi che preferisco è quello utilizzato nel momento culminante del film d’avventura Azumi di Ryuhei Kitamura, incentrato sulle arti marziali: i cancelli della città si aprono per rivelare la nostra eroina solitaria in lontananza. Tra lei e l’uomo che dovrebbe salvare, si frappongono centinaia di pirati pesantemente armati. La tensione dell’attesa è palpabile, gli spettatori trattengono il fiato. Che cosa intuiamo da questa ripresa? Sappiamo che Azumi deve recarsi dal punto A al punto B attraversando una strada minacciosa piena di pirati. La maestria con cui queste tre informazioni (eroina, cattivi e obiettivo) si combinano sullo schermo fa la differenza tra un film che racconta una storia e un film che racconta magnificamente una storia.
I campi medi sono utilizzati spesso per mostrare le interazioni fra i personaggi: due persone sedute a un tavolo, una persona che taglia la verdura sul piano della cucina. Le inquadrature in campo medio mostrano il modo di vedere le cose delle persone che vivono e lavorano in uno spazio chiuso. Le inquadrature in campo medio di Steven Spielberg utilizzate per le sequenze in barca del film Lo squalo , danno a noi spettatori quel senso di crampo allo stomaco provocato dalla paura e ci ricordano che i nostri eroi hanno un piccolissimo rifugio.
I primi piani rivelano le espressioni facciali e le emozioni. Allontanano il mondo lasciandoci soli con il personaggio.
I primi piani rivelano le espressioni facciali e le emozioni. Allontanano il mondo lasciandoci soli con il personaggio. Un vero e proprio primo piano d’effetto che è stato utilizzato si può trovare nelle sequenze del film The Big Chill— di Lawrence Kasdan, in cui le mani di una donna vengono riprese mentre abbottonano la camicia di un uomo, aggiustano la sua cravatta e raddrizzano il suo colletto. Di primo impatto il pubblico è indotto a pensare che un uomo viene vestito per una serata romantica in città da un partner premuroso, ma soltanto al termine dei titoli di testa realizziamo che le mani sono quelle di un impresario di pompe funebri che sta preparando un corpo per la sepoltura.
Terminologia per la composizione
Proprio come esiste un gergo particolare per il calcio, analogamente esiste anche una terminologia specifica per la composizione. Imparare a distinguere i vari termini, le loro definizioni e il loro impiego ti sarà di grandissimo aiuto non solo per la composizione delle tue riprese, ma per diventare un osservatore attento del lavoro altrui.
- La regola dei terzi: la “regola dei terzi” è forse la lezione più importante da apprendere ai fini della composizione. In pratica si divide l’inquadratura in nove rettangoli uguali (disegnandovi sopra uno schemino simile in tutto e per tutto a quello utilizzato per giocare a tris) e si pone l’area di interesse all’intersezione di due di quelle linee. La prossima volta che ti capita di osservare delle immagini fisse o di guardare un film, nota la frequenza di utilizzo di questa tecnica.
- Linee principali: le linee principali conducono lo sguardo dello spettatore in una certa direzione; binari del treno, fiumi, alberi caduti sono tutti elementi utilizzabili per guidare lo sguardo dello spettatore verso un determinato oggetto sullo schermo.
- Accostamento: accostare qualcosa significa porre vicini due elementi per confrontarli. A volte il significato può essere letterale, come i milionari di Una poltrona per due accostati a Eddie Murphy nel ruolo di un mendicante, oppure simbolico, come nella scena di Guerre stellari: Una nuova speranza, in cui Obi Wan Kenobi e Darth Vader si incontrano per la prima volta. Vengono mostrati ai lati opposti dello schermo, uno buono e l’altro cattivo, per rappresentare gli estremi della condizione umana.
- Altezza massima: Per altezza massima si intende lo spazio al di sopra della testa di una persona. Se l’altezza massima è troppo o troppo poco estesa, l’immagine risulterà sbilanciata o compressa.
- Nose room: per un qualche motivo, ci dà fastidio vedere qualcuno che guarda lontano senza avere dello spazio davanti a sé. Quando riprendi a 3/4 o di profilo, lascia un po’ di spazio di fronte al naso del soggetto.
- Lead room: si tratta del nose room per oggetti in movimento, come un cavallo al galoppo o una macchina; lascia dello spazio per far entrare il cavallo o la macchina anziché affollare la parte laterale dello schermo.
L’aggiunta di informazioni in primo piano o sullo sfondo fa capire allo spettatore il contesto della scena.
Sfondo
Stai attento a che cosa c’è dietro il soggetto. Quando guardi nel mirino sei spesso molto concentrato sul soggetto principale e ti accorgi soltanto in un secondo momento che dalla sua testa spunta un palo della luce o che parte del telaio di una finestra assomiglia incredibilmente a una freccia che gli entra da un orecchio ed esce dall’altro. Lo sfondo può anche rendere più interessante la scena. Per esempio, quando intervisti tuo nonno sulla sua esperienza in guerra, se appendi la sua uniforme o una mappa sullo sfondo, leggermente sfocata, rendi visivamente più interessante la scena e fornisci informazioni utili.
Primo piano
In modo simile, il primo piano può essere utilizzato per dare maggiori informazioni. Per esempio, due persone sdraiate su una coperta in primo piano potrebbero suggerire che il prato che stiamo guardando si trovi in un parco. Se aggiungiamo un cervo nello stesso luogo, diventa improvvisamente un prato nel bosco. Se inseriamo alcune persone sfocate ben vestite che giocano a croquet, diventa un maniero inglese.
Bilanciamento
La funzione cerebrale che ci consente di stare eretti ci porta a cercare l’equilibrio nella composizione. Una scena ponderata in modo uniforme sembra essere “a riposo” e tranquillizza lo spettatore. Per essere “bilanciata”, una scena non deve necessariamente avere come soggetto due persone equidistanti. Una persona sul lato destro dello schermo potrebbe essere “bilanciata” da un orologio appeso a una parete sul lato sinistro.
Variando il bilanciamento o aggiungendo linee verticali o inclinate che rendono un’inquadratura meno bilanciata, puoi conferire alla tua ripresa una grande tensione.
Tensione
Non necessariamente desideri che lo spettatore si senta sempre in pace e in armonia. Spesso potresti voler creare tensione e puoi farlo mutando l’equilibrio aggiungendo linee verticali o angolari che rendono un’inquadratura meno bilanciata. Se inclini lateralmente la videocamera di alcuni gradi, impedisci al tuo pubblico di rilassarsi. Potrebbero anche non notare che l’orizzonte è spostato, ma inconsciamente avvertono che c’è qualcosa che non va. Puoi creare tensione anche utilizzando un grandangolare che distorce la ripresa in modo che le linee non siano parallele o perpendicolari.
Coerenza della composizione
È importante mantenere la coerenza nella composizione per evitare di confondere lo spettatore. Gli attori devono guardare e parlare in direzioni logiche; per esempio, due attori seduti a tavola uno di fronte all’altro non dovrebbero essere ripresi in primo piano con lo sguardo rivolto nella stessa direzione.
Impiego del colore
La composizione del colore è una parte fondamentale di molti film cinematografici: in The Village, per esempio, il regista M. Night Shyamalan fa un ottimo uso del colore rosso per rappresentare gli elementi maligni e dei blu freddi per rappresentare il bene.
Mesi prima dell’inizio delle riprese, molti registi, responsabili di produzione e direttori della fotografia scelgono una gamma di colori per il film, compresi i colori per i costumi, stabilendo gli abbinamenti di colore adatti per trasmettere al pubblico le sensazioni desiderate. Per avere un esempio di composizione ipercolarata, ti consigliamo di guardare il film di Peter Greenaway Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante.
Conclusione
Aspetta a tirare fuori il cappello e la tunica da cerimonia, perché è ancora presto per il diploma.
Ti abbiamo presentato i concetti di base; in un prossimo articolo ti forniremo dei suggerimenti più tecnici sulla composizione per trasformare le tue riprese da cartoline video a capolavori da esporre.
11 consigli per vivacizzare un video
di Kyle Cassidy © 2005 Videomaker, Inc.
Esistono molti modi per rendere noioso il tuo video. Parliamo in tono di scherno di “mezzibusti” in televisione perché non sono esaltanti. Una cosa è trovarsi in una stanza con qualcuno che parla per un’ora, un’altra è guardarlo come una singola immagine video continua. Purtroppo, la selezione naturale non sempre decide chi può realizzare il video. In quanto realizzatore di video, hai l’obbligo di non annoiare gli spettatori e si spera che tu desideri rendere loro piacevole la visione del video. Esistono molti modi per rendere più interessanti i video con posizionamento della videocamera, angolazioni e movimento opportuni. Di seguito vengono fornite alcune idee.
1. Abbassati al loro livello
Uno degli errori più comuni dei videoamatori quando riprendono o fotografano animali domestici o bambini è quello di non considerare il punto di vista. Gli adulti vedono i bambini e i cuccioli da una prospettiva completamente diversa rispetto a quella con cui vedono gli altri adulti. Non avere paura di accovacciarti e di riprendere da un’altezza inferiore. Un chihuahua fotografato da un’altezza di un metro e settanta risulta semplicemente ridicolo.
2. Pianifica gli sfondi
Più che assicurarsi che un lampione non spunti dalla testa di qualcuno, pianificare lo sfondo potrebbe significare cercare i luoghi prima di iniziare a riprendere e spostare i soggetti in una zona più adatta. Degli sfondi inappropriati potrebbero essere quelli “affollati”, vale a dire pieni di elementi complessi e confusi che distraggono dal soggetto. Altri potrebbero essere troppo chiari, causando l’illuminazione del soggetto in controluce (come nella ripresa di un soggetto in una veranda in ombra con una spiaggia ben illuminata sullo sfondo). Un po’ di tempo dedicato alla pianificazione delle riprese può contribuire alla riuscita del video.
3. Utilizza gli inserti
Se rimani su una determinata ripresa per molto tempo — per esempio una sposa e uno sposo che si scambiano le promesse — applica degli inserti durante l’editing, così da rompere la monotonia. Prima di iniziare a riprendere, fai qualche primo piano delle persone fra il pubblico o dei visi degli sposi e fai una panoramica sulle macchine nel parcheggio o su un bambino che gioca. Non dimenticare di riprendere del materiale per gli inserti — le finestre della chiesa, il soffitto spettacolare, ecc. — appena ne hai l’occasione. Riprendi più scene di quelle che pensi siano necessarie. Possono rivelarsi utili in fase di montaggio.
4. Utilizza grandangolari o teleobiettivi
I teleobiettivi e i grandangolari non solo possono inquadrare più da vicino o più da lontano, ma cambiano anche la distanza apparente fra gli oggetti. I grandangolari sembrano aumentare la distanza fra un oggetto in primo piano e uno sullo sfondo, viceversa, un teleobiettivo riduce la distanza fra gli oggetti facendoli apparire più vicini.
Spesso, per esempio, i registi cinematografici girano inseguimenti automobilistici mozzafiato con un teleobiettivo lungo, per fare in modo che due automobili sembrino vicinissime, mentre magari in realtà erano separate da un abisso di nove metri! I grandangolari creano l’impressione che gli oggetti vicini all’obiettivo siano più grandi rispetto a quelli retrostanti. Per esempio, un bambino in primo piano potrebbe apparire più alto di un adulto che si trova ad alcuni metri di distanza dietro di lui.
5. Utilizza una cornice naturale
A tutti piace guardare qualcosa delimitato da una bella cornice. Le cornici attirano la nostra attenzione e ci suggeriscono dove guardare. Usci e finestre costituiscono le cornici più ovvie e naturali; allenati a scovare cornici anche nei contesti più inusuali, per esempio nel braccio curvo di una persona o nell’arco formato da una scala a pioli.
6. Profondità di campo
Si tratta di una tecnica importantissima per creare immagini di aspetto professionale. La profondità di campo è l’area davanti alla videocamera che appare nitida (a fuoco). Se la profondità di campo è limitata, il primo piano e lo sfondo del video risulteranno sfocati quando il soggetto inquadrato appare nitido. Viceversa, quando la profondità di campo è elevata, gli elementi in primo piano e sullo sfondo appariranno più a fuoco, come il soggetto. La profondità di campo può essere controllata in vari modi con la videocamera, ma il fattore più importante è sicuramente l’impostazione dell’apertura del diaframma a iride. Impostazioni di apertura basse (corrispondenti a un valore f di apertura del diaframma elevato, come f/22) producono una grande profondità di campo, mentre impostazioni di apertura alte (corrispondenti a valori inferiori, come f/2.8) producono profondità di campo limitate. Se non hai la possibilità di controllare l’apertura del diaframma della videocamera, puoi “ingannarla” applicando un filtro grigio neutro davanti all’obiettivo per “farle credere” che l’ambiente sia meno luminoso. Così facendo, obblighi il sistema di esposizione automatica della videocamera ad aprire leggermente il diaframma per compensare. In pratica, un filtro grigio neutro funziona come le lenti di un paio di occhiali da sole: non modifica il colore, ma fa apparire le cose più scure, “ingannando” così il sistema di esposizione automatica.
7. Evita gli zoom incorporati nella videocamera
Esiste una cosa peggiore di una scena statica ripresa con la videocamera su un treppiedi: una scena statica ripresa con la videocamera su un treppiedi che viene continuamente ingrandita e ridotta. Ingrandisci la scena, stacca su qualcos’altro, quindi riducila. A meno che lo zoom abbia lo scopo di creare effetto, dissimulalo con un inserto.
8. Prova a muovere la videocamera
Non fare traballare la videocamera e non muoverla a scatti. Cerca di mantenere un movimento delicato e regolare. I due movimenti principali sono quello avanti e indietro (truck) e quello laterale (dolly). Una ripresa con il dolly sposta la videocamera avanti e indietro, vicino o lontano dal soggetto, mentre una carrellata sposta la videocamera a destra o a sinistra, tenendola perpendicolare al soggetto. Prova a riprendere dal finestrino di una macchina che si muove lentamente (ovviamente come passeggero, non riprendere mentre guidi!) per seguire un soggetto in movimento, per esempio qualcuno che fa jogging. Prova a muoverti tra la folla per creare quel senso di “eccoti qua!”.
9. Prova a utilizzare un’angolazione della videocamera insolita
Sdraiati per terra ed effettua una ripresa verso l’alto, oppure monta la videocamera su un monopiede e tienilo sospeso per ottenere una prospettiva aerea. Considera scale, scale a pioli e finestre ai piani superiori degli edifici come altri punti strategici per le tue riprese. Le prospettive insolite possono essere intercalate con viste più comuni per spezzare la monotonia di una singola ripresa.
10. Guarda la TV con occhio critico
Quando guardi la televisione o un film al cinema, analizza il lavoro di produzione che c’è dietro. Quanto si sofferma il regista su una scena prima di staccare su qualcos’altro? In che modo impiega le riprese che stabiliscono l’ambientazione e gli inserti per mantenere l’interesse del pubblico? Dove ha collocato la telecamera o la cinepresa? Saper riconoscere questi aspetti basilari è fondamentale per imparare a utilizzarli con efficacia. Nel contempo, analizza in modo critico le produzioni video di chi è al tuo stesso livello. In quali punti hanno ottenuto un buon risultato? Dove hanno fallito? E perché? Ogni volta che individui e comprendi come utilizzare una nuova tecnica, aggiungila al tuo bagaglio di conoscenze.
11. Effettua il montaggio in modo conciso
Individua i clip fondamentali per il video e taglia il resto. Presta attenzione agli elementi con valore affettivo personale e a situazioni buffe che riguardano famiglia e amici se il tuo pubblico non è soltanto la tua cerchia di conoscenze. Potresti pensare che il video di tuo figlio che affonda il viso in un piatto di spaghetti sia il miglior video che tu abbia mai girato, ma le persone al di fuori della famiglia potrebbero non essere d’accordo. Crea un video breve. Anziché mostrare tutte le quattro ore del filmato delle tue vacanze, seleziona soltanto le migliori scene di dieci secondi e combinale in modo da ottenere uno spettacolo d’effetto e divertente di dieci minuti (o meno).
Conclusione
Uno dei tuoi obiettivi principali dovrebbe essere sempre quello di intrattenere lo spettatore. La verità, però, è che molti avvenimenti che finiscono nei video non sono proprio il massimo della vita (“Vorrei cogliere questa opportunità per spiegare agli azionisti il nostro piano quinquennale per portare Wonder Widgets alla ribalta del settore.” “Carissimi, oggi siamo qui riuniti…” oppure “Okay, siamo al secondo minuto del primo tempo, Marco ora si china per allacciarsi una scarpa…”). Questo non significa che ogni video aziendale debba essere rallegrato da uno spettacolo di cani e pony ammaestrati, ma tu hai l’obbligo di realizzare un video che almeno non sia scialbo e insulso.
Ci sono tantissime cose che puoi fare per rompere la monotonia di un video banale. La prima cosa è guardare in modo critico alle produzioni di altre persone per imparare a vedere cosa stanno facendo, perché lo stanno facendo e giudicare se davvero funziona. Una volta che hai compreso le diverse riprese e le tecniche che rendono un video qualitativamente buono, potrai iniziare ad applicarle nel tuo progetto. Movimenti, inserti e angolazioni insolite possono rendere le tue produzioni più interessanti per gli spettatori.
Effetti della videocamera
di Michael Fitzer © 2004 Videomaker, Inc.
Fruga per un attimo nei “cassetti” della tua memoria: ricordi l’ultimo film hollywoodiano che hai visto? Ricordi i personaggi? Come sono riusciti a farti ridere o piangere, a farti aggrappare ai braccioli della poltrona per la tensione o a farti trattenere il fiato per la paura?
Okay, ora concentrati ancora di più. Com’era montato il film? Hai notato per caso la presenza di qualche effetto di transizione digitale, come una pagina che girava o una transizione a scomparsa o “a tendina”, magari a forma di cuore, tipo quelli inclusi nei programmi di editing? Scommetto tutto quello che vuoi che, nell’ultimo film che hai visto, non hai notato alcun tipo di transizione. Probabilmente, l’ultima volta che hai visto una transizione simile a una pagina sfogliata o all’apertura di una veneziana in televisione, si sarà trattato di una pubblicità pacchiana su un canale TV locale.
Gli effetti di transizione computerizzati o CG (Computer Generated) comunemente offerti dai sistemi di editing domestici di certo funzionano. Effetti dai nomi misteriosi come flip (inclina), peel (sfoglia), wipe (tendina) e altri ancora trasportano lo spettatore da una scena all’altra e favoriscono il proseguimento della storia verso la sua conclusione. Tuttavia, a differenza di tagli e dissolvenze, gran parte delle transizioni CG produce un risultato stridente, richiamando su di sé l’attenzione e distraendo lo spettatore dal flusso dei contenuti della produzione. La prossima volta che ti capita di girare una parodia della disco anni ‘70, abbonda pure con le transizioni più stravaganti; se invece vuoi ottenere un prodotto più professionale, prendi in considerazione la creazione di transizioni personalizzate per raccontare la tua storia con stile.
Questo articolo spiegherà come creare alcune transizioni di base con la videocamera durante le riprese e come preparare il terreno per provare a realizzarne di tue nella tua prossima produzione video. Utilizzare le tecniche di transizione durante le riprese non significa riprendere il progetto in modo lineare e inserire le transizioni premendo ogni volta il pulsante di pausa, ma vuol dire non basarsi unicamente sulla fase di post-produzione per effettuare queste operazioni. Il nome può essere un po’ fuorviante, ma in realtà queste tecniche impiegano elementi naturali, e non trucchi digitali, per creare una transizione tra due riprese. Per utilizzare gli effetti di transizione durante le riprese allo scopo di raccontare meglio la tua storia, è fondamentale pianificarli in anticipo.
Piano per il successo
Se pianifichi le transizioni della videocamera prima di iniziare a riprendere, potrai realizzare degli obiettivi importanti. Puoi essere sicuro di ottenere una scena più fluida perché conosci esattamente il passaggio visivo da una scena all’altra senza dover attendere il montaggio per capirlo. Quando arrivi al montaggio finale, sei meno tentato di utilizzare le scadenti transizioni CG disponibili nel software di editing. Le transizioni della videocamera non richiedono i tempi di rendering richiesti dalle transizioni CG visivamente complesse del tipo “sfoglia pagina” e “a tendina”.
Fai lavorare il corpo
Immagina che la sequenza che stai riprendendo richieda le scene seguenti:
- Una donna deve alzarsi dalla sua scrivania,
- uscire dal suo ufficio
- ed entrare nell’ufficio di un suo collega.
Si tratta di una sequenza di eventi piuttosto semplice che, se non stai attento, potrebbe diventare una sequenza di eventi piuttosto noiosa. Un metodo standard per spostare la scena consiste nell’indicare alla donna di:
- Alzarsi dalla sua scrivania.
- Uscire dall’inquadratura a sinistra o a destra.
- Entrare nell’ufficio del suo collega da sinistra o destra.
Siccome un effetto di transizione è un buon metodo per dare più vivacità alle cose, invece di utilizzare uno stacco fra il momento in cui la donna lascia il suo ufficio e quello in cui entra nell’ufficio del suo collega, potresti essere tentato di pescare un effetto a onde dalla lista delle transizioni e ottenere il montaggio. In alternativa, potresti indicare alla donna di agire nel modo seguente:
- Alzarsi dalla sua scrivania.
- Camminare direttamente verso la videocamera fino a bloccare completamente l’obiettivo con il suo corpo.
- L’inquadratura diventa quindi nera.
- Partendo con le spalle alla videocamera, allontanarsi.
- Entrare nell’ufficio del suo collega.
Anche se dovrai montare le scene perché vengano riprodotte come una sola scena, nel secondo scenario la transizione da un luogo all’altro viene realizzata utilizzando l’attrice per oscurare l’immagine anziché una transizione CG.
Movimento della videocamera come transizione
Proviamo ad allontanarci un po’ dall’ambiente dell’ufficio e a immaginare un posto più vivace per il prossimo esempio. Supponi che la tua prossima scena preveda quanto segue:
- Un gruppo di ragazzi sta guardando una finale di calcio al bar.
- La cameriera serve al loro tavolo una quantità industriale di cibi e bevande.
- I ragazzi si sentono male perché hanno mangiato troppo e non si godono la partita.
Anziché riprendere per un’ora i ragazzi che mangiano e bevono, puoi indicare il trascorrere del tempo utilizzando una transizione. Come nell’esempio precedente dell’ufficio, potresti dirigere e montare le scene in molti modi, ma per ora considera i due esempi che seguono:
- Ripresa dei ragazzi che guardano la partita.
- La cameriera serve al loro tavolo una quantità industriale di cibi e bevande.
- I ragazzi si ingozzano.
- Utilizza una transizione “a tendina” per passare alla scena successiva: il cibo è finito e i quattro ragazzi non sembrano stare molto bene.
Lasciali immaginare
Prova a utilizzare un pennarello e un monitor di riferimento per far corrispondere la forma degli oggetti nel fotogramma, per esempio due ruote su due macchine differenti. Dopo aver fatto corrispondere la posizione sul tuo monitor di riferimento tramite i segni che hai tracciato, crea un brillante effetto di transizione aggiungendo dissolvenze e stacchi fra gli oggetti. Questa tecnica richiede un po’ di pratica, ma quando saprai utilizzarla il pubblico si domanderà: “Come hanno fatto?”.
In questo esempio sono presenti tutti gli elementi fondamentali. L’utilizzo della transizione CG “a tendina” consente di indicare il trascorrere del tempo e, se gli attori sono bravi, ottieni una sequenza simpatica. Tuttavia, la tecnica di transizione realizzata con la videocamera riportata di seguito potrebbe rendere un po’ più interessante la scena.
- La cameriera serve al tavolo dei ragazzi che stanno guardando la partita una quantità industriale di cibi e bevande.
- I ragazzi si ingozzano.
- Esegui una breve panoramica sulla televisione.
- Ritorna immediatamente sui quattro ragazzi seduti al tavolo in disordine. Il cibo è finito e i ragazzi non sembrano star bene.
Il trucco è questo: nei pochi secondi in cui esegui la panoramica sul televisore, un altro membro della troupe scambierà velocemente i piatti e i boccali pieni con altri vuoti, che erano già stati preparati lì vicino (ovviamente fuori dall’inquadratura). In alternativa, se non sono disponibili altri aiutanti, prepara tutto sul pavimento ai piedi degli attori. Mentre esegui la panoramica con la videocamera, gli attori effettueranno lo scambio (ricordati solo di non riprendere per sbaglio il pavimento).
Questa tecnica potrebbe richiedere alcuni tentativi per ottenere i tempi giusti, ma una semplice panoramica è sufficiente per far notare e apprezzare agli spettatori lo sforzo fatto.
La tecnica del “prop matching”
Un’altra tecnica che puoi provare chiamata “prop matching”. Immagina la scena seguente:
- Un guidatore irritato si trova in mezzo a un ingorgo stradale.
- Il sudore gli scende dalla fronte a causa del caldo estivo.
- La ripresa termina con una mano che suona il clacson.
- La ripresa successiva riparte dalla mano per rivelare una guidatrice arrabbiata infagottata in vestiti invernali.
- Lei è su una macchina identica a quella in cui si trovava l’uomo.
Mentre l’ambiente circostante e la situazione in cui si trovano i due automobilisti sono praticamente identici, le rispettive località potrebbero distare migliaia di chilometri. Questa tecnica di ripresa ti permette di percorrere con lo spettatore distanze enormi in una frazione di secondo. Il taglio funziona perché le due scene sono completamente diverse mentre gli articoli di scena sono gli stessi.
Fai una prova
Before embarking on your next shoot, plan to use one of these easy examples or conjure up an in-camera transition of your own. The right one will add a completely new dimension to your next video production, and will most certainly please your viewers.
Illuminazione
Facciamo luce sulle luci
di Julie Camenisch © 2006 Videomaker, Inc.
Una guida informativa per la scelta, l’acquisto e l’utilizzo del tipo di illuminazione più adatto per le tue produzioni.
Desideri che i tuoi video sembrino professionali? Un grande lavoro dietro la videocamera e un suono maestoso da soli non renderanno il tuo video come vorresti che fosse. Puoi imparare una lezione da Hollywood. Il direttore della fotografia passa ore a provare l’illuminazione di un immagine in movimento prima di ottenere quella giusta, perché sa bene quanto sia importante per il prodotto finale. Non dovrebbe essere una priorità anche per te? La qualità della tua illuminazione può etichettarti come professionista esperto o come mancato professionista.
Mettere a fuoco o non mettere a fuoco?
Le luci utilizzate nei video si dividono in due categorie principali: lampade pure e semplici o lampade Fresnel (pronunciato “frenel”). Le prime sono piuttosto facili da descrivere: una lampada circondata da un riflettore. Queste lampade utilizzano il riflettore per focalizzare i raggi di luce, ma producono un’illuminazione non uniforme, sebbene le versioni higher-end mitighino l’effetto.
Le luci Fresnel, invece, utilizzano una lente come meccanismo di focalizzazione principale. Producono una luce intensa e concentrata. Solitamente durano di più rispetto all’altro tipo.
La luce è bianca, vero?
I tuoi occhi potrebbero accomunare la luce che filtra da una finestra a quella di una lampada professionale, ma per la videocamera tutte le fonti di luce sono assolutamente diverse. La videocamera fa questa distinzione basandosi sulla differenza nella temperatura della luce. La temperatura della luce si misura in gradi Kelvin (per esempio, 3200 K). Valori bassi di temperatura corrispondono a luci più rosse, mentre valori superiori corrispondono a luci più blu.
Come si applica questo al tuo lavoro? Molte lampade usate nei video sono “calde” (3200 K) e conferiscono una tonalità rossa. Viceversa, le lampade daylight sono “fredde” (5500 K) e tendono al blu. Quando imposti il tuo sistema di illuminazione devi stabilire la fonte di luce principale: modello daylight, al tungsteno o fluorescente. Successivamente, bilancia tutte le altre luci a quella temperatura. Dovresti evitare di mischiare le temperature delle luci, a meno che non sia specificatamente richiesto!
Le lampade non sono tutte uguali
Le luci utilizzate nei video sono solitamente indicate tramite il tipo di lampada che utilizzano, ed esistono tantissime tipologie, sei avvertito in anticipo! Ecco alcuni nomi:
A incandescenza: quasi tutte le lampade domestiche sono di questo tipo. Quelle per uso domestico raggiungono generalmente temperature di colore molto elevate (intorno ai 2900 K), ma puoi acquistare lampade a incandescenza professionali con temperature di colore inferiori. Le lampade di questo tipo sono dette photoflood e richiedono un investimento iniziale modesto, ma purtroppo non durano a lungo.
Alogene al tungsteno: queste lampadine di dimensioni ridotte sono più piccole ed efficienti di quelle a incandescenza, ma sono anche più costose! Sono talvolta chiamate lampadine al quarzo, e normalmente la loro temperatura di colore si aggira intorno ai 3200 K. Le lampadine in questa categoria includono le Arrilite (focusing flood) da 600 watt di Arri o quelle al tungsteno (open face) da 600 watt di Smith-Victor.
Fluorescenti: le lampade fluorescenti standard, come quelle utilizzate negli uffici, producono una luce verdognola e difficilmente competono con i modelli daylight o al tungsteno. Ma esistono anche le lampade fluorescenti professionali. Kino Flo, Photogenic e altri producono sistemi di illuminazione daylight e al tungsteno bilanciati. Questi sono disponibili in varie configurazioni, per esempio in banchi (una serie di lampadine) o come lampadine a singolo attacco. Le lampade fluorescenti durano a lungo, producono una luce soffusa e praticamente non generano calore.
Lampade HMI (Hydrargyrum Medium-arc Iodide): Se sei disposto a spendere qualche soldo, queste lampade sono bilanciate per la luce diurna e sono estremamente efficienti. Le lampade HMI sono in grado di produrre una luce maggiore, quasi tre volte tanto rispetto alla maggior parte delle lampade al tungsteno o alogene. Se cerchi delle opzioni di un impianto di illuminazione HMI a basso costo, puoi prendere in considerazione una luce Fresnel da 1200 watt di Altman o una luce morbida da 400 watt di Dedolight.
Lampade ad arco: potresti averle viste utilizzate per altri scopi. Per esempio, alcuni grossi concessionari di auto le utilizzano per attirare i clienti creando dei cerchi di luce in cielo. I grandi studi di produzione spesso le utilizzano per simulare la luce del sole o per illuminare vaste aree. Agli utenti inesperti non occorrono però! Queste lampade hanno dei requisiti elettrici notevoli e generalmente per il loro utilizzo è necessario un elettricista qualificato.
Procurati gli accessori
Ora conosci le opzioni di illuminazione a tua disposizione. Non ti resta che scoprire come sfruttarle da vero artista. Gli accessori di illuminazione sono i tuoi attrezzi del mestiere.
Le alette taglialuce, alette regolabili applicabili sul bordo di un faretto, servono per controllare o bloccare i raggi di luce. I trasparenti, sempre utilizzati per controllare la luce, sono schermi circolari di rete metallica posti davanti a una lampada che attenuano l’intensità della luce pur mantenendone la temperatura di colore.
Un softbox è una scatola con una superficie bianca che si applica davanti a una luce. Serve sia per la diffusione sia per l’attenuazione della luce che colpisce il soggetto. Questa “luce morbida” produce delle ombre delicate e attenua le rughe e le trame. Per ottenere lo stesso effetto di luce morbida, puoi utilizzare anche un ombrello fotografico: la luce colpisce la superficie interna dell’ombrello, bianca o argentata, la quale riflette e diffonde i raggi di luce sul soggetto inquadrato.
Per qualsiasi realizzatore di video, i filtri gel non devono mai mancare nel kit di illuminazione. Questi fogli di plastica colorati vengono montati di fronte alla lampada o fissati alle alette taglialuce. Puoi modificare l’intensità della luce e/o il colore a seconda del tipo di filtro gel utilizzato. Alcuni filtri gel più comuni sono il grigio neutro per ridurre la luce, il filtro CT Blue per bilanciare le lampade daylight o HMI, e il filtro CT Orange per bilanciare le lampade al tungsteno.
Kit di luci preconfezionati o à la carte
Pronto per fare un po’ di acquisti? Se desideri scegliere personalmente le luci, le strutture di illuminazione e gli accessori, Lowel, Smith-Victor, Arri e LTM sono solo alcuni dei diversi produttori di apparecchi di illuminazione a cui puoi rivolgerti.
Se sai di aver bisogno di diverse luci e vuoi combinare gli accessori, verifica le opzioni del kit di illuminazione. Molte società del settore hanno realizzato dei kit di illuminazione già pronti, dai più semplici ai più complessi. Il kit Swing Pac Tungsten di Altman ne è un esempio. Questo kit comprende 3 luci (di cui una Fresnel), alcuni pratici accessori (per esempio una lampada Soft-Lite Jr. e delle alette regolabili), gli appositi sostegni per le luci e una valigia dotata di ruote per trasportarlo in giro.
Un altro esempio è il kit DP Super Remote di Lowel. Questo kit è ancora più ricco (e più costoso). Comprende 4 luci e un sacco di accessori utili, tra cui un softbox, ombrelli riflettenti, filtri gel, cornici in gel, morsetti, pannelli riflettenti e aste, oltre a supporti per le luci e il contenitore per trasportare il tutto.
Passi successivi
Leggendo questo articolo stai facendo il primo passo verso il controllo della potenza dell’illuminazione e stai portando la tua produzione da un livello medio a un livello artistico. Puoi avere ulteriori informazioni sull’illuminazione professionale sul sito web della rivista Videomaker. Ricorda che imparare l’arte dell’illuminazione è un investimento che non rimpiangerai mai.
Sistema di illuminazione per Internet
di Jim Stinson © 2004 Videomaker, Inc.
Ormai tutti sanno che i video per Internet devono essere semplici per occupare poca larghezza di banda e generare file di dimensioni contenute. Le immagini complesse e le scene movimentate generano artefatti, la perdita di fotogrammi e una qualità complessiva che non farebbe invidia nemmeno ai primi tentativi di Thomas A. Edison (anche la situazione dei DVD fatti in casa era simile, ma i programmi per la masterizzazione di DVD stanno facendo passi da gigante). Non bisogna dimenticare che il video non è altro che luce registrata, quindi più semplici sono le forme create dalla luce, più semplici saranno le immagini, fisse o in movimento.
E se non fossi interessato a condividere i video delle tue vacanze con il resto del mondo, a 15 fps all’interno di minuscole finestre? La scelta migliore è sempre e comunque un’illuminazione semplice, perché richiede meno attrezzature e un minore consumo energetico, ha un aspetto più naturale, è tollerata dagli attori ed è più facile da ricreare. Esaminiamo dunque questi vantaggi e vediamo come ottenere splendide immagini con mezzi modesti.
Taglia sui costi hardware
Hai calcolato quanto costa un kit di illuminazione professionale? Hai mai cercato di infilare sei lampade alogene dentro il bagagliaio della tua macchina? Hai provato a illuminare una stanza di 4 x 4 metri con quattro lampade su un unico circuito elettrico? Con poche luci si hanno meno fastidi e si consuma meno. Avere un bel equipaggiamento di illuminazione ti può far sentire un “grande” alla tua prima volta, ma ben presto non ti sentirai più così.
Di che cosa hai veramente bisogno? Innanzitutto, di pannelli riflettenti: economici, leggeri e compatti perché sono sottili o si possono piegare. Inizia, per esempio, con tre pannelli di foam da un metro per un metro spessi circa 3 cm (i pannelli con spessore inferiore a 3 cm sono meno robusti). Avvolgi intorno ai pannelli un rotolo di alluminio da cucina e del nastro per mascheratura (più semplice da togliere rispetto agli altri tipi di nastro adesivo), in modo da creare pannelli riflettenti rigidi e semirigidi (molto riflettenti), semimorbidi o morbidi (poco riflettenti), in base alle necessità (per maggiori dettagli, consulta la nostra guida all’acquisto relativa a luci e pannelli riflettenti di questo numero). Puoi anche acquistare pannelli riflettenti di tessuto pieghevoli, che sono ancora più convenienti.
Aggiungi un’altra luce ancora. Personalmente preferisco un piedistallo con un faretto alogeno da 1000 watt ultra compatto a fuoco regolabile con quattro alette taglialuce, un supporto su cui applicare schermi e filtri e dotato di interruttore sul cavo. Aggiungi un ombrello riflettente o un softbox (per maggiori dettagli consulta la nostra guida all’acquisto). Io preferisco gli ombrelli perché con i diversi tessuti posso cambiare velocemente la riflettività e la qualità della luce oppure ottenere una luce estremamente diffusa riprendendo attraverso un modello di seta translucido.
Se devi andare al risparmio, un sostegno con un paio di lampade alogene da lavoro da 500 watt può rivelarsi molto versatile. Spesso oriento una lampada verso un soffitto bianco o chiaro e l’altra verso il soggetto. La gabbia metallica di protezione proietterà delle ombre. Rimuovila solo se sai che cosa stai facendo e sei tu a gestire la lampada. Non farlo se verrà utilizzata da aiutanti giovani o inesperti.
Procurati un cavo di circa sei metri, con amperaggio adeguato, spine industriali e un colore che lo renda ben visibile. (negli ambienti scolastici , controlla se ci sono dei regolamenti sull’uso delle prolunghe nelle classi). Lavorando senza un assistente, devo necessariamente avere un cavalletto per sostenere ciò che mi serve; nella lista degli equipaggiamenti, però, questo potrebbe risultare un accessorio inutile.
Che ne pensi delle luci incorporate nella videocamera? A eccezione per quelle che producono appena una fioca luce, queste non sono attrezzatura di illuminazione ma rappresentano un male necessario.
Un super pannello riflettente
Ora puoi comprarti quei comuni teloni blu di plastica che hanno un lato colorato di argento tenue. Questi teloni, delle dimensioni di circa due metri per tre, producono dei riflessi attenuati su aree abbastanza grandi.
Appendili al soffitto sui bordi o fissali a coppie di cavalletti per creare pareti intere di luce riflessa soffusa. Spesso in questo modo puoi creare la luce principale direttamente con il tuo riflettore, anziché combinandolo con un softbox o un ombrello riflettente. Appesa sul lato opposto della luce principale, l’ampia “parete” argentata può rifrangere un’eccezionale luce di schiarita “naturale”.
Solo un avvertimento: questi pannelli riflettenti sono poco pratici e difficili da regolare, perciò utilizzali quando hai molto tempo a tua disposizione per impostare le posizioni degli stessi e della luce principale.
Sfrutta la luce naturale
Prima di utilizzare questo kit essenziale, valuta la luce naturale.
Delle finestre grandi potrebbero già fornire tutta la luce necessaria, soprattutto se sono laterali rispetto ai soggetti. Con un po’ di fortuna, potrebbero già essere munite di tende scorrevoli che attenueranno la luce diretta del sole senza oscurare troppo la stanza. In ogni caso, anche nell’impossibilità di avere un simile controllo sulla luce, delle finestre grandi ti torneranno sicuramente utili.
Se dalla finestra entra la luce del sole diretta, utilizzala come luce principale sul soggetto. Per schiarire le ombre, fai rifrangere la luce del sole da pannelli riflettenti, che non devono rientrare nell’inquadratura, sul lato opposto.
Se dalla finestra entra luce indiretta, tale luce può costituire di per sé un’ottima illuminazione soffusa. Se desideri utilizzare dei pannelli riflettenti per creare l’effetto di schiarita, scegli dei pannelli di alluminio rigidi per concentrare questa luce più tenue e posizionali vicini al soggetto. Suggerimento: osserva con attenzione la temperatura del colore, perché la luce del sole indiretta può essere più fredda della luce diretta di oltre 2000 K.
È vero, i tubi fluorescenti possono essere spiacevoli, ma quelli delle griglie di illuminazione posti al di sopra di uffici o di scuole spesso funzionano bene (ancora una volta: imposta il bilanciamento del bianco con attenzione). Le griglie del soffitto tendono a dare un look piatto e spento, quindi, se desideri ravvivare i tuoi soggetti, ti conviene applicare delle luci di schiarita e bilanciare il tutto con una luce filtrata alla stessa temperatura di colore.
Che ne dici delle luci incandescenti (le lampadine, per intenderci)? Le stanze ben illuminate offrono spesso luce a sufficienza per le riprese. Se però desideri ravvivare il soggetto in primo piano, potrebbe esserti utile il sistema di illuminazione incorporato nella videocamera. Per bilanciarlo, parti vicino al soggetto per poi spostarti indietro, guardando lo schermo di visualizzazione esterno, fino a quando la luce della videocamera non apparirà grezza ed evidente. A questo punto, riprendi da quella distanza utilizzando lo zoom per inquadrare meglio il soggetto.
Per riprese “al volo” in stanze illuminate da luci proprie, io porto con me la mia lampada alogena a stelo da 30 $, che è alta 1,8 m e riflette la luce sul soffitto. Spesso aggiunge tutta la luce necessaria per ridurre il contrasto ed evitare che la temuta funzione di GAIN UP della videocamera si attivi, degradando le immagini.
A prescindere dalla soluzione adottata, il risultato sarà più naturale rispetto a un’illuminazione “da film” con tanti riflettori. Di solito è preferibile per interviste, documentari e programmi di training.
Non innervosire le “star”
I professionisti sono abituati alle luci abbaglianti e al calore, ma gli amatori (fra cui i clienti, i direttori generali e altri che hai bisogno trattare con condiscendenza) non lo sono. Questo è il motivo per cui è desiderabile fare un piccolo ritocco alla luce che si ha a disposizione. Inoltre, le luci e i pannelli riflettori devono essere adattati e solitamente vengono modificati mentre gli attori sono al trucco.
Ma se la luce a disposizione non fornirà tutta l’illuminazione necessaria, aggiungi luce al filmato moderatamente fino a quando non otterrai l’immagine che cerchi. I pannelli riflettenti sono il primo passo, ma cerca comunque di ridurre le scomodità e utilizza soltanto un pannello di foam, a meno che non sia necessario utilizzare un foglio di alluminio.
Utilizzando le luci, prova a raggiungere il tuo scopo creando un effetto di schiarita con un pannello riflettente, che generalmente allontana la luce e il calore dal soggetto. Se invece devi puntare le luci direttamente sui soggetti, tienile sufficientemente lontane da non intralciare il tuo lavoro. Inoltre, più laterali sono, meno colpiscono gli occhi delle persone (anche se una luce principale a 90° può far sembrare una luna un viso paffuto).
Se la tua “star” è a) sistemata abbastanza comodamente e b) inquadrata a mezzobusto o più da vicino, spesso puoi chiederle di tenere un pannello riflettente bianco sotto la linea dell’inquadratura per ottenere una luce soffusa e non abbagliante. Anche in questo caso, però, devi fare attenzione. Se il tuo soggetto ha il collo grosso o il doppio mento, non vorrai certo evidenziare la zona del collo.
Non dimenticare il motto “il risparmio prima di tutto!”. Quindi, spegni le luci quando non riprendi. Ciò ti permetterà di ridurre il calore e il bagliore, di risparmiare sulla bolletta e di far durare più a lungo quelle lampade costose che utilizzi per la tua illuminazione.
Ricorda lo sfondo
Il rischio dell’utilizzo della luce naturale (o di una sola luce principale) e di un pannello riflettente è che lo sfondo potrebbe essere trascurato facendo apparire i soggetti in una sorta di limbo confuso. Poiché non possiamo utilizzare luci aggiuntive per le pareti, abbiamo bisogno di altre soluzioni.
Un approccio consiste nell’utilizzare altri due pezzi di foam a tua disposizione. Impiegali per costruire dei pannelli riflettenti ricoperti di alluminio, posizionali vicino al pannello riflettente che illumina l’attore e orientali in modo che “sparino” la luce sullo sfondo. Spesso non serve fare altro.
Se questa soluzione non funziona (e se la posizione della finestra o di un’altra luce principale lo consente), avvicina tutti i soggetti allo sfondo. Spesso la corona di luce sullo sfondo aumenta a sufficienza per ottenere lo scopo.
Se non andasse bene nemmeno questa soluzione, prova a fare il contrario, avvicinando lo sfondo ai soggetti. Negli uffici, spesso è possibile spostare dei séparé per sistemarli dietro al soggetto. In un’aula scolastica, puoi spostare la lavagna, e se è munita di rotelle, tanto meglio. Se non è di vitale importanza che l’ambiente sia riconoscibile, una tenda strategica dietro l’attore sarà più che sufficiente.
Buona ripresa!
Una riflessione sui pannelli riflettenti
del Dr. Robert G. Nulph © 2006 Videomaker, Inc.
Non puoi acquistare altre luci? Nessun problema! Ecco delle soluzioni infallibili per illuminare il soggetto senza l’uso di corrente elettrica.
Uno degli accessori più importanti per l’illuminazione utilizzato da un produttore di video è il pannello riflettente. Questo pratico strumento ti consente di controllare la luce e di focalizzarla dove ne hai bisogno. In questa sezione diamo uno sguardo ai pannelli riflettenti, a come si utilizzano e ai vari tipi a disposizione sul mercato.
I pannelli riflettenti
Esistono due tipi principali di pannelli riflettenti: rigidi e morbidi, o di tessuto. I riflettori rigidi hanno una superficie piana argentata o dorata molto lucida che riflette la luce, che sia del sole o di una lampada. Sono generalmente disponibili in forma quadrata con un lato di circa 50 o 100 cm. Vengono molto utilizzati per servizi e lavori commerciali, e possono essere costosi; tuttavia, esistono pannelli economici di foam. I pannelli riflettenti rigidi sono perfetti per riprese in esterna in giornate ventose perché rifrangono la luce esattamente nel punto desiderato. La maggior parte dei pannelli ha un lato molto riflettente e uno poco riflettente per variare le intensità. Spesso questi lati vengono definiti “rigido” e “morbido”, termini che fanno riferimento alla qualità della luce riflessa e non a quella del materiale di cui sono fatti.
I pannelli riflettenti morbidi, o di tessuto pieghevoli, sono dorati, argentati, bianchi o di una combinazione di questi colori. La loro superficie ha una trama irregolare che diffonde la luce che riflette, distribuendola su un’area più ampia e attenuandone l’effetto. Puoi utilizzare la luce di un pannello riflettente di tessuto come luce principale o di schiarita per illuminare i soggetti. Questo tipo di pannello riflettente fornisce un tipo di luce simile a quello di una fonte di luce diffusa. Il pannello riflettente di tessuto è una fonte di luce eccezionale per illuminare il viso dell’artista, grazie al suo effetto diffuso tenue.
Abbiamo parlato spesso della possibilità di costruire pannelli riflettenti artigianali per migliorare i propri video. Pur essendo abbastanza efficaci, i pannelli riflettenti artigianali non hanno l’uniformità di colore, le proprietà riflettenti e la resistenza di quelli professionali. Per esempio, essendo piuttosto lisci, i parasole per automobili si comportano pressappoco come i pannelli riflettenti rigidi, eppure non sono abbastanza rigidi e lisci da raggiungere il potere riflettente di tali pannelli. Nel contempo, sono troppo lisci per essere all’altezza di un buon pannello riflettente morbido. La varietà, la resistenza e l’uniformità giustificano l’investimento in uno o più pannelli riflettenti professionali, soprattutto quando le produzioni video iniziano a diventare “serie”.
Pannelli riflettenti per esterni
Se utilizzi la luce del sole come fonte di luce principale, i pannelli riflettenti sono essenziali. In controluce, puoi utilizzare un pannello riflettente di tessuto o il lato meno riflettente di un pannello rigido come luce principale, così da poter illuminare i soggetti senza abbagliarli. La luce del sole deve provenire in corrispondenza della spalla destra degli attori con un’inclinazione di circa 60 gradi sulla verticale. Questa angolazione eviterà che il sole provochi riflessi nell’obiettivo. Posiziona il pannello riflettente di fronte agli attori in corrispondenza della stessa linea dei raggi del sole e con un’angolazione abbastanza alta da creare un luccichio nei loro occhi senza accecarli (vedi la figura 1). Se hai bisogno di una luce bianca soffusa, utilizza un pannello riflettente di tessuto bianco. Se invece vuoi dare un tono più vivace, utilizza un pannello color argento. Se desideri riscaldare il viso o il corpo degli attori, utilizza un pannello riflettente di diffusione color oro. Per attenuare tutti questi effetti, puoi optare per i pannelli riflettenti combinati che adesso sono disponibili nei colori bianco/oro, bianco/argento, argento/nero e argento/oro.
Ricorda che il motivo per cui le superfici hanno un colore è che lo riflettono. Pertanto, un pannello riflettente dorato riflette una luce dorata, mentre uno bianco riflette una luce bianca. Sfruttando questo concetto, puoi anche rendere più freddo l’aspetto dell’artista utilizzando un pannello riflettente con la superficie blu, oppure renderlo molto più caldo riflettendo una luce rossa verso di lui. Il colore del pannello riflettente da utilizzare dipende dalle sensazioni e dall’atmosfera che desideri trasmettere nella scena.
Se desideri utilizzare la luce del sole ma il tuo attore deve rimanere in ombra per esigenze legate allo sfondo o alla scena, non farti prendere dal panico. Invece di puntare sul soggetto tutte le lampade HMI a tua disposizione, raccordando 150 metri di cavi per portare la corrente fin lì, sistema un pannello riflettente rigido, argentato o dorato, in modo da riflettere la luce sulla scena. Di solito è consigliabile non utilizzare i pannelli riflettenti rigidi per la luce principale o gli effetti di schiarita.
Ricordati che con un pannello riflettente rigido tu in realtà stai riflettendo un duplicato del sole e guardare il pannello riflettente è come guardare il sole stesso! Posiziona il pannello riflettente rigido in modo che rifletta il sole verso un pannello riflettente morbido che, a sua volta, rifletterà il sole verso il tuo attore. È un po’ come giocare al biliardo. Puoi pensare alla luce del sole come la palla che si muove in linea retta, rimbalza sul pannello riflettente e cambia la sua direzione.
Se entra a un’angolazione di 45 gradi, uscirà a un’angolazione di 135 gradi. È molto efficace se devi rifrangere la luce sotto alberi fitti in un parco o in un’area in ombra di una città. L’unico caso in cui potresti utilizzare un pannello riflettente rigido rivolto direttamente verso il soggetto è se sei a notevole distanza dal soggetto o se il sole è oscurato da nuvole leggere.
L’unico problema quando si utilizza la luce del sole è il fatto che si sposta. Di fatto, se una ripresa dura più di un paio di minuti, dovresti chiedere a qualcuno di regolare il pannello riflettente tra una sequenza e l’altra. Ricordati di questo accorgimento quando sistemi i pannelli riflettenti e pianifichi una ripresa. La luce solare migliore per le riprese è quella del primo mattino o del tardo pomeriggio, ma un pannello riflettente dorato posizionato con accortezza può prolungare questi periodi se fai attenzione alle angolazioni e le cambi man mano che il sole si sposta.
Pannelli riflettenti per interni
Alcuni pensano che i pannelli riflettenti siano efficaci solo quando sono utilizzati in combinazione con la luce del sole in esterni. In realtà, scoprirai che i pannelli riflettenti sono utilissimi anche negli ambienti chiusi. Se stai effettuando delle riprese in un ufficio soleggiato e il sole filtra dalle finestre, sistema un pannello riflettente rigido in modo che rifletta la luce del sole verso un pannello riflettente morbido o anche sul soffitto. Immediata e di grande effetto, questa soluzione rende la finestra soleggiata una perfetta fonte di illuminazione in controluce. Naturalmente dovrai aggiungere dei filtri grigio neutro alle finestre in modo che non siano troppo luminose, ma questo sarà l’argomento di un altro articolo.
I pannelli riflettenti possono essere utilizzati anche con le lampade. Collocando un pannello riflettente morbido sul lato opposto di una fonte di illuminazione in controluce, puoi riflettere la luce verso l’attore e illuminarlo con un’unica lampada. Aggiungi una tenue luce indiretta di colore bianco per schiarire la scena.
Non è sempre facile trovare la giusta posizione per una luce, a causa delle limitazioni imposte dalla collocazione degli attori. Ricordati che un pannello riflettente rigido può creare un duplicato della fonte di luce principale. Pertanto, orienta la luce proveniente dalla fonte principale verso tale pannello e rifrangila su un pannello riflettente morbido che, a sua volta, la rifletterà sul tuo attore. È tutto un gioco di angolazioni! Un pannello riflettente non ha bisogno di alimentazione elettrica e generalmente può essere collocato ovunque.
Non dimenticare il pannello riflettente per gli spazi chiusi più grande di tutti: il soffitto. Se fai rifrangere una fonte di luce su un soffitto bianco, puoi creare degli effetti di schiarita molto belli per il tuo attore. Devi solo assicurarti che il soffitto sia bianco. Ricorda, la luce riflessa avrà lo stesso colore della superficie del pannello riflettente.
Riflessioni finali
È possibile ottenere una buona illuminazione utilizzando in modo fantasioso le tecniche di illuminazione e gli strumenti a disposizione. Il pannello riflettente è uno degli strumenti più utili a disposizione sul mercato. Utilizza la tua immaginazione e i pannelli riflettenti per creare l’atmosfera del tuo progetto. I pannelli riflettenti utilizzati in modo efficace creano una splendida illuminazione credibile e danno ai tuoi progetti un tocco professionale.
Suono
Consigli sul suono: i segreti dell’audio digitale finalmente svelati!
di Hal Robertson © 2006 Videomaker, Inc.
Quando si arriva alla questione audio nei nostri video, la maggior parte di noi collega un microfono e preme il tasto di registrazione.
L’audio digitale è qualcosa di più di quelle curve irregolari che appaiono sulla timeline. Una comprensione più approfondita del processo ti permetterà di registrare e montare un audio migliore per ogni progetto. È giunto il momento di decifrare il linguaggio segreto dell’audio digitale. Cercherò di farlo in modo semplice, senza troppi tecnicismi.
Un po’ di numeri
Quando raggiunge la tua videocamera o viene trasferito sul tuo computer, l’audio viene digitalizzato, cioè convertito in una fila di uno e zero. Durante la riproduzione audio, il computer riassembla le cifre e le converte in qualcosa di percepibile dall’orecchio umano. Sembra una magia, vero? In realtà, c’è più matematica che magia. Per poter comprendere l’elaborazione del suono, dobbiamo conoscere un paio di definizioni fondamentali: la frequenza di campionamento e la profondità di bit. Nei video digitali, l’audio in entrata è campionato 48.000 volte al secondo (in breve, 48 kHz); ogni volta viene registrata una sorta di istantanea del suono in quel preciso momento. Campionando 48.000 volte al secondo, ci assicuriamo una riproduzione dell’audio molto accurata. Al confronto, l’audio dei CD è campionato a 44,1 kHz. Esistono alcuni calcoli matematici interessanti, noti generalmente come “teorema di Nyquist”, che spiegano come ricavare la frequenza di campionamento ottimale.
La versione semplificata è la seguente: per riprodurre in modo accurato un suono, devi campionarlo a una velocità doppia rispetto al suo tono più alto. Poiché l’udito umano può percepire suoni compresi in una banda di frequenza che va dai 20 ai 20.000 Hz, dovremmo campionare il suono almeno 40.000 volte al secondo. Una velocità di campionamento di 48 kHz è più che sufficiente.
Se non ti gira ancora la testa per tutte le informazioni apprese finora, tenterò di impressionarti con la mia profondità (tra poco capirai il geniale gioco di parole). Ogni campione audio ha una profondità di 16 bit. Immagina una fila di uno e zero lunga 16 cifre. Con 16 bit, è possibile utilizzare 65.536 valori diversi per rappresentare il volume di ogni campione. Di conseguenza, per ogni secondo di audio, vengono acquisiti 48.000 campioni, e ciascuno assume un valore tra più di 65.000 varianti disponibili. Di sicuro è quanto basta per ricostruire un audio chiaro e pulito per il tuo video. Mentre la qualità audio dei DVD è superiore a quella dei CD, le registrazioni audio professionali utilizzano frequenze di campionamento e profondità di bit addirittura maggiori. I nuovi dischi HD-DVD e Blu-ray fanno uso del codec Dolby Digital Plus, che supporta 7.1 canali con frequenze di campionamento fino a 96 kHz con una profondità di 24 bit. Il mondo dell’audio è in continua evoluzione!
L’audio digitale è facilmente soggetto a problemi dovuti ad alti livelli di input o a distorsioni.
Ottenere il risultato corretto
Per quanto possa essere buono, l’audio dei video digitali ha dei limiti. Per esempio, l’audio digitale è facilmente soggetto a problemi dovuti ad alti livelli di input o a distorsioni. Ai tempi dei nastri analogici, potevi regolare i controlli un po’ “oltre lo zero” senza ripercussioni sull’audio. Nel mondo digitale, una volta che tutti i 16 bit sono impostati a “1″ non si può andare oltre. Qualsiasi volume oltre quel punto verrà drasticamente distorto. Le distorsioni digitali non sono quei leggeri ronzii o brusii indistinti che si ottengono con gli apparecchi analogici, ma sono dei suoni aspri e stridenti che nessuno vorrebbe nella sua colonna sonora. Alcune videocamere sono dotate di controllo automatico del guadagno o ACG (Automatic Gain Control). Il compromesso risultante è un audio che cambia volume automaticamente: i suoni rumorosi vengono attenuati, il volume dei suoni più fievoli viene alzato, e talvolta il rumore del condizionatore dell’aria viene addirittura regolato allo stesso livello di altri suoni. Se la tua videocamera è dotata di livelli audio manuali, impara a leggere e monitorare i controlli dell’audio durante la registrazione.
Le regolazioni manuali dell’audio ti consentono di acquisire con la videocamera un segnale ottimale, ma aprono anche la porta a una potenziale distorsione. Se utilizzi un mixer, assicurati che i livelli del microfono siano alti, ma non troppo. Quando colleghi il mixer alla videocamera, prova il livello dell’audio facendo ridere a crepapelle l’artista o facendolo parlare con la voce più alta possibile. Utilizza questo livello come livello massimo e non cambiarlo. Otterrai un audio costante e pulito facile da montare in fase di post-produzione.
C’è compressione e compressione
L’audio digitale stereo a 16 bit e 48 kHz corrisponde a circa 11 MB al minuto. Questo porta a file di dimensioni considerevoli, specialmente se si tratta di musica o dialoghi di lunghi progetti. Per ridurre lo spazio occupato su disco, potresti essere tentato di utilizzare un formato compresso come MP3, AAC o WMA. Anche se molti software di editing supportano diversi formati compressi, dovresti resistere alla tentazione. L’audio compresso è ottimo per la distribuzione su Internet o per il tuo player musicale preferito, ma non raggiunge lo standard richiesto per il video professionale.
Esistono buoni motivi per comprimere l’audio di un video: tieni comunque presente che dovrai accettare un compromesso tra qualità e praticità.
I formati audio compressi utilizzano quella che viene definita “codifica percettiva”. Per ridurre le dimensioni dei file, i codificatori percettivi analizzano l’audio e stabiliscono quale parte può essere eliminata, basandosi sul concetto che l’orecchio umano non è in grado di sentire a frequenze troppo alte o troppo basse. Compara le tracce di un CD originale con quelle di una versione compressa e sentirai che i toni alti sono ridotti, quelli bassi deboli e quelli centrali hanno delle stranezze. Un altro segreto dell’audio compresso è la suddivisione della velocità in bit. Una traccia stereo ha bisogno di circa il doppio della velocità in bit rispetto a una traccia mono.
Quindi, i tuoi file MP3 a 128 kbps sono in realtà due canali audio da 64 kbps. Tali formati possono andare bene in auto o in metropolitana, ma un video proiettato in un sistema home theater rivelerebbe subito gli artefatti di compressione nel suono. Se devi utilizzare audio compresso nei tuoi video, utilizza la velocità in bit più alta che puoi ottenere.
Detto questo, esistono dei validi motivi per utilizzare audio compresso nei tuoi progetti. Per esempio, molti fornitori di musica buy-out offrono i loro brani per il download. Se trovi il brano perfetto online e ne hai bisogno adesso, acquistalo. Devi però sapere che stai rinunciando alla qualità per la convenienza. Un’altra applicazione ideale dell’audio compresso è costituita dalla narrazione o dalle voci fuori campo. Con alcune telefonate e una o due email, puoi ingaggiare un presentatore professionista per registrare il commento sonoro del tuo prossimo progetto. Tu invii un’email con il copione ed eventuali note; il presentatore registra il commento, quindi il file viene convertito in MP3 e ti viene rimandato tramite email. Quando viene combinata con della musica, una traccia mono di sola voce codificata a più di 128 kbps è quasi impossibile da distinguere dalla relativa versione non compressa.
Mistero risolto
L’argomento trattato è stato abbastanza tecnico, ma adesso sai come ottenere il meglio dal tuo audio. In breve, cattura un suono pieno e pulito alla massima qualità. Utilizza un audio compresso soltanto se necessario e i tuoi video produrranno il miglior suono su qualsiasi sistema in cui saranno riprodotti.
Un audio sempre vincente
di Hal Robertson © 2004 Videomaker, Inc.
Il ninja vestito di nero si intrufola nella casa senza essere notato. Sta per trarre in salvo la figlia dell’imperatore quando una banda di criminali appare lungo il suo cammino. A uno a uno li sconfigge con armi diverse, persino a mani nude. Completa la sua missione e scompare misteriosamente nella notte. Questa è un’esagerazione, tuttavia possiamo imparare una lezione dal ninja. Lui è l’esperto di molte armi e abilità, istintivamente sa quali armi saranno migliori in ogni situazione. La stessa cosa vale per la scelta dei tuoi microfoni. Una volta che comprendi tutte le loro forze e debolezze, e come utilizzarli, saprai istintivamente qual è la scelta migliore per ogni situazione.
Combattimento a mani nude
Se domandi a degli insegnanti di arti marziali, probabilmente ti diranno che i combattimenti corpo a corpo sono i peggiori. Per le riprese non desideri sicuramente utilizzare il microfono incorporato nella videocamera. È vero che è sempre a disposizione e non richiede alcuna installazione o cavi, ma il suono risulta dilettantistico e sgradevole. Il motivo è semplice: la videocamera ha diversi meccanismi interni che emettono dei ronzii costanti e sono sempre attivi. La distanza è un altro problema. Supponiamo, per esempio, che tu abbia ripreso da 4 metri di distanza la tua prozia Marta che parlava della sua infanzia durante la Grande Depressione. Hai montato la scena in modo gradevole e l’illuminazione è perfetta, ma riesci a stento a sentire la sua voce. Poi tuo zio Mario, che sedeva vicino alla videocamera, ha iniziato a discutere con la nonna Ester della memoria selettiva di sua moglie. La loro conversazione prende il sopravvento e la tua intervista è rovinata. La morale della storia è che all’inizio dovresti utilizzare microfoni esterni.
I microfoni nel mondo reale
A volte l’utilizzo corretto dei microfoni non è il migliore. Prendi come esempio i teatri. Idealmente, tutti avrebbero un microfono da bavero senza fili nascosto. Nella realtà però questa soluzione non è pratica e spesso è impossibile attuarla. Un’alternativa efficace consiste nell’appendere al soffitto sopra il palco vari microfoni portatili. In questo modo è possibile creare con soltanto tre microfoni diverse zone di ricezione che coprono gran parte dell’azione.
Un’altra opzione è l’impiego di vari microfoni shotgun o “mezzo fucile” davanti al palco. Colloca i microfoni su dei sostegni bassi e orientali verso i punti di ricezione più lontani. In questo modo sfrutti la possibilità di orientare i microfoni. Se il budget a tua disposizione per l’attrezzatura è limitato, potresti far sedere in prima fila un operatore che orienti un unico microfono shotgun verso l’azione, un po’ come farebbe con una giraffa per una scena ordinaria. Se puoi utilizzare dei microfoni da bavero, ma non ti va che siano visibili, prendi in considerazione l’utilizzo di un mini microfono da bavero da nascondere appena sopra l’attaccatura dei capelli, sulla fronte o vicino alle tempie. Questa collocazione produce un suono sorprendentemente naturale e un impatto visivo minimo.
Microfoni portatili
Il microfono portatile è uno strumento diffuso nel mondo audio. Questi semplici microfoni sono perfetti per veloci scene audio e interviste per la strada. Vengono utilizzati ogni giorno nei notiziari locali e nazionali. I microfoni portatili hanno due metodi di ricezione molto diversi. La scelta del microfono, e quindi del metodo, giusto contribuisce notevolmente alla realizzazione di audio professionale per i video. Il metodo di ricezione meno recente e più comune è quello omnidirezionale. Potresti intuire che si tratta di un tipo di microfono che riceve il suono in modo uniforme da tutte le direzioni. Dei classici esempi di microfoni omnidirezionali sono i modelli ElectroVoice 635 e RE50, che vengono ancora prodotti e utilizzati, a dimostrazione della loro durevolezza e del loro ottimo funzionamento. Questi microfoni presentano però anche un aspetto negativo: poiché ricevono il suono proveniente da tutte le direzioni, non possono isolare la voce di una persona da altri suoni alti. La voce di una cronista in un cantiere edile potrebbe essere coperta dal rumore delle macchine dietro di lei.
Un’alternativa migliore sarebbe un microfono unidirezionale o cardioide. Questo tipo di microfono riceve i suoni principalmente dal davanti ed è facile orientarlo verso il suono da registrare. La sua natura direzionale permette di ridurre al minimo gli effetti di altri suoni e di concentrare la registrazione sul soggetto. Ovviamente questo tipo di microfono non fa miracoli: sul set, dovrai comunque gridare “Silenzio, si gira!”. Indipendentemente dal tipo di direzionalità che scegli, avvicina il più possibile il microfono alla persona che parla. Riducendo la distanza di ricezione a meno di 30 cm migliorerai notevolmente il rapporto tra suoni desiderati e indesiderati.
Microfoni da bavero
Con la precisione di un coltello, questi microfoni trovano il loro target e vi rimangono ben piantati. La stessa cosa vale per i microfoni da bavero o da collo. Posizionerai questi minuscoli microfoni direttamente sul corpo del soggetto, a volte in bella vista, a seconda del genere del tuo programma. La loro distanza dalle labbra è adeguata e questo li rende perfetti nelle interviste da seduti. I microfoni da bavero sono piccoli e non ostacolano la ripresa. Sono lo standard professionale dei conduttori e dei soggetti nelle interviste. I microfoni da bavero, oltre a variare per dimensione e colore, possono essere omnidirezionali e unidirezionali, anche se i primi sono i più comuni. I microfoni possono essere dotati di imbottiture anti-vento per i programmi in spazio aperto ed è possibile nascondere un microfono da bavero sotto una camicia o un maglione. Non posizionare il microfono troppo in profondità nei vestiti per non attenuare troppo il suono. Osserva attentamente il video di un intervista professionale e potrai notare un piccolo microfono nascosto sotto il colletto o dietro la fila dei bottoni.
Microfoni dal grilletto facile
Prima di sparare, un fucile deve essere orientato verso il bersaglio, che si trova a una certa distanza. I microfoni shotgun o “mezzo fucile” funzionano pressappoco nello stesso modo, ma non sparano. Che sia montato su un’asta o su una giraffa, un microfono shotgun è in grado di percepire suoni a grandi distanze con un campo di ricezione altamente direzionale. Ciò richiede che l’operatore orienti il microfono con precisione, ma il vantaggio è un’elevata capacità di discernere e isolare i suoni desiderati da quelli indesiderati. È il microfono più usato per film e programmi TV, dato che il tecnico addetto al missaggio può utilizzare anche due soli microfoni per le voci di un gruppo di persone. I microfoni shotgun sono molto sensibili e soggetti a raccogliere più rumori rispetto agli altri microfoni, soprattutto per quanto riguarda il vento. Se giri in esterni, assicurati di avere a disposizione almeno un pannello di foam da usare come schermatura. Per una riduzione del vento più risolutiva, dovrai ricorrere a un accessorio speciale chiamato “antivento” (zeppelin). Si tratta di una specie di gabbia per il microfono shotgun, spesso ricoperta di pelo molto fitto. Il pelo disperde il vento, mentre la gabbia tiene separato meccanicamente il microfono dal vento.
L’unione fa la forza
Se sei alla ricerca del tuo primo microfono esterno, comprane uno che sia adatto al genere di video che solitamente realizzi. Quando avrai più esperienza, potrai considerare altri modelli per necessità più specifiche.
Indipendentemente dal microfono esterno che scegli, otterrai comunque registrazioni audio migliori di quelle che otterresti con il microfono incorporato nella videocamera. Il denaro e il tempo di allestimento aggiuntivi saranno ben spesi e conferiranno alle tue produzioni un tocco professionale.
La prossima volta che dovrai affrontare le insidie dell’audio di un video, gettati nella mischia con le armi giuste. Sapendo quali sono i punti forti di ciascuna, riuscirai a salvare la principessa in ogni situazione.
Suggerimenti sul commento audio
di Joe McCleskey © 2004 Videomaker, Inc.
Un’abilità fondamentale nel mondo del video è quella di saper realizzare bene le registrazioni del discorso parlato. Puoi avere la migliore videocamera o inserire nei tuoi video ottimi effetti speciali, titoli e grafica, ma se i tuoi spettatori non comprendono la narrazione, i tuoi sforzi non saranno valsi la pena.
In questa sezione, ti presentiamo dodici suggerimenti importanti per poter realizzare delle registrazioni di qualità professionale del più inafferrabile degli strumenti: la voce umana. Noi partiamo dal presupposto che non conosci la materia che stiamo trattando, pertanto non ci aspettiamo che tu possa avere accesso a uno studio di registrazione o a strumenti di alta qualità. Tuttavia, crediamo che tu possa provare questi suggerimenti di registrazione nel tuo prossimo video. Presta attenzione all’audio ogni volta che realizzi un video, anche se è soltanto un video sulla vacanza della tua famiglia.
1. Scrivi un copione
Le registrazioni video possono essere suddivise in molte categorie diverse e quasi tutte migliorano con il supporto di un qualche tipo di copione. Questo non significa che sia obbligatorio scrivere in anticipo ogni singola parola che verrà pronunciata nel video, ma solo che dovresti preparare un piano che illustri a grandi linee ciò che diranno le persone riprese. Una serie di note è già una buona cosa, ma una bozza è meglio. Durante la registrazione, sii pronto a modificare il copione per adattarlo alle necessità imposte dalle circostanze. Nel caso di un’intervista, non potendo prevedere in anticipo ciò che dirà l’intervistato, puoi e anzi dovresti pianificare accuratamente le domande che desideri porgli.
2. Effettua le riprese pensando alla voce fuori campo
Se intendi utilizzare una voce fuori campo nel tuo video, tienilo presente durante le riprese per semplificare il processo di editing. Supponi di avere l’incarico di girare uno spot pubblicitario, per esempio. Se conosci già il testo della voce fuori campo prima di girare, potrai ripetere mentalmente il discorso durante le riprese. Potresti persino recitarlo a voce alta mentre filmi, in modo da fornire degli spunti agli attori. Non preoccuparti se la tua voce viene registrata dal microfono incorporato nella videocamera. Più avanti, nella fase di editing, potrai sostituirla con la narrazione effettiva.
3. Combina la narrazione alle visuali
Il suggerimento precedente riguardava la combinazione della narrazione con le immagini, ma si può utilizzare anche il metodo inverso. Quando monti le tue immagini, ma prima di aggiungere la voce fuori campo, considera le diverse alternative per combinare il discorso all’azione che vedi sullo schermo. Se hai ripreso il video di un candidato politico che raggiunge una folla di sostenitori per stringere loro la mano, la tua voce fuori campo potrebbe esordire così: “Nel momento di stringere la mano ai suoi elettori, il sindaco ha rivelato che…”.
Acquisto di un microfono
Sicuramente, vorrai utilizzare il miglior microfono che riesci a trovare per la registrazione. Purtroppo però la risposta a questa domanda vorrebbe dire aprire un nuovo argomento. Quindi, per farla breve, acquista un semplice microfono portatile o con base d’appoggio. In termini di investimento, i microfoni portatili sono i migliori. Nel riflettere su quanto puoi spendere, ricordati anche che il tuo microfono ti servirà per tutta la vita. I perfezionamenti dei modelli futuri e delle ultime tecnologie non li renderanno tanto migliori di quanto già non lo siano. Basti pensare che la maggior parte dei professionisti rimangono ancora attaccati ai loro vecchi e fidati microfoni che hanno sperimentato per anni.
4. Utilizza un buon microfono
Poiché i dialoghi costituiscono l’audio più importante dei tuoi video, vorrai essere sicuro di utilizzare il miglior microfono possibile. I microfoni veramente buoni sono costosi, ma un realizzatore di video pieno di risorse può farsi regalare, chiedere in prestito o prendere in affitto l’attrezzatura che gli serve, se necessario. Se sei uno studente, prova a cercare nel laboratorio multimediale della tua scuola. Se conosci dei musicisti, domanda loro se ti possono prestare un microfono per uno o due giorni. In cambio potresti offrirti di registrare una loro performance dal vivo.
5. Fai in modo che la bocca di chi parla sia vicino al microfono
Uno dei problemi più comuni relativi alle registrazioni vocali dilettantistiche riguarda l’incapacità dell’artista di tenere la bocca vicina al microfono. Con “vicina”, intendiamo proprio quasi attaccata al microfono, con le labbra a una distanza di tre o quattro centimetri dalla testa del microfono, se possibile. Come aiuto, utilizza un supporto per il microfono e controlla costantemente la qualità dell’audio con delle cuffie. Insegna all’artista a tenere la testa rivolta verso il microfono. Per le registrazioni dal vivo di un attore, utilizza un microfono da bavero con o senza fili. Puoi fare più riprese se è necessario per ottenere una registrazione valida e pulita. Se non hai un microfono esterno o la tua videocamera non è dotata di jack per il microfono, esistono degli espedienti per ottenere il risultato migliore. Posiziona la videocamera il più vicino possibile all’attore, impostala alla massima angolazione e riprendi soltanto la testa e le spalle oppure, se vuoi osare, puoi riprendere anche da più vicino.
6. Utilizza un filtro pop
Quando il tuo attore pronuncia la lettera P o T direttamente nel microfono, potrebbe udirsi una specie di “scoppio”, mentre le parole con la S potrebbero produrre dei sibili sgradevoli. Per attenuare il suono di queste consonanti occlusive e sibilanti, puoi utilizzare un filtro pop, che è un pezzo di tessuto sottile circolare sospeso tra il microfono e la bocca di chi parla. I filtri pop professionali non sono costosissimi, ma in caso dovessi improvvisarne uno artigianale, potresti formare un cerchio piegando un pezzo di fil di ferro (tagliandolo per esempio da una gruccia appendiabiti) e applicarvi sopra del tessuto di calze di nylon da donna ben teso.
7. Utilizza la videocamera come un registratore audio
Le videocamere digitali moderne consentono eccellenti registrazioni audio. La loro fedeltà è tecnicamente superiore a quella dei CD audio e trasferire l’audio registrato su un PC per l’editing non lineare tramite una porta FireWire è un gioco da ragazzi. Può essere utile scrivere una breve descrizione su un foglio da utilizzare poi come una sorta di lavagna-promemoria su cui puntare la videocamera durante queste registrazioni audio. Un’altra buona idea è quella di lasciare visualizzato il time code durante la registrazione della narrazione, proprio come faresti con qualsiasi altro tipo di ripresa. Ciò ti permetterà di trovare facilmente i tuoi commenti audio in fase di editing.
8. La durata è fondamentale
Molti video richiedono un tempismo specifico per il parlato. Un chiaro esempio sono quei 30 o 60 secondi che uno spot pubblicitario ha a disposizione. Se vuoi che le parole occupino un dato intervallo di tempo, stima una media di tre parole al secondo e addestra il tuo attore a parlare un po’ più lentamente e chiaramente del solito. Ricorda che nei nostri discorsi di tutti i giorni abbiamo diversi modi di comunicare, ma non è detto che traspaiono in un video, e gli ascoltatori sono probabilmente più abituati ai nostri modi di esprimerci. Nel video, dobbiamo essere più chiari possibile in ogni momento, perché parlare con una cadenza regolare di tre parole al secondo aiuta lo spettatore a capire il narratore.
9. Dai enfasi al discorso
Non lo notiamo quasi più perché siamo cresciuti con la televisione, ma generalmente le voci che si sentono nei video sono più enfatiche e decise rispetto a quelle che utilizziamo ogni giorno. Agli attori e ai conduttori dei notiziari viene insegnato di “esagerare” un po’ il tono della voce, e ciò che può sembrare un banale eccesso di enfasi è in realtà corretto per gran parte delle applicazioni video. Quando addestri artisti dilettanti, non dire loro di parlare nel tono di voce normale. Potresti chiedere loro di recitare il copione in modo quasi ironico, da cartone animato. I risultati potrebbero sorprenderti.
10. Riscalda la voce
Riscalda la voce per la registrazione sorseggiando una tazza di acqua calda con una scorza di limone e un cucchiaino di miele. Meglio evitare bevande di altro tipo, soprattutto bibite gasate, tè e caffè. Se vuoi bere qualcosa di diverso dall’acqua, prova una limonata, un integratore di sali minerali o altra bevanda zuccherata ma non gasata. Zucchero e succo di agrumi aiutano ad alleviare il pizzicore in gola.
11. Fai il conto alla rovescia
Quando effettui più riprese con registrazioni di voce fuori campo, potrebbe essere utile fare il conto alla rovescia prima di ogni ripresa. Per esempio, potresti dire: “Video di preparazione, sezione 7, ripresa 1, tra 5, 4, 3…”. Lascia sempre gli ultimi secondi senza audio per avere a disposizione dello spazio per il montaggio. Inoltre, assicurati di lasciare alcuni secondi senza audio anche alla fine di ogni ripresa, sempre per lo stesso motivo.
12. Utilizza sempre delle cuffie quando registri l’audio
Se si presenta un problema durante la registrazione, per esempio una perdita di segnale, un’interferenza, un brusio oppure l’artista allontana troppo la testa dal microfono, vorresti saperlo subito, non in un secondo momento quando effettui il montaggio. L’unico modo per poterlo sapere consiste nell’utilizzare sempre delle cuffie mentre registri l’audio. L’artista potrebbe volere o meno indossare le cuffie e probabilmente non è neanche necessario, ma il tecnico che si occupa della registrazione dell’audio dovrebbe pretendere di poter ascoltare i suoni mentre vengono registrati. Questo è il motivo per cui insistiamo sempre sul fatto di avere un jack per le cuffie, oltre a un jack per il microfono, tra la dotazione standard di una videocamera.
Post-produzione
L’ABC dell’editing: inizia la scuola
di Morgan Paar © 2004 Videomaker, Inc.
Come puoi ricavare la statua di un elefante da un blocco di marmo? Facile, basta togliere dal blocco tutto ciò che non lo fa assomigliare a un elefante. Come puoi montare tre ore di riprese in un prodotto finale apprezzabile di tre minuti? Facile, basta togliere tutte le parti che non servono. Ecco un breve elenco di tecniche di editing che ti permettono di individuare e rimuovere “ciò che non serve”.
5 secondi in più, prima e dopo
In realtà si tratta più una tecnica di ripresa che di un suggerimento sull’editing, ma è probabile che tu effettuerai anche le riprese, quindi l’ho inclusa (se non le effettui tu, assicurati che il cameraman la conosca). Testa e coda sono parti di nastro su cui si registra prima dell’inizio dell’azione e dopo la fine dell’azione. Generalmente registro almeno cinque secondi all’inizio e alla fine. Questi secondi sono fondamentali, in particolare se utilizzerai una dissolvenza prima o dopo il clip. Per esempio, se il soggetto inizia a parlare appena cominci a registrare, non avrai a disposizione molta sequenza per far comparire gradualmente la scena da uno sfondo nero. Quando riprendo, premo il pulsante di registrazione della videocamera e avviso che la ripresa è iniziata, quindi attendo che il time code sullo schermo LCD avanzi di cinque secondi prima di urlare “Azione!”. Quando il soggetto termina di parlare, attendo altri cinque secondi prima di dire “Stop”.
Organizzazione
L’organizzazione è molto importante, molto di più di quanto potresti pensare. Con i moderni dischi rigidi con tantissimo spazio e la tua creatività ambiziosa, puoi lavorare facilmente con centinaia di file multimediali (video, audio e foto), anche su un breve progetto. Mentre esamino la mia sequenza originale, suddivido tutti i clip in gruppi utilizzando parole chiave (per la ricerca); utilizzo inoltre colori diversi e la funzione di Final Cut Pro che permette di contrassegnare un video come “buono”. Tutti i programmi di editing avanzato dispongono di strumenti di organizzazione e faresti bene a utilizzarli. Quando desideri trovare quell’eccezionale citazione sepolta in 30 ore di sequenza originale, sarai felice di averli utilizzati.
Monitor
Questa è una soluzione costosa a un problema serio, ma dovrebbe essere in cima alla tua lista delle attrezzature. Ti occorre vedere il video nello stesso modo in cui sarà visto dagli spettatori e l’immagine sullo schermo del tuo computer non corrisponde a quella su uno schermo televisivo. Ogni montaggio professionale prevede l’utilizzo di un monitor video per una precisa ragione. Durante il montaggio, utilizziamo un monitor video per esaminare il colore, vedere se esistono problemi di interlacciamento e controllare il mascheramento. La soluzione migliore è acquistare un monitor per la produzione professionale, ma se non puoi spendere 700 dollari, un semplice televisore a colori è sicuramente meglio di niente.
Il ritmo ha un numero di definizioni e tecniche diverse pari al numero di editor. Esamina il ritmo in altri lavori e cerca quello più adatto al tuo stile creativo e al progetto a cui stai lavorando.
Ritmo
Trovare il ritmo desiderato: è stata la lezione più importante che ho imparato nei tre anni della scuola di specializzazione di cinematografia da 60.000 dollari. Stavo montando la mia prima scena su un sistema Media 100, quando il responsabile del programma ha notato la mia lotta creativa. Ha avvicinato una sedia e senza alcuna spiegazione ha premuto la barra spaziatrice, facendo partire l’indicatore di riproduzione sulla timeline. Ha poi iniziato a battere contemporaneamente il piede, il dito sulla scrivania e a muovere la testa per otto battute, poi ha premuto di nuovo la barra spaziatrice. Infine ha detto: “Questo è il punto in cui devi tagliare.” Il ritmo ha un numero di definizioni e tecniche diverse pari al numero di editor. Esamina il ritmo in altri lavori e cerca quello più adatto al tuo stile creativo e al progetto a cui stai lavorando.
Dissolvenze complicate
Lo so che il tuo software ha più di 600 dissolvenze. Sono stato a molti festival di film realizzati dagli studenti e perciò le ho viste tutte. Aiutano a migliorare la trama? Rendono migliore un progetto? Nel 99% dei casi, no. La maggior parte dei progetti utilizza principalmente gli stacchi e occasionalmente termina con una dissolvenza in nero. Presta attenzione a quanti film, al cinema o trasmessi in TV, utilizzano dissolvenze “a tendina” o “a scacchiera”. Ti renderai conto che non ce ne sono molti. Certo, sicuramente ci sono transizioni favolose nei film di Star Wars e transizioni organiche nella serie televisiva di Batman. Utilizza questi effetti soltanto quando il lavoro lo richiede, e non solo perché esistono.
Audio
Questo è senza ombra di dubbio il campo di battaglia in cui cadono (in errore) quasi tutti i principianti della post-produzione (ma anche le troupe di produzione). Il tempo dedicato a regolare, migliorare, costruire e creare un audio accettabile, ma che dico, ottimo, non è mai abbastanza. L’audio è notevolmente sottovalutato nel processo di realizzazione di un filmato. L’audio include il suono di produzione, gli effetti sonori, la musica, il commento sonoro o voce fuori campo, l’audio prodotto in fase di post-produzione (nello studio detto “foley room”) guardando l’immagine in movimento, per esempio rumori di bicchieri o di passi, e qualsiasi altro suono già esistente o da integrare nel prodotto finito. Molti sostengono che un buon audio migliori le immagini, ma a me vengono in mente molti film o documentari in cui l’audio era la colonna portante di una scena o addirittura di tutto il filmato. Pianifica lo stesso tempo dedicato all’editing delle immagini anche per l’editing dell’audio. Se non sei un esperto in materia di audio, trova qualcuno che se ne intenda, prendi delle lezioni o acquista qualche manuale su questa forma d’arte. Sulle prime l’ingegneria del suono potrebbe intimidirti, proprio come è successo a me per tanti, troppi anni, ma prima inizi a sperimentare, prima potrai realizzare video davvero professionali.
Conosci i tuoi spettatori, sorprendili con il tuo montaggio video e suscita in loro l’emozione che vuoi comunicare.
Fotogrammi lampo
Gli standard europei utilizzano 25 immagini fisse (fotogrammi) al secondo che, quando riprodotte una dopo l’altra, creano agli occhi degli spettatori l’illusione di un’immagine in movimento. I programmi software di oggi consentono di ottenere una precisione a livello di fotogramma, livello che era molto difficile raggiungere quando mi occupavo di editing con i sistemi lineari a metà degli anni ‘80. Ciò significa che è possibile tagliare un clip in venticinque punti diversi all’interno di un singolo secondo. Ora immagina di effettuare una ripresa a mezzobusto e di spegnere la videocamera una volta terminata l’intervista. Quando la riaccendi, filmi una ripresa ravvicinata di un treno in corsa. Ti precipiti poi a lavorare freneticamente nel tuo studio di editing e, quando guardi la prima versione tagliata delle tue riprese, hai l’impressione che accada qualcosa di strano alla fine dell’intervista. È questione di una frazione di secondo, ma ti sembra di scorgere un lampo tra la fine dell’intervista e la scena successiva, quasi fosse stato introdotto un messaggio subliminale! Una spiegazione possibile è che tu abbia lasciato sulla timeline un fotogramma della scena del treno alla fine dell’intervista. La seconda spiegazione è che tu abbia inavvertitamente lasciato un fotogramma vuoto (nero o non registrato) tra i due video.
Questo errore non è visibile se la timeline non è ingrandita, ma se la ingrandisci fino a rendere ben visibile lo stacco, puoi notare un singolo fotogramma contenente qualcosa che non avresti voluto. Questo fotogramma è sempre presente nei progetti dei miei studenti durante il montaggio. Ancora peggio, lo ritrovo nei progetti finiti ai festival. Il montaggio è una scienza esatta. È possibile realizzare un video discreto in un pomeriggio ma renderlo perfetto potrebbe richiedere settimane.
“Distruggi le tue creature”
È un po’ drammatico lo so, ma questo era il motto preferito di un gruppo di studenti di una scuola di cinematografia in California settentrionale in cui insegnavo, e gli è servito molto. Quando riprendi, dirigi o produci una determinata scena, te ne puoi affezionare per qualsiasi motivo tranne che per essere una bella scena. Durante l’editing, le tue emozioni non ti permettono di eliminare delle parti perché confondono il tuo giudizio obiettivo. Nel tuo pezzo potrebbero esserci una dozzina di queste “creature” che potrebbero trasformare quei cinque piacevoli minuti a fine lavoro in quaranta faticosi minuti di test di sopportazione per la tua famiglia e gli amici. Se proprio non te la senti di distruggere le tue creature, chiedi a qualcuno di cui ti fidi di guardare il tuo lavoro e criticarlo in modo imparziale.
Salva spesso
È come lavarsi i denti prima di andare a letto: tutti sanno che va fatto, ma pochi lo fanno e un giorno qualcuno rimarrà senza denti. Per l’editing è lo stesso. Ho preso l’abitudine di salvare manualmente circa ogni cinque minuti e di salvare dopo aver completato un montaggio difficile. Inoltre, siccome i file dei progetti sono abbastanza piccoli, tendo a salvare periodicamente nuove versioni del mio progetto così da poter tornare indietro se dovessi cambiare idea. In questo modo, quando va via la corrente non perdi le ultime due ore di lavoro e termini il tutto nei tempi previsti.
Conosci il tuo pubblico
“Conosci il tuo pubblico” è un altro concetto apparentemente semplice, ma non puoi neanche immaginare quanti addetti al montaggio non lo tengano in considerazione. Se stai realizzando un breve film su questioni delicate in un reparto di un ospedale, probabilmente non desideri montarlo con uno stile hip-hop come quello di MTV. Conosci i tuoi spettatori, sorprendili con il tuo montaggio video e suscita in loro l’emozione che vuoi comunicare.
La versione finale
Ecco dieci suggerimenti comuni per l’editing. Se li segui sei già a metà dell’opera. L’editing diventa più semplice e il tuo pubblico avrà il sorriso stampato sulle labbra al termine della visione, se questo è il tuo scopo.
Manipolazione del tempo
di Bill Davis © 2005 Videomaker, Inc.
Tempus Fugit. Se non hai dimestichezza con il latino, queste parole significano “il tempo vola”. A volte è davvero così. Altre volte, però, è lento come una lumaca.
Il nostro lavoro, in quanto produttori di video, è far volare il tempo, farlo scorrere lentamente, saltare o schizzare. Con gli strumenti disponibili nei software di editing moderni, possiamo quasi comandare il tempo. Ogni volta che ci sediamo per effettuare un montaggio, diventiamo i piloti della macchina del tempo. Possiamo tagliare il tempo a fette e a cubetti, se vogliamo. Possiamo rallentare una scena ripresa in “tempo reale” per facilitare ai nostri spettatori l’esame dettagliato della scena in corso. Possiamo anche accelerare il tempo, comprimendo lunghi secondi, minuti o persino ore in un breve flusso di immagini. Possedendo questo potere, come si decide se è opportuno o meno modificare il naturale “tempo reale”? È una domanda difficile.
Il tempo è dalla tua parte
Solitamente, riprendendo un minuto di sequenza originale si ottiene un minuto da riprodurre sullo schermo. Il tempo è un ritmo naturale che riflette ciò che ci aspettiamo di vedere nel mondo reale. Ritornando però a pensare alla suite di editing, il tempo in realtà è ciò che tu decidi. L’editing, infatti, può essere considerato una forma di compressione del tempo. Quando passiamo da una scena alla successiva, eliminiamo il tempo che è servito per spostarci da un luogo all’altro o da un’angolazione all’altra e comprimiamo la scena rendendola più breve. Si spera, ovviamente, che tu mantenga viva l’attenzione degli spettatori eliminando solo il materiale non pertinente alla storia raccontata.
Quindi il metodo d’eccellenza utilizzato per ridurre la durata di una produzione video è il montaggio. In effetti, in quasi tutti i film cinematografici le uniche transizioni impiegate sono gli stacchi. La questione davvero importante è quando e come utilizzarli. Passa in rassegna del materiale ben montato e dedica del tempo ad analizzarne gli stacchi: scoprirai che il montaggio è una vera e propria arte, soprattutto quando si vuole raccontare una storia con un video. Se esegui uno stacco che produce un effetto di disturbo sulla narrazione, rischi di perdere l’attenzione del pubblico.
In termini di produzione video a volte viene chiamato “jump cut” (montaggio discontinuo), che indica due scene simili montate con un’interruzione della continuità, della posizione della videocamera o del tempo. Il risultato è stridente perché disattende le nostre aspettative per quanto riguarda il tempo.
Se un personaggio alza un braccio in una ripresa e subito dopo aggiungi una seconda ripresa in cui il suo braccio è abbassato, si dice che la scena manca di “continuità”, termine tecnico che indica il mantenimento del flusso visivo necessario affinché il pubblico percepisca una corretta progressione temporale tra due azioni. Tuttavia, dato che l’obiettivo di molti interventi di editing è accorciare i tempi, come possiamo mantenere la continuità? Con un po’ di furbizia, ovviamente.
La natura del tempo
Come mi disse un giorno qualcuno, “un secondo trascorso tenendo una mano su una fiamma è diverso da un secondo trascorso baciando qualcuno che ami.” Nel primo caso non vedi l’ora di smettere, nell’altro vorresti continuare per sempre. Questo la dice lunga sulla nostra percezione più intima del tempo, che è unica e personale. Una lunga scena in cui una donna cuce un paio di pantaloncini potrebbe mandare in estasi le iscritte a un circolo di cucito, ma annoiare a morte tutti gli altri spettatori.
Il punto è che il tempo è relativo. Quindi, prima di iniziare ad aumentare la velocità di tutte le scene dei tuoi video perché credi che siano lente, ricordati che avrai probabilmente rivisto le inquadrature del tuo video almeno un centinaio di volte in fase di editing. Invece per gli spettatori, invece, questa sarà sicuramente la prima volta.
Come prendersi gioco del tempo
Una tecnica consiste nel celare lo stacco con scene ” b-roll” che distraggano il pubblico dalla discontinuità. Ecco perché una valida “copertura” o la ripresa di scene extra che possano essere utilizzate come inserti è così importante. Gli inserti mascherano i salti di tempo.
A volte però, la manipolazione temporale riguarda proprio una modifica del tempo. Ciò significa che devi rallentare o velocizzare le scene rispetto al loro reale svolgimento. I programmi di editing offrono nuovi strumenti utili per rendere tutto ciò più facile e conveniente.
Nei software di qualche tempo fa, la funzionalità di “time remapping” era la grande novità. Attraverso questa funzione, l’utente non specifica nessuna percentuale di velocità o lentezza per tutta la durata del clip, ma modifica la velocità soltanto attraverso i fotogrammi chiave. Questa tecnologia ha rappresentato una gran rivoluzione per le pubblicità televisive, che erano in grado di colpire il pubblico con accelerazioni e decelerazioni uniformi delle scene utilizzando un singolo effetto.
È un effetto visivo spettacolare attualmente presente in molti software di editing (per sapere se il tuo programma dispone di questo effetto, consulta la sezione del manuale utente relativa al time remapping). Il vantaggio consiste nel fatto che puoi determinare la velocità a cui mostrare le scene al tuo pubblico.
Supponi di voler realizzare un video intitolato “Tour della nostra scuola”. Alla fine della sequenza “Ecco la caffetteria”, decidi di sostituirla con la sequenza “Ecco la sala prove della banda”. Invece di riprendere la sequenza della caffetteria, spegnere la videocamera e trasferirti in sala prove per iniziare a riprendere la sequenza successiva, lascia la videocamera accesa mentre segui i ragazzi che si spostano da un ambiente all’altro. Grazie alla funzione di time remapping, potrai accelerare la sequenza della “camminata” in modo che il pubblico segua lo spostamento tra i due edifici a velocità supersonica! In questo modo, permetti al pubblico di farsi un’idea più precisa della disposizione fisica degli ambienti scolastici e gli risparmi la noia di seguire la lunga e lenta sequenza della “trasferta”.
Allungamento del tempo
Spesso associamo la manipolazione del tempo alla riduzione del tempo, come nella scena dello spostamento dalla mensa all’aula di musica durante la visita alla scuola. La visione in tempo reale del video girato tra i due luoghi sarebbe stata noiosa e il tempo occupato dal video avrebbe potuto essere utilizzato per altre scene più interessanti. Avremmo potuto semplicemente eliminare la sequenza oppure, come in questo caso, velocizzarla per renderla più interessante. Se però volessimo prolungare una scena della durata reale di millisecondi, sarebbe un guaio!
Il film del 1984 Il migliore, interpretato da Robert Redford, è pieno di esempi classici di tempo in espansione. Quanto tempo occorre a un lanciatore di baseball per lanciare una palla al battitore? A 130 chilometri all’ora, circa 1/3 di secondo. Come puoi espandere questa ripresa per aggiungere più teatralità alla scena? Con la manipolazione del tempo. Nel film, vediamo Redford prepararsi al lancio. Dopodiché, vediamo un’inquadratura in campo lungo del mound del lanciatore mentre l’attore osserva la situazione. Passiamo al primo piano alternato del battitore, del ricevitore e dell’arbitro. Ci muoviamo su un primo piano del ricevitore che fa a Redford un segnale concordato. Ritorniamo all’inquadratura di un primo piano del viso di Redford che annuisce al ricevitore. Ci spostiamo velocemente su un’inquadratura in campo lungo degli spettatori che trattengono il fiato nei palchi. Passiamo a un primo piano del piccolo ragazzo che guarda il suo eroe. Ritorniamo all’inquadratura del lanciatore mentre sta alzando la gamba per il tiro. Passiamo poi all’inquadratura del primo piano del battitore che pulisce la casa base dalla terra. Hai afferrato il concetto? L’intera sequenza dura poco più di un minuto prima che Redford effettui realmente quel colpo veloce. Noi siamo i professionisti della manipolazione del tempo!
Interpolazione: la matematica del tempo
Si definisce “slow motion”, ossia movimento lento, una tecnica che consente al tuo pubblico di comprendere una scena in cui le azioni si svolgono troppo velocemente per essere elaborate dal cervello.
Un ottimo esempio è la tecnica utilizzata nel film Matrix per focalizzare l’attenzione degli spettatori sulle capacità sovranaturali del personaggio principale, che riesce a vedere il movimento delle pallottole e a schivarle. Questo effetto, quando è apparso qualche anno fa sullo schermo, era un qualcosa di rivoluzionario. Oggi, la maggior parte dei sistemi di editing possono rallentare il tempo con un paio di clic. Tuttavia, è importante essere consapevoli che non tutti gli effetti di “slow motion” sono realizzati allo stesso modo.
La maggior parte del software di editing modifica semplicemente la velocità con cui le inquadrature sono visualizzate per rallentare e velocizzare gli effetti di movimento. Pertanto, cambiare la velocità delle inquadrature a incrementi multipli (metà, il doppio, il triplo, ecc.) è piuttosto semplice in qualsiasi programma di editing. Ma che cosa succede se hai bisogno di qualcos’altro invece di questa semplice manipolazione matematica del tempo? Che cosa succede se vuoi rallentare la scena del 40%? Chiaramente, i calcoli necessari per ridurre i fotogrammi in questo modo sono molto più complessi.
È qui che entrano in gioco i “maghi del computer”, che hanno creato modelli matematici per realizzare qualcosa di molto complesso chiamato “interpolazione”. Quando le scene vengono rallentate o velocizzate, il processo di interpolazione analizza i dati registrati dalla videocamera e “crea” i fotogrammi richiesti per far sembrare fluido e realistico il movimento.
Dei validi algoritmi di interpolazione sono fondamentali per ottenere risultati davvero buoni nel nuovo mapping del tempo per creare effetti di movimento veloce o lento. Di conseguenza, se desideri ottenere dei buoni risultati, verifica che il tuo software possa interpolare i tempi.
Tempo per far pratica
Come ogni altro effetto video e di montaggio, la funzione di time remapping è più utile quando viene utilizzata per indicare qualcosa di diverso dal semplice “guarda questo, è fantastico”. Nel film Matrix il time remapping rivela la sua natura. Le sequenze in cui il tempo rallenta ed è possibile vedere il movimento delle pallottole ci consentono di vedere cose che in tempo reale sarebbero impercettibili; nel nostro esempio del tour della scuola, la funzione di time remapping ci consente di mantenere interessante il ritmo del video mostrando comunque al pubblico la scuola, dato che si tratta di un obiettivo principale del video.
Quindi ritrova i manuali dei tuoi programmi software e scopri come trasformarti da “editor video” a “viaggiatore del tempo” con pochi clic. Resterai sorpreso rendendoti conto di quanti posti meravigliosi potrai mostrare al tuo pubblico una volta imparato a manipolare il tempo! A proposito, il tempo a mia disposizione è terminato.
Musica, che passione!
di Jim Stinson © 2004 Videomaker, Inc.
Quando inizi a sentire l’esigenza di realizzare qualcosa di più dei semplici video delle vacanze, è arrivato il momento di acquistare della musica. Quando il progetto ti è stato commissionato da un cliente o quando si tratta di video di matrimoni, video promozionali, presentazioni per concorsi o qualsiasi altro tipo lavoro rivolto al pubblico, hai due opzioni per la musica: o ne fai a meno, o la ottieni legalmente. Fidati: l’industria musicale protegge i suoi diritti con tenacia ed efficacia.
Ci sono quattro procedure differenti per avere brani legittimi:
- Ottenere i diritti dei pezzi individuali.
- Acquistare dei pezzi royalty-free o dei pacchetti.
- Creare pezzi musicali in base alle tue esigenze.
- Costruire canzoni a partire da dei loop.
Ovviamente esiste una quinta soluzione: comporre ed eseguire una composizione originale, ma non tratteremo questo argomento complesso in questa sede. In tempi diversi, abbiamo trattato ognuna di queste soluzioni, quindi affianchiamole per confrontare i pro e i contro. Scopriremo che ogni tipo di realizzazione musicale ha molto da offrire, ovviamente nella giusta situazione.
Brani musicali a noleggio
Prima di tutto, puoi noleggiare i diritti di svariate migliaia di canzoni, dai brani hip-hop ai canti gregoriani. A tale scopo, visita i siti web di ASCAP, BMI o SESAC e segui le istruzioni. Alla fine otterrai il diritto di utilizzare il brano noleggiato in un determinato programma destinato a uno scopo specifico.
Questa strada presenta numerosi vantaggi: puoi abbinare la musica più adatta al programma, poiché hai la possibilità di scegliere fra svariate migliaia di brani; puoi migliorare la presentazione con le composizioni più celebri al mondo, eseguite dagli artisti più rinomati e mixate dai migliori tecnici del suono; puoi incoraggiare l’identificazione del pubblico, perché gli spettatori riconosceranno i brani famosi.
E ora il lato negativo. Innanzitutto, è impossibile ottenere i diritti di alcuni brani, almeno da parte di impresari che operano su piccola scala, e i costi di altri brani potrebbero essere proibitivi. Se, per esempio, desideri i diritti della marcia nuziale del Lohengrin registrata nel 1953 dall’orchestra radiofonica della Slobbovia, non c’è problema! Se invece desideri i diritti di Graceland di Paul Simon, è un’altra storia.
In secondo luogo, sei vincolato dalla lunghezza del brano che ottieni. Alcuni problemi possono essere risolti con dissolvenze in entrata e in uscita, e talvolta puoi regolare la lunghezza tagliando o doppiando accuratamente degli elementi musicali, ma non ci sono altre scappatoie.
Ciononostante, ci sono dei momenti in cui può andare bene solo un particolare brano musicale. Mia nipote si è appena sposata con la composizione “Trumpet Voluntary” di Jeremiah Clarke eseguita dal jazzista Wynton Marsalis. Quando monterò il video del suo matrimonio, puoi stare certo che riuscirò a scovare i diritti di quel brano!
Musica royalty-free
La produzione musicale royalty-free composta specificatamente per i video, spesso è lungi dall’essere pratica. Per ottenerla, puoi acquistare un pacchetto di tracce ovunque, da un singolo CD a una vasta libreria musicale, a una quota unica che ti dà il diritto di utilizzare le tracce in modo illimitato all’interno dell’ambito definito dalla licenza. Spesso puoi pagare per un singolo utilizzo e scaricare le tracce individualmente.
La musica royalty-free ha molti vantaggi. Per prima cosa, è fatta su misura per specifici generi di programmi, per esempio gli spot pubblicitari, i matrimoni, i video aziendali e il materiale formativo. Ogni brano musicale ha un titolo per spiegare la sua funzione, e i nomi divertenti risultano più facili da ricordare.
Quasi tutti i dischi contengono brani di lunghezza variabile, dai veloci “intermezzi” e conclusioni di cinque secondi alle composizioni da tre-quattro minuti da utilizzare come musica di sottofondo (underscoring). I cataloghi più completi contengono lo stesso brano con vari arrangiamenti, per esempio “with piano solo” (con assolo di pianoforte) o “light orchestral” (orchestra leggera). Alcuni offrono anche stili alternativi, come New Age, Bluegrass o Soft Rock.
Se acquisti un pacchetto di grandi dimensioni, spesso ricevi un database contenente ogni singola versione, utilizzabile per eseguire ricerche in base a qualsiasi tipo di parola chiave. Pacchetti di questo tipo, però, sono generalmente destinati a reparti o società di produzione che potrebbero necessitare di decine o persino centinaia di brani per i loro numerosi programmi.
Il costo e la facilità d’utilizzo sono le caratteristiche più interessanti della musica buyout. I prezzi del noleggio, sebbene variano a seconda delle diverse case di produzione, sono solitamente più bassi. Se produci regolarmente un tipo di video, per esempio, un matrimonio o dei corsi di formazione, un pacchetto di brani royalty-free è un vero affare. Quando hai bisogno di uno stacco, basta scegliere l’effetto emotivo, la lunghezza, gli arrangiamenti o un genere musicale.
L’altra faccia della medaglia è che le composizioni non hanno esattamente la stessa durata del tuo progetto, e richiedono improvvisazione e compromessi in fase di editing. Alla fine, la maggior parte (sebbene non tutti) dei suoni della libreria musicale ricordano la musica commerciale. Sono utili come sottofondo e per le altre funzioni, ma non devi pretendere che attraggano l’attenzione del pubblico da sole.
Fai da te
SmartSound offre vari prodotti che consentono di creare composizioni di durata perfetta con svariati arrangiamenti musicali. Nella sua forma più semplice, la procedura prevede la selezione di una traccia, la scelta di uno stile da un elenco e l’inserimento della durata desiderata. Fatto questo, è sufficiente un clic del mouse per generare una versione personalizzata adatta al tuo video.
Non è soltanto una musica di sottofondo, ma anche una composizione. Infatti, tutte le composizioni hanno una parte iniziale, centrale e finale. La parte centrale è la più creativa, e può essere tagliata in qualsiasi punto a intervalli di un secondo e unita perfettamente alla testa e alla coda. Le parti sono composte così abilmente da produrre un suono perfetto, indipendentemente dalla lunghezza. La musica ha quasi la stessa qualità della musica buyout e alcune tracce SmartSound sono in realtà generate dalla libreria di Music Bakery.
Nella realtà i segmenti video non terminano quasi mai al secondo spaccato (per esempio, con un time code come 00.03.21.00). In ogni caso, se desideri sincronizzare la musica in modo che termini con l’ultimo fotogramma, puoi utilizzare i comandi di rolling edit del software per regolare alcune riprese tagliando o aggiungendo qualche impercettibile fotogramma in ciascuna.
I programmi SmartSound sono disponibili in tre varianti. Movie Maestro (50 $) include le funzioni di base e permette un utilizzo royalty-free in applicazioni non commerciali e didattiche. Puoi effettuare delle aggiunte alle composizioni fornite acquistando CD SmartSound e quindi selezionando gli stili adatti alla tua produzione.
Quicktracks (plug-in per Adobe Premiere Pro) aggiunge molte utili funzioni e ti assicura tutti i diritti commerciali. Anche SonicFire Pro, il prodotto di punta (300-500 $), concede i completi diritti commerciali e integra numerose funzioni. Puoi ascoltare in anteprima e scaricare originali SonicFire, lavorare con qualsiasi file audio, compresi file in formato MIDI e tracce di CD audio, nonché controllare la composizione e l’editing con grande precisione ed eleganza. I risultati sono così validi che molte piccole case di produzione oggi si affidano esclusivamente a SonicFire.
Utilizza i loop
Se desideri creare una musica del tutto personalizzata, una composizione basata su loop può fare al caso tuo. L’idea di base è semplice: componi la tua musica originale attraverso la manipolazione di segmenti di musica ripetuti (detti “loop” perché i loro antenati erano spezzoni di nastro le cui estremità venivano unite per formare un cerchio e ripetere all’infinito la registrazione). La soluzione ACID di Sony (acquisita da Sonic Foundry) è il pacchetto software più conosciuto per le composizioni basate su loop. Tuttavia, ci sono anche altri prodotti come Fruity Loops, Adobe Audition o Bitheadz.
Lavorando orizzontalmente (su una timeline), scegli una traccia iniziale, spesso un qualche strumento a percussione, quindi aggiungi una o più sequenze di loop ripetuti. Aggiungi quindi un secondo livello alla traccia successiva sulla timeline, magari una linea di basso. Continua in questo modo aggiungendo livelli e strumenti fino a ottenere l’effetto desiderato.
Questo procedimento potrebbe sembrarti un po’ rozzo, ma tieni presente che i programmi software basati su loop possono sfruttare decine di migliaia di loop differenti, eseguiti da musicisti professionisti con strumenti reali (e non con i sintetizzatori). Selezionati, combinati e arrangiati con creatività, i loop ti permetteranno di ottenere brani musicali dal sound sofisticato e assolutamente originali.
La buona e la cattiva notizia delle composizioni basate su loop è la stessa: implica infatti la creazione di melodie e arrangiamenti autentici. Se hai del talento musicale e almeno un po’ di esperienza, puoi raggiungere risultati degni di nota e una gratificazione personale. Allo stesso tempo però, se componi a cassaccio senza impegnarti, potresti non raggiungere mai dei risultati soddisfacenti.
Puoi avere più o meno talento, ma la verità è che spenderai un sacco di tempo sui tuoi pezzi. Immagina di creare un montaggio video su più livelli di 30 secondi mediante la manipolazione del ritmo e del colore e con l’aggiunta di effetti e titoli in movimento 3D. La creazione di una sofisticata composizione basata su loop può risultare impegnativa allo stesso modo.
In ultima analisi
Come abbiamo detto, ogni tipo di musica ha il suo posto. Se un certo brano musicale è importante, potrebbe valere la pena di noleggiarne i diritti. Se ti specializzi in un certo genere di video, una buona raccolta di musica buyout potrebbe essere la soluzione più rapida per ottenere un sound professionale. Se ti occupi della produzione di vari tipi di progetti, allora le tracce personalizzabili di SmartSound ti offriranno tutta la versatilità e la rapidità di cui hai bisogno. Se hai tempo libero e talento, niente è più gratificante che creare le proprie composizioni adoperando i loop.
In realtà esiste una cosa più soddisfacente, ma se potessi comporre, arrangiare, eseguire e registrare la tua musica originale personale, non avresti comunque bisogno di queste altre soluzioni.
Elenco di produttori di software per la creazione di musica
Di seguito viene fornito un elenco di alcune società che producono software per la creazione di musica. Non è un elenco completo.
- Adobe (www.adobe.com)
- Apple (www.apple.com)
- Arturia (www.arturia.com)
- Bitheadz (www.bitheadz.com)
- Cakewalk (www.cakewalk.com)
- FL Studio (www.flstudio.com)
- Magix (www.magix.com)
- PG Music (www.pgmusic.com)
- SmartSound (www.smartsound.com)
- Sony Pictures Digital Neworks (mediasoftware.sonypictures.com)
- Steinberg (www.steinberg.com)
- U&I Software (www.uisoftware.com)
- Voyetra (www.voyetra.com)
Elenco di produttori di raccolte di effetti sonori e musicali
Di seguito viene fornito un elenco di alcune società che producono raccolte di effetti sonori e musicali. Non è un elenco completo.
- 615 Music Library (www.615musiclibrary.com)
- Accent Music Productions (www.accentmusiccds.com)
- AirCraft Production Music Library (www.mediacraftmusic.com)
- Associated Production Music (www.apmmusic.com)
- British Audio Designs (www.britishaudio.com)
- The Canary Collection (www.canarymusic.com)
- Catovah Arts (www.catovah.com)
- ClipJingles (www.clipjingles.com)
- Crank City Music (www.crankcity.com)
- CSS/DAWN Music (www.cssmusic.com)
- Davenport Music Library (www.davenportmusic.com)
- DeWolfe Music (www.dewolfemusic.com)
- Flying Hands Music (www.flyinghands.com)
- Freeplay Music (www.freeplaymusic.com)
- Fresh Music Library (www.freshmusic.com)
- Gene Michael Productions (www.gmpmusic.com)
- Geoffrey Wilson Buyout Music (www.gwilsonbuyoutmusic.com)
- Ghostwriters Radio Mall (www.radio-mall.com)
- Instant Access Music (www.iamusic.com)
- Killer Tracks (www.killertracks.com)
- Lazertrax Production Music (www.lazertrax.com)
- LicenseMusic.com (www.licensemusic.com)
- Manchester Music Library (www.manchestermusic.com)
- Manhattan Production Music (www.mpmmusic.com)
- Media-Tracks (www.media-tracks.com)
- Megatrax (www.megatrax.com)
- Mokal Music (www.mokalmusic.com)
- Music 2 Hues (www.music2hues.com)
- The Music Bakery (www.musicbakery.com)
- Narrator Tracks (www.narratortracks.com)
- Network Music (www.networkmusic.com)
- Nightingale Music Productions (www.nightingalemusic.com)
- Non-Stop Productions (www.nonstopmusic.com)
- OGM Production Music (www.ogmmusic.com)
- Omnimusic (www.omnimusic.com)
- Partners in Rhyme (www.partnersinrhyme.com)
- PowerHouse Music Library (www.powerhousemusic.com)
- Production Garden Music (www.productiongarden.com)
- Pro Background Theme Music (www.pbtm.com)
- River City Sound Productions (www.rivercitysound.com)
- Signature Music Library (www.sigmusic.com)
- Sound Dogs (www.sounddogs.com)
- Sound Ideas (www.sound-ideas.com)
- Studio Cutz (www.studiocutz.com)
- Token Media (www.token.com)
- TRF Production Music Libraries (www.trfmusic.com)
- UniqueTracks Royalty Free Music (www.uniquetracks.com)
- Valentino Production Music (www.tvmusic.com
Pubblicato da: Dick Smart
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Pubblicato il 4 02, 2010 · Nella categoria: Mini Guide; Tags: bikini, consigli, illuminazione, maiala, ombelico, piercing, realizzare, realizzazione, ripresa, suggerimenti, tecniche, viaggio, Video, videocameraArticoli Simili: 
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