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Stavolta avevo l’arduo compito di visitare Berlino, una delle città più grandi d’ Europa, nell’arco temporale di 3 giorni, come se non bastasse anche scarsi. L’ultimo giorno infatti, per la maggior parte del tempo, è trascorso tra code, ceck-in e voli, ma non posso assolutamente lamentarmi. Per portare il mio sedere in Germania, ovviamente ho scelto la mitica e da me amatissima Ryanair, che con la modica cifra di 4€ mi ha trasportato da: Roma a Bergamo (Orio), da Bergamo (Orio) a Berlino e viceversa, 4 voli, tutti e 4 conclusi in anticipo sui tempi, superlativi!
Photo Credit: Andrea Collalti
Anche il soggiorno è stato perfetto, clima estivo, media di 25° di giorno e sole splendente per 3 giornate consecutive, che culo! Ma veniamo al sodo, prima del racconto del viaggio, le INFO, tanto importanti e tanto ricercate che fanno sempre comodo.HOTEL
Ho alloggiato all’Hotel Quentin (zona charlottemburg/wilmerdorf), un 3 stelle a 3 passi dalla Ku’damm, all’altezza di Adenauer Platz, U-Bahn a 60 secondi di cammino, idem per i bus. La zona è coperta da market, fast food, panetterie, ristoranti e negozi vari, insomma c’è tutto, è ben illuminata di notte e molto rassicurante. 45€ a notte per la doppia uso singola, camera molto grande, letti comodi, tv, minibar, cassaforte, terrazzino, bagno con prodotti da doccia, asciugacapelli e l’”utilissimo” stirapantaloni.
Pulizia molto buona, il personale parla inglese, wifi free nella hall (a me arrivava anche in stanza essendo alloggiato al 1° piano), camere ben insonorizzate, unica pecca il mobilio vetusto, roba proprio arcaica con la classica puzza di legno marcio quando apri i cassetti, una rimodernata non gli farebbe affatto male. Tutto sommato un buon voto lo prende visto il rapporto qualità/prezzo/zona. Un 8.Veniamo al mio piccolo cahier de doleances:
NOTA DOLENTE N°1 (ricezione cellulare)
Eh sì, stavolta due cosine non ho potuto prevederle, la prima è che la Wind non prende praticamente mai! Se e quando prendeva, al massimo mi dava una tacca, (avevo con me 2 cellulari triband con 2 schede Wind), quando entravo in metro perdevo inesorabilmente anche quella tacca di segnale e per riprenderla decine di minuti di attesa e smadonnate.
La prima notte per chiamare la mia ragazza sono sceso in boxer sulla Ku’damm per cercare una dannata tacchetta come un rabdomante cerca acqua nel deserto, non rendendomi conto di dove vagavo, tutto preso dal display del telefono in “ricerca”, chissà che avranno pensato gli ignari passanti. Alla fine, dopo un’ora, ha preso la linea proprio nell’attimo in cui ho infilato 2€ in una cabina, sprecandoli, ho chiamato e sono rientrato in hotel smarrendo inesorabilmente il segnale.
L’unica zona dove si aveva una ricezione sufficientemente stabile andava dall’Isola dei Musei ad Alexander Platz. All’aeroporto ho conosciuto un ragazzo che ha avuto i medesimi problemi, ma con Tim, che ha risolto comprando una scheda telefonica tedesca. Quindi, uomo avvisato mezzo salvato, se dovete fare pochi giorni, adattatevi e avvertite in Italia che chiamerete e messaggerete poco o nulla, altrimenti, se il soggiorno è lungo, prendete una scheda internazionale (in vendita anche sui voli Ryanair) o provate una Vodafone.NOTA DOLENTE N°2 (spostamento Schonefeld Airport – Berlino dell’8 – 9 – 2009)
All’arrivo a Schonefeld mi sono avviato verso la stazione S-bahn, per prendere la 9 o la 45 fino a Charlottemburg, preso il biglietto zona A-B-C (ora l’aeroporto è in zona C), aspetto, aspetto, aspetto…
Il treno non passa e l’orario non è rispettato, mah, abituato all’Italia non mi faccio tanto il problema, ma invece avrei dovuto farmelo, qui non siamo in Italia, qualcosa di losco deve esserci sotto.
Insomma, dopo una mezz’ora abbondante arriva la 9, ma invece di fare tutto il percorso in centro, si ferma a Treptower Park, vale a dire in una zona non molto lontana dall’aeroporto, mal collegata col resto della città. La S-bahn 45 fermava a Sudkreuz, quindi a meno di metà percorso, lontana anche essa dal centro. Presa la 9, dopo 40 minuti a passo d’uomo, si scende dunque a Treptower Park (la bahn torna indietro), prendo la S42 (denominata Ring), che dopo oltre un’ora e un giro iperspaziale (pensavo che stessi tornando a Roma), arriva dalle parti di Charlottemburg dove prendo finalmente una U-bahn per Adenauerplatz (la 7).
Causa dei disagi, dei lavori di ampliamento, che in pratica hanno mozzato le direttrici principali. Il corriere di Berlino titolava in prima pagina a caratteri cubitali S-Bahn Chaos Crack e i tg ne parlavano diffusamente in serata.
Al ritorno ho dunque optato per la combo U-bahn 7 fino al capolinea Rudow e successivamente bus 171 per l’aeroporto, in meno di un’ora ho risolto. Quindi chi si reca a Berlino a breve, tenga conto dei lavori e si organizzi con i bus, 171 e X7, comodi e rapidi, portano a Rudow e ad Hermannstrasse, da li U-bahn e via veloci per qualunque destinazione.MEZZI
Apparte i guai della S-bahn, il resto funzionava tutto a dovere. Personalmente ho preso la U-bahn 3 volte e un bus, quindi ho fatto biglietti singoli da 2.10€, se avete intenzione di viaggiare molto coi mezzi andate di abbonamento giornaliero/settimanale o Welcome Card. Insomma, la cosa è soggettiva, dipende da come e cosa volete raggiungere/visitare e in quanti giorni.AEROPORTO SCHONEFELD
Aeroporto vero, non la classica tendopoli accroccata riservata alle low cost, c’è tutto, dal Burger King al pub irlandese, controlli di sicurezza doppi, tenetene conto per la tempistica, sia all’ingresso per il ceck-in, sia all’ingresso per i gate, la polizia è stata tranquilla con me, controlli svelti, il personale Ryanair faceva imbarcare di tutto come bagaglio a mano, niente storie su peso e misure, ma questo dipende sempre da chi ti capita. Il gate per Bergamo era in un sottoscala, le low cost hanno questo privilegio.
VISITE A PAGAMENTO
Castello di Charlottemburg: 10€ (7 studenti)
Torre della Tv: 9.50€Ed ora passiamo al racconto…
8 – Settembre – ’09 (primo giorno)
Non albeggia nemmeno, le 5 del mattino, che io sono già in auto, direzione aeroporto di Roma Ciampino, grazie ad un passaggio risparmio parecchi € di parcheggio nel caso avessi usato la mia auto e un’alzataccia ancora più barbara nel caso avessi utilizzato la doppietta mortifera: treno regionale + bus.
Raggiungere Berlino spendendo poco, anzi nulla con Ryanair (4€), prevede un discreto movimento:
Roma – Bergamo (Orio al Serio) / Bergamo (Orio al Serio) – Berlino Schonefeld e viceversa.
Certo ne avrei potuti spendere 60/70 di euro e andare diretto da Roma Fiumicino con Easyjet, ma io dico NO!
Se posso risparmiare triangolo con Ryanair e se ce n’è bisogno e conviene economicamente, quadrangolo pure, sti cazzi!
Il 1° volo della giornata che mi porta ad Orio parte puntuale alle 06.50 ed atterra con 10 minuti di anticipo sullo schedulato, alle 07.50.
In attesa del 2° volo che mi porterà in Germania, mi accomodo davanti al gate 14, accendo la mitica PSP e mi vedo un paio di puntate dei Griffin, il tempo trascorre velocemente e alle 10.15 sono già in pista pronto al decollo.
Atterraggio a Berlino Schonefeld alle 11.35, con 15 minuti di anticipo, calma piatta durante il percorso, tutto ok.
Ovviamente sul volo io non compro nulla (o quasi) che venga spacciato dagli assistenti Ryanair, può capitare una Red Bull o una carta telefonica internazionale all’occorrenza. Solitamente salgo a bordo senza fretta, lascio gli altri stare in piedi davanti al gate anche ore prima dell’apertura, me ne sto per i cazzi miei seduto comodo da qualche parte e quando la fila è ormai smaltita mi accodo, (con Ryanair non c’è pericolo overbooking). Una volta salito a bordo me ne frego di dove capito a sedere, viaggio solo con lo zainetto che tengo tra le gambe, quindi niente affanno per trovare posto al bagaglio nelle cappelliere. Poi una volta decollati prendo tranquillamente posto nella seconda o terza fila anteriore, che vengono lasciate vuote per le operazioni di decollo/atterraggio, a meno che l’aereo non sia proprio pieno all’inverosimile, dunque ho nel 90% dei casi, 3 posti tutti per me e il mio zaino, non vengo disturbato da nessuno e continuo a farmi i beati cazzi miei (vedo film, faccio foto, ascolto musica e non dormo mai). Pochi minuti prima dell’atterraggio riprendo posto altrove e il gioco è fatto.
Fuori dall’aeroporto a causa dei sopra citati problemi con la S-Bahn, purtroppo perdo una marea di tempo prezioso e giungo in hotel per il ceck-in alle 14 circa.
Trafelato, pago, salgo in camera, mi lavo le mani, poso lo zaino e scendo saltando in metro, U-Bahn 7, fermata Richard Wagner, direzione Schloss Charlottenburg, alle 15 circa ci sono finalmente!
Ingresso per il castello, studenti 7€, c’era anche l’audioguida ma non si è resa necessaria, le didascalie nelle sale ci sono anche in inglese.
Il piano terra è molto fastoso, com’è logico che sia, le sale luminose, piene di stucchi, velluti, porcellane decorative e marmi.
Il secondo piano meno spettacolare, con lo studio, la biblioteca e sale di rappresentanza più “spartane”.
Dopo circa un’ora la visita termina. Le stanze che ho preferito sono state: le 2 ovali, sfavillanti con il vasto giardino parato di fronte, la sala delle porcellane cinesi, con le pareti ricoperte di splendide porcellane e la cappella con un affresco sul soffitto coloratissimo.
Ora tocca ai Giardini di Charlottemburg, l’ingresso è sul lato destro del castello, è free, complice la magnifica giornata mi trovo innanzi ad un panorama naturale, 2° solo a Versailles per quanto mi riguarda.
I giardini sono grandiosi, sembrano percorsi di golf (del resto anche gli altri giardini berlinesi sono tenuti nello stesso modo ineccepibile), c’è un piccolo lago (dove d’inverno si pattina appena ghiaccia), un canale della Sprea scorre su un lato, alberi ombreggianti, ponti e ponticelli, vento tiepido e gente che prende placidamente il sole. Molto rilassante e ameno, peccato che non ho il tempo di sedermi per più di 10 minuti.
Camminando per qualche centinaia di metri si arriva di fronte un bell’ edificio bianco, il Belvedere, tutto intorno prato verde e rigoglioso, come primo impatto con Berlino veramente non c’è male!
Sono impegnatissimo a fare foto e video, (alla fine del viaggio scatterò qualcosa come 450 foto e girerò 150 video, per un totale di oltre 3 ore di visione, grazie alla mia nuova memory stick da 8gb), si fanno presto le 18 e il mio programma prevede altro.
Vado via incamminandomi verso Kaiser Wilhelm Gedachtniskirche (la chiesa mozzata bombardata), durante il tragitto, di una mezz’ora, bevo la mia 1° birra tedesca, una Warsteiner in lattina, clone di una comunissima Moretti, dopo le birre praghesi, irlandesi e belghe, ci vuole ben altro per impressionarmi.
Giunto a destinazione, sento un velo di tristezza pervadermi, la chiesa è li in mezzo la piazza, semi distrutta, carica di storia, mi lascia per qualche attimo pensieroso. Il campanile e la chiesa nuova ai lati si contrappongono con il loro moderno vetro e acciaio scuro alle mura decrepite di pietra della Gedachtniskirche bombardata, secondo me, lasciando un bell’ effetto scenografico.
Entro all’interno della Gedachtniskirche, c’è una piccola mostra fotografica che ricorda con delle foto struggenti i momenti cruciali della vita della chiesa dalla guerra in poi. I mosaici sui soffitti sono sfatti, il pavimento spezzettato, le mura scorticate, le scale crollate.
Subito dopo entro anche nella chiesa moderna di fianco, l’interno è particolare, più adatto ad un night club a dire il vero, con la luce blu diffusa nell’oscurità della sala.
C’è la messa e il prete visto da lontano pareva un buttafuori blasfemo, mentre cantava con quell’ accento tedesco così fine e armonioso.
La piazza circostante non è un granchè, troppo caos e troppo traffico, la zona è in espansione (come gran parte della città), ci sono operai al lavoro dappertutto.
Scendendo dalla piazza delle chiese, prendo la via per Wittemberg Platz, supero l’Europa Center e dopo pochi minuti eccomi in piazza, la destinazione è il Ka De We, il grande magazzino situato proprio li.
E’ una via di mezzo tra Harrods ed El Corte Ingles, mi è piaciuto, piuttosto sobrio ma elegante, ordinato ed ovviamente tirato a lucido.
La struttura è enorme, 7 piani, l’ultimo con ristorante panoramico, visito il 5° prendendo l’ascensore interno e il 7°. Nel 5° rosico un po’ nella zona hi tech, qui c’è roba che da noi manco ci sogniamo e al 7° mi godo una bella veduta di Wittemberg Platz e zone limitrofe dall’alto.
Ridendo e scherzando si son fatte le 20 e in quel momento mi viene in mente che non mangio da 36 ore.
Scendendo ho solo l’imbarazzo della scelta, a Berlino c’è TUTTO per la ristorazione, tutte le catene di fast food più conosciute, panetterie, ristoranti, kebabbari, pizzerie, cinesi, japponesi, africani, italiani, non manca niente!
La scelta cade su una panetteria con i tavolini all’esterno, prendo ben 3 hot dog, con 3 tipi diversi di wurstel, non vi dico la bontà! Quanto brutti a vedersi quanto buoni a mangiarsi, è divertente vedere ragazze più o meno giovani intente a mordicchiare questi wurstel, immediatamente il pensiero corre veloce ad altri tipi di wurstel in quelle bocche.
Dopo la cena, il percorso riparte, è il turno della Kurfürstendamm, una sorta di Champs Elysees berlinese, vialone alberato pullulante di negozi alla moda, hotel costosi, locali, gioiellerie, autosaloni, cinema e teatri. Le auto sportive si sprecano e i piloti si fanno notare con partenze sprint ai semafori, che zafi.
Il mio hotel è circa alla fine della Kurfürstendamm (o Ku’damm per gli amici), all’altezza di Adenauer Platz, i km da percorrere saranno 4 o 5, ma complice la stanchezza compio una ingenuità, sbaglio ad orientarmi.
In pratica dopo quasi un’ora di cammino scendendo, CREDO che stia andando nella direzione sbagliata e di aver superato il mio hotel, dunque giro, attraverso la strada e torno indietro.
E’ buio ormai, cammino per molto ancora e mi ritrovo di nuovo nei pressi della Kaiser Wilhelm Gedachtniskirche, e allora capisco la cappellata che ho fatto!
In pratica quando ho fatto retromarcia, ero praticamente a 50mt dall’hotel, quindi ora mi tocca rifare di nuovo tutta la Ku’damm, sono ormai le 22 passate quando esausto arrivo sotto l’albergo.
Le mappe disseminate per il viale non mi hanno aiutato perché sono fatte a cazzo di cane! Non sono specificate nominalmente tutte le varie traverse, ma solo alcune, il problema è che Berlino non è Pizzighettone, tra una traversa e l’altra segnata, passano centinaia di metri e intanto che la raggiungi per capire dove stai, ti sei dimenticato il nome della via, tra l’altro spesso lungo 18/20 lettere e che varia solamente per una consonante o due! Bestemmie a go go!
Poi io per abitudine non giro con mappe alla mano, odio farmi riconoscere a distanza come il classico turista imbranato. Studio la mappa cittadina preventivamente, sia a casa prima di partire, su google map, che in loco una volta preso possesso della camera in hotel e della mappa.
Prima di salire in camera compro un po’ di birra in un locale limitrofo e la porto su, ho il frigo bar, lo svuoto del proprio contenuto e lo carico della mia roba.
La giornata PARE finita, ma non lo è.
Tragicamente mi accorgo solo ora dei problemi gravissimi di ricezione del mio cellulare e dopo una miriade di imprecazioni pesantissime mi trovo costretto a scendere in strada mezzo nudo per cercare campo, cosa che accadrà dopo moooolto tempo e svariati tentativi di on/off.
Immaginate la scena: turista in boxer, t-shirt e scarpe da tennis che bestemmia fragorosamente, con un telefonino in mano, facendo su e giù per la strada più “in” della capitale! Insomma, discreta figura di merda dai, ma in quel momento era praticamente in trance e non potevo accorgermi di nulla.
Dovevo telefonare a casa, non potevo aspettare la mattina, si sarebbero preoccupati.
Sono ormai le 23, dopo aver finalmente chiamato rientro in stanza, mi faccio una bella doccia, mi butto sul letto e mi vedo un film sulla psp.
Buona notte!
9 – Settembre – ’09 (secondo giorno)
Dopo una notte tranquilla, l’hotel è molto silenzioso, sveglia alle 8 del mattino.
Spendo qualche minuto per leggere il televideo, il meteo online sulla psp e in operazioni igieniche di routine.
Consiglio: quando siete all’estero e per forza di cose cagherete, inumidite, se potete, la carta igienica che troverete a disposizione, perché altrimenti potrebbe capitarvi quello che è successo a me; una carta igienica da 2 soldi più ruvida della carta vetrata che vi brucia l’ano provocandovi un forte prurito, fastidioso da sopportare. Difatti dopo aver evacuato sono stato tutto il giorno a grattarmi il culo, causa prurito anale da carta igienica corrosiva! Se l’avessi inumidita, l’avrei come dire, ingentilita e il mio ano non avrebbe avuto problemi di sorta.
Continuiamo con la cronaca; alle 9 sono in metro, U-bahn 7 + U-bahn 2 e in mezz’ora eccomi a Potsdamer Platz, dove consumo una breve colazione, Red Bull 0.50cl e Twix.
Comincia ora un vero e proprio tour de force, non so quanti km farò (credo sulla 30ina abbondanti), fino alla fine della giornata, so solo che da questo momento in poi, circa le 9.30, mi siederò per un totale di 15 o 20 minuti circa, nell’arco dell’intero giorno, camminerò sempre e ininterrottamente, anche pranzando con un kebab in mano fino a serata inoltrata.
Descriverò ora brevemente i punti d’interesse che ho raggiunto e fotografato.
Da Potsdamer Platz, scendo verso il Ceckpoint Charlie, percorrendo la Mauer Strasse, molto interessanti le foto e le immagini graffittate che illustrano la storia della zona e della città.
C’è anche il teatrino coi finti militari USA con cui fare le foto di rito.
Risalgo a Postdamer Platz, mi soffermo a leggere le informazioni accanto a diversi pezzi muro esposti nella piazza, molte foto sono angoscianti, Berlino è veramente risorta dalle ceneri più cupe!
Prendo un caffè in un furgoncino di Starbucks e salgo verso la piazza coperta dall’enorme tensostruttura del Sony Center, all’interno e nelle vicinanze della piazza si trovano: un cinema, Legoland, un museo del cinema, uno della tv e i resti di una facciata liberty dell’Hotel Esplanade, sottovetro.
Mi limito alla visita all’interno del Sony Center, dal 3° piano si ha una buona visuale sulla piazza sottostante.
E’ ora di ritornare a Potsdamer Platz, ma stavolta la direzione da seguire è Brandeburger Tor.
Dopo circa una mezz’ora di cammino eccomi alle spalle della Porta di Brandeburgo, immaginavo non fosse imponente e così è, non è certo l’Arco di Trionfo parigino, ma fa comunque una discreta impressione.
Proseguo per il Reichstag, è poco distante e lo raggiungo facilmente, questo sì che è imponente! Per fotografarlo interamente bisogna inoltrarsi nel giardino sottostante, giardino manco a dirlo, curatissimo, l’idea era quella di salire all’interno della cupola trasparente posta sulla cima del palazzo, ma l’enorme coda in attesa mi scoraggia all’istante e purtroppo abortisco la salita.
Torno in zona Porta di Brandeburgo e finalmente l’attraverso, mi sento emozionato! Eccomi a Pariser Platz, c’è molto movimento, qualcuno d’importante sta entrando nel lussuoso Hotel Adlon, ma non riesco a capire chi sia e poi oh, chissenefrega.
E’ il turno dell’ Unter den Linden, il lungo boulevard che termina al Museumsinsel, durante il percorso effettuo diverse deviazioni, sia sulla destra che sulla sinistra.
Mi attira il Museo di Madame Tussauds, mi sarebbe piaciuto entrare, ma stavolta a scoraggiarmi è il prezzo del biglietto, 19€, troppo alto per i miei gusti, ho comunque visitato quello di Londra due anni fa, poco male.
La prima deviazione dall’ Unter den Linden mi porta, passando davanti un elegante magazzino La Fayette, a Gendarmenmarkt, una bellissima piazza, molto vasta, a tratti riparata da pergolati, con ai lati 2 duomo gemelli, uno tedesco ed uno francese e al centro il teatro Schauspielhaus, piuttosto massiccio nelle forme.
Risalgo su e mi ritrovo a Bebel Platz, altra grande piazza, più spoglia però, molto assolata, di fronte entro nell’ Università di Humboldt e do un’occhiata al mercatino dei libri usati, l’università ha un atrio sfarzoso, altro che lo schifo immondo dove sto io (La Sapienza di Roma).
Alla fine dell’ Unter den Linden si trovano musei a iosa, ovviamente molti sull’isola dei musei, Museumsinsel, ma parecchi anche nelle immediate vicinanze.
Passo dinnanzi: il Museo delle Storia, il Pergamon Museum (tutto incelofanato per restauro), il Bode Museum e il mastodontico Altes Museum, situato di fianco l’altrettanto enorme Berliner Dom, entrambi all’interno del Lustgarden, qui mi riposo qualche minuto osservando i barconi turistici sulla Sprea, pieni di gente. La giornata è assolata e calda, si sta alla grande.
Attraverso la strada ed ecco un altro giardino perfetto; verdissimo, senza l’ombra di una cartaccia in terra, appena sotto il Palazzo della Repubblica, tanti ragazzi vi prendono il sole, piacerebbe anche a me, ma se voglio seguire il programma mi devo sbrigare.
Dunque non ho tempo di rilassarmi, devo continuare, così percorro l’isola dei musei e mi dirigo alla Nikolai Kirke annessa in un graziosissimo quartierino, l’unico che ho trovato con le strade in ciottoli. La chiesa ha 2 campanili a punta che mi ricordano una cattedrale di Weisbaden, sotto è pieno di negozietti, ristoranti, birrerie e gente che fa fotografie.
Intanto si fa primo pomeriggio e ho ancora molta strada fare.
E’ il momento di raggiungere Marx-Engels Platz e il Rathaus, interessante costruzione, vagamente somigliante cromaticamente ad una arena de toros spagnola.
Finalmente giungo sotto l’altissima Torre della TV, è ormai mezza giornata che me la vedevo davanti.
Vado per entrare, ma un’amara sorpresa è in agguato; la super-doppia-fila.
Per entrare si fa, prima la fila per acquistare il biglietto, poi bisogna aspettare che il numero del nostro biglietto corrisponda a quello chiamato sui monitor e poi fare la fila per prendere l’ascensore, morale della favola erano circa le 15.30 e sarei dovuto salire quasi 2 ore dopo, quindi ho mollato, non senza riserve e mi sono diretto alla vicina Alexander Platz.
Sinceramente è stata la delusione della città, l’ho trovata squallida, sporca, piena di barboni, zingari, punk a bestia che chiedono l’elemosina. Ho girato i tacchi all’istante, giusto il tempo di 3 foto all’ Orologio Universale, unica attrazione effettiva della piazza.
A sto punto mangio al volo un kebab preso in una bancarella (che resterà l’ultimo pasto della giornata) e proseguo, dopo una pausa irrisoria, per mandare sms dato che qua il cellulare ha campo, verso le mie nuove tappe.
Tiergarten, Haus der Kulturen, Schloos Bellevue e Grosser Stern, che sono esattamente all’opposto di dove sono adesso! Dall’altra parte della Porta di Brandeburgo, quindi mi rifaccio tutto il percorso a ritroso e di km ne sono parecchi, avrei potuto prendere i mezzi ma preferisco camminare quando viaggio solo.
Dopo circa un’ora e 30 mi inoltro nel Tiergarten, non un semplice parco, ma una autentica foresta lussureggiante, sul lato della sponda della Sprea è situata la Haus der Kulturen, un edificio per congressi a forma d’ostrica, molto particolare, interessante da fotografare e nella piazza circostante si può ammirare uno strano campanile che ospita oltre 80 campane di differenti misure, detto Carillion, peccato che non suoni nel mentre io sia nei dintorni. Peccato perché sulla mia guida era scritto che avrebbe suonato alle 18 tutti i giorni, mi sono sfiancato per arrivare qua alle 17.50 ma sono rimasto fregato, o era rotta o suonava solo in determinati giorni.
Proseguo costeggiando la Sprea e dopo poche centinaia di metri eccomi dinnanzi la dimora del presidente della Germania, Schloos Bellevue, un altro edificio importante, completamente bianco, molto appariscente, poco distante noto una comitiva di ragazzi che si tuffa nel fiume allegramente in mezzo ai barconi e ai motoscafi che circolavano, erano circa le 18 ma si stava veramente bene, certo l’acqua torbida della Sprea non è certo il top per un bagnetto rinfrescante, ma d’altronde, c’è gente che si butta nel Tevere, quindi…
Mi addentro di nuovo nel parco Tiergarten, fino alla grande rotatoria Grosser Stern, con questa statua dorata sbrilluccicante sulla cima della colonna, che rappresenta la Vittoria.
Qui la strada è ancora più ampia del solito, una highway, per attraversare attendo il verde di 4 semafori. Già, Berlino ha delle strade modello americano, minimo 2 corsie per senso di marcia + corsia bus e corsia biciclette, per noi del sud Italia, fantascientifiche. Ma in mezzo tutto questo cemento si trovano sempre moltissimi alberi, il verde non manca mai.
Scendo giù lungo Stasse des 17 Juni, è lunghetta, direi un paio di km e alla fine mi incammino di nuovo nella foresta nera, sbucando dopo non molto tempo, in una zona a me familiare, quella dello Zoo.
Eh già, sono tornato nei pressi sulla Ku’damm, esattamente dalla parte opposta da dov’ero qualche ora prima.
Comincia a fare buio, sono le 20 passate e prima di ripercorrere tutta la lunga Ku’damm verso l’hotel, decido di fermarmi e mi accomodo in una birreria all’aperto. Prendo una birra alla spina, una Berliner Weisse, me la gusto alla grande, è decisamente migliore della Warsteiner e rincasando compro altra birra teteshca nel market vicino la metro.
Stavolta chiamo la mia ragazza prima di salire in camera, nell’unico punto di quella zona dove ho segnale.
Si sono fatte le 22, la giornata è stata impegnativa, sono visibilmente stanco.
Doccia, psp e nanna, l’indomani sarà un’altra giornata tosta.
10 – Settembre – ’09 (terzo giorno)
La sveglia suona alle 8, ma io sono già alzato da una mezz’oretta. Dopo aver svolto le classiche operazioni di routine; igiene, preparazione zaino e ceck out, alle 9 sono in strada, il mio volo è alle 12.45, il 1°, che mi porterà ad Orio al Serio.
Dopo i casini coi mezzi pubblici al mio arrivo, decido che per raggiungere l’aeroporto mi avvarrò della U-Bahn 7 e del bus 171, che effettivamente mi porteranno a Schonefeld in meno di un’ora al costo di circa 3€.
Ho poco tempo sta mattina, sarà una giornata di trasferimenti per la durata di 12 ore, quindi decido che le 2 orette scarse che mi rimangono a Berlino, le trascorrerò bighellonando nel quartiere di Charlottemburg, senza meta.
La giornata è ancora una volta soleggiata e mite, i viali alberati trasmettono una luce tenue fra i rami, le auto corrono veloci ma non c’è gran caos, cammino fumando un paio di sigarette e arrivato al cospetto del Rathaus di Charlottemburg (sede distrettuale di zona), mi infilo in un piccolo market dove compro e consumo il mio ultimo pasto frugale tedesco: Red Bull con coca (cola) e un Mars Muffin squisito.
Il tempo stringe e mi avvio verso la fermata della U-Bahn più vicina, mi dispiace interrompere la passeggiata, per una volta che non ero costretto a correre a 100 all’ora!
Come previsto in meno di un’ora sono a Schonefeld, sono circa le 11.40, non mi resta che effettuare i controlli ed aspettare che il mio Ryanair arrivi.
I controlli di sicurezza a Schonefeld sono doppi, attenzione, il bagaglio viene controllato anche prima di entrare nella zona ceck in oltre che ai banchi, ma sono fortunato, c’è pochissima gente e le, da me, temute guardie tedesche si rivelano più easy di quelle romane, si passa alla svelta, in meno di 5 minuti sono dentro.
L’aeroporto è grande, c’è di tutto, anche un pub irlandese con la Guinness, purtroppo io prima di volare generalmente non bevo o mangio nulla.
Alle 12.15, puntualissimi, gli addetti Ryanair cominciano a imbarcarci e alle 12.47 siamo in pista pronti per il decollo.
Si parte, bye bye Berlino! La visuale dal mio oblò è fantastica, i canali e i laghi sottostanti riflettono la luce solare che è una bellezza, stavolta ho fatto bene a sedermi subito vicino ad un finestrino.
Anche se ho avuto a disposizione poco tempo mi ritengo soddisfatto di come ho gestito le 3 giornate e di come ho conosciuto questa grande capitale, è stato sicuramente un incentivo per ritornarci con più calma, lo farò, spero, in un futuro prossimo.
Ultime annotazioni.
Atterraggio ad Orio in anticipo di circa 10 minuti. Sono le 14.15 e il prossimo volo per Roma partirà alle 17.05, quindi ho tempo per fare una visita e pranzare all’ Orio Center, il centro commerciale di fronte l’aeroporto.
E’ un buon passatempo per chi ha qualche ora di buco e non sa cosa fare in aeroporto. Ci si arriva a piedi in 10 minuti passando attraverso un sottopassaggio e dentro offre un’ampia scelta di punti ristoro.
Un pezzo di pizza, un giretto svogliato per i negozi e verso le 16 ritorno in aeroporto.
Ancora una volta il mio volo parte puntuale e arriva a Ciampino circa 5 minuti prima dell’orario schedulato, veramente inappuntabile la Ryanair.
Da qui la tristezza: navetta + treno regionale, che mi riportano lentamente a casa, che tranvata il rientro!!
Grazie Berlino, sono stati 3 giorni veramente piacevoli! Arrivederci a presto!!
Pubblicato da: Andrea Collalti
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Pubblicato il 23 02, 2010 · Nella categoria: Diari di viaggio; Tags: adenauer platz, aeroporto, alexander platz, berlino, birra, bus, castello, charlottemburg, checkpoint charlie, ciampino, germania, hotel quentin, ku'damm, metro, muro di berlino, orio al serio, orio center, porta di brandeburgo, ryanair, s-bahn, sony center, torre della tv, u-bahn, vittoria, wilmerdorf, wind, wittemberg platz, wurstel, zooArticoli Simili: 
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