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Tra il 14 e il 16 dicembre 2009, grazie alla solita offertaccia Ryanair, sono stato in quel di Nantes, Bretagna, Francia dell’ovest per intenderci, il viaggio ha previsto una triangolazione via Orio al Serio partendo da Roma (Ciampino).
I costi a/r, ridicoli: Roma – Orio 5€, Orio – Nantes 0.02 centesimi.
Photo Credit: Andrea Collalti
Prima di cominciare la cronaca, qualche info generale sulla città.
Trasferimento aeroporto “Atlantique” Nantes – centro città:
Appena usciti, nella sala arrivi, c’è un comodo punto d’informazioni, dove potete avere gratuitamente una mappa della città e una guida in inglese o francese, piccolina ma esaustiva, volendo, potreste fare anche la Nantes Pass da 1,2 o 3 giorni con la quale viaggiare gratis sui mezzi, entrare gratis in tutti i musei della città e prendere sempre gratis la navetta veloce per il centro città, quella da 7€ a tratta da/per l’aeroporto. Io ho optato per non fare la Nantes Pass dato che i mezzi non li ho usati, mi piace camminare e la città non è molto grande, di musei ne ho visitati 2 e in centro ci sono arrivato spendendo 2.50€ e vediamo come.
Davanti gli Arrivi, staziona il bus 37 che parte ogni 20 minuti, il biglietto va acquistato a bordo e costa 2.50€, vale un’ora e vi consente di arrivare in centro utilizzando anche il Tram 3.
Il tragitto in bus fino alla stazione di Neustrie (capolinea del Tram3), è di circa 5 minuti, una volta arrivati, per raggiungere il centro (zona Commerce), basta prendere il Tram 3 e scendere alla fermata Commerce, durata del tragitto circa 25 minuti. Al ritorno, per il tragitto inverso, il biglietto costerà 1.50€ perché potrete farlo in una qualunque macchinetta o tabaccheria.
I mezzi:
L’abbonamento giornaliero per i mezzi (tram e bus, niente metro a Nantes), costa 4€.
I tram e i bus hanno frequenze altissime, sono nuovi, puliti e nemmeno troppo affollati.
La stazione delle Ferrovie è a pochi metri dalla Tour Lu e dal Castello, da li partono treni per il mare, (Pornic), per Clisson e per Parigi che non è poi così distante.
Musei:
Con la Nantes Pass tutti gratuiti, altrimenti:
Castello dei Duchi 5€
Museo Navale 4€ ma si entra minimo in gruppi da 4 persone
Museo Jules Verne 3€
Museo delle Macchine 7€ (chiuso il martedì per mia sfortuna)
Poi ce ne sarebbero altri ma non ho avuto modo di visitarli.
Dormire a Nantes:
Purtroppo Nantes, almeno a dicembre, costa! Prenotando circa 2 mesi prima da Booking, sono riuscito a trovare come più economiche 2 soluzioni per 2 notti, un Hotel 1 stella a 90€ e un Appartamento a 105€, alla fine ho optato per l’appartamento.
Appart’City Nantes Chateau, situato a 5 minuti a piedi dal Castello dei Duchi, praticamente confinante con la fabbrica LU, fermata tram 5 minuti a piedi, stazione ferroviaria 5 minuti, vie del centro 10 minuti sempre a piedi.
Pro dell’appartamento: silenziosità estrema, posizione strategica, nei paragi c’è un market aperto 21 ore al dì e diversi ristoranti, privacy, pulizia generale della struttura, ben riscaldato, tv lcd satellitare (c’è anche la Rai).
Contro dell’appartamento: reception che apre alle 15 il pomeriggio, quindi se arrivate prima tocca aspettare fuori, monolocale da 2 persone (il mio) piccolo per 2, io stavo anche bene ma ero solo! E’ una stanza normalissima, anche piuttosto modesta con il cucinino nel corridoio, la vedo difficile stare li a preparare da mangiare, asciugamani carenti, uno piccolo e uno piccolissimo e infine il letto che non c’è, ovvero, c’è ma è solamente un divano-letto ad una piazza e mezzo, per le verità nemmeno scomodissimo, ma cavolo, per 105€ almeno un letto me lo aspettavo!!
Mangiare:
Le vie del centro sono disseminate di ristoranti, birrerie, fast food e kebabberie, quindi il cibo lo si rimedia facilmente e volendo anche a buon mercato, per il periodo natalizio sarebbe consigliato provare a mangiare dolci e roba varia nei vari stand dei mercatini in Place du Commerce e Place Royale. In Place Graslin c’è il famoso ristorante La Cigale dove si narra si mangi pesce favoloso, io ovviamente non ci ho messo piede perché i prezzi non saranno proprio a buon mercato.
Bene, dopo queste info basilari passo alla cronaca…
1° GIORNO 14 DICEMBRE
Sveglia clamorosa la mattina del 14 dicembre alle 04.30, fuori è buio, fa freddo e diluvia. In pochi minuti mi preparo e mi reco alla stazione per prendere un regionale che insieme ad un bus mi porteranno all’aeroporto di Ciampino.
Alle 7 sono davanti il mio gate per Bergamo Orio, volo delle 08.05.
Volo che parte con 5 minuti di ritardo, recuperati però durante il tragitto, fuori il tempo è tristemente nuvoloso e si vede terra solamente quando si è a poche centinaia di metri dalla pista. Tutto è filato liscio, sono le 9 e sto ad Orio, l’aereo per Nantes è alle 11.20, quindi ho circa 2 ore per annoiarmi a morte, ma fortunatamente ho con me la mia fedele PSP e tra una partita a Rayman, una puntata dei Griffin e un po’ di musica il tempo scorre velocemente.
Alle 11.15 si decolla sotto una leggerissima nevicata, non so che “strada” abbia fatto il capitano ma so che siamo passati per parecchio tempo sulle Alpi innevate, spettacolo!! Così a lungo non le avevo mai viste, solitamente ci sono passato sopra pochi minuti e via. Il volo fila liscio e atterriamo a Nantes con ben 25 minuti di anticipo! Si apre il portellone ed ecco palesarsi l’amara realtà, una zaffata di aria G.E.L.I.D.A. mi trafigge come fosse un Miracle Blade dello Chef Tony! Mi preoccupo ma vado avanti, ormai che potevo fare.
E comincia ora l’avventura…
Munito di mappa (che non utilizzerò mai) e guida (idem come mappa perché mi ero studiato prima di partire l’intera città su google map, sì sarò strano ma mi piace fare così), mi reco in appartamento utilizzando un bus e un tram.
Sono circa le 14.00 quando arrivo a destinazione e la reception avrebbe aperto solamente alle 15, quindi ho un’ora da spendere in attesa. Il cielo è serenissimo, limpido, glaciale, la temperatura è di -2 ed io indosso una maglietta di cotone, una felpa, il giubbotto e un cappellino da baseball.
Dopo 10 minuti mi rendo conto che restare vestito così mi avrebbe portato all’assideramento, dunque mi infilo in una caffetteria, prendo un caffè e in pieno stile barbone, mi cambio nel cesso.
Mi metto addosso un maglione supplementare di lana, un altro paio di calzini sopra quelli che avevo, cappello di lana, sciarpa e soprattutto guanti.
Esco che sto un tantino meglio, ma il freddo non lo blocco di certo così.
L’istinto mi diceva “torna in aeroporto e prendi un volo per una qualunque altra destinazione mondiale calda! Qui morirai, scappa!” ma ho resistito alla tentazione.
Le 15 erano prossime e girando il quartiere in avanscoperta noto un market, quindi decido che è ora di mangiare: 2 tramezzini col solito jambon e una bottiglia piccola di vino di Nantes, esco in strada, mangio e bevo, il vino bianco faceva schifo, stesse identiche qualità dei brick del LIDL, ma prezzo decuplicato. Vabbè che di vino non me intendo ma boh…
Finalmente arrivano le 15 e dentro la reception si materializza una signora, probabilmente entrata da una botola sotterranea dato che per l’ingresso non è passata.
Ok, entro passo il ceck-in, pago, mi faccio dare la ricevuta che firmo con una X causa mani di ghiaccio e salgo in camera (vedi descrizione nelle info). Accendo a palla i termosifoni, sistemo le mie poche cose ed esco verso le 15.30.
Prima tappa la Tour LU, volevo salire in cima ma è chiusa, mi accontento di un caffè bollente nella caffetteria interna, oltrepasso il cavalcavia della stazione ed eccomi dinnanzi lo Chateau des Ducs de Bretagne, la luce del pomeriggio è fantastica, il fossato risplende con la sua acqua congelata, le antiche mura brillano di giallo, ne resto colpito, in positivo.
Il ponte sul fossato è tutto congelato, l’ingresso nella corte interna è gratuito, entro a fare qualche foto e rinvio all’indomani la visita all’interno del museo.
Il freddo la fa da padrone, purtroppo nemmeno il doppio cappello di lana + cappuccio del giubbotto riescono a ripararmi a dovere, la sciarpa mi si gela sulla bocca, la macchinetta fotografica riesco a malapena a maneggiarla per scattare, le mani all’interno dei guanti sono criogenizzate (si può dire?).
Provo ad accendere una sigaretta ma non riesco a piegare il pollice per utilizzare l’accendino, mandare sms è impensabile, quindi non mi resta che camminare per non morire.
Seguo la strada per i Jardins des Plantes, molto vicini alla stazione ferroviaria, sicuramente in primavera saranno rigogliosi e meravigliosi, ma ora c’è solo acqua congelata nei laghetti, sterpi e panchine totalmente coperte dal ghiaccio. Giro qualche video, 2 foto ed esco, direzione Ile de Versailles.
La camminata è piuttosto lunga ed impegnativa, causa vicinanza alla sponda di un canale della Loira, quindi al gelo va aggiunto un dannatissimo venticello artico che attenta anche esso alla mia vita. Arrivo all’imbocco dell’isola ed entro nel parco, è ormai quasi buio, non c’è nessuno, la situazione è piuttosto spettrale, quindi giro e mi dirigo nel cuore della città.
Camminando scorgo un termometro, -6 e non è nemmeno notte.
Il cuore di Nantes è nella zona che parte dal quartiere di Bouffay fino a Graslin, all’interno la Cattedrale, la Chiesa di San Nicola, la Chiesa del Sacro Cuore e le 2 piazze principali coi mercatini natalizi; Place du Commerce e Place Royale.
Le stradine sono in parte pedonali e in parti no, ma il traffico è comunque limitato, gli addobbi e le lucine natalizie sono ovunque, coloratissime, di gente in giro ce ne è molta, passo davanti ai magazzini La Fayette ma non entro, proseguo per Bouffay e finalmente giungo a Place du Commerce e Place Royale, che carineeeeeeeee! E’ la prima volta che vedo dei mercatini natalizi nord-europei, mille luci abbaglianti, quasi da tenere gli occhiali da sole! Tante bancarelle, cibi di ogni tipo, giocattoli antichi, moderni, chioschi/bar e una bellissima giostrina coi cavallucci!
La mia attenzione viene subito catturata dalla bevanda fumante che praticamente tutti ingurgitavano avidamente, cioè dal vino rosso caldo (bollente), per 2.50€ me ne accaparro un bicchiere, non lo rigurgito in mezzo alla folla solamente perché era comunque caldo e al mio corpo portava benessere, ma il sapore era ripugnante, meno male che in Francia il vino è buono e bla bla bla…Specifico per correttezza che comunque io non amo il vino e ne bevo una bottiglia a lustro, seppure.
E’ ormai sera, sono in piedi da 1000mila ore e non vedo l’ora di una doccia rovente, quindi rifaccio la strada al ritroso e giunto dalle parti dell’appartamento faccio una puntatina al market per la spesa complessiva:
2 pack in lattina di Kronemburg, 2 red bull, un pacchetto di biscotti e do un’ulteriore chance al vino, quindi un mezzo lt di Bordeaux.
Salgo in camera alle 21 circa, sono stremato, fortunatamente l’appartamento è caldo ma non come volevo io, così lo sarà solamente il giorno dopo, mi sdoccio, accendo la PSP con Old School e poco dopo la mezzanotte a nanna.
2° GIORNO 15 DICEMBRE
La notte sul divano/letto trascorre serena, gli appartamenti sono veramente tombali, non si odono rumori di alcun tipo, bene.
Avrei dovuto alzarmi alle 9.00, non metto la sveglia, non mi serve, orologio biologico rules. Evidentemente mi sveglio alle 9, ma dando una rapida sbirciatina fuori la finestra noto che è ancora praticamente buio, quindi mi rimetto a dormire pensando fossero le 7 e qualcosa. Errore, da queste parti il sole sorge tardi e me ne ero dimenticato! Fatto sta che alle 10.00 il mio cellulare squilla, mi accorgo dell’ora tarda e velocemente mi preparo per uscire.
Un’oretta abbondante buttata, pazienza, tanto la giornata sarà lunga (e pungente).
Prima tappa il Castello dei Duchi di Bretagna, il percorso è breve, alcuni punti delle strade sono ghiacciati, le auto in sosta ricoperte anch’esse da ghiaccio, bisogna fare attenzione se non si vuol ruzzolare in terra.
All’ingresso del museo purtroppo pago il biglietto intero perchè over 26! 5€ al posto di 3.
Il Castello non è visitabile nei suoi appartamenti ducali, è stato trasformato in gran parte in un museo della storia di Nantes, 5 o 6 piani non molto entusiasmanti a dire il vero, tra l’altro ci ho capito anche poco perchè ho voluto fare il taccagno e non ho preso l’audioguida. All’interno si trovano diversi dipinti, pitture vascolari, arazzi, strane sculture, scrigni dei pirati e qualche artefatto dell’epoca che fu.
La cosa più interessante è stata una postazione pc virtuale con la quale si poteva girare nella Nantes pre-guerra e vedere com’era, un documentario poi mostrava la città dopo i bombardamenti, praticamente rasa al suolo. Questo museo mi ha ricordato moltissimo il Museo della Storia di Francoforte.
Finita la visita, purtroppo esco con -7 e mi accingo a perimetrare tutto il castello sui bastioni tra le torri. Ahh, non vi dico che goduria salire e scendere gradini di 50cm con le ginocchia ibernate! E’ stata dura sul serio, ma il panorama merita, certo non sono molto in alto ma la luce mattutina che riflette sul fossato ghiacciato mi ripaga della fatica.
Bene, effettuato il giro, continuo come da programma, non fermandomi MAI, altrimenti crepo, fino alle 17 circa.
Passo dinnanzi la Prefettura, un bell’edificio bianco, chiuso al pubblico, all’Hotel de Ville, aperto ma solo nella zona uffici e al Duomo di Nantes, imponente, restaurato in parte, entro dentro e mi trovo un bel presepe, 2 vetrate coloratissime e la tomba di Francesco II.
Continuo scendendo verso la zona commerciale della città, non si può sbagliare, la Tour de Bretagne è un valido punto di riferimento con i suoi 150mt di altezza. Purtroppo è chiusa al pubblico, quindi niente salita stile Montparnasse. Sono in pieno centro, in piena ora di punta, in pieno periodo natalizio ma il traffico è praticamente inesistente! Tutti i nantesi, hanno l’ottima abitudine di utilizzare i mezzi pubblici, peraltro efficientissimi, o le biciclette, che bello, niente macchine che ti falciano o motorini impazziti sui marciapiedi, si cammina tranquillamente e le strade sono pulite.
Ormai sono in centro e ripasso per i posti visitati la sera precedente, quindi Place Royale, Place du Commerce e la Chiesa di San Nicola, i mercatini sono piuttosto affollati anche ora, ma di sera è tutto decisamente più attraente.
Non mi dilungo e vado oltre, da Place Royale parte Rue de Crebillion, una sorta di Via dei Condotti di Nantes, con vari negozi alla moda, gioiellerie e articoli di abbigliamento, ma non un granchè a dire il vero, molto più interessante e caratteristico invece il Passage Pommeraye, che parte da uno dei lati, una sorta di piccolo centro commerciale all’interno di una strada chiusa con il soffitto in vetro, i negozi all’interno però sono piuttosto scuri e tetri; antiquari, oggettistica d’epoca, tabacchi e profumerie.
Finito il giro torno indietro, risalgo per Rue de Crebillion e giungo a Place Graslin, dove trovano posto, il Teatro Graslin e il ristorante più “in” della città; La Cigale, rinomato per il pesce fresco e il buon vino (mmmh immagino). Ovviamente non ci metto piede anche se vengo chiamato a più riprese dalla pr all’ingresso, ma figurati.
Il tour continua e purtroppo per me prevede la visita all‘isola di Nantes, quindi mi avvio sul lungo Loira dove la temperatura percepita è ancora più bassa a causa del vento!
Prima di attraversare il ponte della duchessa Anna, do un’occhiata a Notre Dame du Bon Port, non entro perchè trovo chiuso, peccato, volevo vedere da dentro l’enorme cupola.
Attraverso dunque il ponte, il gelo è notevolissimo, la Loira è più ampia di quanto non credessi, almeno in questo punto ha una portata superiore al Reno direi. Finalmente giunto sull’ Ile de Nantes cerco il Museo delle Macchine, lo trovo, ma…chiuso!!E che cavolo!Chiuso proprio il martedì! Non mi resta che fare un giretto per vedere cos’altro offre l’isolotto, poco in verità, c’è il Palazzo di Giustizia, un piccolo parco, qualche edificio post moderno assurdo e cantieri qua e la.
Decido quindi di tornare sul lungo Loira dalla parte della città per visitare la nave/museo Maille Braze, poco distante. Ma ecco un’altra amara sorpresa, il martedì, sto cazzo di martedì maledetto, accettano solo comitive minimo da 4 persone perchè l’ingresso è solamente con guida! Più di qualche bestemmia comincio a tirarla fuori (più del solito dico), è già il terzo posto che volevo visitare che mi trovo chiuso! Me ne rimane ancora uno, il Museo di Jules Verne, vediamo un po’ se è aperto.
Per raggiungerlo si passa davanti il porto fluviale e si sale su una discreta collinetta dalla quale scatto qualche bella foto della città, la stanchezza comincia a farsi sentire, il freddo non da tregua, le mani sono congelate e non riesco nemmeno a fumare, che maroni!
Eccomi qua al Museo, APERTO!! Era ora, pago i 3€ e lo visito rapidamente. Sono raccolti diversi manoscritti dello scrittore e poco altro, diciamo che si poteva anche evitare, ma essendo stato 20mila leghe sotto i mari, il primo libro che ho letto in vita mia, mi sono sentito obbligato a venire fin qua.
Comincia a farsi pomeriggio, non ho ancora mangiato nulla e ho praticamente visitato tutto quello che c’era da vedere, non mi resta che tornare in centro, nel quartiere Bouffay a mangiare un boccone.
La camminata è spossante a causa delle poche forze minate dall’incessante temperatura artica, riesco quasi barcollante a trascinarmi per i viottoli pieni di birrerie, pub, kebbabari e finalmente mi siedo in un fast food di kebab, ordino: kebab, patatine fritte e cus cus.
La mangiata mi rigenera in parte, ma non riesco a riscaldare le mani, tenere la forchetta è stato complicato ve lo assicuro, nemmeno fossero bacchette cinesi.
Ora sono ad un bivio, il mio programma prevedeva una toccata e fuga a Clisson, 20 minuti di treno, per la visita al Castello, ma mi rendo conto che sono ormai le 17 passate, comincia a scendere il sole (e la temperatura), la stazione è lontanuccia e le forze non sono abbastanza, quindi opto per il piano B, stremato dal freddo decido di girare con molta calma i magazzini La Fayette e la FNAC in Place du Commerce.
Non vi dico la goduria di stare in posti con l’aria calda a palla! Pur non essendo minimanente interessato all’abbigliamento mi sono girato tutti e 4 i piani della Fayette, anche il reparto prenatal, parevo un paparino in cerca del pigiamino per il figlioletto. Mega caffettone all’automatico e rapida corsa verso la FNAC distante 5/10 minuti.
La FNAC mi interessava molto di più e tra un’occhiata qua e una la, ci passo un’oretta abbondante. C’è moltissima gente, fa caldo, si sta benissimo, finalmente riacquisto la mobilità alle mani.
Disperato, data l’ora, vado via, appena varco la soglia di uscita trovo ad attendermi oltre al gelo anche il buio. E’ giunta l’ora di scattare le ultime foto e di avviarmi verso l’appartamento.
Ripasso in rassegna tutto quello che ho visto tra ieri ed oggi e giunto dalle parti della stazione vengo attratto da un viale molto addobbato, vabbè sono quasi le 20, ho ancora forze (poche), mi ci incammino e tra una vetrina e un’altra percorro altri 3 o 4 km.
Riscendo e intorno alle 21, giungo finalmente in stanza.
La trovo un forno! Goduriaaaaaa!!! Doccia a 1000° di circa 30 minuti, 2 biscotti numerati ed ultima bottiglietta di vino francese, purtroppo anche questa una schifezza ributtante.
Molto meglio la birra. E così con qualche buona birra e un paio di film si chiude anche il 2° giorno POLARE a Nantes.
3° GIORNO 16 DICEMBRE
Stavolta mi sveglio presto, alle 8, fuori è buio pesto, la nottata è stata tranquilla ma mi sento un po’ “strano”, tra birra, vino e sigarette (fumate al chiuso del’appartamentino) della sera scorsa, forse ho un tantino esagerato.
Ma niente paura, una bella red bull e passa tutto!
Con molta calma preparo lo zainetto, compio le operazioni di routine e scendo per il ceck out, rapidissimo dato che avevo già pagato all’arrivo.
Fuori c’è il solito gelo, nella notte, stando ai dati del televideo si è scesi a -16, però c’è sempre bel tempo, il sole sta per sorgere e il cielo è ancora una volta limpidissimo.
Il mio volo per Orio è alle 12, quindi ho un’oretta e mezza abbondante per dare un’occhiata ai punti d’interesse restati in sospeso e cioè: il Palazzo dei Congressi e l’Università.
Il Palazzo dei Congressi è a 2 passi dall’appartamento, nulla di speciale, lo sapevo, ma vabbè ci stavo, quindi una passata ce l’ho data.
Scendendo sul lungo Loira, proprio vicino la fermata del tram 3 Aime Delrue si trova la città universitaria/ospedaliera, una sorta di Sapienza/Policlinico, sarà per l’orario forse troppo mattiniero, fatto sta che in giro vedo pochi studenti, do un’occhiata in giro, prendo un orzo al bar e circa alle 10 mi avvio sulla strada per il ritorno.
Quindi tram 3 fino al capolinea Neustrie e bus 37 per l’aeroporto, stavolta il biglietto lo pago 1.50€ avendolo acquistato alla macchinetta.
Il tragitto in tram mi mostra una Nantes sommersa dal ghiaccio, pareva il set di Day After Tomorrow, mi aspettavo di vedere Dannis Quaid in tenuta da eschimese in cerca del figlio!
Raggiungo l’aeroporto in perfetto orario, circa un’ora e mezza prima del volo, un po’ mi dispiace ripartire, ma d’altra parte il pensiero di tornare a temperature umane mi rasserena.
L’aeroporto di Nantes questa mattina è poco trafficato, giusto 4 voli prima del mio, passo i controlli in 2 minuti e una volta dentro posso seguire dalla PSP l’andamento dei voli, connettendomi sul loro sito free.
Nota simpatica: avevo caricato sulla PSP oltre ai film e ai cartoni dei Griffin, anche 2 o 3 mini-filmati porno, tanto per spezzare tra un cartone e l’altro, di fianco a me era seduta una ragazza anche piuttosto carina che notavo seguiva i Griffin sulla mia console, arrivati alla fine della puntata è partito repentinamente e in automatico, (avevo dimenticato di disabilitare l’opzione “vai al prossimo”), uno di questi filmati porno con una ragazza che si masturbava più aperta di un compasso rotto su tutti e 3 i pollici e mezzo della PSP!!Sono scattato sul tasto quadrato come una faina, ma ormai la figura di merda (per usare un eufemismo) era ampiamente e rovinosamente fatta. Non ho avuto il coraggio di girarmi verso la ragazza ma con la coda dell’occhio ho notato che si faceva lo zainetto e dopo 30 secondi è andata a sedersi quanto più distante da me poteva.
Alle 12.10 puntualissimo si parte, destinazione Orio al Serio, il volo è come al solito quasi pieno e immancabilmente si siede vicino a me la solita coppia italiana che si lamenta del fatto che l’aereo è ripartito dopo soli 30 minuti senza essere stato “controllato”, mah, mi chiedo se nella loro testa pensano che un aereo dopo ogni volo debba essere smontato e rimontato?
Il volo scorre tranquillo, ripasso sulle Alpi innevate, spettacolo, e in anticipo di qualche minuto atterro ad Orio.
Esco per fumare una sigaretta, 3°, caaaaaaaaaaaaldo!!! Finalmente!
Il prossimo Ryanair per Roma parte alle 16, non sono nemmeno le 14 e l’idea era di fare un salto all’Orio Center per una pizza, ma l’enorme coda ai controlli per le partenze mi fa desistere, quindi decido che è meglio mettersi immediatamente in fila per evitare scene catastrofiche alle quali assisterò più tardi, di gente arrivata in ritardo e rimasta mestamente a terra.
Dopo oltre un’ora di fila entro, il gate è in una zona in costruzione, quindi fa freddo, ma niente paura, l’attesa è breve, alle 16 sono già in volo per Roma!
Dopo un’oretta passata in mezzo a 3 bambini che piangevano ininterrottamente, scendo rincoglionito a Ciampino appena in tempo per prendere il bus e il treno che per le 19 mi porteranno a casa.
Insomma, apparte l’appartamento un po’ al di sotto delle aspettative, ma comunque confortevole e il freddo da era glaciale che sarebbe arrivato anche in Italia a breve (meno da me), il viaggio è stato ancora una volta positivo.
Bella città, bei posti, bella esperienza veramente.
Magari ci tornerò, MA D’ESTATE!!
Pubblicato da: Andrea Collalti
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Pubblicato il 25 02, 2010 · Nella categoria: Diari di viaggio; Tags: aeroporto, appartamento, atlantico, birra, brasserie, bretagna, bus, castello, ciampino, clisson, diario, duomo, fnac, francia, freddo, gelo, isola di nantes, kebab, la cigale, la fayette, loira, mercatini di natale, nantes, orio al serio, orio center, palazzo dei congressi, parigi, place du commerce, place royale, polare, san nicola, stazione ferroviaria, torre lu, tram, università, verne, versailles, vinoArticoli Simili: 
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