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  • Gran Canaria con tappa a Girona – Diario

    di: Andrea Collalti

    Bisogna fuggire da questo tempo deprimente! Un marzo così freddo e piovoso (e nevoso), non lo ricordavo da tempo, abbiamo bisogno di un po’di tregua e di temperature miti.

    E quindi…io e la mia ragazza concordiamo la meta per le vacanze pre-pasquali, le Isole Canarie, precisamente a Gran Canaria.

    Photo Credit: Andrea Collalti

    La primissima cosa che faccio è noleggiare l’auto, questa è un’operazione che prima si fa, meglio è, cioè meno si spende. Dopo la positiva esperienza di Ibiza, mi avvalgo nuovamente del broker www.doyouspain.com, che con 84€ mi procura una macchina per 6 giorni, full insurance.

    Altri siti volevano il doppio.

    Circa un mese e mezzo prima della data prevista per la partenza, mi attivo alla ricerca dei voli per l’isola, naturalmente ho escluso le varie compagnie tipo Vueling o Air Europa che pretendono oltre 400€ e i Tour Operator come il CTS che per un pacchetto completo arrivano a chiedere 600€ e passa.

    Fortunatamente esiste la Ryanair, sarà lei a portarci al caldo delle Canarie, anche se in maniera non proprio diretta, ma che comunque si rivelerà più che piacevole.

    Riesco a strappare, separatamente, in giorni differenti i seguenti voli, ai seguenti costi (a persona):

    Roma – Girona 17-3 (13€)

    Girona – Gran Canaria 18-3 (5€)

    Gran Canaria – Girona 23-3 (25€)

    Girona – Roma 24-3 (5€)

    Per un totale di 48€ a testa si vola. Calcolando che avevamo queste date da rispettare inderogabilmente e non date a caso con i voli in offerta, direi che è stato un regalone.

    La triangolazione su Girona ho preferito tenerla larga, per avere la possibilità di visitare la cittadina e per non stare coi secondi contati, soprattutto al ritorno, dove avremmo dovuto cambiare in 50 minuti scarsi, in questo modo non c’è fretta e non c’è ansia.

    Risolta la questione dei voli passo alla prenotazione degli alloggi. Gira che rigira è sempre booking.com il migliore, sia come costi che come affidabilità.

    Decido per un appartamento in centro storico per la prima sera a Girona, per un appartamento a Puerto Rico a Gran Canaria e per un hotel un po’decentrato per l’ultima sera a Girona.

    Spendendo in totale, poco meno di 140€ a cranio, 7 notti (8gg).

    REVIEW ALLOGGI

    HAP DREAMS – GIRONA

    L’appartamento per la prima serata di Girona, è l’ Hap Dreams, per raggiungerlo dalla stazione dei bus, a piedi, ci vuole un po’, mezz’ora abbondante, in parte percorsa salendo sulla collina delle Mura, con bagagli pesanti è meglio optare per un taxi che comunque vi lascerà un po’distanti, dato che l’edificio è in uno dei vicoli pedonali del centro storico.

    Non essendoci una reception, il proprietario, due giorni prima del ceck in, vi fornirà via mail le istruzioni per accedere.

    In pratica, lascerà la chiave magnetica all’interno di una cassetta di sicurezza nell’androne, che aprirete con il codice che lui vi indicherà.

    Scalerà l’importo da pagare il giorno stesso dell’arrivo, direttamente dalla carta di credito o di debito con cui si è prenotato.

    Se volete pagare in contanti, come me, basterà telefonargli, dopo 5 minuti busserà alla vostra porta per riscuotere la somma.

    L’appartamento (n°2) è veramente bello, moderno, pulito, silenzioso, spazioso e confortevole.

    All’interno troverete tutto il necessario, dalla tv lcd 42 pollici, al forno a microonde, dai prodotti da bagno, ai tovaglioli in cucina. E se ne avete bisogno c’è anche la lavatrice!

    Inoltre c’è uno splendido giardino sotto le Mura, d’estate deve essere un paradiso.

    Il riscaldamento è centralizzato.

    E’ situato in pieno centro storico, a 200 mt dalla Cattedrale, praticamente di fianco l’Università.

    Tramite una scalinata si scende sulla rambla e verso Placa Indipendencia.

    Noi siamo stati molto bene, gli do un voto alto, ci ritornerei volentieri.

    Costo appartamento per 2 persone, 60€ una notte.

    BLUE STAR – PUERTO RICO – GRAN CANARIA

    Ero indeciso se alloggiare a Playa del Ingles o a Puerto Rico, all’ultimo momento ho optato per Puerto, attirato dalla particolarità del paese, praticamente un catino, hanno costruito ad alveare scavando la scogliera e le colline, realizzando centinaia di hotel, residence e complessi alberghieri esteticamente tutti uguali, affacciati, chi più, chi meno, sull’oceano.

    Il Blue Star, è situato proprio sulla cima della collina, ha 9 piani per gli alloggi, una piscina, un campo da tennis, un ristorante, un pub, un parcheggio gratuito e addirittura un proprio mini market!

    Più comodo di così si muore, volendo potreste non uscire mai dal complesso ed avere tutto a portata di mano.

    Avevo prenotato l’appartamento per 3 persone, con una camera da letto più il divano letto nella zona giorno, ma abbiamo avuto quello da 4, quindi avevamo 2 camere da letto e una sala con angolo cottura piuttosto grande.

    Distante 100mt, troverete uno dei 2 Shopping Center di Puerto Rico, il più carino a nostro parere, (gli Shopping Center sono all’aperto, su più piani, comprendono ristoranti, pub, negozietti, supermarket, mini golf…in pratica tutta la vita notturna si svolge qui).

    La spiaggia di los Amadores, una delle più belle di Gran Canaria, è a 3 minuti di macchina, dubito vi vada di farvela a piedi, al ritorno la salita è ripidissima!

    Aspetti positivi:

    L’appartamento, di buono, oltre alla posizione, ha la vista sull’oceano, un bel terrazzo sul quale fare colazione al mattino, il parcheggio gratuito sopra citato e la silenziosità. Volendo passarci del tempo, anche i costi del pub in piscina sono ottimi, 2 birre grandi 4€, i cocktail 2€ e via dicendo.

    L’assenza totale di italiani, la clientela è esclusivamente nord europea.

    Possibilità di “parcheggiare” i bagagli dopo il ceck out.

    Aspetti negativi:

    La pulizia lascia a desiderare, in 6 gg hanno pulito 2 volte, ma superficialmente, le stoviglie sembravano sporche (noi non abbiamo mai cucinato comunque), i letti, tutti e 4 sono piuttosto scomodi e rumorosi, le lenzuola consumate e giallognole, gli asciugamani assurdi, non asciugano nulla, è come non averli, noi abbiamo usato i nostri teli da mare anche per la doccia. Le tende non oscurano, alle 7 la luce del sole inonda le stanze, quindi la sveglia è assicurata! E infine l’ascensore, che è una teleferica, è figo a vedersi, ma è tremendamente lento, noi eravamo al 6° piano e per uscire dovevamo salire al 9°, il più delle volte abbiamo fatto le scale, se l’ascensore era al 1° piano, per arrivare da noi impiegava anche 5 minuti con le varie soste.

    Aspetti che per alcuni sono negativi, per altri ininfluenti:

    La tv a gettone (1€ l’ora), l’arredamento spartano (ma sostanzialmente funzionale), la postazione internet alla reception (1€ 8 minuti).

    Tutto sommato la sufficienza se la merita, con poco sarebbe migliorata la votazione, vedi gli asciugamani e le tende migliorabili, sicuramente il rapporto qualità/prezzo è positivo.

    5 notti (6gg), 178€ un appartamento per 3 persone, (da tenere a mente che siamo in alta stagione a marzo, infatti era al completo).

    ETAP HOTEL – GIRONA

    L’ultimo alloggio del nostro viaggio è stato in questo hotel di Girona, un 2 stelle, l’Etap, una camera doppia, che si è poi rivelata tripla, con letto matrimoniale + letto singolo a castello.

    La posizione è piuttosto decentrata per essere raggiunta a piedi coi bagagli (anche se noi lo abbiamo fatto!), dalla stazione dei bus occorre attraversare la strada e prendere il bus L2 su Carrer Barcelona, dopo meno di 10 minuti scendere al capolinea Hospital, attraversare la strada e percorrere 200 mt fino all’hotel, che è situato nello stesso edificio di un Ibis.

    Per raggiungere il centro di Girona, o si va piedi (in 20 minuti si è a Placa Indipendencia), il percorso è su uno stradone poco attraente ma comunque con marciapiede, o si prende lo stesso bus L2.

    L’hotel è moderno e si vede, direi asettico, a partire dalla reception, dove per altro si trova un comodo distributore automatico di bevande, birra compresa.

    La stanza non pare affatto di un 2 stelle, è sicuramente superiore: tv lcd, finestra coi doppi vetri e tenda oscurante, parquet, bagno con doccia spaziosa, letto comodo, pulizia estrema e wi-fi free.

    All’esterno c’è anche il parcheggio gratuito per chi avesse necessità.

    Unico neo, l’assenza di armadio, a noi non è importato nulla, dato che siamo stati solamente una notte, ma per soggiorni più lunghi potrebbe essere un po’ scomodo riporre i vestiti in valigia o sul letto.

    Merita un buon voto questo Etap, soprattutto tenendo presente il prezzo pagato, 39€ per la doppia.

    Passiamo ora al racconto del nostro viaggio…

    17 – 03

    La giornata è serena, ma al mattino il termometro fuori di casa segna 1°, la voglia di scappare da questo clima invernale è cresciuta giorno dopo giorno, ma finalmente ci siamo, si parte!

    Il volo per Girona parte da Ciampino alle 12.00, atterriamo a Girona alle 13.30, in perfetto orario, c’è ancora qualche residuo di neve in giro, qualche cumulo qua e la, testimone della forte nevicata della settimana scorsa.

    Dall’aeroporto di Girona per raggiungere il centro città il percorso è breve, circa 20 minuti, il bus parte dalla piattaforma n°1, ogni ora, costo del ticket 4.50€ a/r.

    Giunti in città, la priorità è liberarsi della zavorra (i trolley) depositandoli nell’appartamento prenotato.

    Per raggiungerlo ci mettiamo un po’, ho le indicazioni stradali, ma il percorso ad un certo punto si inerpica, un paio di salite ci mettono a dura prova, ma dopo circa 40 minuti arriviamo a destinazione.

    Posati i trolley, usciamo subito alla scoperta di Girona.

    Il centro storico è incantevole, con le sue mura bianche, i vicoli tortuosi, le scalinate ripide, c’è il sole e la temperatura è di 15°.

    I punti di maggiore interesse nel centro storico sono: l’Università, la Cattedrale e la Chiesa di Sant Feliu con la vicina Lleona, una statua su un palo che si dice porti fortuna toccare nel di dietro.

    Discesi dalla collina giungiamo sulla Rambla e costeggiamo il fiume Onyar, scattando alcune foto dal Pont de Pedra. Le case sopra il fiume sono tutte colorate e un po’ malconce, qualcosa mi ricorda Firenze in questo scorcio, è quasi il tramonto, la luce è suggestiva, non mi aspettavo fosse così bella Girona.

    Sulla rambla ci fermiamo a mangiare dei dolci in una delle tante pasticcerie e un bocadillos volante acquistato in una panetteria.

    Passando dall’altro lato del fiume giungiamo a Placa Indipendencia, che ha un bel porticato ricco di locali coi tavolini all’aperto. Ci sediamo un po’, prendiamo un caffè e torniamo dall’altro lato del

    fiume, saliamo nuovamente verso la Cattedrale e raggiungiamo dopo una bella scarpinata il Passeig Arqueologic, da qui c’è un’ottima vista sul Montjuic e il centro storico, ce la godiamo al tramonto e al calare del sole rientriamo in appartamento per prepararci per la serata.

    Usciamo dopo il 1° tempo di Barcellona – Stoccarda, molto velocemente scendiamo verso la Rambla per cercare un locale dove cenare e possibilmente vedere il 2° tempo della gara.

    Sfortunatamente i locali che danno la partita sono stracolmi, i pub peggio ancora (oggi è San Patrizio e la birra anche qui scorre a fiumi), ci accontentiamo di un ristorante senza tv e mangiamo 2 pizze, infime, accompagnate da una coppia di San Miguel.

    Dopo cena rincasiamo, l’appartamento è bello caldo, anche troppo, dopo una doccia mi guardo 2 sintesi della partita e vado a letto anche io.

    18 – 03

    Di buon ora ci alziamo, lasciamo l’appartamento e raggiungiamo la stazione dei bus per tornare all’aeroporto di Girona.

    La partenza del volo per Gran Canaria è preceduta da controlli minuziosi del bagaglio a mano da parte del personale Ryanair, gli unici 3 idioti che fanno storie, urlando e bestemmiando perché il bagaglio deve essere sottoposto al dazio di 35€ per eccesso di peso e misure, sono italiani.

    Pur di non pagare si sono messi addosso tutto; vestiti, asciugamani, cappelli, jeans, che poi sarebbe anche accettabile se tutto questo non fosse condito da bestemmie ed insulti inutili nei confronti del personale.

    Purtroppo vengono ammessi a bordo.

    Alle 11.00 si parte, sarà un lungo viaggio, 3 ore e 20, fortunatamente noi abbiamo 2 psp e così il tempo trascorre abbastanza velocemente, fino a quando le cose prendono, per me, una brutta piega, si comincia a ballare, il segnale delle cinture viene acceso e spento di continuo, qualche scossone fa gridare alcuni passeggeri, dai finestrini non si vede un accidente, sembra ci sia nebbia, ma solo tra qualche minuto scopriremo cos’è questo fenomeno.

    Tra una preghiera e l’altra arriviamo a Gran Canaria, con 5 minuti di ritardo!

    Usciamo dall’aeroporto e, bum, 30°!

    Ce ne aspettavamo 22 o 23, almeno così indicavano le previsioni qualche giorno fa, ma evidentemente si sbagliavano.

    Per raggiungere l’autonoleggio bisogna prendere un taxi che in 5 minuti ci recapita a destinazione, a spese dell’autonoleggio ovviamente.

    Chiediamo lumi al tassista sul perchè di questo caldo e quest’aria così strana e afosa, ci risponde che c’è il “calima”, un fenomeno abbastanza frequente in inverno alle Canarie.

    Si tratta di un vento caldo, il Calima, tipo il nostro Scirocco, che trasporta sabbia e polveri dal vicino Sahara, rendendo le temperature più calde anche di 10° e abbassando di parecchio la visibilità.

    In pratica potrebbe sembrare nebbia, non si vede il cielo, non ci sono nuvole, non si vede l’orizzonte, si è ovattati da questa sorta di vapore.

    Vabbè, per noi poco male, anzi, più caldo c’è, meglio è!

    Prendiamo la nostra auto, una Colt nera 1.3. Decidiamo all’ultimo momento di pagare 15€ in più per assicurare anche eventuali danni alle gomme e ai finestrini.

    Alle 14.30 (qui siamo un’ora indietro rispetto a noi), ci immettiamo sull’autostrada (gratuita), destinazione Puerto Rico, nel sud di Gran Canaria.

    Puerto Rico è un dedalo di strade e stradine che si arrampicano su per le colline scavate, i residence sono tutti sostanzialmente identici e ce ne sono centinaia, per trovare il nostro, abbiamo bisogno di tanto culo.

    E ce lo abbiamo! Al secondo tentativo becchiamo la via giusta, clamoroso, per salire su, c’è un lungo tratto da sparare in 2° marcia.

    Alla reception paghiamo l’intero soggiorno e ci viene consegnata una mappa degli appartamenti, talmente sono tanti, c’è da perdersi, noi abbiamo l’alloggio 633, al sesto piano, quindi 3 piani sotto la reception.

    Per salire/scendere, si utilizza un ascensore/teleferica, panoramico al massimo, ma anche scandalosamente lento.

    Una volta sistemati in appartamento, la prima cosa da fare è la spesa grossa, vale a dire, bevande, cibarie da colazione, panini con formaggi vari e cibo spazzatura, tipo patatine, snacks e puttanate simili (che mangia in prevalenza la mia ragazza, con la scusa: “eh tanto siamo in vacanza”).

    Per questo c’è uno Shopping Center con un Hyper Dino a pochi passi, con 60€ riempiamo un carrello intero. Qui è tutto ad uso e consumo inglese o comunque nord europeo, quindi la scelta di birre è enorme e le bottiglie di alcolici sono grandi il doppio delle nostre.

    C’è la Dr Pepper!!!

    Sistemata la spesa, ci avviamo verso Playa de los Amadores, che dista pochissimo dal Blue Star, la temperatura è di poco sotto i 30°, ma non essendoci il sole, la spiaggia è desolata.

    Primo contato con l’oceano; acqua ghiacciata.

    Rinunciamo entrambi al bagno, almeno per oggi.

    Passiamo qui il pomeriggio, peccato che la visibilità sia mediocre, non si può apprezzare il bianco caraibico della sabbia importata dalle Bahamas.

    Prima di sera facciamo un giro in macchina in avanscoperta, per il centro di Puerto Rico e la zona della marina.

    Per cena decidiamo di mangiare in uno dei tanti locali dell’altro Shopping Center del paese, quello giù, di dimensioni maggiori.

    Quello che ci colpisce è che siamo i più giovani dell’intero centro! Intorno a noi ci sono solo ed esclusivamente anziani, con la panza, inglesi, irlandesi, scozzesi, tedeschi e scandinavi, nessun italiano (meglio così).

    Abbronzati in maniera indicibile, segno evidente che non stanno qua in vacanza breve, questi ci vivono o quanto meno ci svernano.

    E’ prassi che ogni cameriere rompa le palle per farti entrare nel suo locale, odio questa consuetudine, mi disturba profondamente.

    Dopo un centinaio di “no grazie”, ci accomodiamo in un ristorante messicano per mangiare tortillas, tacos e salsa guacamole in quantità.

    Al rientro in appartamento ci beviamo un paio di birre locali, le Tropical, sul terrazzo.

    E’ mezzanotte passata ma ci sono 27°, si sta benissimo, dentro, la stanza da letto è fresca, questo ci permette di dormire tranquillamente.

    19-03

    Per sentito dire, intuiamo che anche oggi soffierà il Calima, quindi decidiamo di evitare posti panoramici, mari e monti e decidiamo per la visita della capitale, Las Palmas de Gran Canaria, situata a nord dell’isola, una 60ina di km da Puerto Rico e per un paio di tappe intermedie.

    Ci mettiamo in marcia, lungo l’autostrada, circa a metà strada optiamo per una deviazione alla Baia de Pozo Izquierdo, nella speranza di vedere qualche wind-surfista all’opera, dato che questa è la zona loro più favorevole.

    Con stupore constatiamo che l’oceano è più piatto di una tavola e non tira un alito di vento.

    La spiaggia è deserta, è un’occasione d’oro per fare il bagno nudi, almeno io, e per prendere un po’ di timido sole che si fa largo nella polvere, lei.

    Mi spoglio e mi tuffo nell’oceano, l’acqua è dannatamente fredda, ma resisto, dopo qualche secondo ci si ambienta, ma resta pur sempre fastidiosa la sensazione.

    Dopo questa tappa tonificante, riprendiamo il cammino verso Las Palmas, superato l’aeroporto, deviamo per la 2° tappa intermedia della giornata, il paese di Telde.

    Ci fermiamo per un caffè e una passeggiata, non c’è nulla di particolare, quindi rimontiamo in auto e proseguiamo.

    Nei pressi di Las Palmas il traffico comincia ad intensificarsi, man mano che si entra ci si blocca, la città è grande, 400mila abitanti, l’8° della Spagna e si vede, trovare un parcheggio non è semplice e districarsi per le vie nemmeno.

    Ci mettiamo un po’ ma alla fine troviamo un buco per parcheggiare, non molto distante dalla spiaggia urbana Las Canteras, che secondo la mia guida è la migliore (spiaggia urbana) d’Europa.

    In effetti è molto bella, attrezzata, pulita, ampia, dotata di servizi, a tratti anche ombreggiata da palme.

    Sul viale si trovano decine di locali e negozi, è veramente una piacevole passeggiata.

    Guardiamo il termometro, segna ben 35°!

    Meglio fare una sosta per pranzare, il sole pian piano si fa largo e già si sente che picchia.

    Mangiamo turco, spiedini di kebab e falafel, una cosa leggera insomma.

    Per un paio di ore ci stendiamo a Las Canteras, faccio un bagno fugace e ci rilassiamo prima di proseguire il giro per Vegueta e Triana, i quartieri più interessanti della capitale.

    A Vegueta spiccano: la Catedral de Santa Ana e il Museo de Colon che purtroppo non riusciamo a visitare data l’ora prossima alla chiusura.

    Triana invece è la zona commerciale, dello shopping, ci fermiamo in negozio di caramelle e ne acquistiamo un po’ di svariati gusti, bighelloniamo e notiamo che qui, a differenza di Puerto Rico, ci sono giovani e giovanissimi, oltre ai soliti turisti anziani nordici.

    Si è fatto quasi buio, prima di lasciare la città, facciamo un giro in auto per il Puerto de la Luz e ci perdiamo un paio di volte nel tentativo di riprendere l’autostrada.

    Torniamo a Puerto Rico che è abbastanza tardi, per stasera decidiamo di non uscire e di cenare in appartamento.

    Faccio in tempo a comprare qualcosa da Hyper Dino (che chiude alle 22): formaggio di capra (squisito), del tacchino a fette, mais e del salmone.

    Stanotte il vento dovrebbe spazzare via il Calima, vedremo.

    20 – 03

    La polvere nell’aria è quasi del tutto svanita, la visibilità è molto buona e la temperatura è scesa a 25°, il clima sta tornando nella norma.

    Oggi abbiamo in programma la zona sud dell’isola, quindi non dovremo affrontare tanti km come ieri.

    La prima tappa è Arguineguin, per il caffè, tipico villaggio turistico sul lungo oceano, la spiaggia è di sabbia nera e rocce, dopo qualche foto proseguiamo per Maspalomas.

    A Maspalomas parcheggiamo in un multipiano coperto a pagamento, inutile girare, credo sia impossibile parcheggiare gratuitamente.

    Mollata la macchina ci incamminiamo nel deserto.

    Una figata! Dune altissime, i cammelli, le oasi. Vaghiamo un po’ senza meta, il caldo è sopportabile, si sta bene.

    Scavalchiamo una grossa duna ed ecco palesarsi l’oceano di fronte a noi, un bel contrasto di colori, c’è un sacco di gente qua, naturalmente nel 99% dei casi, ultra settantenni, per di più nudi.

    Siamo infatti capitati nel bel mezzo della zona nudista, lo spettacolo non è un granchè, meglio andare oltre per fermarsi.

    Camminiamo fino al punto più a sud del continente Europeo, il Faro di Maspalomas, troviamo riparo dal sole che ormai è pieno, sotto un palmeto e mangiamo i panini che ci eravamo preparati prima di lasciare l’appartamento questa mattina.

    Dopo un riposino si parte per Playa del Inglès, distante pochi minuti d’auto.

    Altro spiaggione alla Playa d’en Bossa con hotel palazzoni circostanti, qui pare proprio di stare ad Ibiza.

    Prima di scendere in spiaggia prendiamo una red bull, io e un caffè disgustoso, lei.

    Passiamo qui il resto della giornata, il clima è gradevole, si sta bene al sole e mi faccio un ulteriore bagno, anche se veramente rapido.

    Per la sera abbiamo in programma un giro a Puerto de Mogan, circa 20 km da Puerto Rico, quindi nel tardo pomeriggio rientriamo per prepararci.

    Partiamo per Puerto de Mogan che è buio, la strada per raggiungere la cittadina è costiera, quindi tutta a strapiombo sull’oceano, guida lei, io di sera non ci vedo molto bene, per fare 20km ci mettiamo un’ora, non si mette mai un marcia superiore alla 3°.

    Arrivati in città, siamo curiosi di scoprire perché questa venga associata alla nostra Venezia.

    In effetti ci sono alcuni ponticelli, 2 o 3 canali, ma nulla più, chiamarla “la Venezia delle Canarie” mi pare una stronzata.

    Resta pur sempre un paesino grazioso, poco turistico, molto tranquillo.

    Ci fermiamo alla Zoo Bar, mangiamo e beviamo dell’ottima Heineken alla spina.

    Al ritorno, rischio, guido io, riusciamo comunque a rincasare incolumi.

    21 – 03

    Stamattina mi alzo presto, alle 7.30, devo assolutamente andare a correre un’oretta, quindi lascio la mia ragazza a dormire, esco lasciando la porta aperta per non doverla svegliare al mio ritorno e parto per la corsa più panoramica della mia vita.

    Scendo giù dalla cima della nostra collina, l’aria è bella fresca, c’è tanta altra gente che fa jogging, sceso a valle imbocco la via per la marina di Puerto Rico e percorro una stradina pedonale sulla scogliera, con l’oceano incazzato sotto! Arrivo fino a Playa de los Amadores, deserta, bianca, con il suo bacino calmo e limpido, giro alla fine della spiaggia e risalgo per la mega salita, 1.6 km di fatica inesprimibile! Ad un certo punto mi fermo per non scoppiare, ammiro lo splendido paesaggio alle mie spalle e riparto verso l’appartamento. Calcolerò successivamente che ho percorso circa 8/9 km tra i vari sali/scendi, troppo bello, devo rifarlo e lo rifarò tra un paio di giorni.

    Entro in casa e sveglio la mia fidanzata che ancora è a letto, d’altronde sono le 8.40 del mattino.

    Acceleriamo i tempi, doccia rapiderrima, preparazione pranzo al sacco e via per una giornata che si rivelerà al suo termine, estenuante.

    Abbiamo infatti in programma il taglio completo dell’isola, percorrendo tutte le strade di montagna, da Maspalomas a Las Palmas ed oltre!

    Ci fermiamo in alcuni punti panoramici, il sud dell’isola parte col deserto di Maspalomas, ma si apre nell’entroterra con dei canyon incredibili. E’ tutto arido, roccioso, assolato, le strade sono tortuosissime, saliamo praticamente sempre di 2°, fortuna che la benza qui non costa niente, 0.76 centesimi al litro!

    La prima tappa è a Fataga, caratteristico paesino alla falde dei monti più alti di Gran Canaria, è domenica ed assistiamo brevemente alla messa nella chiesetta bianca del centro, prendiamo red bull e caffè e ci rimettiamo in macchina.

    La meta importante è il Roque Nublo, questo sperone a 1700mt, raggiungibile a piedi, si parcheggia ad una mezz’oretta di cammino.

    Ci si inerpica lungo un sentiero più o meno facile da affrontare, mi raccomando portatevi le scarpe da ginnastica, altrimenti è impossibile l’impresa in ciabatte!

    Purtroppo dimentico il cappello e questo mi costerà una scottatura in testa pazzesca, raggiunta la cima il panorama è unico.

    Siamo sopra le nuvole, si può scorgere il Teide di Tenerife in lontananza, se ci si avventura fino al picco del Roque, cosa piuttosto pericolosa che sono riuscito a fare, soffro di vertigini, ma sui monti saltello come una capra di montagna, anche a pochi metri dai precipizi, mahh!

    La mia ragazza coscienziosamente si ferma prima, io mi giro tutto lo sperone, a nord è tutto nuvoloso, a sud tutto sereno, la montagna divide in 2 l’isola.

    Risceso in zona sicura, vedo arrivare gente che si prepara alla meditazione, bè, il posto è sicuramente adatto allo scopo.

    Dopo le foto e i video di rito, torniamo al parcheggio per mangiare, si sono fatte le 15.

    La prossima meta fondamentale della giornata è ancora più in alto, non molto distante, il Pico de las Nevies, stavolta non occorre scalare a piedi sentieri o mulattiere, ci si arriva comodamente in auto.

    Altro panorama fantastico, le nuvole al di sotto e i residui del calima sembrano proprio neve, dietro di noi si scorge bene il Roque Nublo.

    Ci rimettiamo in auto per affrontare 3 ore di tornanti, curve a gomito, salite e discese mostruose, addirittura in alcuni punti scendiamo in prima!

    Il paesaggio appena discesi dal Pico cambia radicalmente.

    Niente più canyon, gole, terra arida. Ora è tutta una foresta, prati verdi, pini, vegetazione fitta.

    Gran Canaria è realmente un microcontinente, anche la temperatura è più bassa di qualche grado.

    Nelle ore che passiamo in auto, attraversiamo vari centri abitati, più o meno grandi, a giudicare dalla rapida occhiata dalla macchina, i più interessanti sono, Valleseco, Teror e Arucas.

    Sono rincoglionito dalle curve, non vedo l’ora di scendere da questi monti, quindi procediamo spediti verso l’ultima tappa della giornata, che è ancora parecchio distante, il villaggio di Agaete, nell’estremo nord-ovest dell’isola, praticamente agli antipodi di Puerto Rico.

    Finalmente vediamo l’oceano e Las Palmas in lontananza, non ci pare vero, prendo l’autostrada a bomba, mi piazzo sui 130 fissi, la voglia di arrivare è tanta.

    In effetti prendo anche dei rischi e per poco un sorpasso non ci costa caro, sbianchiamo ma ne usciamo con una manovra di rientro ai limiti della fisica. Meno male che la Colt ha le gomme buone!

    Dopo altri 30 km di superstrada giungiamo ad Agaete, questo piccolo villaggio di pescatori con le casette tutte bianche di pietra, parcheggiamo e facciamo un giro a piedi, essendo domenica, in giro non c’è un’anima e i negozi sono tutti chiusi, restiamo un po’ delusi, quindi ci fermiamo in un locale a prendere qualcosa da bere.

    Sulla via del ritorno facciamo una leggera deviazione per vedere Puerto de las Nieves, qui l’oceano si fa valere, le onde saranno almeno 2 o 3 metri, il ruggito è inquietante.

    Quando prendiamo la via del ritorno è ormai il tramonto, passo il volante alla mia ragazza e ci accingiamo a precorrere interamente l’autostrada di Gran Canaria, infatti parte da Agaete e finisce a Puerto Rico, sono circa 100km, che uniti ai non so quanti della giornata, danno come risultato che torniamo in appartamento marci di stanchezza.

    La cosa più logica è trascorrere la serata allo Shopping Center qui di fianco e così facciamo.

    Cena all’inglese con salsicce, bacon, patate fritte, hamburger e uova e fine serata in un pub irlandese con musica dal vivo forsennata!

    Due tizi, di cui uno fenomenale, un polistrumentista abilissimo con chitarra, mandolino, banjo, flauto, violino e fisarmonica! Musica irlandese doc, quella che balla Di Caprio sul Titanic con la Winslet per intenderci, decine di irlandesi (sempre anziani), carichi di Guinness e whiskey, che cantano, ballano, battono le mani a tempo, si divertono un mondo.

    Verso l’una torniamo in appartamento, domani ci promettiamo che affronteremo una giornata di relax pressoché totale.

    22 – 03

    Oggi ci si riposa, dobbiamo limitare al massimo l’uso dell’auto e quindi programmiamo di trascorrere praticamente tutta la giornata ad Anfi del Mar, secondo molti, la spiaggia in assoluto migliore di Gran Canaria, sicuramente la migliore che abbiamo visto e vedremo.

    E’ distante pochissimo da Puerto Rico, circa 10 minuti, subito dopo Arguineguin, si parcheggia piuttosto lontano gratuitamente e si scende a piedi.

    Anche questa è spiaggia artificiale caraibica, bianca, l’oceano è azzurro, trasparente, l’insenatura rende le acque calmissime e un tantino più calde rispetto ad altri siti visitati in precedenza.

    Portiamo addosso le scottature della giornata di ieri, io tutto il braccio destro carbonizzato (a causa dei km percorsi in auto), il collo e la testa (a causa dell’escursione sul Roque Nublo); la mia fidanzata le spalle e la schiena (anche lei a causa dell’escursione montanara).

    La cosa più saggia da fare è prendere un ombrellone coi lettini, procediamo pagando solo 8€ e ci rilassiamo ore ed ore, senza far niente altro che guardare l’oceano e la spiaggia fine.

    La popolazione marittima è aberrante, moltissimi anziani sono più neri dei veri neri! La stragrande maggioranza ha cicatrici, macchie, eritemi, ustioni e sfoghi dovuti all’eccessiva esposizione al sole, da far venire i brividi!

    Alcuni hanno una sorta di muschio viola sulla schiena! Altri hanno un colorito marronastro, le vecchie sono tutte in topless nel migliore dei casi e la più guardabile pesa 130kg.

    Insomma, non è un bello spettacolo.

    Noi, magri, giovani e pallidi sembriamo degli alieni e attiriamo molti sguardi indagatori.

    Alle 17.30 bisogna lasciare le postazioni coi lettini e così ci facciamo una passeggiata sul lungo mare prendendo un gelato.

    Mi viene ora in mente che c’è una cosa che desidero fare da molto tempo, una partita a mini golf.

    Prendiamo dunque l’auto e saliamo allo Shopping Center vicino l’appartamento, paghiamo 4€ a persona ed affrontiamo le 18 buche.

    Una figata! Sembro un professionista e vado avanti di par e birdie come una macchina, la mia ragazza è in difficoltà sul tocco finale, ma tutto sommato se la cava, trascorriamo un’oretta divertente, magari ad averne dalle mie parti di questi campetti, chissà quando mi farò un’altra partitina…

    Chiuse le 18 buche facciamo shopping, le solite cazzatelle: calamite, cartoline, ricordini vari (sempre roba piccola per non sforare col bagaglio a mano) e soprattutto sigarette.

    Le sigarette qui non costano nulla! Una stecca di Winston Blu, 11.99€! Ne compriamo 2 a testa, per far posto nei trolley, entrambi rinunceremo agli asciugamani.

    Altri prezzi a stecca: Pall mall 9.99, Marlboro 21, sigarette spagnole 5.50!

    Tra benzina e sigarette qui si spende un’enormità meno rispetto all’Italia, ma anche rispetto alla Spagna continentale.

    Facendo un rapido calcolo: 2 stecche di Winston 24€ a fronte dei 76€ che avrei pagato in Italia, ho risparmiato dunque 52€, in pratica mi sono ripagato con gli interessi i voli Ryanair costati 48€! Stesso discorso per la mia ragazza!

    Siamo venuti a Gran Canaria gratis.

    Dopo gli acquisti sistemiamo tutto diligentemente nei trolley e ci prepariamo per la serata.

    In programma c’è un giro allo Yumbo, lo Shopping Center più vasto di Playa del Ingles.

    In 20 minuti di autostrada lo raggiungiamo, ma ci rendiamo subito conto che non è assolutamente migliore dei nostri di Puerto Rico, è sicuramente più vasto, ha una zona dedicata ai gay e molti più negozi di souvenir, ma non ci gusta, tanto che dopo un giretto decidiamo di mollarlo  e di tornare per cenare al nostro Shopping Center.

    Quindi dietro front e rientro alla base, cena con Fish e Chips esagerato, Guinness dagli irlandesi e rientro in appartamento dopo la mezzanotte.

    23 – 03

    E’ il nostro ultimo giorno a Gran Canaria, che tristezza dover andare via da questo posto, da questo clima, la depressione è alleviata dal pensiero che almeno non rientreremo direttamente nello squallore italiano, ma ci fermeremo prima a Girona per la serata e la mattina successiva.

    Mi sveglio presto per andare a correre per l’ultima volta, seguendo lo stesso percorso di giorni fa, rientro verso le 8.30, stavolta la mia ragazza è sveglia ed insieme sistemiamo per bene i trolley, stando attenti che siano esattamente come li abbiamo portati, nemmeno un centimetro più gonfi.

    Riusciti nell’impresa, buttando un paio di teli, una mutanda e una maglietta per far posto alle sigarette, scendiamo in piscina per prendere l’ultimo sole canario.

    Io faccio il bagno, l’acqua è sicuramente più calda dell’oceano, non c’è paragone.

    Rientro in appartamento per la doccia, ritiriamo i trolley ed effettuiamo il ceck out alle 11.

    Il costume bagnato lo appoggiamo sul cruscotto bollente della Colt, nell’oretta scarsa che impieghiamo per raggiungere l’autonoleggio, si asciuga.

    Dopo aver effettuato il pieno, riconsegniamo l’auto, dando un’occhiata al parziale dei km percorsi, 747 in 6 giorni e veniamo trasportati in aeroporto con un pulmino della Record Go (nome dell’autonoleggio).

    Sono le 12.15, il nostro volo è previsto per le 13.40, passiamo subito i controlli e ci mettiamo mestamente in attesa.

    L’aeroporto di Gran Canaria, come quello di Girona, ha una terrazza fumatori, che sfruttiamo nervosamente prima dell’imbarco.

    Una nuova ci attende, il volo è in ritardo 45 minuti.

    Avrò volato con Ryanair più di 50 volte, è la prima volta che mi succede una cosa del genere.

    Fortunatamente a noi la cosa importa poco, anzi nulla, non dobbiamo triangolare, quindi siamo tranquilli.

    Alla fine partiamo con un’ora di ritardo, che in parte verrà recuperata in volo, impieghiamo infatti 2 ore e 40 minuti per raggiungere Girona.

    Stavolta la traversata scorre liscia come l’olio, nessuno scossone, nessun segnale di cinture allacciate.

    Arrivati a Girona, mettiamo avanti di un’ora gli orologi e prendiamo il bus per il centro.

    Faccio la cazzata di non attendere il bus L2 e convinco la mia ragazza a raggiungere l’hotel Etap a piedi, la decisione sarà infelice, non tanto per la distanza, ma più che altro per la strada brutta che affrontiamo con il peso dei trolley da trascinare.

    Durane il tragitto accade un fatto singolare, che non saprei spiegare, magari qualcuno lo farà per me, ci fermano 3 automobili: un ragazzo solo, una coppia con un cane e una famiglia, per chiederci se avevamo bisogno di un passaggio.

    Noi diffidenti come pochi, abbiamo rifiutato, ma il dubbio è: erano solamente tizi gentili (e perché mai?) o tassisti abusivi????????????????????????????????

    Raggiungiamo con le nostre forse l’hotel, ceck in rapido, rinfrescata e di nuovo in strada, verso Placa Indipendencia, distante, senza trolley, circa 15/20 minuti a piedi.

    Ceniamo in un ristorante coi tavolini sotto il porticato, si sta bene anche qua, ci sono 16 gradi.

    Prendiamo diverse tapas, bocadillos e birra San Miguel, la serata è piacevole, la Cattedrale illuminata sullo sfondo della piazza ci regala un’ ultima immagine incantevole di Girona.

    Torniamo in camera e buonanotte, domani si torna a casa veramente.

    24 – 03

    Il volo per Roma è previsto per le 14, quindi il bus da prendere per l’aeroporto è quello delle 12.

    Optiamo per riposare un po’ e svegliarci tardi, tanto non avremmo potuto percorrere molta strada con 8 kg di trolley da trascinare a testa.

    Eseguiamo il ceck out alle 11, sta volta per raggiungere la stazione prendiamo il bus L2.

    In stazione abbiamo una mezz’oretta per cazzeggiare, quindi ci facciamo un giretto dentro.

    Inutile dire che è una stazione linda, coi pavimenti lucidati a specchio, ci sono diversi treni in partenza per Barcellona, che bello sarebbe tornarci, ma per ora resta solo un sogno, la realtà dice che ci aspetta Roma.

    In aeroporto mangiamo ancora bocadillos, nel self service e attendiamo con la morte nel cuore il nostro volo.

    Prima di salire a bordo assistiamo a scene di ordinaria follia, stavolta gli italiani rompi coglioni non sono 3, ma molti di più e molti sono fuori misura col bagaglio a mano.

    Solite commedie patetiche di gente che all’ultimo secondo si veste a strati imprecando contro “l’assurdità” di Ryanair nel far rispettare le regole.

    Veramente vergognosi, VERGOGNOSI, almeno statevi zitti pulciari!

    Qualcuno è costretto a sborsare i 35€, riluttante, ma paga!

    Il volo scorre via veloce, acquisto il portachiavi Ryanair a forma di boing ciccione con gli ultimi spicci rimanenti nel portafoglio..

    Scesi a Ciampino, affrontiamo le ultime 2 tappe per tornare a casa: bus per la stazione di Ciampino e il treno regionale infame.

    Una vera mazzata ferale sulle balle, ma purtroppo è così, non si può vivere per sempre in vacanza…

    THE END

    Pubblicato da: Andrea Collalti

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    2 Comments

2 Responses to “Gran Canaria con tappa a Girona – Diario”

  1. [...] il diario di Gran Canaria, vi presento ora una piccola galleria fotografica che spero renda l’idea di quanto sia stata [...]

  2. [...] la mia seconda visita delle Canarie, dopo aver goduto di una splendida settimana a marzo in quel di Gran Canaria, ora è la volta di Fuerteventura, a detta di molti, l’isola più bella [...]

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