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  • La mia prima esperienza tedesca (around Frankfurt) – Diario

    di: Andrea Collalti

    Il 2009 è iniziato con questo viaggio in terra tedesca, a gennaio, in solitaria, un tour di 4 giorni trascorso tra Francoforte sul Meno, Magonza e Weisbaden. Il tempo purtroppo non è stato clemente; neve, pioggia, nebbia e temperatura costantemente sotto lo 0, mi ha messo a dura prova!

    Photo Credit: Andrea Collalti

    Una delle ragioni per cui ho scelto questa destinazione, è stata, ricalcare le orme dei Doors, a Francoforte nel settembre del 1968, compito portato a termine con successo, quasi pieno, poi vedremo perché “quasi”.

    Altro motivo, fondante, del tour germanico, il costo dei voli. La Ryanair un paio di mesi prima di gennaio mi aveva infatti regalato a 2€ un a/r RomaHahn, addirittura nel week-end! Certo, Hahn non è proprio a 2 passi da Francoforte, poi bisogna farsi 2 ore di bus, ma comunque oh, sti cazzi, sono sempre voli gratis! Grazie Ryan!

    Passiamo ora ad una panoramica di info. (aggiornate al gennaio 2009 ndr).

    TRASFERIMENTO AEROPORTO DI HAHN – FRANCOFORTE E VICEVERSA

    Arrivando ad Hahn con Ryanair, sarete esattamente in Culonia, regione limitrofa alla Renania-Palatinato, a circa 120 km da Francoforte. Una volta sbarcati, avrete a disposizione due mezzi per raggiungere Mainhattan (che è sempre Francoforte).

    1)      Il bus della Bohr, che parte davanti l’uscita della zona “arrivi” in corrispondenza di ogni volo Ryan atterrato. Costo del ticket 12€ a tratta, (dunque 24 a/r, niente sconti), durata del viaggio circa 2 ore. Sarete scaricati alla Stazione Centrale (Hauptbahnhof), da qui potrete muovervi comodamente a piedi o coi vari mezzi per la destinazione finale. Per il ritorno si riparte dalla stessa Stazione verso l’aeroporto.

    2)      Il bus della Terravision (che personalmente ho scelto). Parte dal capolinea dei bus, poco distante dalla zona “arrivi” dell’aeroporto, impiega leggermente più tempo perché effettua un paio di fermate intermedie durante il tragitto, ma costa 16€ a/r. Il biglietto si fa a bordo o, se partite da Roma, direttamente al banchetto Terravision di Ciampino. La fermata migliore per raggiungere il centro è Kaiserlei station, da qui potete immergervi nella S-bahn e andare dove volete. Per prendere il bus di ritorno, stessa spiaggia stesso mare.

    MUOVERSI A FRANCOFORTE

    In città circolano una quantità considerevole di mezzi pubblici; bus, tram, u-bahn ed s-bahn (queste ultime; metropolitana e treno, sotterraneo e non, che raggiunge diverse località nell’hinterland). I costi dei biglietti variano a seconda della zona che si intende raggiungere. Per U ed S-bahn è possibile acquistare i tickets nelle numerose biglietterie automatiche presenti nelle stazioni. All’inizio probabilmente andrete nel panico perché non è facilmente intuibile il loro uso, ma dopo averle settate in lingua italiana, dovreste uscirne vivi.

    DORMIRE A FRANCOFORTE

    Se è periodo di Fiera, qualunque essa sia, sono cazzi amari, i prezzi degli hotel, anche dei più infimi, raddoppiano! Quindi vedete di calcolare questo particolare.

    Io ho alloggiato all’ Hotel Central Frankfurt , situato sulla riva del Meno a poche centinaia di metri dal Romer, quindi dal centro storico. Avendo evitato il pericolo Fiera, ho pagato poco: 38€ a notte, prima colazione inclusa.

    MINI REVIEW HOTEL

    Hotel 3 stelle, favorevolmente posizionato rispetto al centro storico. Fermata metro più vicina, Ostendstrasse Station. Nelle vicinanze c’è un unico market, bisogna cercarlo bene, ma c’è, fidatevi.

    Il personale è di origine asiatica, non parla inglese, quindi bisogna arrangiarsi a gesti o in lingua tedesca.

    La camera singola è piuttosto spaziosa: letto singolo comodo, tv 21’, poltrona per onanismo , armadio capiente,scrivania e bagno con prodotti da bagno inclusi.

    Possibilità di avere una camera con vista sul Meno, io ne ho avuta un’altra dall’altra parte, ma ‘sti cazzi, anche quella con vista su strada è silenziosissima. La zona è iper tranquilla.

    C’è un ascensore, ma è più un montacarichi, l’ho sempre evitato, meglio le scale.

    La prima colazione è stata più che sufficiente: affettati vari, pane, formaggi molli, marmellate, succhi e inevitabili wurstel. Chi prima arriva, più cibo trova, meglio magna!

    La pulizia è discreta, il riscaldamento autonomo per ogni stanza, il personale si fa i cazzi suoi, è ultra-discreto, (manco salutano quando passi davanti alla reception, proprio come piace a me), la chiave la porterete con voi uscendo. Tutto sommato il rapporto qualità/prezzo è stato molto buono.

    Bene, concludo qui la parte informativa. Inizia ora la cronaca di questi gelidi ed intensi giorni.

    17 GENNAIO

    Fuori è buio, piove, fa freddo. Partire a quest’ora in pieno gennaio è deprimente, ma non c’è alternativa. Il mio volo parte da Ciampino alle 9.20, quindi alle 06.00 debbo mettermi in moto per raggiungere l’aeroporto, usufruendo del solito servizio ferroviario regionale.

    Volo Ryanair in partenza in perfetto orario, le due ore corrono via veloci, ho con me la PSP con il mio gioco preferito: Everibody’s Golf 2.

    I vari strati di nuvole mi impediscono di vedere alcunché, di sicuro il tempo farà schifo (penso) e così sarà.

    Atterriamo ad Hahn su una pista dai bordi innevati, appena messo il naso fuori dall’aereo capisco che saranno giorni duri da affrontare (e la previsione mestamente si rivelerà azzeccata).

    Nell’attesa che il bus Terravision parta, mi concedo la mia prima birra tedesca, una lattina di Paulaner, devo dire apprezzabile, resto all’interno del terminal, fuori si è scatenata una mezza tempesta di neve mista ghiaccio e la temperatura è glaciale, -11.

    Una volta salito sul bus mi godo 2 ore di viaggio al calduccio tra le valli innevate della Renania-Palatinato e dell’Assia, arrivato a destinazione mi intrufolo svelto nella s-bahn, talmente svelto che sbaglio a fare il biglietto, pago sicuramente meno del dovuto, (una manicciata di 10 centesimi), ma mi dice bene che nessuno mi controlla, niente tornelli d’accesso per le metro qui a FF, volendo potreste accedere anche privi di ticket, ma poi non vorrei essere nei vostri panni se le guardie vi pizzicano.

    Gira e rigira arrivo in hotel nel primo pomeriggio. Effettuo un ceck-in alla Totò, il tizio non parla inglese ed io non parlo tedesco, per capirci usiamo i gesti e qualche fonema non identificabile, pago e mi approprio della stanza.

    Mi vesto più pesante che posso, 3 cappelli, 2 giubbotti, sciarpa e (purtroppo) pantalone della tuta leggero, unico indumento inadatto al clima tedesco, ed unico che avevo portato, (che coglione, lo so).

    Per oggi ho previsto un giro in avanscoperta del centro storico e della Zeil, il vialone commerciale, pieno di negozi e locali, più frequentato della città.

    La camminata sul lungo Meno è raccapricciante, non nevica più, ma il vento è micidiale e non da scampo, nemmeno con 3 cappelli riesco ad arginarlo. Più veloce che posso entro nel Romer, che guarda caso è anche il sito per me più importante da visitare. E’ in questa piazza infatti che i Doors suonarono nel settembre del 1968, Hello, i love you, finita poi su moltissimi video della band, ufficiali e non. Più o meno tutto è uguale a 40 anni fa, apparte il manto stradale, ora di ciottoli e un paio di costruzioni aggiuntive di fianco la Nikolaikirche.

    La Romerberg Platz è suggestiva (e riparata dal vento), al centro c’è una fontana ed è tutta circondata da edifici a graticcio, alcuni sedi del comune cittadino, altri semplici locali per souvenir e di ristoro. Certo, non sono le costruzioni d’epoca originali, Francoforte venne rasa quasi completamente al suolo durante la seconda guerra mondiale, queste sono dunque ricostruzioni. Fortunatamente hanno deciso di ricostruire, fedelmente  al passato questo bel centro storico, altrimenti Francoforte sarebbe costituita ad oggi, solamente da grattacieli e palazzoni moderni, motivo per cui si è guadagnata il soprannome Mainhattan. Il Romer da il meglio di se nel periodo natalizio, pare sia sede di uno dei mercatini più affascinanti di Germania, non ho motivo di dubitarne.

    La pioggia fitta mi impedisce di scattare foto con l’autoscatto, faccio molti video girando qua e la per il Romer. L’atmosfera è piuttosto inquietante, in giro non c’è praticamente nessuno e c’è un silenzio surreale.

    E’ meglio salire verso la Zeil . Non è molto distante, in fin dei conti la città non è ‘sta grande metropoli. Una volta giunto sulla Zeil mi concedo una pausa cibo insolita. Blocco un tizio con un fornello sulla schiena che cucina wurstel e me ne aggiudico uno enorme per 1€, (niente doppi sensi per favore). Mega spruzzata di senape e via! Una bontà galattica, credetemi. Dopo il panino col wurstel ci vuole una birra, ovvio, ma non volendo perdere tempo in un locale, cerco un market per acquistarla da asporto, (cazzata). La cosa si rivela tutt’altro che immediata, vago oltre un’ora senza incontrarne uno! Quanto mi’innervosisco quando è così, io amo i posti stile Londra, dove ogni 5 metri trovi un dannatissimo market, cinese, indiano, iraniano, sumero, etrusco… Qua nulla. Cammino talmente tanto che mi ritrovo in zona Hauptbahnhof, qui finalmente riesco a trovare quello che cercavo ed acquisto una lattina di Warstainer, una deludente lager più frizzante della Guadianello calda. Mi stupisce il fatto che lungo la strada incontro svariati barboni e zingari, pensavo fossero meno a queste “altitudini”.

    E’ ormai calato il buio, evito di girare nella zona finanziaria della città e mi addentro di nuovo nel centro storico, facendo una sosta per riscaldarmi, da Saturn! Prima di tornare in hotel ho bisogno di comprare qualcosa da bere e da stuzzicare per le serate che seguiranno, quindi mi metto alla ricerca di un altro market, ma dalle parti del Central Frankfurt Hotel. Questa volta ne trovo uno quasi subito, vicino il Kinder Hospital, che non è l’ospedale per ovetti e barrette di cioccolato, bensì pediatrico, (kinder=bambino), chiude alle 20, appena in tempo. Acquisto qualche Paulaner e un po’ di patatine gusto pancetta e peperoncino (tanto per stare leggero), faccio un salto in camera, metto al fresco alcune lattine (in una bustaccia del Lidl legata approssimativamente  alla finestra del 3° piano) e riesco per un altro giro.

    E’ sabato sera, ma in strada non c’è un cazzo di nessuno! Pazzesco, nemmeno sulla Zeil, i locali sono semi-vuoti, qualche avventore bazzica solamente da Mc Donald. Non mi pare il caso di stare a girare oltre, ne di cercare un locale dove accomodarmi, meglio rientrare per una doccia ristoratrice.

    Tornato in stanza, perdo un po’ di tempo al cesso in operazioni di routine e una volta sistemato, mi butto a letto a guardare l’umd di Bogeyman sulla PSP sorseggiando un po’ di Paulaner. E così il primo giorno a Francoforte se ne va.

    18 GENNAIO

    Mi sveglio piuttosto presto, prima delle 9. Il clima è infimo: pioggia, vento e come se non bastasse nebbia fitta! Dopo la colazione a base di pane, salame e wurstel e la sistemazione delle altre birre per la serata nella bustaccia fuori la finestra, (brutto non avere il frigo), mi accingo ad uscire per raggiungere i punti d’interesse della giornata.

    Si comincia con un giro approfondito per le vie del Romer. Quindi passo in rassegna: St Paul’s Church, Nikolaikirche e il Kaiserdom con attiguo sito archeologico. Sono alla ricerca della chiesa dove vennero scattate delle conosciutissime foto a Jim Morrison, alcune in particolare lo vedono in posa su un pulpito bianco. Non riesco però a capire quale chiesa delle 3 sia quella giusta. Probabilmente l’interno deve essere cambiato, bisogna che riveda bene le foto d’epoca, (ce le ho sulla PSP in hotel).

    Rinvio all’indomani lo studio approfondito delle foto e la ricerca della chiesa imputata, per dirigermi all’ Historisches Museum, pago pochi € d’ingresso ed entro. All’interno ci sono solo io e i guardiani. La visita è tutt’altro che entusiasmante, le uniche cose di un certo interesse si trovano nell’ala che spiega ed illustra com’era Francoforte prima dei bombardamenti. Per il resto, qualche pittura, filmati proiettati random e pochissimo altro. La visita si porta a termine in meno di un’ora ad essere lenti. Più che altro a me interessava stare qui per riscaldarmi, fuori siamo ben al di sotto dello 0.

    Terminato il giro mi tocca uscire, sempre sotto un acquazzone inclemente. Non è assolutamente consigliato stare all’aria aperta, i negozi, essendo domenica sono tutti sprangati, quindi ho un’unica possibilità di riparo: la Goethe house/museum, che comunque era in programma.

    Anche qui pago ridotto, grazie alla mia carta ISIC, mi libero dei giubbotti nel guardaroba e mi insinuo nei corridoi. È sicuramente molto più interessante del Museo della Storia. La casa è stata ricostruita in parte, gli ultimi piani, ma il primo piano è originale. I bombardamenti non la risparmiarono purtroppo. I pavimenti sono in legno, scricchiolanti, c’è un’esaustiva mappa con le informazioni, anche il lingua italiana. Le camere più rappresentative, a mio avviso, sono: lo studio con lo scrittoio originale dove Goethe scrisse alcune delle sue opere più celebri e una sala di rappresentanza ricca di bei quadri appartenuti alla famiglia. Qui per girare tutto per bene occorre un’oretta abbondante.

    Al termine della visita esco fuori e trovo un clima leggermente migliorato. Fa un freddo bestiale, -9, ma almeno non piove. Intorno a me il deserto. Mi sembra di stare a Silent Hill, è tutto chiuso, non circolano auto, nessuno che gira a piedi…spettrale.

    Fatto sta che si è fatta l’ora canonica di pranzo, sono circa le 14.30 e mi metto alla ricerca di un fast food o una cosa simile. E’ evidente che trovare un locale aperto non sarà cosa da poco, quindi per non sprecare tempo a girovagare per il centro, opto per effettuare la ricerca nella zona finanziaria della città, (geniale di domenica!), in mezzo tutti i palazzoni. Ovviamente è tutto chiuso, passo sotto i grattacieli della BCE, della Commerzbank, sotto la Main Tower e vicino uno a forma di pagoda, fino a quando, seguendo la Kaiserstrasse, mi ritrovo a Goetheplatz.

    Ho camminato per un fottìo di tempo e non ho trovato nessuna attività commerciale aperta, da non credere! Nemmeno nel mio paese di pastori caciottari avvinazzati, la domenica c’è una tale desolazione e che cazzo! A sto punto credo che l’unica via di scampo sia rappresentata dal Burger King dalle parti della Zeil, che avevo avvistato di sfuggita ieri sera.

    Senza pensarci troppo mi avvio verso il l’insigne fast food e poco dopo lo ritrovo, aperto! Burger King a differenza di Mc Donald, mi piace, il double whooper è uno dei panini che preferisco in assoluto. Me ne prendo uno, accompagnato da una coca e satollo vado via.

    Le prossime tappe non dovrebbero essere troppo distanti, ma prima di tutto voglio rifare un giro sulla Kaiserstrasse, che secondo le mie fonti, è la red street di Francoforte. Forse camminandoci prima, complice la fretta mi sono sfuggiti questi fantomatici locali a luci rosse, cinemini, bordellini etc.

    Ripercorro dunque, codesta Kaiserstrasse, questa volta con calma, ma non trovo nulla di eclatante, giusto un paio di sexi shop e un peep show, delusione. Certo non mi aspettavo un red district alla Amsterdam, ma un qualcosa almeno simile a Pigalle sì.

    Riparto alla ricerca delle tappe seguenti: l’Alter opera, la Borse e il Sachsenhausen district, questo ultimo situato al di la del Meno.

    L’Opera e la popolare Borsa le individuo subito, sono due edifici interessanti esteticamente, faccio le foto di rito, pochissime e pessime dato che ha ricominciato a piovere a dirotto e passo oltre, verso il Sachsenhausen district.

    Per raggiungere questo quartiere, attraverso il ponte pedonale Eiserner Steg, manca poco che il vento mi sospinga nel Meno! Nel Sachsenhausen si trovano, uno dopo l’altro, tantissimi musei, più o meno interessanti, non a caso questa sponda è chiamata “la riva dei musei”. Io oggi ne ho già visitati due, non ho voglia di farmene un altro, quindi mi limito a bighellonare per tutta la zona fino alla St. Leonhardkirche.

    Intanto si fa pomeriggio e discendono demoniache le tenebre. Mi trovo al punto giusto però. Da questa sponda del Meno si para davanti ai miei occhi uno spettacolo luminoso seducente! Tutti i grattacieli del Banking District si accendono, ognuno con un colore proprio (più o meno), riverberando vivaci fasci di luce nel cielo scuro. Nonostante la pioggia e la temperatura rigidissima, mi seggo su una panchina e resto in contemplazione del panorama per un bel po’ di tempo, non è uno spettacolo che si vede tutti i giorni (almeno dalle mie parti). Con stupore noto che ci sono alcuni psicopatici che fanno jogging nella penombra, a quest’ora, con questo freddo, con questo vento omicida! Dei terminator cazzo!!

    Si è fatta una certa ora, non c’è nulla che mi spinga a cercare un locale per bere o mangiare. Continuo ad essere una delle pochissime forme di vita terrestre che si aggira per le strade, quindi tanto vale tornare in hotel e chiudere la serata con un paio di birre e un film sulla PSP.

    E così faccio, rientrando trovo la camera un inferno dantesco, avevo lasciato la manopola del termosifone sul 4, a palla e la donna delle pulizie, evidentemente oggi non è passata a rassettare e ad abbassare di conseguenza il riscaldamento. Poco male, dormirò nudo.

    19 GENNAIO

    Oggi è lunedì, spero di trovare in giro altri esseri viventi, la giornata di ieri un po’ mi ha avvilito, tra la solitudine e il clima perverso, in molti si sarebbero legati un sasso alla caviglia e gettati nel Meno.

    Dopo la colazione, stavolta un po’ più consistente di ieri, doppia razione di tutto, mi vesto pesantissimo e parto in direzione del Romer.

    Anche oggi il tempo è merdoso, tale e quale a ieri, forse peggio. Sono costretto di nuovo a rimandare le foto alla Romerberg Platz, ma finalmente individuo la chiesa delle foto a Jim, grazie allo studio tecnico sulle foto d’epoca, della sera precedente! È la Alte Nikolaikirche!! Proprio quella nella piazza principale. E’ cambiata parecchio, ma scrutandone attentamente l’interno, noto  due rilievi inconfondibili, in mezzo ai quali Jim è stato fotografato. Mi sento emozionato, dentro manco a dirlo, ci sono solo io, quindi posso farmi le foto con l’autoscatto e il flash senza rompimenti di palle. Naturalmente cerco di posizionarmi nei medesimi angoli in cui si mise Jimbo, in parte ci riesco, in parte no. Il pulpito non c’è più e l’altare ha una forma un po’ diversa. Alla fine mi ritengo soddisfatto dell’opera, firmo il registro prima col mio nome, poi con quello di Jim, ed esco sghignazzante.

    Per oggi ho in programma le gite fuori porta a Magonza e a Weisbaden, per raggiungere le ridenti (?) cittadine mi avvarrò della S-bahn 8. Faccio la Tageskarte da 5€ alla macchinetta automatica e mi metto in viaggio.

    La prima fermata buona sarebbe Magonza, ma preferisco continuare fino al capolinea, Weisbaden, per poi tornare indietro. Sul treno pian piano scendono tutti, la maggior parte nei pressi di un enorme stabilimento della Opel nella periferia di Francoforte, dopo circa un’oretta di comodo e tiepido viaggio, arrivo a Weibaden.

    Fa ancora più freddo porcaccia la miseria! Piove orizzontalmente, l’ombrello è inutile. Non ho una mappa della città, ma ho segnati sulla mia guida personale i punti d’interesse da localizzare.

    ATTENZIONE: Weisbaden non è un paesello! Le distanze da percorrere a piedi sono lunghe, dalla stazione al centro soprattutto. Ho camminato 3/4 d’ora sotto l’acqua.

    Zuppo, fradicio marcio, raggiungo il centro. Una enorme cattedrale coi campanili a punta, mi attira a se, nei dintorni c’è un parco, ma a causa della pioggia, sempre più violenta, non riesco a fare un cazzo, non posso sedermi, le foto fanno vomitare, i video non li posso girare, uno strazio.

    L’unica cosa che posso fare, oltre a sacramentare copiosamente,  è camminare. Quindi percorro le strade pedonali e mi guardo qualche vetrina di pasticcerie zeppe di dolci all’apparenza deliziosi, purtroppo la tappa principale che avevo in mente per questa città: la Residenza dei duchi di Nassau, è fuori mano, in realtà nemmeno molto, ma bisogna prendere un bus per raggiungerla, almeno così mi viene riferito da un edicolante del posto.

    Nel frattempo si sono fatte circa le 2 del pomeriggio, tutto sommato mi sembra superfluo stare ancora a Weisbaden, fa freddo, diluvia e non posso godermi i parchi, quindi faccio dietro front verso la stazione.

    Prendo la s-bahn, sempre la 8, direzione Magonza e dopo poco giungo nella cittadina sul Reno.

    Magonza (Mainz) è più piccolina di Weisbaden, è anche più caratteristica e frequentata, c’è un’importante Univerisità Cattolica ed è stata da sempre rilevante storicamente;  dai tempi dei Romani, passando per l’età Imperiale, fino al periodo napoleonico. L’architettura cittadina è prevalentemente romanica e gotica e camminare per le strade del centro è veramente un piacere, se poi non diluviasse, lo sarebbe ancor di più.

    Il Dom, la Schillerplatz, il Gutemberg Museum e la Fastnachtsbrunnen sono i punti d’interesse maggiore, da visitare.

    Il Gutemberg Museum però lo salto, gli preferisco un giro sulla sponda del Reno.  Resto un po’ a guardare le chiatte navigare su questo imponente corso d’acqua  e successivamente ritorno verso le vie del centro. Purtroppo anche qui a Magonza scatto pochissime foto, me ne rammarico molto, forse avrei potuto fare meglio, ma la pioggia rompe veramente i coglioni. Le nuvole sono talmente basse che sembra possa toccarle alzando un braccio.

    La giornata solare (per modo di dire) è agli sgoccioli, è tempo dunque di rimpatriare a Francoforte, prendendo sempre la s-bahn 8. Stavolta è stracolma di gente. Decido di scendere alla Stazione Centrale, per dare un’occhiata.

    E’ una stazione molto grande, pulita e dentro c’è di tutto; negozi generici, fast food, pasticcerie etc etc.

    Nel frattempo che mi faccio i miei giretti si fa una certa ora, ho un discreto languorino, d’altronde oggi non ho mangiato nulla, apparte la colazione delle 9.

    Vado per le spicce, voglio un hamburger, il primo fast food che troverò sarà mio.

    Parto dalla stazione in direzione Zeill, quando tutto ad un tratto si crea di nuovo il vuoto intorno a me. Spariscono tutti, auto, passanti, taxi, tutti. Pare ci sia il coprifuoco di Al Quaida!

    Arrivo dalle parti della Zeil quando accade qualcosa di imprevisto.

    Mi sento pedinato. E’ una sensazione bizzarra, ho la netta impressione che alcuni tizi dietro di me (4)  abbiano in testa qualche spiacevole intenzione nei miei riguardi. Accelero vistosamente il passo per testare la loro reazione, accelerano anche loro e poco dopo cominciano a chiamarmi (???), gridando. A quel punto comincio ad avere un po’ timore, siamo solo noi per la strada, potrei essere fottuto. Quando ormai sto correndo, sicuro di andare incontro, minimo ad una rissa, una visione celestiale appare dinnanzi i miei occhi! La M di Mc Donald!! Mai come adesso ho amato Mc Donald!

    Mi ci fiondo dentro, mi volto e noto i tizi alla porta, indecisi sul da farsi, si dividono, due vanno chissà dove e due entrano. Non so che fare ed ho pochissimi secondi per decidere. Esco dalla porta di servizio, facendomi notare, i due mi seguono, rientro dalla porta principale e scivolando mi metto davanti una cassa.

    A questo punto i loschi figuri desistono e vanno via. Tiro un sospiro di sollievo ed ordino un Big Mac e una sprite. Mangio lentissimamente, faccio passare quasi un’ora prima di uscire. E quando esco non c’è nessuno ad attendermi, meno male, pericolo scampato.

    Ora, chi erano quelli io non lo so, quali fossero state le loro intenzioni, nemmeno , forse sono stato troppo sospettoso, forse volevano solo farsi due risate, fatto sta che ho passato una brutta oretta, meglio rientrare in hotel, ormai è anche tardi, la giornata è conclusa.

    Prima di salire in camera compro un paio di birre in una sorta di bar miracolosamente aperto, in Romerplatz.

    Serviranno a rilassarmi. Domani sarà il mio ultimo giorno a Francoforte, il volo per Roma parte da Hahn alle 20 ma io devo prendere il bus Terravison alle 16. Diciamo che ho mezza giornata abbondante per finire tutti i miei giri, dovrebbe essere sufficiente, vedremo.

    Metto in carica cellulare e psp e buona notte.

    20 GENNAIO

    Stanotte sono stato svegliato da una maiala sgozzata. Probabilmente la donna non copulava da secoli o era una ninfomane olimpica, fatto sta che le sue grida di piacere han fatto tremare le pareti della mia camera. Complimenti al tipo, clap clap clap.

    Scendo stancamente a fare l’ultima colazione in questo hotel, mangio tutto quello che posso, rovescio un bicchiere di spremuta, volontariamente, sul tavolo, mi stava sulle palle la cameriera che non salutava e torno in camera per la preparazione al ceck out.

    Questa volta non viaggio con lo zainetto, ma con una borsa a tracolla, ho fatto una coglionata, non è assolutamente più comoda dello zaino, (questo infatti sarà il suo primo ed ultimo viaggio con me, grazie mamma per il regalo).

    Sistemato tutto, me ne esco e una piacevole sorpresa mi accoglie sull’uscio. Non piove, timidi raggi di sole squarciano le nubi e la temperatura è superiore allo 0 di qualche grado! Finalmente posso fare le foto in Romerberg Platz! Faccio più veloce che posso, il sole va e viene, il risultato non è il massimo, ma almeno ho un importantissimo ricordo da portare a casa.

    Il pallido sole mi mette di buon umore, tanto che decido di sperperare qualche euro in cagatelle. Acquisto un paio di calamite, 3 cartoline e mi fermo curioso ad un chioschetto enoteca. Certo non è l’orario adatto per bere vino, ma mi sento in dovere di provare l’Apfelwein, vino di mela in pratica, tipico di queste parti.

    Un sorsetto mi basta a farmelo lasciare la sulla botte/tavolino, un orrore aberrante, soldi buttati nel cesso, ma come cazzo si fa a bere ‘sta roba dico io!

    Adesso c’è da decidere il da farsi. Il mio programma prevede una scappatella alla Kongresshalle, la sala concerti dove i Doors suonarono 2 set nel ’68. Il problema è che è molto fuori mano e che probabilmente ora fa parte di un complesso più ampio, nel quale si entra solamente a pagamento e solamente in determinate occasioni. Quindi: o rischio e vado, perdendo praticamente tutto il tempo rimanente o abortisco la visita e passo al piano B.

    Decido di passare al piano B. Mi dispiace, ma il breve The Doors Tour lo reputo già soddisfacente e termina qui.

    Approfitto del tempo variabile per andare sulla terrazza della Zeil gallery, un centro commerciale di 7/8 piani situato all’inizio della Zeil. Salgo su con le scale mobili, sulla terrazza c’è un piccolo ristorante e salendo sulla cima, tramite una scala a chiocciola esterna, è possibile scorgere un discreto panorama della zona. Sul Romer, sulla Zeil, con i grattacieli alle spalle. Non male, l’altezza non è da capogiro, anzi, ma particolare non trascurabile, qui si accede gratuitamente.

    Fatta questo, posso depennare dal piano B, la salita panoramica sulla Main Tower, non oso immaginare il vento ad oltre 200mt di altezza, non mi voglio affettare la faccia e poi con questo tempo, ancora comunque nebuloso, la vista non sarebbe perfetta.

    Cazzeggio un po’ nel centro commerciale, ci sono gli stessi identici negozi che abbiamo in Italia, faccio una puntatina nella sala giochi ed esco.

    E’ circa l’una ed ho ancora 3 ore da spendere in città. Decido che le trascorrerò girovagando senza meta.

    Prima di tutto, voglio bere qualcosa di caldo, il saporaccio di quel vino ignobile ancora non va via, urge rimedio. Mi capita a tiro uno Starbucks, non ci penso due volte, entro e prendo un caffè americano piccolo, ovvero mezzo litro di acqua bollente dal vago sentore di orzo, uno sciacqua-budella. Certo non il massimo, ma paragonato a quella vinaccia acetosa, oro colato.

    La pausa mi ha rigenerato e mi è balenata l’idea di fare un salto dalle parti dello Zoo, esattamente dalla parte opposta di dove sono ora. Meglio, così mi faccio una passeggiata, finalmente senza ombrello e posso scattare qualche foto.

    Per raggiungere lo Zoo, in effetti impiego un bel po’, non ho il tempo di visitarlo, poco male, tanto non era prioritario. Prima di prendere la s-bahn per Kaiserlei station, punto dal quale partirò alla volta di Hahn con Terravision, mi fermo per un ultimo spuntino, in un fast food a base di pesce. Prendo del fish & chips e lo divoro su una panchina, troppo buono, adoro il fish & chips.

    Si è fatta l’ora X, è tempo di prendere la strada per il ritorno. Sono in perfetto orario, anche il bus lo è, vidimo il ticket a bordo e con stupore noto che sono l’unico passeggero! Incredibile, mai successa una cosa simile. Evidentemente prendono tutti il bus della Bohr, ‘sti cazzi, meglio così. L’autista ha fretta, mi scarica ad Hahn in meno di 2 ore, bravo ragazzo.

    Il mio volo per Roma parte tra 2 ore, l’aeroporto è minuscolo e non si può perdere tempo girando tra le vetrine degli shop, quindi opto per un’ultima birra, una sigaretta ed entro. Passo rapido i controlli, (molto blandi) e mi accomodo nella sala del mio gate. C’è pochissima gente, arrivano tutti insieme poco prima dell’apertura. Si sale a bordo, temo un po’ di ritardo a causa della nebbia, ma tutto fila liscio.

    Atterro a Roma in perfetto orario, alle 21.45. C’è un passaggio ad attendermi, troppo tardi per prendere il treno, che bello.

    Finisce qui il mio tour in terra tedesca.

    Che dire, i luoghi sono sicuramente intriganti, non ho pagato niente i voli, ho ricalcato le orme dei Doors; tutto è andato come doveva andare. Peccato ovviamente per il clima pessimo, con il sole sono sicuro che sarebbe andato tutto ancora meglio e grazie al cazzo direte voi, già, ma è così!

    Pubblicato da: Andrea Collalti

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  1. [...] This post was mentioned on Twitter by Dick Smart. Dick Smart said: La mia prima esperienza tedesca (around Frankfurt) – Diario: Il 2009 è iniziato con questo viaggio in terra tedesc… http://bit.ly/cvZtLX [...]

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