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  • Marsiglia: streets are uneven when you’re down – Diario

    di: Andrea Collalti

    Dove andare a vedere i mercatini di Natale e passare una 3 giorni all’estero, prima che si concluda l’anno del signore 2010??

    Queste erano le domande che mi ponevo qualche settimana fa. L’anno scorso andai a Nantes , fu un’esperienza interessante, guastata in parte dal gelo clamoroso (-16° di notte), ma tutto sommato rimasi soddisfatto della visita.

    Photo Credit: Andrea Collalti

    Le mie domande trovavano risposta prontamente e a darla è sempre lei, la mia Ryanair, ormai lavorano per me, ogni volta che termino un viaggio, mi piazzano una nuova meta da Roma a prezzi buffoneschi.

    Non ho dovuto fare altro che acquistare i 2 biglietti per la città in offerta di turno: Marsiglia; capoluogo della regione Provenza – Alpi – Costa Azzurra; Francia.

    Costo dei biglietti, 10€. 5€ a tratta, andrò solo, partenza il 7 dicembre da Roma Ciampino e ritorno il 9 dicembre. Sarà dunque, un ponte festivo all’estero, credo sia la prima volta che vado fuori in corrispondenza di festività.

    Ho circa un mese per preparare adeguatamente il viaggio, la documentazione su Marsiglia non è molto estesa, ma tra internet e una guida turistica, riesco ad approntare il programma, che, come sempre, prevede 3 giorni stronca gambe/schiena!

    Ok, programma pronto, hotel (purtroppo) prenotato, zainetto pronto, la mattina del 7 dicembre arriva alla svelta, si parte…

    7 dicembre MALVENUTO A MARSIGLIA

    Pur avendo il volo alle 12, sono costretto ad alzarmi alle 07.45, una vergogna! Per fare gli 80km scarsi che mi separano da Ciampino, debbo uscire alle 8, prendere un regionale che NON ferma a Ciampino (ci passa allegramente davanti a 2 km/orari), arrivare a Roma Termini, prendere un ulteriore treno per tornare a Ciampino e infine salire sulla navetta merdosa per l’aeroporto, tutto questo perché i trasporti da/per il Pastine sono a dir poco da 3° mondo, con frequenze da eliporto congolese, non da capitale di una nazione europea, ma lasciamo perdere il discorso che è meglio…

    Fatto sta che sono dinnanzi al gate 14 alle 11. Ho tutto il tempo per fare una livellata a Final Fantasy 7, sono un po’ indietro col mio party.

    Alle 12 invece di partire, si sale a bordo dell’aereo, ma poco male, tanto si recupererà sull’orario schedulato di arrivo, non ci vorranno certo 90 minuti per arrivare a Marsiglia da Roma!

    Purtroppo non ho ancora superato uno choc subito circa 3 mesi fa di ritorno da Malaga su Girona. Presi una tempesta biblica che mi segnò profondamente nell’animo, da quel giorno ho volato altre 5 volte, ma più teso di una corda di violino.

    Mi tengo avvinghiato ai poggia gomiti, cintura allacciata strettissima, ginocchia puntellate sullo schienale davanti il mio e non muovo un muscolo per tutta la durata del volo.

    Come previsto, la trasvolata dura meno di 90 minuti, ne impieghiamo esattamente 60 per percorrere i 600 km di mare e Corsica che dividono le 2 città.

    Non è una brutta giornata qui a Marsiglia, fa piuttosto caldo ma non è sereno, il cielo è velato.

    Il terminal MP2 non si presenta benissimo, è anonimo come pochi, nella sala di attesa per i bagagli, affianco ai bagni, per altro zozzi, ci sono tantissime mappe e cartine, ma non di Marsiglia, bensì di Malaga! Che diavolo c’entra Malaga??? Agli Arrivi poi?? Capisco metterle alle Partenze, ma agli Arrivi? Boh.

    Sono in perfetto orario rispetto alla mia tabella di marcia, prima di prendere lo shuttle bus, mi cerco un punto info per avere una mappa e magari una guida. L’info-point c’è, ma non nel terminal MP2, bensì nel terminal 1, Hall1. M’impossesso di mini guida in inglese e mappa ABNORME, impossibile da aprire per la strada, c’è bisogno di un campo da calcio per scompattarla tutta! Ovviamente non la utilizzerò, andrò a mente, ho la google map in testa!

    Faccio il ticket Return per il bus, 17€ e salgo a bordo. L’autista guida come Daniel del film Taxxi, sorpassa a destra e a sinistra indifferentemente, è costantemente al di sopra dei 100km/orari e compie manovre a dir poco azzardate, soprattutto nei pressi del centro abitato. Ma vabbè, gli autisti dei bus ormai non mi sorprendono più, dopo quello del Bruxelles/Charleroi penso di aver visto tutto.

    L’arrivo a Marsiglia non è dei più entusiasmanti, la periferia è degradata e la zona intorno alla stazione di St.Charles è un enorme cantiere in opera. Squallida la presenza in un parchetto davanti l’ Arco di Trionfo, di una tendopoli zingaresca.

    Scendo nel parcheggio di St.Charles dopo 40 minuti di viaggio. Sono circa le 14.30, avrei fame, ma prima di sfamarmi, voglio assolutamente prendere possesso della camera in hotel.

    Girato l’angolo, un paio di hotel sgangherati mi colpiscono negativamente e penso: – ammazza che troiaio aho! -, poi leggo un’insegna: Hotel le Printemps, porca troia quello è il mio!!

    Molto titubante pago il tizio della reception, intento a giocare sfrenatamente a Tekken, salgo in camera e mi trovo al cospetto dello spettacolo fatiscente su citato.

    Poso lo zaino, mi lavo le mani ed esco inorridito. Sono le 15, comincia ora la mia avventura marsigliese.

    Come di consueto quando giungo in un posto che non conosco, perlustro il quartiere che mi ospita, individuando: il mini market più vicino ed eventualmente le fermate dei mezzi a portata di gambe.

    Del mini market non c’è traccia, di mezzi non ne ho bisogno, ma capisco al volo che è meglio trovare un percorso sicuro per rincasare a sera col buio, dato che la zona sembra tutto, fuorchè rassicurante.

    Vado un po’ a memoria, ma preferisco far affidamento al sostegno di qualche mappa stampata a casa, col percorso prestabilito evidenziato.

    Le prime impressioni che Marsiglia mi offre, sono pessime. C’è una puzza di piscio insopportabile, i negozi sono quasi tutti delle botteghe intasate di qualunque cosa, con le vetrine sporche, ed emanano un tanfo cadaverico all’esterno. Il traffico è micidiale, i marciapiedi occupati da auto, la segnaletica inesistente e la sporcizia abbonda.

    Per oggi voglio sbrigarmi tutta la zona commerciale e la zona nord fino al Palazzo Lonchamp.

    Il tour comincia dal vialone principale, la Canebière che è molto poco attraente. E’ uno stradone trafficatissimo che inizia (o termina a seconda dei punti di vista), dal Vieux Port e sale fin quasi al Palazzo Longchamp. Saranno un 5 km penso. C’è un’altissima presenza di accattoni di vario genere: il pazzo, il punk coi cani, lo zingaro, il finto invalido, il mutilato, l’ubriacone, il tossico… Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

    Parto dal Vieux Port senza guardarlo più di tanto, è nel programma di domani, salgo facendomi largo tra la folla, tutti uomini e dopo un bel po’ arrivo a destinazione; Palazzo Longhcamp. Dato che ho una fame cagna, mi infilo nel primo sudicio market ed acquisto 2 confezioni di tacchino a fette + una Kronenburg in lattina. Solitamente non bevo mai alcolici di giorno o ai pasti, ma siccome ho l’umore un po’ a terra, una birretta consolatoria ci sta tutta.

    E’ ancora giorno, è il tramonto. Il Palazzo è aperto da una fontana gigantesca, molto fastosa, c’è un museo chiuso di non so che cosa e un parco dove giocano alcuni bambini.

    Salgo in cima la scalinata, dall’alto del fontanone mi godo la vista del sole che scende alle spalle della città, peccato che la puzza di merda rovini l’esperienza e il pattume circostante non sia la cornice più adatta.

    All’imbrunire mi addentro nel parchetto limitrofo. E’ desolato, ci siamo io e un paio di barboni su delle panchine. Non hanno l’aria di essere pericolosi, dunque mi posso sedere e bere la mia birra in pace.

    Il riposo non dura molto, giusto una mezz’ora, quando cala il buio alzo i tacchi più veloce del vento, non mi sento affatto a mio agio.

    Riprendo la Canebière e me la stiro tutta fin quasi al porto. Alcune traverse sono da segnalare, esattamente: rue Ferrèol, rue de Rome, rue Paradis e rue de la Tour. In queste strade ci sono tutti i soliti negozi che stanno in tutte le strade commerciali di ogni grande città europea.

    Sono le 19, ma è come se fossero le 21 da noi in Italia o le 22 in Spagna, chiudono tutti! Ma dai, è il 7 dicembre e i negozi alle 19 chiudono! In men che non si dica queste strade si trasformano in discariche a cielo aperto, difatti, come di consueto in molte città, i rifiuti dei locali vengono depositati a terra, in bustoni neri, poi gli spazzini li toglieranno durante la notte.

    Prima che chiuda voglio fare un salto al centro commerciale più grande e particolare del centro di Marsiglia, il Centre Bourse. Lo raggiungo rapidamente, tutta la zona shopping è concentrata a sud della Canebière, a poche centinaia di metri dal Vieux Port.

    Il centro è carino e caratteristico, sembra di essere in un mercatino natalizio al chiuso, ci sono i babbi natale, gli stand coi dolciumi, luminarie varie e una buona pulizia generale. Peccato che stiano per chiudere. Faccio in tempo a salire alla Fnac, nella sezione della Apple ne approfitto per connettermi con un macbook, do uno sguardo al meteo che mi conferma che domani sarà una bella giornata e studio su Google maps la strada che mi conviene fare stasera per tornare in hotel. Dopo di che, vengo gentilmente invitato a togliermi dalle balle.

    All’esterno magicamente le strade si desertificano, vado alla ricerca dei mercatini di Natale, nella speranza di trovare una cosa caruccia come trovai un anno or sono a Nantes. In effetti li trovo, poco prima della fermata metro Vieux Port, all’interno di 2 piazze, ma i chioschetti sono tutti serrati e la giostra tristemente ferma. Vuol dire che saranno attivi solamente da domani, 8 dicembre, uffa, ora non ho una cippa da fare e non sono nemmeno le 20.

    Non ho certo voglia di rientrare nel tugurio, quindi mi faccio un giro al porto, alla ricerca degli orari del traghetto per lo Chateau d’If, quello con la prigione di Edmont Dantès, il personaggio immaginario di Dumas meglio conosciuto come il Conte di Montecristo.

    Alla stazione marittima sono affissi gli orari e i prezzi, ogni 30 minuti circa, parte una barca, ma sfortunatamente, lo Chateau d’If non è visitabile attualmente, a causa di lavori di ristrutturazione. La meta raggiungibile è solamente una, non meglio identificata, delle isole Frioul.

    Boh, domani forse ci andrò lo stesso, alle brutte mi farò un giro in mare, tanto per 5€, però mi rode il culo non poter visitare lo Chateau d’If!!

    Guardo l’orologio, sono quasi le 21. Il traffico di 2 ore fa si è smaterializzato, in giro c’è poca gente, la zona è ricca di ristornati, fast food, kebabbari e quanto altro, ma io non ho voglia di mangiare sta robaccia sta sera. Meglio cercare un market e comprare qualcosa li.

    Durante la giornata, ne avevo individuati molti, ma mentre risalgo me li ritrovo uno dopo l’altro chiusi! Dannazione, ed ora che faccio???? Ho bisogno di acqua, birra e cibo! Non pensavo chiudessero pure sti stronzi così presto! In nessuna città che ho girato c’è tanta desolazione a quest’ora, (ad eccezion fatta di Francoforte), cazzo, mi sembra di essere tornato in Germania!

    Mentre cammino incazzato, mi viene in mente che poco prima del Palazzo Longchamp avevo incrociato un mini market open24 7/7, però è una bella pedalata! Ma mi vedo costretto a raggiungerlo.

    Più che una camminata, la mia è una corsa, per giunta tutta in salita, perché Marsiglia è un continuo sali e scendi, in una piazza buia e priva di ogni essere vivente, odo qualcuno che fischia, parrebbe essere una puttana, mi sta chiamando, ma non la cago di striscio.

    Raggiungo il mini market trafelato, acquisto quello che mi serve e chiedo al tizio se l’indomani, 8 dicembre, sarà aperto; glielo chiedo in inglese … non capisce … glielo ripeto in spagnolo … non capisce … in italiano … peggio ancora … a gesti … non comprende … … e allora vaffanculo brutto pezzo di merda!!! E capisci solo la tua lingua schifosa???!! Secondo me fa finta di non intendere, anche un bambino dell’asilo ci sarebbe arrivato, che bastardo.

    Ripercorro la Canebière per la 4° volta, già mi sta sui coglioni sta strada! Nei pressi della stazione, per evitare di fare un giro della madonna, decido di tagliare per uno dei furtivissimi vicoletti che mi circondano. Evito quelli con capannelli di tipi loschi piantonati e ne individuo uno apparentemente “pulito”. Mentre sto per entrarci alla velocità di Usain Bolt nei 100mt piani di Berlino 2009, vengo affiancato da una vecchia e scassata Peugeot 205 Gti, guidata da 2 magrebini in uniforme standard dell’Adidas nera. Immediatamente mi urlano qualcosa, poi il passeggero scende e mi si mette davanti, stavolta nessuno mi toglie una coltellata, pazienza, prima o poi doveva accadere, ma venderò cara la pelle … appoggio la busta coi viveri e affronto l’uomo, a parole, con un: – ‘zzo vuoi da me?!!! -, il tipo incrocia le braccia e con fare da tipico rapper nero newyorkese, mi spara a raffica qualche frase in dialetto francese, sinceramente non capisco niente; scende il compare, mi fa – italiano? – , gli rispondo affermativamente, dato che ho il cappello rosso della Ducati con la bandiera italiana stampata enorme su un lato, lui in qualche modo mi fa capire che è meglio che in questo vicolo non ci passi, almeno è questo quello che intendo io, gli faccio “ok” con il pollice, cenni di approvazione e comprensione generici, prendo la mia busta della spesa, mi giro e riprendo la Canebière, nella speranza che la cosa sia finita qua.

    I tizi tornano in auto, danno 2 colpi di clacson e si infilano a tutta velocità nel vicolo della discordia.

    Secondo me dovevano fare un’imboscata a qualcuno e non volevano avere danni collaterali. Ma forse mi hanno voluto far evitare quella strada perché, semplicemente pericolosa. Chi lo sa, fatto sta che non sono stati minuti propriamente piacevoli.

    E non è la prima volta che mi accade una roba simile… A Francoforte fui inseguito da una banda di teppisti, a Saragozza perquisito e identificato dalla Guardia Civil… Due brutte esperienze, ed ecco puntale la 3°, come si dice no? Non c’è 2 senza 3!

    Alla fine raggiungo sano e salvo l’hotel, sudato come un maiale, dato che fa caldo e ho corso.

    La stanza merdosa è quello che è, quindi mi faccio una doccia praticamente al buio ed evito di guardare gli asciugamani.

    Espletate le operazioni igieniche, mi posso finalmente rilassare con un paio di birre Desperados.

    PSP sintonizzata sull’ultimo film dedicato ai Doors: When you’re strange, che da DVD mi sono convertito in mp4, l’ho già visto, ma fa sempre piacere rivederlo, è un buon documentario, nulla a che vedere con la pagliacciata di Oliver Stone e Val Kilmer degli anni ‘90.

    Tra l’altro, domani, 8 dicembre, sarebbe stato il 67° compleanno di Jim Morrison

    Tra una canzone e l’altra la serata trascorre gradevole e non faccio molto caso a dove sono, almeno fino a quando il mio vicino rincasa, facendo tuonare porta e pareti.

    L’ultima canzone prima di dormire descrive molto bene il mio attuale stato d’animo ed è adattissima alla situazione che sto vivendo qui a Marsiglia: People are Strange

    People are strange when you’re a stranger
    Faces look ugly when you’re alone
    Women seem wicked when you’re unwanted
    Streets are uneven when you’re down

    When you’re strange
    Faces come out of the rain
    When you’re strange
    No one remembers your name
    When you’re strange
    When you’re strange
    When you’re strange

    Alle 2.30 spengo la PSP; tra rosicchiamenti sospetti e porte che ancora stridono, mi metto a dormire, domani avrò circa un milione di km da percorrere…

    8 dicembre SULLA STRADA

    Meno male va, la nottata è trascorsa e sono ancora integro, non sono stato divorato da ratti famelici, guardo l’orologio: le 9. Troppo presto per uscire, mi vedrò prima un par di puntate dei Simpson sulla PSP.

    Seguono la visione dei Simpson; una lavata, la vestizione e la pianificazione della giornata che stando alla mappa, che memorizzo mentalmente, sarà molto faticosa, soprattutto se non utilizzerò mezzi pubblici.

    Uscire dal tugurio è meraviglioso, ma appena metto piede fuori dall’hotel pesto una merda di cane, dannazione, già ho i nervi a prima mattina!

    Prima tappa del giorno: Musèe d’ Histoire du Marseille con annesso Jardin des Vestiges.

    Prima di raggiungerlo, passo all’Arco di Trionfo per fare qualche foto, è tenuto malissimo, è pieno di spazzatura e puzza ovunque di piscio.

    Il museo è situato all’interno del Centre Bourse, dove sono stato ieri sera, ci metto un po’ a capirlo perché le indicazioni non sono affatto chiare, per questo motivo sbaglio strada un paio di volte, ma poi la vista del giardino romano mi permette di individuare il sito.

    Per accedere al museo pago un ticket modesto, 2€, ormai non sono più studente, altrimenti avrei pagato 1€.

    Dentro ci sono solo io, come spesso mi è capitato in vari musei europei, la cosa più interessante è una parte ancora semi-intatta di una vecchia imbarcazione romana, tenuta in una specie di enorme scatolone trasparente, probabilmente per salvaguardare il legno da agenti atmosferici dannosi.

    Il resto del museo spiega quella che è stata la storia di Marsiglia nel corso dei secoli, con varie illustrazioni, quadri, reperti antichi e filmati. E’ interessante notare che c’è la traduzione in italiano delle varie didascalie. Finito il giretto si può uscire ed accedere al Jardin des Vestiges, che altro non è che un prato con alcuni massi sparpagliati. Detto così è brutto, in effetti questo sarebbe l’antico porto di Marsiglia all’epoca dei greci e successivamente dei romani, ma attualmente è talmente inglobato in un quartiere orribile con palazzoni altissimi che perde del tutto d’interesse.

    Comunque un giro e 2 foto le scatto prima di andare via.

    Uscendo faccio strada, scostandomi, ad un’anziana col deambulatore, lei mi ringrazia ed io non so perché le sparo alcune delle pochissime frasi in francesi che conosco: – Je t’aime plus que tout -

    La vegliarda mi guarda a dir poco perplessa, che cazzo ne so perché mi è uscita ‘sta frase!

    La mattinata è piacevole, ci sono circa 17°, è nuvoloso e non tira vento, clima ideale per esplorare la parte destra del Vieux Port, quella con il Fort S. Jean, la Cattedrale Major e il quartiere Le Panier.

    Le barche ormeggiate nel Vieux Port sono tutte o quasi a vela, c’è anche un bel vascello, un paio di grossi catamarani e qualche yacht non male. Le navi vere stanno nella stazione marittima un po’ defilata rispetto al centro città.

    Oltrepassato l’ Hotel de Ville, a pochi metri d Fort S. Jean, 3 pullman accostano proprio accanto a me. Si aprono le porte e vengono giù decine e decine di tripponi inglesi con le maglie del Chelsea, vengo praticamente inglobato in quello che in pochi istanti si trasforma in un corteo da stadio!

    Non sono ancora ubriachi, ma sono già facinorosi e rumorosi, si dirigono tutti con fare deciso verso i locali del porto, riesco a staccarmi dal gruppo facendomi largo a spintoni che do e ricevo.

    Alla fine si dividono in alcuni pub e a suon di pinte di birra inaugurano la loro (lunga) giornata alcolica.

    Sono circa le 11.30. E’ evidente che questa sera è in programma la sfida di Champion’s League tra Olimpique Marsiglia e Chelsea e questi 3 bus hanno trasportato in città circa 200 simpaticissimi hooligans!

    Meno male che ora so che c’è la partita! Altrimenti sarei andato in zona stadio, in serata, per vedere il famoso Vèlodrome, sicuramente incappando in incidenti o risse. Sono costretto a depennarlo dal programma, mannaggia!

    Lasciatomi alle spalle gli esagitati londinesi, costeggio tutto Fort S. Jean. E’ un bel posto, di fronte c’è il Palais du Pharo su una collinetta, il porto si apre al mare aperto e in lontananza sul monte più alto della città, svetta Notre Dame de la Garde.

    Tornando indietro, dopo aver scattato diverse foto, m’inoltro in strade poco battute da auto e motorini, salgo su una collina che via via si fa sempre più ripida, oltrepasso la Cattedrale Major, che è veramente immensa e salgo più in alto, percorrendo vicoli stretti e silenziosi. Sono nel quartiere antico di Marsiglia, Le Panier. C’è una pace surreale, se penso che solo pochi minuti fa ero immerso nel caos di sirene, auto e operai al lavoro.

    Con fatica raggiungo il punto più alto del quartiere dove c’è una bella piazzetta placida. Mi sbrago esausto su una panchina, spunta il sole, la temperatura sale. Siamo in 2 quassù: io e un turista giapponese con la reflex al collo, beato lui che si fida…

    Oltre a salire la temperatura, sale anche la fame. Non ho la minima intenzione di spendere soldi in locali, nemmeno in un fast food o kebabbaro, devo risparmiare, devo trovare un market.

    Discendendo Le Panier, incrocio ragazzini in motorino che impennano senza casco, abitazioni a dir poco fatiscenti, porte e portoni spalancati o dismessi, panni stesi alla rinfusa fuori le finestre, sgocciolanti sulla strada, scalinate irte, murales; sembra di stare in un paese del sud Italia, però mi piace, anche se ha quest’aria decadente e puzza di vecchio.

    Tornato a valle, imbocco Rue de la Republique, la prima strada tipicamente francese che percorro.

    Mi ricorda molto la zona di Parigi che va dalla Sorbona ai Giardini di Lussemburgo; ci sono alcuni barboni, tanti negozi, marciapiedi molto spaziosi, tanta gente che fa shopping, oggi è l’8 dicembre ed è festa, ma la musica natalizia diffusa dagli altoparlanti stride un po’ col clima che adesso più che dicembrino, pare autunnale.

    Mi ritrovo al Vieux Port e sono davanti a un bivio: o m’imbarco per una delle isole Frioul, ma non per If che è chiusa per restauro, o mi avvio a piedi verso Notre Dame e la sua collina.

    La presenza di centinaia di uomini de la Gendarmeria proprio accanto l’imbarco dei traghetti mi invoglia a cambiare strada, non tira un’aria molto serena, gli hooligans, che nel frattempo si sono moltiplicati nei locali, cominciano a dare i primi segnali d’insofferenza, meglio girare a largo!

    Decido dunque a favore di Notre Dame, d’altronde sono le 14, è una bella giornata, il sole è alto, sicuramente godrò di una bella vista.

    Prima di affrontare l’arrampicata, finalmente trovo una Spar, entro ed acquisto il pranzo: 4 tramezzini e 200gr di immancabile jambon.

    Per consumare il pasto mi fermo nel giardinetto del Palazzo di Giustizia, tenuto a dir poco di merda, pieno di lattine di birra, sporcizia varia, organica e non, vetri rotti e barboni accampati nel poco verde a disposizione.

    Intanto ne approfitto anche per riposarmi, ne sto facendo di strada, spero tanto che la schiena non mi tradisca.

    Carico di carboidrati e proteine, ricomincio a marciare verso la vetta della collina, non è affatto una passeggiata di salute, la strada s’inerpica sempre più, la pendenza a tratti è clamorosa, i marciapiedi minuscoli e occupati da auto in sosta mi fanno incazzare perché mi costringono a camminare in strada.

    L’altezza del monte è inferiore ai 200mt, ma faccio una fatica disumana, soprattutto nell’ultimo tratto, composto da una scalinata fitta e uno strappo finale stronca polmoni!

    Dopo oltre un’ora di scarpinata eccomi qua!! Sulla cima del Montèe Notre Dame, domino tutta Marsiglia, è enorme!!! Il panorama è fantastico! Girando intorno la chiesa si ha una visuale a 360° di Marsiglia e zone limitrofe, compreso l’arcipelago di Frioul e le calanques a picco sul mare! S’individuano inoltre: lo stadio Vèlodrome e l’ Unité d’Habitation di Marseille di Le Corbusier, che altro non è che uno sproporzionato e sgraziato palazzaccio in cemento armato, abitato da decine e decine di famiglie, io lo trovo aberrante.

    Prima di visitare l’interno di Notre Dame de la Garde, mi riposo su una panchina e mi godo la vista dello Chateau d’If

    Il pezzo forte della basilica è la massiccia statua dorata della Madonna col bambinello posta sulla cima, che benedice chi entra ed esce dal porto, un po’ speravo si potesse salire fin su, anche se sicuramente mi sarei cagato addosso dato che soffro di vertigini, ma il problema non si pone perché non si sale da nessuna parte.

    Sono visitabili la cappella e la cripta. Ovunque ci sono ex voto, scritti o dipinti appesi ai muri, ed è pieno di turisti.

    Immancabile il baretto dai prezzi astronomici e il negozio di souvenir, volevo prendere 2 cartoline, ma 80cent l’una??!! Mabbbafff…!!!

    Prima di discendere dal monte, do ancora uno sguardo alla città ed individuo esattamente i punti dove sono stato ieri e questa mattina, ho camminato un fottio di km!! Incredibile, ma anche no, faccio sempre così quando sono da solo all’estero, ma questa è una delle volte in cui me ne rendo conto bene, dato che posso constatare le distanze percorse, ad occhio nudo dall’alto.

    Prima che faccia buio devo raggiungere l’altra riva del Viux Port, quella del Fort S. Nicolas, per fare un salto nel parco limitrofo al Palais du Pharo.

    La discesa non è faticosa come la salita, ed è anche molto più rapida, la roccia del monte è bianca, calcarea, dall’alto sembra sia innevata.

    Giunto di nuovo al Vieux Port, percorro un paio di km fino al Parc du Pharo.

    Attraversare la strada sotto Fort S. Nicolas è assurdo, c’è un traffico galattico e corrono tutti come invasati! Esattamente in questa zona sono state girate alcune scene del film Taxxi e di molti altri. Marsiglia dopo Parigi, è la città francese più “filmata” in assoluto.

    Gira e rigira raggiungo il Pharo all’imbrunire, giusto in tempo per scattare le ultime foto umane, anche qui la vista è intrigante, direttamente sul Vieux Port, Fort S. Jean, la Cattedrale e Le Panier sullo sfondo.

    Altro riposino e si riparte, prima che sia totalmente buio voglio fare una pazzia! Voglio percorrere almeno un tratto della Corniche Kennedy! Una lunga strada costiera che conduce fuori Marsiglia, verso le località turistiche estive, le spiagge, le calanques, etc…

    Fortunatamente ho con me una barretta proteica, la sbrano e m’incammino.

    Dopo circa 1km trovo la prima spiaggia di Marsiglia, lo stabilimento Catalogna. Non è certo uno spiaggione, è più una caletta, ma è esattamente di fronte l’isola d’If e il castello/prigione.

    Ora capisco perché lo chiamano “l’arcipelago ventoso”, tira un vento pazzesco e il mare è in tempesta! Meno male che non ho preso il traghetto!! Dal bacino del porto, ultra piatto, non mi aspettavo onde alte 3 metri, avrei sicuramente vomitato l’anima imbarcandomi! Ricordo quando andai all’isola di Ponza con la nave 2 o 3 anni fa, non credo di essere mai stato così male in vita mia!

    Oltrepassata la spiaggia comincia la Corniche Kennedy, è a picco sul mare, gli schizzi delle onde che s’infrangono sugli scogli arrivano quasi in strada, alle auto in coda, mi fermo  a fare un video ma appena vengo sfiorato da una mega onda infranta, mi allontano di qualche passo, mi giro indietro ed assisto ad una scena esilarante; esattamente dov’ero 2 secondi prima, passa una signora e viene completamente cumshottata da un mega getto d’acqua! Ah ah ah, poveraccia, quelle che sento saranno sicuramente bestemmiacce francesi, è zuppa ed indiavolata dalla rabbia!! Stavolta sono stato fortunato va.

    Ormai è buio, sono abbastanza stanco, credo di aver percorso, come minimo, una 30ina di km oggi, dalle 10 di mattina ad ora che sono le 18, stando fermo seduto sì e no 2 ore… 7 ore di cammino ad una media, per difetto, di 5km/orari, 7X5 = 35, che aggiunti ai km di ieri, cominciano a farsi sentire nelle gambe.

    Torno indietro verso il porto, ora che è sera posso assistere allo spettacolo di luci e suoni dei mercatini di Natale, saranno sicuramente aperti dato che si apre ufficialmente oggi il periodo festivo.

    Il traffico che mi circonda è sempre sostenuto e lo smog mi avvolge come una nube malefica, non ho nemmeno voglia di fumare tanto sono appestato dai fumi di scarico.

    Dalle parti del Vieux Port, riecco gli hooligans!! Ora sono completamente ubriachi, minacciosi come tori in cattività, mi accodo, a distanza di sicurezza, al loro serpentone, scortato da decine di camionette della polizia, sembra di andare in guerra, veramente una brutta sensazione e pensare che è solamente una partita di calcio, per altro, ininfluente per il Chelsea, la qualificazione se la giocano solo i marsigliesi.

    E’ la seconda volta che mi ritrovo, mio malgrado, infiltrato in un formicaio di hoolingans, la cosa curiosa è che anche la volta precedente mi imbattei in tifosi del Chelsea! Ero a Londra 3 anni fa mi pare, la metro fu invasa da centinaia di stronzoni con la maglia celeste, andavano a vedere la partita Tottenham – Chelsea.

    Nei pressi della Canebière finalmente, poliziotti e tifosi, prendono la direzione dello stadio e si tolgono dai coglioni, mi hanno fatto perdere una cifra di tempo, maledetti.

    Sulla Canebière mi aspetto di vedere i mercatini, ma invece resto fottuto, sono tutti già chiusi!!!! Ma dai cazzo!! E’ l’ 8 dicembre, sono le 19.30 e già hanno chiuso!! Non ci credo!

    Ma devo farmene una ragione, resta aperto solo qualche sporadico stand, che fotografo mestamente, ma dopo pochi minuti chiude pure quello.

    Insomma, sono le 20 ma sembra che sia mezzanotte, complice anche la partita di CL, molti saranno allo stadio e il centro ben presto si fa deserto. Faccio in tempo a comprare 2 cartoline in un tabaccaio e a mettermi in marcia verso il mini market di ieri sera, nella speranza che sia aperto.

    Ma a metà strada, spunta fuori, proprio sulla Canebière, un altro mini market, open giorno/notte, che cazzo, non lo avevo visto ieri, avrei risparmiato una cifra di strada, vabbè, meglio tardi che mai, entro e faccio spesa: beveraggi, tacchino e yougurt per la cena.

    Il cammino per rientrare in hotel non è affatto tranquillo, mi sento appeso ad un filo fisicamente, sento che la schiena potrebbe cedere da un momento all’altro, per questo motivo cammino a passettini, mooooolto lentamente, non voglio rovinarmi l’ultimo giorno con dolori atroci.

    Pian piano torno in albergo, evitando tutti i vicoli, che palle dover rientrare in quel cesso di stanza, ma ormai non c’è altro da fare.

    Naturalmente nessuno è venuto a rassettare o cambiare gli asciugamani, manco me lo aspettavo.

    Doccia, cena e PSP, santa PSP, per stasera un film divertente: Fratelli a 40 anni.

    “Percepisco” il mio vicino di stanza che rientra tirando giù l’olimpo con la porta, mi faccio qualche “par” ad Everybody’s Golf e poco prima delle 2, metto in carica tutta la mia apparecchiatura e mi metto a dormire, fuori i gabbiani fanno un casino micidiale, stronzi, ci mancavano!

    Domani sarà la mia ultima mattinata a Marsiglia, poi si tornerà alla base, meteo permettendo…

    9 dicembre A(NON)RIVEDERCI MARSIGLIA

    Non mi pare vero, è finita, posso uscire per sempre da questo buco puzzolente! Ho il volo alle 14, quindi ho a disposizione tutta la mattinata per completare il mio programma, il bus per l’aeroporto lo prenderò alle 12.

    Prima di lasciare la stanza, allago volutamente il bagno, almeno chi deve pulire, avrà qualcosa da fare, sbatto la porta con tutta la forza che ho in corpo, mollo la chiave sul banco della reception senza proferire mezza parola ed esco.

    C’è una gelida sorpresa ad attendermi al varco. La giornata è assolata, ma tira un vento ignobile, fortissimo e soprattutto iper freddo, è il celebre Mistral che la città conosce molto bene. E’ pazzesco, sono stato in diversi posti nel nord d’ Europa d’inverno, ma un vento così raggelante non lo avevo mai beccato.

    Per la mattinata ho in programma un ultimo giro sulla Canebière, in modo tale da poter vedere i mercatini di Natale, anche se di giorno non hanno lo stesso effetto scenico notturno, poi voglio dare un’occhiata alla metropolitana ed infine mi voglio gironzolare per bene la stazione St. Charles.

    Gli stand natalizi sono tutti aperti, anche la giostra girevole è attiva, sono in vendita le saponette, 2€ l’una, ne vorrei acquistare una ma a quale scopo? Lascio stare, questa volta non prenderò nemmeno le calamite, non ne ho voglia. In 3 giorni ho speso poco più di 30€, esclusi hotel e shuttle bus, non voglio superare questa soglia, quindi non spenderò più un centesimo a Marsiglia, così imparano a serrare tutto alle 19!

    Tornato nei pressi della stazione, mi infilo nella metro, è proprio come quella di Roma: sporca, maleodorante, piena di barboni e con gli stessi tornelli, 2 linee, uguale! Non la prendo perché non voglio spendere 1.50€, scatto 2 foto e risalgo in superficie.

    Per il rancio ho con me un’ultima barretta proteica, sarà la mia colazione /barra/ pranzo, per oggi, non prevedo un volo tranquillo, meglio tenersi leggeri.

    La stazione di St. Charles ha 2 elementi interessanti: la scalinata e la terrazza. E’ posta sopra una collina, quindi la scalinata è considerevole e scenografica. La terrazza invece è inospitale a causa del vento, non resisto più di 5 secondi all’esterno, me ne scappo dentro.

    A dispetto del resto della città, almeno la stazione è pulita! E’ in partenza un TGV per Parigi, mi piacerebbe andare a Parigi, ma è Roma che mi aspetta.

    Ammazzo il tempo restante vagando per negozi, nulla da segnalare fino alle 12, ora in cui prendo il bus per l’aeroporto.

    In 30 minuti sono condotto a destinazione, qua il Mistral è ancora più cazzuto, stare all’aria aperta è impresa folle, mi fiondo immediatamente ai controlli per cercare tepore.

    Passo i controlli, molto fiscali e intanto che attendo d’imbarcarmi, non sono previsti disagi legati al maltempo, ripenso a questi giorni trascorsi a Marsiglia. Purtroppo non ho avuto una bell’impressione della città, da una parte mi ha lasciato alcune vedute da cartolina, ma dall’altra mi ha intristito, mi sono sentito, forse per la prima volta in vita mia, uno straniero in terra straniera. Bah, non credo tornerò da queste parti presto, forse un giorno, forse in compagnia, non lo so, ma ora voglio tornare a casa.

    L’imbarco è puntuale, l’aereo fermo sembra un traghetto ormeggiato, balla tutto a causa delle raffiche, quasi quasi mi viene la nausea! Si decolla tra 1000 sballotamenti, ma una volta in quota gli scossoni diminuiscono, ma non diminuisce la mia ansia. Sono ancora teso, nervoso e sudo freddo, cazzo, ho paura che ormai abbia sviluppato una patologia, non vedo l’ora di scendere!

    Buon per me che il tragitto è breve, alle 15.15, in anticipo sui tempi previsti, si atterra a Ciampino.

    Sospiro di sollievo, è andata, la cosa importante è che non sia stato fisicamente male, come nelle ultime esperienze, almeno questa gioia l’ho avuta.

    Prima di salire sul regionale per il mio paese di burini, bifolchi avvinazzati, mi concedo un pasto frugale: 2 paninozzi con la prosciutella, ottimi!!!

    Ed è finita qua, anche questo viaggio è terminato…

    People are strange when you’re a stranger
    Faces look ugly when you’re alone

    Pubblicato da: Andrea Collalti

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