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  • Treis hmέres metaxύ Thessalonίkι kai Ηalkidikι – Diario

    di: Andrea Collalti

    Torna a grande richiesta, (si fa per dire), un diario unico, comprensivo di info, della celeberrima serie “Tre giorni a…”.  La nazione che questa volta mi ha cortesemente ospitato è stata la Grecia, nella fattispecie: Thessaloniki, (che sarebbe Salonicco, spero che almeno questo lo sappiate, è geografia di scuola media) e una porzione della penisola denominata Halkidiki (also Calcidica), per la precisione Kalithea, ridente villaggio sito nella costa est del primo “dito” della suddetta penisola.

    Photo Credit: Andrea Collalti

    Tutto ebbe inizio quando…

    Un bel giorno di maggio, spulciando tra le offerte Ryan, viene fuori l’ennesima imperdibile occasione, un a/r Roma – Thessaloniki a 14€, il bello è che la rotta è in saldo praticamente per tutto il mese di giugno, week-end compresi, posso scegliere le date come meglio credo, impossibile chiedere di più.

    Opto per una 3 giorni infrasettimanale, vuoi perché preferisco evitare il caos del fine settimana (scioperi inclusi), vuoi perché sono cazzi miei… partenza il 7 giugno alle 11.30 e ritorno il 9 giugno alle 14.40.

    Il mio ultimo viaggio in solitaria all’estero risale ormai al remoto dicembre dello scorso anno (2010), in quel di Marsiglia, per una serie di motivi più o meno seri, non fu un’esperienza molto positiva, voglio scrollarmi di dosso quei ricordi, sovrascrivendoli con altri più gaudiosi, sperando sia la volta buona nella terra della feta…

    E’ la mia prima volta nella Grecia continentale, in passato (2007 & 2008), ho visitato diverse isole a luglio: Creta, Spinalonga, Chrissi, Kos, Kalymnos, Pserimos, tutte molto belle, coi viaggi organizzati del CTS, spendendo un’ira divina di euro, eeehhh sono le puttanate che tutti nella vita fanno almeno una volta; viaggiare con le agenzie.

    Dunque, sono a conoscenza di usi e costumi locali, di un vocabolario basico, della bellezza dell’Egeo , del cibo da preferire, (gyros pita regna sovrano) e soprattutto della bontà della birra Mythos gelata!!

    Come andrà questa nuova avventura?? Riuscirà il nostro eroe a sopravvivere intraprendendo le mirabolanti imprese del programma da lui stesso redatto?? Quale male lo colpirà??

    Lo scopriremo dopo le info…

    TRASFERIMENTO AEROPORTO MAKEDONIA – THESSALONIKI WHITE TOWER/CENTRO/STAZIONE

    L’aeroporto dista dal centro città una 15ina di km, come Marsiglia diciamo, ma a differenza della gioiosa cittadina provenzale, il bus non costa 20€ a/r, ma 1.60€! 0.80 centesimi a tratta! Non vorrei scrivere una boiata, ma credo proprio sia la città, Salonicco, col collegamento aeroportuale più economico che abbia mai trovato in Europa. Certo il bus è un bus urbano, il numero 78, quindi iperaffollato e con fermate frequenti, ma oh, sti cazzi, intanto è praticamente gratis, anche perché è impossibile che salga un controllore, tanta è la calca a bordo. La frequenza è di uno ogni 30 minuti, partenze dal piazzale fuori dagli “arrivi”, il tragitto fino al capolinea, la stazione centrale, dura circa 40 minuti, il centro, Piazza Aristoteulos è raggiungibile in 30 minuti.

    RAGGIUNGERE LA PENISOLA CALCIDICA (HALKIDIKI) DA THESSALONIKI

    Da Thessaloniki, i bus della KTEL raggiungono le 3 “dita” della penisola, rispettivamente: Kassandria, Sithonia e Monte Athos… ATTENZIONE!! La stazione KTEL NON è quella centrale, ma è decentrata ad est della città e non è raggiungibile a piedi, bisogna prendere il bus 45, marcato con un A all’andata e con una B al ritorno. Giunti in stazione, si fa il ticket per la destinazione scelta, ma occhio, perché è tutto scritto in greco: nomi città, postille, avvisi…  Personalmente, avendo a disposizione una sola giornata, ho scelto la meta balneare più vicina; penisola di Kassandria, villaggio di Kalithea. Costo del ticket a/r 16€, durata del viaggio 90’, con una decina di soste intermedie. La frequenza è di un bus ogni 2 ore circa. Sono partito alle 12 e sono tornato la sera 19.30.

    COME MUOVERSI

    Niente tram e metro, ma “solo” una fittissima rete di autobus . Da notare che i nomi delle fermate, sono scritti in greco. Tutto sommato, la città non è grandissima, volendo si può girare a piedi, io l’ho fatto; dal porto alla parte alta, dalla stazione alla Torre Ote, etc. etc… Ci sarebbe anche un bus turistico dal costo di 2€, parte ogni ora dalla Torre Bianca (White Tower), io non l’ho preso, vedete voi…

    DOVE DORMIRE

    La scelta di hotel su booking.com è ampia e piuttosto economica, considerando il periodo, a giugno è già estate piena. Questa volta, memore del letamaio marsigliese del dicembre scorso, mi sono buttato su un 3 stelle, con votazione 8.7!

    L’Orestias Kastorias, sito in Agnostoy Stratioti n°14, posizione perfetta, affaccia lateralmente sul Foro Romano appena sopra la Egnatia all’altezza della fermata Aristotelous. Si può scorgere dal balconcino della camera, anche Agios Dimitros, uno dei simboli della città.

    La stanza doppia, uso singola, include: comodo letto a 2 piazze, tv, bagno privato dotato di saponi e asciugacapelli, pavimentazione in parquet, finestra con doppi vetri, piccolo balconcino, wi-fi free, condizionatore e frigorifero. Le dimensioni sono buone, la pulizia ottima con cambio asciugamani giornaliero, la tranquillità notturna più che discreta.

    Servizi dell’hotel: reception open 24h con personale che parla inglese, libero accesso ad una postazione internet e possibilità di consumare una colazione “in piedi” a base di caffè e biscotti, disponibile dalle 06 alle 10.

    Prezzo corrisposto per 2 notti: 74€. Votazione personale 8.

    Detto questo…

    07 giugno – la presa macedone

    Mi sveglio al mattino quando il sole non c’è, mi taglio le palle le ficco nel thè, scendo le scale mi trombo Pasquale, salto il cancello mi sgarro il pisello…”. Le stranezze della vita! Sono le 7.30 del mattino, sto per prendere un aereo e la prima cosa che mi salta in mente è questa canzoncina che intonavo coi compagni di sQuola delle medie, che poi riflettendoci bene, la frase “mi trombo Pasquale” che cazzo la mettevamo a fare??? Comincio ad avvertire i primi segni di rincoglionimento senile?? Ricordo fatti o canzoni di 18 anni fa ma non quello che ho mangiato ieri sera?? Mah, per adesso meglio non pensarci, anzi, mi devo dare una mossa se non voglio perdere il prezioso (ed unico) treno per Ciampino della mattinata, quello delle 07.57.

    In stazione… bam!! 20 minuti di ritardo, e te pareva, non dovrebbero essere un problema, il mio volo parte alle 11.30, in 3 ore e mezza  ce la farò a fare 80 km merdosi!

    Ce la faccio, arrivo alla stazione di Ciampino alle 9.18. Della navetta  delle 9.20 non v’è traccia, della successiva delle 9.40 nemmeno, sotto una fitta pioggerella dopo un’ora di attesa spunta fuori un bus alle 10.20, non segnalato negli orari, monto e alle 10.30 giungo in aeroporto, brutti bastardi, mancava poco che mi facessero perdere il volo! Questa cosa va detta: ATTENZIONE, per chi fa affidamento ciecamente sugli orari dei bus Schiaffini da Ciampino stazione a Ciampino aeroporto; è più probabile che vinciate al superena lotto piuttosto che gli orari vengano rispettati, quindi meglio arrivare in stazione almeno 2 ore prima dell’imbarco, onde evitare gravi intoppi. Non è la prima volta che arrivo al pelo in aeroporto, ne inventano sempre una, la più ricorrente è: l’incidente sul raccordo… che poi manco ci passano sul raccordo loro!

    Sarà perché l’attesa è stata breve, sarà perché lo sarà anche il tempo di volo, sarà perché ormai sono passati diversi mesi e diversi voli, dalla “grande paura” di Girona, (per chi non sapesse che accadde, rimando al diario Andalucia with fields full of grain) non mi sento affatto agitato, ma una pasticchina di Xanax per sicurezza la deglutisco lo stesso, d’altronde ne ho un intero blister in scadenza, bisogna pur consumarle.

    Alle 11 siamo già tutti a bordo, 106 anime, poche per essere un volo Ryanair, c’era più gente una notte di gennaio mentre tornavo da Hahn a Roma, che cazzo ci facevamo la sopra poi…

    Partenza sotto la pioggia, non mi sono mai diretto ad est da Ciampino, quindi resto attaccato all’oblò come un bambino, a scrutare l’Italia che scorre veloce sotto il mio culo. E dopo l’Italia, l’Adriatico e dopo (non vorrei dire cazzate) l’Albania e infine la Grecia, atterraggio all’aeroporto Makedonia alle 13.45 ora locale, (siamo un’ora avanti qua), ben 30 minuti prima dell’orario schedulato. Volo molto tranquillo, niente male per 7€ e pensare che ancora c’è gente che non sa e/o non vuole viaggiare con gli irlandesi volanti!

    L’aeroporto non è grande, in 5 minuti si è fuori, prima di salire a bordo del bus 78, mi procuro una mappa della città nell’info-point di fronte il bar e i banchetti di auto-noleggio. A dire il vero è un po’ nascosto, ed infatti sono l’unico che lo trova, tutti i cialtroni italiani vagano come zombi nella hall e piuttosto che chiedere a qualcuno, (perché ovviamente non sanno farlo in nessun altro idioma al mondo al di fuori dell’italiano), se ne escono a fumare.

    Il bus ci carica dopo un quarto d’ora di attesa, è pieno all’inverosimile e senza aria condizionata, ad appena 4 minuti dalla partenza sono già abbondantemente oltre la soglia limite delle 60 bestemmie al minuto, è un inferno, sono talmente schiacciato alla porta che non riesco ne a vedere, ne a sentire un cazzo, non ho la più pallida idea di dove debba scendere, o meglio, so che devo scendere alla fermata Aristoteolus, ma come minchia la indovino in questo caos???

    Ed infatti… la liscio… gli stronzi che scendono man mano sono pochissimi, anzi c’è gente che sale! Risultato: arrivo al capolinea, la stazione centrale, dove finalmente scendono tutti. Dannazione, mi tocca farmela a piedi a ritroso, do un’occhiata alla mappa e m’incammino sulla Egnatia Odos, il percorso non sembra essere difficile o lungo, ma c’è un caldo canaglia, sui 30°, che di certo non tende una mano.

    All’altezza di più o meno dove dovrei salire per l’hotel, comincio a perdere il senso dell’orientamento, le fottute vie non sono praticamente mai segnalate e quando lo sono, lo sono in greco ed io ho la mappa in latino, quando sto per impazzire, fermo un tizio che però non mi caga, ne fermo un altro che non parla inglese, infine ne sequestro un altro che finalmente mi da una mano e m’instrada sulla retta via!

    Ok, ci sono, il Foro Romano è qui, quindi anche l’hotel, ah sì, merda, ci sono, ce l’ho fatta, eccolo ad angolo!

    Prima di cekkare, mi rifornisco in un mini-market, dato che ho il frigo in camera posso prendere un po’ di roba: in primis una confezione da 6 di Mythos, poi del tacchino e del formaggio greco per il pranzo, dato che ancora non ho mangiato e sono quasi le 16.

    Il ceck in è rapido ed indolore, il tipo non vuole essere pagato ora, ma al ceck out, un po’ mi girano le palle quando fanno così, mi disturba tenere in camera i loro soldi. La stanza 104 è bellina e molto pulita, poso il micro zaino che ho con me, mangio, mi do una rinfrescata ed esco armato della mia fedele macchinetta fotografica compatta Sony.

    Prima tappa del tour di Thessaloniki; Agios Dimitros, il santuario è a 3 passi dall’hotel, l’interno è suggestivo, con diversi mosaici d’arte iconoclasta e un tempietto ospitante le reliquie di san Demetrio. Partono le prime raffiche di foto, in ISO però, perché io non sono uno di quelli che sflashano inopinatamente dappertutto!

    All’uscita prende forma il programma, oggi voglio/devo fare tutto il giro perimetrale della città, in senso orario a partire da Agios Dimitros. Questo significa dover salire fin su la città vecchia, Ano Poli. (Ano, già).

    La vetta dell’ascesa è suggellata dalla Torre Fortificata.

    Salendo con passo lento ma regolare, mi rendo conto di un piccolo ma permeante particolare, in giro è pieno di gnocca. Incrocio una bella cifra di ragazze, fighette appunto, con shorts, canotte e infradito. Ma bene, esattamente l’opposto di Marsiglia, (sì la nomino ancora perché mi sta sul culo), dove per la strada c’erano solamente capannelli di cazzoni!

    Distratto dalla fauna locale la fatica si sente meno… Un’altra peculiarità di Salonicco si palesa ben presto; i centauri greci girano quasi tutti senza casco, corrono come demoni sui loro motorini tamarrissimi, simil califfoni e se ne sbattono altamente dei pedoni, ovunque essi siano.

    Niente di diverso dalle isole greche che ho conosciuto, l’educazione stradale è pessima anche sul continente, c’è poco da fare.

    Nonostante bisogna tenere gli occhi ben aperti, soprattutto quando si attraversa la strada, camminare per i vicoli dell’acropoli è molto piacevole, non sembra di stare nella seconda città più grande della Grecia, piuttosto sembra di passeggiare in un paesello di provincia; ci sono le vecchie che parlottano fuori dalla porta di casa, i vecchi che giocano a domino, i bambini che fanno una partita di calcio, i terrazzini delle abitazioni ai primi piani privi di protezioni (sbarre/allarmi), i gatti, tanti gatti, le signore a spasso coi cani…

    Come prime ore ci sto dentro alla grande, mi piace, il cielo si è appena velato e questo mi permette di camminare senza accusare troppo il caldo, arrivo sotto la Torre Fortificata nel tardo pomeriggio, acquisto cartoline e calamite in un negozietto di souvenir e mi godo una vista fantastica della città da una panchina panoramica sotto la torre, mentre sorseggio un gatorade al limone.

    Dopo il riposo, procedo con le fotografie e mi rimetto in marcia, ora si tratta di scendere giù fino al mare, che da quassù sembra lontano anni luce.

    A metà strada mi concedo una sosta per fare merenda, acquisto uno yougurt greco al cioccolato, spettacolo!! Una bontà favolosa! Sicuramente ne prenderò dell’altro durante questi giorni.

    Costeggiando il cimitero evangelista, dopo circa un’oretta di discesa raggiungo la zona bassa e così in rapida successione i seguenti punti d’interesse: l’Arco di Galerio, il palazzo comunale e la Rotonda.

    Il figame intorno a me si fa via via più abbondante, la zona bassa è piena zeppa di locali e di gente, mi sembra di essere tornato a Malaga, ma una cosa differenzia radicalmente le due città, la presenza massiccia qui a Thessaloniki, di vù cumprà! Ce n’è un numero impressionante, la strada è un mercato vivente, vendono di tutto, anche scarpe Nike, Converse e vario materiale tarocco.

    Io abituato a Roma resto abbastanza sullo “sti cazzi”, certo è che potrebbero dare una regolata a questo commercio selvaggio, mi bloccano ogni 4 passi nel tentativo vano di rifilarmi paccottiglia random.

    Entro nell’edificio denominato Rotonda, pare un Pantheon in miniatura, entri e non ce sta n’ cazzo, solo alcuni tizi che intonano cori arcani, ripresi dalla tv. Li osservo qualche minuto, giusto il tempo per riposarmi seduto e poi li saluto.

    Mi dirigo deciso verso la passeggiata lungomare, verso la White Tower, percorro la Pavlou Mela, la mappa che ho è inutilizzabile, ancora meno quella che mi ha fornito il tipo dell’hotel, fortuna che in giro c’è una segnaletica adeguata almeno per i monumenti più importanti.

    Al cospetto della Torre Bianca finalmente vedo il mare da vicino! La passeggiata è strapiena di gente, bisogna fare attenzione a stare lontano dal bordo del marciapiede, non è impossibile cadere in acqua, dato che non ci sono protezioni.

    E’ pieno di bancarelle fast food, di pannocchiari (quelli che arrostiscono le pannocchie); stormi di ambulanti, greggi di belle ragazze, caterve di ciclisti e vascelli/bar! Cade ora il tramonto, peccato che sia nuvoloso, non è possibile vedere il sole scivolare in mare, spero di essere più fortunato domani.

    In mezzo questa masnada di facce mi accomodo su una panchina e mi studio un po’ il programma del giorno, che prevede un’ultima fermata; Piazza Aristoteolus, posta all’ altro capo della passeggiata lungo mare.

    Facendo attenzione a non finire tra i flutti mi faccio tutti e 2 i km di camminata, forse sono meno (??). Piazza Aristotele è molto elegante e pulita, signorile e inondata da locali coi tavolini all’aperto, manco a dirlo, carichi di astanti! E’ ormai buio, sono le 21, la stanchezza comincia a farsi sentire, non mi resta che procacciarmi la cena e tornare in albergo.

    Scelgo una specie di rosticceria, prendo 2 hot dog con la feta e mangio seduto dinnanzi la chiesa di san Demetrio.

    Rientro in hotel alle 22, prima della doccia, faccio una sosta nella postazione internet della reception per controllare bene quale sia la fermata dei bus KTEL per l’Halkidiki, ho la conferma che sia ad est della città, non raggiungibile a piedi, ma via bus, il 45 che ferma sulla Egnatia, bene.

    La giornata è stata molto positiva, non mi aspettavo di trovare una città così vitale, intrigante e calorosa, non mi resta che chiudere in bellezza con della Mythos ghiacciata e un film sulla psp, mi sono rippato Codice Genesi, vediamo un po’.

    Sono circa le 2 di notte quando mi fumo la sigaretta della staffa sul balconcino, in giro c’è ancora molto movimento, i pub all’angolo sono aperti e c’è parecchia gente che parlotta, rientrando chiudo la finestra coi doppi vetri e piombo nel silenzio più totale, fa un po’ caldo, ma non mi va di accendere il condizionatore… Goodnight…

    08 giugno – mare, mare, MAREEE!!

    La sveglia orribile del mio nokia 1616, risuona alle 9.30. Non ho dormito molto bene, una o più zanzare mi hanno profondamente disturbato, tanto che mi sono dovuto praticamente mummificare nel piumino, aumentando a dismisura la mia temperatura corporea. Aprire la finestra è un sollievo, aria fresca finalmente!

    La preparazione tecnica dello zainetto richiede 4 secondi: telo, fotocamera e cappello, il costume lo indosso già sotto i calzoni… esatto, sto andando al mare!

    La destinazione programmata è nella penisola dell’ Halkidiki, Kalithea.

    Scendo in strada alla volta della fermata del bus 45, faccio una sosta per fotografare il foro romano, comprensivo di anfiteatro perfettamente conservato, è una bella giornata, sole e caldo sicuramente non mancheranno, ottimo.

    Il bus 45 transita dopo circa una mezz’ora di attesa e impiega un’altra mezz’ora per raggiungere il capolinea, la stazione KTEL. La biglietteria interna è assolutamente priva di indicazioni scritte in idioma latino, questo fa sì che debba andare un po’ a senso, la cosa migliore in questi casi è andare dietro alla massa, un cospicuo gruppetto di ragazzi si precipita in un botteghino e fa i biglietti, faccio lo stesso ed acquisto un a/r per Kalithea alla modica cifra di 16€, costo tutto sommato non esagerato, contando che il tragitto è di un centinaio di km e che la benzina in Grecia è schizzata a cifre astronomiche, peggio che da noi, 1.77, 1.80 per un lt di verde!! E dire che 3 anni fa stava appena sopra l’euro.

    La cosa che mi fa girare i coglioni è un’altra; la partenza è alle 12, ed ora sono le 11! Mi toccherà stare un’ora qua dentro a grattarmi le palle, purtroppo il folto gruppo di gnoccacce in tenuta da spiaggia che è in attesa accanto a me, dopo pochi minuti piomba fuori e si volatilizza su un bus con destino Kalicratia che sarebbe la località sul mare in assoluto più vicina a Salonicco, meno di 50km, sempre nella Calcidica, ma prima di inoltrarsi nelle “dita”.

    Resto abbandonato in una stazione deserta, non posso far altro che mangiare e bere, soddisfo i bisogni primari con barrette di cioccolato a profusione e dell’ignobile Caffè Illy in lattina tipo Red Bull, una Merda.

    Fuori il termometro segna 37°, meglio restare dentro coccolato dall’A/C a tutto vapore.

    Finalmente le 12, si parte, una manciata di gente marginale sale a bordo. Non ho idea di quanto duri il viaggio, lo provo a chiedere all’autista, ma non capisce una mazza e ride, vabbè, lo scoprirò strada facendo…

    Già dalla partenza capisco che sarà un viaggetto elettrizzante, più che su un bus sembra di stare su un Eurostar! L’autista imbocca l’autostrada a fuoco, costantemente in corsia di sorpasso sfila via a pochi centimetri da auto e camion articolati.

    Non riesco a leggere nessun cartello tanto va veloce, ma la chicca la offre quando usciamo dall’autostrada, dopo circa 30 minuti di folle corsa, come indicatore di direzione sinistro utilizza non la scontata freccia, ma il suo braccio sinistro, come fanno i ciclisti, un mito!

    Ad un certo punto vedo chiaramente che ha il braccio sinistro fuori il finestrino e il destro impegnato a reggere il cellulare, e chi cazzo sta guidando??? Boh!!

    Comunque sia, arriviamo a circa metà percorso, a Nea Moudania e facciamo una sosta di 5 minuti, sicuramente il tipo doveva pisciare e comprare le sigarette.

    Si riparte e s’imbocca lo stretto che conduce nella penisola di Kassandria, ora è possibile scorgere il mare, figa se è bello!! Nulla da invidiare ad un mare isolano, il primo paragone che mi viene in mente è con quello di Chrissi; spiaggia bianca e tonalità di acqua che vanno dal blu scuro al verde cristallino, uno spettacolo! E dire che la Kassandria, a detta della mia guida Nat. Geo, è la meno attraente delle tre “dita”.

    Scendo a Kalithea, saluto Alonso e m’incammino solitario verso il promontorio sul mare.

    La prima impressione del villaggio è buona, è il tipico villaggio turistico di mare, ne avrò visti a centinaia, tutti identici, nelle varie isole che ho visitato; quindi localini ovunque, rent a bike, mini market e negozi di souvenir e cazzatelle a iosa. La peculiarità è che, essendo in Grecia, nei ristoranti servono il Gyros, che altro non è che la variante greca del kebab, che io ovviamente adoro.

    Dall’alto del promontorio la vista è da cartolina, tocca capire qual è la strada che conduce alle spiagge, ci impiego una decina di minuti e la trovo. Giunto in spiaggia resto ancora più stupito dalla pulizia e dalla temperatura già alta del mare, sarà che io mi sono un po’ abituato all’oceano Atlantico che è dannatamente freddo, qui mi sembra di stare in piscina.

    Non c’è molta gente, ci sono un paio di stabilimenti: 2 lettini e un ombrellone 5€!!

    Anche se il prezzo è ridicolo decido di non usufruire della comodità e m’involo verso un tratto di spiaggia totalmente isolato, in parte riparato dalla vegetazione che scende quasi fino in acqua.

    Piazzo il telo e rifletto un po’ sulla situazione: sono in un luogo pazzesco, mare celeste, calma piatta, acque tiepide, nessun cacacazzi intorno che gioca a racchettoni/calcio/tennis, sole a picco, cielo blu, venticello lieve… Che cazzo debbo aggiungere ancora???? Niente, dopo le foto di rito mollo la macchinetta e mi butto in mare…

    Per 3 ore non faccio altro che godermi il panorama e il sole, rigorosamente a palle all’aria, senza l’impiccio dell’inutile costume.

    Ma immancabilmente e rapidamente, arriva l’ora di lasciare l’ameno sito. Alle 16.45 mi vesto e torno su in paese, prima però faccio una celere sosta alle rovine del Tempio di Giove, nulla di che, i soliti sassi sparpagliati a casaccio sotto il sole.

    Il bus che dovrebbe riportarmi a Salonicco, dovrebbe passare alle 17.35 e lo dovrei prendere alla fermata di fronte quella dove sono stato sbarcato all’andata. Perché tutto questo condizionale?? Perché queste info sono riuscito ad estrapolarle traslitterando personalmente le vaghe indicazioni appese su un foglio volante attaccato ad un palo di una fermata qualunque.

    Nel frattempo ho voglia di un Gyros, anzi che dico, di due Gyros! Chissà quando mi ricapiterà di mangiare queste robe!

    Mi accomodo in un piccolo ristorantino vista mare ed ordino un Gyros Pita di pollo e un altro di pesce, farciti con TUTTO! Le piade mi vengono servite fritte, belle spesse e il condimento consiste in: patate fritte, pomodorini, cipolle, un qualcosa che non ho capito cosa fosse + salse: yougurt, mostarda e piccante. Zio can che bontà!! E il tutto a soli 7€, compresa una pepsi. Certo non ho raggiunto l’apice della meravigliosa piadina che mangiai a Matala (Creta) 4 anni fa, che ricordo ancora come fosse ieri, ma è stato un gran bel pranzetto.

    Ho ancora tempo per fare un giretto in paese, comprare le solite calamite e cartoline e dirigermi alla presunta fermata del presunto bus. Mi rincuora il fatto che non sia l’unico straccione in attesa, ma ci sono diverse fighette ancora col costume e i capelli fracichi e qualche tipico turistico nordico in sandali coi calzini e pelle color rigagnolo di bava biancastra.

    Sono le 17.35 e del bus non v’è traccia… aspetta, aspetta, aspetta… tiro un sospiro di sollievo quando lo vedo arrivare a velocità supersonica sul viscido asfalto calcidico.

    Usciti da Kassandria, mi accorgo che la via che imbocchiamo non è la stessa dell’andata, cazzo non è che ho sbagliato e questi mi portano in Tracia?? Mostro nuovamente il mio biglietto al controllore che mi fa segno “ok”, andremo a Salonicco, ma il percorso sarà differente.

    Differente e terribilmente monotono, non prendiamo l’autostrada, ma sfiliamo uno ad uno decine di paeselli immersi nel nulla di quella che sembra una sconfinata prateria, in pratica mi sparo tutto l’entroterra anonimo dell’ Halkidiki, sino alle porte di Thessaloniki, la cosa snervante è che ad ogni singola fermata scende una singola persona!

    Approdo alla stazione KTEL alle 19.13, giusto in tempo per lanciarmi sul 45B diretto in centro.

    La mia fermata è nei pressi della torre della tv, chiamata ora Torre Ote, che in qualche modo potrebbe ricordare la torre della tv di Berlino, fatte le dovute proporzioni in altezza. In cima si trova un ristorante girevole ed è possibile accedervi senza pagare nulla.

    Come è noto, odio ascensori e luoghi chiusi, ma salgo lo stesso, nervosamente ma salgo.

    All’apertura delle porte, la vista è iper-panoramica, dall’alto dei 70 metri si ha una visuale completa della città, dalla White Tower, situata poco distante, alla città vecchia sulla collina, sino al porto, dove proprio adesso sta lentamente tramontando il sole. Figata assoluta.

    Dopo le foto vado via subito, non voglio rompere le palle alle cameriere (fighe) che stanno apparecchiando i tavoli, però sarei rimasto molto volentieri un altro po’, alla faccia della claustrofobia.

    La giornata volge al termine, mi reco sul lungomare e osservo l’ultimo spicchio di sole che svanisce dietro il porto. Anche se oggi non ho camminato molto mi sento abbastanza stanco ed immancabilmente vengo tormentato da un dolore, stavolta a darmi noia è il piede sinistro, eh bè, figuriamoci se reggevo senza traumi per più di 2 giorni consecutivi, impossibile.

    Mi è venuta voglia di yougurt greco al cioccolato, così prima di rientrare in hotel mi metto alla ricerca di un market ancora aperto, lo trovo e compro 2 confezioni + 300gr di (credo) tacchino affumicato.

    Consumo la cena su una panchina di piazza Aristotele, ormai le tenebre hanno avvolto la città, sono le 22, tra una camminata e l’altra il tempo è volato. Rientro in hotel… doccia… navigata su internet…psp e Mythos, le ultime… domani sarà il giorno conclusivo per me a Salonicco, ma avrò a disposizione tutta la mattinata per completare il programma, ho altre 2 importanti tappe da visitare.

    Intorno alle 2 mi affaccio sul balcone per l’ultima consueta sigaretta, è strano notare come di notte i gatti si comportino al contrario del giorno; corrono sui marciapiedi e attraversano la strada a 2 all’ora, sovente fermandosi esattamente al centro della carreggiata per leccarsi le palle… che stronzi.

    Sta notte il condizionatore lo accendo però, non voglio morire di caldo e almeno se dovrò mummificarmi per evitare le zanzare, lo farò senza soffrire.

    09 giugno – dalle stelle alle stalle

    La nottata grazie al condizionatore è trascorsa meglio della precedente, salvo che ad un’ora imprecisata del mattino sono stato sferzato frontalmente da un getto d’aria gelido, non si sa per quale motivo quell’affare ha deciso in autonomia di cambiare la direzione del flusso impostato.

    Dopo aver consumato lo yougurt al cioccolato avanzato da ieri, mi appresto a lasciare definitivamente la mia stanza alle 9.30, vado per saldare il conto ed intrattengo una simpatica, quanto improbabile, conversazione in inglese col tipo della reception. In poche parole è stupito, anzi esterrefatto, che abbia speso 14€ per venire qui a Salonicco con Ryanair, fatico a convincerlo, ripete di continuo “no way!!”, oh che cazzo ce posso fa, se è così è così, mica dico cazzate!

    Ci congediamo con un laconico “see you soon in Rome, bye…”.

    Ed eccomi di nuovo on the road, pienamente operativo alle 10 in punto, ho all’incirca 2 ore e 30 per completare il tour di Thessaloniki; mete mancanti: Cattedrale Ortodossa Ebraica, tutta la zona del lungo mare da Piazza Aristoteolus fino alla White Tower (che voglio vedere illuminata dallo splendido sole che anche quest’oggi trionfa nel cielo), ed infine Agia Sofia.

    Mi infilo in un mercato ittico coperto, i venditori potrebbero benissimo costituire un ensable di tenori, le loro grida sono disumane ed echeggiano barbaramente sotto la tensostruttura, però la qualità della merce, almeno a prima vista, deve essere ottima e super fresca dato che sulle bancarelle niente sta fermo!

    Il lungomare assolato è accattivante, ancor più che a sera, senza il muro umano si passeggia molto piacevolmente, solleticati da una tiepida brezza marina, peccato un po’ per la sporcizia sparpagliata qua e la, nulla di insopportabile sia chiaro, però è innegabile che potrebbero migliorare sotto questo punto di vista.

    La Cattedrale Ortodossa Ebraica è un centinaio di metri prima della Torre Bianca, in via (??) Vogatsikou, esteriormente ha la classica forma della chiesa ortodossa, tondeggiante, ed all’interno conserva innumerevoli dipinti murali, non c’è un centimetro di spazio che non sia rappresentato da colori vivaci, non avevo mai visto una cosa simile, ne resto affascinato, tanto che elargisco 20 centesimi nel cestino delle offerte ed accendo una candela nella teca sabbiosa.

    Resta ora l’ultima voce in programma, la Basilica di Agia Sofia, non è distante e la raggiungo prontamente; la facciata è massiccia ma estremamente semplice, l’elemento più significativo è nella cupola; un  mosaico raffigurante l’hippy, ehhm, Gesù attorniato da figure angeliche.

    Esco da Santa Sofia alle 12 in punto, posso considerare chiusa questa 3 giorni greca, non mi resta che salire a bordo del bus 78, di un boeing 737, di un altro bus, di un treno, di una macchina e tornare nella fogna in cui vivo.

    La votazione di quest’avventura è estremamente positiva, ho visitato una discreta città, mi sono immerso in un mare cristallino, ho goduto (solo con gli occhi) di una vastissima gamma di gnocca e non ho subito infortuni o imprevisti di nessun genere! 8++ grazie Grecia per aver cancellato il ricordo del mio ultimo viaggio a Marsiglia!

    Epilogo:

    Il bus 78 lo prendo alla fermata di fianco la White Tower, giungo in aeroporto alle 13.15, il volo previsto in partenza alle 14.40 parte puntuale al secondo, in aria va tutto liscio ed atterro a Ciampino alle 15, ora locale.

    Rogna finale:

    Riesco a prendere la navetta per la stazione di Ciampino alle 15.20, scendo alle 15.31 e vedo il regionale che mi chiude le porte in faccia mentre sono a 5 metri dal raggiungerlo, cazzzoooooooooooooooooo!! Non è la prima volta che va così, porca puttana sto treno del cazzo è puntuale solamente quando io arrivo 3 secondi dopo!!

    Poco male, aspetterò il successivo, delle 16.31 ed ingannerò il tempo pranzando, dato che non ho mangiato altro che lo yougurt questa mattina.

    Il 16.31, passa ovviamente con 10 minuti di ritardo ed è talmente pieno che sarebbe impossibile farci entrare uno spillo. Dannazione, nemmeno questo è il treno buono per casa!

    Aspetto le 17 e prendo un treno successivo, ma che ferma 30 km prima della mia stazione, giunto in questo paesello di merda con stazione inguardabile, mi faccio un’altra oretta di attesa fino a che non passa un altro treno che faccia al caso mio.

    Morale della favola: sono atterrato a Ciampino, 80 km dal mio paese, alle 15, sono rientrato a casa alle 20…

    Fin

    Pubblicato da: Andrea Collalti

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