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	<title>Travelsmart &#187; Diari di viaggio</title>
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		<title>Dublino&#8230; una storia triste &#8211; Diario</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Collalti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo è un diario diverso dal solito.
Innanzi tutto lo sto scrivendo ben 9 anni dopo i fatti, narra di un’esperienza all’estero, (la prima in solitaria), disastrosa e, a causa dello scarsissimo materiale audio/video/fotografico, non contiene una descrizione quotidiana di quella che fu la mia settimana in Irlanda, a Dublino.
Ho ricostruito i fatti solamente attraverso i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Questo è un diario diverso dal solito.</strong></p>
<p>Innanzi tutto lo sto scrivendo ben 9 anni dopo i fatti, narra di un’esperienza all’estero, (la prima in solitaria), disastrosa e, a causa dello scarsissimo materiale audio/video/fotografico, non contiene una descrizione quotidiana di quella che fu la mia settimana in <strong>Irlanda</strong>, a <strong>Dublino</strong>.</p>
<p>Ho ricostruito i fatti solamente attraverso i ricordi, i tristi ricordi di quel luglio del 2003…</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2012/01/copertina-diario.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4003" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2012/01/copertina-diario.jpg" alt="" width="498" height="358" /></a></p>
<p><em>Photo Credit: Andrea Collalti</em></p>
<p>Come molti ventenni, anche io una mattina d’estate mi svegliai e decisi che era giunto il momento di emigrare, di fare l’esperienza all’estero, il classico lavapiatti in <strong>Inghilterra</strong>! Alzi la mano che non ha pensato di fare questa cosa almeno una volta nella vita.</p>
<p>Siccome però ero completamente ignorante sul tema viaggi/prenotazioni/lingua inglese… decisi di dirottarmi sull’Irlanda, giudicandola meta meno problematica, più precisamente su <strong>Dublino</strong>, per via dell’euro. Non avevo ne voglia, ne capacità di cambiare in sterline, quindi presi questa scorciatoia.<span id="more-4002"></span></p>
<p>Fondamentalmente, un posto valeva l’altro, ero stato fuori dall’<strong>Italia</strong> solamente una volta prima, a <strong>Parigi</strong> nel 1998 e non da solo, quindi questo sarebbe stato il mio primo e trionfale eurotrip indipendente!</p>
<p>In maniera molto grezza riuscii a preparare il viaggio con poche settimane di ricerche on-line, ma già il primo passo organizzativo fu estremamente disgraziato.</p>
<p>Prenotai una camera da letto singola in un appartamento in condivisione con 4 fantomatici tizi: una coppia di fidanzati australiani, un ragazzo inglese e una tizia di nome <em>Lynn</em> che non si capiva bene di dove fosse, forse gallese.</p>
<p>Non ricordo più il sito su cui prenotai e non vorrei scrivere cazzate, diciamo che aveva un dominio .ie e conteneva le parole rent ed apartments.</p>
<p>La follia pura fu che prenotai, non solo senza sapere una ceppa di come fosse questa casa, di dove fosse esattamente posizionata, non vidi uno straccio di foto e addirittura <span style="text-decoration: underline">pagai 300€ anticipatamente</span>, tramite bonifico bancario, il padrone, un tale di nome <em>Dan</em>. 300€ che coprivano il primo mese di affitto, l’idea era infatti di soggiornare nell’isola smeraldo per 3 mesi; luglio, agosto e settembre.</p>
<p>A pensarci adesso mi vengono i brividi! Telefonai a questo tizio, riuscii a comunicarci con un inglese maccheronico, ebbi il suo numero di conto e le indicazioni su come raggiungere l’abitazione.</p>
<p>Fatta la prima stronzata, passai alla seconda fase del piano, la prenotazione del volo.</p>
<p>E fu un momento cruciale, conobbi <strong><em>Ryanair</em></strong>! Fino a quel giorno non sapevo nemmeno cosa volesse dire volare low cost, sinceramente ero preparato a sborsare un 4/500€ ed invece con enorme stupore constatai che potevo raggiungere Dublino spendendo circa 60€! Certo il volo da <strong>Roma</strong> non era diretto, dovevo triangolare su <strong>Londra Stansted</strong>, ma sti cazzi, prenotai con la carta di credito di mia madre senza pensarci due volte e senza leggere le regole sul bagaglio!!</p>
<p><span style="text-decoration: underline">N.B. Non acquistai i voli di ritorno.</span></p>
<p>Ero incredulo e come me lo erano tutti i miei familiari, compresa la mia fidanzata (<em>Foxy</em>), la frase più ricorrente fu: “<em>ma sei sicuro che sti aerei volano in sicurezza, mi sa che non arrivi nemmeno in Abruzzo che ti sfracelli</em>”.</p>
<p>Fatto sta che ero riuscito in pochi giorni a sistemare tutto: alloggio, viaggio e forse anche lavoro. Tramite un forum conobbi un misterioso individuo che mi promise un incontro per propormi, a suo dire, un colloquio per un posto da scaricatore di frutta ai mercati.</p>
<p>Penso che se a quei tempi mi avessero detto che i maiali volassero, ci avrei creduto!</p>
<p>I giorni prima della partenza li trascorsi informandomi superficialmente sulla città e prendendo qualche info per lo più sui trasporti, non era facile navigare in rete col modem 56k, non ci si poteva stare per più di un’oretta al dì. Individuai il bus da prendere in aeroporto e più o meno presi coscienza di dove ero sistemato con la casa, sulla Drumcondra Road, uno stradone che porta praticamente dall’aeroporto, quasi in centro.</p>
<p>La preparazione del bagaglio fu imbarazzante, riempii nell’ordine: un trolley grande (tipo armadio proprio), un trolley medio, un borsone e uno zaino!! Ma dove cazzo pensavo di andare?????</p>
<p>Ci misi una marea di roba assurda, vergognosa, come: mini tv in bianco e nero, 5 kg di spaghetti, pigiami a iosa, ombrelli, giubbotti e una farmacia intera (sono sempre stato ipocondriaco.)</p>
<p>Al tempo non esisteva la PsP, ne ero in possesso di fotocamera o videocamera digitale, tutta la mia attrezzatura fotografica si riduceva ad una macchinetta compatta <em>Fuji,</em> residuato degli anni 90 e un rullino da 24 pose.</p>
<p>Ovviamente non avevo nemmeno una Postepay o qualsivoglia carta di credito/debito, quindi portai in contanti una somma necessaria alla sopravvivenza per qualche settimana da inoccupato, stimata in 600€.</p>
<p>La notte prima della partenza non chiusi occhio per via dei pensieri; non avevo mai preso un aereo da solo, non sapevo se Ryanair effettivamente avesse veri boeing o riproduzioni in cartongesso, non ero consapevole di cosa mi aspettasse in Irlanda e mi dispiaceva lasciare per 3 mesi <em>Foxy</em>.</p>
<p>Il mattino seguente, mi feci accompagnare in aeroporto ed imbarcai il mio mega trolley, (fu la prima volta che stivai su Ryan, ed ultima con il viaggio di ritorno), sul nastro usci fuori il peso della valigia: 37kg!! Cristo santo!!!</p>
<p>Non pagai nulla anche se era evidente che superavo di brutto il limite di 30kg. Ma non è finita qua, salii a bordo con il trolley medio + un borsone e uno zaino in spalla! E nessuno fece obbiezioni.</p>
<p>Ricordo anche che avevo le tasche piene all’inverosimile di pacchetti di sigarette.</p>
<p>Insomma, fino a Stansted non ci furono problemi, con grande stupore atterrai vivo e recuperai il mio mega trolley appena in tempo per mettermi in coda al ceck in per Dublin, avevo infatti preso una triangolazione strettissima, roba di un’ora scarsa, noncurante del fatto che se avessi ritardato col primo volo, me la sarei bellamente presa nel culo.</p>
<p>Il secondo ceck in presentò i primi guai della giornata. Il tizio al desk, giustamente, tentò di farmi pagare 6 sterline per kilo in eccesso, ma io non ne avevo nessuna intenzione, non ce le avevo nemmeno le sterline! Quindi applicai l’escamotage del vago, cominciai a ripetere ogni sua parola come un pappagallo ed assunsi la faccia tipica di quello che non sa nemmeno dove cazzo si trova! Il tizio dopo 5 minuti perse la pazienza, attaccò un mega adesivo con su scritto HEAVY sul trolley e lo spinse sul nastro maledicendomi!</p>
<p>L’avevo scampata di nuovo, ma un’altra trappola mi stava aspettando all’imbarco…</p>
<p>Sul Roma – Stansted ho volato col trolley medio infilato tra le gambe, perché non entrava nella cappelliera, ma nessuno mi cagò, qui invece venni placcato e ne scaturirono accese discussioni, applicai nuovamente lo stratagemma del vago/folle/stupido e riuscii ad imbarcare gratuitamente anche il trolley medio, salendo a bordo “solamente” con borsone e zaino.</p>
<p>Da Londra a Dublino non ci vuole un cazzo, dall’alto quando vidi tutto quel verde irlandese restai sbalordito.</p>
<p>Atterrai nel pomeriggio, essendo luglio, le giornate a quelle latitudini erano (e sono) infinite. Recuperai i bagagli e mi diressi verso il bus.</p>
<p>In effetti il bus lo trovai, ma carico di roba come stavo decisi che sarebbe stato più comodo prendere un taxI, eh sì tanto che me frega, “<em>che saranno mai, 2 o 3 € in più</em>”, pensai ingenuamente.</p>
<p>COL CAZZO!!</p>
<p>Soprassedendo sulla guida ignobile del tassista che ad ogni curva prendeva i marciapiedi, giunti davanti la mia presunta casa, mi spillò via la bellezza di <strong>50€</strong>! Che io candidamente gli diedi, mi mancavano solo le piume per essere un perfetto pollo.</p>
<p>Il 10% delle mie finanze si volatilizzò così, per fare 10 minuti di macchina con un pezzo di merda.</p>
<p>Ma il peggio doveva ancora venire…</p>
<p>Scena da film: io davanti la porta d’ingresso di questa casetta a 2 piani, piuttosto malconcia, con bagagli dappertutto, madido di sudore che busso alla porta… Via mail, la sera precedente al mio arrivo avevo concordato con Dan che ci fosse un cristo ad attendermi, ma naturalmente non trovai nessuno!</p>
<p>Mi accomodai scuro in volto sull’uscio e cominciai a fumare come una ciminiera.</p>
<p>Dopo circa una mezz’ora giunsero sul posto un ragazzo e una ragazza che vedendomi restarono perplessi, era la coppia australiana! Si presentarono, io ovviamente non capii una parola, già l’inglese lo comprendevo male, figuriamoci l’australiano.</p>
<p>Aprirono la porta e quello che vidi per poco non mi stroncò!</p>
<p>La casa era a dir bene una fogna! Lurida, senza pavimenti, nel corridoio d’ingresso c’era un grosso divano tutto stracciato, dalla cucina proveniva un tanfo demoniaco, il cortile interno era una discarica a cielo aperto, salendo le scale insieme ai due inquilini vidi la loro camera corredata da un materasso buttato a terra con una lampada sbilenca di fianco. Il cesso era più scrostato e sgangherato del cesso della casa dei 1000 corpi!</p>
<p>E la mia stanza?? Potevo scegliere tra due! Nella prima non c’era un cazzo, NIENTE, fatta eccezione di una tendina marcia alla finestra che dava sulla strada. Nella seconda c’erano 2 ceppi d’albero a sorreggere una tavola di compensato che credo fungesse da materasso!</p>
<p>Restai impietrito.</p>
<p>Non abbi la forza di dire nulla al tale australiano, che da parte sua mi invitò a fare 2 lanci col pallone da rugby nel parco limitrofo. MA VAFFANCULO, TE LO INFILO NELLE CHIAPPE QUEL PALLONE DI MERDA!</p>
<p>Misi i bagagli nella stanzina vuota ed uscii.</p>
<p>Inizialmente tentai di chiamare Dan al cellulare ma non rispose. Si stava facendo sera e non avevo la minima intenzione di trascorrere la notte in quel letamaio!</p>
<p>Quindi in balia dello sconforto iniziai a cercare un bed and breakfast nei dintorni, chiesi info a degli operai che mi indirizzarono verso un portoncino poco distante.</p>
<p>Bussai e balbettante feci presente la mia drammatica situazione alla signora che aprì. Lei fortunatamente capì il guaio, chiamò il marito ed insieme a loro tornai nella casa degli orrori per recuperare la mia roba, caricammo tutto in auto ed andammo via, prima però lanciai anatemi di ogni genere ai 2 australiani schifosi e soprattutto a quel bastardo di Dan!</p>
<p>Il b&amp;b dei 2 signori non era il gran hotel, era in fase restauro, ma rispetto alla latrina di prima fu un bel passo in avanti, che in parte mi risollevò d’animo, ma non abbastanza, infatti piansi dal nervosismo e feci decine di telefonate a casa per sfogare la rabbia.</p>
<p>Una volta sistemato, tornai su luogo del misfatto e trovai quello che presumibilmente era Dan, proprio fuori la porta che parlottava con gli australiani. Lo avvicinai ed immediatamente lo mandai affanculo, lui non recepì, mi spiegò che la casa, secondo lui, non aveva nulla che non andasse e si rifiutò d’interloquire ulteriormente. Prese ed andò via.</p>
<p>Ormai la frittata era fatta, i 300€ non li rividi mai più, come non rividi mai più Dan.</p>
<p>Tornai nel mio b&amp;b stanchissimo, l’indomani avrei cercato una sistemazione migliore, l’importante era che ora avessi un letto dove riposare.</p>
<p>Il bed ce lo avevo, ma la breakfast? Era composta da un pacco di pane del mulino bianco con della crema di arachidi, poggiata su una mensolina.</p>
<p>Di buon ora al mattino, dopo una notte trascorsa a contorcermi dall’ira causata da questa insensata situazione, mi misi alla ricerca di un altro b&amp;b, dato che questo comunque non mi aggradava più di tanto.</p>
<p>Non girai per molto prima di trovare una casetta carina col “vacancy” sulla veranda. Bussai e mi aprì un signore di mezza età, lo ricordo come fosse ieri, un uomo di una gentilezza disarmante. Mi fece accomodare, gli spiegai a grandi linee il casino in cui ero ed ottenni una stanza per 6 giorni, al termine dei quali avrei deciso quale sarebbe stato il mio futuro irlandese.</p>
<p>Recuperai i miei pesantissimi bagagli e facendo una fatica inumana percorsi circa un kilometro dal vecchio b&amp;b al nuovo!</p>
<p>La nuova stanza mi costò 50€ a notte, calcolando che era pieno luglio, non avevo prenotato ed avevo una doppia ad uso singola, tutto sommato non fu malaccio. Poi c’era una vera colazione inclusa e conoscendo un po’ le abitudini irlandesi, immaginavo che da sola valesse almeno la metà della mezza gamba pagata.</p>
<p>La stanza che il tizio mi diede risultò più che gradevole, unica pecca, non c’era il frigorifero, ma per il resto tutto apposto.</p>
<p>A questo punto in meno di 2 giorni avevo bruciato praticamente tutto il patrimonio disponibile per i 3 mesi!</p>
<p>50€ il taxi, 40€ il primo b&amp;b e 300€ questo. Mi restavano in cassa meno di 200€, ma soprattutto non avevo un tetto dove stare allo scadere del 6° giorno. Praticamente ero rovinato.</p>
<p>A questo punto il viaggio assunse una piega totalmente differente da quella preventivata; da soggiorno-lavoro di 3 mesi, si tramutò in soggiorno-cazzeggio di una settimana.</p>
<p>Restava però il problema di come tornare in Italia. A quei tempi non avevo un portatile ed essendo sprovvisto di carta di credito, non potevo prenotarmi un bel niente dagli internet point. Ma procrastinai all’indomani il problema.</p>
<p>Il resto della giornata la trascorsi finalmente sereno, a girovagare nei dintorni del b&amp;b, sempre sulla <strong><em>Drumcondra Road</em></strong>, ma distante dalla casa degli orrori.</p>
<p>Feci la conoscenza di <strong><em>Tesco</em></strong>!! Acquistai birre scure a ripetizione e soprattutto mi infilai in un pub dove bevvi la mia prima vera <strong>Guinness</strong>!! Wow!! Tutti i brutti pensieri svanirono non appena sorseggiai il primo boccale! Che birra!</p>
<p>Presi anche un cazziatone dal barista perché tentai di carpire la pinta mentre era a riposare sul bancone, perché la Guinness non va versata tutta in una volta, va fatta posare e poi si rabbocca! Non lo sapevo, per poco il tizio non mi tagliò una mano!</p>
<p>Non ricordo che mangiai in quei giorni, ma credo risolsi la questione prevalentemente da Mc Donald’s.</p>
<p>Il terzo giorno telefonai a casa e chiesi di farmi avere 2 biglietti di ritorno per Roma, stavo spendendo (in birra) praticamente tutti i soldi che avevo.</p>
<p>Da casa mi raccattarono un <em>Dublino – Londra Stansted</em> con Ryanair e uno <em>Stansted – Roma</em> <em>Ciampino</em> con Easyjet. E qui apro una parentesi, sembrerà incredibile, essendo io un viaggiatore assolutamente low cost, ma quella fu la prima ed ultima volta (ad oggi gennaio 2012), che volai con Easy! Non ne ho mai trovato convenienza.</p>
<p>I voli erano schedulati a partire dalla tarda mattinata dell’ultimo giorno pagato in b&amp;b. Spesero per farmeli, all’incirca una 70ina di €. Di sicuro la maggior parte furono investiti nel volo per Roma.</p>
<p>Intanto passavo le giornate a vagare per Dublino, restai impressionato dal <strong><em>Trinity College</em></strong> col suo immenso <strong><em>College park</em></strong>, dai <strong><em>St. Stephen’s Green</em></strong>, dalla pedonale e vivace <strong><em>Grafton Street</em></strong> dove comprai un bootleg piuttosto raro dei <em>Doors</em> e dalla mecca dei pubs di <strong><em>Temple Bar</em></strong>! Pubs regolarmente strapieni di gente ad ogni ora della giornata! Bere una birra la dentro fu un impresa che mi riuscii solamente il penultimo giorno di permanenza.</p>
<p>Il quarto giorno ebbi un incontro col misterioso individuo conosciuto su un forum che mi proponeva di fare lo scaricatore. Ammetto che fui abbastanza maleducato e scostante, ormai ero prevenuto, vorrei vedere voi dopo la sola che avevo beccato con Dan e la sua casa di merda! Passammo insieme un pomeriggio, in cui non feci altro che fumare e bofonchiare frasi vendicative. Andammo in una specie di scuola di scambio linguistico, dove irlandesi parlavano in italiano con gli italiani e viceversa.</p>
<p>Mi accollarono un vecchio rimbambito per fare la discussione, quando esclamai: “<em>i need a toilette, i’ll be back…”</em></p>
<p>E non tornai mai più.</p>
<p>E siamo arrivati alla giornata della partita di calcio gaelico, uno sport via di mezzo tra calcio e rugby. Per puro caso mi trovai nel bel mezzo del corteo di una delle due tifoserie dirette allo stadio, la quantità di birra che ingurgitava questa gente mi fece dubitare quasi che fossero umani!</p>
<p>La partita la seguii in un pub, seduto sullo sgabello sotto la tv a bere Guinness a tutto spiano. 3.50€ a pinta. Impossibile conteggiare quante ne bevessero gli altri avventori.</p>
<p>Poi nuovi giri per la città, lungo il fiume <strong><em>Liffey</em></strong>, sotto lo <strong><em>Spire</em></strong> in <strong><em>O’Connell street</em></strong>, <strong><em>Merrion Square Garden</em></strong>, un centro commerciale dall’architettura insolita chiamato <strong><em>St. Stephen&#8217;s Green Shopping Centre</em></strong>, finendo sempre le serate da Tesco per acquistare birra irlandese. Cazzo non faceva mai buio! Alle 23 c’era ancora il sole.</p>
<p>Il penultimo giorno fu memorabile: bevvi Guinness in due posti speciali. La prima in un pub di <strong><em>Temple Bar</em></strong>, probabilmente il più antico del quartiere, con musica a tutto volume e decine di studenti presi dai festeggiamenti di non so cosa e la seconda nel bar panoramico girevole situato su una torre, all’interno della <strong><em>Guinness Storehouse</em></strong>!</p>
<p>A dire il vero il tour della fabbrica fu scadente e costosissimo, l’unica cosa positiva fu lo splendido panorama dalla torre, ammirato sorseggiando quel dolce nettare scuro. Tutta Dublino era sotto il mio culo.</p>
<p>Passai poi a visitare il <strong><em>Castle</em></strong><em>,</em> la <strong><em>St.Patrick Cathedral</em></strong> la <strong><em>Christ Church</em></strong> e la <strong><em>Old</em></strong> <strong><em>Jameson Distillery</em></strong>.</p>
<p>Proprio ora che cominciavo a stare bene, dovevo tornare in Italia! D’altronde le mie finanze erano al lumicino, non mi restavano che 50€.</p>
<p>Per non avere problemi di sorta, la mattina prima di partire scesi in strada col mio borsone carico di vestiti e li gettai nei secchioni sotto lo sguardo attonito di un paio di ragazze in attesa di un autobus. Il borsone lo lasciai in omaggio al b&amp;b, mi sbarazzai poi di altra roba finche non riuscii ad infilare tutti i miei averi superstiti nel trolley grande e quello medio.<br />
Per tornare in aeroporto presi di nuovo un taxi, ma pretesi il tassametro questa volta, la corsa mi costò 11€ e non 50!</p>
<p>Al ceck in mi fecero storie per il sovrappeso del trolley/armadio, pretesero 36€, ce li avevo giusti giusti, cazzo non avevo più i soldi nemmeno per comprarmi una coca cola!</p>
<p>Fortunatamente il volo da Londra per Roma era con Easy che a quei tempi non aveva limite di peso da imbarcare, in pratica potevi imbarcare anche un cavallo, l’importante era che non eccedesse in larghezza e lunghezza.</p>
<p>Beata incoscienza, triangolai a Stansted con meno di un’ora! E credevo fosse normale.</p>
<p>Alla fine giunsi in serata a Roma e si concluse così questo primo e sfigatissimo viaggio solitario all’estero.</p>
<p>C’è da dire che cagate del genere non le commisi più, del tipo pagare in anticipo un alloggio, prenotare triangolazioni a cazzo di cane, prendere taxi etc etc… Certo la conoscenza di internet e la sua diffusione mi hanno aiutato, ora ci sono svariati modi per sapere dove andare, come fare e cosa vedere.</p>
<p>Dopo questa esperienza non viaggiai più per 3 anni, ne ricavai il mio primo diario, che purtroppo andò perso in uno dei migliaia Format C che all’epoca erano di moda sui pc.</p>
<p>Di sicuro fu un viaggio che non dimenticherò mai e sono felice di averlo rivissuto a distanza di tanti anni scrivendo queste pagine!</p>
<p>p.s. non sono mai più tornato in <strong>Irlanda</strong>.</p>
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		<title>Tirolo Christkindlmarkts Tour &#8211; Diario</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 08:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Collalti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ed eccoci di nuovo al ponte dell’Immacolata, cazzo è passato già un anno da quando lo passai a Marsiglia chiuso nottetempo in una bettola di hotel trovando i mercatini inesorabilmente chiusi per la maggior parte degli stand. Dato che la novità è che vivo nel Veneto, questa volta avrò, anzi avremo io e la mia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ed eccoci di nuovo al ponte dell’Immacolata, cazzo è passato già un anno da quando lo passai a <strong>Marsiglia</strong> chiuso nottetempo in una bettola di hotel trovando i mercatini inesorabilmente chiusi per la maggior parte degli stand. Dato che la novità è che vivo nel <strong>Veneto</strong>, questa volta avrò, anzi avremo io e la mia fidanzata <em>Foxy</em>, la possibilità di visitare tutti i mercatini di Natale del <strong>Tirolo italiano ed austriaco</strong>!</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/12/DSC09711.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3925" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/12/DSC09711.jpg" alt="" width="500" height="372" /></a></p>
<p><em>Photo Credit: Andrea Collalti</em></p>
<p>Un assaggio, e che assaggio, lo abbiamo avuto ad inizio dicembre quando siamo stati a <strong>Trento</strong>, <strong>Rovereto</strong> e <strong>Garda</strong>, non mi pareva vero poter assistere ad uno spettacolo di luci, colori e soprattutto sapori, così denso e a due passi da casa!</p>
<p>Gli unici <strong><em>Christkindlmarkts</em></strong> che ho avuto il piacere di vedere precedentemente, sono stati a <strong>Nantes</strong>,  due anni fa, belli sì, ma in quell’occasione il freddo non mi ha permesso di godere appieno dell’atmosfera festosa, ho passato 3 giorni al limite dell’assideramento.</p>
<p><span id="more-3924"></span></p>
<p>Altra novità, niente <em>Ryanair</em>, ne treni, ne bus, ne navi, ne calessi… ci muoveremo in maniera autonoma con la nostra macchina, credo sia un’assoluta prima volta, con quello che costa il diesel, fanculo, ma non ci sono alternative per compiere ciò che abbiamo in programma.</p>
<p>Appunto, il programma, i giorni stabiliti per il tour sono <em>l’8 il 9 e il 10 dicembre</em>, ma ci sarà una sorta di antipasto il 7, con la visita del “nostro” <em>Christkindlmarkt<strong> </strong>di Norimberga a Verona</em>, si proseguirà con:</p>
<p><em>Brixen (Bressanone) &amp; Sterzing (Vipiteno) </em></p>
<p><em>Innsbruck </em></p>
<p><em>Meran (Merano) &amp; Bozen (Bolzano) </em></p>
<p>Resta fuori <strong>Brunico </strong>sì, eh cazzo, dove la mettevo??? Già sarà molto fare tutto questo!</p>
<p>La scelta dell’hotel è delicatissima; da una parte bisogna alloggiare in un luogo che ci permetta spostamenti quanto più possibile rapidi e comodi e dall’altra bisogna evitare di farsi salassare, visto il periodo di altissima stagione.</p>
<p>Come al solito tengo costantemente sotto controllo booking.com fino a quando si libera ciò che fa al caso nostro, una camera matrimoniale all’ <strong>Hotel Humlerhof</strong>, situato in una frazione di <strong>Gries am Brenner</strong>, <strong>Nosslach</strong>, in territorio austriaco dunque, esattamente a metà strada tra Sterzing ed Innsbruck, 30 km circa da entrambe.</p>
<p><strong><em>MINI REVIEW</em></strong></p>
<p>L’ Hotel Humlerhof, categoria 3 stelle, è il tipico hotel alpino, immerso nella valle <strong>Wipptal</strong>, la prima enorme comodità è che è situato a ridosso dell’autostrada A13, basta uscire a Nosslach e salire per 500 metri su una collinetta per raggiungerlo. Anche in caso di neve no problem, la strada viene cosparsa regolarmente di sale, quindi risulta percorribile anche da mezzi sprovvisti di gomme termiche o catene, ma attenzione, le gomme termiche sono obbligatorie in <strong>Austria</strong> d’inverno.</p>
<p>Abbiamo preso la stanza matrimoniale standard ed appena entrati siamo rimasti stupiti dalla bellezza e dalla spaziosità che offre, ma soprattutto dal panorama favoloso che si ammira dalle finestre e dal terrazzino privato, direttamente sulle <strong>Alpi</strong> innevate punteggiate da chalet e piccoli borghi abitati! Per noi, che praticamente non avevamo mai conosciuto tanta neve, è una veduta surreale.</p>
<p>Il letto è ovviamente fatto alla tedesca, coi cuscini quadrati giganteschi e i piumini separati, di quelli che se sei alto più di 1 metro e 90 dormi scoperto o con le spalle o con i piedi, dato che non si rimboccano, ma siccome in camera ci saranno circa 35°, la loro utilità è pari allo 0.</p>
<p>La cosa più bella dopo la veduta alpina, è il soffitto travato leggermente spiovente, siamo all’ultimo piano mansardato. Il complesso appare di categoria decisamente superiore ad un 3 stelle, è di sicuro l’hotel più figo dove abbia mai alloggiato! Ci sono: wi-fi free, molto performante, tv schermo piatto, bagno con rifiniture in marmo dotato di una doccia enorme, armadi, cassaforte, moquette e terrazzino privato.</p>
<p>Riguardo ai servizi offerti, inclusa nella tariffa abbiamo la prima colazione, con una discreta scelta tra dolce e salato, poi volendo è possibile usufruire di centro benessere con sauna, noleggio attrezzature da sci e ristorante per pranzare e cenare in un ambiente decisamente attraente.</p>
<p>La pulizia di camera e spazi comuni è impeccabile, il tizio alla reception parla italiano ed è disponibile 24h, sul serio, dovessi trovare una pecca a questo hotel, proprio non ce la farei, o forse sì dai, l’estremo caldo in camera durante la notte, ma è soggettivo, dato che vivo in una stanza congelata, lo sbalzo termico è così evidente che mi ha lasciato senza fiato.</p>
<p><strong>Prezzo per matrimoniale 2 notti (8 &amp; 9 dicembre), 146€ comprensivo di prima colazione.</strong></p>
<p><strong><em>INFO DI VIABILITA’ AUSTRIACA</em></strong></p>
<p>Per entrare in <strong>Austria</strong> con la <em>A22</em> (autobrennero), si paga alla stazione <strong>Brennero</strong>, poi sino ad <strong>Innsbruck</strong> si può circolare liberamente sull’autostrada che diviene <em>A13</em>, senza bisogno della vignetta da 7€, solo se si prosegue è necessario munirsi di vignetta.</p>
<p>Per entrare ad Innsbruck con l’A13 si paga un balzello mica da ridere, 8.20€ al celebre <strong>Ponte Europa</strong>! Ma se fate come noi, quanto meno pagherete la metà: uscite a <strong>Matrei am Brenner</strong> pagando 4€ e proseguite lungo la <em>statale 182</em> per circa 20 km sino all’ingresso ad Innsbruck, impiegherete una ventina di minuti in più, ma oltre a godere di un bel paesaggio, avrete speso la metà.</p>
<p>In teoria, potete arrivarci anche dall’<strong>Italia</strong> lungo questa statale ad Innsbruck, non spendendo un euro, ma vedetevi voi il percorso su google, non credo ci siano problemi.</p>
<p>n.b. lo scopo del viaggio che stiamo per intraprendere sarà triplice:</p>
<p><em>1) ammirare i mercatini tirolesi, (ovvio)</em></p>
<p><em>2) conoscere un nuova nazione, l’Austria e una nuova città, Innsbruck</em></p>
<p><em>3) mangiare e bere come un maiale, IO, acquistare qualche regalino ad amici/parenti, FOXY</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>07 DICEMBRE – PREPARAZIONE ED ANTIPASTO DI NORIMBERGA VERONESE</strong></p>
<p>Requisito fondamentale per intraprendere il viaggio, è quello  di avere le gomme da neve, quindi dopo svariati rinvii, questa mattina mi appresto a far montare i nuovi pneumatici, il meteo non è dei peggiori, ma non va sottovalutato;  da <strong>Sterzing</strong> a <strong>Nosslach</strong> è prevista neve nella giornata di domani e sicuramente di ghiaccio ce ne sarà in abbondanza, inoltre meglio non rischiare di incappare in multe oltreconfine, dato che c’è obbligo di gomme da neve o catene a bordo per circolare su strade ed autostrade.</p>
<p>Nel  tardo pomeriggio, come anticipazione a quello che visiteremo nei prossimi giorni, ci avviamo nel cuore di <strong>Verona</strong> per fare una camminata tra i <strong>mercatini di Norimberga</strong>, sistemati in 3 luoghi adiacenti tra loro: <em>Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale</em>.</p>
<p>Come al solito, parcheggiare in centro richiede la pazienza di Giobbe ed un’altissima dose di autocontrollo, non c’è MAI, MAI, MAI, MAI, MAI, MAI, MAI un cazzo di posteggio!!! Sottinteso, a pagamento, perché gratis non esistono proprio, se non in periferia, cioè dove abitiamo noi, ma i bus sono poco frequenti, quindi ogni volta che usciamo c’è un lungo e penoso pellegrinaggio in cerca di un buco dove infilare l’auto.</p>
<p>Niente da fare, le uniche possibilità sono date dai parcheggi sotterranei, mortacci loro, 1.80€ l’ora! La storia dei parcheggi qui in padania è assurda, ma come cazzo fanno??? Dovrò abituarmi, io che riuscivo a parcheggiare gratis anche a <em>via Cavour</em> a <strong>Roma</strong>, qui non riesco nemmeno ad accostare per buttare la spesa senza cagare €€€!</p>
<p>Parcheggiamo al Cittadella e ci dirigiamo verso i mercatini…</p>
<p>Devo ammettere che qua non si bada a spese, le luminarie sono ovunque, <strong><em>Corso Portanuova</em></strong> è completamente addobbato, l’<strong><em>Arena</em> </strong>è illuminata a giorno e un’enorme ed accecante stella cometa è adagiata scenograficamente in <strong><em>Piazza Brà</em></strong>.</p>
<p><strong><em>Via Mazzini</em></strong> brulica di turisti, arriviamo a <strong><em>Piazza delle Erbe</em></strong>, anch’essa pesantemente abbigliata a festa ed entriamo in <strong><em>Piazza dei Signori</em></strong>, prima sede dei  Christkindlmarkts. Le capannine per la maggior parte vendono mercanzia varia, artigianale e non, sotto la <strong><em>Torre dei Lamberti</em></strong> nel <strong><em>Cortile Mercato Vecchio</em></strong> un boschetto di abeti nasconde la dimora di Babbo Natale, questa piazzetta è veramente suggestiva, è uno dei luoghi di Verona che più mi piace. Passiamo in rassegna tutte le capanne, Foxy fa i primi acquisti, dei bastoncini profumati alla cannella, secondo me dureranno 2 giorni… Proseguiamo per <strong><em>Cortile del Tribunale</em></strong> e qui parte ufficialmente il mio personale attacco alle cibarie! Si comincia con dei dolcetti sferici al pistacchio e nocciola, seguiti da un paio di bicchieri di Vin Brulè incandescente, che con questo freddo è una mano santa!</p>
<p><em>Nota sul Vin Brulè: l’ho scoperto 2 anni fa a Nantes, ma mi fece cagare, poi l’ho riscoperto pochi giorni fa a Trento e l’ho adorato! Le cose sono due: o quello di Nantes non era Vin Brulè o i miei gusti in fatto di vino sono radicalmente cambiati da quando vivo a Verona, in effetti da praticamente astemio (riguardo ai vini), sto pian piano apprezzando diverse qualità di prodotti locali.</em></p>
<p>Foxy sceglie un leggerissimo mega-supplì con un mix di burro e melanzane, una cosa leggera insomma.</p>
<p>Al termine della mangiata ci avviamo verso l’auto e torniamo a casa, prepariamo gli zaini e ripercorriamo virtualmente, su google maps, il percorso da affrontare domani, saranno circa 260 km, speriamo di non trovare troppo traffico…</p>
<p><strong>08 DICEMBRE – SU AL SUD</strong></p>
<p>Ci siamo, si parte! Mi voglio talmente tanto sfondare di cibo durante questi giorni, che stamattina non faccio colazione, in modo tale da arrivare all’ora di pranzo con una fame suina.</p>
<p>Secondo le stime, dovremmo arrivare a <strong>Brixen</strong> entro le 13, partendo da casa alle 10 e calcolando qualche rallentamento.</p>
<p>Montiamo in auto, percorriamo tenaci e convinti i pochi km che ci dividono dall’autostrada e d’improvviso … … … coda!!! Porca troia, già c’è coda, non siamo nemmeno all’altezza di Verona nord che già siamo fermi???? Foxy accende l’ipad e controlla il sito dell’autobrennero, fanculooooooo, code a tratti fino a Bolzano!!!! Non arriveremo mai.</p>
<p>Il tempo scorre inesorabile, dopo quasi 2 ore dalla partenza non siamo nemmeno a <strong>Trento</strong> ed ora siamo totalmente fermi da qualche minuto, ecco quel che ci mancava, un incidente. E se ne vanno via altri minuti preziosi, quanto mi sta sulle balle viaggiare in auto, è un delirio, sono troppo nervoso ed annoiato, passo il volante a Foxy e navigo un po’ su facebook.</p>
<p>Quando finalmente la situazione si sblocca, sono le 13, in 3 ore abbiamo percorso 100km scarsi.</p>
<p>Come se non bastasse proprio mentre si scorre, Foxy decide che è tempo di fermarsi in autogrill e come lei, altre 18mila persone hanno la stessa idea, risultato: 20 minuti per una pisciata. Io piuttosto me la trattengo fino a scoppiare, non mi va di fare la coda anche per svuotare la vescica.</p>
<p>Alle 13.30 ripartiamo, magicamente dopo <strong>Bolzano</strong>, l’autostrada diviene semi-deserta. Per Brixen ci sono altri 40km più o meno, venendo da sud è conveniente uscire a <em>Chiusa/Val Gardena</em> e non a <em>Bressanone nord</em>, il centro è distante una decina di km dal casello.</p>
<p>Come ci aspettavamo, non c’è neve e la temperatura è tollerabile, sopra lo 0 di qualche grado.</p>
<p>Sbollita la rabbia per il casino in A22, ecco che se ne accende un’altra, siamo alle solite, il parcheggio!! Non c’è un buco nemmeno a pagarlo oro, seguiamo il serpentone di suv, (manco fossimo a Montecarlo cazzo, ma c’avete tutti il suv??! Poi ve magnate pane e cipolla ve?? Eh no, lo so che è così, non mi fregate con le apparenze), che ci conduce alle porte del centro storico, precisamente in un parcheggio multipiano. Anche qui bisogna stare in coda, è al completo e finche un po’ di bestie non escono noi non possiamo entrare.</p>
<p>Intanto si sono fatte le 15, la fame è a livelli di guardia, come il nervosismo, sinceramente mi aspettavo un po’ di caos, ma qui siamo all’eccesso, comincio a pensare che domani ad Innsbruck ci sarà il delirio.</p>
<p>Troviamo ricovero all’auto dopo aver girato come trottole nel multipiano, percorriamo un sottopassaggio e veniamo proiettati in un adorabile borgo vestito a festa, scintillante di colori e pregno di profumi invitanti di ogni genere. Il Christkindlmarkt è in <strong><em>Piazza Duomo</em></strong>, una deliziosa piazzetta circondata da edifici coi tetti spioventi, un imponente <strong><em>Duomo</em></strong><em>,</em> un <strong><em>Battistero</em></strong> e una torre, denominata <strong><em>Torre Bianca</em></strong>.</p>
<p>E’ un’ambientazione suggestiva, gli stand sono moltissimi, posti uno attaccato all’altro ad abbracciare tutta la piazza. Vista la fame agghiacciante, la prima cosa che facciamo è procacciarci del cibo!!</p>
<p>Finalmente se magnaaa!!</p>
<p>Per cominciare ci procuriamo 2 paninozzi con wurstel e crauti e 2 bicchieri di incandescente succo di mela, mica male come partenza!</p>
<p>Quietato l’appetito, in mezzo alla calca generale, io e Foxy praticamente ci dividiamo, lei è interessata alle capannine coi prodotti artigianali, quelle robe li… pupazzetti, fatine, gnomi, palline d’addobbo, affaretti profumati… io invece sono programmato e puntato verso l’obbiettivo: debbo magna!!</p>
<p>L’imponete albero di Natale con annesso presepe posto in centro della piazza quasi non lo notavamo, è ancora giorno e le lucine non sono state accese. Vengo attirato da uno stand enorme, sopra un palco ci sono una decina di vecchiette intente ad impastare come automi impazziti! Preparano 2 specialità tirolesi che immediatamente ordino alla kassa: Krapfen e Tirtln.</p>
<p>Anche Foxy mi raggiunge ed assaggia le delizie… il/la Tirtln è un impasto di farina, latte, olio e sale, spianato col mattarello, spalmato con spinaci e crauti ed ovviamente strafritto in vasconi di olio da 20 litri!</p>
<p>Il Krapfen, anzi i Krapfen dato che ne ho presi 2, sono dolci, una specie di saccottini ripieni di marmellata (ai mirtilli??), rigorosamente fritti e spolverati di zucchero a velo!</p>
<p>Che ve lo dico a fare come cazzo sono&#8230;</p>
<p>Mentre mangiamo come cinghiali, Foxy si procura un mega macchione di marmellata fusa sul piumino nuovo di zecca, ah ah ah!</p>
<p>Finito, si passa al prossimo stand, Foxy issa già bandiera bianca, io non ci penso nemmeno e mi accaparro un enorme Brezel ricoperto di cioccolato fondente, ecco, dopo di questo sono apposto, almeno per un paio d’ore, però che fai? Non bevi? Certo che sì! Prossimo minichalet, tazza di Vin Brulè!</p>
<p>Oooooh, ora possiamo fare un giretto tranquilli, visitiamo il Duomo, il Battistero con <strong><em>l’antico Chiostro</em></strong>, facciamo due passi fuori dai mercatini, per i vicoli pedonali, sotto la Torre Bianca sino al <strong><em>Palazzo Vescovile</em></strong> che ospita una mostra di presepi.</p>
<p>Cala il buio, cala la temperatura, prima di rientrare in zona mercatini ci fermiamo in un bar per 2 caffè, gli autoctoni parlano prevalentemente tedesco, ma i turisti sono tutti italiani.</p>
<p>Tornando in piazza restiamo ammaliati dalle vivaci luminarie! Cazzo se ci fosse la neve sarebbe perfetto, è bellissimo!</p>
<p>Foxy acquista una statuina e un altro oggettino artigianale, io vengo calamitato da un tizio che inforna Strudel a ripetizione, sono tentato dal prenderne un pezzo, ma voglio regolarmi, c’è ancora il Christkindlmarkt di Vipiteno da visitare, non vorrei arrivare troppo appesantito all’appuntamento, quindi mi butto su un’altra tazza di Vin Brulè.</p>
<p>Alle 18.30 andiamo via, Vipiteno dista 30km, i mercatini chiudono alle 20, meglio spostarsi in fretta. Ci congediamo da Bressanone grati di ciò che ci ha offerto.</p>
<p>Al ritiro dell’auto sganciamo una roba tipo 5€ e partiamo, direzione A22, questa volta il casello per uscire da Brixen, è Brixen nord, dato che proseguiamo in direzione Austria. In strada non c’è quasi nessuno, nei pressi di Sterzing comincia ad intravedersi neve ai bordi della carreggiata, era ora!</p>
<p>Usciamo a <strong>Vipiteno</strong>, il centro città è vicinissimo all’autostrada, c’è poca gente rispetto a Bressanone, tanto che riusciamo a parcheggiare sulle strisce blu a 50mt da <strong><em>Piazza Città</em></strong>, sede del Christkindlmarkt, addirittura senza pagare, essendo oggi un giorno festivo.</p>
<p>Alle 19 siamo al cospetto della <strong><em>Torre delle Dodici</em></strong> abbellita da corografiche luminarie e della piazzetta dei mercatini, innevata! Wow! E’ ancora più caratteristica ed affascinante di Piazza Duomo! Gli edifici hanno la tipica forma a graticcio, c’è molta gente ma si può camminare liberamente, gli stand artigianali alla fine vendono sempre le solite cose, ma l’atmosfera di Vipiteno è veramente natalizia, sarà per la neve?</p>
<p>Il freddo è pungente, -4, come combatterlo? Mangiando! Foxy è ancora sazia, io no, inizio col prendere un Brezel della grandezza di una racchetta da tennis accompagnato da una tazza di Vin Brulè, ecco ora si ragiona.</p>
<p>Dopo aver visionato tutti gli stand, lasciamo Piazza Città per fare un giro nei dintorni.</p>
<p>Notiamo che i negozi chiudono alle 18.30, non ci sono praticamente più scritte o insegne in italiano e tra i locali l’idioma parlato è quello tedesco, ben il 75% della popolazione è madrelingua tedesca.</p>
<p>Scattiamo foto a ripetizione e rientriamo in piazza, trovando gli stand dell’oggettistica chiusi, sono le 20.30, ma quelli “alimentari” restano regolarmente aperti. Mentre sto decidendo cosa addentare, un paio di ragazzine mi passano accanto e mi regalano una fetta di Strudel, grandeeee!! La sbrano in men che non si dica accompagnata indovinate un po’ da cosa?? Da una tazza di Vin Brulè, che stavolta divido magnanimamente con Foxy.</p>
<p>Dopo il 4° Brulè, lo stomaco comincia leggermente a grugnire, mi sa che per oggi questo è l’ultimo, sento che mi si sta formando un pallone aerostatico negli intestini!</p>
<p>Prima di lasciare Sterzing alla volta dell’hotel austriaco, acquisto la cena da asporto che consumeremo una volta giunti in stanza: 2 panini con lo Speck, uno con Salsiccia e Crauti e un Brezel ripieno di Speck e formaggio; da bere birra.</p>
<p>E con questa ultima spesa salutiamo Vipiteno…</p>
<p>Ci immettiamo nuovamente sulla A22 ma solamente per 5 km, al casello <strong>Brennero</strong> paghiamo 1.20€ ed entriamo poco più avanti ufficialmente in territorio austriaco, l’autostrada cambia denominazione, è ora A13.</p>
<p>Anche se è notte, la luna riverbera il proprio chiarore sulle cime e sulla valli innevate delle <strong>Alpi</strong> che ci circondano, per noi, “sudisti”, questo è uno spettacolo inedito, giù non nevica mai e mai avevamo fatto prima d’ora tappe su Alpi o montagne in generale.  A pensarci bene Foxy la neve l’avrà vista 2 o 3 volte negli ultimi 10  anni, io un paio di volte di più forse, sì, a <strong>Francoforte</strong> ed <strong>Eindhoven</strong> un paio di anni fa più o meno, ma non era certo paragonabile a questa.</p>
<p>Siamo su nel sud austriaco, nel <strong>nord Tirolo</strong>, nella <strong>valle Wipptal</strong>, nel comune di <strong>Gries am Brenner</strong> ed usciamo allo svincolo n°27 di <strong>Nosslach</strong>! Più precisi di così!</p>
<p>Il nostro hotel/chalet ci accoglie con una temperatura equatoriale, lo sbalzo termico da fuori, -5, a dentro, +30 credo, è madornale!! Lasciamo le cibarie a riscaldarsi sul termosifone, ci sdocciamo e ci mettiamo a mangiare sul lettone.</p>
<p>E’ stata una giornata unica, come mai avevamo vissuto prima, l’esperienza dei Christkindlmarkts è stata entusiasmante, soprattutto dal lato culinario, domani avremo <strong>Innsbruck</strong> da visitare, e li di mercatini ce ne sono 5 o 6, mica 1! Chissà cosa ci aspetterà. Intanto sappiamo che il meteo sarà, come oggi, favorevole con sole e temperature tutto sommato accettabili considerato periodo e collocazione geografica.</p>
<p>E non vediamo l’ora di svegliarci per ammirare la Alpi imbiancate dal nostro terrazzino!!</p>
<p><strong>09 DICEMBRE – INNSBRUCK ARRIVIAMO!</strong></p>
<p>Ho passato una nottata agitata, il caldo mi ha devastato, devo dire che sono stato tentato di uscire fuori in terrazzo nudo alle 5 del mattino, ma qualcosa mi ha suggerito che non sarebbe stata una mossa intelligente. Foxy, al contrario, ha dormito,come al solito, addirittura sotto il piumino!!!</p>
<p>Alle 8 comunque ci alziamo, apro le tende e… … eccole qua!! Le <strong>Alpi</strong> imbiancate ci circondano!! Questo è veramente uno scenario che mai avevamo avuto il piacere di osservare al mattino, quasi quasi verrebbe voglia di non uscire, di restare in hotel e fare una passeggiata in mezzo a tutta questa neve!</p>
<p>Ma invece dobbiamo muoverci e pure piuttosto in fretta, ci vestiamo e scendiamo in sala per la colazione.</p>
<p>Dato che sto mangiando salato da 2 giorni ed anche oggi sarà così, per colazione mi butto sul dolce, come Foxy, così ci serviamo al buffet con svariate fettine di Stollen, una specie di ciambellone natalizio che va di moda da queste parti, in teoria sarebbe già gustoso di suo, dato che è già bello farcito e credo sia composto anche da strutto a volontà, ma vuoi mettere con della Nutella spalmata sopra??!! Da paura!</p>
<p>Dopo mangiato risaliamo in camera, ci facciamo alcune foto sul terrazzino, ci prepariamo per la giornata ed usciamo! Le previsioni meteo sono confortanti, ci sarà un bel sole tutto il giorno ad <strong>Innsbruck</strong>.</p>
<p>Scesi nel parcheggio, troviamo l’auto incrostata nel ghiaccio, è arrivato il momento di testare le gomme da neve, che fanno il loro dovere alla grande!</p>
<p>Ci fermiamo poco più avanti per fare delle foto, ci siamo solo noi, la neve e le montagne, purtroppo non essendo dotati di calzature adatte, non possiamo addentrarci in sentieri extra stradali, quindi ci limitiamo a seguire qualche viuzza ghiacciata, macchiata qua e la da chalet e stalle. Non c’è un vero e proprio centro abitato nella frazione di <strong>Nosslach</strong>, ma abitazioni sparpagliate nella valle. Il centro abitato più vicino a noi è <strong>Gries am Brenner</strong>, distante 4 o 5 km.</p>
<p>Dopo esserci congelati per bene, torniamo in auto. Avevo precedentemente appreso che raggiungere Innsbruck via <em>A13</em> comporta una spesuccia di 8.20€ da pagare al <strong>Ponte Europa</strong>, uno dei maggiori ponti europei, forse il più panoramico in assoluto, MA, volendo si potrebbe spendere la metà o addirittura nulla, percorrendo la <em>statale 182</em> che corre parallela all’autostrada.</p>
<p>Il problema è che per prendere la 182, da Nosslach dovremmo fare una stradina non battuta, quindi ghiacciata sino a <strong>Steinach</strong>. Sono pochi km ok, ma non ce la sentiamo di rischiare, in fondo non ho mai guidato sul ghiaccio, basta una cazzata per rovinare la giornata.</p>
<p>Dunque, optiamo per A13 fino a <strong>Matrei am Brenner</strong>, circa 10km, per poi immetterci comodamente sulla 182 non appena usciti dallo svincolo.</p>
<p>Usciamo a Matrei pagando 4€, non pochi per una decina di kilometri, ma sempre meglio di 8.20! La 182 si snoda al di sotto della A13 ed attraversa diversi paesucoli caratteristici, il più bello è Matrei, attraversare il suo corso principale con le abitazione tutte dipinte è affascinante.</p>
<p>Si prosegue senza intoppi fino al Ponte Europa, ci passiamo sotto, è enorme ed altissimo! Si narra che nei piloni siano murate decine di persone morte durante la sua costruzione. Ovviamente ad una piazzola mi fermo per fare le foto.</p>
<p>Senza intoppi raggiungiamo il <strong><em>Bergisel</em></strong>, l’imponente pista di salto con gli sci che tra un mesetto ospiterà le gare delle <em>Olimpiadi Invernali</em>, si arriva allo scollinamento verso la città eeeee, cazzoooooooooo!!!! Tutti in fila!! Dannazione!! C’è una coda da paura fino a giù! D’altronde ce lo aspettavamo, anzi è andata pure bene che saran 3 o 4 km di coda al massimo. Rassegnati ci uniamo al serpentone che lemme lemme dopo una 40ina di minuta entra in città.</p>
<p>Per recuperare il tempo perduto preferiamo parcheggiare in un parcheggio sotterraneo in pieno centro, sotto <strong>l’Arco di Trionfo</strong>. Inizialmente ero partito con l’idea di parcheggiare nei dintorni dello zoo per risparmiare sulle strisce blu, ma ormai non si può più fare, si perderebbe tempo prezioso.</p>
<p>Lasciamo l’auto e salendo leggiamo il costo della sosta: <span style="text-decoration: underline">2.20€ l’ora</span>! Ma porca di quella pu..!!</p>
<p>Riemersi in superficie ci troviamo sotto l’Arco di Trionfo all’inizio della <strong><em>Maria –Thereisien Strasse</em></strong>, sede del primo Christkindlmarkt che incontriamo. La strada è in parte pedonale, molto elegante e signorile. Per ora però non ci fermiamo a curiosare per gli stand, avendo a disposizione una così bella giornata di sole, prima dei mercatini ci tufferemo nelle bellezze architettoniche e naturali di Innsbruck e successivamente nella bolgia furiosa degli stand.</p>
<p>In piena <strong><em>Altstadt</em></strong> però è impossibile non incunearsi nel principale e più vasto Christkindlmarkt della città, al cospetto di <strong><em>Torre Civica (Stradturm)</em></strong> e del celebre <strong><em>Goldenes Dachl</em></strong> (il <strong><em>Tettuccio d’Oro</em></strong> simbolo principe del luogo). C’è una folla, ma una folla… che nemmeno ad un concerto di quel coglione di Ligabue a Campovolo, non c’è l’anima morta di un austriaco/tedesco/bavarese, sono TUTTI ma proprio TUTTI italiani!! E lo si capisce immediatamente dal casino che fanno e da come sono abbigliati, in molti indossano dei cappellini grotteschi a forma di animale, solo noi possiamo acquistare tali idiozie.</p>
<p>Il bello è che c’è un’altissima percentuale di miei ex compaesani laziali, incredibile, ed io che credevo di trovare gente del posto, ma de che, niente! E la cosa simpatica è che anche gli autoctoni venditori negli stand parlano perfettamente l’italiano, dicono pure le parolacce!</p>
<p>Insomma, Innsbruck, almeno durante il ponte dell’Immacolata è <strong>Italia</strong>.</p>
<p>Lasciamo temporaneamente il pandemonio della <strong><em>Herzog Friedrich Strasse</em></strong> per dirigerci verso l’<strong><em>Hofburg</em></strong>, il palazzo imperiale, non entriamo, non c’è tempo, diamo solamente un’occhiata attraverso il cortile interno che si congiunge con l’<strong><em>Hofkirche</em></strong>, la chiesa gotica che ospita il monumento funebre dell’imperatore <em>Massimiliano</em>.</p>
<p>A seguire facciamo una passeggiata per l’<strong><em>Hofgarten</em></strong>, il parco adiacente la residenza imperiale, qui si incontrano dei vecchietti che giocano a scacchi su enormi scacchiere disegnate al suolo, con i pezzi alti mezzo metro, una cosa del genere la vidi a luglio nella nostra piscina del residence di Tenerife.</p>
<p>Dopo un rapido riposino continuiamo per il lungo <strong>Inn</strong>, il fiume che attraversa la città, a proposito lo sapete come si traduce in italiano Innsbruck vero?? Inn = Eno (il fiume), Brucke = Ponte, quindi? Ponte sull’Eno, esatto.</p>
<p>La cosa meravigliosa che si osserva camminando sul lungo Eno è la massiccia catena  dei <strong>monti del Karwendel</strong> che ci sovrasta a nord, vista dal centro storico è fantastica, una cartolina meravigliosa dell’<strong>Austria</strong>.</p>
<p>All’altezza del <strong><em>Duomo St Jackob</em></strong> ci infiliamo nuovamente in mezzo alla calca, non prima però di aver dato una sbirciata all’interno dell’enorme cattedrale, ma adesso direi che sia tempo di mangiare! Quando Foxy inizia a camminare guardando per terra è segno che sono tipo le 14 e ha fame.</p>
<p>Come primo rancio della giornata, fatta eccezione della colazione, scegliamo 2 porzioni di Tris Tirolese accompagnate da una tazza di Punch al Rum che smezziamo. (Ancora devo capire che c’era nel piatto, ma so che era di una bontà pazzesca.) L’inconveniente è che per rastrellare le cibarie facciamo una fila epocale, all’italiana ovviamente, quindi con 5 persone al primo posto , 10 al secondo, 30 al terzo e via dicendo, la tipica coda piramidale che ci ha resi famosi nel mondo, ne è un esempio quella ai gate aeroportuali, soprattutto quando si tratta di voli Ryanair, basta uno sguardo per intuire quale volo sta imbarcando da/per il belpaese.</p>
<p>D’altronde, siamo nel cuore pulsante di Innsbruck, il 9 dicembre, nel principale Christkindlmarkt del Tirolo settentrionale, quello dell’ Altstadt.</p>
<p>Onde evitare il bis della super-fila, Foxy opta per trattenere la tazza ormai vuotata dal Punch, in pratica, ogni bevanda calda che si acquista viene fatta pagare un paio di € in più, vengono trattenuti come cauzione e restituiti al momento della riconsegna della tazza, se la tazza non viene riconsegnata ovviamente è come se venisse acquistata.</p>
<p>Ma posso essere sazio con un’unica porzione di Tris? Non esiste! Camminiamo qualche metro e poco distante uno stand totalmente avvolto dal fumo ci attira, cosa mai elargiranno???  Kartoffelloken!!</p>
<p>In pratica patate fritte con sour cream e onion! Per 3€ ne prendo un secchiello gigante che però alla fine dei conti conterrà sì e no mezza patata, dato che il tizio le modella con un trapano, rendendole finissime ma molto voluminose. Il sapore però è ottimo!!</p>
<p>Usciamo nuovamente dalla calca, è veramente difficile solamente camminare in mezzo sto casino e facciamo un salto in un info-point sulla Maria –Thereisien Strasse per munirci di mappe e depliant, vista l’ora, siamo quasi al tramonto, tanto vale attendere l’oscurità in un luogo riparato e caldo, così all’uscita potremo ammirare i mercatini in tutto il loro luccicoso splendore.</p>
<p>Scegliamo un bar piuttosto raffinato e prendiamo thè e caffè. Ho lo stomaco che grida vendetta, non voglio calcare troppo la mano.</p>
<p>Al calar delle tenebre lasciamo il bar, pagando tra l’altro un conto inaudito per un thè ed un caffè espresso, 5€, il sole è andato via, la temperatura è calata considerevolmente ma le lucine degli stand e le luminarie della città sono tutte accese!! Fantastico!!</p>
<p>Non c’è dubbio, almeno per ora, questi sono i mercatini natalizi più incredibili mai visti prima! Fortunatamente molti zoticoni sono andati via ed ora le strade del centro sono percorribili.</p>
<p>Cominciamo col Christkindlmark di Maria –Thereisien Strasse, ma non acquistiamo nulla, proseguiamo col mercato dell’ Altstadt attraversando vicoletti opportunamente corredati da gnomi e personaggi fiabeschi, appollaiati sulle facciate colorate degli edifici medievali, raggiungiamo il Tettuccio d’Oro, ora abbagliante,  illuminato anche dal grande albero di Natale posto proprio al centro della piazza.</p>
<p>Saliamo su una piattaforma rialzata che si erge di un paio di metri sopra gli stand, proprio sotto il Goldenes Dachl, questo è il punto più panoramico ed indimenticabile della giornata e non solo! Facciamo una cifra di foto, sono arrivato ad 800 scatti, ma la qualità credo proprio che sarà bassa, la nostra piccola Sony compatta ha fatto il suo tempo, come minimo avrà sul groppone 15mila scatti, ci sta lasciando.</p>
<p>Foxy fa le compere: due candele ornamentali, delle calamite e le irrinunciabile Winston blu che qui costano 60 centesimi meno che da noi. Io mi limito a 2 cartoline.</p>
<p>La prossima tappa è il mercatino di <strong><em>Marktplatz</em></strong>, situato su una sponda dell’Inn, di fronte il quartiere <strong><em>Mariahilfe</em></strong>, sapientemente addobbato per l’occasione. Qui mi concedo un aperitivo pomeridiano, una buona e fresca birra alla spina bavarese, la Stiegl, made in <strong><em>Salisburgo</em></strong>, corroborante.</p>
<p>In Marktplatz c’è la tipica giostrina coi cavallucci, quindi la presenza di bimbi schiamazzanti è importante, per ora ne usciamo per raggiungere il Presepe poco distante, dotato di piccole aree con animali veri recintati, compreso un grasso maiale.</p>
<p>I Christkindlmarks chiudono alle 20, tranne quello di Marktplatz che tiene le serrande alzate fino alle 21, ora sono le 19, prima di andare via ripassiamo in rassegna tutto, ma proprio tutto il centro per ultimare l’album fotografico ed eventualmente fare gli ultimi piccoli acquisti.</p>
<p>Non c’è che dire, l’atmosfera è magica, il posto è stupendo, ma la degenerazione commerciale che questa festa sta prendendo si fa col tempo sempre più marcata, peccato.</p>
<p>Dato che ci siamo vicini, recuperiamo l’auto, pagando la bruttezza di <strong>17€</strong>!!!! Avvelenato per la cifra sganciata guido fino a Mariahilfe, dove parcheggiamo gratis sulle strisce blu, attraversiamo un ponte e ci reintroduciamo nel mercato di Marktpaltz per l’ultima cena.</p>
<p>Prendiamo una specie di Pizza con patate, speck e cipolla ed un mega piatto di Gulash che mangio praticamente da solo e per chiudere due tazze di Vin Brulè.</p>
<p>Andiamo via quasi per ultimi, quando ormai tutti stanno chiudendo, è stata una bellissima esperienza ed Innsbruck merita una vista a prescindere dal periodo, natalizio o meno, è una cittadina molto ordinata, con degli edifici antichi stupefacenti, musei a iosa e tante opportunità di divertimento, a partire dalle svariate piste da sci disseminate sui monti che la circondano.</p>
<p>A Capodanno è sede del <em>Capodanno sulla Neve</em>, una manifestazione che porta una quantità industriale di turisti da tutta Europa, tra poco ci saranno le <em>Olimpiadi Invernali 2012</em>, c’è un aeroporto internazionale ed un importante snodo ferroviario, insomma, ci sono tantissimi buoni motivi per fare un giro quassù!</p>
<p>E stavo dimenticando, ci sono 2 ulteriori Christkindlmarks in città, che per mancanza di tempo non abbiamo visitato, quello di <strong><em>Wiltner Platzl</em></strong> e soprattutto quello panoramico di <strong><em>Hungerburg</em></strong> situato al di sotto del picco dell’ <strong><em>Hafelekar</em></strong>, raggiungibile attraverso una cabinovia! Mica cazzi!!</p>
<p>Per rincasare prendiamo nuovamente la 182 fino a Matrei e poi A13, (altri 4€) fino a Nosslach, durante il percorso incrociamo ben 3 posti di blocco.</p>
<p>La stanza è un forno crematorio, dopo una bella doccia ci guardiamo un po’ di tv tedesca e crolliamo a letto, la giornata ci ha stremato, bella ma faticosa.</p>
<p><strong>10 DICEMBRE – GIU’ AL NORD</strong></p>
<p>La notte è stata la fotocopia della scorsa, il caldo bestia mi ha tenuto più sveglio che addormentato, fuori si è scatenata una sorta di tempesta di vento che questa mattina ha portato un po’ di nuvole, la temperatura si è alzata di qualche grado e la neve sul terrazzino si è sciolta, che strano, siamo in pieno dicembre in mezzo alle Alpi e la neve invece che cadere copiosamente, va via bruciata dal sole tiepido del mattino.</p>
<p>Scendiamo a fare colazione, Foxy emula quella di ieri, io invece cambio, prendendo una tazzona di cereali al cioccolato e del pane nero con semi di sesamo, ricoperto con vari strati di Nutella.</p>
<p>Torniamo in camera, facciamo le ultime foto dal terrazzo, prepariamo le nostre cosette e scendiamo per il ceck out. Il tizio è molto gentile e simpatico, parla italiano (e come non potrebbe dato che la clientela è solo italiana), paghiamo la somma richiesta e diamo l’arrivederci a questo hotel così bello, questa volta non è detto che non ci torneremo veramente, io ho sempre desiderato di imparare a sciare, magari a gennaio, un paio di giorni da passare sulle piste nei dintorni non sarebbero una cattiva idea, magari per il mio compleanno… A proposito di piste, ieri sera tornando, dall’autostrada, pochi minuti prima della nostra uscita abbiamo visto una zona completamente illuminata, si tratta dell’area sciistica di <strong><em>Bergeralm</em></strong>, fantastica! Gli unici tracciati dove è possibile sciare di notte!</p>
<p>Scendendo dalla collinetta dell’hotel, facciamo una piccola deviazione prima di prendere la A13, accostiamo in un sentiero ghiacciato e ci spariamo le ultime foto sulla neve austriaca.</p>
<p>Tornando in auto, vado per prendere l’autostrada, ma distratto dalla radio compio una cazzata galattica, prendo la direzione <strong>Innsbruck </strong>invece del <strong>Brennero</strong>!!!! Cazzo, cazzo, e adesso???? Ci toccherà uscire a <strong>Matrei </strong>e rientrare pagando 8 stramaledetti euro!!! Non è possibile, che coglione, non ci posso credere!</p>
<p>Ma io non ci sto! Dopo un paio di km farciti da smadonnamenti vari, intravedo davanti a noi un’auto colorata, penso dell’equivalente dell’Anas austriaco, imboccare un’uscita delimitata da una sbarra elettronica e d’istinto la seguo senza essere notato, a un paio di 100 metri distanza.</p>
<p>L’auto dell’ “Anas” apre un&#8217;altra sbarra, esce dall’autostrada e si dilegua lesta tra i sentieri nevosi, noi continuiamo percorrendo un lunghissimo curvone a gomito che ci porta nell’altra direzione dell’autostrada, quella giusta! Ma l’entusiasmo dura poco, ci ritroviamo all’interno di un’area privata, recintata, con capannoni ed uffici e la cosa peggiore è che c’è un’altra sbarra ad impedirci di uscire per immetterci sulla carreggiata! E adesso??? Che minchia facciamo??? Provo a tornare indietro ma è chiuso anche di la. Merda, ci siamo intrappolati!</p>
<p>Torno nella zona degli uffici, scendo dall’auto e provo a bussare alle porte, non sapendo cosa diavolo spiegare e come spiegarlo ad un eventuale interlocutore, tra l’altro sono senza giubbotto e fa un freddo cane. Busso qua, busso di la ma niente, non c’è nessuno, nemmeno nei capannoni. Essendo sabato, credo proprio che stiano tutti a sciare.</p>
<p>Torno in auto e dopo un veloce conciliabolo con Foxy prendo l’unica decisione plausibile: alzerò la sbarra a mano e Foxy sposterà la macchina fuori dalla trappola.</p>
<p>Mi avvicino circospetto alla sbarra e comincio ad armeggiarci finchè non la sblocco e pian piano riesco ad alzarla, mi sto cacando sotto, non stiamo compiendo un atto propriamente legittimo e il pensiero di essere beccato da un gendarme bavarese incazzato mi fa muovere alla massima velocità!</p>
<p>Non appena la sbarra è alzata quel tanto che basta, Foxy mette la prima e sguscia fuori, ci diamo il cambio repentinamente e sgommiamo via a tutta velocità in direzione Brennero! Ci siamo liberati e neanche ci hanno sparato!!</p>
<p>L’intoppo ci ha fatto perdere una mezz’oretta, per recuperare alzo un po’ l’andatura, la via è sgombra e c’è pochissimo traffico. Alla barriera del Brennero rientriamo in <strong>Italia</strong> e proseguiamo sulla A22 fino a Bolzano<strong> </strong>sud dove usciamo e ci immettiamo sulla <em>MEBO</em>, la superstrada che conduce a <strong>Merano</strong>.</p>
<p>Circa 3 km prima dell’uscita Merano sud, una lunga coda di auto ci annuncia che ci sarà un macello di gente, che palle! Tento di fare il furbo e proseguo per Merano Maia Bassa, non l’avessi mai fatto, è peggio di Merano sud!</p>
<p>C’è un’altra lunghissima coda in uscita che blocca la prima corsia della superstrada, la seconda però è libera… mmmmh, perché mai mi dovrei accodare come una pecora al gregge?? Ma sticazzi, ho guidato per anni a <strong>Roma</strong>, farò come al solito! Supero tutti e 50 metri prima della deviazione mi butto davanti il primo stronzo che lascia 5 cm liberi, in questo caso un camper, che ha addirittura l’ardire di sfanalarmi, eh ciccio cazzi tuoi, non dovevi lasciare tutto quello spazio!</p>
<p>In questo modo ci avvantaggiamo rispetto a tutti gli altri ovini e nei pressi della stazione riusciamo a trovare un parcheggio, udite udite, gratuito!!!! Incredibile!</p>
<p>Certo non siamo proprio in centro, ma due passi sul lungo <strong>Passirio</strong> non ci faranno male e poi la giornata è volta al meglio, soleggiata e calda (10°).</p>
<p>Anche a Merano come ad Innsbruck, prima di addentrarci nella confusione dei mercatini, andiamo in avanscoperta della città, ci muniamo di mappe e depliant dal punto info e per cominciare entriamo nel <strong><em>Castello Principesco</em></strong>. L’ingresso costa 2€ e tutto sommato sono pure troppi per quello che offre: 4 mobili, 3 camere spoglie e 2 quadri appesi. Nemmeno possiamo pisciare dato che non ci sono i bagni.</p>
<p>La visita non è stata entusiasmante, uscendo ci fermiamo in un bar per 2 caffè. Notiamo una cosa simpatica, i tavolini esterni di bar e caffetterie, sono muniti di copertina da mettere sulla gambe, carino no? Oggi però non ce n’è bisogno, si sta bene, tanto che non indossiamo nemmeno guanti e sciarpe.</p>
<p>Proseguiamo il giro percorrendo <strong><em>Via dei Portici</em></strong>, la solita via col porticato che quasi ogni città del nord ha, fino a <strong><em>Piazza Grano</em></strong>, dove Foxy acquista uno strudel intero, dice lei da regalare alla madre a Natale… bisogna vedere <span style="text-decoration: underline">SE </span>ci arriva a Natale…</p>
<p>Saliamo verso <strong><em>Piazza Duomo</em></strong>, visitiamo la cattedrale e finalmente ci concediamo il primo pasto della giornata, da un pittoresco “wurstellaro” del posto. Per me un panino con Meraner e senape e per Foxy un Frankfurter che arrivata a metà mi molla, asserendo che ha “<em>la pelle dura</em>”… WTF?????? Lo faccio fuori in un nanosecondo!</p>
<p>E’ giunta l’ora di immettersi nella baraonda del Christkindlmarkt sul <strong><em>lungo Passirio</em></strong>, a differenza di tutti i posti visitati fino adesso, gli stand non sono in una piazza, ma sul lungo torrente, cosa che un po’ mi dispiace, in effetti avrei preferito il solito ambientino riparato sotto torri e campanili, ma a Merano così non è.</p>
<p>Santo Dio!! C’è una quantità di corpi umani ammassati indecente! In mezzo a tutto questo casino però, non posso non notare un particolate, che in verità sto constatando da quando abito a Verona. Ci sono moltissimi tizi e tizie con i cani e fin qui nulla di strano… però sti cani non li fanno camminare, li portano dentro delle borse come fossero baguette, li vestono con sgargianti cappottini firmati, alcuni portano delle felpe, giuro che uno di loro aveva una felpetta a righe col cappuccio incorporato, identica ad una mia della Nike!! Ma il top lo raggiungono quelli che li mettono nei passeggini!! Sì, nei passeggini!! Ma sono fuori dai, passi una leggera copertina per quelli di piccola taglia che soffrono il freddo, ma qui si esagera.</p>
<p>Secondo pasto della giornata: polenta col gorgonzola seguita da un panino del contadino con speck e formaggio. Da bere nulla, tutta quella roba calda mi ha sciolto le budella.</p>
<p>Mangiamo su una botte di uno stand sotto il/la <strong><em>Kurhaus,</em></strong> un pregevole edificio bianco a margine del lungo Passirio.</p>
<p>Rifocillati a dovere attraversiamo un ponte ed accediamo nell’altra zona dei mercatini, in <strong><em>Piazza Terme</em></strong>, una piazza tutto fuorchè bella, con il mastodontico complesso delle Terme alle spalle delle giostre e della pista di pattinaggio.</p>
<p>Entriamo un momento alle Terme, anche qui il caos, una fila kilometrica per accedere! Che stress, altro che relax! Dall’alto delle vetrate si possono vedere le varie piscine al chiuso e all’aperto, figo è figo non c’è che dire, anche questa me la segno in agenda, con 25€ è possibile passare un’intera giornata nella struttura, vorrei provare.</p>
<p>Uscendo ci incamminiamo verso la macchina, dato che è pomeriggio ed abbiamo l’ultima tappa del tour da vedere, <strong>Bolzano</strong>. Ad un certo punto veniamo quasi assaliti da un’orda di folla famelica, c’è qualcuno che sta regalando qualcosa e tutti si affannano per avere le loro parte!! Chissà che cazzo danno oh, famme vedè!! Sono MELE, semplicissime MELE, si stanno ammazzando per prendere UNA MELA. Ma andate tutti a cagare va!!</p>
<p>Tutto sommato il Christkindlmarkt  di Merano poco ci è piaciuto, la città è carina, ma sinceramente abbiamo visto di meglio. Tornati alla macchina ci dirigiamo verso Bozen. Essendoci già stato a metà novembre, sono cosciente del fatto che non esistono posteggi, un po’ come a Verona, l’unica alternativa sarà infilarsi nei soliti multipiano interrati e così facciamo.</p>
<p>Bolzano mi piace moltissimo, è una città splendida, con tanta natura a circondarla, piste ciclabili a perdita d’occhio, funicolari panoramiche, un delizioso centro pedonale e una sfavillante <strong><em>Piazza Walther</em></strong> abbellita da 80 stand natalizi!</p>
<p>Nel mentre che l’abbiamo raggiunta si è fatta sera, la fiumana di gente è in parte scemata ed è possibile camminare senza essere travolti. Foxy fa gli ultimi acquisti, un mini-presepe intagliato nel legno, un barattolino di marmellata tirolese e del pane secco boh, roba strana ma economica, d’altronde i prezzi in generale sono tutt’altro che economici! Una saponetta di 50 grammi, 10€.</p>
<p>Anche il Vin Brulè costa di più che nei precedenti mercati, 3€, ma un’ultima tazza non possiamo farcela scappare, questa volta però è Vin Brulè bianco.</p>
<p>Dopo il giro dei mercatini, compresi quelli maggiormente seducenti allestiti all’interno del <strong><em>Bosco Incantato</em></strong>, entriamo a fare una passeggiata in centro e alle 20, stanchi ma soddisfatti, torniamo al parcheggio, paghiamo ulteriori 4€ e prendiamo la via di casa, 150km ci dividono da Verona, km che scorrono veloci, di sicuro la gleba si ammasserà domani su strade ed autostrade, ma noi previdenti, con 90 minuti ce la sbrighiamo e torniamo giusto in tempo per vedere il secondo tempo di <em>Inter – Fiorentina</em>, inutile dire che m’incazzo per il risultato finale, ma vabbè, è più di un anno che si fa cagare.</p>
<p>E anche questa è andata…</p>
<p>Fin.</p>
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		<title>E’ meglio averlo duro o averlo molle? Diario del terzo viaggio a Maiorca</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 07:53:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Avete mai sentito dire che non c’è due senza tre?</strong> Si? Bene. Anch’io l’avevo sentito dire, così dato che ero già stato 2 volte nella fantastica Maiorca, ho pensato bene di tornarci una terza. Il mio ultimo viaggetto su quest’isola risale al mese di Giugno 2011, dal 7 al 14 per la precisione. E ancora a Magaluf, la località più animata dell’isola e con la maggiore concentrazione di young British pussy.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/09/Palma-di-Maiorca-al-tramonto-dall-aereo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3866" title="Palma di Maiorca al tramonto dall aereo" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/09/Palma-di-Maiorca-al-tramonto-dall-aereo.jpg" alt="Palma di Maiorca al tramonto dall aereo" width="500" height="375" /></a></p>
<address>Photo credit: <a href="http://www.travelsmart.it">Dick Smart </a></address>
<p>In pratica c’ero stato in <strong><a href="http://www.travelsmart.it/2011/04/maiorca-in-inverno/">inverno nel 2007</a></strong>, in <a href="http://www.travelsmart.it/2010/08/mallorca-no-sex-just-sun-%e2%80%93-diario/"><strong>estate lo scorso anno </strong></a>ed in primavera (ma meteorologicamente già estate) quest’anno. Mi manca solo l’autunno, una lacuna questa, che cercherò di colmare a breve. <span id="more-3865"></span></p>
<p>Il nuovo volo Ryan da Bergamo a Palma mi è venuto via a 60 euri a cranio, ai quali bisogna aggiungere 120 euri per portare 3 valigie (40 l’una, da non crederci). Comunque viaggiando con 3 donne al seguito non c’è alcuna possibilità di viaggiare con il solo bagaglio a mano, così l’intero volo è costato 360 euri, in ogni caso meno dei 400 pagati lo scorso anno con easy con sole 2 valigie e in partenza da Malpensa, per me molto più scomodo.</p>
<p>Il giorno della partenza carichiamo armi e bagagli sulla Focus 1.6 sw euro 0 del 2000 e ci dirigiamo alla volta di Orio che raggiungiamo senza intoppi. Dopo un lauto pasto al Mac interno ci imbarchiamo in orario sotto una pioggia torrenziale. Ultima fila per noi perché io da bravo pirla pensavo che a Palma si potesse scendere anche dalla porta dietro.</p>
<p>Invece, brutta sorpresa all’arrivo: si scende dal finger, così grazie alla mia geniale idea di sedersi in ultima fila, siamo scesi per ultimi. Tre fottuti minuti buttati nel cesso. Ora vi svelo una piccola curiosità: i B737, essendo costruiti a Seattle, ed essendo gli americani notoriamente superstiziosi, sono privi della fila n° 13. Fateci caso la prossima volta che volate: si passa dalla 12 alla 14.</p>
<p>Operazione primaria una volta al suolo, recuperare le valigie. L’aeroporto di Palma è davvero grande, così si è reso necessario stabilire prima un’eventuale ERV nel caso qualcuno della mia squadra si fosse smarrito: il punto convenuto era nella sala partenze  al banco del checkin n° 1.</p>
<p>Questa volta, a differenza delle due precedenti missioni, non abbiamo utilizzato il servizio shuttle, ma abbiamo preso un taxi prenotato alcuni giorni prima su TaxiPMI. Il costo e il funzionamento sono simili, cioè 35 euri a tratta (per auto, non per persona) e l’autista attende i passeggeri al di fuori dell’area ritiro bagagli sotto un’affare appeso al soffitto. Incredibile ma vero, l’autista c’era!</p>
<p>In 20 minuti netti raggiungiamo Magaluf e veniamo scaricati al Sol Guadalupe dove avevamo prenotato. Abbiamo cambiato anche l’hotel. Il Guadalupe ha 3 stelle e non è sul mare ma è comunque validissimo, ma voi già lo dovreste sapere, dato che ho pubblicato <strong><a href="http://www.travelsmart.it/2011/06/hotel-sol-guadalupe-magaluf-maiorca-recensione/">un’accuratissima recensione</a></strong>. Giusto il tempo di registrarci e scaricare i bagagli in stanza e ci incamminiamo alla volta della prima attrazione da visitare: La House of Kathmandu.</p>
<p>Trattasi in realtà di 3 attrazione distinte: la casa vera e propria, il minigolf ed un cinema 4D. E naturalmente c’è anche un ristorante bar annesso. Iniziamo dalla casa, che vista da fuori assomiglia ad una mega-villa, ma è capovolta. Cioè, il tetto è in basso e le fondamenta in alto. Un discreto lavoro, devo ammetterlo. Si entra e si segue un percorso guidato con tutta una serie di amenità, tipo il labirinto di specchi, l’incontro con l’abominevole uomo delle nevi (cioè una specie di aldo gazzotti), un tunnel rotante dove è difficile rimanere in piedi ed un sacco di altre cosette interessanti. Ci vuole circa un’ora e secondo me sono soldi spesi bene. E’ chiaro che i soldi spesi per una escort top class sono spesi meglio ma non divaghiamo. La seconda cosa è il cinema 4D: ci si lega sulle poltrone (mobili) si indossano gli occhiali e si parte a bordo di un trenino in una miniera. Non è che mi abbia entusiasmato… Il minigolf ce lo teniamo per la sera e facciamo rotta per l’hotel. Mollo le donne in doccia ed inizio la consueta ricognizione del territorio. Mi mancava da un anno la sensazione di girare per Magaluf con una lattina di San Miguel in mano. Sono davvero rinato. Insomma, la birra non conviene prenderla nei pub anche se viene solo 2,50/3,00 euro, perché negli innumerevoli minimarket sparsi per il paese la lattina di San Miguel viene via ad un prezzo variabile tra gli 80 cent e l’euro. E anche per oggi vi ho dato una dritta per la vostra prossima vacanza a Magaluf.</p>
<p>Faccio rientro in hotel per ricongiungermi alla mia squadra. Doccia e poi cena in hotel dato che eravamo in HB. La cena è molto simile a quella dell’Antillas dello scorso anno, ma come dicevo prima, voi già lo dovreste sapere.</p>
<p>Bene, dopo cena torniamo nuovamente alla house of Kathmandu per giocare a minigolf. Devo ammettere che era la prima volta nella vita che provavo a giocare. Insomma, lo so che è grave e che voi avete già giocato ma io almeno ho guidato un carro armato e voi no. Inoltre io so perfettamente come stimolare il punto G e voi no. Non è da tutti…</p>
<p>Torniamo al minigolf: ci sono 2 percorsi da 18 buche, quindi iniziamo il primo. Ma lo sapete che è davvero divertente? Non l’avrei mai pensato, comunque a circa metà gara è arrivato un temporale stile diluvio universale che ci ha costretti ad interrompere la partita. Poco male: ci hanno rilasciato un buono per rigiocare il giorno dopo. Torniamo in hotel e poi a nanna. Ecco, ora vorrei fare la mia personalissima considerazione: io ce l’avevo abbastanza molle, mentre è molto meglio averlo duro, non trovate? Insomma per chi soffre di mal di schiena come me credo sia meglio dormire su di un materasso piuttosto duro. Quello molle non fa altro che aumentare il mal di schiena. Almeno questa è la mia opinione. Voi che ne pensate? E meglio averlo duro o averlo molle?</p>
<p>La mattina del giorno 2 il meteo è abbastanza incerto così decidiamo di prendere una macchina e dirigerci verso la parte est, cioè Porto Cristo e le famose Cuevas del Drach che le volte precedenti mi ero perso. Col senno di poi, per fortuna mi ero perso, ma poi ci arrivo.</p>
<p>Insomma, io ho voluto fare il cazzone e non mi bastava una Matiz di merda, no, ho voluto prendere una cabrio per fare il figo, anche perché qualche raggio di sole sbucava dai nuvoloni grigi. Per 60 euro ho avuto una Renault 19 cabrio che era già in circolazione quando ancora Maiorca non era meta del turismo di massa, pensate un po’… Scassata, rumorosa, cigolante, con i pannelli delle portiere fissati con viti e nastro adesivo. Ma era una cabrio, ed io non ne avevo mai guidata una se escludiamo l’AR 76 di voloiriana memoria. Riesco in qualche modo a piegare il tetto nel suo alloggiamento a vado a prendere le mie 3 donne davanti all’hotel.  Non appena partiti la Gio ha subito iniziato a dire che aveva freddo e che c’era troppa aria. Adesso mettetevi un po’ nei miei panni: che deve fare uno? Non ci ho dato peso ed ho continuato la marcia imperterrito, ma giusto il tempo di uscire da Magaluf ed ecco le prime gocce di pioggia… Mi sono dovuto arrendere: ho accostato, richiuso il tetto e mi sono rimesso in marcia. Sotto una pioggia sempre più torrenziale aggiriamo Palma e ci immettiamo sullo stradone per Porto Cristo. Voi non avete idea di quanto cazzo è grande Maiorca, vi giuro che non sembra nemmeno un’isola. Comunque ci mettiamo circa un’oretta per arrivare alle Cuevas. Andiamo ad informarci per scoprire che si entra ad orari prefissati in gruppo, cioè non è che arrivi te, faccia di cazzo, con la tua macchinetta coi cerchi in lega ed entri quando cazzo ti pare. Comunque la temperatura si era abbassata, la Gio aveva freddo, non si era portata golfini, ecc, mi fai ammalare le bambine….  Alla fine niente Cuevas! Avete capito bene, abbiamo attraversato tutta la stramaledetta isola per niente. Nel frattempo ha smesso di piovere ma il cielo è ancora grigio e ci spostiamo nella vicina Porto Cristo. Col sole non dev’essere male, ma è di sicuro una delle località più sputtanate e piene di turisti di Maiorca, nonostante sia abbastanza piccola. Una veloce passeggiata (e intanto riprende a piovere) e ci fermiamo per il pranzo in un posto che aveva tutta l’aria di essere una trappola per turisti, sulla main street proprio di fianco al Burger King. Ci hanno infilato su per il culo un cetriolo enorme, lungo, grosso e duro. Ve la faccio breve: 2 bruschette, 2 toast, un gelato per la modica cifra di 50 euro…. Eppure io lo sapevo che bisognava andare in qualche merdoso bar alla periferia del paese, cazzo, bisogna andare dove vanno i locali, non i turisti!</p>
<p>Fanculo. Risaliamo in macchina e torniamo verso Palma e il tempo pare che stia migliorando. La volta scorsa avevamo adocchiato un grande centro commerciale multipiano e per pura sfortuna ci passiamo davanti. La Gio, essendo un cyborg, cioè metà donna e metà macchina, è munita di un radar interno per l’avvistamento dei centri commerciali. Insomma, fermati, fermati, andiamo a vedere. Entriamo e perdiamo un po’ di tempo a spasso per questo centro che è praticamente la fotocopia di quelli che ci sono qua da noi. I soliti negozi, l’unica cosa che cambia sono i gestori della telefonia mobile, ma fino a un certo punto, Vodafone c’è anche là.</p>
<p>Comunque ripartiamo, e dato che nel frattempo è uscito un bel sole, riabbasso il tetto e posso finalmente guidare con il vento tra i capelli. Mi sono sentito un po’ Peter Fonda in easy rider, anche se lui andava in moto, ma è tanto per farvi capire. Mentre io guido la Gio attacca la confezione da 6 di San Miguel: una lattina per uno. Con una mano dovevo tenere il volante, quindi le marce le cambiava lei. Il mio motto è “guida poco che devi bere”. Non è mica vero che dopo un chilometro mi fermano gli sbirri? Il cazzone aveva un quad, non una macchina, quindi potevo anche scappare, ma la sua Walter era comunque più veloce della mia Renault 19 cabrio, così ho pensato bene di fermarmi. Al cinturone aveva un paio di guanti antitaglio della Vega, che non ho proprio capito a che cazzo gli servissero, oltre allo spray OC (quello è effettivamente utile, lo ammetto, anche se da noi rischia di più chi lo usa), e tutta una serie di Leatherman, manette di plastica, Maglite (quella ce l’ho anch’io!) e chi più ne ha, più ne metta… comunque io ho esordito con “olà, amigo!” Non ho capito che cazzo mi ha detto, ma immagino la solita frase “patente e libretto”. Ora io non so come funziona in Spagna, ma tutte le auto che ho noleggiato non avevano la carta di circolazione. Gli ho detto, in italiano: “se mi regge un attimo la birra le prendo la patente” e gli ho passato la lattina che lui ha preso senza fare storie. Siamo a Maiorca, ricordiamocelo, mica in qualche posto dell’ex URSS…</p>
<p>Dato che aprendo il portafogli il mio distintivo ed il tesserino erano in bella mostra, il tizio mi ha ridato la birra e mi fa “andale, andale…”  L’ho salutato militarmente e sono partito sgommando…. Con il sole che spaccava le pietre ci dirigiamo a Ovest verso Andraxt e poi a Port d’Andraxt dove ci fermiamo per fare una passeggiata. Devo dire che è un paese davvero carino, sul mare, ad elevata concentrazione turistica. Noleggiavano dei gommoni con fuoribordo che non richiedeva la patente nautica e io volevo fare un giro, ma la Gio ha puntato il dito “”e se una delle bambine cade in mare?? No, no, no!!”. Inutile dire che se cadono in mare, le ripesco io, fiato sprecato. A parte che Laura sa nuotare da quando aveva 5 anni e Ilaria sta imparando, ma niente, non voleva sentire ragioni. Dopo la passeggiata rientriamo a Magaluf, vado a riconsegnare l’auto e le SOP a questo punto prevedevano che facessi il mio consueto giro in solitaria in paese. L’anno scorso avevo trovato un pub gestito da un tizio che preparava ottimi mojito, così ho voluto tornare per verificare se le cose erano ancora così. Effettivamente c’è ancora e ancora prepara ottimi mojito, dico di quelli fatti sul momento, con le foglie di menta prese da una piantina in vaso sul bancone. Dovete stare molto attenti perché in giro ci sono un sacco di locali dove preparano il mojito con un prodotto preconfezionato che prelevano alla spina e lo infilano in un bicchiere di ghiaccio tritato. Quello non è il vero mojito, anche se il sapore è simile (ma non uguale). Dopo il mojito, lattina di San Miguel presa al minimarket e passeggiata in allegria.</p>
<p>Torno in hotel, cena con foto di rito, poi di nuovo alla House of Kathmandu per la partita di minigolf interrotta la sera prima. Davvero divertente: dovreste provare se già non l’avete fatto! </p>
<p>Il giorno 3 sveglia per me alle 6 e passeggiata in paese. Come già avevo scritto nel diario dello scorso anno il paese a quell’ora del mattino è pieno zeppo di ubriachi che ancora non hanno concluso la serata. Sporcizia e chiazze di vomito ovunque. Quest’anno ho assistito però ad uno spettacolino insolito. Al primo piano di una palazzina, sul balcone c’era una ragazza, ovviamente inglese che indossava solo una maglietta, anche piuttosto corta. Ed io dalla strada guardavo in alto. Lo so cosa vi state chiedendo: volete sapere se le ho visto la figa, vero? La risposta è si, le visto la figa, che come da prassi era interamente depilata. E meno male che oggi le donne se la radono, mi ricordo che nei lontani anni 80 bisognava sputare peli di continuo. Ad ogni modo, se già avete letto <strong><a href="http://www.travelsmart.it/2010/10/orlando-e-la-teoria-della-relativita/">Orlando e la teoria della relatività</a></strong>, sapete che anch’io mi rado le palle ed il pube, come gli attori dei porno. Me l’ha ordinato la Gio: “per par condicio”, ha detto… Ma che significa?</p>
<p>Ma adesso viene il bello: insieme alla ragazza c’era un tipo con una canna da pesca col mulinello. Lui si stava dando da fare per calare la lenza al livello della strada. E volete sapere cosa c’era attaccato? Ve lo dico subito: un preservativo! Usato. E pieno. Con un bel nodo sopra. Insomma, l’animale voleva far sapere al mondo, o almeno a Magaluf, che la serata gli era andata alla grande. E buon per lui, per conto mio dovevo attendere altri 4 giorni… in pratica dovevamo tornare a casa.</p>
<p>Rientro in hotel per la colazione con la mie donne poi trascorriamo l’intera giornata nelle piscine dell’hotel. La cosa che ho subito notato è che i giovani erano pochi, c’era per lo più una clientela matura proveniente dal Regno Unito, motivo per cui l’albergo era molto tranquillo. Ho deciso di organizzarmi un OP per controllare la presenza di eventuali MILF e in effetti una c’era. Era un troione da combattimento, naturalmente in topless (direi che aveva una 4^) con dotazione standard: bionda, occhi azzurri, piena di piercing e tatuaggi e faccia da troia. Come tutte le sue connazionali era intenta a leggere il Sun (o il Mirror, non ricordo bene). Viaggiava con 2 bambini e la sorella che fungeva anche da baby sitter quando lei si appartava con qualche negro. Ma io come faccio a saperlo, direte voi. Lo so perché l’ho vista, mica racconto balle, io! Allora a un certo punto è sparita dietro uno scivolo così ho effettuato una CTR e l’ho localizzata mentre conversava amabilmente con un negro sudato e muscoloso che continuava a toccarsi l’uccello. Lei aveva quel classico sorriso che sta a significare “dopo te la do”. Ma è normale, voglio dire, una così mica si accontenta di cazzettini piccoli e mosci come avete voi cari lettori di travelsmart.it che non avete mai contato da 1001 a 1005, lei vuole i negri. Così gira il mondo.</p>
<p>Il giorno 4 il tempo era un po’ incerto così, questa volta equipaggiati di tutto punto, riproviamo a tornare alle Cuevas. Noleggio una Panda per 35 euro e ripartiamo in direzione est. Non so se 35 euro al giorno è un prezzo adeguato, io non mi intendo di economia, come sapete la mia specialità è la geometria analitica. No, no, no, fermi! Geometria analitica non vuol dire mettersi a 90° e prenderlo in culo, mi riferisco proprio alla geometria cartesiana (o analitica). E’ questa la mia specialità. Questa volta ci entriamo ma devo dire che è stata un’esperienza piuttosto deludente. Si entra in queste grotte dove bisogna prima assistere ad uno stupido ed inutile filmato, poi si segue un percorso guidato dove si possono ammirare tutte quelle stalattiti illuminate da faretti di vari colori, ma il tutto abbastanza in piccolo, se confrontato con le grotte di Frasassi, tanto per farvi capire. Ma la cosa più aberrante è stato il concerto sul lago. Intanto io mi aspettavo un lago, se non proprio come il lago di Garda, almeno grande quanto il lago d’Iseo, insomma. Invece, no, era poco più di una pozzanghera, con barca azionata da un motore elettrico con a bordo individui vestiti in modo assurdo che si guadagnano da vivere facendo avanti e indietro nel sottosuolo a beneficio dei turisti pecoroni come noi. Io mi lamento del mio lavoro (come tutti) ma c’è chi sta peggio. Eh, si. Inoltre proiettavano sulla roccia un filmato accompagnato da musica di merda con due facce da pirla che cantavano (si fa per dire) e facevano pom, pom con la bocca. Ma tra poco sarà pronto anche il video, così ve lo guardate e poi mi direte se non ho ragione.</p>
<p>Usciamo dalla grotta e ci fermiamo nel ristorantino dove provo ad assaggiare una specialità maiorchina, una specie di zuppa con dentro un po’ di tutto. Io ho la sensazione di essere stato inculato, ma il piatto era buono. E dico sul serio, considerate poi che io ho dei gusti abbastanza difficili. Mi piace la prugna ma non il cetriolo, tanto per farvi un esempio. Cioè, anche in fatto di donne, voglio dire, mi sono fatto anche dei mostri in tempi di magra, ma in genere ho avuto solo gnocche. Si perché essendo io figo, mi pare logico che mi sia sempre trovato delle gnocche, vi pare? Mi sono anche bevuto un bicchiere di vino rosso che spacciavano come prodotto del luogo. Non ho idea se fosse davvero così, ma l’ho bevuto e zitto.</p>
<p>Dopo il lauto pasto risaliamo sulla Panda. Sotto un cielo (duro) plumbeo giungiamo nei pressi di Porto Colom e non volendo pisciare dietro ad un cespuglio, entriamo abusivamente in un hotel per usufruire dei cessi. Questo hotel si trova proprio sopra una scogliera così da che ci siamo facciamo anche una passeggiata con tanto di foto ricordo e riprese video. Vi ricordo nuovamente che il mio video è quasi pronto. Giungiamo in una caletta (Cala Murada) che dev’essere favolosa in una bella giornata di sole, ma quel giorno, oltre ad essere nuvoloso, tirava anche un vento pazzesco. Ma la gente in spiaggia non mancava. Tutti tedeschi. Mentre a Magaluf  la Union Jack sventola ovunque, questa parte dell’isola è praticamente una colonia tedesca. Infatti ho anche adocchiato una pattuglia della gioventù hitleriana che marciava per il paese cantando Die Fahne hoch.</p>
<p>Porto Colom in se non è che abbia niente di speciale ma non fa neanche schifo. La cosa bella è che c’era una coppia di francesi intenti a farsi foto. Lei praticamente una modella, lui, giustamente, un mezzo negro, superdotato e naturalmente muscoloso e sudato. Le donne oggi non si accontentano più, se ancora non l’avete capito. Se siete sposati e non siete disposti a scopare vostra moglie ogni giorno, rassegnatevi: ci penserà qualcun altro al posto vostro. Eh, si… A questo proposito avrei un simpatico aneddoto da raccontarvi ma non so se lo farò. A proposito, sapete come si fa a tenere dei pirla sulle spine? Ve lo dico dopo.</p>
<p>Ripartiamo e prima di tornare a Magaluf giriamo a cazzo come uova sode per stradine secondarie. Non mi stancherò mai di dire che quest’isola mi piace proprio un casino. Anzi la sapete una cosa? Ogni tanto mi frulla per la testa l’idea di fare la cazzata del secolo e non è escluso che un domani la possa realizzare. Devo solo imparare castigliano e catalano, ma che ci vuole?</p>
<p>Bene. Dopo la riconsegna dell’auto faccio il mio solito alcol tour per il paese poi rientro in hotel per la cena. Serata fortunata: cipolle alla griglia. Credo di averne mangiate più di un chilo, ma almeno hanno prodotto ottimi risultati il giorno dopo, cioè le scoregge prodotte avevano una fragranza alla cipolla. Amo molto l’odore delle scoregge alla cipolla, passerei ore a fiutarle. Perché in genere si tratta di quel tipo di scoregge grasse, dense e intensamente profumate, non di quelle innocue a tromba. Viene voglia di mettersi le mani a coppa sul culo e poi annusare per non sprecare questa meraviglia. La mattina stavo sognando Maria Cuffaro del TG3 che mi svegliava con un bacio quando è suonato il cellulare. Peccato. Comunque ci alziamo, facciamo colazione e passiamo l’intera giornata in spiaggia. Ormai mi sono stancato di dirvelo ma c’è da rifarsi gli occhi. Ormai otre alle inglesi ci sono moltissime russe e sapete come sono le russe giovani, no? La giornata scorre tranquilla e la sera decidiamo di andare al minigolf, ma stavolta nella vicina Palmanova, che raggiungiamo in taxi, al golf Fantasia. Anche qui 2 piste, molto bello, ma un po’ più vecchiotto della house of Kathmandu. Rientriamo e andiamo a letto.</p>
<p>Giorno 6: questa giornata la passiamo in piscina a prendere il sole e bere sangria. Nessun avvenimento degno di nota, se non che la sera andiamo al minigolf da Tom Brown from Manchester, che devo ammettere essere piuttosto squallido, ma almeno economicissimo.</p>
<p>Giorno 7: ultima giornata piena a Magaluf che trascorriamo un po’ in piscina e un po’ in spiaggia. Per il pranzo andiamo da Pizza Hut, dove tutto sommato si può metter esotto i denti qualcosa di commestibile a prezzi abbastanza popolari. L’ultimo giorno è sempre una grande tristezza mo lo concludiamo in bellezza andando di nuovo al minigolf, che è diventato una tappa obbligata in questa vaccanza.</p>
<p>Il giorno 8 approntiamo armi e bagagli e lasciamo tutto al deposito dell’hotel. Dato che il nostro volo parte nel tardo pomeriggio abbiamo tutto il tempo di andare a fare un bel giro a Palma che raggiungiamo a metà mattina con l’autobus più affollato della Terra. Giriamo a piedi per il centro città, chè è davvero bella, ma già lo dovreste sapere. Un po’ di acquisti nei negozi di cianfrusaglie e poi pranzo da KFC, che per chi non lo sapesse è l’equivalente avicolo di MacDonalds. Il pomeriggio giriamo ancora un po’ poi riprendiamo l’autobus per Magaluf. Lo so, è una coglionata ma non potevamo fare diversamente perché il taxi già prenotato ci attendeva all’hotel. Ma prima di andare in hotel vi pare che una visitina da Tom Brown non ce la facciamo?? Che poi non era un taxi vero e proprio ma un furgoncino Mercedes nuovo con interni in pelle, aria condizionata e radio perennemente sintonizzata su Radio Balear, sa nostra radio.</p>
<p>20 minuti esatti per raggiungere l’aeroporto al piano partenze. Ultime San Miguel e poi un’ultima pesata ai bagagli a un banco del checkin vuoto, perché come sapete alla Ryan sono fiscalissimi per il peso. Infatti ho anche dovuto travasare un po’ di roba da una valigia all’altra per rientrare nei 15 chili. Diversamente sarebbero stati cazzi, che si quantificano con un’enorme somma da sborsare per ogni chilo in eccesso. A quelli non importa un cazzo se una valigia è mezzo vuota e facendo un medione risultano meno di 15 khg, no, ogni valigia deve avere il suo peso massimo.</p>
<p>Vabbè,raggiungiamo il nostro gate e il nostro 737 è già li che ci aspetta. Ho assistito ad una scena di isterismo perché c’erano i soliti cazzoni che volevano passare con bagagli a mano grandi quanto un Ape Piaggio. Niente da fare: 40 euro sull’unghia o restano lì. Partiamo in orario e ammiriamo il favoloso panorama della baia di Palma al tramonto. Una bella vacanza, ed io ancora devo capire se è meglio averlo duro o averlo molle…</p>
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		<title>Kalimera Pelion!! &#8211; Diario</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 08:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Collalti</dc:creator>
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Photo Credit: Andrea Collalti
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’ultimo viaggio all’estero, a <strong>Tenerife</strong> in giugno, è stato lontanissimo dall’essere rilassante, a causa di vicissitudini sfortunate  non abbiamo goduto di sole e mare praticamente mai e così è proseguita l’estate nella nostra terra madre, il mare? Un miraggio!</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/09/DSC01406.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3855" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/09/DSC01406.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><em>Photo Credit: Andrea Collalti</em></p>
<p>Quando ormai le speranze di passare qualche giorno distesi su una bella spiaggia erano al lumicino, repentinamente pesco un’occasione last minute nell’oceano di offerte Ryanair; un fine settimana lungo dal sabato al martedì in <strong>Grecia</strong>, nella <strong>penisola del Pelion</strong>; il volo accalappiato, nella fattispecie è <em>Roma Ciampino – Volos</em>.</p>
<p>Pago le sontuosa cifra di <strong>48€</strong> ed acquisto con la mia Mastercard (sfigata ricaricabile ma priva di commissioni), 2 biglietti a/r dal 10 al 13 settembre per me e la mia fidanzata.</p>
<p><span id="more-3854"></span></p>
<p>L’80% degli italiani non conoscerà <strong>Volos</strong>, il 90% non conoscerà il <strong>Pelion</strong> ed il 99% non avrà mai sentito nominare il luogo che ho scelto per la nostra mini-vacanza: <strong>Afissos</strong>.</p>
<p>L’opzione più scontata da Volos è prendere l’aliscafo per andare in una delle <strong>Sporadi Settentrionali</strong>, a scelta tra <strong>Skiathos, Alonissos</strong> e <strong>Skopelos</strong>, ma con soli 2 giorni pieni a disposizione, mi è sembrato fuori luogo andare a spendere 60€ a capoccia per navigare verso questi lidi, dunque, mi sono messo alla ricerca di una soluzione alternativa e dopo un attento studio su alcuni forum inglesi, ho trovato in <strong>Afissos</strong> la meta ideale.</p>
<p>A quanto pare il villaggio è prevalentemente frequentato da turisti <span style="text-decoration: underline">locali</span>, questo rafforza la convinzione che potrebbe essere un bel posticino, prenoto su booking.com un appartamentino e completo il programma di viaggio andando a scovare, con molta difficoltà, gli orari dei bus dei quali dovremo servirci, questa volta non voglio guidare, né auto, né moto, né bicicletta. Dovranno essere 4 giorni, noiosamente rilassanti!</p>
<p><em>NOTA: come consuetudine, per via della privacy, non userò i nostri nomi reali nel diario, saremo: Foxy(la mia fidanzata) – Io (me).</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>10 settembre – la iella è nera, ha 4 zampacce e gli occhi gialli</strong></p>
<p>Il volo per Volos, parte da Ciampino alle 09.30, questo significa che alle 06 io e Foxy siamo già in piedi, svegliarsi a quest’ora d’estate non è un problema, col caldo che fa è un piacere uscire un po’ all’aria fresca.</p>
<p>Ci avviamo alla stazione verso il regionale delle 06.44, per la strada non c’è anima viva. Ultimo rettilineo prima del parcheggio e… …  CAZZZZOOOOOOOOOO, FREEEENAAAAAAAAA! Uno stramaledetto gatto nero ci attraversa baldanzoso la strada, ma nun stai a dormì a quest’ora, ‘tacci tua! Dannazione,non c’è nessuno che ci precede ed abbiamo i secondi contati, Foxy non ci pensa due volte e tira dritto arrogandosi così il diritto alla sfiga felina.</p>
<p>Non sono superstizioso in generale, ma evito da sempre questa singola situazione: non taglio per primo la strada dopo l’attraversamento di un gatto nero! Mai, per principio.</p>
<p>Ecco, siamo fottuti, ora la collera del dio dei gatti ce la farà pagare, dovevamo aspettare cazzo, dovevamo aspettare che passasse qualche altro tizio, non si può essere circondati da un alone di sfiga il giorno in cui devi prendere: un treno, un bus, un aereo, un bus e un altro bus!</p>
<p>Di sicuro qualcosa accadrà e non sarà piacevole…</p>
<p>Intanto i primi due mezzi della giornata, il treno e il bus n°1, non subiscono intoppi e ci recapitano nell’aeroporto di <strong>Ciampino</strong> in perfetto orario, anche i controlli filano lisci, alle 09 siamo seduti nei pressi del gate 14.</p>
<p>Prima di salire a bordo prendo una pastiglia magica, l’ansia della sventura pendente mi opprime, ma sembra ancora che tutto proceda come si deve, veniamo imbarcati per tempo e alle 09.30 siamo seduti sul nostro 737 pronti al decollo.</p>
<p>Io: <em>oh ma quanto cazzo ci mette il pilota oggi?</em></p>
<p>Foxy: <em>non ti preoccupare ci siamo, stiamo sicuramente per part….</em></p>
<p>Comandante: <em>signore e signori vi informo che per restrizioni relative allo spazio aereo greco, dovremo ritardare la partenza <span style="text-decoration: underline">di almeno un’ora</span>, potete slacciare le cinture ed utilizzare liberamente i bagni, grazie.</em></p>
<p>Io:<em> &#8230;</em></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/09/rage.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3856" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/09/rage.jpg" alt="" width="500" height="352" /></a></p>
<p>Ecco, lo sapevo, quel cavolo di diavolo peloso a 4 zampe! La maledizione ci ha colpiti!</p>
<p>Ora dovremo stare qua dentro un’ora, oltre l’ora e 30 di volo, un incubo per la mia claustrofobia sempre più galoppante.</p>
<p>Immediatamente vengo attanagliato da quella orrenda sensazione di intrappolamento, mi precipito da un assistente di volo, chiedendogli se veramente l’attesa si attesterà entro i 60 minuti o rimarremo a bordo pista fino a stanotte! La risposta è confortante, ma sono al limite dello spararmi fuori dalla cabina attraverso il portellone anteriore rimasto provvidenzialmente aperto.</p>
<p>In qualche maniera desisto dal proposito, mi piazzo in piedi davanti la via d’uscita cercando di non guardare la catenella che indica il divieto di passaggio. E’un casino, chi non soffre di questa fobia non capirà mai, ma vi assicuro che è una iattura conviverci.</p>
<p>In un modo o nell’altro sopravvivo fino all’agognata partenza e mi tranquillizzo una volta in quota.</p>
<p>L’ora di ritardo non cambia di molto i nostri piani, dalla stazione KTEL di Volos, abbiamo un bus ogni ora per Afissos, quindi non siamo infognati come il 95% degli altri passeggeri che hanno i traghetti per le Sporadi in tempi strettissimi.</p>
<p>In Grecia siamo un’ora avanti rispetto all’Italia, arriviamo quindi alle 13.30.</p>
<p>L’aeroporto di Volos (<strong>Nea Anchialos</strong>) è incredibile! E’ chiaramente una base militare e gestisce la bellezza di 2 o 3 voli AL GIORNO, ad esclusione del mercoledì che non ha proprio traffico aereo civile. Volano qui solamente <em>Ryanair</em> (con 4 destinazioni comprese Roma e Bergamo), <em>Air Berlin</em> e <em>Lauda Air</em>.</p>
<p>Dalla fine di ottobre in avanti credo chiuda fino a primavera.</p>
<p>A sto punto la domanda sorge spontanea: che cazzo di restrizioni hanno avuto se non ci volano manco i picconi qua sopra????????!!!!!!!!!!!!!!!</p>
<p>C’è solamente un bus per la stazione KTEL di Volos. Se proprio si vuol essere autosufficienti si può affittare un’automobile, ma i prezzi sono decisamente poco convenienti.</p>
<p>Il bus per raggiungere Volos ci impiega circa mezz’ora e costa <strong>5€</strong>, non è possibile acquistare il ticket andata/ritorno.</p>
<p>Alla stazione KTEL fa un caldo micidiale, sotto la tensostruttura si raggiungono i 35°, anche qui, come a <strong>Salonicco</strong>, meta del mio precedente tour greco in giugno, le indicazioni sono tutte scritte con alfabeto locale, tutte! Secondo i miei calcoli il bus per Afissos partirà alle 15… Ne ho la conferma acquistando i biglietti, <strong>2.40€</strong> cadauno.</p>
<p>La cosa simpatica è che fino all’ultimo secondo prima della partenza non si sa quale sia la piattaforma dove attendere il bus, viene comunicato in extremis dall’altoparlante (peraltro in maniera incomprensibile), questa cosa fa tanto stazione fs di Ciampino, ci fa sentire a casa.</p>
<p>Con l’aiuto di un autista cordiale, veniamo indirizzati sul nostro mezzo. A bordo siamo in 4.</p>
<p>Il tragitto dura 40 minuti e già il panorama che scorgiamo dai finestrini promette bene, il <strong>Golfo Pagassitikos</strong> rende il mare piatto come fosse un enorme lago, il clima è perfetto, non c’è ombra di nuvole e la temperatura, appena sotto i  30°, non potrebbe essere migliore.</p>
<p>Dopo svariati scollinamenti ed un’ultima strettoia… capolinea!!!</p>
<p>Finisce la strada, il bus fa manovra su un pontile di cemento e riparte dopo 2 minuti.</p>
<p>Siamo al cospetto di un villaggio fuori dal tempo! Nulla a che vedere con i finti luoghi di villeggiatura spacciati come caratteristici, sparpagliati in Europa, questo è un autentico villaggio di pescatori ed autoctoni, siamo stati catapultati in un presepe sul mare.</p>
<p>Gli appartamenti Arriba sono a 15 metri dalla fermata del bus, segnano l’ingresso in paese. Non c’è una reception, una hall, ne altro, c’è solo un baretto affacciato sul pontile con una ragazza e un ragazzo al lavoro.</p>
<p>Finalmente trovo della gente che parla un inglese peggiore del mio!! La poca dimestichezza con il turismo europeo si fa sentire, per comunicare ricorriamo al linguaggio a gesti, mai sottovalutarlo.</p>
<p>Inizialmente ci assegnano un appartamento per 4 persone, nella casa in prima linea sul mare, ma a dire il vero non è che ci piaccia molto, quindi li richiamiamo e ci facciamo assegnare una nuova abitazione, questa volta più carina, nel secondo piano della casa in seconda linea sul mare.</p>
<p><strong><em>ARRIBA APARTAMENTS – MINI REVIEW</em></strong></p>
<p>Gli appartamentini si trovano in 2 piccole casette da due piani, in totale sono solamente 7. Nel resto delle abitazioni ci vive gente del posto.</p>
<p>La posizione è perfetta, all’ingresso del villaggio, a 2 passi dalla fermata del bus e dal pittoresco porticciolo.</p>
<p>Il punto forte della struttura (se vogliamo chiamarla così), è il bar sul molo dove si può consumare la colazione o si può bere qualcosa la sera, quando dico che è sul mare intendo che sul mare sul serio, praticamente dentro l’acqua, come del resto quasi tutte le taverne di Afissos.</p>
<p>Il nostro appartamento, il numero 5, esteticamente grazioso è dotato di aria condizionata (indispensabile ancora a settembre), tv e balconcino con vista parziale sul mare e diretta sulla collina.</p>
<p>Purtroppo presenta delle deficienze piuttosto fastidiose: non c’è la tendina nella doccia, non c’è nemmeno una stampella nell’armadio, non c’è ombra di piatti o padelle, ma solo posate e bicchieri a volontà.</p>
<p>La tranquillità “sarebbe” assoluta, se non ci  fosse al primo piano una famigliola del posto con 2 neonati, che assicurano un bel concerto sinfonico di pianti 24h!</p>
<p>Il personale, 4 ragazzi, è molto gentile, parla poco inglese ma ci si intende, siamo stati omaggiati di una bottiglia di vino bianco, cosa che mai era accaduta prima in nessun luogo del globo visitato.</p>
<p>Rapporto qualità/prezzo (<strong>30€ al giorno</strong>), discreto, su booking.com è il migliore, ma bisognerebbe vedere quanto chiedono direttamente in loco i numerosi fitta-camere, forse conviene contrattare e scegliere direttamente sul posto.</p>
<p>Sistemate le nostre 2 cose in casa, scendiamo in cerca famelica di cibo! In 15 minuti si percorre tutta la stradina lungomare di Afissos e si giunge ad <strong>Abovos beach</strong>, una delle 3 spiagge nei paraggi, la meglio attrezzata.</p>
<p>Ci accomodiamo al tavolo di una taverna ed ordiamo <em>Souvlaki </em> ed <em>insalata Greca</em>. Il Souvlaki è uno spiedino di carne, nulla di trascendentale, ma il pollo avvolto da croccante pancetta alla griglia è qualcosa di semplicemente delizioso!</p>
<p>Per chiudere, uno sfizioso dolce alla cannella identificato come <em>Melomakárona</em> e 2 caffè greci. Il <em>caffè greco</em>, all’apparenza sembra un espresso, ma in realtà è tutt’altro. Nella tazzina mescolano un cucchiaino o 2 di zucchero con del caffè macinato, poi aggiungono acqua bollente e frullano il tutto per qualche istante.</p>
<p>A me piace, resta tutta la polverina di caffè in superficie, ma costa un patrimonio, 2.50€!</p>
<p>Soddisfatto lo stomaco ci facciamo un giro, torniamo indietro, ci guardiamo intorno, cerchiamo negozi, strade… ma nulla. E’ tutto qua, fantastico! C’è un’unica chiesetta, un unico minimarket/tabacchino (con prezzi folli), un solo hotel tradizionale, un kebabbaro (immancabile) e un piccolissimo bazar di souvenir.</p>
<p>Il resto è composto da abitazioni e taverne. Non esistono pub, fast food, rent a car/moto, discoteche, uffici, negozi di paccottiglia, banche, bar… niente!</p>
<p>La pace regna sovrana data la scarsità di auto che transitano nell’esclusiva stradina.</p>
<p>Prima di trascorrere il pomeriggio in spiaggia, facciamo spesa, giusto qualcosa da bere, vale a dire <em>Mythos</em> a sfare e biscotti per la colazione.</p>
<p>Abovos beach è abbastanza “affollata”, è pur sempre sabato pomeriggio e c’è un clima ideale. Ci stendiamo sulla spiaggia ciottolosa ed assistiamo poco dopo le 19 ad uno dei tramonti più affascinanti mai ammirati dai tempi del <em>Cafè del Mar di Ibiza</em>.</p>
<p>Il sole rosso fuoco, cala veloce alle spalle delle colline che incorniciano morbidamente il golfo, lasciando una scia luminosa sulle acque di un mare mansueto come un’oasi da sogno.</p>
<p>Le foto si sprecano!</p>
<p>Purtroppo non facciamo il bagno a causa del pranzo terminato alle 17, ma domani staremo in acqua tutto il giorno! Ad un primo contatto, appare tiepida ed invitante come la miglior piscina riscaldata.</p>
<p>Tornati a casa, vista la mancanza della tendina nella doccia provoco una sorta di tzunami nel cesso, dannazione, mi tocca passare il mocio per arginare le acque!</p>
<p>Scendiamo verso le 21.30 per cenare in una delle tante taverne, in realtà saranno meno di 10, ma vabbè, ne scegliamo una a caso e con le solite difficoltà linguistiche ordiniamo ancora <em>Souvlaki</em> e delle<em> </em><em>Keftédes</em> ovvero polpette fritte di carne di vitello. I menù ovviamente sono in greco, solamente qualche pietanza ha la traduzione in inglese.</p>
<p>Anche in Grecia, come nella maggior parte delle nazioni europee, qualunque cosa ordiniate, verrà accompagnata da una montagna di patate, in questo caso fritte. Solo in Italia tocca pagalle a parte!</p>
<p>C’è poca gente in giro, sembrano tutti del posto, di turisti non greci non v’è traccia.</p>
<p>Abbiamo trovato gente più lenta dei canari! Prima che ci vengano serviti i nostri 2 piatti attendiamo oltre un’ora! Hanno ritmi letargici, perfettamente in sintonia con il luogo, d’altronde siamo seduti a 2 passi dal mare in una serata estiva e il tempo più si dilata meglio è.</p>
<p>Torniamo in casa dopo la mezzanotte abbastanza stanchi, io parto all’attacco di un paio di Mythos, Foxy dopo poco piomba a letto. In sottofondo la musica del bar e i pianti dei neonati si mescolano in un cacofonico stridio, meno male che ho i tappi va, altrimenti dormire sarebbe stato difficile.</p>
<p><strong>11 settembre – mare mare &amp; mare</strong></p>
<p>Mi sveglio alle 7.30 a causa di 3 fattori: urla snervanti dei poppanti, luce accecante in camera e mal di schiena dovuto all’eccessiva rigidità del materasso.</p>
<p>Foxy dorme, beata lei.</p>
<p>Senza nemmeno cambiarmi esco, scendo in strada, è domenica mattina e c’è un silenzio surreale, il mare è completamente ovattato, non c’è la minima onda, il Golfo Pagassitikos  sembra una gigante pista di pattinaggio, immobile, trasparente ed ammaliante.</p>
<p>Faccio 2 passi fino al mini-market per acquistare uno spazzolino a Foxy, poi continuo a bighellonare qua e la nei dintorni della piazzetta, nel frattempo un manipolo di anziani vestiti in modo piuttosto elegante mi sorpassa dirigendosi verso la chiesa. Figo, ci sarà la funzione domenicale, vado a svegliare Foxy così ci faremo un salto dopo colazione.</p>
<p>Tornato in casa trovo Foxy alzata, facciamo colazione, prepariamo lo zainetto ed usciamo a prendere il caffè giù al bar. Ci sediamo praticamente a 5 cm dal mare e veniamo serviti con 2 caffè greci accompagnati da un’intera bottiglia d’acqua ghiacciata! Che relax bere un buon caffè in questo posto!</p>
<p>Quasi ci dispiace dover andar in spiaggia! Ma prima di dedicarci alle nuotate, andiamo a visitare la chiesetta, nella quale assistiamo al finale di un rito bizantino, con la distribuzione del pane lievitato, al posto delle ostie.</p>
<p>Breve esperienza ma interessante.</p>
<p>Ma ora bando alle ciance e via col mare! Destinazione <strong>Lagoudi beach</strong>!</p>
<p>La spiaggia di Lagoudi è posta all’interno dell’insenatura adiacente al porticciolo, raggiungibile a piedi in 5 minuti attraverso una scalinata dismessa.</p>
<p>Magnifica!! La vegetazione sfiora le acque, non c’è sabbia appiccicosa ma ciottoli di 1000 colori. Il mare è trasparente, pulito, celeste e poi blu intenso. Non c’è vento fastidioso non ci sono stronzoni coi racchettoni, ma solamente qualche vecchietto e famigliole coi bimbi.</p>
<p>Stendiamo i teli e trascorriamo qui tutta la mattinata. Fare il bagno è un piacere unico, nuotare nel mare?? E  chi lo aveva mai fatto così! Con 3 bracciate prendo il largo!</p>
<p>Quando la fame chiama andiamo via, alla conquista di cibo, tornando in paese decidiamo di mangiare dall’unico kebabbaro a disposizione. Se si viene in Grecia il <em>Pita Gyros</em> è d’obbligo! Ne prendiamo un paio + un ulteriore paio di salsicce di non so quale animale, annaffiate da quantità industriali di <em>Tzatziki</em>, la salsina a base di aglio che rimane sullo stomaco per giorni! Bello mangiare in vacanza: piadina fritta ripiena di patate fritte, cipolle e carne untuosa!!</p>
<p>Il pomeriggio lo trascorreremo nella 3° spiaggia di Afissos, <strong>Kalifteri beach</strong>.</p>
<p>Kalifteri segue Lagoudi, è nell’insenatura successiva, quindi ampiamente raggiungibile con una breve passeggiata.</p>
<p>Questa spiaggia è molto più frequentata, o meglio, una parte è molto più frequentata dell’altra, grazie alla presenza di un paio di stabilimenti con annessi beach bar coi divanetti e musica chillout a palla.</p>
<p>Essendo domenica pomeriggio c’è un discreto numero di ragazzi e ragazze… ci siamo capiti…</p>
<p>Io e Foxy ci sistemiamo un 200 metri distanti dalla zona ibizenca, sotto le fresche fronde di un albero che cresce fin quasi dentro il mare. Altra location mica da ridere!</p>
<p>Nel tardo pomeriggio mi viene voglia di bere quella sorta di frappè che i 2/3 della popolazione, da quando siamo qui, vediamo trangugiare avidamente dal mattino alla sera.</p>
<p>Vado in un beach bar con tanto di bancone fronte mare e ne richiedo 2, indicandoli col dito al barman, curioso lo osservo mentre li prepara… pfffffffffff… altro non sono che banalissimi cappuccini freddi!</p>
<p>Acqua, caffè in polvere, zucchero, ghiaccio, latte, una frullata e via. In pratica è la “ricetta” del <em>Frappuccino</em> di Starbucks, solo che il Frappuccino di Starbucks è più buono! Qui lo chiamano <em>Freddoccino</em>.</p>
<p>A Foxy piace più che a me.</p>
<p>Prima del tramonto ultimo bagno, illuminati dai riflessi dorati del sole cadente, ecco, questo è uno dei bagni più fighi della mia vita!!</p>
<p>Torniamo in appartamento a sera inoltrata. Per la cena sperimentiamo la taverna vicina a quella di ieri, io m’incaponisco col <em>Souvlaki</em>, provandone un altro tipo e Foxy sperimenta la <em>Moussaka</em>, altra tipica pietanza greca, clamorosamente simile alla nostrana parmigiana, se fatta bene.</p>
<p>Quanto è lento il servizio, tanto son buoni i piatti, senza dubbio quello che ci propinano non è il solito cibo spazzatura decongelato, si capisce che qua se magna robbba bbbona e fresca!</p>
<p>L’affabile cameriere/proprietario al termine delle portate ci omaggia con 2 sorbetti e 2 shot di <em>Raki</em>, un potentissimo distillato puro di vinaccia dal vago gusto di dinamite e anice, imbevibile! Foxy però lo riesce a trangugiare, anche il mio bicchierino, convinta che non sia grappa, noooooooo, è Sprite!</p>
<p>A farci compagnia, gironzolano tra i tavoli decine di mici (nessuno nero) e qualche cane, a quanto pare ben accetti da tutti. Un gattino, quando ci alziamo, ci segue fin dentro la camera!! Sembra voler dormire con noi, quando lo mando via resta davanti la porta a miagolare per un bel po’. Per liberarcene sono costretto a scendere, farmi seguire fino in strada e poi far perdere rapidamente le mie tracce rincasando, povero.</p>
<p><strong>12 settembre – mare mare &amp; <span style="text-decoration: underline">ancora</span> mare</strong></p>
<p>Questa mattina mi sveglio ancora prima di ieri, alle 7 sguscio fuori dall’appartamento senza svegliare Foxy, è la mattinata ideale per fare 4 passi, voglio vedere cosa c’è oltre Abovos beach.</p>
<p>Sul lungo mare incontro un paio di pescatori solitari e qualche indigeno locale che immancabilmente mi saluta sorridente: <em>kalimera … kalimera … kalimera … kalimera … </em></p>
<p>Ma certo:<em> kalimera a voi, kalimera Pelion!!</em></p>
<p>Sono qua da soli 3 giorni e già tutti mi riconoscono, [<em>apro parentesi</em>] nemmeno nel mio palazzo ricevo tanti “buongiorno” al mattino, anzi, non ne ricevo nemmeno uno a dire il vero, brutti bastardi condomini, vi odio!! Non vedo l’ora di mandarvi a affanculo per sempre!! [<em>chiudo parentesi</em>]</p>
<p>Adoro camminare al mattino presto in luoghi di mare, c’è una pace disumana, si possono catturare delle immagini inusitate e tenerle per sempre conservate nei ricordi.</p>
<p>Proseguo oltre Abovos inoltrandomi in una stradina sconnessa, l’idea che un cane lupo esca fuori da qualche villetta prende corpo man mano che mi isolo nei campi di ulivi, ma fortunatamente le uniche creature che spuntano fuori sono i soliti gatti.</p>
<p>Al termine di una salita abbastanza ripida, mi trovo al cospetto di un sentiero dissestato senza alcuna protezione, mi affaccio e vedo in basso una caletta ancora poco illuminata dalla luce solare, placida placida che non attende altro che scenda giù a fotografarla.</p>
<p>Con molta attenzione intraprendo la discesa, arrivo sulla spiaggetta e mi guardo intorno, sembro fuori dal mondo, sono immerso in una spaccatura della montagna, riverso su una sottile striscia di pietre umide, il sole ancora è dietro di me, davanti agli occhi ho il Golfo Pagassitikos  e i monti del Pelion. Potrei essere ovunque, ma ora come ora non desidero altro che essere qua.</p>
<p>Dopo un po’ di sana meditazione e qualche scatto, riprendo la via del ritorno, non vorrei far tardi, poi Foxy chi la sente.</p>
<p>Rientrato nella civiltà assito a tutti i traffici di uomini al lavoro tipici di queste ore: gli spazzini, i pescatori di ritorno con il pescato, il market che apre… fanno tutto con la massima calma, chiacchierando allegramente. Non si direbbe di stare in un paese sull’orlo del fallimento.</p>
<p>Per la colazione mi fermo un attimo al mini-market ed acquisto 2 confezioni di <em>yogurt greco al cioccolato</em>, lo stesso di <strong>Salonicco</strong>, (pagato il doppio però), salgo su in casa e insieme a Foxy che si è appena svegliata ne mangio un vasetto, che bontà!</p>
<p>Vediamo, che cosa vogliamo fare oggi?? Una spiaggia al mattino ed una al pomeriggio con sosta pranzo in taverna, tale e quale a ieri, embè!</p>
<p>Ma a differenza di ieri, nel pomeriggio opteremo per un ritorno ad Abovos beach, in sostituzione della più trendy Kalifteri. Per questa mattina confermiamo alla grande Lagoudi!</p>
<p>Prima però, caffettino greco al bar… Che figata sto bar aho!</p>
<p>Procediamo per Lagoudi, il clima è sempre meraviglioso e non può che mettere di buon umore. Probabilmente perché è lunedì, in spiaggia ci siamo solamente noi e altre 5 o 6 persone, tutti anziani che nuotano sorprendentemente bene, spingendosi talmente a largo da rendersi quasi invisibili!</p>
<p>Io entro in acqua alle 10, ed esco alle 13!! Con la faccia completamente ustionata, ma ne valeva la pena! Ho nuotato di qua e di la le insenature come un motoscafo, mi sono proprio goduto questo splendido mare.</p>
<p>Anche Foxy sta a lungo in acqua, ma spesso esce ad asciugarsi, evitando così di bruciarsi la faccia.</p>
<p>La quiete viene rotta per qualche minuto da un pescatore che scaglia tipo 100 volte, un polpo appena pescato con la fiocina, su un muretto di pietra poco distante dalla nostra postazione, oh, alla fine lo ha ridotto in poltiglia!</p>
<p>Il sole delle 13.30 picchia a bomba e ce lo sukiamo tutto nello spostamento verso Abovos, cavolo sembra di essere in pieno agosto, altro che metà settembre, ed io che ero preoccupato di trovare freschetto, ma de che!!</p>
<p>Per pranzo un po’ per caso ci ritroviamo nella taverna del primo giorno, quella sulla spiaggia.</p>
<p>Cambiamo però il menù, stavolta optiamo per pietanze classiche: <em>pollo alla piastra e bistecca di manzo</em>.</p>
<p>Appena finito di pranzare il passo verso la spiaggia è breve, praticamente ci siamo dentro. Siccome è l’ultimo pomeriggio di sole lo vogliamo passare comodi, quindi chiamiamo il bagnino factotum e ci facciamo dare un ombrellone con 2 lettini in primissima fila a 10 cm dall’acqua migliore della costa! Turchese, trasparente, cristallina, dalla riva si riescono a vedere i pesci nuotare e saltare! Non so proprio che pesci siano quelli che saltano, una roba tipo mini-salmoni, mai visti prima!</p>
<p>Il costo esorbitante di ombrellone e lettini è di 4€. Fuckyeah!!</p>
<p>E non finisce qua… quando vogliamo qualcosa da bere o da mangiare, mica dobbiamo smuovere i nostri pigri culi fino al bar, basta fare un fischio al bagnino che viene lui a prendere l’ordinazione.</p>
<p>Ci facciamo fare 2 freddoccini del menga, boh, tanto per avere qualcosa di fresco per le mani, dopo 10 minuti il tipo ce li serve immersi in un secchiello colmo di ghiaccio direttamente a bordo lettino, figo eeeehhhh???!</p>
<p>Facciamo bagni ripetutamente, fino a non poterne più, arsi dai raggi ultravioletti riflessi dal mare limpido sulle nostra facce.</p>
<p>Ci resta l’ultimo tramonto, abbandonati su un lettino perpendicolare al sole calante, ci immergiamo idealmente insieme ad esso, dall’altra parte della penisola del Pelion, dritti nelle profondità del <strong>mar Egeo</strong>.</p>
<p>Adoro il mar Egeo.</p>
<p>Con un sospiro di delusione per il tempo volato via così velocemente, ci infiliamo le magliette e ci incamminiamo verso casa, effettuando però diverse soste: 1) le ultime foto post tramonto, 2) le cartoline e le calamite al bazar, 3) 2 stecche di Winston blu al mini-market + altre 2 confezioni di yogurt greco, questa volta al profitterol.</p>
<p>C’è il simpatico vezzo di vendere i pacchetti di sigarette da 24 qui in Grecia; 24 winston 3.50€, non sarà come alle <strong>Canarie</strong> dove le pagavo poco più di 1€, ma il risparmio c’è sempre rispetto a Little Italy (4.20€ il pacchetto da 20).</p>
<p>Per ora compriamo solamente una stecca a testa, i soldi stanno quasi per finire, se avanzeranno, compreremo altro tabacco in aeroporto.</p>
<p>Mentre stiamo per salire in casa, incontriamo due ragazzi che gestiscono gli appartamenti, scambiamo 4 chiacchiere in maniera grossolana e ci facciamo dare gli orari dei bus dell’indomani per Volos, ce n’è solamente uno alle 12, a noi sta bene.</p>
<p>Inaspettatamente uno di loro entra in cucina, prende una bottiglia di vino bianco e ce la regala! Un bel gesto, peccato che rimarrà intonsa nel frigorifero, nessuno di noi beve vino e purtroppo non possiamo imbarcarla.</p>
<p>Per l’”ultima cena” ci accomodiamo in una nuova taverna. Per me è arrivata l’ora della <em>frittura di pesce</em>! Per Foxy <em>Hamburger</em> speziatissimi.</p>
<p>La frittura risulta una delle migliori mai mangiate in vita mia.(7€)</p>
<p>Che rosicata, è finita, anche questa è andata, fumando un’ultima sigaretta sotto un cielo stellato, queste parole lentamente emergono nella mia mente:</p>
<p><em>Quando se ne va l&#8217;estate</em></p>
<p><em>Dove saremo</em></p>
<p><em>L&#8217;estate è quasi finita</em></p>
<p><em>Abbiamo avuto bei momenti</em></p>
<p><em>Ma sono passati</em></p>
<p><em>Sta arrivando l&#8217;inverno</em></p>
<p><em>E l&#8217;estate se ne va.</em></p>
<p>Rientrando in camera resta il tempo per scolare le ultime Mythos seduti sul balconcino ad esplorare la collina con sguardo abbattuto, mai come stavolta forse, vorremmo non tornare alle nostre vite reali.</p>
<p><em>Kalispera Afissos…</em></p>
<p><strong>13 settembre – Volos al volo! </strong></p>
<p>Oggi non ce l’ho fatta ad alzarmi troppo presto, alle 9 sveglio Foxy, dobbiamo prepararci a lasciare l’appartamento. Mai e dico mai, ho lasciato un appartamento/stanza in condizioni così immacolate! Ho addirittura pulito i bicchieri e i cucchiaini e passato il mocio per tutta casa! Un po’ perché non avevo un cazzo da fare mentre aspettavo Foxy che si preparava, un po’ perché siamo stati trattati bene dai gestori, alla fine l’ho fatto volentieri.</p>
<p>La colazione con lo yogurt al profitterol è squisita, per il caffè scendiamo nella solita postazione panoramica. Abbiamo un paio d’ore da trascorrere prima di prendere il bus, faremo una passeggiata da Lagoudi ad Abovos, l’ultima…</p>
<p>Alle 11.45 termina la nostra avventura ad Afissos, paghiamo il nostro soggiorno + i caffè e ci congediamo dagli Arriba Apartaments. Il bus è puntuale, altri 2.40€ e si parte.</p>
<p>A differenza dell’andata, questa volta passiamo per <strong>Kala Nera</strong>, proprio all’interno del villaggio e facciamo una sosta per caricare un bel numero di turisti belgi (che saranno diretti a Charleroi con l’unico volo del giorno oltre il nostro per Roma), mi sento sollevato dal constatare che Kala Nera non è come Afissos, è sicuramente un grazioso villaggio, ma è anche dannatamente più commerciale, creato ad hoc per il turista, ci sono mini-market, bancomat e negozietti dappertutto. (Fino agli ultimi giorni prima di partire ero in dubbio tra Kala Nera ed Afissos).</p>
<p>Si continua la risalita del Pelion, quanti califfoni ci sorpassano, amo questi greci che guidano spericolati senza casco!</p>
<p>Giunti alla stazione KTEL di Volos, mi assicuro che il bus per l’aeroporto parta alle 15.00. Bene è così, ce ne sarebbe anche un altro alle 14 ma è destinato ai passeggeri del volo per Charleroi.</p>
<p>Orologio alla mano, abbiamo poco tempo per visitare <strong>Volos</strong>, sono quasi le 13. Dovremo fare tutto di corsa, anche se “tutto” significa fondamentalmente fare un giro sul lungo mare della marina, in effetti Volos non è una città propriamente turistica ed attrattiva.</p>
<p>A 10 minuti di cammino dalla stazione dei bus, c’è il porto coi traghetti per le <strong>Sporadi</strong>, poco più avanti c’è la marina con centinaia di barche a vela ormeggiate, sull’altro lato della strada la fanno da padrone decine e decine di taverne. Non abbiamo tempo per fare un pasto slow, quindi dopo aver percorso tutto il lungo viale, assolato e incandescente, rientriamo attraverso una strada interna alla ricerca di un fast food kebabbaro.</p>
<p>Detto fatto, ce ne sono parecchi,ci accomodiamo nel primo a tiro e gustiamo due <em>Pita Gyros</em> con carne di pollo, evitando accuratamente di farli condire con qualsivoglia salsina assassina all’aglio.</p>
<p>Due ore per fare un giro a Volos sembrano poche, ma rendono bene l’idea della città, secondo me non vale la pena fermarsi più a lungo, può essere solamente considerata un ponte di passaggio per il Pelion o le isole.</p>
<p>Torniamo alla stazione KTEL ad attendiamo il bus delle 15, che parte alle 15.20 e ci scarica in aeroporto alle 16.</p>
<p>Fa specie osservare il monitor delle partenze recitare solamente due destinazioni: <strong>Charleroi</strong> (che sta per partire) e <strong>Roma</strong> alle 17.25, entrambi voli operati da Ryanair.</p>
<p>C’è il tempo per un ultimo caffè greco e ci sono i soldi per acquistare un’altra stecca di sigarette al duty free, questa volta da 20, al costo di 30€. Facendo 2 calcoli, abbiamo risparmiato, rispettivamente 22€, in pratica quello che abbiamo pagato per i voli.</p>
<p>Per arginare il mio problema claustrofobico, proviamo a salire a bordo per ultimi e ad occupare i posti più avanti possibile entrando dal portellone anteriore.</p>
<p>Devo dire che così facendo è andata molto meglio, vedere dinnanzi a me solamente una fila di tizi mi ha fatto stare meglio, poi non ci sono ritardi o disguidi di sorta, alle 17.30 decolliamo regolarmente alla volta di Roma.</p>
<p>Dall’oblò scorgiamo per un’ ultima volta quella penisola che per 4 giorni è stata la nostra casa… Chissà se torneremo qui un giorno o l’altro…</p>
<p><em>Ciao Pelion, ciao Grecia.</em></p>
<p>Lancette indietro di un’ora, tocchiamo la pista romana alle 18, squilli di trombe, sarcasticamente ci accolgono in patria.</p>
<p>E da qui in poi la solita merda, attendiamo un’ora e venti il bus per la stazione di Ciampino, ci vediamo sfilare sotto il naso il regionale delle 19.31, è un film già visto, non ho neppure voglia di bestemmiare, (anche se lo faccio lo stesso), quindi ulteriore ora in attesa del successivo regionale che in “soli” 90 minuti ci recapita nel nostro letamaio ciociaro.</p>
<p>Nulla di nuovo, siamo arrivati al Pastine, 80km da casa, alle 18 e rincasiamo effettivamente alle 22 passate.</p>
<p>Mi rincuora il fatto che questo dovrebbe essere il mio ultimo transito da Ciampino per un bel po’, forse i prossimi aeroporti che mi vedranno di casa saranno VRN e il mitologico BGY ??????</p>
<p>Mistero…</p>
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		<title>2011: Odissea a Tenerife – Diario (parte 2)</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 08:35:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Collalti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci qui col la 2°, ultima, drammatica e sfortunatissima parte del nostro viaggio a Tenerife! Ci è accaduto di tutto&#8230; leggere per credere&#8230;
Chi si fosse fatto sfuggire i giorni precedenti, dia un&#8217;occhiata qui


Photo Credit: Andrea Collalti
02 / 07 FOTTUTI DAL TEIDE
Oggi è sabato, bisogna togliere il dente del Teide ed accontentare B.C. Già dal primissimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Eccoci qui col la 2°, ultima, drammatica e sfortunatissima parte del nostro viaggio a Tenerife! Ci è accaduto di tutto&#8230; leggere per credere&#8230;</strong></p>
<p>Chi si fosse fatto sfuggire i giorni precedenti, dia un&#8217;occhiata <a href="http://www.travelsmart.it/2011/07/2011-odissea-a-tenerife-diario-parte-1/"><strong>qui</strong></a></p>
<p><strong><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/DSC00457.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3778" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/DSC00457.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a><br />
</strong></p>
<p><em>Photo Credit: Andrea Collalti</em></p>
<p><strong>02 / 07 FOTTUTI DAL TEIDE</strong></p>
<p>Oggi è sabato, bisogna togliere il dente del <strong>Teide</strong> ed accontentare B.C. Già dal primissimo mattino mi sento inquieto e pensieroso…</p>
<p>Alle 10.30 siamo pronti alla partenza, che era prevista alle 10, vabbè… Per salire su al Teide da Las Americas, ci sono 2 strade, una veloce e una lenta. Veloce per modo di dire, diciamo scorrevole ed ampia, ci si arrampica pur sempre oltre i 3000 metri!</p>
<p>Per salire fluidi si oltrepassa il paese di <strong>Chio</strong> e si inizia l’ascesa.</p>
<p><span id="more-3777"></span></p>
<p>Il panorama circostante cambia di continuo, si passa dai boschetti di pini, alle pianure di lava nera; dai sentieri sassosi, agli sconfinati canyon… In pratica si possono osservare, più o meno, gli stessi paesaggi che si ammirano salendo sul <strong>Roque Nublo</strong> di <strong>Gran Canaria</strong> e sulla <strong>Montana de Fuego</strong> di <strong>Lanzarote</strong>, anche se quest’ultima resta in assoluto il luogo più strepitoso delle Canarie, a mio parere.</p>
<p>Come sempre abbiamo fatto nella nostra vita, ad ogni punto panoramico, (mirador), figo, accostiamo con l’auto e scendiamo per fare le foto.</p>
<p>Il primo stop è circa a 2000 metri, il termometro della macchina indica un +35° poco rincuorante, ma non ci badiamo e sotto il sole cocente ci mettiamo a fare tutti quanti foto e video, io con la mia macchinetta e Foxy e B.C. con quella di B.C.. Questo primo mirador non è memorabile ma affaccia su un placido  sentiero percorribile a piedi fino quasi alla cima del vulcano, tempo di percorrenza, circa 6 ore!</p>
<p>Nella piazzola insieme alla nostra auto ce n’è solamente un’altra, guarda caso di turisti italiani, 2 vecchi rincoglioniti del nord. Approfittiamo della presenza degli ottuagenari per farci fare una foto tutti insieme, forse l’unica della vacanza, <em>(unica e iellatissima!)</em></p>
<p>Risaliamo in auto, guido fino ad un secondo mirador, oltre i 2000 metri, direttamente all’interno del <strong>Parco Nazionale del Teide</strong>, eh bè, qui la storia cambia, lo spettacolo della natura ci lascia a bocca aperta, quasi quasi mi convinco che sia stata una buona idea venire fin quassù… Altra sosta, altre foto e si prosegue. Rientrando in auto faccio caso al marsupio di Foxy poggiato sul tappetino anteriore in maniera piuttosto vistosa, il mio invece, che è un portadocumenti nero, lo infilo nella tasca dello sportello, onde evitare di starlo a sventolare a destra e a manca…</p>
<p><em>(Stiamo per arrivare al dramma)</em></p>
<p>Poco prima del ceck point finale, cioè del punto più alto accessibile in auto, ci fermiamo nell’ultimo mirador a disposizione, siamo sui 3000mt, c’è una caldo maiale, ma avere delle foto con su lo sfondo questo enorme canyon è d’obbligo.</p>
<p>La procedura è la solita: scendiamo tutti e cominciamo a fotografare a pochi metri dalla macchina parcheggiata nella piazzola, lasciata aperta coi finestrini chiusi. Insieme a noi ci sono 3 persone munite di 3 reflex e una signora dentro un’auto che mangia le patatine.</p>
<p>Siamo senza ombra di dubbio nel punto più panoramico e straordinario di <strong>Tenerife</strong>!</p>
<p>Giriamo un piccolo angolo cieco, dietro il quale non è possibile scorgere l’auto, giusto il tempo di fare 6 foto di numero, roba tipo 90 secondi, quando preso da uno strano presentimento mi avvio, porconando e filmando, (<em>ho il video salvato sul pc</em>), verso la macchina.</p>
<p>Istantaneamente mi accorgo dell’assenza di tutti e 3 i tizi con le reflex, il presentimento maligno diventa fredda convinzione quando apro lo sportello della macchina e cerco i marsupi, il mio e quello di Foxy…</p>
<p><strong>NON CE STA PIU’ UN CAZZO DI NIENTE, CI HANNO INCULATO TUTTA LA ROBA A 3000 METRI IN UN FOTTUTO MIRADOR!!!</strong></p>
<p>Foxy e B.C. accorrono sul posto, le bestemmie che seguono i primi 2 minuti dopo l’atroce scoperta, sono inenarrabili ed infamanti all’ennesima potenza!!</p>
<p>E dire che, porca della troia, LO SAPEVO CAZZO, me lo stavo immaginando, sapevo che non dovevamo lasciare la nostra roba dentro la macchina, ma tenere tutto addosso, come d’altronde facciamo <span style="text-decoration: underline">SEMPRE</span>!!</p>
<p>L’unica che si salva dalla tragedia è B.C. che da malata del cellulare qual è, aveva il marsupio con se!</p>
<p>C’è immediatamente da fare la lista di cosa cazzo avevamo, cominciamo con la mia roba:</p>
<p>a)      portafogli dei <span style="text-decoration: underline">Doors</span> risalente ai tempi delle scuole superiori, che utilizzo solamente quando viaggio all’estero</p>
<p>b)      patente di guida</p>
<p>c)      60€ che sarebbero serviti per salire sulla cima del Teide con la funivia (30€ a persona)</p>
<p>d)      cellulare nokia 1616 (da 19€) con 7€ di credito sulla sim</p>
<p>Sono verde dalla rabbia, ma il peggio deve ancora venire…</p>
<p>Contenuto del marsupio di Foxy:</p>
<p>a)      portafogli fatto a mano, che usa anche in Italia, ricordo di Lanzarote</p>
<p>b)      patente di guida</p>
<p><strong>c) </strong><strong><span style="text-decoration: underline">carta d’identità</span></strong></p>
<p>d)      20€ dei nostri soldi</p>
<p><strong>e) </strong><strong><span style="text-decoration: underline">80€ di contante destinato alle emergenze</span></strong></p>
<p><strong>f) </strong><strong><span style="text-decoration: underline">carta di credito</span></strong></p>
<p><strong>g) </strong><strong><span style="text-decoration: underline">bancomat, anche questo portato solo per le emergenze</span></strong></p>
<p>h)      cellulare scassato, con 45€ di credito</p>
<p><strong>i) </strong><strong><span style="text-decoration: underline">chiavi e telecomando della sua macchina parcheggiata sotto casa mia in Italia</span></strong></p>
<p>j)       sigarette con accendino figo comprato la sera precedente</p>
<p>k)      tessera sanitaria</p>
<p>l)       tessera della biblioteca di Roma</p>
<p>m)    tessera del Cts</p>
<p>n)      carte varie, tra le quali il tagliando del biglietto Ryanair di andata</p>
<ul>
<li>o)     gomme da masticare</li>
</ul>
<p>p)      lucidalabbra</p>
<p>q)      chiave magnetica dell’appartamento</p>
<p>r)       la ricevuta dell’autonoleggio</p>
<p>s)      Dio solo sa cos’altro!!!</p>
<p>Praticamente teneva con se, <span style="text-decoration: underline">tutto</span>, ogni cazzuttissima cosa, praticamente è rovinata!</p>
<p>Mentre per me il danno è tutto sommato accettabile, per Foxy, ora avrete capito perché si chiama <strong>Foxy</strong>, il danno è pressoché irreparabile, soprattutto perché <span style="text-decoration: underline">senza Carta d’Identità, col cazzo che torna in Italia con Ryanair!!!! </span></p>
<p>Foxy, da grande stratega, teneva nel portafogli anche il materiale d’emergenza, ovvero le carte bancomat e di credito, + il contante extra!! Non c’è che dire, un talento!!</p>
<p>Lasciamo stare le varie tessere che nemmeno servono più in Italia,  (biblio, cts…)ma le chiavi della macchina???? Cioè, le chiavi della macchina parcheggiata a 3500km di distanza???? Senza parole…</p>
<p>Come se non bastasse, B.C. persona adulta (??) di oltre 50 anni, non ha portato con se il bancomat, come invece le avevo intimato di fare svariate volte prima della partenza, ma solamente 200€ contati sull’unghia!!! Dei quali oltre la metà ha già sputtanato.</p>
<p>Fortunatamente io tengo in valigia la mia Carta d’Identità e una parte dei contanti, in questo caso dovremmo avere un centinaio di € sani e salvi.</p>
<p>Appurata la drammaticità della situazione, saliamo in auto in cerca di un cazzo di sbirro, dannazione, è proprio vero, quando ti servono non ci sono mai!!! Ne becchiamo uno una decina di km dopo, ci dice di andare a Las Americas e di fare la denuncia al commissariato della <em>Polizia Nacional</em>.</p>
<p>Giro l’auto e mi lancio nei tornanti del vulcano, mentre B.C. è dietro che grida “<em>è peggio di Napoli, è peggio di Napoli qua!”, “come hai fatto ha lasciare la macchina aperta!!la dovevi chiudere!!”, “hai visto??io avevo tutto addosso, non dovevate lasciare le vostre cose dentro</em>!” e frasi similari… Tutte parole rinfrancanti ed utili insomma!!! Per un attimo mi balena l’idea di lanciare l’Ibiza in un burrone, per non sentire più le stronzate che arrivano dal sedile posteriore!</p>
<p>Di tanto in tanto ci fermiamo nei vari mirodor per rovistare nei cassonetti, ma non troviamo un bel niente.</p>
<p>Foxy continua a dare la colpa ai ladri, io sono più propenso a darla a lei, non si può tenere il materiale d’uso e il materiale d’emergenza, TUTTO NELLO STESSO MARSUPIO!</p>
<p>Avesse tenuto carte e documento d’identità in valigia, ora non saremmo in emergenza pura!!</p>
<p>Chi cazzo ce li da i soldi per farle acquistare uno o più voli con un’altra compagnia aerea per tornare in Italia??? Ma soprattutto, come cazzo ce li mandano sti soldi???? Nemmeno una merdosa Postepay abbiamo, e pensare che io a casa ne ho 3!! Ed una quando viaggio solo, la porto sempre con me, SEMPRE!</p>
<p>Qua me la prendo con me stesso, la dovevo portare la Postepay Mastercard! Che fesso!!</p>
<p>Ok, per quanto possibile bisogna mantenere la calma… Il primo passo da compiere prima di andare alla Policia è quanto meno avere gli estremi della carta d’identità di Foxy, li poteva sapere a memoria?????? Certo che noooooooo!! L’albergo!! Loro sicuramente ci hanno registrato, se siamo fortunati hanno fotocopiato i documenti!!</p>
<p>Ci precipitiamo nella reception, c’è un ragazzo che non avevamo mai visto prima, una specie di <em>Edward Norton</em> canario, purtroppo non hanno fotocopiato i documenti, ma almeno ci fornisce i numeri di Foxy salvati nella fattura!</p>
<p>In un misto di spagnolo ed italiano riusciamo a spiegargli l’accaduto, non è sorpreso, ci dice che fatti del genere sul Teide sono all’ordine del giorno!</p>
<p>E qui si da da fare in prima persona per aiutarci… (<em>Premetto dicendo che tutti coloro con cui avremo a che fare da ora in avanti, saranno molto gentili…)</em></p>
<p>Edward chiama il centralino della Policia Nacional spagnola, a <strong>Madrid</strong> e dopo svariati tentativi mi mette in comunicazione con un pulotto che parla italiano. Faccio la denuncia via telefono praticamente, impiegando pochi minuti, al termine della quale mi viene fornito un numero identificativo, con questo numero dovremo presentarci al comando di Las Americas, firmare e ritirare una copia della denuncia già bella che pronta.</p>
<p>Il secondo passo è tentare di comunicare con il Consolato Italiano di Tenerife. Edward chiama ma non risponde un cazzo di nessuno, figuriamoci, è sabato!!! Bastardi, perché di sabato uno non può avere una cazzo di disgrazia ehhh!!!??</p>
<p>Proviamo al Consolato di Madrid, li dovrebbero essere reperibili 7/7 &#8211; 24/24, risponde una tizia che parla italiano. Le spiego il problema e mi conferma che con Ryanair senza carta d’identità <span style="text-decoration: underline">non si vola</span>, con tutte le altre compagnie aeree del globo sì, ma con Ryanair NO!! Purtroppo io questo lo sapevo benissimo.</p>
<p>La scappatoia sarebbe farsi fare un doc provvisorio dal consolato, con quello t’imbarchi anche con Ryan.</p>
<p>Ed ora viene il bello… Il consolato onorario italiano di Tenerife, è aperto 2, ripeto, DUE, pomeriggi a settimana, in giorni non prestabiliti, va a discrezione del console. Inoltre il numero per le emergenze è a pagamento, una cosa come 15€ a chiamata!!! Ditemi se non è da lapidarla gente simile???!! Brutti bastardi!! Perché non hanno una super visione, fanno come cazzo gli pare!! Una vergogna, l’unica nazione AL MONDO, col numero a pagamento del consolato!!</p>
<p>Mi girano le palle come le eliche del Titanic e l’ultima risposta della tizia del consolato non fa altro che farmele girare ancor più vorticosamente, a mia precisa domanda “<em>e</em> <em>come cazzo ci torna in Italia la mia ragazza che è senza soldi e senza possibilità di avere un documento sostitutivo dal consolato, dato che deve tornare a Roma martedì???!</em>”. La risposta è “<em>guardi, è inutile sperare nel consolato, perché anche se fosse aperto lun pomeriggio, non le farebbero mai il documento subito, lo devono spedire prima a Madrid PER POSTA e poi farselo rispedire indietro timbrato, quindi minimo va via una settimana. Le consiglio di fare un bordello al gate Ryanair e pretendere di salire, altrimenti, se proprio vuole essere sicura di rientrare, si faccia un biglietto con un’altra compagnia. Arrivederci a presto…</em>” e attacca.</p>
<p>Questo è l’aiuto che il consolato elargisce a uno sfigato o ad un coglione in difficoltà in un paese straniero, è bene saperle ste cose.</p>
<p>Pessimismo e fastidio crescente…</p>
<p>Prima di escogitare un modo per far tornare Foxy in Italia, adempiamo all’ultimo scazzo formale; il ritiro della denuncia.</p>
<p>Il comando della Policia Nazional è poco distante dall’hotel, ci fanno accomodare in sala d’attesa e dopo circa 10 minuti ci chiamano. I poliziotti che ci ascoltano sono due, abbastanza affabili e sorridenti, ma purtroppo parlano un dialetto incomprensibile, riesco però a chiudere la faccenda ritirando 2 copie della denuncia.</p>
<p>E’ da quando è accaduto il fatto, circa 5 ore fa, che B.C, in modalità berserek, continua imperterrita con “<em>te l’avevo detto… dovevi chiude…non ci dovevamo fermare…non dovevamo andare sul Teide…non dovevamo venire a Tenerife…qua so tutti ladri…</em>” ETC ETC ETC ETC ETC ETC ETC ETC ETC…</p>
<p>Non vedo l’ora di scaricarla giù dall’auto! Ma prima abbiamo bisogno del suo cel, per spiegare alla madre di Foxy l’accaduto, farle bloccare bancomat e carta di credito e metterla al corrente che d’ora in avanti dovrà farsi trovare pronta ad ogni evenienza, giorno e notte!!</p>
<p>Finalmente ci liberiamo di B.C. prendiamo la nuova chiave magnetica della stanza ed usciamo.</p>
<p>Analizzando la situazione ci rendiamo conto di essere immersi nella cacca fino al mento! Abbiamo bisogno di soldi per acquistare un volo di ritorno con <strong>Iberia</strong>, che mi pare sia l’unica compagnia che opera su Tenerife – Madrid – Roma. Di voli no-stop per l’Italia non se ne parla proprio, apparte Ryanair.</p>
<p>Aspettare il consolato sarebbe una follia, Foxy deve tornare a lavoro il 6, quindi in Italia il 5, come previsto inizialmente! E poi c’è il <strong>Pistoia Blues</strong> il 9. Sono 4 mesi che ho i biglietti!!!</p>
<p>Non sapendo cosa fare, decidiamo di passare da Maria, a casa sua, nella speranza che possa darci un consiglio illuminante. Sotto casa facciamo conoscenza col marito, che chiameremo <em>Peppe</em>, spieghiamo i fatti ad entrambi e poverini ci rimangono di merda. E’ proprio una brutta situazione, prima di tutto ci consigliano di andare da un loro conoscente, che ha un negozio di telefonia e procurarci un cellulare ed una scheda, almeno per essere rintracciati, dalla madre di Foxy ed eventualmente da loro.</p>
<p>Discutiamo un’oretta ed andiamo via, non vorremmo trovare chiuso il negozio. Sull’uscio di casa facciamo conoscenza con un altro utente del forum che avremmo dovuto incontrare in questi giorni, <em>Piero</em>. Raccontiamo anche a Piero la vicenda… inaspettatamente ci accende una speranza!!</p>
<p>Suo cugino è un comandante Ryanair, di stanza proprio a Tenerife! Prova a chiamarlo al cellulare ma non risponde. Ci promette comunque che riproverà fino a quando risponderà, ci potrebbe essere il colpo di culo che sia lui a pilotare il Tenerife – Pisa di martedì e che quindi faccia salire a bordo Foxy!! Magari!!!</p>
<p>Ringraziamo tutti e di volata andiamo nel centro di <strong>Los Cristianos</strong> ad acquistare il cellulare. Diciamo al tipo che ci manda Maria ed effettivamente otteniamo un buon prezzo sulla merce: cellulare alcatel + sim Lebara con 10€ di credito a 20€. In effetti questo cel è anche meglio di quello che mi hanno ciullato.</p>
<p>Guardiamo l’ora, sono le 22! La giornata merdosa è volata!! Non abbiamo nemmeno mai mangiato! Torniamo in hotel dove c’è B.C. che ci attende funesta. La madre di Foxy ha chiamato 1000mila volte ed ha fatto una ricarica sulla vodafone di 30€, perché B.C. aveva solamente 6€ di residuo!</p>
<p>Chiamiamo la madre di Foxy con il nuovo numero spagnolo, anzi ci facciamo chiamare dato che così non paghiamo un centesimo, rientriamo in appartamento per mangiare qualcosa e concludiamo la serata in terrazza trangugiando nervosamente birra mentre scandagliamo le foto e i video pre-fattaccio. Siamo sicuri al 99% che i ladri dannati, che potessero soffrire le pene dell’inferno in questa e nelle prossime loro 100 vite, siano i finti turisti con le reflex! Ogni foto li ritrae mentre sembrano seguirci  a turno, solo loro sì, travestiti da turisti, elementare cazzo!!!</p>
<p>Di uscire non se ne parla, abbiamo i soldi contati per mangiare/bere/benzina, non si possono buttare in cocktail e sangria!!</p>
<p>Domani è domenica, bisogna trovare il modo di farsi inviare del denaro e quanto poi?? Quanto costerà un biglietto di ritorno con Iberia??? Ho i brividi solo a pensarci!</p>
<p>E’ stata la giornata all’estero peggiore della mia vita. Finiamola qua…</p>
<p><strong>03 – 07 JUST A MANIC SUNDAY</strong></p>
<p>Alle 9.00 il cellulare spagnolo squilla, è <em>Piero </em>che ci sveglia, ha parlato con il cugino comandante, ma purtroppo non ci sono buone nuove, anche il pilota conferma che a bordo senza carta d’identità o doc del consolato non si sale, lui purtroppo non sarà sul <em>Tenerife – Pisa</em> di martedì ed avere un’altra “raccomandazione” è impossibile. Ci da un tiepidissimo suggerimento; provare al gate a presentare oltre la denuncia, un qualsiasi documento fotocopiato comprensivo di fotografia riconoscibile. Così le possibilità di salire salgono da un 10% ad un 15.</p>
<p>Sì ma poi che succede se io e B.C. saliamo e Foxy la lasciano a terra, senza soldi, senza auto e senza carte di credito/debito??? Naaaaaa, troppo rischioso.</p>
<p>Ringraziamo Piero e ci diamo appuntamento per domani, qualora ci fossimo liberati, per andare a casa sua a prendere un caffè.</p>
<p>Mentre ci prepariamo ad uscire escogito il piano B:</p>
<p>à andare in aeroporto, quello vicino a noi, il <strong>Tenerife Sur</strong> e chiedere direttamente ai banchetti delle varie compagnie, come comportarci.</p>
<p>Non esiste che Foxy rischi di restare bloccata, bisogna caricarla su un altro volo, preferibilmente martedì mattina presto, in modo tale da poterla accompagnare io stesso in aeroporto, Nord o Sud che sia, perché <span style="text-decoration: underline">Tenerife ha</span> <span style="text-decoration: underline">2 aeroporti</span>, lo sapete vero???? Uno ad 80km da Las Americas, nel nord dell’isola, vicino la capitale <strong>Santa Cruz</strong>; <strong>Los Rodeos</strong>, destinato alle compagnie high cost, (tra l’altro è l’aeroporto dove è accaduto l’incidente aereo con più vittime della storia, leggere Wiki per ulteriori info) e l’altro è il Tenerife <strong>Sur Reina Sofia</strong>, prevalentemente utilizzato da <em>Ryanair</em> e altre low cost nord europee.</p>
<p>Scendendo incrociamo B.C., che palle, ora ci rallenta con 100mila domande inutili, non capisce proprio che il tempo è prezioso, ogni minuto che passa, un eventuale biglietto aereo può lievitare a dismisura!!</p>
<p>Ce ne liberiamo dicendole che stiamo andando a risolvere la cosa e montiamo in macchina tipo Bo e Luke di Hazzard, direttamente dai finestrini.</p>
<p>Guido come un forsennato, raggiungiamo l’aeroporto Sur in 10 minuti, entriamo e iniziamo la ricerca di un banchetto aperto. E’ domenica e in giro c’è pochissima gente, si vede che siamo in bassa stagione.</p>
<p>Il gabbiotto Ryanair è chiuso!! Ma quello <strong>Iberia</strong> è aperto!! Le altre compagnie sono perfettamente inutili in quanto volano tutte non più a sud di <em>Parigi</em>!</p>
<p>Spiego alla tipa dietro il bancone l’accaduto e le chiedo se Foxy, solamente con la denuncia di furto, che le mostro, può volare con loro fino a Roma…</p>
<p>La tipa ci risponde affermativamente!! Finalmente una cazzo di buona notizia!! Ma l’entusiasmo dura poco… Da Tenerife Sur per Roma, passando per Madrid, c’è un unico volo il lunedì, cioè domani e il costo è nientepopòdimeno  di <strong><span style="text-decoration: underline">1.180,00€€€€€€!!!</span></strong> Li mortacci sua oh!!!</p>
<p>E chi cazzo ce li da 1180€!!???? La tizia nota il nostro evidente disappunto e continua la ricerca sul pc.</p>
<p>Spunta un <strong><em>Tenerife NORD – Madrid – Roma</em></strong> per martedì a <strong>700€</strong>!! Porca troia, è ancora troppo!! Impietosita l’impiegata si rimette sul monitor e trova una soluzione più fattibile: ci propone gli stessi voli <strong><em>Tenerife Nord – Madrid – Roma Fiumicino</em></strong> per martedì, con annesso volo di ritorno <strong><em>Roma Fiumicino – Madrid</em></strong> il 20 luglio, che ovviamente resterà inutilizzato, al prezzo di <strong><span style="text-decoration: underline">225€!</span></strong></p>
<p>Capito come funziona?!! Prendendo un a/r al posto di un sola andata, si risparmiano <strong>500€!!</strong></p>
<p>Ok, come somma ci siamo, resta il particolare non trascurabile che abbiamo meno di 100€ in saccoccia al momento, come raggranelliamo i restanti danari necessari???</p>
<p>Il volo Iberia di martedì, ci permetterebbe di accompagnare Foxy al Tenerife Nord alle 07.00 del mattino , essendo diretto a Madrid alle 10.15, di scendere giù al Sur, posare l’auto e partire, con B.C., col Ryanair delle 11.00. Poi Foxy avrà 50 minuti per cambiare aereo e prendere quello diretto a Fiumicino in partenza alle 15.00 con arrivo previsto alle 17.35. Nel frattempo noi, se tutto va bene, dovremmo stare circa a metà percorso tra Pisa e Roma in autostrada pronti per recuperarla.  Insomma, un impiccio, ma se pòffà, anzi, se deve fa!</p>
<p>Ma tutta questa è solo mera teoria senza il grano.</p>
<p>Torniamo in auto diretti a <strong>Los Cristianos</strong>, ci guardiamo negli occhi e prendiamo l’unica, tristissima, decisione praticabile: andremo a casa di <em>Maria</em> e le chiederemo: 1) la carità, oppure 2) la sua carta <span style="text-decoration: underline">Postepay</span>, qualora ne fosse in possesso, per farla caricare coi soldi necessari dalla madre di Foxy e poterli prelevare da un bancomat qualunque.</p>
<p>Che schifo, che fine avvilente che abbiamo fatto, ridotti ad elemosinare direttamente a casa di 2 persone conosciute 24 ore prima… Chissà come reagiranno?? Secondo me ci mandano affanculo seduta stante e fanno pure bene!</p>
<p>Arriviamo al bungalow di Maria e con l’aria devastata da cagnacci bastonati, entriamo e spieghiamo i fatti a lei e a Peppe… Non facciamo in tempo a finire di parlare che Maria, tira fuori dal portafogli la sua Postepay, prima ancora che gliela chiedessimo!! Non ci pare vero!!</p>
<p>Foxy chiama la madre, le detta il numero di carta e le ordina di teletrasportarsi in un tabacchino a fare la ricarica!!! Noi aspetteremo con ansia una sua chiamata ad operazione completata!</p>
<p>La situazione sembra aggiustarsi, ma è solo pia illusione, non facciamo in tempo a tranquillizzarci che arriva la chiamata dalla madre di Foxy, non sono affatto buone notizie.</p>
<p>Nel nostro <strong>PAESE ZOTICO, ABOMINEVOLE E PRIMITIVO, ORA LO SVELO DI DOVE SIAMO &#8230; anzi no perché me ne vergogno profondamente</strong>, la domenica quei 2 tabacchini aperti che ci sono non fanno ricariche Postepay, non si sa per quale cazzo di inestricabile motivo!!! L’unico che forse, potrebbe farle, è in un centro commerciale fuori paese e naturalmente la madre di Foxy non ha la macchina per raggiungerlo!!!</p>
<p>Incredibile, stiamo giocando una partita ad armi impari contro la sfiga! Cosa altro deve succedere??? Se aspettiamo domani che aprano le Poste, il biglietto è capace che sale a 1000€ ed oltre!!</p>
<p>E così… quando la disperazione prende quasi il sopravvento, con un gesto di un caritatevole commovente, Maria apre la borsa e ci chiede: “<em>ragazzi quanto vi serve?? Ho 250€ in contanti qui”</em></p>
<p>Pazzesco, ci sta offrendo soldi cash, a 2 tizi praticamente sconosciuti che le sono piombati in casa di domenica all’ora di pranzo!!</p>
<p>Io e Foxy restiamo interdetti ed inizialmente rifiutiamo l’offerta, Peppe insiste intimandoci di accettare, potremo rifondarli l’indomani con una ricarica Postepay!</p>
<p>Mi alzo dal divanetto, mi sento un ladro sfilando i 250€ dalle mani di Maria, ma non ho scelta e il brutto è che dobbiamo pure scappare via veloci come il vento, per fare il biglietto in aeroporto, non avendo la possibilità di farlo on-line a causa della mancanza del documento.</p>
<p>Pare una rapina, col malloppo in tasca, gli occhiali neri, entriamo in auto e partiamo a tutta birra lasciando lingue infuocate di gomma sull’asfalto!!</p>
<p>Fregandomene di eventuali autovelox mi metto a tuono sui 150 fissi, lasciamo la macchina praticamente in mezzo la strada ed irrompiamo nel terminal delle partenze come terroristi inferociti! Cazzo, ha aperto anche il banchetto Ryanair! Vuoi vedere che risolviamo tutto con loro????</p>
<p>Figuriamoci, il tizio al desk è simpatico come un dito in culo, non parla spagnolo, ma solo inglese, gli spiego la storia ma non vuol sentire ragioni, con la denuncia si resta a terra, STOP!! Ma vaffanculo va sta testa de cazzo! Sono tentato di minacciarlo: “<em>ehi tu,</em> <em>spaco botilia!! Taglio gola fratelo!! Amazo familia!!” </em> Brandendo una Coca Cola light, ma non credo riesca a cogliere l’intimidazione, fanculo ancora una volta!</p>
<p>Di corsa al banchetto Iberia! C’è un’altra impiegata, che palle, mi tocca <span style="text-decoration: underline">rispiegare per l’ennesima volta tutti i fatti, </span>sembro <em>Ray Manzarek</em> che racconta il suo primo incontro con <em>Jim Morrison</em>! La donna m’intende e parte con la ricerca del posto… Dopo circa 30 interminabili secondi, alza lo sguardo e fa: “<strong><em>800€</em></strong><em> please!”</em></p>
<p>Cosa cazzo che cosa?????? Ma 2 ore fa ci avevano detto 225!! Ci prendono per il culo??? Manca poco che scatta la violenza cieca, nell’ultimo sprazzo di lucidità mentale prima del delirio, faccio notare all’impiegata che il biglietto sarebbe a/r, la tizia annuisce, si rimette a ticchettare sulla tastiera e fa: “<em>ah ok, 225€! Carta o efectivo??”</em></p>
<p><strong>!!!!!!EFECTIVO PER DIO!!!!!!!!! </strong>(facendo girare mezzo aeroporto)<strong> </strong></p>
<p>Prende la denuncia, inserisce i dati di Foxy e finalmente ci stampa il dannatissimo ticket elettronico, che poi andrà cambiato in fase di ceck in.</p>
<p>Sono le 14.00, oddio, non ci pare vero, è finita!! Abbiamo il biglietto, martedì ritorneremo tutti in Italia!</p>
<p>Come mettiamo piede fuori dal terminal, squilla il cel, è la sorella di Foxy, è riuscita a fare la ricarica postepay dal tabacchino del centro commerciale.</p>
<p>Ancora di volata precorriamo i 12 km che ci separano da Los Cristianos, irrompiamo come teste di cuoio in casa di Maria al grido: “<em>ce l’abbiamo fatta!!! Grazie, GRAZIE, GRAZIE!!! Dovresti avere già i soldi sulla carta, dall’Italia sono riusciti a ricaricare, per favore controlla on-line…”</em></p>
<p>Maria controlla… <strong>+250</strong>!! Sìììììì, ce stanno!!!</p>
<p>A questo punto l’adrenalina che finora ci ha sostenuto, svanisce, svuotandoci delle residue forze.</p>
<p>Onde evitare di collassare sul divano di Maria, andiamo via, tra l’altro dobbiamo avvisare B.C. del lieto fine, ci diamo appuntamento per la serata, come minimo dobbiamo offrire da bere!!!</p>
<p>Tornando in hotel facciamo una sosta da <em>HyperDino</em>, il mio supermercato canario preferito e facciamo spesa, San Miguel come se piovesse!</p>
<p>In hotel raccontiamo, più e più volte, gli eventi a B.C. che proprio non riesce a capire e concludiamo il pomeriggio, spossati, in piscina.</p>
<p>E dire che oggi avevamo tutt’altro in programma, dovevamo visitare la capitale <strong>Santa Cruz, Candelaria, La Laguna </strong>e infine <strong>Playa de las Teresitas</strong>. Ma è andata così…</p>
<p>Verso le 20 recuperiamo B.C. di ritorno dalla spiaggia e tutti insieme andiamo da Maria, Peppe e la loro bambina. Ci portano a passeggio sul lungo mare di Los Cristianos, chiacchieriamo un po’ di tutto, dell’odissea e della vita canaria.</p>
<p>Ci fermiamo da <em>Max</em>, un ragazzo italiano che ha aperto una gelateria fronte oceano e prendiamo da bere.</p>
<p>Il tempo scorre piacevolmente, sulla via del ritorno facciamo conoscenza con un altro utente del forum, che è qui in visita esplorativa e con altri ragazzi italiani residenti nella zona del porto.</p>
<p>Senza che ce ne accorgessimo si fanno quasi le 2 di notte! Tornati alla macchina ci congediamo e ci diamo appuntamento all’indomani per andare a casa di Piero a bere un caffè nel pomeriggio. Piero abita un po’ fuori mano, bisognerà andare in macchina.</p>
<p>Cazzo che giornata infinita!! Mille emozioni, siamo passati dalla merda più marrone alla soffice carta profumata del ticket giallastro Iberia, se non ci fosse stata Maria non so proprio come ne saremmo usciti, non riesco a credere che ci sia ancora qualcuno al mondo altruista e umano, sarà l’aria canaria????</p>
<p>p.s. avevo pensato al trasferimento denaro con Money Transfer, ma ovviamente in quel buco di merda che è il mio paese non sanno nemmeno che esista tale pratica, lasciamo stare va…</p>
<p>Domani sarà il nostro ultimo giorno effettivo a Tenerife, vediamo di godercelo, magari prendendo un po’ di sole!</p>
<p><strong>04 – 07 LE ULTIME CONOSCENZE E IL COMMIATO</strong></p>
<p>Per togliermi ogni scrupolo, chiedo a Foxy di chiamare a casa per farsi spedire via mail e fax una fotocopia della carta d’identità, da allegare alla denuncia al momento del ceck in.</p>
<p>Con gelido stupore, anzi con mesta rassegnazione, vengo a sapere che Foxy NON ha fotocopie a casa di nessunissimo documento in suo possesso, ne presente, ne passato!</p>
<p>Ormai sono troppo stressato per incazzarmi, le chiedo se abbia almeno una fototessera su una qualunque tessera associativa, anche scaduta da 10 anni, pure dei punti della Coop, che ne so!! Insomma, qualunque cosa che abbia la sua faccia stampigliata sopra il suo nome!!</p>
<p>Foxy manda la madre a casa sua alla ricerca… Passa un’oretta e arriva la telefonata col responso: “<em>qualcosina c’è!!”</em></p>
<p>Ce l’abbiamo, l’unica tessera in possesso di Foxy che non fosse all’interno del portafogli rubato, è una <em>Carta Studenti CTS </em>scaduta nel 2004!! Wow, con questa siamo a cavallo!</p>
<p>E poi io sarei quello paranoico perché ha scannerizzato sul pc, anzi <span style="text-decoration: underline">sui </span>pc, tutti i propri documenti, comprese le Postepay e possiede tutto fotocopiato all’interno del cassetto nell’armadio… Sì sì, che coglione che sono…</p>
<p>Comunque, meglio averla sta carta CTS che no, ce la facciamo faxare in hotel ma come previsto esce una chiavica, andiamo nel locutorio di fronte a scaricarla e stamparla dalla mia mail, ma il risultato è ancora piuttosto scadente. Oh, di meglio non si può, basta!!</p>
<p>Ci mettiamo i costumi e per la seconda volta in 7 giorni ci dirigiamo in spiaggia, da soli, B.C. stranamente non è in camera, deve essere uscita presto per andare a negozi, ha da poco scoperto che ci sono decine di negozi in fondo alla strada e probabilmente ne starà approfittando per fare spese, meglio così.</p>
<p>Destinazione, <strong>Playa Los Cristianos</strong> per almeno un paio d’ore di sole!!</p>
<p>La spiaggia è molto spaziosa, pulitissima ed assolata, stendiamo i teli, ci ricarichiamo di energia luminosa e facciamo un ultimo bagnetto rapido, primo ed ultimo?? O ne avevamo fatto un altro a <strong>Playa del Comison</strong>?? Boh, manco mi ricordo.</p>
<p>Per le 13 andiamo via. Facciamo un ultimo tentativo di beccare il tipo italiano del locutorio poco distante.</p>
<p>Eccolo!! Era ora! Ci presentiamo, lo chiameremo <em>Renzo</em>, scambiamo 2 chiacchiere, nel mentre sopraggiungono altri 2 ragazzi, sempre del forum, che però non caghiamo di striscio, abbiamo bisogno di connetterci e ne approfittiamo già che siamo qua.</p>
<p>Devo soddisfare una curiosità che mi sta attanagliando da ieri: <strong><em>come CAZZO farà Foxy a cambiare aereo in 50 minuti a Barajas???????????</em></strong> Vabbè che con <em>Iberia</em> verrebbe riprotetta sul <em>Madrid – Roma</em> successivo, un paio di ore dopo, ma è fisicamente possibile compiere tale spostamento, pur non essendo 100metristi olimpionici?!</p>
<p>Lo dico perché conosco bene l’aeroporto di <em>Barajas</em>, essendoci passato 4 volte, ed è immenso!! La sola taxyway per <em>parcheggiare</em> l’aereo ti prende via mezz’ora! In pratica quando atterri sei a metà volo provenendo da Roma. Ma attenzione, da <span style="text-decoration: underline">Roma Ciampino</span>, <span style="text-decoration: underline">con Ryanair</span>!!! Ecco svelato l’inghippo. Ryanair atterra sull’ultima pista e raggiunge il T2, posto a distanza siderale dal T4, invece Iberia arriva comoda direttamente al T4, dal quale riparte anche per Fiumicino.</p>
<p>Foxy quindi potrà usufruire della zona transiti,senza uscire e poi rientrare percorrendo 8 km di tappeti mobili! Ora è tutto chiaro, sì così ce la può fare, senza bagaglio da stiva, ce la può fare alla grande. Dubbi fugati.</p>
<p>Riprendiamo la chiacchierata con Renzo e consorte, ma sinceramente carpiamo pochissimo di quello che dice, ha un tono di voce bassissimo ed è afono, annuiamo in modo del tutto casuale e ogni tanto scuotiamo la testa. Inutile stare ancora qua, salutiamo ed andiamo via. (Diciamo che quello che volevamo sapere, più o meno lo abbiamo saputo.)</p>
<p>Per l’ultimo pranzo in appartamento facciamo fuori quasi tutte le provviste! Dopo mangiato scendiamo in piscina per digerire e troviamo B.C., verde/oro dal sole, pare la bandiera del Brasile!! Ci chiede se si è bruciata e noi: “<em>noooooo, ma de che, non c’hai niente, giusto na punta de colorito, tranquilla</em>”</p>
<p>Dopo il riposino scatta la telefona a <em>Peppe</em>, eravamo rimasti che oggi pomeriggio saremo andati con lui a trovare <em>Piero</em> nella sua casa di collina a <strong>Tijoco Bajo</strong>, che è un borgo infinitesimale posto circa 15km a nord di Los Cristianos.</p>
<p>Passiamo a casa di Peppe, lo carichiamo, chiamiamo Piero per avvertirlo che stiamo arrivando ed andiamo.</p>
<p>Sulla strada faccio benzina, metto 30€, domani c’è da fare un casino di km per accompagnare Foxy al Tenerife Nord e riscendere, ma come al solito vengo beffato dall’economicità della gasolina canaria! Con 30€ pompo il pieno!! 0.97cent al litro! Vabbè, vorrà dire che farò qualche sparino in autopista.</p>
<p>La strada per arrivare da Piero è abbastanza complicata, da soli ci saremmo sicuramente persi, meno male che c’è Peppe. Parcheggiamo l’auto dinanzi il cancello della residenza ed attendiamo finche la donna di Piero ci spalanca le porte dandoci il benvenuto.</p>
<p>Immediatamente si capisce che è una villa da urlo! <em>Piero e Marta</em>, (la fidanzata), ci fanno fare il giro turistico, piano terra: mega garage con le moto di Piero, zona relax, palestra e biblioteca. Un mini appartamento (che poi non è così mini), comprensivo di patio esclusivo con vista disumana sull’oceano e <strong>La Gomera</strong>!!</p>
<p>Al piano di sopra: 3 camere da letto doppie per gli ospiti, la camera di Piero e Marta, 3 bagni, una incredibile sala con annessa super cucina all’americana e un vasto porticato all’aperto con tanto di mega tavolata!</p>
<p>Chiude, la piscina, annessa in uno splendido giardino, che offre vedute da cartolina: a nord il <strong>Teide</strong>, ad ovest le scogliere di <strong>Los Gigantes</strong>, di fronte l’oceano con <strong>La Gomera</strong> e in lontananza <strong>La Palma</strong>, ad est la costa fino a <strong>Las Americas</strong>! Figa!!</p>
<p>A tenere compagnia ai nostri amici, per ora ci sono solamente i loro 2 enormi gattoni e un mansueto cagnolone.</p>
<p>Il progetto di Piero è in dirittura di arrivo, ha intenzione infatti di utilizzare la propria cosa come base per delle escursioni in moto attraverso tutte e 7 le isole Canarie. Gli ospiti potranno usufruire delle stanze e dell’appartamento, in modalità B&amp;B.</p>
<p>Piero ci racconta tutte le fasi del progetto: dall’idea alla messa in atto, passando per la scelta della location, delle moto e di tutto il resto, certo, si sta facendo il culo, tutto da solo, lodevole.</p>
<p>Pensare che è venuto fin qua direttamente col furgone stracarico di roba e di animali!! Un viaggio epico!</p>
<p>Spero per loro che tutto vada per il meglio…</p>
<p>Si fanno le 18, si è fatta ora di tornare a Los Cristianos, Peppe ha da fare e noi dovremmo andare a sistemare i trolley per domani, che ci aspetta un’alzataccia micidiale.</p>
<p>Ringraziamo, salutiamo la coppia di nuovi amici ed andiamo via con ancora negli occhi lo splendido panorama ammirato dal patio. E dire che case così, in affitto, costano molto, ma molto meno di quanto possiate immaginare… Io so quanto, ma non voglio svelarlo, basta fare un giro on-line per scoprirlo…</p>
<p>Tornati a casa di Peppe, scendiamo per salutare <em>Maria</em> e la bambina… Sono stati i nostri salvatori, io non dimentico, ci diamo appuntamento eventualmente a novembre, sì… a novembre forse ci rivedremo… Grazie ancora!</p>
<p>PUF, le 20!!!</p>
<p>Giornata letteralmente sgusciata via!!</p>
<p>Rientrando in hotel, c’è una mezza sorpresina ad attenderci; <em>Edward</em> (il ragazzo della reception), ci ha stampato a colori, una copia della carta studenti che la madre di Foxy ha spedito anche alla mail dell’hotel. E’ di ottima qualità!! Grande Edward!! Pure tu ci hai semplificato le cose, senza le sue telefonate iniziali e la sua serafica calma, non so come avremmo reagito, di sicuro ci saremmo incasinati al commissariato tra lingue e dialetti incomprensibili! Grazie Edward! Facci un ultimo favore, mettici la sveglia alle 5.30 per domani. Ciao bello…</p>
<p>Passiamo da B.C. per comunicarle l’orario infame di partenza per l’indomani, alle 06.15 deve essere pronta giù nella hall, quindi bisogna dirle alle 06.00.  C’è poco da scherzare coi tempi. Io e B.C. abbiamo la riconsegna dell’auto alle 09.30, ma prima bisognerà fare gli 80km + 80 di ritorno, per portare Foxy al <em>Los Rodeos</em> e riscendere al <em>Reina Sofia</em>.</p>
<p>Niente ultima uscita per locali, abbiamo solamente <strong>60€</strong> e non voglio assolutamente toccarli, qualora ci fossero problemi, sarebbero gli unici fondi in possesso di Foxy.</p>
<p>Ultima cena con consueto ammassamento di piatti e bordello vario, ora non c’è bisogno più di pulire e di tenere in ordine, sti cazzi… Birra in terrazza e saluti alla luna con ultimo desiderio… poter rincasare tutti quanti senza impedimenti.</p>
<p><strong>05 – 07 IO, B.C. &amp; RYANAIR vs FOXY &amp; IBERIA. COSA ACCADRA’?? </strong></p>
<p><strong>SBAMMM </strong><strong>SBAAMMM</strong><strong> </strong><strong>SBBBBBAMMMMM</strong> <strong>SBBBBBBBBAAAAAAAAMMMMM</strong></p>
<p><strong><em>“SON LAS CINCO Y MEDIA</em></strong><em> … </em><strong><em>SON LAS CINCO Y MEDIA</em></strong><em> … </em><strong><em>SOOOOONNNN LASS CINCOOOO YYYY MEDIAAAAAAAAHHHHHHHHHRRRRGHHH!!!!”</em></strong></p>
<p>Cazzo sta a succede???? Un terremoto???!!! Uno tzunami???!!! Il Teide ha eruttato???!!!</p>
<p>No, è semplicemente la delicatissima sveglia del portiere di notte che ci fa sobbalzare dal letto!! Ha pensato, per sicurezza, di non telefonare, ma di bussare dolcemente lui stesso alla nostra camera e credo anche a quella di B.C. , che non oso immaginare come abbia reagito e non glielo chiederò mai!!</p>
<p>Apro la porta completamente nudo e mi trovo davanti il pazzo: “<strong><em>son las cinco y me</em></strong><strong>…</strong>”, “<em>sì cazzo, </em><strong><em>HO CAPITO!</em></strong><em> Sto in piedi, non c’è bisogno di svegliare tutta l’isola, </em><strong><em>GRAZIE</em></strong><em>!!</em>”</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/fuuuuu1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3780" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/fuuuuu1.png" alt="" width="396" height="300" /></a></p>
<p>Una delle sveglie più traumatiche della mia vita!</p>
<p>Preparativi rapidi e giù alla macchina alle 06.00 in punto. Come da copione B.C. non c’è. Aspetta…aspetta…aspetta…06.15 ancora niente… Ma porca troia, questa ci vuole far perdere l’aereo!!</p>
<p>Salgo in camera sua, sfondando la porta entro e la trovo a sistemare ancora tutte le cagate che ha acquistato! Il trolley è strapieno, sta tracimando, ma non c’è tempo per le discussioni, ci salto su e lo chiudo, pare un saccottino ciclopico pronto all’implosione!</p>
<p>Diamo l’addio al portiere/tenore e partiamo alle 06.30. Ci sono da fare circa 80km fino al <strong>Tenerife Nord</strong>, è tutta autopista sono a <strong>Santa Cruz</strong>, poi si prende una sorta di tangenziale per una decina di km, che secondo le mie fonti potrebbe essere molto trafficata anche al mattino presto.</p>
<p>Fino a Santa Cruz tutto ok, le indicazioni ci sono, ma imboccata la tangenziale, le frecce per l’aeroporto svaniscono nel nulla! Porca troia maledetta, ma come si fa????  Ed inesorabilmente sbagliamo strada.</p>
<p>Da non crederci! Sono quasi le 8 e siamo persi nei meandri del raccordo nord, sembra Roma, c’è traffico e tutti sorpassano come  fenomenii a destra e a sinistra!</p>
<p>Di cartelli per l’aeroporto nemmeno l’ombra, eppure è vicino. Affidandomi totalmente al destino prendo un paio di uscite senza indicazioni, percorro qualche km e magicamente ci troviamo nella rotonda 200mt prima del terminal delle partenze! Che culo!</p>
<p>Lasciamo B.C. in auto ed io e Foxy ci fiondiamo in zona ceck in. Fa un freddo cane, ci saranno non più di 15° e c’è una nebbia degna della pianura padana in autunno.</p>
<p>Il banco Iberia è aperto, il volo per <strong>Madrid</strong> parte tra poco più di due ore. Incrociando le dita ci avviciniamo al tizio… Foxy gli consegna biglietto e denuncia… lui le chiede il documento e per un attimo cala il gelo! “<em>Ho solo denuncia” </em>gli fa Foxy… lui la osserva… “<em>mh, ok</em>”… e le da l’agognata carta d’imbarco!</p>
<p>E’ fatta!! Ora tocca a me e a B.C. Do le ultime raccomandazioni a Foxy, pregandola di non perdere tempo a <strong>Barajas</strong>, magari andando a fumare, ma di correre come il vento sul <em>Madrid – Roma</em> delle 15.00!</p>
<p>Se tutto va come deve andare, ci rivedremo questa sera a <strong>Fiumicino</strong>!! Ciaooo.</p>
<p>Torno da B.C., sono le 8.45, ho meno di un’ora per riscendere al <strong>Tenerife Sur</strong>, spero tanto che alla riconsegna dell’auto non mi chiedano copia della fattura, dato che è andata persa, in mano non ho nulla e non sono nemmeno io che ha noleggiato l’auto, bensì Foxy.</p>
<p>E fu così che la <em>Seat Ibiza 1.4</em> si trasformò in una <em>Bugatti Veyron 16.4</em>!!!</p>
<p>Cronometro alla mano; 43 minuti per fare gli 80km di ritorno! Mica male col traffico!! Tutta di 4° a pieni giri! Nonostante questo, la tacchetta della benza è a mezzo serbatoio, doveva stare ad ¼!</p>
<p>Parcheggio nell’area <em>Auto Reisen</em>, vado al baracchino, lascio le chiavi alla tizia che le passa sotto un lettore ottico e mi saluta sorridente: “<em>adioooos</em>”.</p>
<p>E vai, pure questa è andata!</p>
<p>Senza perdere tempo, facciamo i controlli e ci accomodiamo davanti il gate 5 per <strong>Pisa</strong>. Noto che i controlli del personale Ryan sono scrupolosi, il trolley di B.C. così com’è non passerà mai! E non abbiamo una carta di credito per pagare l’esubero! Ma guarda cristo, pure questa ci mancava! Non bastava tutto il casino accaduto sino adesso, ci doveva stare pure B.C. con tutta la sua inutile roba a rompermi le palle!!</p>
<p>Ah, quasi dimenticavo, al controllo sotto il metal detector. B.C. per evitare di togliere le scarpe, ha atteso un secondo propizio che la poliziotta si girasse ed è sgattaiolata esternamente, dall’altra parte. Non voglio nemmeno sapere cosa sarebbe accaduto se qualcuno della sicurezza l’avesse vista…</p>
<p>E così, come il più classico del turista cazzone, mi trovo disteso sul pavimento dell’aeroporto a travasare dal trolley di B.C. al mio, tutta la roba possibile, per bilanciare dimensioni e peso.</p>
<p>Non menziono le cagate assurde che B.C. sta portando con se, giusto 3 cose va: rotolo enorme di carta argentata, rotolo di carta da cucina, stracci per pulire i pavimenti…</p>
<p>Arriva il momento della verità, le valchirie Ryan sono intransigenti, c’è la prova gabbia per tutti e chi sgarra paga con carta!! Quando è il nostro turno sudo freddo, spero che B.C.  ricordi che per togliere il trolley dalla gabbia, debba metterci un piede su, altrimenti si tirerà appresso pure il parquet!!</p>
<p>Tocca a me, metto il trolley, ok, mi giro e B.C. non c’è, è passata di nuovo avanti bypassando i controlli!! Non so nemmeno se abbia mostrato documento e carta d’imbarco! Ditemi voi se questa donna è normale??? Si comporta in maniera assolutamente criminale, è imbarazzante!</p>
<p>Almeno l’ultimo baluardo del personale, la tizia all’imbocco dell’aereo, le riesce a controllate la carta d’imbarco … Prendiamo posto, mi pappo 2 <em>Xanax</em> e finalmente mi rilasso, facendo finta di stare solo.</p>
<p>Si parte puntualissimi, non un minuto prima, non uno dopo l’orario previsto.</p>
<p>Il tempo è ottimo ed è possibile vedere tutto il mondo che scorre sotto i nostri culi sospesi a 10mila metri.</p>
<p>Prima di atterrare placco un assistente di volo, per la milionesima volta racconto la storia del furto e gli chiedo direttamente: “<em>Foxy sarebbe salita a bordo stamattina solamente con la denuncia e una copia della carta studenti??</em>” Lui scuotendo la testa risponde: ”<em>guarda, hai fatto la cosa migliore a metterla dentro un Iberia, perché non l’avrebbero fatta salire nemmeno se avesse pregato in latino e fosse stata accompagnata dal Papa in persona</em>”.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/troll_face___high_definition_by_animeburner-d3dcbnr.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3781" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/troll_face___high_definition_by_animeburner-d3dcbnr.jpg" alt="" width="384" height="350" /></a></p>
<p>Atterriamo a Pisa con ben 45 minuti di anticipo! Il mio giudizio, positivo, rispetto a Ryanair non cambia nemmeno dopo questa sciagura, piuttosto trovo abbastanza insensata questa regola che non si vola esibendo regolare denuncia di furto! Cazzo, con tutti gli altri sì, con loro no, è illogico, oltre al danno del furto, la vacanza rovinata, cazzi e mazzi, ci si mettono pure loro che non ti fanno tornare a casa!</p>
<p>Ma da oggi in poi, <span style="text-decoration: underline">PASSAPORTO</span> e guai a portarlo in giro, va tenuto in cassaforte, a casa e in hotel!</p>
<p>Sono quasi le 16.00, Foxy a questo punto dovrebbe essere in volo verso Fiumicino. Chiamo la madre per avere notizie.</p>
<p>Ci sono brutte notizie!! Minchia, la sfiga sembra proprio non volerci mollare! Tutti i voli destinati a Roma Fiumicino, sono stati dirottati a <strong>Napoli</strong>, causa nubifragio biblico che si sta abbattendo sulla capitale!</p>
<p>Foxy è ancora a Barajas, dovrebbe partire tra mezz’ora, con ben 90 minuti di ritardo, alla faccia del biglietto da 225€ e della compagnia di bandiera spagnola!</p>
<p>Resta da vedere se nel frattempo la situazione a Roma migliori e se vengano ripristinate le piste di Fiumicino.</p>
<p>Vado a recuperare l’auto lasciata nel parcheggio gratuito, come minimo mi aspetto di trovarla con le gomme squarciate e 28 multe sul parabrezza, invece la trovo così come l’avevo lasciata, in perfetto ordine.</p>
<p>Ah, c’è B.C. in aeroporto ad aspettarmi, già mi stavo lanciando sulla superstrada!</p>
<p>Sale a bordo e si va!</p>
<p>Quando siamo dalle parti di <em>Orte</em>, arriva una chiamata, è Foxy, è a Fiumicino!!!!! E’ rimasta con 20 centesimi al cellulare, le basterà aspettare un’oretta il nostro arrivo.</p>
<p>Verso le 20 finalmente il gruppo si ricongiunge, Foxy ci racconta che il volo <em>Madrid – Roma</em> ha avuto un ritardo clamoroso a causa delle avverse condizioni meteo romane, ma tutto sommato meglio così, in questo modo siamo arrivati quasi contemporaneamente a <strong>Roma</strong>!</p>
<p>Con calma percorriamo gli ultimi 100km fino a casa.</p>
<p>Tutto è bene quello che finisce bene…</p>
<p>Ma oh, MAI più in vacanza con la mamma!!! Sono fisicamente e mentalmente disintegrato, è stata durissima!!!!!!!!</p>
<p><strong>CURIOSA APPENDICE</strong></p>
<p>Il <em>15 luglio</em> vengo contattato su facebook da un tale di <strong>Manchester</strong>, di nome <em>Karl Smith</em>, che mi chiede se sono stato recentemente in vacanza a <strong>Tenerife</strong>.</p>
<p>Incuriosito gli rispondo affermativamente…</p>
<p>Il giorno dopo mi scrive che ha in mano un marsupio nero con tutta la mia roba e quella di Foxy!! Lo ha trovato buttato tra le rocce mentre bazzicava in un sentiero in cima al <strong>Teide</strong>! Ora vuol sapere se preferisco che lo consegni alla Polizia Nacional o se voglio farmelo spedire direttamente a casa!</p>
<p>Mi fa la lista degli oggetti rinvenuti, c’è tutto tranne il mio portadocumenti, cellulari, sigarette e contanti. Ci sono anche le chiavi della macchina di Foxy, l’inculata pazzesca è che proprio ieri abbia cambiato tutte le serrature, spendendo 100€ tondi tondi!</p>
<p>Ora, 20 luglio, sono in attesa che la nostra roba mi venga recapitata, Karl non ha voluto nemmeno farsi pagare la spedizione, santo uomo!!</p>
<p>Ah, se solo ci fossimo divisi la mattina del furto, avrei dovuto cercare meglio, farmi un’intera giornata sul Teide, forse l’avrei ritrovata io la nostra roba!!</p>
<p>L’esperienza insegna… occhio alla penna quando siete all’estero!! Mi raccomando!</p>
<p style="text-align: center"><em>THE END</em></p>
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		<title>2011: Odissea a Tenerife &#8211; Diario (parte 1)</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 08:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Collalti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ne ho fatte,  (e ancora ne farò), tante di cazzate nella vita, ma quella che ho compiuto in un caldo pomeriggio di fine maggio in auto con mia madre, di sicuro entra nella TOP5: le ho detto che poteva venire con me e la mia ragazza a Tenerife, una settimana nel viaggio che stavo organizzando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ne ho fatte,  (e ancora ne farò), tante di cazzate nella vita, ma quella che ho compiuto in un caldo pomeriggio di fine maggio in auto con mia madre, di sicuro entra nella TOP5: <em>le ho detto che poteva venire con me e la mia ragazza a <span style="color: #ff6600">Tenerife</span>, una settimana nel viaggio che stavo organizzando per luglio</em>.</strong></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/DSC00930.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3766" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/DSC00930.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><em>Photo Credit: Andrea Collalti</em></p>
<p>Questa mia profonda leggerezza ha innescato una serie rutilante di eventi catastrofici che si sono susseguiti prima e durante il soggiorno canario, culminati con il <span style="text-decoration: underline">furto totale</span> di ogni avere in possesso della mia ragazza e di parte dei miei, ovviamente la mamma si è salvata!</p>
<p>Ma andiamo con ordine e cominciamo la storia dall’inizio, dall’acquisto di voli, hotel ed auto a noleggio, che grazie alla sua presenza, (della mamma), ha avuto un iter non ordinario.</p>
<p><span id="more-3765"></span></p>
<p>Intanto battezziamo i protagonisti del diario:</p>
<p><strong>Io</strong> &#8211; - &#8211; nome in codice &#8212; <strong><em>Io</em></strong></p>
<p><strong>La mia fidanzata</strong> &#8211; - &#8211; nome in codice &#8212; <strong><em>Foxy</em></strong> (poi si capirà perché)</p>
<p><strong>Mia madre</strong> &#8211; - &#8211; nome in codice &#8212; <strong><em>Black Cat o B.C.</em></strong> <strong><em>per gli amici</em></strong> (e sono stato buono!)</p>
<p>Per raggiungere le isole canarie, in passato ho fatto sempre scalo con <em>Ryanair</em>; <strong>Girona</strong> 2 volte e <strong>Madrid</strong>, ma stavolta occorre muoversi diversamente e cercare qualcosa di più diretto.  Black Cat ne sa di aerei e triangolazioni, quanto io ne so di astrofisica quantistica nucleare, meno che niente.</p>
<p>La scelta relativamente più comoda è caduta su un <strong>Pisa – Tenerife Sur</strong>, andata alle 06.30 e ritorno a Pisa previsto per le 16.45, partenza il <em>28 giugno</em>, ritorno il <em>5 luglio</em>, operato da Ryanair per la modica cifra di <strong>100€</strong> secchi secchi a cranio.</p>
<p>La partenza antelucana da Pisa ha portato in grembo la prima rogna: come cazzo arriviamo in aeroporto alle 5 del mattino?? Con l’auto, tanto sono giusto 450km da fare di notte! E chi è lo stronzo che guiderà e caccerà la macchina??? IO! E a me sta sul culo guidare anche solo per 15 minuti fino al supermercato, sono uno scooterista, no motociclista attenzione, scooterista, quello tipico che gira in infradito da maggio a ottobre e ti sfila a 90 all’ora con la pedana piena zeppa di roba, possibilmente molto ingombrante, perché con lo scooter puoi farci anche un trasloco, con la moto che minchia ci fai oltre a infrociarti sui monti!</p>
<p>Stabilito che avrei guidato la mia auto, una vecchia <em>Lancia Y 1.2</em>, per oltre 900km per andare e tornare dalla <strong>Toscana</strong>, passo alla fase 2 del pacchetto vacanze, la prenotazione degli appartamenti, DUE appartamenti SEPARATI, scemo sì ma fino ad un certo punto!!</p>
<p>Anche qui bisogna andare incontro a B.C. quindi bisogna trovare qualcosa di: pulito, spazioso, a portata di mare e negozi a piedi, in centro ma non rumoroso, con piscina riscaldata ed ascensore! Facile!!!</p>
<p>Mi sono dovuto impegnare seriamente per trovare l’alloggio giusto, questa volta non mi sono servito di booking.com, ma tramite navigate infinite ho trovato l’apparthotel apparentemente perfetto, il <strong>Mar Ola Park</strong>, ubicato strategicamente tra <strong>Las Americas</strong> e <strong>Los Cristianos</strong> a 10 minuti a piedi da <strong>Playa Las Vistas</strong> e <strong>Avenida Las Americas</strong>, per prenotare ho utilizzato direttamente il loro sito.</p>
<p>Ho preso 2 monolocali al costo di <strong>238€</strong> l’uno. Io e Foxy abbiamo smezzato, B.C. ha versato tutti e 238 i pippi.</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline">MINI-REVIEW Mar Ola Park</span></em></strong></p>
<p>I monolocali sono enormi, affacciano sulla piscina o sulla strada, dipende da quanto pagate, noi li abbiamo presi sulla strada, ma sono risultati comunque molto tranquilli benché fossero vicini ad un’area notturna molto frequentata. Pulizia 4 volte, effettive, a settimana, molto accurata. Tv lcd, lettore dvd hdmi, cassaforte, ventilatore a soffitto e cucina iper accessoriata arredano la stanza. Il parcheggio c’è, gratuito, anche se è difficile beccarlo, ma ATTENZIONE, tra Los Cristianos e Las Americas parcheggiare è un’impresa pressoché impossibile!! La struttura è ampia, curata anche esteriormente ed il pezzo forte è la bella piscina riscaldata che di sera viene illuminata scenograficamente. Per il resto c’è tutto, ma proprio tutto: reception open 24h, mini palestra con tavolo da biliardo e ping pong, centro massaggi, sala internet e giochi, wi-fi free nella zona reception, bar in piscina, ristorante e boh, mi pare che basti. In effetti abbiamo speso un po’ di più del solito, ma il posto lo merita, sicuramente è l’apparthotel più figo in cui sia mai stato.</p>
<p>Voli ok, alloggi ok, manca l’ultimo tassello, il noleggio dell’auto. Per la 2°volta consecutiva mi affido ad <strong>Auto Reisen</strong>, ma non prendo la solita auto economica, bensì una spaziosa <em>Seat Ibiza 1.4 5porte</em>, <strong>8gg 96€</strong> tutto incluso, mica male e la benza gliela ridai con quanta ne prendi, nessun fottuto full/empty!</p>
<p>Pacchetto <em>Holiday in Tenerife</em> completo!</p>
<p>Ma purtroppo questo è ancora niente, ora cominciano i cazzi, bisogna spiegare a B.C che sull’aereo non può salire col furgone rosso di <em>Bartolini</em>, ma con un unico, stramaledetto e dannatamente piccolo trolley 55&#215;40x20cm del peso non eccedente i 10 miseri kg!!</p>
<p>B.C. è la classica persona che ti dice “<em>ho capito</em>” e poi non ha capito una cippa, anzi nemmeno ha sentito una cippa. Per giorni e giorni mi sono raccomandato di rispettare scrupolosamente le misure standard e soprattutto di far entrare tutto nel trolley, essendo questo <span style="text-decoration: underline">l’unico bagaglio a mano consentito</span>.</p>
<p>E giorno dopo giorno ho dovuto subire queste fatidiche frasi: “<em>ma nemmeno la borsa posso portare</em>??”  &#8211; “<em>ma che regola è</em>??” – “<em>e se devo andare al bagno</em>?? (<strong>???</strong>)” – “<em>see, mo me lasciano a terra o me fanno paga pe sto borsello</em>!!” – “<em>mi porto questo marsupio e lo metto sotto il giubbotto</em>”, capito?!! <strong>Il giubbotto alle Canarie</strong>!</p>
<p>Manca una settimana alla partenza e sto già esaurito, perdo talmente tanto tempo dietro B.C. che trascuro un po’ il programma di viaggio, che questa volta comporta delle novità assolute rispetto al passato. Infatti per me e Foxy intavolo una serie di incontri con italiani residenti a Tenerife, grazie ad un forum che frequento, riesco ad avere alcuni numeri di telefono e fisso 3 o 4 meeting.</p>
<p>Questo perché avremmo intenzione di trasferirci a Tenerife a tempo indeterminato tra qualche mese e vorremmo avere un quadro un po’ più ampio della realtà isolana e chi meglio di chi ci vive può darcelo?</p>
<p>Ci siamo, il programma è approntato, praticamente io e Foxy la spiaggia non la vedremo mai. Al contrario di B.C., che ci dovrebbe stare tutti i giorni, lasciando noi liberi di agire autonomamente…</p>
<p>La notte del <strong>27 giugno</strong> arriva in fretta. Fisso la partenza alle 22.30. Io scendo giù alle 22.20, Foxy arriva sotto casa alle 22.25 e B.C. scende alle 22.45. Non c’è niente da fare, non riesce ad essere puntuale MAI cazzo, è una cosa che mi manda in bestia, bisogna darle un appuntamento sempre 20 minuti PRIMA, perché tanto lei tarda e non c’entra un cazzo che sia l’alba, il pomeriggio, il tramonto o la notte, tarda e basta!</p>
<p>Ho stimato un 5 ore per raggiungere l’aeroporto <em>Galilei </em>di <strong>Pisa</strong>, son circa 450km, voglio arrivare con anticipo perché così c’è possibilità di trovare posto per la macchina senza pagare, in un parcheggio distante 4/500 metri dai terminal.</p>
<p>Si parte, faccio il pieno  alla macchina per la seconda volta in 11 anni, (la prima volta fu quando uscii dal concessionario), <strong>60€</strong>, imbocco l’autostrada, mi sparo 2 Red Bull e mi attesto sui 110.</p>
<p>Già guidare è una rottura di palle, figuriamoci guidare di notte su uno stradone pieno di Tir che fanno i garini. Dopo <strong>Orte</strong> a salire, le corsie da 3 passano a 2 e una volta che un camionista decide di superare un collega, tu stai dietro a 80 all’ora a goderti lo spettacolo per i 4 o 5 minuti che ci impiega a compiere la manovra.</p>
<p>La prima sosta, ovviamente a richiesta di B.C. è dalle parti <strong>Fabro</strong>, siamo in ordine coi tempi, quindi gliela concedo.</p>
<p>Alle 03.30 senza particolari problemi usciamo a <strong>Scandicci</strong> e imbocchiamo la strada a scorrimento veloce per Pisa, totalmente avvolta dall’oscurità, desolata e con numerosi autovelox che mi costringono a non oltrepassare i 90. Uno strazio, 70km finali terribili, quando finalmente giungiamo a Pisa sono quasi le 05.00, il navigatore questa volta ha fatto per bene il suo dovere.</p>
<p>Scarico donne e bagagli dinnanzi al terminal delle Partenze e mi avvio speranzoso verso il parcheggio di <strong>Via da Marrona</strong>. Lo trovo, entro ed è stracolmo! Almeno la dritta che ho avuto è esatta, alcune auto sembra che stiano qui da diverso tempo e altre sono pure buone macchine, questo significa che si può fare, basta solo trovare un buchetto dove infilarsi. Ce ne sta uno solamente, sono fortunato (unico sprazzo di buona sorte della settimana), parcheggio e m’incammino verso l’aeroporto gettando al secchio la prenotazione per il P4, 52€ risparmiati.</p>
<p>Foxy e B.C. sono addirittura entrate nell’edificio, wow!! Solitamente non fanno un passo se non ci sono io ad accompagnarle, come i bimbi di 3 anni.</p>
<p>Naturalmente B.C. non ha un solo bagaglio, ma 2: il trolley pieno all’inverosimile e un marsupio che mi tocca mettere nel mio trolley per evitare che le facciano storie.</p>
<p>Il tempo scorre fiaccamente fino al momento dell’imbarco e della partenza, puntuale alle 06.30.</p>
<p>Mi suko 2 Xanax e fanculo, ci sentiamo a Tenerife…</p>
<p><em>Comincia ora la nostra “vacanza – odissea”…</em></p>
<p><strong>28 – 06 L’APPRODO</strong></p>
<p>Con circa 30 minuti di anticipo tocchiamo terra, dopo 4 ore di volo. Il primo passo è recuperare l’auto da Auto Reisen. L’operazione è velocissima, prendiamo la nostra Seat Ibiza bianca e ci indirizziamo verso <strong>Las Americas</strong>, verso il Mar Ola Park.</p>
<p>A primo acchitto resto un po’ perplesso da questa zona. Si vede che non è la solita isola canaria, ci sono hotel da 20 piani, casinò, 1000mila taxi, traffico… Tanto traffico e tanto bordello che faccio fatica a districarmi e trovare la via dell’albergo. Non è molto differente da <strong>Ibiza.</strong></p>
<p>Gira e rigira alla fine lo troviamo, grazie all’aiuto di un tassista che ci indica la strada.</p>
<p>Al ceck in  mi tocca far fronte al primo inghippo del giorno; la ragazza alla reception va per darci le chiavi degli appartamenti, dopo essersi segnata i numeri delle nostre carte d’identità, (<em>particolare che tra qualche giorno si rivelerà fondamentale</em>), ma mi trovo 2 appartamenti confinanti, 217 e 218! Ma stiamo scherzando??? Sfoderò il mio spagnolo internettiano e le chiedo gentilmente di assegnarci 2 abitazioni in posizioni diametralmente opposte… <em>Tutto pieno</em> mi risponde, ci sono solo quelle 2. Ma porca di quella vacca, non ci posso credere, non voglio B.C. di fianco a noi, no! Insisto e riinsisto finche la ragazza mossa a pietà ci assegna la 218 e la 116 che però deve ancora essere liberata, quindi per averla tocca aspettare.</p>
<p>Fiuuuuu, pericolo scampato e B.C. nemmeno ha capito un cazzo, le dico che la discussione verteva sul prezzo, tanto che ne sa.</p>
<p>Lasciamo i bagagli nella sala apposita e andiamo a fare un giro di perlustrazione, tanto fino alle 14 non abbiamo a disposizione le camere.</p>
<p>Il clima: cielo limpido, venticello appena che si sente, temperatura di 27°, umidità inesistente. Semplicemente fantastico.</p>
<p>Ci dirigiamo verso <strong>Playa Las Vistas</strong>, poco distante, ah sto omettendo la quantità inaudita di assurdità che mitraglia B.C. strada facendo, non ci basterebbero 8 diari per mettercele tutte e sinceramente sto tentando di rimuoverle dalla testa il più velocemente possibile.</p>
<p>Las Vistas è il tipico spiaggione artificiale, sabbia importata dal deserto, come a sud di <strong>Gran Canaria</strong>, un golfo e una diga di scogli proteggono la zona, permettendo di fare il bagno in tutta tranquillità, senza onde o correnti che ti portano via. Sorpresa!! L’acqua è calda!! Cioè calda, calda per essere oceanica, di sicuro balneabile senza incorrere in stati di ipotermia fulminante.</p>
<p>La fauna non è rassicurante, per lo più vedo famiglie con bambini e i soliti vecchi nord europei, mmmh…</p>
<p>Prima di entrare in possesso dei nostri appartamenti provvediamo a fare la spesa da <em>Mercadona</em>, l’equivalente canario della nostra <em>Coop</em>, dunque, prodotti di merda e prezzi alle stelle. Ma tant’è, all’inizio è così, poi s’impara dove andare per risparmiare.</p>
<p>Con enorme disappunto scopro che non hanno la <em>Tropical</em>, ma solo la <em>Dorada</em>, ma cazzo, la Tropical è nettamente più buona!! Vabbè, mi accontento di una cassetta di birra di <em>Valencia</em> dal nome strano.</p>
<p>Alle 14 finalmente ci danno le nostre chiavi magnetiche. Mando Foxy nel nostro appartamento, il <strong>218</strong> al 2° piano e accompagno B.C. nel <strong>116</strong> al 1° piano, per spiegarle, inutilmente, come funzionano gli elettrodomestici, la tessera magnetica e tutta l’altra roba.</p>
<p>Il resto del pomeriggio decidiamo di trascorrerlo in piscina, riscaldata, tanto di girare non ne abbiamo voglia, la stanchezza si fa sentire.</p>
<p>Per la sera usciamo tutti e 3 insieme e andiamo a mangiare in uno dei tipici ristorantini succhia soldi sul lungo mare. Uno vale l’altro, la roba è la stessa e i prezzi pure.</p>
<p>Prendiamo 3 tortillas differenti dai sapori identici, che cazzo ce le scrivete a fare sul menù le variazioni se poi sanno solo di uovo e patate??? 20€ e si torna in albergo.</p>
<p>Sulla via del ritorno schiviamo numerosi cucarachas che sfrecciano sui marciapiedi, che palle sti cosi, li odio!</p>
<p><strong>29 – 06 VITA CANARIA DEL SUD</strong></p>
<p>La giornata di oggi è dedicata  quasi interamente alla scoperta del sud, ma non di spiagge e mare, ma di paesi e borghi collinari, quei posti, dove, prevedibilmente ci andremo a stabilire questo inverno io e Foxy, vista l’enorme offerta di affitti a prezzi decisamente ragionevoli.</p>
<p>Avviamo di buon’ora la ricognizione, avvertendo B.C che almeno fino al tardo pomeriggio avremmo avuto da fare, al limite ci si vedrà in spiaggia sul tardi, al limite…</p>
<p>Montiamo in auto; la prima tappa è <strong>Fanabe</strong>, distante da Las Americas una manciata di km. E’ un tipico paesucolo canario, nulla a che vedere con i centri abitati di nuova generazione composti da hotel e residence, a Fanabe ci sono palazzine basse, stradine assolate, una quiete micidiale e il minimo indispensabile che occorre per sopravvivere: un bar, una frutteria, una chiesa, una piazzetta e un mini-market. Fine.</p>
<p>Prendiamo un caffè al baretto, ascoltiamo gli astanti parlare tra di loro, ma non capiamo una mazza, deve essere dialetto  canario stretto, è un po’come udire il bergamasco.</p>
<p>Su un quaderno prendo appunti generali, mi serviranno quando vaglieremo le case in affitto su <em>segundamano</em>.</p>
<p>Non ci fermiamo molto, abbiamo diversi paesi da girare e poi Foxy non sembra apprezzare molto il silenzio mistico di questo borgo rurale.</p>
<p>Seconda tappa poco distante, 5 o 6 km, <strong>Adeje</strong>. Anche qui ci troviamo in un paese abbastanza caratteristico, ma sicuramente più grande, vivo e a suo modo caotico. E’ arroccato su una collina a ridosso del <strong>Barranco dell’Inferno</strong>, dalla piazza del Municipio si gode di una vista spettacolare, da un lato montagne, dall’altro oceano! In giro c’è di tutto; negozi, banche, agenzie immobiliari, traffico, sembra non manchi nulla per essere un buon posto dove eventualmente stabilirsi.</p>
<p>L’unico problema è che non è certo possibile spostarsi in bicicletta verso Las Americas, come io speravo, la salita per giungere il paese è tutt’altro che soft e col caldo che c’è, risulta improponibile a meno che non si abbia una vasta scorta di EPO nella dispensa. Ma almeno ci sono i bus, non frequentissimi ma ci sono.</p>
<p>Parcheggiamo la macchina e facciamo un giro in comune e in un’agenzia immobiliare, guarda caso gestita da un’italiana del posto. Facciamo 2 chiacchiere e ci scaghiamo presto, la signora non è affatto simpatica, anzi, ci pare piuttosto sgarbata e indisponente, ma vaffanculo va!!</p>
<p>Il giudizio su Adeje è positivo da entrambe le parti, ci garba, la terremo sotto osservazione in questi mesi.</p>
<p>Terza tappa: <strong>Arona</strong>. Per raggiungere Arona si torna indietro con l’autopista e si sale all’altezza di Los Cristianos per una 15ina di km. La strada è panoramica ma priva di segnaletica e di illuminazione, bisogna badare a tutto quando si è in esplorazione!</p>
<p>Sarà perché sono le 14, in giro non c’è anima viva, siamo al cospetto di un altro paesello di montagna, tutto raccolto intorno alla piazzetta con la chiesetta e il comune. Qui gli affitti hanno prezzi più bassi, ma sinceramente non ci pare così vivibile la zona, non c’è praticamente nulla oltre a immane pace e tranquillità.</p>
<p>Lasciamo la ruvida Arona consci del fatto che non sarà presa più in considerazione per viverci e puntiamo alla quarta tappa del giorno: <strong>Valle San Lorenzo</strong>.</p>
<p>Valle San Lorenzo si trova verso l’interno dell’isola, non si ha più la veduta sull’oceano come da Fanabe, Adeje e Arona, ma in compenso c’è una gran visuale rispetto al <strong>Teide</strong> e agli altri monti, essendo spiaccicati in una ampia vallata.</p>
<p>In pratica il paese è diviso in 2 dalla statale e lungo la strada c’è un po’ di tutto, molte attività e un buon movimento. Ci fermiamo per un altro caffè e facciamo un giro a piedi, finchè il caldo non ci ributta in auto. Il voto a Valle San Lorenzo va oltre la sufficienza, peccato sia un po’ troppo distante da Los e Las… ma ci sono sempre i bus.</p>
<p>Continuando a salire raggiungiamo l’ultima meta del giorno: <strong>San Miguel</strong>.</p>
<p>Differisce da Valle San Lorenzo solamente per la vista sull’oceano, essendo in collina, per il resto è identica, d’altronde i 2 centri distano tra loro poco più di 5 km.</p>
<p>Si fa dietro front verso l’appartamento, la fame si fa sentire di brutto alle 3 del pomeriggio!!</p>
<p>Ci siamo fatti una idea di come e dove girare in futuro, i mie appunti torneranno utili.</p>
<p>Per scendere a <strong>Las Americas</strong> facciamo il giro lungo e sostiamo qualche minuto in un mirador per fare delle foto.</p>
<p>Tornati in camera pranziamo e ci rilassiamo un’oretta in piscina, prima di essere raggiunti da B.C. che ci ammonisce per averla lasciata “<em>tutto il giorno da sola</em>”, ma cazzo, glielo avevamo detto che sarebbe andata così oggi!! Per non parlare di quante volte glielo avevo anticipato io prima di partire, dall’Italia!</p>
<p>Per evitare polemiche ce ne andiamo tutti al mare, a <strong>Playa del Comison</strong>.</p>
<p>Il fondale sassoso dell’insenatura fa sì che l’acqua abbia una temperatura molto piacevole, dunque, un bagnetto è d’obbligo.</p>
<p>Al  tramonto, andiamo via, verso il centro di <strong>Los Cristianos</strong>, vorremmo incontrare il primo italiano residente sull’isola che ho conosciuto sul foro, un tale che ha aperto un locutorio, che non è un’impresa di pompe funebri, ma un semplice internet point con le cabine telefoniche!</p>
<p>Dopo una lunga e divagante passeggiata raggiungiamo il negozio, ma non troviamo il nostro amico, bensì un dipendente, tal <em>Pablo</em>, che ci dice che il proprietario è andato via alle 19 e tornerà domattina. Conoscenza rimandata.</p>
<p>Torniamo in hotel, sulla strada prendiamo un gelato a <strong>Sant’Elmo</strong> e piano piano rincasiamo, è quasi buio, la giornata è volata.</p>
<p>Qui diamo la buonanotte a B.C. questa sera io e Foxy vorremmo passare una serata in tranquillità a sorseggiare sangria in qualche locale del centro.</p>
<p>Ceniamo, ci prepariamo e in auto ci inoltriamo nel viale più sfarzoso ed illuminato dell’intero arcipelago canario, <strong><em>Avenida Las Americas</em></strong>!! Incredibile, di giorno non ci fai caso, ma di sera è uno spettacolo, ora si capisce perché l’hanno chiamata Las Americas!!</p>
<p>I locali sono molti, ma solo 3 hanno musica dal vivo, ci fermiamo in uno abbastanza chic ed ordiniamo una caraffona di sangria! Presumibilmente siamo gli unici italiani del posto. Il turista standard è il nord europeo di mezza età coi soldi che gli escono dalle natiche. Questo lo dimostrano i costi delle bevande alcoliche, alti!!</p>
<p>Passiamo la serata immersi in questo scintillio di colori e di lucine, non manca nulla qui, c’è anche la carrozza col cavallo per fare il rettilineo su e giù, tipica attività per turista stupidotto-caga-soldi.</p>
<p>Finita la sangria, non eccezionale, paghiamo, facciamo una camminata ed andiamo via, domani ci attende una intera giornata in compagnia di B.C. e delle mirabolanti scogliere di <strong>Los Gigantes</strong>…</p>
<p><strong>30 – 06 UNA NUOVA AMICIZIA… TRA GIGANTI E DELFINI</strong></p>
<p>Prima di compiere la prima escursione turistica in compagnia di B.C. alle scogliere di Los Gigantes, io e Foxy di buon mattino, chiamiamo al cellulare il 2° nostro contatto italiano residente, una ragazza di nome (fittizio sul diario) <em>Maria</em>.</p>
<p>Ci da appuntamento alle 10 alla stazione dei guaguas di <strong>Los Cristianos</strong>, si andrà a bere un caffè e a fare 4 chiacchiere.</p>
<p>Ci incontriamo, ci conosciamo e ci dirigiamo a casa sua per il caffè.</p>
<p>L’appartamentino dove vive con il marito e la bambina non è distante, è in un piccolo complesso di bungalow all’ombra di hotel mega-galattici da 1000mila stanze.</p>
<p>In casa facciamo conoscenza con cane, gatti e bambina, non con il marito che è in giro per lavoro. Maria è molto gentile, ci ospita,  ci offre il caffè e ci racconta un sacco di aneddoti sulla vita isolana, su dove andare a fare la spesa, dove andare a mangiare, dove evitare di girare e tante altre cose interessanti…</p>
<p>Il tempo passato a chiacchierare passa talmente tanto velocemente che quasi ci scordiamo B.C. in nostra attesa in hotel.</p>
<p>Ci congediamo con un arrivederci, vogliamo conoscere la famiglia al completo e andare a prendere un gelato in una gelateria gestita da un ragazzo italiano loro amico. Magari sabato.</p>
<p>Torniamo alla base a recuperare B.C. alle 12. Ha avuto 3 ore per prepararsi, ma naturalmente la dobbiamo aspettare 10 minuti in macchina sotto al sole.</p>
<p>Finalmente, si fa per dire, sale a bordo e possiamo dirigerci a <strong>Los Gigantes</strong>! Forti del pranzo al sacco preparato la sera precedente, possiamo muoverci con disinvoltura e non avere l’ansia da fame alle calcagna.</p>
<p>Raggiungiamo le scogliere in un’oretta scarsa, da un mirador prima della discesa verso il paese di <strong>Puerto Santiago</strong>, la veduta sul mastodontico muro lavico marronastro a picco sul mare è eccezionale!</p>
<p>Scattiamo le foto di rito e terminiamo il viaggio in una piccola area di sosta dove troviamo miracolosamente un posto libero per l’auto.</p>
<p>La spiaggia del porticciolo è nera come la pece e alle 13, non scherzo, la sabbia raggiunge una temperatura non inferiore ai 70/80 gradi! Mai sentita sotto i piedi una roba così, manca poco che si fondono le ciabatte!</p>
<p>Senza ombrellone non è possibile fare nulla, l’unico riparo è sotto un muricciolo, lo raggiungiamo camminando come il <em>Lupin</em> del cartone animato. Le lamentele da parte di entrambe le donne non tardano a manifestarsi, come se poi servissero a qualcosa! Qua l’unica cosa che serve è buttarsi a mare prima di rosolare.</p>
<p>L’acqua è calda ma sporca, la vicinanza col porticciolo è deleteria, ogni 5 minuti partono barche e barchette dirette sotto le scogliere e in mare aperto alla ricerca di balene e delfini.</p>
<p>Mica vogliamo farci mancare la gitarella nel tumultuoso oceano Atlantico?? Ma certo che no!! Lascio B.C e Foxy sotto il muretto intente a mangiare i loro panini e vado al porto alla ricerca dell’offerta più conveniente per prendere il largo.</p>
<p>In posti del genere, non bisogna fermarsi al primo baracchino che capita, ma bisogna girare tutte le agenzie, perché i prezzi variano e possono variare anche di molto. Infatti, trovo gite equivalenti ma con prezzi discordanti, dopo un’accurata scansione di tutte le agenzie, opto per la <em>Top Class Tours</em> e il suo tour di un’ora sotto Los Gigantes sino alla baia di <strong>Masca</strong> e sconfinamento a largo alla ricerca di balene e delfini, per la modica cifra di 10€ a persona.</p>
<p>Da notare che soffro il mare terribilmente, anni fa mi sono sentito male su un  pedalò in un lago! Quindi già un’ora per me è un sacrificio disumano.</p>
<p>Torno indietro a recuperare B.C. e Foxy ma non le trovo… non so se essere felice o preoccupato… ma non faccio in tempo a decidere, che me le trovo in un negozio di souvenir poco distante, prese dalla febbre delle compere.</p>
<p>Intimo loro di fare in fretta perché la nostra barca partirà alle 15.30 ed ora sono le 15.</p>
<p>Raggiungiamo il molo e dopo una breve attesa saliamo a bordo del nostro natante rosso iper-veloce. L’oceano non sembra agitato, ma una cosa è quello che vedo da qua, una cosa è quello che c’è la…</p>
<p>Partiamo, immediatamente siamo a ridosso delle immense scogliere, è molto emozionante, ci spiegano che si sono formate nel corso di millenni e che una parte è sprofondata in acqua durante non so quale eruzione.</p>
<p>L’oceano ha un colore incredibile, un blu mai visto prima, mi suggeriscono cobalto,ma non saprei dire con certezza che tonalità sia o se abbia un nome, fatto sta che è talmente stupefacente che non sento ancora nausea e giramenti, anzi, faccio pure il figo su e giù per la barca a fare foto e video.</p>
<p>Anche il resto della compagnia sembra stare bene. A metà crociera sostiamo 5 minuti nella baia di Masca, c’è una spiaggetta ciottolosa in mezzo a due colonne nere di altissima lava, spettacolo!!</p>
<p>A questo punto il capitano butta giù a tutta forza la manetta del gas e si dirige a folle velocità verso il nulla!</p>
<p>Bastano 5 minuti di sobbalzamenti che comincio a stare male.  Cazzo stanno tutti bene tranne io. Anche B.C. che solitamente soffre il mal di mare. Si sporgono tutti ed aguzzano la vista, c’è chi dice di vedere una balena, chi i delfini…io non vedo un cazzo, sto male, allungato a poppa che non vedo l’ora di rientrare in porto.</p>
<p>Buon per me che il tempo scade. Una volta gettata l’ancora in porto, sono il primo a schizzare a terra, mi bastano pochi minuti e un <em>Irn Bru</em> per riprendermi, (per info sull’Irn Bru, vedere diario scozzese).</p>
<p>Tutto quello che c’era da fare da queste parti lo abbiamo fatto, possiamo andare via soddisfatti.</p>
<p>Il pomeriggio per me e Foxy prevede un giro di ricognizione in un altro paese, stavolta sulla costa, sempre dalle parti di Los Cristianos, vale a dire, <strong>El Medano</strong>. Per B.C. invece c’è la <strong>Playa</strong> <strong>Las Vistas</strong>.</p>
<p>Rientrati a Las Americas congediamo B.C. e prendiamo l’autopista per El Medano, distante una decina di km.</p>
<p>E’ incredibile come a distanza di così pochi km la forza del vento cambi così radicalmente, dalla brezzolina di Las Americas si passa al ventaccio possente, stile <strong>Fuerteventura</strong> di El Medano!</p>
<p>Il paese non è affatto male, adagiato sulla <strong>Costa del Silencio</strong>, c’è una bella spiaggia cittadina, una discreta passeggiata lungo mare e all’apparenza un buon movimento.</p>
<p>Prendiamo un gelato ma duriamo poco, giusto il tempo di finirlo e andiamo via, il vento fa presto a divenire fastidioso, motivo per cui, El Medano, molto probabilmente non ci vedrà mai suoi residenti.</p>
<p>Approfittiamo del fatto che siamo qui per fare una puntata a <strong>Playa de la Tejita</strong>, una distesa desertica rossastra, inondata da cavalloni alti 3 metri, raffiche ancor più possenti e una moltitudine di surfisti e kitesurfisti, pare che qui ci facciano i campionati mondiali.</p>
<p>Lasciamo Playa de la Tejita dopo aver fatto una buona quantità di foto e, non senza difficoltà nel parcheggiare l’auto, ci prendiamo un caffè in un bar di Los Cristianos gestito da due ragazzi italiani del nord poco propensi al dialogo. Torniamo in hotel, dove incontriamo B.C. in piscina. Non possiamo esimerci dall’uscire tutti insieme questa sera dopo mangiato, appuntamento per le 22.</p>
<p>Si fa il bis in <strong><em>Avenida Las Americas</em></strong>, ma in un altro locale, altra sangria, altro salasso.</p>
<p>E così va via anche questa giornata.</p>
<p>Domani c’è tanta strada da fare, in pratica percorreremo interamente tutto il perimetro di <strong>Tenerife,</strong> ma proprio tutto!!</p>
<p><strong>01 – 07 IL GIRO DELL’ISOLA IN 180 MINUTI</strong></p>
<p>Prima di partire per il lungo viaggio che toccherà Tenerife in tutti i suoi punti cardinali, faccio una telefonata ad altro utente del forum, che chiameremo <em>Pietro</em>, vive a Puerto de la Cruz con la famiglia da circa 3 anni e siccome saremo di strada, ci farebbe piacere incontrarlo, detto fatto! Alle 15.30 abbiamo appuntamento a Plaza del Charco.</p>
<p>Dopo un’abbondante colazione con i cereali più buoni che abbia mai mangiato in vita mia, montiamo in macchina e puntiamo decisi verso <strong>Garachico </strong>ed <strong>Icod de los Vinos</strong>, dove rispettivamente, contiamo di ammirare le <strong><em>piscine naturali</em></strong> e il mitico <strong><em>Drago Millenario</em></strong>, un albero che si dice abbia più di 1000 anni, dall’insolito color rossiccio, simbolo indiscusso dell’intero arcipelago canario.</p>
<p>Alla guida c’è Foxy, dopo i primi ed ultimi km di autopista, che ancora deve essere completata dal sud di Adeje in poi, si comincia a salire sfilando decine di paeselli tutti identici tra loro: <strong>Guya de Isora, Chio, Arguayo</strong>… fino a quando giunti a <strong>Santiago del Teide</strong>, il clima muta radicalmente e repentinamente!</p>
<p>Entriamo dentro una coltre spessa di nuvole e nebbiolina, la visibilità, così come la temperatura, precipita, i tornanti si fanno sempre più tortuosi e il traffico svanisce.</p>
<p>Tenerife è così, il clima, così come la vegetazione, cambia di continuo, non c’è una zona uguale all’altra, siamo passati dal caldo e secco sud al piovoso e grigio nord-ovest.</p>
<p>Sfiliamo ancora: <strong>Valle de Arriba, San Josè, San Juan</strong> e finalmente dopo 2 ore di curve, discendiamo sulla costa a Garachico! Porca puttana, non ce la facevo più! L’oceano qui è tetro e minaccioso, altro che ieri a Los Gigantes, ci sono onde da far paura!</p>
<p>Passando per il centro città, Foxy si produce in uno dei suoi fantomatici parcheggi a cazzo di cane! Ne ricordo uno a <strong>Maiorca</strong> con la Smart a 3 metri e 40 dal marciapiede, ora invece per infilarsi tra 2 auto con spazio di molto abbondante, riesce a bloccarsi in una maniera stranissima!</p>
<p>Sperando di non essere multati, ci incamminiamo verso le piscine. Abbiamo i costumi da bagno, ma fare il bagno qua dentro è da pazzi!! L’acqua dell’oceano penetra in queste insenature protette dagli scogli, ma non entra dolcemente, piuttosto irrompe in modo devastante! Il rischio di essere maciullati sulle rocce è altissimo e infatti, nessuno si azzarda a buttarsi, limitandosi, come noi a fare video dall’alto.</p>
<p>‘Nsomma… sto Garachico si poteva pure evitare mi sa, la cosa più bella è la visione di un mega-granchio nero, grande almeno quando una mano aperta, che scorazzava allegro sui sentieri in pietra.</p>
<p>Tiro fuori l’Ibiza dal parcheggio saltando sul marciapiede col posteriore e punto verso <strong>Icod de los Vinos</strong>, che non dovrebbe essere lontano.</p>
<p>Ho dato il cambio alla guida a Foxy, dopo tutte quelle curve si è stancata, ora però la strada si fa agevole.</p>
<p>Giunti a destinazione saliamo a piedi nel parco dell’albero millenario, giriamo l’angolo col gazebo ed ecco qua il <strong>Drago</strong> dinnanzi a noi e ad altri 2/300 turisti giunti sul posto con tempismo perfetto.</p>
<p>Anche qui foto di rito, in tutte le posizioni, con tutte le pose ed inquadrature possibili. In verità non c’è nulla di speciale, per me quello è solo un albero come tanti, bah.</p>
<p>Completato il giro turistico, non ci resta che entrare a <strong>Puerto de la Cruz</strong>, pranzare ed incontrare Pietro.</p>
<p>Puerto ha un clima ancor più infimo, oltre a nuvoloni bassi, vento ed oceano tenebroso, ci si mette pure una pioggerellina fitta fitta.</p>
<p>La macchina la si parcheggia gratuitamente in un grosso parcheggio dietro il porticciolo e poi si prosegue a piedi alla scoperta della città che offre il meglio di se sul lungo mare.</p>
<p>Percorriamo tutto il percorso pedonale, da <strong>Plaza del Charco</strong> al <strong>Lago Martianez</strong>, opera di <strong><em>Cesar Manrique</em></strong>, quello che ha architettato mezza <strong>Lanzarote</strong>, si tratta di un insieme pittoresco di svariate piscine affacciate direttamente sull’oceano da una scogliera. Ingresso 3€, ma con sto tempo sarebbe uno spreco entrare.</p>
<p>Per mangiare ci affidiamo ad un ristorante turistico ed ordiniamo frittura di pesce, (ottima) e Hamburger con patate canarie, imprescindibili.</p>
<p>Alle 15.30 puntuali torniamo a Plaza del Charco, notiamo un signore corrispondente alla descrizione di Pietro e lo blocchiamo, è lui!</p>
<p>Prendiamo un caffè in un bar mentre lo distruggiamo con 1000 domande! Pietro al momento è solo, la famiglia è in vacanza in Italia. Come lavoro, approvvigiona di frutta e verdura una serie di ristoranti e caffetterie della zona. Insiste sul fatto che bisogna puntare molto sulla qualità, perché la concorrenza è spietata ed è una realtà molto più complessa di quanto uno non si aspetti di trovare.</p>
<p>Dopo il caffè ci invita a casa sua, ci porta alla nostra macchina col suo mega jippone e lo seguiamo fino alla sua residenza dove ad accoglierci c’è il suo simpatico cagnolino.</p>
<p>Pietro ci mostra i “ferri del mestiere”: super-frigorifero, dispense piene di uova, il pc con cui prende gli ordini, le mappe delle finche dove si rifornisce…</p>
<p>E’ un uomo che sa il fatto suo, la sua non è stata una storia facile, un anno fa ci ha rimesso un 50mila€ per un investimento andato a male, ci tiene a sottolineare che qui non è tutto rose e fiori, ma è una guerra continua per riuscire a portare a casa uno stipendio a fine mese! Ogni suo consiglio è ben accetto, ascoltiamo attentamente tutto quello che ci racconta.</p>
<p>Dopo la visita della casa, ci invita a seguirlo in campagna, dove ha affittato un piccolo appezzamento di terra all’interno di una finca, (una sorta di fattoria) e coltiva direttamente un po’ della merce che vende.</p>
<p>La finca è a <strong>Los Realejos</strong>, nel frattempo ci raggiunge <em>Ivan</em>, il socio madrileno di Pietro ed insieme ci mostrano orgogliosi i frutti della loro fatica: pomodori, zucche, fragole, lattuga… coltivano una miriade di verdure!</p>
<p>Verso sera, tutti inzuppati di fango, salutiamo Pietro ed Ivan ringraziandoli dell’ospitalità, è stato un incontro molto istruttivo.</p>
<p>Per tornare a <strong>Las Americas</strong>, ci sono da fare un centinaio di km completando tutto il perimetro dell’isola, dal primo all’ultimo km di autopista, passando nel nord de <strong>La Laguna</strong> e della capitale <strong>Santa Cruz</strong>.</p>
<p>Certo fare l’autopista è tutta un’altra cosa, in un’oretta ce la sbrighiamo, magicamente, oltrepassata <strong>Candelaria</strong>, svaniscono tutte le nuvole e il caldo torna a bruciare.</p>
<p>Nei pressi di <strong>Los Cristianos</strong> facciamo un altro tentativo per beccare il tizio del locutorio, ma si rivela un altro buco nell’acqua, stavolta c’è la moglie, rimandiamo ancora… Già che ci siamo ci prendiamo 2 espressi al bar dei nordici italiani e torniamo in hotel giusto in tempo per la cena.</p>
<p>E B.C.??? E’ nel suo terrazzo che ci aspetta! Non appena imbocchiamo le scale, sbuca fuori minacciosa: “<em>oggi mi avete lasciata tutto il giorno da sola, bla bla bla, domani no eh, voglio andare su Teide, bla bla bla, ora che si fa?? Usciamo, bla bla bla, mi sembra di stare qui da una vita, fa caldo, fa freddo, non capisco un cazzo di quello che dice la gente, ci stanno quelli nudi in spiaggia…</em>”.</p>
<p>Ho capito, mangiamo un boccone ed usciamo, altrimenti non ci darà pace.</p>
<p>Altra serata in Las Americas, appurato che dalle parte del <strong>C.C. Veronicas</strong> c’è un delirio di ragazzini strafatti ed ubriachi. Ad allietare l’altrimenti monotona bevuta, c’è un ragazzo che propone un paio di pezzi dei <em>Doors</em>.</p>
<p>Torniamo ai nostri appartamenti dopo la mezzanotte, ho un brutto presentimento per domani, sento che qualcosa potrebbe andare storto…</p>
<p>(<strong><em><span style="text-decoration: underline">cazzo se avevo ragione!!!!)</span></em></strong></p>
<p><em><span style="color: #ff6600"><strong>continua&#8230;</strong></span></em></p>
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		<title>A Londra non c&#8217;è un cazzo da vedere tranne Abbey Road</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 06:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/dick-smart-sulle-strisce-pedonali-di-abbey-road-a-londra.jpg"></a>L’ avevo sempre saputo ma mi rifiutavo di crederlo</strong>: a Londra non c’è un cazzo da vedere tranne Abbey Road! Torniamo indietro di 10 anni, nell’autunno del 1998, quando anche in Italia hanno fatto la loro timida comparsa le compagnie aeree low cost. Ricordo benissimo che avevo letto una pubblicità della sconosciuta GO, che prometteva un volo andata e ritorno per Londra alla modica cifra (per l’epoca) di 300.000 lire. Ho precettato il mio amico Iondo ed abbiamo immediatamente prenotato (via telefono, perché all’epoca non si poteva ancora prenotare via internet).</p>
<p><strong><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/dick-smart-sulle-strisce-pedonali-di-abbey-road-a-londra.jpg"><img title="dick smart  sulle strisce pedonali di abbey road a londra" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/dick-smart-sulle-strisce-pedonali-di-abbey-road-a-londra.jpg" alt="dick smart  sulle strisce pedonali di abbey road a londra" width="500" height="344" /></a></strong><br />
  La compagnia GO era all’ epoca di proprietà di British Airways, poi pochi anni dopo se l’è comprata easyJet. La particolarità era che tutti i posti su tutti i voli erano venduti alla stessa cifra. Altra novità, per l’epoca, era l’utilizzo di aeroporti periferici (vedi Stansted) e l’assenza di servizi a bordo gratuiti. Cose poi divenute la norma per le attuali low cost.</p>
<p>Abbiamo organizzato la spedizione dal 1 al 3 gennaio 1999 e la partenza era prevista da Malpensa nel tardo pomeriggio con arrivo a Sansted 1 ora e 50 minuti dopo. Siamo partiti da casa con un anticipo fantozziano, verso l’una del pomeriggio ed alle 3 eravamo già in aeroporto. Dato che la Gran Bretagna è fuori dall’aerea Shengen bisognava anche passare il controllo documenti. Bisognava esibire la carta d’identità ed il biglietto e lo sbirro semirincoglionito ha avuto persino il coraggio di chiedere: “dove va?”. Stavo per rispondere: “leggilo sul biglietto, stronzo, almeno fai qualcosa, ricordati che sono io che ti pago lo stipendio!” ma ho preferito lasciar perdere, perché se c’è una cosa che ho capito nella vita (oltre al fatto che la più potente arma di distruzione di massa è la figa) è che gli sbirri sono privi di senso dell’ umorismo. <span id="more-799"></span></p>
<p>Partiamo con un ritardo clamoroso: oltre 2 ore, dovute al ritardo dell’aereo nel volo di andata ed alla necessità di sghiacciare le ali prima della partenza. Saliamo a bordo di un coloratissimo 737-300, che è poco più grande di un Ducato, con la differenza che questo ha le ali e il Ducato no. Ma più o meno siamo lì. E’ arrivato il momento tanto atteso, cioè sputtanare il mio amico Iondo. Stranamente non siamo mai andati a puttane insieme, ma non si sa mai, potremmo sempre rimediare in futuro. Comunque la cosa importante che volevo dirvi è che per lui era il battesimo dell’aria, cioè la prima volta su di un aereo.</p>
<p>Ho capito che qualcosa non andava perché prima di salire la scaletta ha iniziato a sudare come Larry Mullen jr. durante un concerto all’aperto in luglio a Tunisi. Però eravamo in provincia di Varese ed era gennaio… Ho tentato di rassicurarlo dicendogli che il 737 è uno degli aerei più sicuri, ma ovviamente gli ho anche fatto notare che è anche quello rimasto coinvolto nel maggior numero di incidenti. Ma questo è ovvio dato che è il modello prodotto nel maggior numero di esemplari. E’ un fatto statistico, come potrà di certo confermare anche qualsiasi commercialista. “Non ti preoccupare, alla peggio sarà una fine rapida, non avremo il tempo di bruciare vivi. Forse moriremo nello schianto, o forse l’impatto non sarà molto forte e allora l’abitacolo si inonderà di kerosene che si incendierà e quindi moriremo bruciati vivi, questo ora non te lo so dire”. Non sono riuscito a tranquillizzarlo molto, nonostante i miei sforzi. Dovevo anche urlare per sovrastare il rumore dell’APU. Che è sempre un po’ inquietante …</p>
<p>Una volta a bordo l’ho legato al sedile perché lui non aveva la più pallida idea di come fare e comunque non era più in grado di muoversi da solo e neppure di parlare. Aveva lo sguardo perso nel vuoto, fisso in avanti e con le mani stringeva i braccioli del sedile. Uno spettacolo davvero penoso, peggiorato dal fatto che ogni tanto pronunciava qualche parola del tipo: Lourdes, Fatima, Loreto, non lo farò più…. A volte qualcuno si girava per guardarlo ed io dovevo inventarmi qualche balla tipo che stava prendendo psicofarmaci o che la roba era tagliata male. Alla hostess ho persino detto che eravamo una coppia gay in crisi e che lo volevo lasciare. Penso mi abbia creduto.</p>
<p>Quando i 2 cazzoni seduti in prima fila nei posti panoramici hanno acceso i motori ha iniziato a tremare. Si è girato verso di me e credo stesse per mettersi a piangere: “perché mi hai portato qui? Cosa ho fatto di male?” Cose così… “Non ti preoccupare, ora ti spiego come funziona” Mentre rullavamo verso la 35L ho iniziato a tenergli una lezione sulla teoria del volo, tentando (inutilmente) di spiegargli i primi rudimenti di portanza e resistenza, potenza necessaria e potenza disponibile, che la spinta di reazione, che attua il movimento, è proporzionale alla quantità di massa emessa ed al quadrato della velocità di emissione. Avevo concluso con gli strumenti a capsula e mi accingevo ad iniziare la lezione sugli strumenti giroscopici quando siamo entrati in pista e il comandante ha iniziato a dare potenza ai motori. Il rumore inaspettato e l’accelerazione improvvisa hanno prodotto una reazione tanto inattesa quanto violenta nel mio amico. Ha iniziato a urlare tentando di slacciare la cintura: “Noooooo, brutti figli di puttanaaaaa!!!  Io lo sapevo!!! E tu perché cazzo non mi hai ridato la cassetta di Elio e le storie tese che ti ho prestato 10 anni fa, brutto stronzo!!!????” Era impazzito e la colpa era mia che l’avevo convinto ad intraprendere quel viaggio. Me lo dovevo aspettare, lo conoscevo. Dovevo saperlo, era chiaro che uno che impiega 45 minuti per cagare non poteva sopportare il decollo di un 737. Dovevo fare qualcosa e dovevo farlo in fretta, la colpa era mia. Ho preso la decisione più logica: gli ho sferrato 2 pugni in faccia e come previsto si è subito calmato. Mi è spiaciuto ma era la sola cosa da fare in quel momento. Mi ha guardato con un’ espressione smarrita come per chiedere scusa e l’unica cosa che ho pensato di dirgli è stata: “guarda fuori stronzo che ci stiamo staccando da terra”. Si è voltato un attimo verso il finestrino e come ha visto le luci dell’aeroporto allontanarsi sotto di noi ha chiuso gli occhi e non li ha più riaperti fino a quando non abbiamo raggiunto i 10.000 metri circa.  Era un continuo  farsi il segno della croce, e se non ricordo male penso abbia anche recitato un rosario. Che comunque male non fa… “Ma lo sai che la nostra vita è legata alla depressione generata da quei pochi metri quadrati di alluminio attaccati li di fianco…?” “Vaffancuuuuloooo!!!!!”</p>
<p>Siamo atterrati a Stansted senza danni e durante l’azionamento dei reverse lui tremava, aveva gli occhi chiusi e credo avesse anche della sostanza verde che gli usciva dalla bocca. Mi ha ricordato in qualche modo Linda Blair nel film L’Esorcista. Quando l’aereo ha finalmente imboccato la bretella di rullaggio lui era incredulo: si è finalmente rilassato ma la chiazza scura sul davanti dei pantaloni diceva tutto: si era pisciato addosso. Mi ha preso la mano e mi ha chiesto: “non possiamo più morire a bordo di questo velivolo, vero?” Ma no, stai tranquillo. Però era da un po’ che sentivo un odore inequivocabile: come di un pezzo informe di materia organica anfibia comunemente detta merda. “Senti un po’” gli ho chiesto “ma hai pestato una merda di cane o ti sei anche cagato addosso?”</p>
<p>Per raggiungere Londra dall’aeroporto si prende lo Stansted Express, un treno che in 3 quarti d’ora conduce alla stazione di Liverpool St.  I biglietti costano una fortuna ma non si può fare altro. In realtà si può prendere anche l’autobus ma impiega una vita per arrivare ed era già piuttosto tardi. A bordo del treno abbiamo ripassato la nostra lista “to do” per stabilire il programma per il giorno dopo. Avevamo segnate solo 2 cose: andare ad Abbey Road e mangiare i fish &amp; chips. Che altro vuoi fare a Londra? Che nessuno di voi si azzardi a chiedere cos’è Abbey Road, perché mi assicurerò personalmente che testa e culo vi vengano scambiati di posto!</p>
<p>Avevamo prenotato l’ hotel Ibis a Greenwich, parecchio lontano dal centro ma abbastanza economico e con uno standard qualitativo noto. Lo dico perché gli hotel di Londra possono rivelarsi inculate pazzesche: quelli centrali sono spesso cari e fatiscenti, quindi abbiamo preferito andare in un Ibis, perché almeno sapevamo che avremmo trovato le lenzuola e il cesso puliti. Una volta a Liverpool St. ci siamo finalmente infilati nella mitica Tube, la metropolitana di Londra, cambiando un paio di linee e sbagliando ovviamente la direzione. Invece di Greenwich ci siamo trovati a Lewisham. Erano già le 10 di sera ed eravamo stanchi. Avremmo dovuto prendere l’ altro treno, tornare indietro e prendere quello per Greenwich. Dopo un breve consulto, circa 2 secondi, abbiamo deciso di andare a piedi. Non è stata neppure una camminata lunghissima, una mezz’ora per arrivare all’hotel che abbiamo trovato senza difficoltà.</p>
<p>Una volta dentro Iondo ha voluto dare sfoggio del suo inglese chiedendo la stanza, e l’impiegato in reception ha risposto che non sapeva se in zona ci fosse un ristorante giapponese. Sono dovuto intervenire io, che ero già un po’ stanco, nervoso e incazzato, così l’uomo ha attaccato a pigiare i tasti del suo 386 in cerca della nostra prenotazione. Prova soltanto a dirmi che invece di una doppia c’è una matrimoniale o peggio che non c’è proprio la stanza che vengo dietro al bancone, ti strappo gli occhi e ti fotto il cervello…</p>
<p>La stanza c’era, doppia come richiesto ed in ordine. Si erano fatte le 23 quindi abbiamo deciso di mangiare qualcosa prima di dormire. Nelle vicinanze c’era un Burger King, l’ideale per chi ha fretta, vuole spendere poco e mangiare cose note. Quando c’è un fast food lo preferisco al ristorante tradizionale. Da un po’ di tempo sta impazzando la moda di quella cagata pazzesca dello slow food… Ma dico, ma che cazzo, ma ci siamo tutti rincoglioniti? Ma vaffanculo, ma chi cazzo ce l’ha il tempo di sedersi, aspettare un pirla che ti dice: oggi abbiamo il coniglio con le prugne, è freschissimo, lo dobbiamo ancora uccidere. Tempo 3 ore e te lo serviamo. Abbiamo anche dei ravioli con ripieno di cervo, menta e orzo bimbo, naturalmente dobbiamo ancora fare l’impasto e catturare il cervo, ma nel frattempo ti puoi gustare quest’ottimo vino da 1000 euro la bottiglia e come antipasto abbiamo del prosciutto di cinghiale su letto di orzo, miele e decorato con sambuca Molinari e ribes. Insomma, datemi un doppio cheeseburger, patatine, una coca (senza ghiaccio!) e andate a fare in culo! Al limite mi prendo un trancio di pizza, e che cazzo… (in Italia però). Oppure preferisco mangiare pizzette volanti appena sfornate acquistate in qualche ottima forneria (sempre in Italia).</p>
<p>Torniamo alla stanza e ci facciamo una doccia. Naturalmente a turno! Siamo così stanchi che rinunciamo anche a fare un po’ di British zapping e andiamo dritti a letto. Poiché ognuno temeva che l’altro lo potesse inchiappettare abbiamo passato la notte completamente svegli a sorvegliarci a vicenda. Io stringevo un pugnale,  lui mi pare un machete ma non ne sono certo. Ci siamo fissati per tutta la notti pronti a respingere un eventuale attacco. Non che io mi sia mai lontanamente sognato di fare sesso anale col mio amico Iondo, e probabilmente neppure lui. Almeno spero. Ma non ne sono certissimo però…</p>
<p>La mattina non ci facciamo la barba per dimostrare di essere dei duri, cazzuti, machi, schiantatope e scendiamo a fare colazione. La colazione negli hotel Ibis è a buffet ed è invariabile, in qualsiasi parte del globo: uova sode, prosciutto gelatinoso, fette di formaggio quadrate, pane, marmellatine, succo di arancia e caffè. Mangiamo a più non posso perché quando c’è il buffet bisogna fare così. Tenete sempre a mente che noi italiani all’ estero abbiamo una reputazione da difendere, guai a smentirci!</p>
<p>La nostra meta principale, cioè Abbey Road, ci attende, così ci dirigiamo a passo spedito alla vicina stazione ferroviaria, per prendere il trenino per Londra, dove poi avremmo proseguito con la metropolitana. Il viaggio è piuttosto lungo e scomodo, mi pare ci sia voluta circa un ora ma ne è valsa la pena. Appena arrivati la cosa che colpisce subito è la moltitudine di turisti giapponesi intenti a farsi la foto sul passaggio pedonale. Attendiamo il nostro turno e finalmente realizziamo la cosa più importante di tutto il viaggio: ci facciamo la fotografia sulle stesse strisce pedonali attraversate, molti anni prima, da John, Paul, Ringo e George. Cazzo, mica tutti se la sono fatta questa foto! Io si. Fanculo! Da che siamo li vediamo anche gli studi, ovviamente solo dall’ esterno dove i Beatles, ma non solo loro, hanno registrato i loro dischi.</p>
<p>E adesso? Dove cazzo si va? Decidiamo di prendere la più grande delusione della nostra vita e andiamo a vedere Carnaby Street. Una delusione totale, da non crederci. Noi eravamo stupidamente convinti di trovare un’ atmosfera alla swinging London, di fare un balzo nel passato di 30 anni… Un cazzo di niente! Solo stupide boutiques e uno spazzino che puliva la strada. Neppure una ragazza con un acconciatura anni 60 e minigonna. Niente. Però nei dintorni c’ era un discreto negozio interamente dedicato ai Beatles. Il titolare sembrava veramente arrivato dagli anni 60 con la macchina del tempo.</p>
<p>Ci facciamo una passeggiata e cerchiamo un posto per il pranzo dato che si è fatto mezzogiorno. Ci infiliamo in una specie di pub che ci era stato raccomandato da 2 battone dalle quali eravamo stati abbordati poco prima. Dato che non avevamo intenzione di scopare ci hanno scroccato una sigaretta ed in cambio ci hanno fornito alcune dritte sulle cose da fare a Londra. Il pub non è stato una fregatura, le mignotte non avevano raccontato balle. Ordiniamo i fish &amp; chips anche perché era l’ unica cosa comprensibile sul menù. Per quei pochi cavernicoli ignoranti e rotti in culo tra di voi che non sapessero cosa sono i fish &amp; chips, ve lo spiego io. Trattasi di filetti di merluzzo impastellati e fritti accompagnati da patatine fritte. Tutto qui, la cosa più semplice del mondo. Non vengono più serviti nella carta da giornale come un tempo, ma in tradizionali piatti. Birra a fiumi e rutto libero: questa è vita! Cazzo…</p>
<p>Dopo il pranzo non sappiamo più che fare così piuttosto di niente andiamo in metropolitana a Charing Cross, ci spariamo tutto il Mall a piedi e vediamo Buckinghm Palace. Ho provato a citofonare e ho chiesto se Liz era in casa ma mi hanno gentilmente risposto che era molto impegnata e non poteva ricevere visite. Provate a citofonare al Quirinale e chiedete se Giorgio è in casa: secondo me non sono altrettanto cortesi…</p>
<p>Andiamo, sempre a piedi, a Westminster a vedere il Big Ben. Mah… per me il Torrazzo di Cremona è più fico. Iniziamo a non poterne più ma andiamo a Trafalgar Square e saliamo sui leoni. Piccadilly è carina ed è la classica immagine di Londra che hanno tutti quelli che non ci sono mai stati per via dei tabelloni colorati e luminosi. Certo Times Square a New York è tutta un’ altra musica.</p>
<p>Facciamo una pausa e ci spariamo una pinta di birra in un pub. Il vantaggio dei pub è (o forse era, ora non so più se è così) e che praticamente si può fumare gratis. Intendo che non servono le sigarette, si fuma semplicemente respirando. Fanculo.</p>
<p>C’ era un piccolo giardinetto vicino al pub e ne approfittiamo per un bella pisciata urbana all’ aperto (don’t forget che siamo italiani!) e poi andiamo a vedere i grandi magazzini Harrods. Saremo rimasti dentro più o meno un minuto e praticamente abbiamo visto tutto. Ma che cazzo, la Rinascente di Milano non è certo inferiore! La mattina pioveva, il pomeriggio c’era il sole e in quell’istante grandinava. Non male come cambiamenti climatici in una sola giornata.</p>
<p>Intanto si è fatto buio e per la sera non si può fare a meno di cenare al mio ristorante preferito: il mitico Hard Rock Cafè. Quello di Londra è stato il primo ad essere aperto e la caratteristica principale è che è impossibile entrare senza fare la fila sul marciapiede. Attendiamo il nostro turno e finalmente ci accomodiamo. L’ atmosfera è sempre la solita: chitarre, dischi e puttanate sul mondo della musica appese alle pareti. Si mangia praticamente al buio e i prezzi sono da paura. Ok, anche negli altri locali di Londra si paga uno sproposito, quindi a quel punto meglio andare all’ HRC.</p>
<p>Dopo cena ci facciamo un giro sul Tamigi a vedere (e anche attraversare) il Tower Bridge con annessa torre di Londra. Torniamo a Greenwich dove ci vediamo anche il Cutty Sark ormeggiato sul Tamigi. Il Cutty Sark è un clipper inglese con stazza di 963 tonellate, varato il 22 novembre 1869 nei Cantieri Navali di Scott &amp; Linton a Dumbarton, in Scozia. Navigò sulla rotta delle Indie per il commercio del tè e della lana (da Wikipedia).</p>
<p>La notte è trascorsa esattamente come la precedente, senza dormire nel timore che uno dei due volesse sodomizzare l’altro a tradimento. Dopo la colazione ci dirigiamo nuovamente nel centro di Londra, per la precisione nella City. Un cazzo di niente da vedere. Camminiamo e camminiamo per poi fermarci a fare una pausa in una specie di bar dove ho bevuto uno dei peggiori e più cari caffè della mia vita. Camminando parlavamo più o meno sempre delle stesse cose, ad esempio: “ma lo sai che io con la tipa giusta mi posso fare 4 scopate in 3 ore?” oppure “ma lo sai che una volta ero con figa stratosferica ma ero talmente nervoso che mi si è ammosciato?” o anche “hai mai fatto sesso telefonico?” Insomma, discorsi da uomini…</p>
<p>Ci spostiamo al Covent Garden, che a dispetto del nome NON è un giardino, ma una specie di mercato coperto, molto carino in verità, forse una delle cose migliori di Londra. In effetti Londra non aveva molto da offrire all’ epoca. Giusto un paio di cazzatine. Oggi con il London Eye e un paio di altre cosette offre evidentemente un po’ di più, ma comunque non è certo una città da mettere in cima alla lista delle cose da vedere. Certo, se non ci siete mai stati allora andateci pure, ma non vi aspettate di certo di trovare attrazioni paragonabili a quelle di Parigi o New York.</p>
<p>Il nostro volo partiva nel primo pomeriggio, quindi subito dopo il Covent Garden ci siamo dovuti trasferire a Stansted. Il treno è stato puntuale, e dopo il check in ci siamo sparati un paio cheeseburger al fast food locale. Ho ritenuto necessario far ubriacare il Iondo prima della partenza, in modo da evitare le terrificanti scene del volo di andata. In effetti si è comportato da uomo, lo dovevo sostenere perché aveva alzato parecchio il gomito, però è stato docile come un agnellino. Gli ho dovuto promettere che una volta arrivati, lungo la strada dall’aeroporto a casa avremmo caricato in macchina un paio di puttane. Questo è bastato a convincerlo.</p>
<p>Durante il volo l’alcool ha però fatto il suo dovere fino in fondo facendogli passare quasi tutto il tempo con la testa infilata nel sacchetto per vomitare. Ne ha riempiti ben 3 sacchetti che ci siamo poi portati a casa, dividendoci cristianamente il contenuto. Il vomito riscaldato nel forno a microonde è ancora ottimo, e lo si può consumare per una cena leggera o quando ci sono ospiti. Anche con i crostini di pane riscaldati sul momento è ottimo.</p>
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		<title>Gaudí vola basso! Noi c’abbiamo il Duomo di Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 07:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bene, è finalmente arrivato anche il mio momento di visitare una delle mete preferite da voi turisti pecoroni italiani. Sto parlando di Barcellona. In effetti mi giravano un po’ i coglioni quando ho scoperto che nei 2 giorni di libertà vigilata che mi vengono annualmente concessi da mia moglie, la destinazione migliore (lowcostamente parlando) era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Bene, è finalmente arrivato anche il mio momento di visitare una delle mete preferite da voi turisti pecoroni italiani</strong>. Sto parlando di Barcellona. In effetti mi giravano un po’ i coglioni quando ho scoperto che nei 2 giorni di libertà vigilata che mi vengono annualmente concessi da mia moglie, la destinazione migliore (lowcostamente parlando) era proprio la capitale della Catalogna. <img class="alignleft size-full wp-image-3742" title="taxi barcelona" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/06/taxi-barcelona.jpg" alt="taxi barcelona" width="500" height="375" /></p>
<address>Photo credit: <strong><a href="http://www.travelsmart.it/">Dick Smart</a></strong></address>
<p>Perché mi giravano i coglioni? Proprio perché ci andate voi italiani, e come sapete, non vi sopporto. Cazzo, siete dappertutto, e Barcellona è una meta ormai sputtanata. Ma andiamo con ordine. Per me raggiungere una qualsiasi destinazione in auto è impensabile, anche solo fare 100 chilometri guidando mi fa venire l’esaurimento nervoso. C’è il treno, ma ha ormai raggiunto costi esorbitanti, cazzo tanto per farvi un esempio andare e tornare da casa mia alla capitale di voi italiani mi costa un 120 euro… <span id="more-3741"></span></p>
<p> Resta l’aereo, e naturalmente DEVE essere un low cost, e dato che le compagnie low cost sono solo 2 (le altre non le considero proprio), spulciando date e destinazioni, la meta più economica raggiungibile dalla Repubblica Cisalpina, dove io risiedo, era Barcellona, naturalmente con Ryanair. E cazzo, guardate che parlo proprio di BCN, mica Girona o Reus. Il volo a/r todo incluso mi è costato un 20 eurini, così ho prenotato un mesetto prima, ho chiesto 3 giorni di ferie e logicamente me ne hanno consessi solo 2. Funziona così. Io volevo fare 2 giorni per questo ne ho chiesti 3: se ne avessi chiesti 2 me avrebbero dato solo uno. E’ un po’ come andare a puttane: chiedere molto per ottenere poco. In effetti è un paragone che non calza molto, ma sapete bene quanto io tenga in considerazione questa categoria lavorativa: viva le OSaP (operatrici sessuali a pagamento)! E poi parliamoci chiaro. Io sono stato nell’esercito per 3 anni: ho bevuto più birra, ammazzato più gente e scopato più puttane di tutti voi messi assieme.</p>
<p> Ho iniziato il meticoloso lavoro di pianificazione della visita considerando che avevo 28 ore utili di permanenza. Ho impiegato 6 minuti netti, avvalendomi dell’ausilio, oltre che del web, anche di una guida turistica cartacea acquistata nei cestoni del supermercato. Vi dico subito che la metà delle cose che volevo vedere sono sfumate ma poi ci arriviamo, con calma. La sera prima di partire ho approntato il mio zainetto tattico che in effetti conteneva il minimo indispensabile per stare via 2 giorni: una mutanda, una maglietta, una calza, un pc, macchina fotografica, telecamera, alimentatori vari, kit per l’igiene personale. Escluso il trasporto di qualsiasi arma (con il bagaglio a mano è impossibile) e non ho neppure potuto portare il mio fido Leatherman (senza il quale mi sento nudo). Pazienza.</p>
<p> La mattina della partenza come al solito inizio la giornata con una maxi cagata. Cari viaggiatori inesperti, lasciate che vi dia un consiglio: bisogna sempre cagare prima di iniziare una missione dato che poi non ci si può permettere il lusso di perdere tempo rischiando di perdere autobus, treni ecc. E poi il tempo a disposizione è sempre limitato: cercare un posto per cagare è tutto tempo perso. Morale: fatela sempre prima di uscire.</p>
<p> Consulto l’ultimo bollettino meteo e mi vesto in modo adeguato. Erano previsti sole e temperatura decisamente elevata considerando il periodo, quindi uniforme da combattimento leggera e cinturone tattico. Salgo sulla Panda modello base optional tutti esclusi della Gio e mi avvio in direzione di Orio al Serio.</p>
<p> Alle 7 mi fermo in un bar di merda a Romano di Lombardia per un caffè e indovinate un po’? La troia dietro al banco fumava tranquillamente una sigaretta come se niente fosse! Vabbè, fa niente. Mi sono mentalmente annotato di non entrare più in quel bar. Voglio dire: o te la fumi all’aperto o la aspiri con la figa come ho visto fare di persona coi miei occhi <a href="http://www.travelsmart.it/2010/02/i-vuoti-daria-non-esistono-la-mia-prima-volta-negli-usa/">in uno squallido locale di San Francisco</a>. Ma questo già lo sapete.</p>
<p>Raggiungo l’aeroporto con un anticipo da record: 3 ore prima, ma come sapete io sono molto prudente, voglio sempre mettere in preventivo la possibilità di una foratura, o di una cagata extra lungo la strada, o di una deviazione causa incidente, o di un rapimento da parte di alieni, ecc.</p>
<p>Come sapete oggi è necessario farsi il checkin da casa stampandosi da soli le carte di imbarco. Un domani è probabile che gli stessi passeggeri dovranno caricarsi le valige e, perché no, anche fare il pushback spingendo a mano il velivolo fuori dalla piazzola di parcheggio. Comunque al gate c’erano 3 tizie addette a controllare le suddette carte di imbarco che non erano affatto male, una delle quali era senza dubbio più troia delle altre 2 e lo si capiva dal fatto che la gonna della divisa era molto più corta di quella delle colleghe (senza dubbio accorciata abusivamente in barba ai regolamenti aeroportuali). Inoltre aveva scarpe con tacchi di altezza non inferiore a cm 10. Anche 12. L’equazione gonna corta + tacchi alti = troia è sempre valida. E guardate che non è una cosa negativa, anzi… Aspettate un attimo però. Ora che ci penso anche la Gio veste spesso così, cazzo, c’è qualcosa che non mi torna. Che mi</p>
<p> Bene, partiamo come sempre con una puntualità rivoltante e il voletto dura poco più di un’ora. Atterriamo a Barcellona in anticipo (squillo di tromba) e questa volta sbarchiamo a terra dal tubone. Il tubone è quello che tecnicamente si chiama finger, e per chi non lo sapesse consente di accedere al terminal senza scendere a terra. Comunque la prima cosa da fare una volta al suolo (dopo aver acceso tutti i cellulari) è svuotare la vescica. Ricordate sempre di dare una sola scrollata dopo aver pisciato, ma mi sembra di avervelo già detto.</p>
<p> A questo punto come raggiungere la città dal terminal 2B? I mezzi sono diversi: treno, autobus, taxi o carriola (ma con questa opzione dovete essere in 2). Facendo un po’ i conti il mezzo migliore per raggiungere il centro è l’autobus. Ha corse molto frequenti, la fermata è proprio davanti al terminal e in 20 minuti raggiungete Plaza Catalunya che è il vero centro della città. E in effetti così è stato: a mezzogiorno in punto eccomi in centro a Barcellona! La prima impressione (che è sempre quella che conta, in tutti gli ambiti, incluse le fighe) della città è ottima. La piazza è molto grande, piena zeppa di gente e la lingua più parlata pare sia proprio l’italiano. Maledetti… italiani brutta gente…</p>
<p> Comunque la prima cosa segnata sulla mia lista di cose da fare a Barcellona è pranzare all’Hard Rock Cafè, quindi per foto e video se ne riparla dopo aver riempito lo stomaco. Il locale si trova proprio in questa piazza ed è come tutti gli altri HRC sparsi per il modo, cioè stesso menù a prezzi alti, stessa ambientazione, stesso negozio di magliette e gadget vari con prezzi proibitivi. Per me “il solito”, cioè anelli di cipolla e fajita accompagnati da una mezza litrata di birra. Scelta non molto saggia perché poi si rende necessario pisciare ogni 10 minuti. Comunque divoro le mie cibarie e mi metto subito in marcia perché le cose da vedere sono tante e il tempo disponibile è poco.</p>
<p>Avete sentito parlare delle Ramblas? Immagino di si dato che sono una delle tappe obbligate di ogni visita in questa città. In pratica sono diversi viali tutti in fila (alla fine trattasi di un unico vialone) che partendo da Plaza Catalunya conduce al porto. E tutti a dire: cazzo le ramblas, fighe, fighe, fighe… Si, ci sono, è vero, come è vero che ci sono migliaia di turisti (italiani), negozi di magliette gestiti da indiani/pakistani, pseudo artisti di strada (come cazzo si fa a definire artista uno che rimane immobile per ore senza neppure grattarsi le palle o mettersi le dita nel naso non lo so proprio) e immancabili ristoranti-trappole-per-turisti.</p>
<p> Bisogna muoversi in modo tattico in mezzo a tutto questo casino dato che possibilità di borseggio sono abbastanza alte. E ricordativi sempre di non dare confidenza agli sconosciuti come vi diceva sempre la mamma. Certo, a meno che non si tratti di fighe stratosferiche, eh già… Alla fine delle ramblas c’è questa specie di statua piazzata su di un palo altissimo raffigurante Cristoforo Colombo, che da queste parti gode di una certa popolarità, ma solo perché ha fatto un viaggetto in barca partendo dalla Spagna, che già avevano fatto i popoli scandinavi centinaia di anni prima di lui. Comunque se vi interessa la sommità della statua è raggiungibile e visitabile a pagamento. Cazzo, qui poi lo chiamano Cristobal Colon e ci ho messo un bel po’ per capire che erano la stessa persona!</p>
<p> A questo punto mi trovo al Port Vell, che oltre ad essere un porto vero e proprio, è anche una simpatica attrazione turistica, con bar, ristoranti, centro commerciale, cinema multisala, acquario, passeggiata sul lungomare, ecc, ecc. Avendo tempo ci sono Las Golondrinas, che sono dei battelli che conducono i turisti a fare un’escursione nel porto della durata di un ora. Ci volevo andare ma senza rendermene conto le lancette del mio orologio tattico (un Traser) stavano girando all’impazzata. Attrazione persa.</p>
<p> Però non potevo rinunciare a bere una fantastica San Miguel ghiacciata, dato che è la mia spagnola preferita. Naturalmente dopo Vanessa Incontrada. Bene dopo la birra e le foto al Port Vell volevo proprio prendere la funivia per Montjuic. E’ una figata pazzesca perchè si passa sopra al porto e si arriva su una collina da cui si domina tutta la città. Ora vi spiego la cazzata del secolo che ho fatto. Ci sono 2 piloni, uno dei quali lontanissimo ed uno un po’ più vicino ma dall’altra parte del porto, così mi incammino verso quest’ultimo. Nella mia ignoranza pensavo che ci fosse una fermata intermedia della funivia a questo pilone e invece no! Tutto chiuso e recintato, si parte dal pilone più lontano. Impossibile da fare a piedi ed avevo già sprecato un sacco del mio poco tempo a disposizione. C’era una fermata di taxi, così ho dovuto in spiegare gesticolando all’autista dove cazzo volevo andare. In pochi minuti arrivo alla funivia. E’ sfumato causa tempo disponibile anche il tour in elicottero (che parte in zona porto) e il giro sulle micro macchine elettriche. Si paga un deca e si prende l’ascensore per salire sul pilone. Devo ammettere che dall’alto il panorama era spettacolare ma foto e video risultano in ogni caso merdose perché schermate dai vetri sudici.</p>
<p> Si parte con la cabina piena di altri turisti pecoroni e si raggiunge la collina in una decina di minuti. Il viaggio è davvero una figata e lo considero una delle cose imperdibili di Barcellona. Una volta sul posto riesco a fare qualche foto decente al panorama, poi devo ridiscendere in città perché purtroppo il sole stava per tramontare, così mi sono dovuto perdere l’altro pezzo di salita con l’altra funivia, il villaggio olimpico e compagnia bella. Pazienza, ho la scusa per tornare.</p>
<p> Mi fermo in uno squallido bar no tourist in una stradina malfamata ma non servivano San Miguel ,così ho ripiegato su un’Estrella. Ci voleva proprio. A questo punto decido di sfruttare gli ultimi raggi di sole per vedere la più famosa e fotografata attrazione della città che raggiungo in metropolitana: La Sagrada Familia.</p>
<p> Allora, io non è voglio fare il rompicoglioni, quello incontentabile, quello che critica tutto, ecc, ma cazzo…. Ma dai, se volete fotografare un cantiere è il posto che fa per voi! Ci saranno state 5 o 6 gru, impalcature, materiali da costruzione accatastati. Impossibile fare foto decenti. E poi non è mica tanto grande. Ma si, è abbastanza carina, con quelle torri tutte strane, però cazzo, mi viene proprio da dire: Gaudì vola basso! Ma dico, ma ce l’avete presente il Duomo di Milano? O San Pietro? Insomma, la fama della Sagrada Familia e del tutto immeritata. E con questo ho detto tutto.</p>
<p> Dopo questa delusione clamorosa mi faccio un lunghissimo giro a piedi su e giù per le varie avinguda digonal e simili. La città è davvero grande e impossibile da girare tutta a piedi, ma è utile camminare quanto più possibile per farsi un’idea generale. In metro si gira bene ma in autobus no. I percorsi non sono segnalati e se non si ha una mappa degli autobus è impossibile. E’ tempo di raggiungere l’hotel che avevo prenotato, <a href="http://www.travelsmart.it/2011/04/hotel-ibis-pza-glories-22-barcelona-recensione/">l’Ibis Pza Glories</a> che raggiungo agevolmente in metropolitana. Dopo una doccia, asciugatura e vestizione (operazione che ha richiesto non più di 4 minuti complessivi) esco nuovamente, questa volta alleggerito dal peso dello zainetto, per andare a cena. Non avevo le idee molto chiare, cioè pensavo di provare uno di quei locali di tapas ma non sapevo dove andare. Vado in centro nella zona del Barri Gotic, di fianco alle ramblas sperando di trovare un posto frequentato da gente del posto. Niente da fare, solo locali per turisti con inchiappettatura in agguato.</p>
<p>Dato che erano già le 20 mi butto in un locale dove a prezzo fisso venivano servite una quantità di tapas ed una copa de vino tinto de Catalunya. Non è stato malaccio, devo ammettere. Mi hanno portato un sacco di cazzatine, alcune delle quali di origine del tutto ignota: non saprei nemmeno dire se vegetali o animali e nel caso di che animale. Non ho la più pallida idea di quello che ho mangiato, ma di certo non c’era traccia di burro, alimento che considero rivoltante e di cui riesco a fiutare una singola molecola a chilometri di distanza.</p>
<p> Dopo cena mi faccio una passeggiata serale sulle ramblas e un giro nel quartiere dei negozi. Da non crederci: gli stessi che ci sono da noi. Tutti, ma proprio tutti. Non mancava niente. Mi faccio l’ultima birretta, ancora una volta Estrella, e poi torno in hotel perché la stanchezza iniziava a farsi sentire sul serio.</p>
<p> Una volta in stanza ho acceso il pc per vedere se riuscivo a fregare una connessione wifi ma niente da fare: tutte protette e quella dell’hotel era a pagamento. Insomma tra una cosa e l’altra si è fatta mezzanotte e dato che la sveglia per me è alle 06.00 conviene mettersi a dormire.</p>
<p> Dopo un breve sonno per nulla ristoratore, interrotto anche da una pisciata notturna causa Estrella, mi alzo più stanco e rincoglionito che mai. Doccia e barba come nei film americani, poi alle 06.30 in punto scendo a fare colazione. Se la colazione avessero iniziato a servirla alle 5 mi sarei alzato alle 4 e mezza. Non ho mica tempo da perdere quando sono in missione, io. Cazzo.</p>
<p> Alle ore 07.00 nuovamente equipaggiato del mio zainetto tattico, mi rimetto in marcia. La mattina non c’era anima viva nel quartiere dell’hotel, però c’erano diversi palazzi ultramoderni da fotografare, sicuramente più interessanti della Sagrada Familia. Tanto per farvi un esempio c’era la torre Agbar, un palazzo altissimo a forma di supposta (si, di supposta, proprio quelle che ci infila nel culo) che la sera ha un’illuminazione fighissima. Il palazzo purtroppo non è aperto al pubblico, si può entrare solo nella hall, dove naturalmente sono stato, ma non c’è nulla da vedere. Il guardiano all’ingresso mi ha anche guardato male ed aveva già messo mano allo spray OC. Meglio uscire alla svelta.</p>
<p> In metropolitana raggiungo di nuovo le ramblas perché volevo assolutamente vedere la Bouqueria, dato che l’avevo vista anche in una puntata di Orrori da gustare, quando il protagonista era alla ricerca delle famose palle di toro. Alla fine le ha trovate. E mangiate. Pare che sia una specialità molto difficile da trovare a dispetto della credenza comune che qui si mangino palle di toro ogni giorno.</p>
<p> Il fatto è che la guida consigliava di andare alla Bouqueria (che è un grande mercato coperto) la mattina presto, quando è frequentata solo dai locali. Ma le 7.30 era effettivamente TROPPO presto! Non c’era ancora nessuno e stavano aprendo in quel momento le varie bancarelle. Comunque mi è sembrato un posto interessante, meglio andarci verso le 9 però.</p>
<p> A questo punto ho fatto rotta, sempre in metro, verso altre 2 famose attrazioni, sempre opera di Gaudì: La Pedrera (Casa Milà) e la Casa Batllò. Sono entrambe sullo stesso vialone a circa un chilometro l’una dall’altra, quindi si possono vedere entrambe in un quarto d’ora. Logicamente non sono entrato per 2 motivi: primo perché costava un occhio e secondo perché non era gratis. Chiaro? Peccato però perché dalle foto che ho visto sono davvero carine. Gruppi di studenti (italiani) fuori da entrambe le case. Interessanti più della Sagrada Familia. Non ci crederete ma si erano già fatte le 10 ed ecco sfumare un&#8217;altra delle cose che mi ero segnato di fare: il giro della città con gli autobus scoperti. E pensare che ci sono 2 linee distinte ed io pensavo addirittura di farle tutte e 2!</p>
<p> Non voglio perdermi però il Parc Guell (dato che è gratis!) opera, indovinate un po’, di Gaudì! Pare abbia tirato su mezza città da solo. Comunque è abbastanza complicato da trovare se non ci si è mai stati. In realtà non lo è, ma io, una volta uscito dalla metro, ho girato come una trottola per mezz’ora prima di arrivarci e ho persino dovuto chiedere lumi ad uno sbirro. E’ sopra una collina e bisogna farsi un bel pezzettino a piedi in salita. Tutta salute. Logicamente il parco era zeppo di comitive scolastiche e di turisti, tutti italiani. Dove ti giri senti parlare italiano, una cosa incredibile! Il parco è carino e se non avete idea di come sia vi rimando alla visione del mio <a href="http://www.travelsmart.it/2011/04/mordi-e-fuggi-a-barcellona-album-fotografico/">album fotografico</a>. Comunque merita davvero una visita. Sacchetto di patatine e birretta (di nuovo Estrella, anche qui niente San Miguel!) completano la mia visita al Parc Guell.</p>
<p> Raggiungo nuovamente in metropolitana la zona delle ramblas che è già mezzogiorno. Fanculo, anche la funicolare del Tibidabo con relativo parco divertimenti è saltata! Una curiosità: tutte le scritte (ma dico tutte) e tutti gli annunci in metropolitana sono in catalano. Non ho idea se gli indigeni tra loro parlano effettivamente questa lingua ma penso di si. Pranzo di nuovo all’HRC (non ho tempo e voglia di cercare un’altra trappola per turisti) questa volta a base di hamburger e patatine (davvero originale!). Ho ancora un paio d’ore e almeno la Vila Olimpica la voglio vedere. La Vila Olimpica NON è il villaggio olimpico. Si tratta di una vecchia zona industriale in riva al mare completamente demolita e rifatta per le olimpiadi del ’92. In pratica è dove alloggiavano gli atleti. Oggi è una delle zone residenziali più prestigiose di Barcellona ed un appartamento in quest’area costa davvero caro.</p>
<p> Comunque raggiungo la zona in metro, faccio un rapido giro poi mi dirigo verso la spiaggia dove parecchi coatti erano in costume a prendere il solo nonostante il vento forte. Era in corso anche una partita di beach volley. La zona del lungomare è zeppa di locali di vario tipo e ristoranti e l’aria odorava di pesce alla griglia. Sembrava di stare a Marina di Ravenna. Molto carina la zona, ma anche qui i turisti italiani abbondavano.</p>
<p> Inizio ad essere davvero stanco e un po’ sono sollevato all’idea che è quasi ora di rientrare: a questi ritmi sarebbe impossibile arrivare a sera. Cazzo non ho più 20 anni. Nemmeno 30. Porca troia, nemmeno 40… Pensate che ho pestato con il tacco di un anfibio il ditino di un piede di una tipa in ciabatte sui vent’anni che mi stava sulle palle. Praticamente tutti i miei 80 kg (anzi, di più, visto che avevo lo zaino in spalla) si sono concentrati in un centimetro quadrato sul ditino della troia. Era troia: parlava con altre 2 sul metodo migliore per praticare una fellatio. Comunque era grassa ma se la tirava come se fosse figa quindi andava punita, così le ho pestato il piede facendo finta di averlo fatto inavvertitamente. Ad ogni modo, dopo l’urlo iniziale di dolore, mi ha sbraitato contro: “Cazzo! Stai attento! C’hai cent’anni, restatene a casa!” Oh, mi ha fatto sentire davvero vecchio… Io ho fatto la parte dello sbadato inglese facendo il migliore accento londinese. “ohhhh, I’m so sorry, I’m really fucking sorry…”. Ho parlato a scatti, come fanno gli inglesi, avete presente? Gli inglesi non parlano come gli americani, che sembra mastichino sempre una gomma. No, loro parlano in questo modo (dove il trattino rappresenta una pausa): don-t-touch-my-cock-you-son-of-bitch!</p>
<p> Ma torniamo a noi. L’autobus partiva da Plaza Catalunya, che raggiungo velocemente in metro. Avevo ancora un patrimonio di 45 minuti tattici, da sfruttare prima della partenza, facendo in modo da essere in aeroporto con 2 ore di anticipo. Ne approfitto per fare un giro Al Corte Ingles, che è praticamente l’equivalente spagnolo della Rinascente di Milano. Piani su piani di profumi, vestiti, accessori per la casa e troiate varie. Al piano dei computer ho visto una figata pazzesca. Era un simulatore di guida per PS3 (mi pare) ma era una specie di trespolo da piazzare davanti alla tele, dotato di sedile, volante, pedali e leva del cambio. Il tutto wireless! Ma ci pensate? Si può guidare, in modo realistico, un’auto da corsa rimanendo in casa! Volevo provarlo ma c’era un gruppetto di ragazzini che lo stava monopolizzando. Ho pensato di ucciderli e di far sparire i corpi, ma non avevo tempo e comunque c’era pieno di gente. Pazienza.</p>
<p>Esco dal Corte Ingles ed entro al Fnac, e vado al reparto computer. C’erano tutti i modelli di Mac da provare ma niente connessione ad internet. Cazzo nemmeno qui sono riuscito a dare almeno un’occhiata all’email. Fanculo. Ormai sono così stanco che non riesco quasi più a camminare, ma tanto è praticamente ora di salire sull’autobus. Attraverso con gran fatica la piazza e vado finalmente a sedermi sul bus davanti ad una coppia di turisti (italiani…). Cazzo c’è mancato poco che mi addormentassi durante il tragitto. Arrivo in aeroporto in perfetto anticipo e non mi resta altro da fare che mangiare un panino (schifoso e caro) e vedermi un episodio di CSI Miami sul pc.</p>
<p> Una volta al gate c’erano 2 stronze che passavano tra i passeggeri con 2 parallelepipedi in cartone e li infilavano sui bagagli a mano. Funziona così: se entra nel cartone passa, se non entra…. paghi 40 eurini oppure lo lasci li. Ma guarda che stronzi… A Bergamo mica fanno cose del genere. Comunque un paio di stronzi sono rimasti inculati. Io ero quasi certo che il mio zainetto passasse ma per non rischiare ho operato in modo tattico (e come, altrimenti?). In pratica ho indossato lo zainetto ed ho continuato a ruotare in modo da stare sempre di fronte senza mai mostrare le spalle alle tipe. Mica se ne sono accorte: stronze ma morte di sonno!</p>
<p> Partiamo quasi puntuali, e dopo un tranquillo voletto notturno arriviamo a Orio ancora una volta in anticipo. Bene, questo è tutto. Non mi rimane che darvi appuntamento al prossimo resoconto di viaggio dal titolo ancora provvisorio “Mallorca, an Island full of pussy”.</p>
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		<title>Treis hmέres metaxύ Thessalonίkι kai Ηalkidikι &#8211; Diario</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 08:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Collalti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Torna a grande richiesta, (si fa per dire), un diario unico, comprensivo di info, della celeberrima serie “<strong><em>Tre giorni a…</em></strong>”.  La nazione che questa volta mi ha cortesemente ospitato è stata la <strong>Grecia</strong>, nella fattispecie: <strong>Thessaloniki,</strong> (che sarebbe <strong>Salonicco</strong>, spero che almeno questo lo sappiate, è geografia di scuola media) e una porzione della penisola denominata <strong>Halkidiki</strong> (also <strong>Calcidica</strong>), per la precisione <strong>Kalithea</strong>, ridente villaggio sito nella costa est del primo “dito” della suddetta penisola.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/06/DSC00317.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3718" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/06/DSC00317.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><em>Photo Credit: Andrea Collalti</em></p>
<p><em><span style="color: #888888">Tutto ebbe inizio quando… </span></em></p>
<p>Un bel giorno di maggio, spulciando tra le offerte Ryan, viene fuori l’ennesima imperdibile occasione, un a/r Roma – Thessaloniki a <strong>14€</strong>, il bello è che la rotta è in saldo praticamente per tutto il mese di giugno, week-end compresi, posso scegliere le date come meglio credo, impossibile chiedere di più.</p>
<p>Opto per una 3 giorni infrasettimanale, vuoi perché preferisco evitare il caos del fine settimana (scioperi inclusi), vuoi perché sono cazzi miei… partenza il 7 giugno alle 11.30 e ritorno il 9 giugno alle 14.40.</p>
<p><span id="more-3717"></span></p>
<p>Il mio ultimo viaggio in solitaria all’estero risale ormai al remoto dicembre dello scorso anno (2010), in quel di <strong>Marsiglia</strong>, per una serie di motivi più o meno seri, non fu un’esperienza molto positiva, voglio scrollarmi di dosso quei ricordi, sovrascrivendoli con altri più gaudiosi, sperando sia la volta buona nella terra della feta…</p>
<p>E’ la mia prima volta nella <strong>Grecia</strong> <strong>continentale</strong>, in passato (2007 &amp; 2008), ho visitato diverse isole a luglio: <strong>Creta, Spinalonga, Chrissi, Kos, Kalymnos, Pserimos</strong>, tutte molto belle, coi viaggi organizzati del CTS, spendendo un’ira divina di euro, eeehhh sono le puttanate che tutti nella vita fanno almeno una volta; viaggiare con le agenzie.</p>
<p>Dunque, sono a conoscenza di usi e costumi locali, di un vocabolario basico, della bellezza dell’<strong>Egeo</strong> , del cibo da preferire, (gyros pita regna sovrano) e soprattutto della bontà della birra <strong><em>Mythos</em></strong> gelata!!</p>
<p>Come andrà questa nuova avventura?? Riuscirà il nostro eroe a sopravvivere intraprendendo le mirabolanti imprese del programma da lui stesso redatto?? Quale male lo colpirà??</p>
<p><em>Lo scopriremo dopo le info…</em></p>
<p><strong>TRASFERIMENTO AEROPORTO MAKEDONIA – THESSALONIKI WHITE TOWER/CENTRO/STAZIONE</strong></p>
<p>L’aeroporto dista dal centro città una 15ina di km, come Marsiglia diciamo, ma a differenza della gioiosa cittadina provenzale, il bus non costa 20€ a/r, ma <strong>1.60€</strong>! 0.80 centesimi a tratta! Non vorrei scrivere una boiata, ma credo proprio sia la città, Salonicco, col collegamento aeroportuale più economico che abbia mai trovato in Europa. Certo il bus è un bus urbano, il numero 78, quindi iperaffollato e con fermate frequenti, ma oh, sti cazzi, intanto è praticamente gratis, anche perché è impossibile che salga un controllore, tanta è la calca a bordo. La frequenza è di uno ogni 30 minuti, partenze dal piazzale fuori dagli “arrivi”, il tragitto fino al capolinea, la stazione centrale, dura circa 40 minuti, il centro, Piazza Aristoteulos è raggiungibile in 30 minuti.</p>
<p><strong>RAGGIUNGERE LA PENISOLA CALCIDICA (HALKIDIKI) DA THESSALONIKI</strong></p>
<p>Da Thessaloniki, i bus della <strong><em>KTEL</em></strong> raggiungono le 3 “dita” della penisola, rispettivamente: <strong>Kassandria, Sithonia e Monte Athos</strong>… ATTENZIONE!! <span style="text-decoration: underline">La stazione KTEL NON è quella centrale</span>, ma è decentrata ad est della città e non è raggiungibile a piedi, bisogna prendere il bus <strong>45</strong>, marcato con un <strong>A</strong> all’andata e con una <strong>B</strong> al ritorno. Giunti in stazione, si fa il ticket per la destinazione scelta, ma occhio, perché è tutto scritto in greco: nomi città, postille, avvisi…  Personalmente, avendo a disposizione una sola giornata, ho scelto la meta balneare più vicina; penisola di <strong>Kassandria</strong>, villaggio di <strong>Kalithea</strong>. Costo del ticket a/r <strong>16€</strong>, durata del viaggio 90’, con una decina di soste intermedie. La frequenza è di un bus ogni 2 ore circa. Sono partito alle 12 e sono tornato la sera 19.30.</p>
<p><strong>COME MUOVERSI </strong></p>
<p>Niente tram e metro, ma “solo” una fittissima rete di autobus . Da notare che i nomi delle fermate, sono scritti in greco. Tutto sommato, la città non è grandissima, volendo si può girare a piedi, io l’ho fatto; dal porto alla parte alta, dalla stazione alla Torre Ote, etc. etc… Ci sarebbe anche un bus turistico dal costo di 2€, parte ogni ora dalla Torre Bianca (White Tower), io non l’ho preso, vedete voi…</p>
<p><strong>DOVE DORMIRE</strong></p>
<p>La scelta di hotel su booking.com è ampia e piuttosto economica, considerando il periodo, a giugno è già estate piena. Questa volta, memore del letamaio marsigliese del dicembre scorso, mi sono buttato su un 3 stelle, con votazione 8.7!</p>
<p><strong><em>L’<a href="http://www.booking.com/hotel/gr/orestias-kastorias.it.html">Orestias Kastorias</a></em></strong>, sito in Agnostoy Stratioti n°14, posizione perfetta, affaccia lateralmente sul Foro Romano appena sopra la Egnatia all’altezza della fermata Aristotelous. Si può scorgere dal balconcino della camera, anche Agios Dimitros, uno dei simboli della città.</p>
<p>La stanza doppia, uso singola, include: comodo letto a 2 piazze, tv, bagno privato dotato di saponi e asciugacapelli, pavimentazione in parquet, finestra con doppi vetri, piccolo balconcino, wi-fi free, condizionatore e frigorifero. Le dimensioni sono buone, la pulizia ottima con cambio asciugamani giornaliero, la tranquillità notturna più che discreta.</p>
<p>Servizi dell’hotel: reception open 24h con personale che parla inglese, libero accesso ad una postazione internet e possibilità di consumare una colazione “in piedi” a base di caffè e biscotti, disponibile dalle 06 alle 10.</p>
<p>Prezzo corrisposto per 2 notti: <strong>74€</strong>. Votazione personale 8.</p>
<p><em>Detto questo… </em></p>
<p><strong><em>07 giugno – la presa macedone</em></strong></p>
<p>“<em>Mi sveglio al mattino quando il sole non c’è, mi taglio le palle le ficco nel thè, scendo le scale mi trombo Pasquale, salto il cancello mi sgarro il pisello…</em>”. Le stranezze della vita! Sono le 7.30 del mattino, sto per prendere un aereo e la prima cosa che mi salta in mente è questa canzoncina che intonavo coi compagni di sQuola delle medie, che poi riflettendoci bene, la frase “<em>mi trombo Pasquale</em>” che cazzo la mettevamo a fare??? Comincio ad avvertire i primi segni di rincoglionimento senile?? Ricordo fatti o canzoni di 18 anni fa ma non quello che ho mangiato ieri sera?? Mah, per adesso meglio non pensarci, anzi, mi devo dare una mossa se non voglio perdere il prezioso (ed unico) treno per Ciampino della mattinata, quello delle 07.57.</p>
<p>In stazione… bam!! 20 minuti di ritardo, e te pareva, non dovrebbero essere un problema, il mio volo parte alle 11.30, in 3 ore e mezza  ce la farò a fare 80 km merdosi!</p>
<p>Ce la faccio, arrivo alla stazione di <strong>Ciampino</strong> alle 9.18. Della navetta  delle 9.20 non v’è traccia, della successiva delle 9.40 nemmeno, sotto una fitta pioggerella dopo un’ora di attesa spunta fuori un bus alle 10.20, non segnalato negli orari, monto e alle 10.30 giungo in aeroporto, brutti bastardi, mancava poco che mi facessero perdere il volo! Questa cosa va detta: <span style="text-decoration: underline">ATTENZIONE</span>, per chi fa affidamento ciecamente sugli orari dei bus Schiaffini da Ciampino stazione a Ciampino aeroporto; è più probabile che vinciate al superena lotto piuttosto che gli orari vengano rispettati, quindi meglio arrivare in stazione almeno 2 ore prima dell’imbarco, onde evitare gravi intoppi. Non è la prima volta che arrivo al pelo in aeroporto, ne inventano sempre una, la più ricorrente è: <em>l’incidente sul raccordo</em>… che poi manco ci passano sul raccordo loro!</p>
<p>Sarà perché l’attesa è stata breve, sarà perché lo sarà anche il tempo di volo, sarà perché ormai sono passati diversi mesi e diversi voli, dalla “grande paura” di <strong>Girona</strong>, (per chi non sapesse che accadde, rimando al diario <em>Andalucia with fields full of grain</em>) non mi sento affatto agitato, ma una pasticchina di Xanax per sicurezza la deglutisco lo stesso, d’altronde ne ho un intero blister in scadenza, bisogna pur consumarle.</p>
<p>Alle 11 siamo già tutti a bordo, 106 anime, poche per essere un volo Ryanair, c’era più gente una notte di gennaio mentre tornavo da Hahn a Roma, che cazzo ci facevamo la sopra poi…</p>
<p>Partenza sotto la pioggia, non mi sono mai diretto ad est da Ciampino, quindi resto attaccato all’oblò come un bambino, a scrutare l’Italia che scorre veloce sotto il mio culo. E dopo l’<strong>Italia</strong>, l’<strong>Adriatico</strong> e dopo (non vorrei dire cazzate) l’<strong>Albania</strong> e infine la <strong>Grecia</strong>, atterraggio all’aeroporto <strong>Makedonia</strong> alle 13.45 ora locale, (siamo un’ora avanti qua), ben 30 minuti prima dell’orario schedulato. Volo molto tranquillo, niente male per 7€ e pensare che ancora c’è gente che non sa e/o non vuole viaggiare con gli irlandesi volanti!</p>
<p>L’aeroporto non è grande, in 5 minuti si è fuori, prima di salire a bordo del bus 78, mi procuro una mappa della città nell’info-point di fronte il bar e i banchetti di auto-noleggio. A dire il vero è un po’ nascosto, ed infatti sono l’unico che lo trova, tutti i cialtroni italiani vagano come zombi nella hall e piuttosto che chiedere a qualcuno, (perché ovviamente non sanno farlo in nessun altro idioma al mondo al di fuori dell’italiano), se ne escono a fumare.</p>
<p>Il bus ci carica dopo un quarto d’ora di attesa, è pieno all’inverosimile e senza aria condizionata, ad appena 4 minuti dalla partenza sono già abbondantemente oltre la soglia limite delle 60 bestemmie al minuto, è un inferno, sono talmente schiacciato alla porta che non riesco ne a vedere, ne a sentire un cazzo, non ho la più pallida idea di dove debba scendere, o meglio, so che devo scendere alla fermata <em>Aristoteolus</em>, ma come minchia la indovino in questo caos???</p>
<p>Ed infatti… la liscio… gli stronzi che scendono man mano sono pochissimi, anzi c’è gente che sale! Risultato: arrivo al capolinea, la stazione centrale, dove finalmente scendono tutti. Dannazione, mi tocca farmela a piedi a ritroso, do un’occhiata alla mappa e m’incammino sulla <strong>Egnatia Odos</strong>, il percorso non sembra essere difficile o lungo, ma c’è un caldo canaglia, sui 30°, che di certo non tende una mano.</p>
<p>All’altezza di più o meno dove dovrei salire per l’hotel, comincio a perdere il senso dell’orientamento, le fottute vie non sono praticamente mai segnalate e quando lo sono, lo sono in greco ed io ho la mappa in latino, quando sto per impazzire, fermo un tizio che però non mi caga, ne fermo un altro che non parla inglese, infine ne sequestro un altro che finalmente mi da una mano e m’instrada sulla retta via!</p>
<p>Ok, ci sono, il <strong>Foro Romano</strong> è qui, quindi anche l’hotel, ah sì, merda, ci sono, ce l’ho fatta, eccolo ad angolo!</p>
<p>Prima di cekkare, mi rifornisco in un mini-market, dato che ho il frigo in camera posso prendere un po’ di roba: in primis una confezione da 6 di Mythos, poi del tacchino e del formaggio greco per il pranzo, dato che ancora non ho mangiato e sono quasi le 16.</p>
<p>Il ceck in è rapido ed indolore, il tipo non vuole essere pagato ora, ma al ceck out, un po’ mi girano le palle quando fanno così, mi disturba tenere in camera i loro soldi. La stanza 104 è bellina e molto pulita, poso il micro zaino che ho con me, mangio, mi do una rinfrescata ed esco armato della mia fedele macchinetta fotografica compatta Sony.</p>
<p>Prima tappa del tour di Thessaloniki; <strong>Agios Dimitros</strong>, il santuario è a 3 passi dall’hotel, l’interno è suggestivo, con diversi mosaici d’arte iconoclasta e un tempietto ospitante le reliquie di san Demetrio. Partono le prime raffiche di foto, in ISO però, perché io non sono uno di quelli che sflashano inopinatamente dappertutto!</p>
<p>All’uscita prende forma il programma, oggi voglio/devo fare tutto il giro perimetrale della città, in senso orario a partire da Agios Dimitros. Questo significa dover salire fin su la città vecchia, <strong>Ano Poli</strong>. (Ano, già).</p>
<p>La vetta dell’ascesa è suggellata dalla <strong>Torre Fortificata</strong>.</p>
<p>Salendo con passo lento ma regolare, mi rendo conto di un piccolo ma permeante particolare, in giro è pieno di gnocca. Incrocio una bella cifra di ragazze, fighette appunto, con shorts, canotte e infradito. Ma bene, esattamente l’opposto di Marsiglia, (sì la nomino ancora perché mi sta sul culo), dove per la strada c’erano solamente capannelli di cazzoni!</p>
<p>Distratto dalla fauna locale la fatica si sente meno… Un’altra peculiarità di Salonicco si palesa ben presto; i centauri greci girano quasi tutti senza casco, corrono come demoni sui loro motorini tamarrissimi, simil califfoni e se ne sbattono altamente dei pedoni, ovunque essi siano.</p>
<p>Niente di diverso dalle isole greche che ho conosciuto, l’educazione stradale è pessima anche sul continente, c’è poco da fare.</p>
<p>Nonostante bisogna tenere gli occhi ben aperti, soprattutto quando si attraversa la strada, camminare per i vicoli dell’acropoli è molto piacevole, non sembra di stare nella seconda città più grande della Grecia, piuttosto sembra di passeggiare in un paesello di provincia; ci sono le vecchie che parlottano fuori dalla porta di casa, i vecchi che giocano a domino, i bambini che fanno una partita di calcio, i terrazzini delle abitazioni ai primi piani privi di protezioni (sbarre/allarmi), i gatti, tanti gatti, le signore a spasso coi cani…</p>
<p>Come prime ore ci sto dentro alla grande, mi piace, il cielo si è appena velato e questo mi permette di camminare senza accusare troppo il caldo, arrivo sotto la Torre Fortificata nel tardo pomeriggio, acquisto cartoline e calamite in un negozietto di souvenir e mi godo una vista fantastica della città da una panchina panoramica sotto la torre, mentre sorseggio un gatorade al limone.</p>
<p>Dopo il riposo, procedo con le fotografie e mi rimetto in marcia, ora si tratta di scendere giù fino al mare, che da quassù sembra lontano anni luce.</p>
<p>A metà strada mi concedo una sosta per fare merenda, acquisto uno yougurt greco al cioccolato, spettacolo!! Una bontà favolosa! Sicuramente ne prenderò dell’altro durante questi giorni.</p>
<p>Costeggiando il cimitero evangelista, dopo circa un’oretta di discesa raggiungo la zona bassa e così in rapida successione i seguenti punti d’interesse: <strong>l’Arco di Galerio</strong>, il <strong>palazzo comunale</strong> e la <strong>Rotonda</strong>.</p>
<p>Il figame intorno a me si fa via via più abbondante, la zona bassa è piena zeppa di locali e di gente, mi sembra di essere tornato a <strong>Malaga</strong>, ma una cosa differenzia radicalmente le due città, la presenza massiccia qui a Thessaloniki, di vù cumprà! Ce n’è un numero impressionante, la strada è un mercato vivente, vendono di tutto, anche scarpe Nike, Converse e vario materiale tarocco.</p>
<p>Io abituato a Roma resto abbastanza sullo “<em>sti cazzi</em>”, certo è che potrebbero dare una regolata a questo commercio selvaggio, mi bloccano ogni 4 passi nel tentativo vano di rifilarmi paccottiglia random.</p>
<p>Entro nell’edificio denominato <strong>Rotonda</strong>, pare un Pantheon in miniatura, entri e non ce sta n’ cazzo, solo alcuni tizi che intonano cori arcani, ripresi dalla tv. Li osservo qualche minuto, giusto il tempo per riposarmi seduto e poi li saluto.</p>
<p>Mi dirigo deciso verso la passeggiata lungomare, verso la <strong>White Tower</strong>, percorro la <strong>Pavlou Mela</strong>, la mappa che ho è inutilizzabile, ancora meno quella che mi ha fornito il tipo dell’hotel, fortuna che in giro c’è una segnaletica adeguata almeno per i monumenti più importanti.</p>
<p>Al cospetto della Torre Bianca finalmente vedo il mare da vicino! La passeggiata è strapiena di gente, bisogna fare attenzione a stare lontano dal bordo del marciapiede, non è impossibile cadere in acqua, dato che non ci sono protezioni.</p>
<p>E’ pieno di bancarelle fast food, di pannocchiari (quelli che arrostiscono le pannocchie); stormi di ambulanti, greggi di belle ragazze, caterve di ciclisti e vascelli/bar! Cade ora il tramonto, peccato che sia nuvoloso, non è possibile vedere il sole scivolare in mare, spero di essere più fortunato domani.</p>
<p>In mezzo questa masnada di facce mi accomodo su una panchina e mi studio un po’ il programma del giorno, che prevede un’ultima fermata; <strong>Piazza Aristoteolus</strong>, posta all’ altro capo della passeggiata lungo mare.</p>
<p>Facendo attenzione a non finire tra i flutti mi faccio tutti e 2 i km di camminata, forse sono meno (??). Piazza Aristotele è molto elegante e pulita, signorile e inondata da locali coi tavolini all’aperto, manco a dirlo, carichi di astanti! E’ ormai buio, sono le 21, la stanchezza comincia a farsi sentire, non mi resta che procacciarmi la cena e tornare in albergo.</p>
<p>Scelgo una specie di rosticceria, prendo 2 hot dog con la feta e mangio seduto dinnanzi la chiesa di san Demetrio.</p>
<p>Rientro in hotel alle 22, prima della doccia, faccio una sosta nella postazione internet della reception per controllare bene quale sia la fermata dei bus KTEL per l’<strong>Halkidiki</strong>, ho la conferma che sia ad est della città, non raggiungibile a piedi, ma via bus, il 45 che ferma sulla Egnatia, bene.</p>
<p>La giornata è stata molto positiva, non mi aspettavo di trovare una città così vitale, intrigante e calorosa, non mi resta che chiudere in bellezza con della Mythos ghiacciata e un film sulla psp, mi sono rippato Codice Genesi, vediamo un po’.</p>
<p>Sono circa le 2 di notte quando mi fumo la sigaretta della staffa sul balconcino, in giro c’è ancora molto movimento, i pub all’angolo sono aperti e c’è parecchia gente che parlotta, rientrando chiudo la finestra coi doppi vetri e piombo nel silenzio più totale, fa un po’ caldo, ma non mi va di accendere il condizionatore… Goodnight…</p>
<p><strong><em>08 giugno – mare, mare, MAREEE!!</em></strong></p>
<p>La sveglia orribile del mio nokia 1616, risuona alle 9.30. Non ho dormito molto bene, una o più zanzare mi hanno profondamente disturbato, tanto che mi sono dovuto praticamente mummificare nel piumino, aumentando a dismisura la mia temperatura corporea. Aprire la finestra è un sollievo, aria fresca finalmente!</p>
<p>La preparazione tecnica dello zainetto richiede 4 secondi: telo, fotocamera e cappello, il costume lo indosso già sotto i calzoni… esatto, sto andando al mare!</p>
<p>La destinazione programmata è nella penisola dell’ <strong>Halkidiki</strong>, <strong>Kalithea</strong>.</p>
<p>Scendo in strada alla volta della fermata del bus 45, faccio una sosta per fotografare il foro romano, comprensivo di anfiteatro perfettamente conservato, è una bella giornata, sole e caldo sicuramente non mancheranno, ottimo.</p>
<p>Il bus 45 transita dopo circa una mezz’ora di attesa e impiega un’altra mezz’ora per raggiungere il capolinea, la stazione KTEL. La biglietteria interna è assolutamente priva di indicazioni scritte in idioma latino, questo fa sì che debba andare un po’ a senso, la cosa migliore in questi casi è andare dietro alla massa, un cospicuo gruppetto di ragazzi si precipita in un botteghino e fa i biglietti, faccio lo stesso ed acquisto un a/r per Kalithea alla modica cifra di 16€, costo tutto sommato non esagerato, contando che il tragitto è di un centinaio di km e che la benzina in Grecia è schizzata a cifre astronomiche, peggio che da noi, 1.77, 1.80 per un lt di verde!! E dire che 3 anni fa stava appena sopra l’euro.</p>
<p>La cosa che mi fa girare i coglioni è un’altra; la partenza è alle 12, ed ora sono le 11! Mi toccherà stare un’ora qua dentro a grattarmi le palle, purtroppo il folto gruppo di gnoccacce in tenuta da spiaggia che è in attesa accanto a me, dopo pochi minuti piomba fuori e si volatilizza su un bus con destino <strong>Kalicratia</strong> che sarebbe la località sul mare in assoluto più vicina a Salonicco, meno di 50km, sempre nella <strong>Calcidica</strong>, ma prima di inoltrarsi nelle “dita”.</p>
<p>Resto abbandonato in una stazione deserta, non posso far altro che mangiare e bere, soddisfo i bisogni primari con barrette di cioccolato a profusione e dell’ignobile Caffè Illy in lattina tipo Red Bull, una Merda.</p>
<p>Fuori il termometro segna 37°, meglio restare dentro coccolato dall’A/C a tutto vapore.</p>
<p>Finalmente le 12, si parte, una manciata di gente marginale sale a bordo. Non ho idea di quanto duri il viaggio, lo provo a chiedere all’autista, ma non capisce una mazza e ride, vabbè, lo scoprirò strada facendo…</p>
<p>Già dalla partenza capisco che sarà un viaggetto elettrizzante, più che su un bus sembra di stare su un Eurostar! L’autista imbocca l’autostrada a fuoco, costantemente in corsia di sorpasso sfila via a pochi centimetri da auto e camion articolati.</p>
<p>Non riesco a leggere nessun cartello tanto va veloce, ma la chicca la offre quando usciamo dall’autostrada, dopo circa 30 minuti di folle corsa, come indicatore di direzione sinistro utilizza non la scontata freccia, ma il suo braccio sinistro, come fanno i ciclisti, un mito!</p>
<p>Ad un certo punto vedo chiaramente che ha il braccio sinistro fuori il finestrino e il destro impegnato a reggere il cellulare, e chi cazzo sta guidando??? Boh!!</p>
<p>Comunque sia, arriviamo a circa metà percorso, a <strong>Nea Moudania</strong> e facciamo una sosta di 5 minuti, sicuramente il tipo doveva pisciare e comprare le sigarette.</p>
<p>Si riparte e s’imbocca lo stretto che conduce nella penisola di <strong>Kassandria</strong>, ora è possibile scorgere il mare, figa se è bello!! Nulla da invidiare ad un mare isolano, il primo paragone che mi viene in mente è con quello di <strong>Chrissi</strong>; spiaggia bianca e tonalità di acqua che vanno dal blu scuro al verde cristallino, uno spettacolo! E dire che la Kassandria, a detta della mia guida Nat. Geo, è la meno attraente delle tre “dita”.</p>
<p>Scendo a Kalithea, saluto Alonso e m’incammino solitario verso il promontorio sul mare.</p>
<p>La prima impressione del villaggio è buona, è il tipico villaggio turistico di mare, ne avrò visti a centinaia, tutti identici, nelle varie isole che ho visitato; quindi localini ovunque, rent a bike, mini market e negozi di souvenir e cazzatelle a iosa. La peculiarità è che, essendo in Grecia, nei ristoranti servono il Gyros, che altro non è che la variante greca del kebab, che io ovviamente adoro.</p>
<p>Dall’alto del promontorio la vista è da cartolina, tocca capire qual è la strada che conduce alle spiagge, ci impiego una decina di minuti e la trovo. Giunto in spiaggia resto ancora più stupito dalla pulizia e dalla temperatura già alta del mare, sarà che io mi sono un po’ abituato all’oceano Atlantico che è dannatamente freddo, qui mi sembra di stare in piscina.</p>
<p>Non c’è molta gente, ci sono un paio di stabilimenti: 2 lettini e un ombrellone 5€!!</p>
<p>Anche se il prezzo è ridicolo decido di non usufruire della comodità e m’involo verso un tratto di spiaggia totalmente isolato, in parte riparato dalla vegetazione che scende quasi fino in acqua.</p>
<p>Piazzo il telo e rifletto un po’ sulla situazione: sono in un luogo pazzesco, mare celeste, calma piatta, acque tiepide, nessun cacacazzi intorno che gioca a racchettoni/calcio/tennis, sole a picco, cielo blu, venticello lieve… Che cazzo debbo aggiungere ancora???? Niente, dopo le foto di rito mollo la macchinetta e mi butto in mare…</p>
<p>Per 3 ore non faccio altro che godermi il panorama e il sole, rigorosamente a palle all’aria, senza l’impiccio dell’inutile costume.</p>
<p>Ma immancabilmente e rapidamente, arriva l’ora di lasciare l’ameno sito. Alle 16.45 mi vesto e torno su in paese, prima però faccio una celere sosta alle rovine del <strong>Tempio di Giove</strong>, nulla di che, i soliti sassi sparpagliati a casaccio sotto il sole.</p>
<p>Il bus che dovrebbe riportarmi a Salonicco, dovrebbe passare alle 17.35 e lo dovrei prendere alla fermata di fronte quella dove sono stato sbarcato all’andata. Perché tutto questo condizionale?? Perché queste info sono riuscito ad estrapolarle traslitterando personalmente le vaghe indicazioni appese su un foglio volante attaccato ad un palo di una fermata qualunque.</p>
<p>Nel frattempo ho voglia di un Gyros, anzi che dico, di due Gyros! Chissà quando mi ricapiterà di mangiare queste robe!</p>
<p>Mi accomodo in un piccolo ristorantino vista mare ed ordino un Gyros Pita di pollo e un altro di pesce, farciti con TUTTO! Le piade mi vengono servite fritte, belle spesse e il condimento consiste in: patate fritte, pomodorini, cipolle, un qualcosa che non ho capito cosa fosse + salse: yougurt, mostarda e piccante. Zio can che bontà!! E il tutto a soli 7€, compresa una pepsi. Certo non ho raggiunto l’apice della meravigliosa piadina che mangiai a <strong>Matala (Creta)</strong> 4 anni fa, che ricordo ancora come fosse ieri, ma è stato un gran bel pranzetto.</p>
<p>Ho ancora tempo per fare un giretto in paese, comprare le solite calamite e cartoline e dirigermi alla presunta fermata del presunto bus. Mi rincuora il fatto che non sia l’unico straccione in attesa, ma ci sono diverse fighette ancora col costume e i capelli fracichi e qualche tipico turistico nordico in sandali coi calzini e pelle color rigagnolo di bava biancastra.</p>
<p>Sono le 17.35 e del bus non v’è traccia… aspetta, aspetta, aspetta… tiro un sospiro di sollievo quando lo vedo arrivare a velocità supersonica sul viscido asfalto calcidico.</p>
<p>Usciti da Kassandria, mi accorgo che la via che imbocchiamo non è la stessa dell’andata, cazzo non è che ho sbagliato e questi mi portano in <strong>Tracia</strong>?? Mostro nuovamente il mio biglietto al controllore che mi fa segno “ok”, andremo a Salonicco, ma il percorso sarà differente.</p>
<p>Differente e terribilmente monotono, non prendiamo l’autostrada, ma sfiliamo uno ad uno decine di paeselli immersi nel nulla di quella che sembra una sconfinata prateria, in pratica mi sparo tutto l’entroterra anonimo dell’ Halkidiki, sino alle porte di Thessaloniki, la cosa snervante è che ad ogni singola fermata scende una singola persona!</p>
<p>Approdo alla stazione KTEL alle 19.13, giusto in tempo per lanciarmi sul 45B diretto in centro.</p>
<p>La mia fermata è nei pressi della torre della tv, chiamata ora <strong>Torre Ote</strong>, che in qualche modo potrebbe ricordare la torre della tv di <strong>Berlino</strong>, fatte le dovute proporzioni in altezza. In cima si trova un ristorante girevole ed è possibile accedervi senza pagare nulla.</p>
<p>Come è noto, odio ascensori e luoghi chiusi, ma salgo lo stesso, nervosamente ma salgo.</p>
<p>All’apertura delle porte, la vista è iper-panoramica, dall’alto dei 70 metri si ha una visuale completa della città, dalla White Tower, situata poco distante, alla città vecchia sulla collina, sino al porto, dove proprio adesso sta lentamente tramontando il sole. Figata assoluta.</p>
<p>Dopo le foto vado via subito, non voglio rompere le palle alle cameriere (fighe) che stanno apparecchiando i tavoli, però sarei rimasto molto volentieri un altro po’, alla faccia della claustrofobia.</p>
<p>La giornata volge al termine, mi reco sul lungomare e osservo l’ultimo spicchio di sole che svanisce dietro il porto. Anche se oggi non ho camminato molto mi sento abbastanza stanco ed immancabilmente vengo tormentato da un dolore, stavolta a darmi noia è il piede sinistro, eh bè, figuriamoci se reggevo senza traumi per più di 2 giorni consecutivi, impossibile.</p>
<p>Mi è venuta voglia di yougurt greco al cioccolato, così prima di rientrare in hotel mi metto alla ricerca di un market ancora aperto, lo trovo e compro 2 confezioni + 300gr di (credo) tacchino affumicato.</p>
<p>Consumo la cena su una panchina di piazza Aristotele, ormai le tenebre hanno avvolto la città, sono le 22, tra una camminata e l’altra il tempo è volato. Rientro in hotel… doccia… navigata su internet…psp e Mythos, le ultime… domani sarà il giorno conclusivo per me a Salonicco, ma avrò a disposizione tutta la mattinata per completare il programma, ho altre 2 importanti tappe da visitare.</p>
<p>Intorno alle 2 mi affaccio sul balcone per l’ultima consueta sigaretta, è strano notare come di notte i gatti si comportino al contrario del giorno; corrono sui marciapiedi e attraversano la strada a 2 all’ora, sovente fermandosi esattamente al centro della carreggiata per leccarsi le palle… che stronzi.</p>
<p>Sta notte il condizionatore lo accendo però, non voglio morire di caldo e almeno se dovrò mummificarmi per evitare le zanzare, lo farò senza soffrire.</p>
<p><strong><em>09 giugno – dalle stelle alle stalle</em></strong></p>
<p>La nottata grazie al condizionatore è trascorsa meglio della precedente, salvo che ad un’ora imprecisata del mattino sono stato sferzato frontalmente da un getto d’aria gelido, non si sa per quale motivo quell’affare ha deciso in autonomia di cambiare la direzione del flusso impostato.</p>
<p>Dopo aver consumato lo yougurt al cioccolato avanzato da ieri, mi appresto a lasciare definitivamente la mia stanza alle 9.30, vado per saldare il conto ed intrattengo una simpatica, quanto improbabile, conversazione in inglese col tipo della reception. In poche parole è stupito, anzi esterrefatto, che abbia speso 14€ per venire qui a Salonicco con Ryanair, fatico a convincerlo, ripete di continuo “<em>no way!!</em>”, oh che cazzo ce posso fa, se è così è così, mica dico cazzate!</p>
<p>Ci congediamo con un laconico “<em>see you soon in Rome, bye…</em>”.</p>
<p>Ed eccomi di nuovo on the road, pienamente operativo alle 10 in punto, ho all’incirca 2 ore e 30 per completare il tour di Thessaloniki; mete mancanti: <strong>Cattedrale Ortodossa Ebraica</strong>, tutta la zona del lungo mare da <strong>Piazza Aristoteolus</strong> fino alla <strong>White Tower</strong> (che voglio vedere illuminata dallo splendido sole che anche quest’oggi trionfa nel cielo), ed infine <strong>Agia Sofia</strong>.</p>
<p>Mi infilo in un mercato ittico coperto, i venditori potrebbero benissimo costituire un ensable di tenori, le loro grida sono disumane ed echeggiano barbaramente sotto la tensostruttura, però la qualità della merce, almeno a prima vista, deve essere ottima e super fresca dato che sulle bancarelle niente sta fermo!</p>
<p>Il lungomare assolato è accattivante, ancor più che a sera, senza il muro umano si passeggia molto piacevolmente, solleticati da una tiepida brezza marina, peccato un po’ per la sporcizia sparpagliata qua e la, nulla di insopportabile sia chiaro, però è innegabile che potrebbero migliorare sotto questo punto di vista.</p>
<p>La Cattedrale Ortodossa Ebraica è un centinaio di metri prima della Torre Bianca, in via (??) Vogatsikou, esteriormente ha la classica forma della chiesa ortodossa, tondeggiante, ed all’interno conserva innumerevoli dipinti murali, non c’è un centimetro di spazio che non sia rappresentato da colori vivaci, non avevo mai visto una cosa simile, ne resto affascinato, tanto che elargisco 20 centesimi nel cestino delle offerte ed accendo una candela nella teca sabbiosa.</p>
<p>Resta ora l’ultima voce in programma, la Basilica di Agia Sofia, non è distante e la raggiungo prontamente; la facciata è massiccia ma estremamente semplice, l’elemento più significativo è nella cupola; un  mosaico raffigurante l’hippy, ehhm, Gesù attorniato da figure angeliche.</p>
<p>Esco da Santa Sofia alle 12 in punto, posso considerare chiusa questa 3 giorni greca, non mi resta che salire a bordo del bus 78, di un boeing 737, di un altro bus, di un treno, di una macchina e tornare nella fogna in cui vivo.</p>
<p>La votazione di quest’avventura è estremamente positiva, ho visitato una discreta città, mi sono immerso in un mare cristallino, ho goduto (solo con gli occhi) di una vastissima gamma di gnocca e non ho subito infortuni o imprevisti di nessun genere! 8++ grazie Grecia per aver cancellato il ricordo del mio ultimo viaggio a Marsiglia!</p>
<p><em>Epilogo:</em></p>
<p>Il bus 78 lo prendo alla fermata di fianco la White Tower, giungo in aeroporto alle 13.15, il volo previsto in partenza alle 14.40 parte puntuale al secondo, in aria va tutto liscio ed atterro a Ciampino alle 15, ora locale.</p>
<p><em>Rogna finale:</em></p>
<p>Riesco a prendere la navetta per la stazione di Ciampino alle 15.20, scendo alle 15.31 e vedo il regionale che mi chiude le porte in faccia mentre sono a 5 metri dal raggiungerlo, cazzzoooooooooooooooooo!! Non è la prima volta che va così, porca puttana sto treno del cazzo è puntuale solamente quando io arrivo 3 secondi dopo!!</p>
<p>Poco male, aspetterò il successivo, delle 16.31 ed ingannerò il tempo pranzando, dato che non ho mangiato altro che lo yougurt questa mattina.</p>
<p>Il 16.31, passa ovviamente con 10 minuti di ritardo ed è talmente pieno che sarebbe impossibile farci entrare uno spillo. Dannazione, nemmeno questo è il treno buono per casa!</p>
<p>Aspetto le 17 e prendo un treno successivo, ma che ferma 30 km prima della mia stazione, giunto in questo paesello di merda con stazione inguardabile, mi faccio un’altra oretta di attesa fino a che non passa un altro treno che faccia al caso mio.</p>
<p>Morale della favola: sono atterrato a Ciampino, 80 km dal mio paese, alle 15, sono rientrato a casa alle 20…</p>
<p><em>Fin</em></p>
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		<title>Occultare un cadavere a Minorca: come e perchè</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 08:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Nella primavera del 2005 stavo decidendo dove trascorrere le vacanze estive, quando mia figlia di 7 anni ha visto il catalogo Teorema sulla Spagna. &#8220;Guarda, in questo albergo ci sono i Flintstones!&#8221; Diamo un&#8217; occhiata: l&#8217; hotel era a Minorca in una posizione privilegiata  sulla spiaggia di Son Bou, la più lunga dell&#8217; isola. 
Chiaramente costava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Nella primavera del 2005 stavo decidendo dove trascorrere le vacanze estive, quando mia figlia di 7 anni ha visto il catalogo Teorema sulla Spagna. &#8220;Guarda, in questo albergo ci sono i Flintstones!&#8221; Diamo un&#8217; occhiata: l&#8217; hotel era a Minorca in una posizione privilegiata  sulla spiaggia di Son Bou, la più lunga dell&#8217; isola. <a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/fat-person-at-beach.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3695" title="fat-person-at-beach" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/fat-person-at-beach.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p>Chiaramente costava un occhio e il trattamento era di sola mezza pensione ma almeno i bambini erano gratis. La particolarità era il tema Flintstones, comune ad alcuni hotel della catena Sol: ci sono gli animatori travestiti da personaggi del cartone, le rocce finte, l&#8217; auto di Fred, la cucina di Betty e cose simili. Ok, prenotiamo con formula hard discount che prevedeva un discreto sconto se si prenotava in anticipo.</p>
<p>Eravamo in 3: io, mia figlia, e mia moglie. Partiamo nel tardo pomeriggio, naturalmente in ritardo, dall&#8217; aeroporto di Verona: mai visto un aeroporto più incasinato e sfigato di questo. Comunque in poco più di un ora arriviamo a Minorca e raggiungiamo l&#8217; hotel con l&#8217; autobus per pecoroni organizzato dal t.o. Il paesaggio è bello: tutta campagna, ondulato, recinti con bovini al pascolo, cavalli. Raggiungiamo Son Bou, che è un piccolo paese ultraturistico in riva al mare. E&#8217; tutto un susseguirsi di residence, supermercati, bar, ristoranti ed autonoleggi. E poi il nostro hotel: un mostro architettonico che deturpa bestialmente il paesaggio. Immagino le bustarelle che devono essere girate al momento della sua costruzione&#8230; <span id="more-516"></span></p>
<p>Quando arriviamo è già ora di cena ed andiamo immediatamente al ristorante, dal quale vengo cacciato perchè non indossavo i pantaloni lunghi. Torno al galoppo in camera ad infilarmi un paio di 501 (sono esigente in fatto di jeans: i 501 sono jeans, tutti gli altri no) e ritorno al ristorante.</p>
<p>La cameriera all&#8217; ingresso, che aveva il compito di accogliere gli ospiti, sapeva qualche parola di italiano. Mi ha sorriso e mi ha detto: &#8220;vieni dentro!&#8221; Io non ho potuto fare a meno di rispondere: &#8220;in che senso?&#8221; Poverina, non ha capito&#8230; E ha continuato: &#8220;vieni, vieni!&#8221; Io ghignavo come una bestia, e a meno che qualcuno non le abbia spiegato le sottili sfumature della lingua italiana, si starà ancora chiedendo perchè.</p>
<p> La mezza pensione prevedeva la colazione e la cena, entrambe a buffet. Per il pranzo ci si doveva arrangiare. La mattina seguente era previsto l&#8217; incontro con l&#8217; assistente Teorema che ci avrebbe descritto l&#8217; hotel, le escursioni facoltative e tutto il resto. Una grandissima rottura di coglioni che ti fa perdere 2 ore, praticamente si butta via la mattina.</p>
<p>Passiamo la giornata tra piscina e mare (e che mare!). La spiaggia è veramente lunghissima e dopo circa 1 km c&#8217; erano anche i nudisti. Uno spettacolo raccapricciante: gli uomini avevano una pancia di dimensioni tali da rendere impossibile per loro una verifica visiva del proprio uccello. Le donne avevano le tette all&#8217; altezza dell&#8217; ombelico e il culo dietro le ginocchia. C&#8217; era un motoscafo che trainava a velocità folle un bananone gonfiabile con una decina di sfigati sopra. Ho voluto fare un giro anch&#8217; io. Si pagava una decina di euro, ti davano un giubbotto salvagente e si partiva. E&#8217; stato bestiale! Si viaggia non so a che velocità, ma abbastanza elevata. Quando il guidatore del motoscafo si annoia, allora fa una virata strettissima col risultato di rovesciare in mare tutti gli occupanti del bananone. Mi sono proprio divertito.</p>
<p> La sera per il paese girava uno di quei trenini turistici e abbiamo pensato di fare un giro. Divertente, si fa un bel giro e si vede tutta la zona circostante.</p>
<p>Il giorno dopo lascio mio moglie in piscina e vado con mia figlia a Mahon, la capitale dell&#8217; isola con un autobus di linea. Mahon è veramente bellina e si vede lo stile coloniale inglese. Abbiamo anche fatto un escursione in mare con una di quelle barche col fondo trasparente. Così, così&#8230; insomma non è che si vedesse molto&#8230; Una piccola curiosità: la maionese, quella che vi mangiate nei tramezzini è nata qui. Si chiamava salsa mahonesa, da Mahon.</p>
<p>Un paio di giorni dopo per distrarmi decido di andare da solo e senza dire niente a nessuno a Ciutadella, l&#8217; ex capitale dell&#8217; isola. Ci arrivo in autobus ed è molto bello girare per l&#8217; isola. Si attraversano paesini interessanti dove converrebbe fermarsi a dare un&#8217; occhiata. Ciutadella la giro a piedi. Quasi quasi è meglio di Mahon, con i suoi palazzi, le chiese, e le stradine. Una valanga di turisti però, tra i quali anche moltissimi italiani, che manco a dirlo, vagavano come zombie per le stradine della città con un Nokia in una mano ed un Ercisson nell&#8217; altra&#8230; Ho fatto una coglionata che non ci si aspetterebbe da un viaggiatore esperto come me: mi sono incantato a guardare i soliti negozi per turisti ed ho perso l&#8217; autobus! Poco male: mi sono infilato in un internet cafè e ho preso quello dopo. Il solo problema è che avrei dovuto cambiare autobus a Alaior ed aspettare circa un ora. Ma si è rivelata una fortuna perchè ho finalmente visto un paese &#8220;vero&#8221; senza turisti. Tutte le case dipinte di bianco, vicolini in salita, chiese, palme&#8230; molto interessante.</p>
<p> Alloggiando in un hotel-villaggio potrebbe capitarvi di avere a che fare con gente sgradita che per evitare guai è opportuno togliere di mezzo. Non so, per esempio potreste trovare qualcuno che vi frega il posto sul lettino in piscina, o magari qualcuno che vi si appiccica e non sapete come liberarvene. Mi spiego?</p>
<p> Premetto che il modo migliore per fare un &#8220;lavoro&#8221; è sempre quello classico, cioè piantare dietro l&#8217; orecchio un cono di piombo rivestivo in rame largo 7,62 mm che viaggia a 800 metri al secondo. Sfortunatamente nel bagaglio è difficile che ci sia l&#8217; &#8220;attrezzatura&#8221; necessaria ed è difficile procurasela in loco. Anche il classico colpo di pistola alla nuca è efficace nella maggior parte dei casi ma non tutti si portano il &#8220;ferro&#8221; in vacanza.  Dopo lo sparo è bellissimo respirare a pieni polmoni l’ odore di cordite.  L’ odore di cordite è tra i miei preferiti e se dovessi stilare una classifica degli odori sarebbe questa:</p>
<p> 1 – Odore di macchina nuova</p>
<p>2 – Odore di passerina… se però la passera non viene lavata da alcuni giorni l’ odore è tale da salire al primo posto in classifica. Niente al mondo è meglio dell’ odore di una passera non lavata da alcuni giorni Per questo è utile farsi crescere i baffi: dopo aver fatto sesso orale attivo, anche dopo un ora, basta respirare col naso per sentire l’ odore della passera che è rimasto impregnato nei baffi.</p>
<p>3 – Odore di cordite</p>
<p> Tornando alla pistola, bisogna aprire una parentesi. Il mondo si divide in fanatici delle automatiche e fanatici dei revolver. Chi ama le automatiche si sente sicuro per via dei 15 colpi nel caricatore. Cos&#8217;è, dovete andare in guerra forse? Nel 90% dei casi sono i primi 3 colpi quelli che contano. I fanatici dei revolver si sentono sicuri per l&#8217; assoluta affidabilità di queste armi. Non si inceppano mai, non bisogna perdere tempo per incamerare una cartuccia o togliere la sicura (i revolver sono sprovvisti di sicurezza ordinaria). Si tratta di frazioni di secondo, certo, ma quando si è nella merda possono fare la differenza. Con una pistola a tamburo quando si tira il grilletto parte il colpo. Sempre. Per questo motivo un revolver non dovrebbe mai essere dato in mano a bambini di età inferiore ai 36 mesi. E se pensate che una .38 Special 2&#8243; (quella dei detective americani dei vecchi film) sia poco più che un giocattolo, è perchè nessuno vi ha mai messo in bocca la canna di una di queste armi. Non voglio dire che io sia un fanatico delle pistole a tamburo. Per me basta che funzioni, ma se proprio mi trovassi costretto a scegliere, allora forse preferirei un&#8217; automatica. Ma solo per un fatto culturale, dato che la prima che ho usato era di questo tipo.</p>
<p>Quando si è all&#8217; estero e c&#8217; è bisogno di una pistola, il mezzo più sicuro per procurarsene una è rubarla ad una guardia giurata. Bisogna fare attenzione a non confondere le uniformi delle guardie con quelle dalla Polizia, però. Una guardia giurata in genere non ha la minima preparazione al combattimento e non sarebbe quasi mai capace di sparare a qualcuno. Non ha probabilmente neanche qualche rudimentale nozione di difesa personale, mentre un agente della Polizia di Stato non ci penserebbe 2 volte per piantarvi una pallottola in fronte, quindi fate attenzione.</p>
<p>Una guardia giurata la si attira in un tranello, gli si da una bella botta (poi se vi interessa vi spiego anche la tecnica migliore per rompere un naso) ed ecco una pistola gratis! Verificarne sempre le condizioni: cartucce nel caricatore, eventuale colpo in canna, buon funzionamento delle parti meccaniche (questo fatelo ad arma scarica!). Se non siete esperti nel maneggiare un&#8217; arma da fuoco probabilmente sarà più pericoloso per voi che per la vostra vittima, quindi vi conviene valutare altre possibilità. Aver visto tutta la serie di &#8220;Arma Letale&#8221; con Mel Gibson non vi qualifica come esperti di armi: fate molta attenzione, e dico sul serio. Le armi non sono pericolose, le persone si. Io vi ho avvisati.</p>
<p> Si può tagliare la gola alla propria vittima. Sapete come si taglia la gola a qualcuno? L&#8217; avete mai fatto? Non è come si vede nei film. Se vi limitate a recidere una carotide o anche la trachea e basta, l&#8217; animale farà un bel casino per almeno un minuto prima di crepare. Non si muore subito, quindi se volete fare un lavoro silenzioso il metodo da impiegare è il seguente: si arriva silenziosamente da dietro, con la mano sinistra tirate la vostra vittima sotto il mento contro di voi. Immediatamente iniziate a lavorare con la destra. Non è necessario avere un coltello tipo “Rambo”, va bene anche un coltello da bistecca, purchè sia sufficientemente affilato. Non un singolo taglio netto, ma piuttosto dovete immaginarvi di affettare un salame. Continuare ad affettare fino ad arrivare con la lama contro le vertebre e se possibile continuare a segare. Arrivare a staccare quasi completamente la testa dal corpo può considerarsi un lavoro ben fatto. Se avrete lavorato bene il malcapitato non avrà emesso neppure un suono. Se non l&#8217; avete capito, non ho fatto sempre l&#8217; impiegato&#8230;</p>
<p>Il sangue umano però ha la pessima abitudine di infilarsi dappertutto, sui vestiti, sotto le unghie&#8230; Se qualcuno vi ha visti insieme alla vostra vittima vi beccheranno: anche la più microscopica traccia di sangue vi incastrerà. Io ho sempre pensato che convenga fare un lavoro pulito: è meglio strangolare. Tra l&#8217; altro io possiedo una preparazione specifica sugli strangolamenti. Se però chi dovete fare fuori è grosso il doppio di voi dategli prima una bella botta sulla nuca. Un estintore va benissimo in questi casi. Ma anche un batticarne, anche se è difficile che qualcuno se lo porti in vacanza. </p>
<p>Passiamo ora alla parte più difficile: nascondere il corpo. Cioè, non pensate che uccidere sia facile, o meglio, qualcuno si diverte a farlo, io no. Aspettatevi incubi con risvegli in piena notte in ogni caso. Come dicevo la parte difficile dal &#8220;lavoro&#8221; in un hotel è quella finale. Voi potreste anche lasciare il corpo nella stanza ma verrebbe subito ritrovato, e se appena appena qualcuno vi ha visti in compagnia della vittima sarete i principali indiziati. Se non siete addestrati a resistere in un interrogatorio crollerete dopo 2 minuti. Per questo motivo il cadavere fa fatto sparire. In alcuni film si prende il corpo, lo si fa a pezzi e lo si porta in valigia in un posto isolato e lo si seppellisce. Non mi sento di consigliarvi questo metodo. Nemmeno scioglierlo nell&#8217; acido nella vasca da bagno è di facile realizzazione. I metodi migliori sono 2.</p>
<p> Metodo 1:</p>
<p>Si prende il carrello che usano le cameriere al piano, ci si infila il cadavere e lo si nasconde nelle lenzuola sporche. Poi si scende fino nel seminterrato dove si trova la lavanderia. E&#8217; importante agire la mattina prestissimo, diciamo alle 4. Qui troverete anche gli spogliatoi del personale che lavora in hotel. A questo punto impossessarsi delle chiavi dell&#8217; auto di uno di questi. Adesso risulta piuttosto facile caricare il pacco, e allontanarsi con la macchina. Non girate alle 4 notte con gli occhiali da sole se non volete attirare l&#8217; attenzione! Fate un paio di chilometri, parcheggiate, mettete il corpo al posto di guida e incendiate l&#8217; auto. Naturalmente dovete togliere al cadavere qualsiasi cosa possa aiutare nell&#8217; identificazione. L&#8217; auto è importante che sia a benzina e non diesel, perchè dovrete aspirarne una decina di litri dal serbatoio ed inondare l&#8217; abitacolo. E adesso tornate in hotel e fatevi una bella doccia. Se avrete fatto un buon lavoro potrete tornare a casa tranquilli, diversamente ce l&#8217; avrete nel culo. Non dico che sia la cosa più facile del mondo ma non è neppure difficilissimo.</p>
<p> Metodo 2:</p>
<p>Uguale al metodo 1 fino al seminterrato. Raggiungete le cucine dell&#8217; hotel, fate a pezzi il corpo ed infilate i tranci nel tritacarne (comprese le ossa). Gli hotel grandi sono dotati di tritacarne formidabili. Raccogliete il macinato in contenitori per alimenti e infilateli nel frigo. Non mangiate polpette o simili nei giorni seguenti nel ristorante dell’ hotel. </p>
<p>Personalmente prediligo il metodo 2, se non altro perchè mi diverte pensare alle gente nel ristorante, anche se con questo non intendo dire che sia il metodo migliore. Ognuno deve essere in grado di valutare la situazione e di trovare il metodo migliore.</p>
<p>Naturalmente in questo breve racconto ho fatto solo alcuni esempi; esistono molti altri modi, certamente più professionali,  ma io mi sono quasi sempre dovuto arrangiare con quello che avevo. E&#8217; chiaro che 1 kg di semtex mi avrebbe facilitato di molto la vita in alcune occasioni (non si pone più il problema di far sparire il corpo, perchè la sparizione è compresa nel prezzo!), ma ho quasi sempre dovuto farne a meno. </p>
<p>Torniamo alla nostra vacanza. Passiamo i restanti giorni cazzeggiando e per fortuna nessuno ha occupato il mio lettino con il suo telo. Mi piace vedere che ci sono donne non più giovanissime che si mettono in tanga e topless. Il fatto è che hanno le tette cascanti, il culo lardoso e cosce cellulitiche. Misteri della vita&#8230; </p>
<p>Quando arriva il momento di ripartire il ritardo stavolta è imprecisato, cioè siamo li come coglioni ad aspettare ma nessuno ci sa dire a che ora. Alla fine dopo un paio di ore di attesa ci portano all&#8217; aereo. Doveva trattarsi di uno scherzo. Per forza&#8230; Il nostro bellissimo Airbus dell&#8217; andata era sparito e al suo posto c&#8217;era questa specie di cartone animato volante. Uno scassatissimo MD80 di una compagnia che non avevo mai sentito nominare prima: ITALI. Era bianco con dipinte delle nuvole nere che sembravano le chiazze di una frisona. Lo so che statisticamente il Mad Dog (come viene chiato il Super80) è uno degli aerei più sicuri ma non eravamo molto tranquilli. C&#8217; erano persino ancora i posacenere incorporati nei braccioli ed erano ancora marchiati Alitalia! Chiaramente la nostra compagnia di bandiera si è disfatta di questi rottami e li ha svenduti a varie compagnie sfigatissime. Adesso sugli aerei c&#8217; è una porta con combinazione che separa i 2 cazzoni dai passeggeri (perchè dopo l&#8217; 11/9 ecc. ecc.). Qui no: c&#8217; era solo una tenda. Chiunque poteva andare la davanti, sedersi, e decidere di schiantarsi contro un palazzo. Fanculo.</p>
<p>Quando arriviamo a Verona mi tocca trascinare le valige al pulmino che ci avrebbe portati al parcheggio. Ero sudato, incazzato perchè la vacanza era finita e stanco. Arriva uno stronzetto, uno di quelli con le magliette aderenti, gli occhiali da sole enormi, ed una specie di borsetto a tracolla. Mi ha urtato e non mi ha neppure chiesto scusa. Ero al limite. &#8220;Bello!&#8221; Non si è girato ma continuava a ridacchiare con una troietta in sua compagnia. &#8220;Lascialo stare&#8221; ha detto mia moglie che aveva previsto cosa stava per accadere. Non gli ho più detto nulla, gli sono andato di fronte e con la massima calma gli ho messo tutte e due le mani dietro la nuca, come se volessi mettergli la lingua in bocca. Con tutta la forza ho contemporaneamente tirato le braccia e spinto la testa in direzione del suo setto nasale. Il tutto è durato meno di un secondo.</p>
<p>L&#8217; ho lasciato per terra a sanguinare come un maiale e sono tornato a casa con mia moglie e la mia bambina.</p>
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