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	<title>Travelsmart &#187; Mini Guide</title>
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	<description>Idee per viaggi intelligenti</description>
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		<title>Parliamo ancora di Ryanair Cash Passport</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Collalti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sicuramente avrete letto tutti il post relativo alla Ryanair Cash Passport, ebbene, è giunto il momento di aggiornarci su questa benedetta carta.
Eravamo rimasti che tutti i NON possessori di passaporto, l’avrebbero preso in quel posto, perché impossibilitati a compiere la procedura d’acquisto, ma dal gennaio 2012 a quanto pare, Ryan ha fatto un passettino indietro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente avrete letto tutti il post relativo alla <a href="http://www.travelsmart.it/2011/12/parliamo-di-ryanair-cash-passport/"><em><strong>Ryanair Cash Passport</strong></em></a>, ebbene, è giunto il momento di aggiornarci su questa benedetta carta.</p>
<p>Eravamo rimasti che tutti i NON possessori di passaporto, l’avrebbero preso in quel posto, perché impossibilitati a compiere la procedura d’acquisto, ma dal gennaio 2012 a quanto pare, Ryan ha fatto un passettino indietro, <strong>ed ora</strong> <strong>permette a chiunque sia in possesso di Carta d’Identità di procedere all’acquisto</strong>!</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2012/02/DSC00385.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4008" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2012/02/DSC00385.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><em>Photo Credit: Andrea Collalti</em></p>
<p>Anche noi poveri derelitti senza passaporto potremo acquistare questa mitologica tesserina, (forse)!</p>
<p>Ora vi spiego come, perché la procedura differisce da quella classica di richiesta con passaporto, andiamo con ordine:</p>
<p><span id="more-4007"></span></p>
<p>1)      Dovete prima di tutto essere in possesso di una Carta d’Identità <span style="text-decoration: underline">valida e leggibile</span></p>
<p>2)      Procuratevi un Certificato di Residenza o una bolletta di luce/gas/acqua <span style="text-decoration: underline">A VOSTRO NOME</span> o un recente estratto conto bancario</p>
<p>3)      Scannerizzate Carta d’Identità + Certificato di Residenza o bolletta o estratto conto</p>
<p>4)      Scaricate da questa pagina <a href="http://www.cashpassport.com/1/it/Ryanair-Italia/Acquisto-della-carta-/documenti/">http://www.cashpassport.com/1/it/Ryanair-Italia/Acquisto-della-carta-/documenti/</a> il modulo di richiesta della carta, è un documento Word (.doc)</p>
<p>5)      Stampate il modulo, compilatelo, firmatelo e scannerizzatelo</p>
<p>6)      Scrivete una mail con i vostri dati dove specificate che state richiedendo la Ryanair Cash Passport</p>
<p>7)      Inviate la mail con allegati i documenti scansionati, compreso il modulo di richiesta, a  <a href="mailto:cardservices@accessprepaidww.com">cardservices@accessprepaidww.com</a></p>
<p>8)      Attendete istruzioni, che vi saranno impartite entro 24h, (ma è un tempo variabile)</p>
<p>Se la richiesta andrà a buon fine, riceverete questa mail:</p>
<p><em>Gentile XXXXXXXXX</p>
<p>Grazie per averci inviato la richiesta e relativa documentazione.</p>
<p>Siamo lieti di confermarle che la richiesta e’ stata approvata, prima che venga effettuata la spedizione della carta abbiamo bisogno di un importo iniziale caricato sulla carta.</p>
<p>Il numero d&#8217;ordine è: xxxxxxxx</p>
<p>Si prega di trasferire l&#8217;importo iniziale di carico tramite bonifico bancario sul seguente conto bancario:</p>
<p><strong>Banca Dettagli: Royal Bank of Scotland<br />
Beneficiario / beneficiario: Access Prepaid Worldwide Ltd<br />
Numero di conto IBAN: GB32ABNA40503040220729<br />
BIC (SWIFT): ABNAGB2L<br />
</strong><br />
Si prega di menzionare il suo numero d&#8217;ordine nel campo causale.</p>
<p>L&#8217;importo minimo ricaricabile è di Euro175<br />
L&#8217;importo massimo ricaricabile è di Euro 1500</p>
<p>INFORMAZIONI IMPORTANTI:<br />
Per permetterci di elaborare l&#8217;ordine il più velocemente possibile si prega di leggere attentamente le seguenti informazioni:</p>
<p>• Possiamo accettare accreditamenti solo da un conto bancario italiano a lei intestato, pagamenti da parte di terzi non verranno accettati.</p>
<p>• Vi è una commisione di € 10,00 per l&#8217;acquisto della carta Ryanair Cash Passport. Questa sarà addebitata all&#8217;importo caricato inizialmente. Bisogna assicurarsi che nel proprio conto vi siano fondi a sufficienza per coprire il costo totale della carta.</p>
<p>• Come ringraziamento per aver acquistato la carta, le offriamo un voucher del valore di € 10 per il primo volo che acquisterà sul sito </em><a href="http://www.ryanair.com/" target="_blank"><em>Ryanair</em></a><em> </em><em>utilizzando la carta Carta Ryanair Cash Passport (soggetto ai termini e alle condizioni). Il voucher sará incluso con la sua Carta Cash Passport Ryanair</p>
<p>Una volta ricevuto il pagamento, le invieremo un messaggio/ e-mail di conferma. Riceverà la sua Carta Cash passport Ryanair insieme con il voucher entro 8 giorni lavorativi.</p>
<p>Grazie per il suo ordine di acquisto</em></p>
<p><em></p>
<p></em>Avete letto bene??? Rileggete attentamente questo punto:</p>
<p><em>Possiamo accettare accreditamenti <span style="text-decoration: underline">solo da un conto bancario italiano a lei intestato, pagamenti da parte di terzi non verranno accettati</span></em></p>
<p>Vi stanno girando i coglioni a elica??!! Bene, significa che anche voi, come me, siete degli sfortunati (o fortunati visti i tempi), NON possessori di un conto corrente bancario personale!! E così, ancora una volta veniamo sodomizzati alla grande!!</p>
<p>Se invece avete un vostro conto bancario, procedete come da istruzioni, col bonifico, attendete fiduciosi l’arrivo della carta direttamente a casa vostra e infine attivatela chiamando il numero verde <strong>800 784 451</strong>.</p>
<p>Per adesso non ho trovato un modo per aggirare questa cosa del conto corrente bancario personale, quindi ho fatto fare la Cash a <em>Foxy</em> e la stiamo aspettando trepidanti, tra una cosa e l’altra non arriverà prima di 15/20 giorni, tempi tecnici.</p>
<p>Vi mostro anche una mail che il servizio clienti mi ha scritto, in un italiano piuttosto sconnesso, quando ho chiesto se era possibile acquistare voli con una <em>Cash Passport</em> intestata ad un titolare assente nella prenotazione, il famoso zio:</p>
<p><em>Gentile Signor XXXXXXXXXX</em></p>
<p><em>La ringraziamo per averci contattato.</em></p>
<p><em>Se lei ha acquistato biglietti per parenti e amici pur non essendo lei stesso nella prenotazione, quindi se Mario Rossi desidera acquistare un biglietto per Paolo Bianchi, puó farlo tranquillamente anche se Mario Rossi non compare nell&#8217;acquisto.</em></p>
<p><em>Al momento dell&#8217;acquisto, pagando con La carta Ryanair CashPassport, lei risparmierá perche&#8217; non pagherá le commissioni.</em></p>
<p><em>Spero che le risposte finora siano state esaudienti.</em></p>
<p><em>Voglia gradire I nostri coriali saluti.</em></p>
<p><em>CARD SERVICES.</em></p>
<p>Dunque, confermo ancora una volta che la cosa migliore è far acquistare sta cazzo di carta a sto cazzo di zio rincoglionito e poi usarla noi per i nostri porci comodi!!</p>
<p>Stay tuned per ulteriori aggiornamenti, che questa storia non finisce qua… vi anticipo che probabilmente c’è un modo per evitare i <strong>3€</strong> di commissione di ricarica…</p>
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		<title>Condividere on line le proprie foto (di viaggio e non): 5 ottime alternative a Flickr</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 07:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi dico subito che io possiedo un account pro su Flickr, ma solo perchè Flickr è Flickr&#8230; Dato che nell&#8217;era delle foto digitali non ci dobbiamo più preoccupare dei costi delle pellicole, ci ritroviamo con migliaia di foto digitali che vogliamo condividere con gli amici o con tutto il mondo. Flickr, pur essendo il più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Vi dico subito che io possiedo un account pro su Flickr,</strong> ma solo perchè Flickr è Flickr&#8230; Dato che nell&#8217;era delle foto digitali non ci dobbiamo più preoccupare dei costi delle pellicole, ci ritroviamo con migliaia di foto digitali che vogliamo condividere con gli amici o con tutto il mondo. Flickr, pur essendo il più noto sito di photo sharing (con funzioni illimitate solo se acquista un account pro), non è certo l&#8217;unico ad offrire ottimi servizi, e magari gratis.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/polaroid.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-463" title="polaroid" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/polaroid.jpg" alt="polaroid" width="500" height="470" /></a></p>
<p>Di siti per condividere immagini sul web ne esistono centinaia, ma io voglio parlarvi brevemente di questi 5 siti che sono carini, carini e davvero validi. Ovvio che poi voi ci dovete caricare le foto dei vostri viaggi! <span id="more-462"></span></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Ovi</span></strong></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/ovi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-464" title="ovi" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/ovi.jpg" alt="" width="500" height="392" /></a></p>
<p><a href="http://www.ovi.com/" target="_blank">Ovi </a>è il sito di Nokia per condividere foto e molto altro. Con il vostro smartphone potete inserire direttamente le foto dal vostro telefono, ma&#8230; potete creare un account gratuitamente anche se non avete un cellulare Nokia! Una volta registrati potete inserire tutte le foto che volete direttamente dal vostro pc, creare album, gestire la privacy (potete decidere chi può vedere un determinato album) e scaricare le foto nelle dimensioni originali. Facile ed intuitivo.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Photobucket</span></strong></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/photobucket.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-465" title="photobucket" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/photobucket.jpg" alt="" width="500" height="305" /></a></p>
<p><strong> </strong> </p>
<p><a href="http://photobucket.com/" target="_blank">Photobucket </a>è un altro sito molto noto per la condivisione di immagini. L&#8217;account gratuito ha un limite di 500 mb, ma se le foto non vengono lasciate nelle dimensioni originali, è possibile caricarne parecchie. Per ogni album che si crea si può decidere se lasciarlo privato, quindi visibile solo dal proprietario, o se renderlo pubblico. Ogni immagine ha un link per la condivisione sui social network. Per chi non ha troppe pretese&#8230; </p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Picasa</span></strong></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/picasa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-466" title="picasa" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/picasa.jpg" alt="" width="500" height="304" /></a></p>
<p><a href="http://picasa.google.it/" target="_blank">Picasa</a> = Google! Il servizio di photo sharing della grande G offre un giga di spazio e le foto possono essere organizzate in album, taggate, linkate, viste a tutto schermo, condivise, e poi si può anche inserire la località dello scatto per la visualizzazione su Google Maps. Ovvio, no? Necessario un account Google, che voi certamente già avrete. Picasa inoltre dispone di un software scaricabile gratuitamente per la gestione delle immagini.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Snapixel</span></strong></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/snapixel.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-467" title="snapixel" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/snapixel.jpg" alt="" width="500" height="346" /></a></p>
<p><a href="http://www.snapixel.com/" target="_blank">Snapixel</a> offre 5 gb di spazio nella versione free ed è un sito estremamente facile da usare, e ricorda in qualche modo Flickr. A mio avviso davvero ottimo, e se a qualcuno interessa è anche possibile vendere le proprie foto.</p>
<p><strong> </strong> </p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Webshots</span></strong></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/webshots.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-468" title="webshots" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/webshots.jpg" alt="" width="500" height="383" /></a></p>
<p> <a href="http://www.webshots.com/" target="_blank">Webshots</a> nella versione free offre spazio per 1000 foto, più 100 per ogni mese di iscrizione. Le foto sono organizzabili in album ed è possibile impostare la privacy. La pubblicità è un po&#8217; invadente, ma vengono forniti, links per la condivisione sui social ed anche le statistiche di visione delle proprie immagini.</p>
<p>Vi avrei anche voluto parlare di <a href="http://it.zooomr.com/" target="_blank">Zooomr</a>, un altro fantastico sito di photo sharing, ma al momento le iscrizioni sono chiuse per lavori al sito (anche se è possibile visualizzare tutte le foto caricate). L&#8217;apertura per le nuove iscrizioni dovrebbe avvenire nei primi mesi del 2010. Voglio però suggerirvi una sesta, validissima alternativa per condividere le proprie foto personali: il proprio sito web!</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/jalbum.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-469" title="jalbum" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/jalbum.jpg" alt="" width="500" height="385" /></a></p>
<p>Avendo a disposizione uno spazio web (gratuito o a pagamento) ed utilizzando  <a href="http://jalbum.net/software;jsessionid=15hs7y3bgidt3" target="_blank">jalbum</a>, è possibile creare bellissimi album fotografici e pubblicarli nel proprio spazio. Queste, come ripeto, sono sono alcuni dei servizi on line, perchè ne esistono molti altri. Buon divertimento!</p>
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		<title>Fuerteventura: parked beside the ocean &#8211; Info tecniche</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 08:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Collalti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il periodo migliore dell’anno per trascorrere un periodo alle Canarie è ottobre, l’oceano Atlantico durante questo mese, raggiunge la sua massima temperatura annuale, sui 23°. Il clima invece è pressoché invariato durante tutto l’anno; massime di 30° e minime sui 20°. In pieno inverno queste temperature possono scendere di qualche grado, ma in definitiva fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il periodo migliore dell’anno per trascorrere un periodo alle </strong><strong>Canarie</strong><strong> è ottobre, l’oceano </strong><strong>Atlantico</strong><strong> durante questo mese, raggiunge la sua massima temperatura annuale, sui 23°. Il clima invece è pressoché invariato durante tutto l’anno; massime di 30° e minime sui 20°</strong>. In pieno inverno queste temperature possono scendere di qualche grado, ma in definitiva fa sempre piacere stare su queste isole, è eternamente primavera.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/10/DSC08184.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3070" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/10/DSC08184.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><em>Photo Credit: Andrea Collalti</em></p>
<p>Questa è la mia seconda visita delle Canarie, dopo aver goduto di una splendida settimana a marzo in quel di <strong><a href="http://www.travelsmart.it/2010/03/gran-canaria-con-tappa-a-girona-diario/">Gran Canaria</a></strong>, ora è la volta di <strong>Fuerteventura</strong>, a detta di molti, l’isola più bella dell’arcipelago.</p>
<p>Il tour operator che organizza il viaggio è sempre lo stesso, “<strong><em>me stesso</em></strong>”, i partecipanti 2, <span style="text-decoration: underline">io e la mia fidanzata</span>.</p>
<p><span id="more-3069"></span></p>
<p><strong>COME RAGGIUNGERE L’ISOLA (fase organizzativa N°1)</strong></p>
<p>La prima cosa da fare è capire come coprire i 3000 km circa che ci dividono dall’arcipelago canario; io ormai vado sul sicuro, ovvero mamma <em><a href="http://www.ryanair.com/it">Ryanair</a></em>, che fino ad oggi, dopo circa una 60ina di voli, non mi ha mai tradito (sgrat sgrat).</p>
<p>Ovviamente da Roma non c’è un volo diretto su Fuerteventura, occorre triangolare, in questo caso la scelta più logica è effettuare un <strong>Roma – Madrid – Fuerteventura</strong>.</p>
<p>Conosco qualcuno che avrebbe fatto Roma – Glasgow – Fuerteventura, ma non voglio fare nomi…</p>
<p>Abbiamo delle date esatte da rispettare<strong>, 6 / 14 ottobre</strong>, non possiamo sforare, causa ferie.</p>
<p>L’acquisto dei voli non va fatto d’impulso, va ponderato e soprattutto occorre avere pazienza.</p>
<p>Ho cominciato a monitorare giornalmente il sito della Ryanair ad inizio settembre e dopo circa 15 giorni ho concluso con successo la prima fase organizzativa del viaggio, spendendo <strong>34€</strong> a persona per tutti e 4 i voli, una media di circa <strong>8€</strong> a volo, non male eh.</p>
<p>Il segreto sta nel non acquistare tutto subito, ma prendere solo i posti eventualmente in offerta, in pratica  ho acquistato tutti i voli separatamente a distanza di giorni, usufruendo di offerte diverse.</p>
<p>Gli orari non sono proprio perfetti, ma nemmeno così drammatici:</p>
<p><strong><em>Roma – Madrid 18.05 – 20.35 (6ott)</em></strong></p>
<p><strong><em>Madrid – Fuerteventura 06.45 – 08.45 (7ott)</em></strong> [alle Canarie sono un’ora indietro rispetto a noi]</p>
<p><strong><em>Fuerteventura – Madrid 09.30 – 13.45 / Madrid – Roma 17.55 – 20.20 (14ott)</em></strong></p>
<p><strong>COME MUOVERSI SUL POSTO (fase organizzativa N°2)</strong></p>
<p>Dato che si va su un’isola, per di più semi deserta come Fuerteventura, è cosa buona e giusta procurarsi un mezzo di locomozione per scorazzare allegramente a ridosso di ogni precipizio si voglia.</p>
<p>Per risparmiare occorre prenotare precedentemente  on-line, non arrivare sul posto come coglioni e cercare il primo baracchino di turno nell’aeroporto, magari della Hertz, spendereste il triplo! Parlo per esperienza perché una volta anche io ero un &#8220;testicolone&#8221;, poi si impara ad esserlo meno con l’esperienza.</p>
<p>Per la prima volta, dopo le esperienze positive di <strong>Ibiza, Gran Canaria e Maiorca</strong>, NON mi avvalgo del broker <a href="http://www.doyouspain.com/">www.doyouspain.com</a> a causa di un costo di noleggio misteriosamente alto.</p>
<p>Il più competitivo in assoluto è <strong>l’Orlando Rent a Car</strong>, <a href="http://www.orlandorc.net/">http://www.orlandorc.net/</a> , che al costo di <strong>102€</strong> ci “dona” un’auto di categoria B, full insurance, per 7 giorni, una media di <strong>14€</strong> al giorno a fronte dei 25 ed oltre di altre compagnie.</p>
<p>Particolare da non sottovalutare è che per prenotare non occorre inserire dati sensibili, carte, numeri di voli; bastano nominativo e date di ritiro/consegna. La carta di credito è necessaria al momento del ritiro e del contestuale pagamento dell’auto.</p>
<p>Procedo con la prenotazione circa 15 giorni prima del nostro arrivo.</p>
<p>La Orlando non ha la propria filiale all’interno dell’aeroporto di Fuerteventura, c’è un loro incaricato che fa la spola tra il loro ufficio e il parcheggio dell’aeroporto ogni 30 minuti, con un pulmino bianco.</p>
<p>Abbiamo atteso circa 15 minuti nel parcheggio e il tizio è arrivato.</p>
<p>L’ufficio/garage è a 5 minuti di tragitto. Per tornare in aeroporto ci sarà sempre lo stesso tizio ad aspettarvi.</p>
<p>L’auto che ci viene assegnata è una <strong>Nissan Micra</strong> grigia. Io volevo una Smart, ma sarebbe stato come andare in giro con un aquilone dato il vento che imperversa sull’isola! Poi con le strade che ci sono … la macchina si è dimostrata all’altezza, tranne in un punto in cui abbiamo rischiato di precipitare in una scarpata, ma questo lo leggerete nel diario.</p>
<p>Assieme al costo del noleggio ci viene fatto pagare anche il pieno, <strong>50€</strong>, che per quanto costa la benzina sull’isola è eccessivo, (0.80 cent/lt), ma vabbè, ci sta.</p>
<p>Ricapitolando: <strong>152€, 7gg, Nissan Micra, full insurance (compreso 2°driver, vetri e gomme).</strong></p>
<p>p.s.</p>
<p><em>Per coloro che non hanno una carta di credito, ci sarebbe una compagnia che non la richiede e pare sia possibile prenotare on-line con una semplice Postepay, la <strong>Payless</strong>, </em><a href="http://www.paylesscar.com/"><em>http://www.paylesscar.com/</em></a><em> , per chi è interessato mi sembra una cosa buona. Ovviamente il costo del noleggio sarà più alto.</em></p>
<p><strong>DOVE ALLOGGIARE (fase organizzativa N°3)</strong></p>
<p>Prenotati voli e auto, resta la cosa più divertente da fare, ma anche più delicata: prenotare l’alloggio.</p>
<p>Dato che saremo a <strong>Madrid</strong> la sera del 6 ottobre alle 20.30 circa, la scelta di cosa fare è abbastanza variegata, ma bisogna tenere da conto che non ci sono collegamenti notturni <strong>Madrid – Barajas</strong>, la metro chiude all’una e 30 e riapre alle 06.00. Queste le opzioni:</p>
<p>1)      Lasciamo i bagagli al left luggage dell’aeroporto al costo di 14€ (conta 2 trolley e 2 giorni perché c’è di mezzo la mezzanotte), prendiamo la metro e andiamo alla <strong>Puerta del Sol</strong> fino all’una di notte per poi rientrare in aeroporto con l’ultima metro e barboneggiare fino al mattino prima dell’imbarco</p>
<p>2)      Andiamo in centro, facciamo quello che dobbiamo fare ed alloggiamo in un hostallaccio da 30€ per poi prendere un taxi la mattina alle 05.00 al costo di ulteriori 40€.</p>
<p>3)      Si barboneggia tristemente dalle 20.30 alle 06.00 in aeroporto, che resta aperto di notte, spendendo 0€</p>
<p>4)      Si prenota un hotel nelle immediate vicinanze dell’aeroporto, possibilmente con servizio navetta incluso</p>
<p>Cosa fare?????</p>
<p><em>???? ????</em></p>
<p>Chiunque mi conosce metterebbe le palle su fuoco sull’opzione 3, ma stavolta se le arrostirebbe!!</p>
<p>Contravvenendo alla prima regola del viaggiatore low cost “<em>non buttare soldi inutilmente quando puoi fare altrimenti</em>” , prendiamo la decisione di prenotare un hotel nei dintorni dell’aeroporto, in modo tale da poter dormire, (poco), liberarci dai bagagli e fare un giro, almeno per cenare tranquillamente.</p>
<p>Dopo una selezione accuratissima, individuo ciò che fa per noi: gli appartamenti <strong><em>Suites Kris Aeropuerto</em></strong>, <a href="http://www.krishoteles.com/hoteles/k_aeropuerto/aeropuerto.htm">http://www.krishoteles.com/hoteles/k_aeropuerto/aeropuerto.htm</a> , naturalmente prenoto tramite <a href="http://www.booking.com/">www.booking.com</a> . C’è un rapporto qualità/servizio/prezzo/location ineguagliabile.</p>
<p><span style="color: #ff0000">MINI REVIEW &#8211; SUITES KRIS AEROPUERTO ***</span></p>
<p>Sono situati a 6 minuti (cronometrati) di pulmino dall’aeroporto e a 200 metri dalla struttura, si trova un enorme centro commerciale, il <strong>Plenilunio</strong>, aperto fino all’una di notte ai piani superiori, con bowling, cinema, locali e soprattutto il celeberrimo <strong>100Montaditos</strong>, il mio fast food spagnolo preferito!</p>
<p>La navetta è GRATUITA! Una volta usciti dagli Arrivi del Terminal 1 (quello che utilizza Ryanair), basta dirigersi alla fermata dei pulmini degli hotel, dove ne convergono continuamente a decine, telefonare in reception e aspettare 10 minuti il tizio.</p>
<p>Per la mattina seguente abbiamo prenotato il pulmino delle 05.30, che alle 05.36 ci ha scaricati davanti le Partenze del Terminal 1.</p>
<p>Il Kris non è un hotel, è una sorta di residence gigantesco con moltissimi appartamenti tutti identici.</p>
<p>Il nostro è al secondo piano, pulitissimo e anche figo! Con una cucina iper completa, addirittura c’è la lavastoviglie, un salotto moderno con lcd a muro, wi-fi free, bagno con set doccia per 2, aria condizionata regolabile e camera da letto ampia e confortevole.</p>
<p>Tutto questo per la somma di <strong>55€.</strong></p>
<p>Inclusa nella tariffa, una colazione express (cazzatine e caffè della macchinetta), per chi va via prima delle 07.00 del mattino, altrimenti sarebbe inclusa una normale colazione a buffet.</p>
<p>Sti cazzi oh, è buono, ci ha permesso di passare una bella serata da 100Montaditos e di riposare un po’, comodi e puliti. Non avessimo mai visitato Madrid, avremmo passato la notte in giro in città, ma avendola visitata meno di 2 anni fa, non era così fondamentale fare una passeggiata sulla <strong>Gran Via</strong>.</p>
<p>E’ ovvio che questa è una soluzione comoda per situazioni tipo la nostra, con voli all’alba e tempi stretti. Se dovete passare una settimana a Madrid, andatevene in centro, perché qui non ci sono collegamenti rapidi e la distanza è notevole.</p>
<p>Sistemato l’alloggio madrileno, si passa alla ricerca dell’alloggio a <strong>Fuerteventura</strong>.</p>
<p>Le priorità sono: comodità logistica, pulizia, luogo “vivo”.</p>
<p>Fuerteventura in definitiva ha 3 centri turistici: <strong>Corralejo</strong> a nord, <strong>Caleta de Fustes</strong> al centro sulla costa est e <strong>Morro Jable</strong> a sud nella <strong>penisola di Jandia</strong>. E non credete che ci sia chissà cosa nella capitale, <strong>Puerto del Rosario</strong>, non c’è un cazzo di nulla.</p>
<p>La scelta è caduta sulla location centrale, <strong>Caleta de Fustes</strong>, principalmente perché posta geograficamente in posizione eccellente; 40 minuti da Corralejo ed El Cotillo, 10 dall’aeroporto, 60/70 da Jandia, 30 circa da Betancuria e tutto il tour centrale. In pratica si è comodi per raggiungere qualunque spiaggia o paese si voglia, senza passare ore ed ore in auto.</p>
<p><strong>Caleta de Fustes</strong> sui cartelli stradali è indicata come <strong>El Castillo</strong>, è un centro turistico totalmente artificiale, anche la spiaggia è finta (è importata), dotato di tutti i confort per passare una settimana senza annoiarsi, soprattutto la sera. Dei 3 centri turistici è il più piccolo, ma include: 3 shopping center, un disco-pub, svariati market (tra i quali 3 Hyper Dino), un cinema, un bowling e una spiaggia attrezzata. La sera si gira serenamente a piedi. Non è certo il paese dei balocchi! Come <strong>Gran Canaria</strong>, anche <strong>Fuerteventura</strong> è invasa prevalentemente da attempati turisti nordici, con la differenza che qui c’è anche un’alta presenza di famiglie con bimbi piccoli al seguito.</p>
<p>Alloggeremo al  <strong><em>Castillo Playa</em></strong>.</p>
<p><span style="color: #ff0000">MINI REVIEW – CASTILLO PLAYA **</span></p>
<p><a href="http://www.castilloplaya.es/">http://www.castilloplaya.es/</a> , prenotato sempre su booking.com. Gli appartamenti-bungalow sono molto carini, il complesso è raccolto intorno ad una piscina, c’è un market interno, un bar, una palestra all’aperto, una sauna e il posteggio nelle immediate vicinanze, gratuito, come sono gratuiti tutti i parcheggi di Fuerteventura.</p>
<p>La spiaggia dista 3 minuti a piedi, è dietro l’angolo, ma non è certo la migliore dell’isola. La sera si raggiunge comodamente la zona pub/locali, distante meno di 400 metri. Per la spesa c’è un Hyper Dino a pochi passi o se si vuol risparmiare un pochino, bisogna prendere l’auto e fare un paio di km fino all’Eurospar del centro commerciale Atlantico.</p>
<p>Gli appartamenti sono completi di tutto ciò che occorre: cucina, bagno con box doccia, tv lcd, patio con 2 lettini da sole e camera da letto con letti singoli separati (come prassi).</p>
<p>L’ambiente è curato, la pulizia giornaliera e il personale fornisce tante mappe dell’isola.</p>
<p>C’è una simpatica colonia di gattoni che mangiano come leoni, tutti belli paciocchi, alcuni si fanno accarezzare, uno me lo sono pure portato in casa una sera.</p>
<p>A differenza di <strong>Gran Canaria</strong>, <strong>Porto Rico</strong>, dove i residence sono scavati nelle montagne ed hanno 100mila piani, qui è tutto in pianura e gli edifici più alti hanno 2 piani. Risulta quindi molto comodo, entrare con le buste dopo la spesa. Sembra una info per vecchi rincoglioniti ma non lo è, fidatevi. Fatevi 4 piani di scale con 2 casse di birra e 30°, poi mi direte se è meglio stare qua o nei residence multipiano!</p>
<p>I difetti che abbiamo riscontrato sono 2, entrambi però, non imputabili al Castillo Playa direttamente, piuttosto al luogo in generale. Il primo difetto; la presenza notturna di parecchi Cucarachas, gli scarrafoni isolani, alcuni dalle dimensioni importanti, parevano kinder cereali con le zampe. Uno la prima sera è entrato in sala e per ucciderlo ho dovuto effettuare diversi lanci della ciabatta, sono fottutamente veloci!</p>
<p>Per neutralizzarli basta munirsi di tubone di apposito veleno, 2.99€ da Hyper Dino e passa la paura.</p>
<p>Il secondo difetto; il festival <strong>di Calete dell’8 e 9 ottobre</strong>. Una cosa assurda. In pratica tutta Fuerteventura si è riunita per 2 sere/notti, in questo enorme spazio all’aperto a poche centinaia di metri dal nostro residence, l’assurdo è che un ominide indefinito ma evidentemente super famoso qui alle Canarie, ha suonato e cantato venerdì e sabato notte, ininterrottamente dalle 21.00 alle 05.30 del mattino!!!! Ma non su una pianola Casio da piano bar, ma su un palco uber attrezzato ed amplificato, nemmeno fosse il fottuto Bob Dylan!</p>
<p>Avrà pippato una montagna di coca, altrimenti sarebbe inspiegabile come abbia potuto tenere botta tutte quelle ore senza <span style="text-decoration: underline">mai</span> fermarsi, facendo musica molto movimentata, mica lenti.</p>
<p>Ha tenuto sveglia mezza isola, maledetto bastardo, spero che la narcotici ti inculi con la sabbia in una notte di luna piena!!</p>
<p>Ma torniamo a noi.</p>
<p>Costo di un appartamento per 2 persone, <strong>7 / 14 ottobre, 182€.</strong> Sono <strong>13€</strong> a testa al giorno, una miseria.</p>
<p>Anche col famoso “senno di poi” riprenoterei qua, ci siamo trovati bene.</p>
<p>Ora posso fare il calcolo esatto delle spese, (a persona), effettuate per questo viaggio:</p>
<p><strong>voli Roma Madrid Fuerteventura a/r – 34€</strong></p>
<p><strong>noleggio auto + benzina – 76€</strong></p>
<p><strong>alloggi X 8 notti – 118€</strong></p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline">TOTALE  228€</span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline">Totale che però ho ammortizzato in parte con l&#8217;acquisto di 3 stecche di Winston Blu a 37€, ho risparmiato quindi 80€ (3.90€ al pacchetto in Italia)!</span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline">228 &#8211; 80 = 148€</span></em></strong></p>
<p><strong>10 COSE DA SAPERE SU FUERTEVENTURA</strong></p>
<p>1)      L’isola è prevalentemente deserta, non andatevi ad impelagare in giri del menga qua e la, se avete pochi giorni a disposizione. Vi dico subito che le spiagge mostruosamente belle sono 3:  <strong>Sotavento</strong> a sud nella <strong>penisola di Jandia</strong>, tutta la zona <strong>dalle dune a Corralejo</strong> nel nord est ed <strong>El Cotillo</strong> a nord ovest, in particolare <strong>Los Lagos</strong>, sono tutte facilmente raggiungibili.</p>
<p>Queste 3 spiagge sono incredibili e l’oceano sembra il mar mediterraneo della Sardegna del sud, inoltre, ad ottobre è anche discretamente caldo ed è possibile fare il bagno senza problemi. Il vento è umano e le onde praticamente inesistenti, sembra di stare in piscina.</p>
<p>2)      Se siete surfisti, puntate <strong>Cofete</strong>, <strong>La Pared</strong> ed <strong>El Cotillo</strong> sotto il castello, le onde vi spazzeranno via!</p>
<p>Se siete amanti del wind surf, a <strong>Sotavento</strong> ci fanno la World Cup da 25 anni, quindi…</p>
<p>3)      Eccetto nel centro di <strong>Puerto del Rosario</strong>, che comunque potete tranquillamente evitare, l’isola non presenta parcheggi a pagamento, tutto gratis, mollate la macchina dove vi pare.</p>
<p>4)      I mezzi pubblici ci sarebbero, ma non ci sono sembrati molto frequenti, alcuni giorni non abbiamo incrociato bus per ore, meglio noleggiare un’auto se non si vuol perdere tempo prezioso o denaro preziosissimo con i taxi.</p>
<p>5)      Non aspettatevi figa a sfare, troiette, puttanai e roba simile. La razza turistica è composta da vecchi, famiglie con bambini piccoli e coppie più o meno giovani. Fuerteventura è un posto tranquillo, sole, oceano, spiagge, relax…</p>
<p>6)      L’aeroporto è di dimensioni medie, all’interno ci sono un Burger King e diversi negozietti. Utile la terrazza fumatori per chi volesse intossicarsi fino all’ultimo secondo prima di decollare.</p>
<p>7)      In alcune zone, molte, il vento è veramente possente, potrebbe fregarvi, come ha fregato me, <em>(leggere il diario per i particolari),</em> portate con voi medicinali vari, date retta.</p>
<p>8)      Le sigarette costano meno di 1/3 di quanto costino in Italia, approfittatene, se non fumate è il momento giusto per cominciare!</p>
<p>9)      La benzina sta a 0.80 cent/lt circa. Nei punti in rettilineo lanciatevi alla velocità del suono con la vostra macchina in affitto con le gomme super lisce!! Yeahhhhh!</p>
<p>10)   <strong>Fuerteventura</strong> dal porto di <strong>Corralejo</strong> dista 20 minuti di aliscafo da <strong>Lanzarote</strong>, volendo potreste fare una bella combo…</p>
<p><em>coming soon&#8230; Diario e Galleria Fotografica</em></p>
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		<title>Come risparmiare tempo cercando un volo low cost? Con RyanMonth!</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 11:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Collalti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[codice iata]]></category>
		<category><![CDATA[easyjet]]></category>
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		<description><![CDATA[Molti mi chiedono quanto tempo passo su internet per raccimolare le offerte ad 1€ e spicci, per trovare le date, le destinazioni, le triangolazioni e via dicendo, quando rispondo: non più di 5 minuti al giorno, solitamente chi è davanti a me resta stupito e tende a darmi del bugiardo.

Ma è così, utilizzando questo fanstastico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Molti mi chiedono quanto tempo passo su internet per raccimolare le offerte ad 1€ e spicci, per trovare le date, le destinazioni, le triangolazioni e via dicendo</strong>, quando rispondo: <em>non più di 5 minuti al giorno</em>, solitamente chi è davanti a me resta stupito e tende a darmi del bugiardo.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/article-1082585-02571998000005DC-141_468x2861.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1357" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/article-1082585-02571998000005DC-141_468x2861.jpg" alt="" width="500" height="300" /></a></p>
<p>Ma è così, utilizzando questo fanstastico tool <span style="text-decoration: underline;">gratuito</span> <strong>by checco</strong>, <a href="http://www.ildolceloportiamonoi.it/ryan/">RyanMonth</a> limito i tempi di ricerca in maniera consistente ed ora vi spiegherò come.</p>
<p>Innanzi tutto il motore di ricerca, non si occupa solo di <a href="http://www.ryanair.com/it">Ryanair</a>, ma possono essere visionati anche i voli della <a href="http://www.easyjet.com/asp/it/prenota/index.asp?lang=IT">Easyjet </a>e della <a href="http://book.wizzair.com/Default.asp?slid=clear&amp;language=IT&amp;">Wizzair</a> , le 3 compagnie low cost sul podio europeo.<span id="more-1336"></span></p>
<p>Nella prima riga è possibile effettuare la ricerca <strong>From / To</strong>, quindi bisogna selezionare un aeroporto di partenza, uno di arrivo, il mese e l&#8217;anno che ci interessano, <strong>spuntare l&#8217;opzione Real Time</strong>, selezionare la compagnia aerea e <strong>lanciare la ricerca premendo Monthly Search</strong>. In pochi secondi si avranno visualizzati tutti i voli disponibili per il mese selezionato, con relativi prezzi e orari di partenza. Per effettuare la ricerca invertendo gli aeroporti basta cliccare su <strong>Invert</strong> e così in 10 secondi avrete visualizzate tutte le possibilità andata/ritorno per un intero mese.</p>
<p>La seconda riga di ricerca è ancora più interessante secondo il mio punto di vista, ed è quella che molto spesso utilizzo, qui potrete visualizzare tutti i voli in offerta di una determinata compagnia, dal mese in corso fino a quando sono disponibili queste offerte. Basta cliccare su <strong>From selezionando l&#8217;aeroporto di partenza e su Special Offer per avviare la ricerca</strong>. Se volete solamente i voli con prezzi all&#8217;osso (ma questo solo con Ryanair), cliccate su <strong>Show/Hide Regulare Fare</strong>, in questo modo, nascondendo i voli con Tasse (Regular Fare), visualizzerete solamente quelli <strong>Free Tax</strong>, scovando così tutti quei voli a 5, 10, 15€ all inclusive.</p>
<p>La terza ed ultima riga vi permetterà di effettuare ricerche per <strong>triangolazioni</strong>, facendovi risparmiare un mucchio di tempo! Cosa sono le triangolazioni? Esempio: se dovete volare con Ryanair da Roma Ciampino a Las Palmas (Gran Canaria), non avrete un volo diretto, ma vi toccherà triangolare appunto, cioè fare scalo attraverso un altro aeroporto e ripartire, quindi, per la ricerca dovrete selezionare su <strong>From, Roma Ciampino e su To, Las Palmas</strong>, ora vi appariranno automaticamente tutte le possibili triangolazioni attraverso gli aeroporti e le compagnie disponibili. Scegliamo <strong>Via Girona (Barcellona)</strong>. Per procedere e visualizzare orari e tariffe cliccare su <strong>CIA GRO </strong>(che altro non sono che i codici IATA degli aeroporti) ed effettuare tramite la prima riga la ricerca desiderata. Ripetere l&#8217;operazione per il 2° volo e invertire per visualizzare i voli di ritorno.</p>
<p>Più facile a farsi che a dirsi! Inoltre avrete a disposizione anche altre funzioni di comparazione molto utili, ma scopritevele da soli!</p>
<p>Infine, specifico una cosa importante, tramite <a href="http://www.ildolceloportiamonoi.it/ryan/">RyanMonth</a> si effettuano solamente ricerche, <em><strong>non si acquistano i voli</strong></em>, per procedere all&#8217;acquisto effettivo una volta trovata la tratta che vi interessa, c&#8217;è bisogno di utilizzare il sito ufficiale della compagnia aerea.</p>
<p>Spero di essere stato abbastanza chiaro, una volta che sarete pratici nel manovrare questo tool vi accorgerete del tempo risparmiato piuttosto che cercando singolarmente i voli sito per sito, data per data etc atc&#8230;</p>
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		<title>Tecniche di fotografia notturna</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 13:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
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		<description><![CDATA[La maggior parte dei viaggiatori è anche amante della fotografia, ma non tutti dispongono dell&#8217; attrezzatura, ma soprattutto della tecnica adatta. Quando viaggio mi piace fotografare tutto (e per tutto intendo dire proprio tutto, ci siamo capiti&#8230;) ma non sempre i risultati sono all&#8217; altezza delle aspettative.
 
Photo credit:  Rev. Santino
Ritengo che la fotografia notturna sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La maggior parte dei viaggiatori è anche amante della fotografia</strong>, ma non tutti dispongono dell&#8217; attrezzatura, ma soprattutto della tecnica adatta. Quando viaggio mi piace fotografare tutto (e per tutto intendo dire proprio tutto, ci siamo capiti&#8230;) ma non sempre i risultati sono all&#8217; altezza delle aspettative.</p>
<p> <a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/chiesa-montagnola-roma-fotografia-notturna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1046" title="chiesa montagnola roma fotografia notturna" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/chiesa-montagnola-roma-fotografia-notturna.jpg" alt="chiesa montagnola roma fotografia notturna" width="500" height="386" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: xx-small;">Photo credit: </span></span><span style="font-family: Arial; font-size: xx-small;"> <a href="http://www.flickr.com/photos/santinobroadcast/" target="_blank">Rev. Santino</a></span></p>
<p>Ritengo che la fotografia notturna sia davvero spettacolare se realizzata a dovere. Sul sito <a href="http://www.zmphoto.it/" target="_blank">ZMPHOTO</a> ho trovato questa interessante guida adatta ai principianti (come me, lo ammetto). Dato che mi sembrava poco carino fare uno spudorato copia e incolla rubando il lavoro di altri, vi rimando all&#8217;<a href="http://www.zmphoto.it/articoli/fotografia_notturna/" target="_blank">articolo originale</a>. Buona lettura e buone foto notturne! Se fotografate qualche bella gnocca mandatemela, ok?</p>
<img style='display:none' id="post-1045-blankimage" onload="Meebo('discoverSharable', {element: ((this.parentNode.className.match('post')) ? this.parentNode : this.parentNode.parentNode) ,url:'http://www.travelsmart.it/2010/02/tecniche-di-fotografia-notturna/',title:'Tecniche di fotografia notturna',tweet:'La maggior parte dei viaggiatori è anche amante della fotografia, ma non tutti dispongono dell&#821',description:'La maggior parte dei viaggiatori è anche amante della fotografia, ma non tutti dispongono dell&#821'})"><script type='text/javascript'>document.getElementById("post-1045-blankimage").onload();</script>]]></content:encoded>
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		<title>Fotografare in viaggio</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 19:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: Nital.it
Premessa
Ogni viaggio è, nella sua essenza, un movimento da un punto a un altro. Geografico, di norma, ma anche interiore. Esistono modi di viaggiare innumerevoli, quanti i piedi che li portano in giro e gli occhi che osservano il mondo. Viaggiare è accostamento, ricerca, scoperta, approdo (più tappe che meta), vacanza, ozio, avventura.

Photo credit: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">Fonte: <a href="http://www.nital.it/">Nital.it</a></span></p>
<p><strong>Premessa</strong></p>
<p><strong>Ogni viaggio è, nella sua essenza, un movimento da un punto a un altro.</strong> Geografico, di norma, ma anche interiore. Esistono modi di viaggiare innumerevoli, quanti i piedi che li portano in giro e gli occhi che osservano il mondo. Viaggiare è accostamento, ricerca, scoperta, approdo (più tappe che meta), vacanza, ozio, avventura.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/bella-gnocca-scollata-con-piecing-allombelico-scatta-una-sexy-foto-e-si-tocca-la-figa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-357" title="bella gnocca scollata con piecing all'ombelico scatta una sexy foto e si tocca la figa" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/bella-gnocca-scollata-con-piecing-allombelico-scatta-una-sexy-foto-e-si-tocca-la-figa.jpg" alt="bella gnocca scollata con piecing all'ombelico scatta una sexy foto e si tocca la figa" width="500" height="751" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: xx-small;">Photo credit: </span><a title="Collegamento al album di Lee Templar Photos" href="http://www.flickr.com/photos/luizmachadophotos/"><strong><span style="font-size: xx-small;">Lee Templar Photos</span></strong></a></span></p>
<p>Fotografia, vuole l&#8217;etimologia, è &#8220;disegnare con la luce&#8221;. Un modo di riorganizzare e fermare &#8211; in un fotogramma &#8211; l&#8217;esperienza di un momento, una porzione del mondo che ci circonda, attraverso una combinazione di tempi e diaframmi, volumi e atmosfere. Documento, simbolo, immagine che si ferma nella memoria. Parte da un desiderio di conoscenza, diventa sforzo di interpretazione, possibilità di raccogliere sensazioni e riportare a casa un racconto per immagini di attimi di vita (l&#8217;istante decisivo caro a Henri Cartier-Bresson), dei ricordi forti di circostanze vissute da trasmettere eventualmente ad altri. È un mezzo di espressione e comunicazione di forza enorme, un linguaggio universale che supera barriere di lingua e cultura. <span id="more-356"></span></p>
<p>Per alcuni (Ferdinando Scianna, che esprime il punto di vista del fotografo) la condizione di chi viaggia è quasi equivalente alla condizione di chi fotografa perché appena si esce da casa si sta viaggiando; per altri (Eric Newby, punto di vista dello scrittore-viaggiatore) la fotografia e il viaggio possono essere nemici perché la prima toglierebbe il piacere del secondo che diventerebbe un pretesto per collezionare immagini. Quando accade, quando l&#8217;ossessione di riportare a casa il souvenir fotografico prevale, l&#8217;uno e l&#8217;altra perdono. Invece la fotografia e il viaggio possono coesistere, essere due forme di ricerca (ed espressione di sé) che corrono in parallelo, sebbene l&#8217;atto di fotografare dovrebbe seguire l‘esperienza non precederla. Il viaggio regala intensità, esposizioni all&#8217;insolito che possono aiutare l&#8217;occhio fotografico a esprimersi.</p>
<p>Per chi viaggia lo scenario, in questi anni, è cambiato. C&#8217;è stato l&#8217;11 settembre, l&#8217;acuirsi di molti conflitti, l&#8217;avanzamento della società globale, l&#8217;incremento delle mescolanze e contaminazioni tra culture, l&#8217;esplosione di Internet, il consolidamento del viaggio come valore e comportamento diffuso. Il mondo è vasto e multiforme, da scoprire di persona altro che web o tv. Appena fuori casa o lontano, dietro l&#8217;angolo o altrove. Quanto più possibile leggeri, lenti, indipendenti. Consapevoli di esportare modelli, produrre impatto. Rispettosi dell&#8217;ambiente, naturale e culturale, di cui si entra temporaneamente a far parte. Responsabili, permeabili. Aperti all&#8217;incontro, all&#8217;ascolto, alla sorpresa. Turisti-viaggiatori consci di essere visitatori occasionali, di passaggio, con valigie o zaini, alla ricerca di esperienze, orizzonti di bellezza, panorami di senso.</p>
<p>Questo piccolo manuale è un insieme di considerazioni sul fotografare in viaggio, note e suggerimenti sparsi, qualche consiglio e proposta di riflessione frutto di esperienza sul campo, ma non di regole. Le regole esistono e non esistono, e in ogni caso vanno prese con beneficio d&#8217;inventario, registrate, frullate e poi seguite o meno, parzialmente o per intero, a seconda della propria sensibilità. Il dibattito è ampio, le scuole di pensiero diverse, legittimamente. Dalla fotografia che dà la «sensazione di poter avere in testa il mondo intero, come antologia di immagini» (Susan Sontag) al «porsi davanti al fotografare come problema» (Arturo Carlo Quintavalle) per superare l&#8217;iconografia tradizionale, i paesaggi pittoreschi, i virtuosismi tecnici a favore della normalità, della verità. Ogni scelta è rispettabile. Ogni posizione è lecita, l&#8217;importante è che funzioni espressivamente. A ciascuno il suo modo di fotografare (e viaggiare).</p>
<p>Preparare il viaggio</p>
<p>Prima di partire è ovviamente importante documentarsi, cercare informazioni (attraverso il web, le riviste, i libri, sia guide che saggi ma anche romanzi). Bisogna però, allo stesso tempo, non sovraccaricarsi di informazioni e, soprattutto, di immagini, per mantenere uno sguardo almeno parzialmente vergine. Non ingolfare l&#8217;immaginario per salvaguardare il piacere della scoperta, per non doversi limitare a “ri-conoscere” il già visto, l&#8217;originale della riproduzione che ha spinto a partire. Ma non si deve, certo, mancare l&#8217;essenziale. Perciò il suggerimento è leggere e guardare con anticipo, e poi tentare per quanto si può di dimenticare e disimparare («costruirsi dei pregiudizi e poi essere disposti a cancellarli», dice Roberto Koch), distillando e facendo salva la sostanza. Rimescolare le carte, aspettando magari l&#8217;imprevisto cha dà sapore e apre prospettive.</p>
<p>È utile, comunque, sfogliare libri fotografici sull&#8217;oggetto del viaggio, come &#8211; più in generale, per affinare lo sguardo &#8211; approfondire la conoscenza dei maestri (da Ansel Adams a Henri Cartier-Bresson fino a James Nachtwey e Sebastiao Salgado). Così come si può ricorrere al metodo delle cartoline: dare cioè un&#8217;occhiata, magari dopo un primo sopralluogo personale, a come altri hanno rappresentato le principali attrazioni del posto nella forma sintetica della cartolina. O, ancora, attivare il metodo del torpedone, i bus-sightseeing che portano in giro nei punti di richiamo di un luogo, per fare in leggerezza un inventario delle cose da vedere/fare prima di esplorarlo per conto proprio.</p>
<p>A proposito di cartoline, qualche volta ci si può prendere la libertà di fermare lo spettacolo offerto dalla natura magari combinato con la mano dell&#8217;uomo, come il tramonto contemplato da una finestra di albergo sul lungomare di un&#8217;anonima città del Borneo malese o il cielo spazzato dal mistral su un campo di girasoli vangoghiano in Provenza. Ogni tanto farle pure, le cartoline, senza farsi prendere da snobismo eccessivo; poi, quanto prima, andare oltre.</p>
<p>L&#8217;attrezzatura</p>
<p>Una buona attrezzatura può permettere di dare maggiore espressione al proprio occhio fotografico. Prima di partire è necessario conoscerne a fondo i sofisticati sistemi di funzionamento e, esercitandosi, le potenzialità di prestazione, oltre che naturalmente controllarne lo stato di manutenzione.</p>
<p>«Bisogna viaggiar leggeri», diceva Ludwig Wittgenstein, precetto sempre valido. Ma le esigenze di chi fotografa in viaggio sono complesse; di seguito sono indicati alcuni potenziali elementi di una lista di cose da portare, da personalizzare secondo il proprio punto di vista.<br />
-  fotocamera reflex (un corpo macchina o &#8211; se possibile e meglio &#8211; due, per avere pronte diverse focali montate e far fronte a eventuali guasti improvvisi);<br />
-  fotocamera tascabile compatta con zoom e flash incorporati (per situazioni in cui occorre essere leggeri e discreti);<br />
-  obiettivi (dalla focale differenziata per permettere di variare l&#8217;angolo e le tecniche di ripresa);<br />
-  flash (per foto notturne, interni, riempimento di zone d&#8217;ombra in esterno);<br />
-  provvista di schede di memoria per immagazzinare le immagini e batterie per flash (con caricabatterie per i corpi macchina);<br />
-  cavalletto treppiede (robusto e leggero) e/o monopiede;<br />
-  filtri per obiettivi (indispensabile lo skylight per proteggere la lente frontale, utile il polarizzatore per conferire maggiore saturazione ed eliminare i riflessi indesiderati);<br />
-  pannelli riflettenti (per far rimbalzare la luce su una porzione non illuminata del soggetto o di una parte della scena ritratta);<br />
-  borsa o zaino e marsupio, impermeabili, con possibilità di variare gli spazi interni, da trasporto (per le tappe di trasferimento) e da lavoro (i momenti in cui si fotografa, da preferire borse a tracolla ad apertura superiore per velocità);<br />
-  sacchetti (in plastica) per proteggere il materiale vario da acqua e polvere; panni e liquidi per pulire l&#8217;apparecchiatura; sali di silicio per assorbire l&#8217;umidità;<br />
-  disco rigido esterno o, se si può, computer dove scaricare e visionare le immagini; lettore di schede per caricare le foto con maggiore velocità e trasferire le immagini al computer attraverso il cavetto che trasporta il segnale digitale.<br />
-  abbigliamento da viaggio a cipolla/carciofo, a strati; gilet o giubbotto multitasche per ospitare lenti e accessori, ma attenzione a non apparire troppo “fotografi” per maggiore discrezione e rispetto.<br />
Molta attrezzatura significa grande possibilità di scelta, ma poca mobilità. Anche tra i fotografi più celebrati (da James Nachtwey della VII a David Allan Harvey e Jodi Cobb del National Geographic) c&#8217;è chi preferisce un approccio minimalista &#8211; pochi obiettivi, nessuna borsa ingombrante &#8211; per entrare di più nel cuore dell&#8217;azione, in contatto con il soggetto, risultare meno invasivi. A costo di perdere qualche foto perché non si ha lo strumento giusto, invece di perderne molte perché si è stanchi di trascinarsi dietro troppa attrezzatura.</p>
<p>Anche qui non ci sono regole, ciascuno determina le proprie. Non è facile trovare l&#8217;equilibrio giusto. Un corredo di base potrebbe essere composto, oltre che da due corpi macchina e un flash più treppiede, da un grandangolo spinto, una focale media e un tele lungo. Focali fisse assicurano leggerezza e luminosità; gli zoom (per esempio 17 o 20-35 mm, 14-24 o 35-70 mm, 80-200 mm), versatilità e velocità, grande libertà di inquadratura e composizione, possibilità di scegliere la lunghezza focale più adatta, per variare la prospettiva senza dover cambiare obiettivo.</p>
<p>La distanza dal soggetto principale della foto dipende da chi fotografa. È sempre valida l&#8217;affermazione leggendaria, attribuita a Robert Capa, secondo la quale se le foto non sono abbastanza buone è perché non si è abbastanza vicini. Conta la lunghezza focale degli obiettivi, d&#8217;accordo, ma soprattutto le proprie gambe («la distanza con le gambe conquista», diceva la poetessa russa Marina Cvetaeva), lo spirito di intraprendenza nell&#8217;infilarsi in situazioni potenzialmente interessanti, la possibilità e capacità di non risultare inopportuni.</p>
<p>Per dare un diverso senso dello spazio e se si vuole stare vicini al soggetto &#8211; quando non si può o riesce ad avvicinarsi, e perciò a usare l&#8217;angolo di campo ampio, espanso, permesso dal grandangolare &#8211; si può ricorrere al teleobiettivo che assicura una maggiore discrezione e sceglie, ritaglia, delimita la porzione di campo visivo, valorizzandola e mettendone in risalto i particolari, con una conseguente &#8211; inevitabile ma a volte stimolante &#8211; compressione dei piani all&#8217;interno dell&#8217;inquadratura. Da non dimenticare l&#8217;eterno 50 mm, utile soluzione per molte occasioni, luminoso, leggero, che assicura una prospettiva naturale senza distorsioni (tranne se da molto vicino) e un medio tele (85 mm, per esempio) ideale per i ritratti.</p>
<p>Il grandangolare è ineguagliabile per portare dentro il cuore di ciò che accade, spettacolarizza le linee, coglie il respiro del paesaggio. Quando si usano grandangolari spinti, attenzione alle distorsioni prospettiche che a volte possono risultare eccessive, non tanto allo sguardo attraverso il mirino ma quando si osserva l&#8217;immagine realizzata. L&#8217;effetto linee cadenti (linee verticali convergenti verso l&#8217;alto) può essere a volte ricercato e accettabile a fini creativi, a volte è subito troppo; si può ridimensionare arretrando fino a recuperare una prospettiva più equilibrata, oppure optando per un piccolo tele o, ancora, ricorrendo a (costosi) obiettivi decentrabili che muovono solo i gruppi focali non la macchina.</p>
<p>La luce</p>
<p>La luce è lo strumento espressivo più potente per chi fotografa. Di cui andare, sempre, alla ricerca. Da catturare, nei momenti migliori della giornata (primo mattino, tardo pomeriggio-sera). Da interpretare, quando (con pioggia, nuvole, nebbia, ecc.) non sembra ideale. Attraverso un&#8217;esposizione corretta, dettagliata, vicina a quel che vede l&#8217;occhio.</p>
<p>Il messaggio è: sfruttare il più possibile la luce naturale (ambiente). Alzarsi presto, tornare tardi. Sforzarsi di essere in giro fin dall&#8217;alba e oltre il tramonto. Quando l&#8217;atmosfera assorbe la luce bluastra e lascia passare quella rossastra dei raggi obliqui del sole, i colori sono più saturi, le ombre più morbide. Combinare luce naturale e luci artificiali, come nella luce a cavallo tra notte e giorno. Al crepuscolo, dopo che il sole è tramontato, fino alle prime ombre della sera; e all&#8217;alba, prima che sorga il sole e immediatamente dopo. È un momento in cui la luce solare e quella artificiale &#8211; lampioni, insegne, fari &#8211; si equivalgono. Dura pochi minuti, bisogna essere pronti a coglierlo. Usando il treppiede e ricorrendo per sicurezza (come in altre condizioni di luce difficile) al bracketing, l&#8217;esposizione a forchetta, scattando in sequenza più fotogrammi della stessa inquadratura con variazioni progressivamente più chiare o più scure, rispetto a quella centrale raccomandata dall&#8217;esposimetro, per assicurarsi almeno uno scatto buono.</p>
<p>Si può lavorare solo con luce ambiente e si può aggiungere una seconda esposizione complementare alla luce ambiente, quella del flash. E dunque usare il lampeggiatore non solo in interni e scarse o nulle condizioni di luce, ma anche di giorno in esterni per aiutare a riempire (fill-in), illuminare le ombre, aggiungere luce senza cambiare l&#8217;atmosfera, far risaltare dettagli, render brillanti i colori e nei controluce (tranne se non si cerca proprio un effetto silhouette) per attenuare i contrasti esasperati tra sfondo luminoso e soggetto scuro e avere un&#8217;esposizione corretta in entrambe le zone, senza che la luce del flash prevalga su quella ambiente. L&#8217;obiettivo è far notare il meno possibile la luce del flash (riducendone l&#8217;intensità e compensando l&#8217;esposizione), restituire un&#8217;illuminazione quasi naturale.</p>
<p>Si può usare il flash in esterni &#8211; montato sulla macchina o meglio separato (grazie a un cavetto di collegamento) perché per l&#8217;angolo diverso disegna con più forza il soggetto &#8211; anche per congelare il movimento del soggetto, mentre la luce ambiente determina un effetto mosso sul resto della composizione. Se si scatta a mano libera, non esagerare comunque con i tempi di posa.</p>
<p>Narrare per immagini</p>
<p>Cercare di raccontare. Fotografare sempre per raccontare qualcosa. In viaggio, pezzi di esistenza, brani di paesaggio, storie. Trovando un tema e un taglio preferenziali, individuando una chiave, un filo rosso, dei simboli. Dare la propria interpretazione visiva vale sia per il professionista sia per l&#8217;appassionato fotoamatore. Non collezionando soltanto “belle foto”, ma costruendo un racconto attorno alle specificità &#8211; per sé e/o in generale &#8211; dei luoghi attraversati e delle culture accostate. Indagando quello che alcuni definiscono lo “spirito del luogo”, facendo molta attenzione alle trappole dell&#8217;esotismo e del pittoresco (all&#8217;origine del pittoresco, diceva Jean-Paul Sartre, c&#8217;è il rifiuto di comprendere gli altri). Andando in ricognizione, facendo dei sopralluoghi per scegliere i momenti ideali per scattare, studiando la presenza della gente, le condizioni di luce su facciate e monumenti, il comportamento degli animali in boschi o savane. Ritraendo, infine, non quello che c&#8217;è da vedere, ma quello che è.</p>
<p>Immaginare l&#8217;immagine. Molti fotografi parlano di pre-visualizzazione dell&#8217;immagine. C&#8217;è chi disegna, chi progetta, chi aspetta o cerca di determinare la giusta combinazione di elementi corrispondente a ciò che ha in mente. C&#8217;è chi afferma di costruire l&#8217;immagine al momento, liberando la propria intuizione. Il fotografo, diceva Robert Doisneau (che eppure sembra abbia costruito il suo famoso “bacio” davanti a un café parigino), deve essere stupido mentre fotografa, nel senso di essere disponibile verso ciò che gli accade intorno. Ma, sottolinea Ferdinando Scianna, in base ai ragionamenti fatti e alle esperienze avute si finisce per trovare quello che più o meno inconsciamente si stava già cercando, poi «nel fotografare il meccanismo di scelta è formale: la luce, la struttura compositiva, la geometria, i volumi sono la scintilla determinante che fa scattare la molla».</p>
<p>Verità e parzialità. Secondo alcuni la fotografia è soprattutto evocazione, pone domande più che dare risposte; altri &#8211; pur consapevoli che l&#8217;azione di chi fotografa, come quella di ogni osservatore, è inevitabilmente parziale perché ripropone frammenti di realtà che partono da uno sguardo soggettivo &#8211; pensano che possa essere una descrizione, aperta, della realtà. Chi viaggia è un visitatore occasionale, che può però essere dotato di attenzione, rispetto e capacità di empatia, di entrare in relazione, di provare meraviglia, stupore. L&#8217;obiettivo è cercare di raccontare la (propria) verità delle situazioni che si vivono, delle attività quotidiane della gente incrociata, delle caratteristiche del territorio attraversato, tenendosi lontani da ciò che l&#8217;immaginario, ammalato di nostalgia, proietta sul soggetto e vuole ritrovare. Vicino e lontano, senza pensare che immagini realizzate in un qualche altrove siano migliori perché più preziose e rare. Dietro l&#8217;angolo, si può realizzare un racconto degnissimo, basta trovare un buon soggetto e il proprio modo di interpretarlo.</p>
<p>Roland Barthes diceva: prima si fotografa il notevole, poi si cerca di rendere notevole ciò che si fotografa. Parole che ricordano un&#8217;altra affermazione illuminante, questa volta di Pablo Picasso: «Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole». Essere se stessi, coltivare l&#8217;intuizione e il talento con l&#8217;applicazione e lo studio, far emergere il proprio sguardo, costruirsi una linea interpretativa, uno stile espressivo, senza eccedere con gli esercizi tecnico-estetici che assorbono e distruggono il soggetto, senza che lo stile interferisca sui contenuti. L&#8217;immagine deve avere capacità di informazione e valore estetico ed essere legata da un filo conduttore visivo ad altre immagini. Anche quando si affrontano temi già molto indagati, eventuali stereotipi e icone. Ciò che conta è la capacità di evocazione e documentazione delle immagini, la forza, grazia ed equilibrio al loro interno, l&#8217;impatto visivo e la varietà e completezza di situazioni e soggetti, di cromatismi e tagli, di visioni d&#8217;insieme e particolari dell&#8217;ambiente ritratto e delle sue specificità.</p>
<p>Entrare in contatto</p>
<p>Uno dei maggiori problemi, in viaggio, e per il fotografo &#8211; doppio, perciò, per chi viaggia e fotografa &#8211; è quello dell’invasività di chi entra a far parte di un ambiente altro. Fatto inevitabile, questione irrisolvibile fino in fondo, da affrontare volta per volta. Se, da una parte, bisogna non essere aggressivi ma umili di fronte al soggetto, senza avere però troppo timidezze, dall’altra è importante mostrare più rispetto possibile, cercare di stabilire un contatto minimo (Francesco Cito racconta che, arrivando in Palestina, rinunciò a uno scatto importante che gli si offriva davanti agli occhi, perché – prima – sentiva di dover cominciare a creare una relazione di fiducia con i suoi interlocutori locali). Farsi addirittura scordare (quando si ha tempo), diventare in qualche misura invisibile.</p>
<p>Il problema &#8211; appunto &#8211; è il tempo a disposizione, quello che abbiamo nei nostri spostamenti (che scegliamo e ci diamo, facendo i conti con impegni professionali e privati) è in genere limitato. Tranne scelte radicali, siamo tutti turisti e viaggiatori allo stesso tempo, non illudiamoci e tiriamoci fuori. Ma troppo spesso si vedono legioni di turisti-viaggiatori che, appena arrivati sul bordo del Grand Canyon o nel cuore di una festa induista, si ingegnano a trovare freneticamente l’angolazione migliore, anziché vivere il momento. È naturale, per chi ama fotografare, farsi tentare dagli aspetti più emozionanti e spettacolari di ciò che progressivamente si vede e scopre viaggiando. Non bisogna però viaggiare costantemente con un mirino al posto degli occhi, «fermarsi, fare una fotografia e proseguire» come scriveva Susan Sontag.</p>
<p>Un ragionevole suggerimento è quello di sforzarsi di guardare innanzitutto con gli occhi, percependo e riempiendosi &#8211; prima &#8211; dell’emozione che si sta vivendo e &#8211; solo dopo &#8211; iniziare a scattare, studiando soggetti, angolo di ripresa, luce e così via. Se si limita la tendenza a immortalare per portare a casa lo scalpo di un luogo, fotografare in viaggio, oltre che permettere immagazzinare ricordi dei posti visti e delle situazioni vissute, diventa un’occasione di espressione, creativa, del proprio sguardo, che &#8211; citando due grandi scrittori francesi ( «Il solo vero viaggio, la sola immersione nella giovinezza, si farebbe non con l&#8217;andare verso nuovi paesaggi, ma con l&#8217;avere occhi diversi», Marcel Proust; «L&#8217;importanza sia nel tuo sguardo non nella cosa guardata», André Gide) &#8211; rimane in fin dei conti la cosa più importante. Anche in un viaggio.</p>
<p>Consapevoli del nostro possibile impatto, si deve aumentare il rispetto davanti ai soggetti potenziali, mostrare attenzione, discrezione. A volte basta un sorriso, un gesto gentile, amichevole, magari scherzare, mostrare la propria buona fede, alzare leggermente la macchina per chiedere il permesso di fotografare rapidamente; altre volte, se si vede che non provano fastidio, scattare discretamente e poi se è il caso sviluppare un rapporto.</p>
<p>Le persone che diventano potenziali soggetti delle immagini &#8211; nella propria città come ai confini del mondo &#8211; possono essere indifferenti e amichevoli o infastiditi se non ostili e aggressivi. Se si capisce che si crea disagio, ritirarsi in buon ordine, non offendere la sensibilità altrui. Le sensibilità sono diverse, in particolare davanti a una macchina fotografica. Alcuni, soprattutto nel sud del mondo, non desiderano legittimamente vedere obiettivi puntati su di loro (pare che il capo indiano Cavallo Pazzo, per esempio, a differenza di Toro Seduto e Geronimo, rifiutò sempre di essere fotografato per non far catturare mai il proprio spirito). Altri chiedono soldi: voi prendete una cosa a noi &#8211; l’anima, un’immagine &#8211; lasciateci qualcosa in cambio. Il concetto di privacy muta a seconda dei contesti, delle culture, e sfiora la questione della liberatoria del soggetto (&#8220;Il sottoscritto … autorizza la stampa e la pubblicazione della fotografia scattata da… in qualsiasi forma, tempo e luogo&#8221;) che a volte, specialmente per i ritratti, sarebbe forse utile far firmare.</p>
<p>La composizione dell&#8217;immagine</p>
<p>Le sofisticate fotocamere di oggi permettono di concentrarsi sugli elementi del quadro. E dunque, attraverso il mirino, sulla composizione. Di luci e toni, forme, volumi, piani, che creano equilibrio e contrasto, punti di attenzione e dissonanza, che restituiscono verità e suggestione. Lavorare sull’inquadratura, variando lunghezza focale, distanza, angolo di scatto; se il risultato non è immediatamente convincente, continuare a fotografare man mano che la situazione si sviluppa.</p>
<p>La posizione di ripresa è fondamentale. Sceglierne una e poi osservare il soggetto da più punti di vista, sperimentare angolazioni inusuali, girargli attorno per cercare il punto più adatto a interpretare la scena, arrampicarsi per una prospettiva dall’alto, chinarsi o sdraiarsi a terra per una ripresa dal basso. A volte lo scatto buono è il primo, che corrisponde all’intuizione iniziale; a volte è l’ultimo, che arriva dopo molte prove. Gli scatti non sono mai abbastanza, inoltre il digitale, con le dovute scorte di schede di memoria, consente di fotografare quanto si vuole, senza preoccupazioni di sprecare pellicola e c’è la possibilità di verificare immediatamente ciò che si è fatto e decidere eventualmente di scattare ancora.</p>
<p>Quando si presenta l’occasione, cercare di ritrarre soggetti disposti su più piani in profondità. Porre elementi forti in primo piano, altri a media distanza (secondo piano) e/o sullo sfondo (ultimo piano), cercando di creare linee di fuga e diversi livelli di informazioni e lettura. Introdurre elementi che si prestano a fare da linee guida per indirizzare l’occhio di chi guarda, una strada, delle tracce, delle ombre, trame, profili, oggetti che possono anche far da cornice al soggetto principale. Tenere a mente l’importanza dei particolari, per conferire sapore alle immagini e articolare il racconto.</p>
<p>Esistono poi delle regole codificate, come la cosiddetta regola dei terzi. Anche qui se seguirle o no dipende da ciascuno. Servono da specchio, per confrontarle con le proprie idee che possono anche aiutare a venir fuori. È bene conoscerle e poi usarle se sono coerenti con il proprio stile. Quella dei terzi (mutuata dalla pittura) mira a evitare di realizzare immagini statiche, con il soggetto principale o la linea dell’orizzonte al centro dell’inquadratura. Si suddivide in tre parti uguali lo schermo, sia in orizzontale sia in verticale, e si piazza il soggetto principale in corrispondenza di uno dei punti in cui si incontrano le linee della griglia immaginaria creta dalle linee divisorie orizzontali e verticali. È del tutto legittima anche una composizione di grande simmetria formale, comunque bilanciata, con forti elementi di richiamo. Si possono sperimentare diverse possibilità e combinazioni di effetti, per cercare la propria impronta, variando immagini di forte simmetria e immagini in cui la posizione del soggetto principale è decentrata. L’importante, quando si compone nel mirino, è bloccare la messa a fuoco e l’esposizione sul soggetto principale e assicurare una buona profondità di campo, se le condizioni lo permettono e sempre se si sceglie di far risultare nitidi i vari soggetti inseriti nella composizione. In fondo, come dicono al National Geographic, quel che conta è “essere sul posto e F8”.</p>
<p>Sette situazioni tipo<br />
PAESAGGIO E NATURA</p>
<p>La cosa più abbondante sulla terra è il paesaggio. La sua contemplazione è uno dei piaceri per chi viaggia e anche per chi fotografa. L&#8217;occhio fotografico prova a restituirne il respiro, la forza. A volte la macchina fotografica consente di individuare (in natura) una composizione di linee, volumi, luci, colori. L&#8217;occhio sente la bellezza della natura. L&#8217;obiettivo ritaglia…</p>
<p>GENTE VITA QUOTIDIANA</p>
<p>Un viaggio è fatto di incontri. Nella fotografia di reportage, di viaggio, il fattore umano è fondamentale. Dà anima e calore, verità se è possibile, un&#8217;idea delle dimensioni del contesto sia in esterni sia in interni. Scene di vita quotidiana, gente comune, volti, storie. Incroci, transiti in realtà familiari o inconsuete…</p>
<p>EVENTI E RITI</p>
<p>Gli eventi (feste, celebrazioni, incontri) sono occasioni di intensità anche da un punto di vista fotografico. Da inserire, se si riesce, nei propri viaggi per accostare espressioni forti delle culture locali. L&#8217;importante è cercare di essere dentro l&#8217;azione, il più possibile vicino, e di non stridere nel contesto, dando prova del maggiore rispetto possibile…</p>
<p>MONUMENTI E ARCHITETTURE</p>
<p>Viaggiando, una delle cose che più attraggono lo sguardo sono le costruzioni dell&#8217;uomo. Case, palazzi, villaggi, città, moschee, chiese, sculture. Monumenti, architetture, spesso celebri must, da non mancare. Fotografateli pure, le icone sono importanti. Poi sperimentate, cercate di andare oltre il già visto facendo qualcosa di personale…</p>
<p>PRIMA E ULTIMA LUCE</p>
<p>Nei dintorni dell&#8217;alba e del tramonto la luce è veramente speciale. Non bisognerebbe farsela sfuggire. La vita che riprende, i luoghi quasi deserti, le ombre lunghe, i colori saturi, la sospensione del crepuscolo, la combinazione di luci artificiali e naturali. Sfruttare le ombre, i chiarori, gli improvvisi schiaffi di luce…</p>
<p>ACQUE</p>
<p>Che sia il soggetto stesso dell&#8217;immagine o il suo contesto forte, l&#8217;acqua permette di realizzare immagini di impatto, variando sia i piani ampli sia isolando dettagli tra riflessi e trasparenze…</p>
<p>IN MOVIMENTO</p>
<p>Cercare di trasmettere il senso fluido del movimento può aggiungere una dimensione ulteriore al proprio sguardo. Si può provare a restituire il dinamismo di una situazione in vari modi. Attraverso il congelamento dell&#8217;azione, l&#8217;effetto mosso più flash, il mosso da tempo lento, il panning, la zoomata durante lo scatto…</p>
<p>Piccola antologia (sul fotografare, viaggiare, vedere)</p>
<p>In un primo momento, per sorprendere, la Fotografia fotografa il notevole; ben presto però, attraverso un ben noto capovolgimento, essa decreta notevole ciò che fotografa.<br />
Roland Barthes</p>
<p>Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace: a questo punto l&#8217;immagine catturata diviene una grande gioia fisica e intellettuale. Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere.<br />
Henri Cartier-Bresson</p>
<p>Passo un sacco di tempo a guardare facce e facce e le facce sembrano raccontarmi una storia. Quando su un volto è scavata qualcosa dell&#8217;esperienza di vita, so che la foto che sto scattando rappresenta molto di più del semplice momento. So che qui c&#8217;è una storia.<br />
Steve Mc Curry</p>
<p>La fotografia è sempre biunivoca. Racconta la realtà, ma è anche lo specchio di noi stessi e in questo suo doppio binario si fissa una parte di noi in quello che è il rettangolo di carta.<br />
Ferdinando Scianna</p>
<p>La fotografia può mostrare quello che gli altri non vedono, che non sanno vedere, quello che sta dietro un muro, qualunque cosa sia.<br />
Marc Riboud</p>
<p>Il solo viaggio possibile sembra essere oramai all&#8217;interno dei segni, delle immagini: nella distruzione dell&#8217;esperienza diretta. Se Oceano immediatamente ci rimanda a infinite possibili immagini che noi possediamo mentalmente, mano a mano che la scrittura sparisce, spariscono meridiani e paralleli, numeri, il paesaggio diventa naturale non viene più evocato, ma si dispiega davanti a noi, come se sotto i nostri occhi una mano avesse sostituito il libro con un paesaggio reale. È la fotografia in questo caso che con il suo potere di variare i rapporti con il reale, sempre, sposta i termini del problema evocando una naturalità &#8220;illusoria&#8221;.<br />
Luigi Ghirri</p>
<p>Sono attratto soprattutto dalla bellezza, dall&#8217;umanità, dal lato positivo. Non amo immergermi nelle dimensioni sordide. Preferisco afferrare un&#8217;ombra fugace su un bel colore che fotografare una scena di guerra. Rifiuto l&#8217;estetica della follia o dell&#8217;orrore.<br />
Bruno Barbey</p>
<p>Disegno sempre nella mente le foto che voglio scattare, quasi sempre, e poi cerco di realizzarle. Progressivamente. E non smetto di lavorare finché non sono vicino a raggiungere quel che avevo in mente. A volte lavoro per 8 ore e poi smetto, altre volte lavoro anche per 50 ore. Provare e provare, si continua a provare, come quando cerchi il gusto del miglior cibo che hai provato o vuoi riprodurlo. Fotografo decisamente qualunque cosa, ma cerco la foto che ho nella mente.<br />
Paul Nicklen</p>
<p>Un proverbio africano dice che lo straniero vede solo ciò che già conosce. Affermazione quanto mai vera nel caso di molti turisti-fotografi. Quante volte, nelle proiezioni di amici reduci da un viaggio in un paese “esotico”, abbiamo visto immagini di gente stracciata, vestita all&#8217;occidentale o seduta davanti alla televisione intenta a guardare onnipresenti telenovelas? Le fotografie che vediamo (e scattiamo) assomigliano molto di più a quelle viste sui cataloghi che abbiamo sfogliato prima di partire. Per dirla con Crawshaw e Urry, il turismo induce memoria e in un certo modo si appropria della memoria di altri. Così molte delle immagini che<br />
consumiamo visivamente sono in realtà il ricordo fissato nella memoria di altri che successivamente viene consumato da noi.<br />
Marco Aime</p>
<p>Viaggiare non serve molto a capire ma serve per riattivare per un momento l&#8217;uso degli occhi, la lettura visiva del mondo.<br />
Italo Calvino</p>
<p>L&#8217;importanza sia nel tuo sguardo non nella cosa guardata.<br />
André Gide</p>
<p>Il solo vero viaggio, la sola immersione nella giovinezza, si farebbe non con l&#8217;andare verso nuovi paesaggi, ma con l&#8217;avere occhi diversi.<br />
Marcel Proust</p>
<p>Vedi un promontorio, una montagna, un mare, un fiume. E hai visto tutto.<br />
Socrate</p>
<p>Durante le ore in cui ci eravamo trattenuti in quella sacra regione la folla dei visitatori era notevolmente aumentata: dappertutto c&#8217;era gente che scattava fotografie. Gettavano via la loro memoria per affidarla a un&#8217;immagine prodotta tecnicamente. Rinunciavano ignari alla festa sconosciuta del pensiero.<br />
Martin Heidegger<br />
 </p>
<p>Io ne ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione; e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannoiser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.<br />
Ridley Scott</p>
<p>La mappa che abbiamo in testa corrisponde solo approssimativamente agli atlanti che aprivamo sui banchi di scuola: prendono forma nel segreto della nostra memoria, seguendo linee suggerite da conversazioni origliate, vecchie fotografie e libri che si ricordano a metà.<br />
Amitav Ghosh<br />
 </p>
<p>Sembra così poco la fotografia, però quando di tanta abbondanza di sguardo niente ci è rimasto, lei riporta in salvo un fotogramma e da quello ricostruiamo l&#8217;intero luogo e tempo, per gemmazione d&#8217;immaginazione, per rifioritura del ricordo. Dall&#8217;angolo stretto vediamo ricomporsi il resto del paesaggio, dall&#8217;attimo di luce rinasce l&#8217;intero giorno, fotografia allora è seme istantaneo. Però il fotografo non è il seminatore, anzi il raccoglitore. Fotografia è seme di per sé, già pronto e sparso.<br />
Erri De Luca</p>
<p>Come un caminetto a legna in una stanza, le fotografie – soprattutto quelle di persone o luoghi lontani, di città remote, di un passato svanito – sono incitamenti al fantasticare.<br />
Susan Sontag</p>
<p>L&#8217;osservatore sente il bisogno irresistibile di cercare nell&#8217;immagine quella scintilla magari minima di caso, di hic e nunc, con cui la realtà ha folgorato il carattere dell&#8217;immagine, il bisogno di cercare il luogo invisibile in cui, nell&#8217;essere in un certo modo in quell&#8217;attimo lontano si anni da ancora oggi il futuro, e con tanta eloquenza che noi, guardandoci indietro siamo ancora in grado di scoprirlo.<br />
Walter Benjamin</p>
<p>Consigli al buon viaggiatore. Città in fondo alla strada e strada che va oltre la città: non scegliere né l&#8217;una né l&#8217;altra, ma l&#8217;una e l&#8217;altra alternativamente. Montagne accerchiano il tuo sguardo, riducendolo e contenendolo, mentre la pianura rotonda lo libera. Ama saltare le rocce e i gradini; ma accarezza le lastre dove il piede poggia bene. Riposati dal suono nel silenzio, e, dal silenzio, acconsenti di ritornare al suono. Solo se puoi, se puoi, se sai essere solo, rovesciati nella folla. Guardati bene dall&#8217;eleggere un asilo. Non credere alla virtù di una virtù durevole: condiscila con qualche forte spezia che brucia e morde e dà un sapore anche all&#8217;insipidezza. Così, senza sosta né falsi passi, senza meriti né pene, giungerai, non subito, amico, alla palude delle gioie immortali. Ma ai gorghi pieni di ebbrezza del grande fiume della diversità.<br />
Victor Segalen</p>
<img style='display:none' id="post-356-blankimage" onload="Meebo('discoverSharable', {element: ((this.parentNode.className.match('post')) ? this.parentNode : this.parentNode.parentNode) ,url:'http://www.travelsmart.it/2010/02/fotografare-in-viaggio/',title:'Fotografare in viaggio',tweet:'Fonte: Nital.it Premessa Ogni viaggio è, nella sua essenza, un movimento da un punto a un altro. Ge',description:'Fonte: Nital.it Premessa Ogni viaggio è, nella sua essenza, un movimento da un punto a un altro. Ge'})"><script type='text/javascript'>document.getElementById("post-356-blankimage").onload();</script>]]></content:encoded>
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		<title>Dove condividere i vostri video di viaggio</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 09:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molte persone girano video dei propri viaggi e delle proprie vacanze. Ma come fare per condividere questi video? I siti di video sharing sono moltissimi, in questa piccola guida ho selezionato quelli che ritengo i migliori.

Premesso che un video non dovrebbe mai avere una durata eccessiva (direi non oltre la mezz&#8217; ora) per evitare che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Molte persone girano video dei propri viaggi e delle proprie vacanze.</strong> Ma come fare per condividere questi video? I siti di video sharing sono moltissimi, in questa piccola guida ho selezionato quelli che ritengo i migliori.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/Bella-figa-asiatica-riprende-le-vacanze-con-la-telecamera.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-247" title="Bella figa asiatica riprende le vacanze con la telecamera" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/Bella-figa-asiatica-riprende-le-vacanze-con-la-telecamera.jpg" alt="Bella figa asiatica riprende le vacanze con la telecamera" width="500" height="563" /></a></p>
<p>Premesso che un video non dovrebbe mai avere una durata eccessiva (direi non oltre la mezz&#8217; ora) per evitare che diventi di una noia mortale, è evidente che in alcuni siti il video andrà diviso in capitoli. Per tagliare un file .avi il metodo più facile è più veloce è quello di usare <a href="http://www.virtualdub.org/" target="_blank">VirtualDub</a>, anche se i programmi per tagliare i video sono svariati. Tenete presente che se si vuole avere il massimo della visibilità, ogni video dovrà essere inserito sul maggior numero possibile di siti. Vediamo ora quali sono i siti per uploadare i propri video. <span id="more-246"></span></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/youtube.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-248" title="youtube" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/youtube.jpg" alt="" width="128" height="66" /></a> <a href="http://it.youtube.com/" target="_blank">Youtube</a>. Tutti, ma proprio tutti i vostri video devono essere caricati su Youtube perchè è in assoluto il sito di video sharing più popolare. Lo svantaggio è che la durata massima è di 10 minuti, anche se la dimensione del file può essere di 2 GB. La divisione in capitoli è spesso necessaria.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/blip.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-249" title="blip" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/blip.jpg" alt="" width="101" height="53" /></a> <a href="http://blip.tv/" target="_blank">Blip.tv </a>assicura un ottima qualità video e non ha limiti di durata. Personalmente ho inserito video di 300 mb e di 25 minuti di durata. Con alcuni formati video si possono avere problemi nell&#8217; upload.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/vimeo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-250" title="vimeo" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/vimeo.jpg" alt="" width="102" height="36" /></a> <a href="http://www.vimeo.com/" target="_blank">Vimeo</a> è semplicemente il migliore. Che altro dire? Qualità video incredibile e finora nessun problema di upload. Il solo svantaggio è dato dal limite di upload di 500 mb a settimana, questo significa che potrete caricare 1 o 2 video a settimana.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/google-video.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-251" title="google video" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/google-video.jpg" alt="" width="104" height="40" /></a> <a href="http://video.google.com/" target="_blank">Google Video </a>non ha limiti di durata e dimensioni. Per file oltre i 100 mb è necessario caricari con l&#8217; uploader che si scarica dal sito. Ultimamente ho caricato un paio di video che non sono visualizzabili. Problemi dovuti alla versione Beta? Non saprei ma raccomando questo servizio.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/dailymotion.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-252" title="dailymotion" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/dailymotion.jpg" alt="" width="149" height="31" /></a> <a href="http://dailymotion.virgilio.it/it" target="_blank">Dailymotion </a>offre la possibilità di caricare file di 20 minuti e fino a 150 mb. Se li comprimete un po&#8217; potete farcela con un unico file&#8230; La visibilità del sito è ottima.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/libero1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-254" title="libero" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/libero1.jpg" alt="" width="121" height="31" /></a> <a href="http://video.libero.it/" target="_blank">Libero video </a>ha come limite file da 100 mb e un account da 500 mb totali. Per caricare molti video sarà quindi necessario creare più account. Ha una discreta visibilità limitatamente all&#8217; Italia.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/facebook.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-255" title="facebook" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/facebook.jpg" alt="" width="103" height="30" /></a> <a href="http://www.facebook.com/home.php" target="_blank">Facebook</a> non è un servizio di video sharing ma un social network, che però consente di caricare file di ben 300 mb e fino a 20 minuti di durata. Inutile dire l&#8217; iscrizione a Facebook è fortemente raccomandata.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/fileqube.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-256" title="fileqube" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/fileqube.jpg" alt="" width="117" height="37" /></a> <a href="http://www.fileqube.com/" target="_blank">Fileqube</a> non è un servizio di video sharing ma una sorta di hard disk web-based. Consente di caricare file, in questo caso i vostri video in formato .avi e di condividerli con con chi volete. E&#8217; molto utile per chi non dispone di un proprio spazio web (o possiede un spazio free limitato) e vuole caricare i propri file. Per ogni file inserito, con l&#8217; opzione &#8220;Get web link&#8221; si può ottenere il link da inserire sul proprio sito o blog per scaricare il file.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/travelistic.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-257" title="travelistic" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/travelistic.jpg" alt="" width="106" height="80" /></a>Ho recentemente scoperto <a href="http://www.travelistic.com/" target="_blank">Travelistic</a>, che non è solo l&#8217; ennesimo sito di video sharing. Cioè, è video sharing ma pensato apposta per i viaggi. Su questa piattaforma è possibile caricare i propri video (io per testarlo ne ho inseriti già 5) e vedere i video, alcuni di ottima qualità,  degli altri viaggiatori. Sicuramente da provare e salvare nel proprio account del.icio.us  Voto: 10</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/tripfilms.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-258" title="tripfilms" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/tripfilms.jpg" alt="" width="191" height="82" /></a></p>
<p> <a href="http://www.tripfilms.com/" target="_blank">Tripfilms</a> è un nuovo sito di  condivisione video dedicato ai viaggi. Il sito ha nel proprio database per ora solo 6470 video, poca cosa se paragonato a siti come Youtube.</p>
<p>L&#8217; utilizzo è semplicissimo: ci si registra gratuitamente e si inizia a caricare i propri video di viaggio. Come per Youtube la dimensione massima del file è di soli 100 mb ma sembra non ci siano limiti di durata. C&#8217; è anche una specie di raccolta punti: ogni volta che un proprio video viene visualizzato si guadagna un punto. 1000 punti possono essere convertiti in 1000 miglia di American Airlines o in 25 Dollari per iTunes.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/veoh-logo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-259" title="veoh logo" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/veoh-logo.jpg" alt="" width="129" height="53" /></a>Ho casualmente scoperto <a href="http://www.veoh.com/" target="_blank">Veoh</a>, un fantastico sito per caricare e condividere on line i propri video di viaggio. Il fatto che Veoh sia particolarmente figo è dimostrato dal fatto che questa piattaforma è utilizzata anche da alcuni network americani come ABC, CBS, MTV, solo per citarne alcuni, per la diffusione dei propri video.</p>
<img style='display:none' id="post-246-blankimage" onload="Meebo('discoverSharable', {element: ((this.parentNode.className.match('post')) ? this.parentNode : this.parentNode.parentNode) ,url:'http://www.travelsmart.it/2010/02/dove-condividere-i-vostri-video-di-viaggio/',title:'Dove condividere i vostri video di viaggio',tweet:'Molte persone girano video dei propri viaggi e delle proprie vacanze. Ma come fare per condividere q',description:'Molte persone girano video dei propri viaggi e delle proprie vacanze. Ma come fare per condividere q'})"><script type='text/javascript'>document.getElementById("post-246-blankimage").onload();</script>]]></content:encoded>
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		<title>Il passaporto per entrare negli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 14:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: Polizia di Stato
A partire dal 12 gennaio 2009 coloro i quali intendono recarsi negli Stati Uniti usufruendo del Visa Waiver Program, che consente di viaggiare senza il visto, (VWP &#8211; Visa Waiver Program), dovranno richiedere un&#8217;autorizzazione al viaggio elettronica, (ESTA -Electronic System for Travel Authorization) prima di salire a bordo del mezzo di trasporto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">Fonte: <a href="http://www.poliziadistato.it/" target="_blank">Polizia di Stato</a></span></p>
<p>A partire dal 12 gennaio 2009 coloro i quali intendono recarsi negli Stati Uniti usufruendo del Visa Waiver Program, che consente di viaggiare senza il visto, (<a href="http://italy.usembassy.gov/visa/default-it.asp" target="_blank">VWP &#8211; Visa Waiver Program</a>), dovranno richiedere un&#8217;autorizzazione al viaggio elettronica, <a href="http://italy.usembassy.gov/visa/ESTA/default.asp" target="_blank">(ESTA -Electronic System for Travel Authorization</a>) prima di salire a bordo del mezzo di trasporto, aereo o navale, in rotta verso gli Stati Uniti.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/passaporto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-203" title="passaporto" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/passaporto.jpg" alt="passaporto" width="500" height="439" /></a></p>
<p>La procedura, molto semplice e rapida, è illustrata sul sito dell&#8217;<a href="http://italy.usembassy.gov/visa/ESTA/default.asp" target="_blank">Ambasciata U.S.A</a>.</p>
<p>Per recarsi negli Stati Uniti d&#8217;America senza necessità di visto, usufruendo del programma &#8220;<a href="http://italy.usembassy.gov/visa/default-it.asp" target="_blank">Visa Waiver Program &#8211; Viaggio senza Visto</a>&#8220;, sono validi i seguenti passaporti:</p>
<p>    * passaporto con microchip elettronico inserito nella copertina, unico tipo di passaporto rilasciato in Italia dal 26 ottobre 2006;<br />
    * passaporto a lettura ottica rilasciato prima del 26 ottobre 2005 e se, qualora rinnovato dopo i 5 anni, il rinnovo è avvenuto prima di tale data;<br />
    * passaporto con foto digitale rilasciato fra il 26 ottobre 2005 e il 26 ottobre 2006. <span id="more-202"></span></p>
<p>Per usufruire del programma &#8220;Visa Waiver Program&#8221; (Viaggio senza visto) è necessario:</p>
<p>    * viaggiare esclusivamente per affari e/o per turismo<br />
    * rimanere negli Stati Uniti non più di 90 giorni<br />
    * possedere un biglietto di ritorno.</p>
<p>In mancanza anche di uno dei requisiti elencati, è necessario richiedere il <a href="http://italy.usembassy.gov/visa/vis/default-it.asp" target="_blank">visto</a>. Ricordiamo che il passaporto deve essere in corso di validità: la data di scadenza deve essere successiva alla data prevista per il rientro in Italia.</p>
<p>La mancata partenza dagli U.S.A. entro i 90 giorni, potrà compromettere la possibilità di usare nuovamente il programma.</p>
<p>I minori potranno beneficiare del <a href="http://italy.usembassy.gov/visa/default-it.asp" target="_blank">Visa Waiver Program </a>solo se in possesso di passaporto individuale, non essendo sufficiente né la loro iscrizione sul passaporto dei genitori, né il lasciapassare.</p>
<p>Nel caso in cui il minore sia iscritto nel passaporto di uno dei genitori, bisognerà richiedere il visto, qualunque sia il periodo di soggiorno negli U.S.A.</p>
<img style='display:none' id="post-202-blankimage" onload="Meebo('discoverSharable', {element: ((this.parentNode.className.match('post')) ? this.parentNode : this.parentNode.parentNode) ,url:'http://www.travelsmart.it/2010/02/il-passaporto-per-entrare-negli-stati-uniti/',title:'Il passaporto per entrare negli Stati Uniti',tweet:'Fonte: Polizia di Stato A partire dal 12 gennaio 2009 coloro i quali intendono recarsi negli Stati U',description:'Fonte: Polizia di Stato A partire dal 12 gennaio 2009 coloro i quali intendono recarsi negli Stati U'})"><script type='text/javascript'>document.getElementById("post-202-blankimage").onload();</script>]]></content:encoded>
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		<title>Come sopravvivere in un parco a tema</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 16:19:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Andare in un parco a tema è un&#8217; esperienza unica. Che si tratti di un parco nostrano come Gardaland o Mirabilandia, o un multiparco come Disneyworld, si tratta sempre di in momento magico.
Andare in uno di questi parchi però può essere anche molto stressante: ecco il perchè di questo articolo.

Photo Credit: Ronaldo F Cabuhat
 
Intanto bisogna rassegnarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andare in un parco a tema è un&#8217; esperienza unica. Che si tratti di un parco nostrano come Gardaland o Mirabilandia, o un multiparco come Disneyworld, si tratta sempre di in momento magico.<br />
Andare in uno di questi parchi però può essere anche molto stressante: ecco il perchè di questo articolo.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/Disneyworld-Magic-Kingdom.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-134" title="Disneyworld Magic Kingdom" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/Disneyworld-Magic-Kingdom.jpg" alt="Disneyworld Magic Kingdom" width="500" height="500" /></a></p>
<address>Photo Credit: <a id="contextLink_stream31856542@N04" href="http://www.flickr.com/photos/ronaldo_f_cabuhat/">Ronaldo F Cabuhat</a></address>
<p> </p>
<p>Intanto bisogna rassegnarsi al fatto che passare una giornata in un qualunque parco non è sufficiente per vedere tutto. Voi potete anche rimanere all&#8217; interno dall&#8217; apertura alla chiusura ma non riuscirete mai a vedere tutto. Per questo motivo bisogna trovare dei compromessi o pianificare soggiorni di più giorni (obbligatori in caso di multiparchi).<br />
Anche il vicino Disneyland Paris ha 2 parchi: la classica Disneyland ed il nuovo Disney Studios. Per quest&#8217; ultimo se siete un po&#8217; scaltri un giorno può quasi quasi bastare.<br />
Iniziamo col dire che è necessario arrivare all&#8217; ingresso di un parco a tema 1 ora prima dell&#8217; orario di apertura. Se siete pigri e non volete alzarvi all&#8217; alba è un vostro problema. Andate a letto presto la sera prima.<span id="more-133"></span><br />
Pianificare una giornata in un parco a tema è un&#8217; operazione militare a tutti gli effetti: nessuno ha mai detto che sia cosa semplice.<br />
L&#8217; arrivo anticipato ha 2 scopi:<br />
1 &#8211; darvi il tempo di acquistare il biglietto<br />
2 &#8211; poter entrare nel parco mezz&#8217; ora prima se viene aperto in anticipo</p>
<p>Quest&#8217; ultima cosa trova specialmente applicazione a Disneyland Paris, dove la Main Street USA apre al pubblico mezz&#8217; ora prima dell&#8217; orario di apertura del parco. In questo modo si può fare la foto con Topolino e guardare le 2 arcade senza gente in giro e risparmiando tempo per dopo.</p>
<p>Il biglietto di ingresso è meglio procurarselo prima dell&#8217; arrivo al parco. Alcuni parchi lo vendono su internet, altri lo vendono nelle stazioni, ecc.</p>
<p>La piantina del parco viene in genere distribuita all&#8217; ingresso ma è tassativo arrivare al parco con le idee già ben chiare. Tutti i parchi hanno un sito internet dove si può vedere la pianta e la descrizione delle varie attrazioni. Bisogna già sapere cosa fare e in quale ordine. Mai e poi mai bisogna dire: &#8220;dove andiamo adesso?&#8221;.<br />
In genere ci sono attrazioni più frequentate dove è necessario fare magari 1 ora o più in fila prima di poter entrare. Queste sono quelle dove bisogna andare subito, perchè subito dopo l&#8217; apertura almeno 1 o 2 di queste si riescono a fare senza code. Alcuni parchi hanno un utile servizio per le attrazioni più popolari. Si tratta di un servizio di prenotazione: viene distribuito un biglietto con l&#8217; orario in cui andare. In questo modo si fanno solo 10/15 minuti di fila invece di un ora.</p>
<p>Alcune attrazioni sono meno popolari e non si fa coda o quasi: tenerle per i momenti di punta, quando è impossibile andare nelle altre.<br />
Un consiglio per le attrazioni popolari: quando la gente mangia a volte ci sono file più corte. Motivo per cui bisogna mangiare alle 11 (assolutamente non oltre le 11,30) e verso le 17:30 / 18 alla sera.</p>
<p>Se possibile portarsi il mangiare da fuori anche se alcuni parchi non lo consentono. Mai bere alcolici ma riempirsi piuttosto di caffeina. E portate sempre una bottiglietta d&#8217; acqua con voi. In tutti i parchi ci sono delle fontanelle dove la potrete riempire gratis. Se proprio volete pranzare nei ristoranti del parco non andate in quelli con servizio tradizionale perchè perderete un sacco di tempo (a meno che non si tratti di ristoranti con spettacolo) ma preferite i fast food. Per una volta potete sopravvivere anche con un panino.</p>
<p>Importantissimo è il riposo: ogni ora bisogna riposare 10/15 minuti. Se non lo farete sarà dura arrivare all&#8217; orario di chiusura.</p>
<p>E&#8217; opportuno uscire una mezz&#8217; ora prima dell&#8217; orario di chiusura per evitare la ressa.<br />
In quale giorno andare? Naturalmente andare la domenica a Gardaland in giugno equivale ad un suicidio. Durante l&#8217; estate, poi, è critica ogni giorno.<br />
Nei primi giorni di giugno, quando le scuole sono ancora aperte, di lunedì e martedì ho trovato pochissima gente a Mirabilandia.<br />
In genere in un parco come Disneyland Paris si trova molta gente ogni giorno della settimana, con punte nei week end, perchè è frequentato, oltre che dai turisti, anche dai 10 milioni di abitanti della regione parigina.</p>
<p>Nei parchi di Orlando invece, i giorni con minore affluenza sono incredibilmente il sabato e la domenica. Questo si spiega dal fatto che Orlando è la più popolare destinazione di vacanza degli Stati Uniti, e le vacanze iniziano e finiscono solitamente nei fine settimana. Quando la gente parte o arriva non va nei parchi.</p>
<p>Bisogna vestirsi in modo adatto a seconda della stagione. L&#8217; ideale sarebbero scarponcini da trekking, pantaloni larghi con tasconi, maglietta o giubbino impermeabile, cappellino.</p>
<p>Non farsi scoraggiare dalla pioggia: la pioggia è un vostro alleato. Se gli altri non ci vanno, meglio! E quasi tutte le attrazione sono al coperto.</p>
<p>Non è vero che i parchi a tema sono fatti per i bambini, o meglio, non solo. Su alcune attrazioni i bambini non possono salire per motivi di sicurezza (altezza minima sugli ottovolanti). Andare in un parco con bambini molto piccoli è assolutamente da evitare. Direi che dai 3 anni in su si può fare, ma è necessario avere dei ritmi adeguati a loro. Non il contrario. E&#8217; evidente che bisognerà ridurre ulteriormente il numero di attrazioni sulle quali si può salire. Ho visto gente in fila a Disneyland con bambini di pochi mesi. E&#8217; chiaro che ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma insomma&#8230;</p>
<p>Se si vuole comprare qualcosa nei negozi del parco bisogna tenere presente che quasi tutti fanno acquisti appena prima di uscire, quindi il risultato sarà una ressa incredibile.<br />
Se il parco dispone di cassette di deposito potrete fare acquisti nel corso della giornata e lasciare la roba nelle cassette per non dovervela portare in giro. Se invece dovete comprare solo una maglietta, non perdete tempo all&#8217; uscita: compratela subito e tenetela nello zaino. Oppure, meglio ancora, indossatela subito. Considerate anche i negozi fuori dal parco, dove solitamente c&#8217; è poca gente.</p>
<p>Una cosa importante da sottolineare è che quasi tutti i parchi &#8220;seri&#8221; sono totalmente accessibili dai diversamente abili.<br />
Per esempio a Disneyworld non ho visto un solo gradino. I servizi igienici sono tutti predisposti e quasi tutte le attrazioni sono accessibili a tutti.</p>
<p>Per finire i prezzi dei biglietti: sono alti, inutile negarlo.<br />
Alcuni parchi hanno un abbonamento annuale costa poco più del biglietto per 2 giorni. Se quindi intendete andarci per 3 giorni o più volte in un anno vi conviene.</p>
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		<title>Come scegliere un hotel</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 16:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si sceglie un albergo è importante avere chiara una cosa: a parità di periodo e di trattamento il prezzo varia a seconda delle modalità di prenotazione.
Un hotel può essere prenotato direttamente (sul sito dell&#8217; hotel se disponibile, per email, fax o telefono) o su siti specializzati quali per esempio octopustravel, expedia, venere, booking, ecc.

Anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si sceglie un albergo è importante avere chiara una cosa: a parità di periodo e di trattamento il prezzo varia a seconda delle modalità di prenotazione.<br />
Un hotel può essere prenotato direttamente (sul sito dell&#8217; hotel se disponibile, per email, fax o telefono) o su siti specializzati quali per esempio octopustravel, expedia, venere, booking, ecc.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/bella-figa-bionda-in-slip-reggiseno-e-calze-autoreggenti-sul-letto-di-un-hotel-si-prepara-per-fare-sesso.jpg"></a></p>
<p>Anche se può sembrare strano di norma il prezzo più alto lo si ha prenotando direttamente presso l&#8217; hotel.<br />
Utilizzando un sito di viaggi si ha quasi sempre il prezzo più basso. Dato che difficilmente i soldi si trovano sul marciapiede, conviene perdere un po&#8217; di tempo e valutare tutte le possibilità.<br />
Queste non sono ovviamente regole fisse, mi è capitato talvolta di ottenere i prezzi migliori prenotando direttamente, per questo bisogna controllare bene tutte le possibiltà.<br />
Escludendo i pacchetti tutto compreso dei tour operator (che a volte a conti fatti convengono) i siti internet che consento la prenotazione di hotel si dividono principalmente in 2 categorie: quelli che richiedono il pagamento immediato all&#8217; atto della prenotazione, e quelli che consentono il pagamento direttamente in hotel. E&#8217; importante notare che in quest&#8217; ultimo caso, viene richiesto da tutti (ma proprio tutti) il numero della carta di credito. Non viene addebitato nulla subito, il numero serve solo come garanzia: se non ci si presenta viene comunque addebitata una notte. Funziona così per tutti, inutile cercare alternative. Non ci si deve preoccupare di utilizzare la carta di credito su internet, a patto di utilizzare siti affidabili.</p>
<p>Il pagamento immediato l&#8217; ho utilizzato molte volte e non ho mai avuto nessun problema. E&#8217; chiaro che se poi non si può partire non si ha alcun rimborso. E&#8217; così, inutile stupirsi.<span id="more-126"></span><br />
Una cosa interessante sono le prenotazioni di hotel che si possono fare dai siti delle compagnie aeree: si appoggiano tutte a siti già esistenti modificando leggermente la grafica del sito. La cosa importante sono i prezzi: a volte sono più bassi dello stesso hotel prenotato sul sito principale. Oppure viene offerta una scelta di alberghi maggiore. Tanto per fare un esempio, basta andare sul sito della easyJet (la compagnia low cost) per rendersene conto. Negli alberghi europei è quasi sempre compresa la colazione, mai in America. Leggere bene quando si prenota se è inclusa o no.<br />
Se si desidera invece un trattamento HB o FB bisogna molto spesso affidarsi al sito dell&#8217; hotel o della catena alberghiera. Spesso conviene. Se si vuole fare una settimana a Rimini in pensione completa è difficile prenotare su opodo.<br />
Diffidare dei prezzi troppo bassi. Un hotel in pieno centro a Roma a 60 euro a notte sarà nel 90% dei casi di bassissima qualità, mentre allo stesso prezzo nella periferia di Parigi, sarà quasi certamente un ottimo hotel. Naturalmente prima di prenotare qualsiasi hotel è necessario leggere bene le recensioni su <a href="http://www.tripadvisor.it">Tripadvisor</a>.<br />
La posizione: scegliere in base al mezzo di trasporto di sponibile. Se si viaggia in auto non ci sono problemi, a meno di essere in una grande città (considerare il costo del parcheggio) ma se si utilizzano i mezzi pubblici bisogna valutare bene.<br />
In alcune città non ci sono problemi ma in altre potreste trovarvi a 10 km dal posto dove dovete andare con la fermata dell&#8217; autobus a 1 km dall&#8217; hotel. Informarsi bene prima di prenotare.<br />
E lo ripeto, perdete anche 3 ore per controllare tutte le opzioni: alla fine risparmierete magari un bel po&#8217;!</p>
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