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	<title>Travelsmart &#187; culo</title>
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		<title>Occultare un cadavere a Minorca: come e perchè</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 08:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Nella primavera del 2005 stavo decidendo dove trascorrere le vacanze estive, quando mia figlia di 7 anni ha visto il catalogo Teorema sulla Spagna. &#8220;Guarda, in questo albergo ci sono i Flintstones!&#8221; Diamo un&#8217; occhiata: l&#8217; hotel era a Minorca in una posizione privilegiata  sulla spiaggia di Son Bou, la più lunga dell&#8217; isola. 
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			<content:encoded><![CDATA[<p> Nella primavera del 2005 stavo decidendo dove trascorrere le vacanze estive, quando mia figlia di 7 anni ha visto il catalogo Teorema sulla Spagna. &#8220;Guarda, in questo albergo ci sono i Flintstones!&#8221; Diamo un&#8217; occhiata: l&#8217; hotel era a Minorca in una posizione privilegiata  sulla spiaggia di Son Bou, la più lunga dell&#8217; isola. <a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/fat-person-at-beach.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3695" title="fat-person-at-beach" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/fat-person-at-beach.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p>Chiaramente costava un occhio e il trattamento era di sola mezza pensione ma almeno i bambini erano gratis. La particolarità era il tema Flintstones, comune ad alcuni hotel della catena Sol: ci sono gli animatori travestiti da personaggi del cartone, le rocce finte, l&#8217; auto di Fred, la cucina di Betty e cose simili. Ok, prenotiamo con formula hard discount che prevedeva un discreto sconto se si prenotava in anticipo.</p>
<p>Eravamo in 3: io, mia figlia, e mia moglie. Partiamo nel tardo pomeriggio, naturalmente in ritardo, dall&#8217; aeroporto di Verona: mai visto un aeroporto più incasinato e sfigato di questo. Comunque in poco più di un ora arriviamo a Minorca e raggiungiamo l&#8217; hotel con l&#8217; autobus per pecoroni organizzato dal t.o. Il paesaggio è bello: tutta campagna, ondulato, recinti con bovini al pascolo, cavalli. Raggiungiamo Son Bou, che è un piccolo paese ultraturistico in riva al mare. E&#8217; tutto un susseguirsi di residence, supermercati, bar, ristoranti ed autonoleggi. E poi il nostro hotel: un mostro architettonico che deturpa bestialmente il paesaggio. Immagino le bustarelle che devono essere girate al momento della sua costruzione&#8230; <span id="more-516"></span></p>
<p>Quando arriviamo è già ora di cena ed andiamo immediatamente al ristorante, dal quale vengo cacciato perchè non indossavo i pantaloni lunghi. Torno al galoppo in camera ad infilarmi un paio di 501 (sono esigente in fatto di jeans: i 501 sono jeans, tutti gli altri no) e ritorno al ristorante.</p>
<p>La cameriera all&#8217; ingresso, che aveva il compito di accogliere gli ospiti, sapeva qualche parola di italiano. Mi ha sorriso e mi ha detto: &#8220;vieni dentro!&#8221; Io non ho potuto fare a meno di rispondere: &#8220;in che senso?&#8221; Poverina, non ha capito&#8230; E ha continuato: &#8220;vieni, vieni!&#8221; Io ghignavo come una bestia, e a meno che qualcuno non le abbia spiegato le sottili sfumature della lingua italiana, si starà ancora chiedendo perchè.</p>
<p> La mezza pensione prevedeva la colazione e la cena, entrambe a buffet. Per il pranzo ci si doveva arrangiare. La mattina seguente era previsto l&#8217; incontro con l&#8217; assistente Teorema che ci avrebbe descritto l&#8217; hotel, le escursioni facoltative e tutto il resto. Una grandissima rottura di coglioni che ti fa perdere 2 ore, praticamente si butta via la mattina.</p>
<p>Passiamo la giornata tra piscina e mare (e che mare!). La spiaggia è veramente lunghissima e dopo circa 1 km c&#8217; erano anche i nudisti. Uno spettacolo raccapricciante: gli uomini avevano una pancia di dimensioni tali da rendere impossibile per loro una verifica visiva del proprio uccello. Le donne avevano le tette all&#8217; altezza dell&#8217; ombelico e il culo dietro le ginocchia. C&#8217; era un motoscafo che trainava a velocità folle un bananone gonfiabile con una decina di sfigati sopra. Ho voluto fare un giro anch&#8217; io. Si pagava una decina di euro, ti davano un giubbotto salvagente e si partiva. E&#8217; stato bestiale! Si viaggia non so a che velocità, ma abbastanza elevata. Quando il guidatore del motoscafo si annoia, allora fa una virata strettissima col risultato di rovesciare in mare tutti gli occupanti del bananone. Mi sono proprio divertito.</p>
<p> La sera per il paese girava uno di quei trenini turistici e abbiamo pensato di fare un giro. Divertente, si fa un bel giro e si vede tutta la zona circostante.</p>
<p>Il giorno dopo lascio mio moglie in piscina e vado con mia figlia a Mahon, la capitale dell&#8217; isola con un autobus di linea. Mahon è veramente bellina e si vede lo stile coloniale inglese. Abbiamo anche fatto un escursione in mare con una di quelle barche col fondo trasparente. Così, così&#8230; insomma non è che si vedesse molto&#8230; Una piccola curiosità: la maionese, quella che vi mangiate nei tramezzini è nata qui. Si chiamava salsa mahonesa, da Mahon.</p>
<p>Un paio di giorni dopo per distrarmi decido di andare da solo e senza dire niente a nessuno a Ciutadella, l&#8217; ex capitale dell&#8217; isola. Ci arrivo in autobus ed è molto bello girare per l&#8217; isola. Si attraversano paesini interessanti dove converrebbe fermarsi a dare un&#8217; occhiata. Ciutadella la giro a piedi. Quasi quasi è meglio di Mahon, con i suoi palazzi, le chiese, e le stradine. Una valanga di turisti però, tra i quali anche moltissimi italiani, che manco a dirlo, vagavano come zombie per le stradine della città con un Nokia in una mano ed un Ercisson nell&#8217; altra&#8230; Ho fatto una coglionata che non ci si aspetterebbe da un viaggiatore esperto come me: mi sono incantato a guardare i soliti negozi per turisti ed ho perso l&#8217; autobus! Poco male: mi sono infilato in un internet cafè e ho preso quello dopo. Il solo problema è che avrei dovuto cambiare autobus a Alaior ed aspettare circa un ora. Ma si è rivelata una fortuna perchè ho finalmente visto un paese &#8220;vero&#8221; senza turisti. Tutte le case dipinte di bianco, vicolini in salita, chiese, palme&#8230; molto interessante.</p>
<p> Alloggiando in un hotel-villaggio potrebbe capitarvi di avere a che fare con gente sgradita che per evitare guai è opportuno togliere di mezzo. Non so, per esempio potreste trovare qualcuno che vi frega il posto sul lettino in piscina, o magari qualcuno che vi si appiccica e non sapete come liberarvene. Mi spiego?</p>
<p> Premetto che il modo migliore per fare un &#8220;lavoro&#8221; è sempre quello classico, cioè piantare dietro l&#8217; orecchio un cono di piombo rivestivo in rame largo 7,62 mm che viaggia a 800 metri al secondo. Sfortunatamente nel bagaglio è difficile che ci sia l&#8217; &#8220;attrezzatura&#8221; necessaria ed è difficile procurasela in loco. Anche il classico colpo di pistola alla nuca è efficace nella maggior parte dei casi ma non tutti si portano il &#8220;ferro&#8221; in vacanza.  Dopo lo sparo è bellissimo respirare a pieni polmoni l’ odore di cordite.  L’ odore di cordite è tra i miei preferiti e se dovessi stilare una classifica degli odori sarebbe questa:</p>
<p> 1 – Odore di macchina nuova</p>
<p>2 – Odore di passerina… se però la passera non viene lavata da alcuni giorni l’ odore è tale da salire al primo posto in classifica. Niente al mondo è meglio dell’ odore di una passera non lavata da alcuni giorni Per questo è utile farsi crescere i baffi: dopo aver fatto sesso orale attivo, anche dopo un ora, basta respirare col naso per sentire l’ odore della passera che è rimasto impregnato nei baffi.</p>
<p>3 – Odore di cordite</p>
<p> Tornando alla pistola, bisogna aprire una parentesi. Il mondo si divide in fanatici delle automatiche e fanatici dei revolver. Chi ama le automatiche si sente sicuro per via dei 15 colpi nel caricatore. Cos&#8217;è, dovete andare in guerra forse? Nel 90% dei casi sono i primi 3 colpi quelli che contano. I fanatici dei revolver si sentono sicuri per l&#8217; assoluta affidabilità di queste armi. Non si inceppano mai, non bisogna perdere tempo per incamerare una cartuccia o togliere la sicura (i revolver sono sprovvisti di sicurezza ordinaria). Si tratta di frazioni di secondo, certo, ma quando si è nella merda possono fare la differenza. Con una pistola a tamburo quando si tira il grilletto parte il colpo. Sempre. Per questo motivo un revolver non dovrebbe mai essere dato in mano a bambini di età inferiore ai 36 mesi. E se pensate che una .38 Special 2&#8243; (quella dei detective americani dei vecchi film) sia poco più che un giocattolo, è perchè nessuno vi ha mai messo in bocca la canna di una di queste armi. Non voglio dire che io sia un fanatico delle pistole a tamburo. Per me basta che funzioni, ma se proprio mi trovassi costretto a scegliere, allora forse preferirei un&#8217; automatica. Ma solo per un fatto culturale, dato che la prima che ho usato era di questo tipo.</p>
<p>Quando si è all&#8217; estero e c&#8217; è bisogno di una pistola, il mezzo più sicuro per procurarsene una è rubarla ad una guardia giurata. Bisogna fare attenzione a non confondere le uniformi delle guardie con quelle dalla Polizia, però. Una guardia giurata in genere non ha la minima preparazione al combattimento e non sarebbe quasi mai capace di sparare a qualcuno. Non ha probabilmente neanche qualche rudimentale nozione di difesa personale, mentre un agente della Polizia di Stato non ci penserebbe 2 volte per piantarvi una pallottola in fronte, quindi fate attenzione.</p>
<p>Una guardia giurata la si attira in un tranello, gli si da una bella botta (poi se vi interessa vi spiego anche la tecnica migliore per rompere un naso) ed ecco una pistola gratis! Verificarne sempre le condizioni: cartucce nel caricatore, eventuale colpo in canna, buon funzionamento delle parti meccaniche (questo fatelo ad arma scarica!). Se non siete esperti nel maneggiare un&#8217; arma da fuoco probabilmente sarà più pericoloso per voi che per la vostra vittima, quindi vi conviene valutare altre possibilità. Aver visto tutta la serie di &#8220;Arma Letale&#8221; con Mel Gibson non vi qualifica come esperti di armi: fate molta attenzione, e dico sul serio. Le armi non sono pericolose, le persone si. Io vi ho avvisati.</p>
<p> Si può tagliare la gola alla propria vittima. Sapete come si taglia la gola a qualcuno? L&#8217; avete mai fatto? Non è come si vede nei film. Se vi limitate a recidere una carotide o anche la trachea e basta, l&#8217; animale farà un bel casino per almeno un minuto prima di crepare. Non si muore subito, quindi se volete fare un lavoro silenzioso il metodo da impiegare è il seguente: si arriva silenziosamente da dietro, con la mano sinistra tirate la vostra vittima sotto il mento contro di voi. Immediatamente iniziate a lavorare con la destra. Non è necessario avere un coltello tipo “Rambo”, va bene anche un coltello da bistecca, purchè sia sufficientemente affilato. Non un singolo taglio netto, ma piuttosto dovete immaginarvi di affettare un salame. Continuare ad affettare fino ad arrivare con la lama contro le vertebre e se possibile continuare a segare. Arrivare a staccare quasi completamente la testa dal corpo può considerarsi un lavoro ben fatto. Se avrete lavorato bene il malcapitato non avrà emesso neppure un suono. Se non l&#8217; avete capito, non ho fatto sempre l&#8217; impiegato&#8230;</p>
<p>Il sangue umano però ha la pessima abitudine di infilarsi dappertutto, sui vestiti, sotto le unghie&#8230; Se qualcuno vi ha visti insieme alla vostra vittima vi beccheranno: anche la più microscopica traccia di sangue vi incastrerà. Io ho sempre pensato che convenga fare un lavoro pulito: è meglio strangolare. Tra l&#8217; altro io possiedo una preparazione specifica sugli strangolamenti. Se però chi dovete fare fuori è grosso il doppio di voi dategli prima una bella botta sulla nuca. Un estintore va benissimo in questi casi. Ma anche un batticarne, anche se è difficile che qualcuno se lo porti in vacanza. </p>
<p>Passiamo ora alla parte più difficile: nascondere il corpo. Cioè, non pensate che uccidere sia facile, o meglio, qualcuno si diverte a farlo, io no. Aspettatevi incubi con risvegli in piena notte in ogni caso. Come dicevo la parte difficile dal &#8220;lavoro&#8221; in un hotel è quella finale. Voi potreste anche lasciare il corpo nella stanza ma verrebbe subito ritrovato, e se appena appena qualcuno vi ha visti in compagnia della vittima sarete i principali indiziati. Se non siete addestrati a resistere in un interrogatorio crollerete dopo 2 minuti. Per questo motivo il cadavere fa fatto sparire. In alcuni film si prende il corpo, lo si fa a pezzi e lo si porta in valigia in un posto isolato e lo si seppellisce. Non mi sento di consigliarvi questo metodo. Nemmeno scioglierlo nell&#8217; acido nella vasca da bagno è di facile realizzazione. I metodi migliori sono 2.</p>
<p> Metodo 1:</p>
<p>Si prende il carrello che usano le cameriere al piano, ci si infila il cadavere e lo si nasconde nelle lenzuola sporche. Poi si scende fino nel seminterrato dove si trova la lavanderia. E&#8217; importante agire la mattina prestissimo, diciamo alle 4. Qui troverete anche gli spogliatoi del personale che lavora in hotel. A questo punto impossessarsi delle chiavi dell&#8217; auto di uno di questi. Adesso risulta piuttosto facile caricare il pacco, e allontanarsi con la macchina. Non girate alle 4 notte con gli occhiali da sole se non volete attirare l&#8217; attenzione! Fate un paio di chilometri, parcheggiate, mettete il corpo al posto di guida e incendiate l&#8217; auto. Naturalmente dovete togliere al cadavere qualsiasi cosa possa aiutare nell&#8217; identificazione. L&#8217; auto è importante che sia a benzina e non diesel, perchè dovrete aspirarne una decina di litri dal serbatoio ed inondare l&#8217; abitacolo. E adesso tornate in hotel e fatevi una bella doccia. Se avrete fatto un buon lavoro potrete tornare a casa tranquilli, diversamente ce l&#8217; avrete nel culo. Non dico che sia la cosa più facile del mondo ma non è neppure difficilissimo.</p>
<p> Metodo 2:</p>
<p>Uguale al metodo 1 fino al seminterrato. Raggiungete le cucine dell&#8217; hotel, fate a pezzi il corpo ed infilate i tranci nel tritacarne (comprese le ossa). Gli hotel grandi sono dotati di tritacarne formidabili. Raccogliete il macinato in contenitori per alimenti e infilateli nel frigo. Non mangiate polpette o simili nei giorni seguenti nel ristorante dell’ hotel. </p>
<p>Personalmente prediligo il metodo 2, se non altro perchè mi diverte pensare alle gente nel ristorante, anche se con questo non intendo dire che sia il metodo migliore. Ognuno deve essere in grado di valutare la situazione e di trovare il metodo migliore.</p>
<p>Naturalmente in questo breve racconto ho fatto solo alcuni esempi; esistono molti altri modi, certamente più professionali,  ma io mi sono quasi sempre dovuto arrangiare con quello che avevo. E&#8217; chiaro che 1 kg di semtex mi avrebbe facilitato di molto la vita in alcune occasioni (non si pone più il problema di far sparire il corpo, perchè la sparizione è compresa nel prezzo!), ma ho quasi sempre dovuto farne a meno. </p>
<p>Torniamo alla nostra vacanza. Passiamo i restanti giorni cazzeggiando e per fortuna nessuno ha occupato il mio lettino con il suo telo. Mi piace vedere che ci sono donne non più giovanissime che si mettono in tanga e topless. Il fatto è che hanno le tette cascanti, il culo lardoso e cosce cellulitiche. Misteri della vita&#8230; </p>
<p>Quando arriva il momento di ripartire il ritardo stavolta è imprecisato, cioè siamo li come coglioni ad aspettare ma nessuno ci sa dire a che ora. Alla fine dopo un paio di ore di attesa ci portano all&#8217; aereo. Doveva trattarsi di uno scherzo. Per forza&#8230; Il nostro bellissimo Airbus dell&#8217; andata era sparito e al suo posto c&#8217;era questa specie di cartone animato volante. Uno scassatissimo MD80 di una compagnia che non avevo mai sentito nominare prima: ITALI. Era bianco con dipinte delle nuvole nere che sembravano le chiazze di una frisona. Lo so che statisticamente il Mad Dog (come viene chiato il Super80) è uno degli aerei più sicuri ma non eravamo molto tranquilli. C&#8217; erano persino ancora i posacenere incorporati nei braccioli ed erano ancora marchiati Alitalia! Chiaramente la nostra compagnia di bandiera si è disfatta di questi rottami e li ha svenduti a varie compagnie sfigatissime. Adesso sugli aerei c&#8217; è una porta con combinazione che separa i 2 cazzoni dai passeggeri (perchè dopo l&#8217; 11/9 ecc. ecc.). Qui no: c&#8217; era solo una tenda. Chiunque poteva andare la davanti, sedersi, e decidere di schiantarsi contro un palazzo. Fanculo.</p>
<p>Quando arriviamo a Verona mi tocca trascinare le valige al pulmino che ci avrebbe portati al parcheggio. Ero sudato, incazzato perchè la vacanza era finita e stanco. Arriva uno stronzetto, uno di quelli con le magliette aderenti, gli occhiali da sole enormi, ed una specie di borsetto a tracolla. Mi ha urtato e non mi ha neppure chiesto scusa. Ero al limite. &#8220;Bello!&#8221; Non si è girato ma continuava a ridacchiare con una troietta in sua compagnia. &#8220;Lascialo stare&#8221; ha detto mia moglie che aveva previsto cosa stava per accadere. Non gli ho più detto nulla, gli sono andato di fronte e con la massima calma gli ho messo tutte e due le mani dietro la nuca, come se volessi mettergli la lingua in bocca. Con tutta la forza ho contemporaneamente tirato le braccia e spinto la testa in direzione del suo setto nasale. Il tutto è durato meno di un secondo.</p>
<p>L&#8217; ho lasciato per terra a sanguinare come un maiale e sono tornato a casa con mia moglie e la mia bambina.</p>
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		<title>La Palma: la riscoperta del biogas</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 06:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Palma, la isla bonita&#8230;</strong> 3 anni fa ho letto queste righe sul catalogo Teorema ed ho subito pensato alla celebre canzone di Madonna.La Palma è un isola delle Canarie ancora poco famosa (per fortuna) tra i turisti. Attenzione: La Palma è un isola, Las Palmas è una città di Gran Canaria, Palma di Maiorca è un&#8217; altra cosa ancora.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/La-Palma.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3670" title="La Palma" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/La-Palma.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/culo-fantastico-di-una-grande-gnocca-con-perizoma-sulla-spiaggia-di-la-palma.jpg"></a></p>
<address></address>
<p>Ho fatto mesi e mesi a sentirmi dire: &#8220;Ah, allora vai a Palma di Maiorca, anch&#8217; io ci sono stato&#8221; oppure &#8220;Ah, vai a Las Palmas, io invece sono stato a Maspalomas&#8221;. Ogni volta dovevo rispondere: &#8220;non avete capito un cazzo, io vado da un&#8217; altra parte&#8230;&#8221;.</p>
<p>Teorema presentava in esclusiva per l&#8217; Italia questa destinazione e la prima partenza era il 5 luglio. Avevo deciso che dovevo passare alla storia e volevo essere il primo italiano ad andare a La Palma con un viaggio organizzato. Forse questo non è sufficiente a qualificarmi come &#8220;esploratore&#8221; (anche se moltissimi anni fa lo sono stato per davvero! Ma questa è un &#8216; altra storia&#8230;), però è una cosa di cui mi posso vantare con gli amici: io sono stato il primo italiano ad andare a La Palma con un viaggio organizzato.Il catalogo diceva che avremmo alloggiato in un nuovissimo resort della catena Princess, che già conoscevo per avervi alloggiato a Gran Canaria. <span id="more-510"></span></p>
<p>La partenza da Malpensa avviene con circa 1 ora di ritardo, ma è accettabile per un volo charter. Come voi tutti già saprete, le compagnie aeree charter (e anche le low cost, ovviamente) per contenere i costi non impiegano piloti veri con ATPL, ma affidano i propri aerei ad appassionati di Microsoft Flight Simulator, che sono persino disposti a pagare pur di pilotare un aereo vero. E&#8217; molto semplice: quando si raggiungono le 500 ore di volo simulato sul pc casalingo, ci si può far assumere da una compagnia charter o low cost, PAGARE un minimo di 1500/2000 euro a volo, e trovarsi ai comandi di un A320 o di un B737. Ecco come fanno a mantenere basse le tariffe queste compagnie.</p>
<p>Il volo è iniziato normalmente, poi il &#8220;comandante&#8221;, dopo il consueto benvenuto ai passeggeri, ha dimenticato di spegnere l&#8217; interfono, così abbiamo potuto sentire tutti  i loro discorsi e le comunicazioni radio con i vari ATC. Di seguito la trascrizione di alcuni momenti di conversazione avvenuti in cabina . xxx è il numero del volo che non riporto. La privacy, sapete…: </p>
<p>- F/O: A che serve questo?</p>
<p>- CAP: Bho? Non c&#8217; era nel simulatore&#8230;</p>
<p>- F/O: Questi interruttori servono davvero a qualcosa?</p>
<p>- CAP: Non ne ho idea: per prudenza tu non toccarli.</p>
<p>- F/O: Minchia, guarda che figata: il TCAS è come in Flight Simulator, ma qui c&#8217; è molto più traffico!</p>
<p>- CAP: Oh, questo sidestick è meglio del nuovo joistick che mi sono comprato.</p>
<p>- F/O: Ma va, è una mmerda, non ha neanche il ritorno di forza&#8230;</p>
<p> - ATC: EZZ xxxx, climb to FL210.</p>
<p>-F/O: Climb, what? (ma che ha detto?) Say again, please.</p>
<p>- ATC: EZZ xxxx, climb to level 210 and turn right heading 250 for traffic, 10 miles ahead, MD80.</p>
<p>- F/O: (ma che detto?)</p>
<p>- CAP: Climb to FL210 and right HDG 250, EZZ xxxx (ha detto di salire al livello 210 e virare a destra per prua 250, bigolo!)</p>
<p>- F/O: Ah, ok, ma perchè non sale??? Dov&#8217;è il tasto LVL CHG???</p>
<p>- CAP: Testa di cazzo, è un Airbus non un Boeing: tira o spingi quella manopola di merda!</p>
<p>- F/O: Ah, già! Open Climb&#8230;è giusto?</p>
<p>- F/O: MA NON VIRA!!!</p>
<p>- CAP: Ma che cazz&#8230;.???</p>
<p>- F/O: Faaancuuulooooo!!!!</p>
<p>- CAP: E&#8217; davanti a noi, cazzo, vira a destra!</p>
<p>- ATC: AZA xxxx: Traffic 6 miles ahead, A320. Turn right 050.</p>
<p>- AZA xxxx: Right 050, traffic in sight, AZAxxxx.</p>
<p>- CAP: Virano loro: meglio!</p>
<p>- F/O: Non succede un cazzo! Il sidestick non funziona!</p>
<p>- CAP: Porca troooiaaaa!</p>
<p>- F/O: Premi P e metti in pausa che raccolgo le idee&#8230;  cazzo,no, non è il simulatore&#8230;</p>
<p>- F/O: C&#8217; è  l&#8217; A/P inserito, ecco perchè&#8230; viro col selettore di prua?</p>
<p>- CAP: Si, ma&#8230;. prima tiralo&#8230;</p>
<p>- F/O: Ah, ecco, adesso la linea è verde, l&#8217; altra è tratteggiata&#8230;</p>
<p>- CAP: Miiiiinchiaaaa!</p>
<p>- F/O: Ok, è tutto ok adesso, tranquillo, ho capito come si fa. Meno male che quegli stronzi la dietro non si accorgono di nulla.</p>
<p>-F/O: A La Palma c&#8217; è l&#8217; ILS? No, perchè la carta parla di procedura NDB, ma io mica la so fare&#8230;</p>
<p>- CAP: Io nemmeno&#8230;</p>
<p>- F/O: Si può atterrare col pilota automatico?</p>
<p>- CAP: Se non c&#8217;è l&#8217; ILS, no&#8230;</p>
<p>- F/O: Che si fa?</p>
<p>- CAP: Te lo dico io che si fa. Appena siamo nello spazio aereo delle Canarie chiediamo di atterrare all&#8217; alternato: Tenerife Sud. Tanto lì c&#8217; è l&#8217; ILS e lo portiamo giù in automatico&#8230;</p>
<p>- F/O: E gli stronzi?</p>
<p>- CAP: Che vadano affanculo&#8230; andranno a La Palma in traghetto&#8230;</p>
<p>- F/O: Cazzo, ci ho messo mezz&#8217; ora per programmare tutta la rotta. Mi girano le palle a selezionare l&#8217; alternato, anche perchè non so come si fa&#8230;cioè, una volta l&#8217; ho fatto e mi è sparito tutto&#8230; E se tentassimo un visual?</p>
<p>- CAP: Proviamo, ma bisogna andare in manuale, anche l&#8217; A/T va disattivato&#8230;</p>
<p>- F/O: Si, si ok, l&#8217; ho fatto una decina di volte sul simulatore e mi sono schiantato solo 3 o 4 volte&#8230; Sai che una volta a Malpensa sono atterrato sulla C ?</p>
<p>- CAP: ha! ha! ha! ha!</p>
<p>- F/O: Piuttosto: non ho mai capito la differenza tra FLEX e TO/GA&#8230;.</p>
<p>- CAP: Ma va a cagare&#8230;</p>
<p>Le premesse non erano delle migliori e alcuni passeggeri erano in preda al panico. Sono dovuto intervenire personalmente per calmare un paio di passeggeri: il metodo migliore per calmare una persona in preda al panico consiste nel prenderla a schiaffoni in faccia. Almeno 4 o 5 e bisogna anche farsi male alle mani, altrimenti non sono efficaci. C&#8217; era una passeggera sui 40 anni, truccatissima, che indossava gli occhiali da sole Gucci anche in aereo e scarpe con tacchi altissimi. Era erroneamente convinta di essere una strafiga e se la tirava di brutto. Mi stava sulle palle così ho preso a schiaffi anche lei anche se era calmissima. Fanculo.  Ma tra un film e uno spuntino, giungiamo a destinazione con un atterraggio da manuale: persino un pilota vero non avrebbe saputo fare meglio&#8230; </p>
<p> Appena entriamo nel terminal del piccolo aeroporto di La Palma troviamo un comitato di accoglienza in costumi tradizionali e persino la TV locale accorsa a riprendere i &#8220;primi italiani che sono andati a La Palma con un viaggio organizzato&#8221;. Stavolta non vi sto prendendo per il culo ma dico sul serio. Le ragazze in costume distibuivano a tutti i nuovi arrivati una banana. Sul momento la cosa mi ha lasciato un po&#8217; perplesso. Non c&#8217; è bisogno di essere Freud per capire che offrire una banana può avere molti significati. Io però l&#8217; ho preso come un benvenuto. Ci vogliono 40 minuti di autobus su strade tortuose per raggiungere l&#8217; hotel. Intanto ci guardiamo il panorama. Colpiscono subito i bananeti: l&#8217; isola ne è ricoperta. Montagne, casette bianche, centrali eoliche. L&#8217; hotel si trova a Fuencaliente, sul lato sud ovest dell&#8217; isola. Anzi per essere precisi, da Fuencaliente si prende una stradina tutta tornanti e si scende per 5 km. Lì c&#8217; è l&#8217; hotel. Dall&#8217; alto sembra subito bellissimo: le 10 piscine di cui è dotato si fanno notare. E&#8217; costruito in stile andaluso &#8211; moresco: non ho la più pallida idea di cosa voglia dire, ma sul catalogo era scritto così e a me piace. Per darvi un&#8217; idea, sembra un po&#8217; antico, tipo le costruzioni che ci sono a Disneyland. E&#8217; stato inaugurato solo la settimana prima del nostro arrivo, infatti alcuni lavori non erano ancora del tutto ultimati. Appena arriviamo in camera troviamo un secchiello di ghiaccio con bottiglione di frizzantino. Un bel benvenuto, non c&#8217;è che dire&#8230; La stanza è bellissima, con 2 letti matrimoniali e un cesso che è molto più bello di quello che ho io a casa. Rubiamo subito le biro, i block notes, tutti i boccettini di bagnoschiuma e anche il necessario per cucire. La prima cena: il ristorante è come di consueto a buffet come in tutti i posti simili e il bevere è compreso (acqua, vino, birra, bibite). Si può anche fare le bestie, tanto a loro non importa nulla. Bisogna sempre mangiare e bere fino a scoppiare quando si va in questi posti, tanto è già tutto pagato.</p>
<p>E&#8217; importante farsi riconoscere: noi italiani abbiamo l’ obbligo  morale di fare casino, urlacchiare nel ristorante, ridere come bestie in piena notte, e cosa più importante di tutte, se abbiamo un telefonino che fa le foto, dobbiamo usarlo in ogni momento. Fotografare tutto e farsi fotografare in pose da pirla sul bordo della piscina o sulla scogliera e poi mandare le foto via MMS ai colleghi al lavoro con su scritto &#8220;qui è una figata&#8221;.</p>
<p>L&#8217; hotel si trova su una scogliera, niente spiaggia quindi. Se si vuole andare al mare, la spiaggia più vicina si trova a un paio di km. Bisogna scendere una scalinata lunghissima e finalmente si arriva alla spiaggia di sabbia nera. Data l&#8217; origine vulcanica dell&#8217; isola tutte le spiagge sono di sabbia nera. Se la spiaggia è affollata vuol dire che ci sono al massimo 4 persone, altrimenti non c&#8217; è nessuno. E&#8217; molto bella, anche se è assolutamente impossibile camminare sulla sabbia a piedi nudi. Ci si mette sul telo ad arrostirsi al sole con l&#8217; oceano davanti e le rocce dietro e intanto si ha modo di pensare&#8230;. A cosa? A molte cose&#8230; poi ci arriviamo.</p>
<p>L&#8217; hotel ha 10 piscine, tutte nuove e di forme strane, alcune con ingresso tipo mare. Ci sono pochissimi ospiti: noi italiani casinisti e qualche spagnolo continentale in vacanza. C&#8217; è anche un buon servizio di animazione diurno e serale con i soliti giochini, tiro a segno, spettacoli, mini dance, ecc. Per via che il mondo è piccolo, ho incontrato 2 animatori che avevo conosciuto 3 anni prima a Gran Canaria. Uno si chiama Kannibal, l&#8217; altro non mi ricordo. Erano in gamba, dei veri professionisti dell&#8217; animazione.</p>
<p>Passiamo un paio di giorni tra piscine, ristorante e stanza e poi decidiamo di dare un&#8217; occhiata all&#8217; isola. Quando rimango sdraiato al sole senza nessuno che rompe le palle, ho modo di pensare alle cose più strane: le donne della mia vita, vorrei una pizza, nuove opportunità di lavoro, vorrei avere 2 uccelli, quello che facevo quando ero un giovane soldatino&#8230;. Cazzo, mi è tornata in mente un cosa che avevo completamente cancellato: una delle cose che si imparano nell&#8217; esercito è dare fuoco alle scoregge, lo sapevate? Avevo un amico, un veneto, uno di quelli tosti che fanno fatica a parlare in italiano, avete presente il tipo? Purtroppo non ricordo più il suo nome ma è stato il mio maestro in quest&#8217; arte. Mi è tornata in mente la prima volta che l&#8217; ho visto all&#8217; opera: era sdraiato sulla branda di fianco alla mia a leggere un libro e all&#8217;improvviso mi ha chiamato: &#8220;Diego, lo sai che le scoregge prendono fuoco?&#8221; Io ne avevo già sentito parlare ma non avevo mai visto una dimostrazione pratica (20 anni fa poi non c&#8217; era nemmeno internet con tutti i suoi video&#8230;). Ha alzato una gamba, ha messo l&#8217; accendino in posizione e ne ha mollata una. Ragazzi, che fiammata! Non ci potevo credere e mi sono rotolato per terra dal ridere. Chiaramente ho subito voluto imitarlo e lui mi ha dato tutti i suggerimenti del caso, sembrava un allenatore che dispensa consigli alla squadra prima della partita. Mi ha spiegato che l&#8217; alimentazione è importante: molta verdura cotta, oltre ai classici fagioli vanno bene cavolfiori, cipolle cotte e verze cotte. Anche mangiare chili di cioccolato aiuta. Per produrre molto gas intestinale la dieta è fondamentale. Il vestiario: mai a culo nudo (per evidenti motivi), e nemmeno con mutande o costumi da bagno in nylon, dato che è facilmente infiammabile. L&#8217; ideale erano i pantaloni dell&#8217; uniforme da combattimento (quella tutta verde che si usava ai miei tempi) che avevano il giusto spessore che consentiva l&#8217; uscita del gas ma non un &#8220;ritorno di fiamma&#8221;. I jeans non sono molto adatti. E per finire la posizione: l&#8217; ideale è stare sdraiati con le gambe alzate (tipo parto, per intenderci). Mi ricordo benissimo che in poco tempo ho consumato un intero accendino Bic per dedicarmi a questa pratica. Era divertentissimo, e quando tornavo a casa in licenza stupivo gli amici, che a loro volta mi imitavano&#8230; Qualcuno aveva anche fregato un paio di cartucce al poligono e stavamo meditando di incendiare la polvere da sparo estratta dal bossolo con la fiammata di una scoreggia incendiata. Ma poi abbiamo desistito: se qualcuno si fosse fatto male cosa avremmo raccontato all&#8217; ufficiale medico? E se addirittura fosse stato necessario il ricovero a Baggio? Ci avrebbero inculato.</p>
<p> &#8221;Cos&#8217; hai da ridere? Stai ridendo da solo come un cretino!&#8221; Era mia moglie sull&#8217; altro lettino. &#8220;Niente&#8230; pensavo agli anni che ho passato servendo la Patria&#8230;&#8221; Ah, si, dimenticavo, non ero di leva: ho passato alcuni anni in divisa, ma questo adesso non ha importanza. &#8220;Beh, io vado a prendermi un ghiacciolo&#8221; Sono corso via al galoppo diretto al negozio dell&#8217; hotel e&#8230;. &#8220;Scusi mi da un accendino?&#8221; Ma non era certo una sigaretta che volevo accendere&#8230;</p>
<p> L&#8217; isola merita veramente di essere vista e non vale la pena di venire fin qui solo per prendere il sole. Così noleggiamo una Yaris e ci lanciamo alla scoperta di La Palma. Le strade sono in ottime condizioni, anche se con molte curve. La prima cosa che andiamo a vedere è il vulcano San Antonio. Per prima cosa si assiste alla proiezione di un filmato che spiega la formazione dell&#8217; arcipelago canario. Poi si cammina sul bordo del cratere: il vulcano è spento ma fa veramente impressione.</p>
<p>Ripartiamo in macchina per andare a &#8220;Roque de los muchacos&#8221;, il punto più alto dell&#8217; isola, 2300 metri. Una strada assurda, ci saranno 3000 curve, da impazzire. Il panorama da qui è bestiale: si vede benissimo &#8220;la caldera de taburiente&#8221;, in pratica un immenso cratere che occupa quasi la metà dell&#8217; isola. Naturalmente adesso è tutto ricoperto da boschi. Qui ci sono anche diversi osservatori astronomici, già visti in un puntata di &#8220;Turisti per caso&#8221;. Praticamente delle persone vengono pagate per guardare puntini lontani miliardi di chilometri: soldi spesi bene&#8230; Da qui si può vedere anche il Pico de Teide, sulla vicina isola di Tenerife. Ci fermiamo per il pranzo a Los Llanos de Aridane, che è la seconda città più grande dell&#8217; isola. Dire città forse è un po&#8217; eccessivo&#8230; Molto bella, con stradine, chiese, un mercato coperto che sa tanto di nord Africa, e purtroppo anche un negozio di souvenir… Una delle cose che più mi ha sconvolto è stato vedere un negozio che si chiamava ANTANI: quello della supercazzola, avete presente? Per oggi è tutto.</p>
<p>Passiamo un altro giorno a cazzeggiare in hotel e mangiamo nuovamente come animali. La cameriera più carina dell&#8217; hotel si chiamava Tereza (si, con la z), se vi capita di andarci dateci un&#8217; occhiata.  Una delle animatrici invece, non ricordo il nome, era valenciana, ma parlava un po&#8217; di italiano. Carina, diciamo che la natura è stata generosa con lei, non so se ho reso l&#8217; idea. Non perdeva occasione per trascinarmi in tutte quelle attività stupide che si organizzano in questi posti. Non sono riuscito a capire se lo faceva perchè era il suo lavoro o perchè era attratta da me. In effetti aveva visto che ero li con moglie e figlia al seguito ma quando mi parlava aveva uno sguardo come per dire: &#8220;ti scoperei, animale&#8230;&#8221; Propendo quindi per la seconda ipotesi&#8230;</p>
<p> Il giorno seguente decidiamo di fare un altro giro così noleggiamo un&#8217; altra macchina: questa è una Twingo con tetto apribile. Una figata pazzesca! Andiamo alla Cumbrecita, che praticamente è in mezzo a un bosco, l&#8217; estremità opposta della caldera. Ci sono contrasti incredibili in quest&#8217; isola. Si passa in pochi chilometri dall&#8217; oceano alle montagne. Dalle palme ai pini dalle casette isolate ai palazzoni di Santa Cruz. E poi colate di lava, boschi, ruscelli, distese di terra rossa che sembra Marte. Dopo la Cumbrecita andiamo a Puerto Naos dove c&#8217; è la più grande spiaggia dell&#8217; isola. Palme di contorno, e l&#8217; unico albergo di una certa importanza dopo il nostro. I turisti tedeschi hanno scoperto La Palma da alcuni anni e vengono tutti qui o in appartamenti in affitto. In effetti stanno costruendo un po&#8217; troppo&#8230; Abbiamo anche fatto il bagno ma non mi pare molto sicuro: basta fare un paio di metri che praticamente ti si apre una voragine davanti. L&#8217; oceano è sempre piuttosto mosso, e come noto, abitato anche da squali. Insomma, fare il bagno è un&#8217; esperienza un po&#8217; inquietante&#8230;</p>
<p>Ci spostiamo a Santa Cruz de La Palma (c&#8217; è una Santa Cruz anche a Tenerife), la capitale dell&#8217; isola. La metà dei paesi ha un nome religioso; gli spagnoli in questo battono persino noi. Santa Cruz è molto bella con tutte quelle casette con i balconi strani. E&#8217; bello sedersi nei bar all&#8217; aperto e guardare la gente che passa. I turisti sono tutto sommato pochi, quindi non c&#8217;è quell&#8217; atmosfera che si respira a Gran Canaria o Tenerife. E la cosa più bella: nessun italiano! Torniamo a Fuencaliente, dove vengono anche prodotti ottimi vini, e riconsegniamo la Twingo. In effetti mi giravano le palle perchè andare in giro per l&#8217; isola è stato veramente divertente.</p>
<p>L&#8217; ultimo giorno lo passiamo come al solito nelle piscine dell&#8217; hotel e l&#8217; ultima sera riusciamo anche a vedere Shrek in spagnolo alla televisione. La mattina della partenza la sveglia è prestissimo perchè dovevamo lasciare l&#8217; albergo alle 7 dato che saremmo dovuti ripartire per l&#8217; Italia alle 9.30. Ho fatto colazione in fretta, mi faceva male la testa e mi sentivo di merda. L&#8217; autobus è la strada tutta curve hanno fatto il resto: appena messo piede in aeroporto mi infilo in un cesso ed ho osservato con estrema curiosità e stupore la colazione uscirmi per metà dalla bocca e per metà dal naso. Vi sembrerà incredibile ma mi sono sentito subito meglio.</p>
<p>E&#8217; stato bello scoprire che il nostro volo non sarebbe partito prima delle 12.30 così avevamo più di 4 ore da passare nel minuscolo aeroporto di La Palma. Il giorno prima avevo comprato un tagliaunghie con il nome dell&#8217; isola scritto sopra, uno di quelli che hanno anche una piccola lama non affilata lunga circa 3 centimetri. Ho fatto la cazzata di lasciarlo nel bagaglio a mano&#8230; Ai controlli di sicurezza non ho capito cosa si sono urlati perchè parlavano spagnolo, ma doveva essere qualcosa tipo: &#8220;ferma quegli stronzi!&#8221;. Il tipo mi ha chiesto:&#8221;Cos&#8217;è questo?&#8221; &#8220;Cazzo, è un tagliaunghie&#8230;&#8221; proprio così ho risposto, con un &#8220;cazzo&#8221; davanti.  &#8220;Non si può portare in cabina, è un arma&#8221; Stavo per rispondere: &#8220;Ma mi stai prendendo per il culo, brutto stronzo???!!! Cos&#8217; ho, la faccia da Bin Laden, forse?&#8221; Ma invece per evitare guai ho risposto semplicemente:&#8221;Scusi&#8230;non lo sapevo..&#8221; Che figura di merda&#8230; Lui parlava ovviamente spagnolo, ed io ovviamente italiano, ma ci siamo capiti alla perfezione. Nessuno dei 2 aveva voglia di parlare inglese o arabo. L&#8217; uomo mi ha dato 2 possibilità: sequestrarmi il tagliaunghie o tornare al check in e spedirlo come bagaglio. Ho scelto la seconda e sono tornato indietro. Ma come faccio a spedirlo?</p>
<p>In aeroporto c&#8217; era anche una farmacia e mi stava venendo un&#8217; idea geniale: comprare dei preservativi, infilarci dentro il tagliaunghie e&#8230;nasconderlo dentro di me! Ci vuole coraggio per fare una cosa del genere. Sono sopravvissuto a 7 lanci col paracadute ma non credo che potrei farcela a superare un&#8217; esplorazione rettale da parte di un poliziotto. Certo se mi avessero scoperto e &#8220;perquisito&#8221; non l&#8217; avrei raccontato a nessuno ma non ce l&#8217; ho proprio fatta a correre questo rischio. Ho buttato il tagliaunghie. Peccato però&#8230; Come se non bastassero le 3 ore di ritardo facciamo pure uno scalo a Lanzarote. Insomma tra una cosa e l&#8217; altra sono arrivato a casa alle 9 di sera! Per via che &#8220;si, si, alle Canarie in 4 ore ci sei!&#8221; Col cazzo! Per andare o tornare ti va via una giornata.</p>
<p>Comunque questo è stato forse il viaggio più bello che ho fatto, ma voi non andate MAI a La Palma. Così non diventerà un posto per turisti-pecoroni come Tenerife!</p>
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		<title>Mallorca: no sex, just sun – Diario</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 01:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una settimana senza scopare! Per uno come me è una cosa inaudita, stavo impazzendo! Ma lasciate che vi spieghi: dal 23 al 30 giugno 2010 sono stato in vacanza a Maiorca. Con mia moglie. E le mie 2 figlie. Una stanza sola. Per tutti e 4. Avete capito? Prima che vi racconti di come abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una settimana senza scopare!</strong> Per uno come me è una cosa inaudita, stavo impazzendo! Ma lasciate che vi spieghi: dal 23 al 30 giugno 2010 sono stato in vacanza a Maiorca. Con mia moglie. E le mie 2 figlie. Una stanza sola. Per tutti e 4. Avete capito? Prima che vi racconti di come abbiamo recuperato alla grande una volta tornati a casa, facciamo un passo indietro. Vi racconterò di questa vacanza rilassante nella mia preferita tra le isole Baleari: Maiorca.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/08/parasailing-a-Magaluf-Maiorca.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2706" title="parasailing a Magaluf - Maiorca" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/08/parasailing-a-Magaluf-Maiorca.jpg" alt="parasailing a Magaluf - Maiorca" width="500" height="419" /></a></p>
<p>Come certamente saprete, dato che siete affezionati lettori di Travelsmart, sono già stato in passato a Ibiza, Formentera e <a href="http://www.travelsmart.it/2010/02/occultare-un-cadavere-a-minorca-come-e-perche/">Minorca</a>. Ero già stato anche a<a href="http://www.travelsmart.it/2010/02/maiorca-in-inverno/"> Maiorca, in inverno </a>(una vera vacanza alternativa) ed ora l’ho vista anche in estate. Se c’è un posto all’estero dove mi trasferirei (problemi linguistici a parte), è proprio Maiorca.</p>
<p><span id="more-2705"></span></p>
<p>Ma veniamo al viaggio vero e proprio. Abbiamo organizzato tutto in aprile, con soli 2 mesi di anticipo, dato che abbiamo dovuto sudare le fatidiche 7 camice per farci confermare le ferie nello stesso periodo (siamo servi della gleba, non top manager, quindi il “problema ferie” esiste!). Logicamente il viaggio è stato organizzato in modalità “fai da te”, in questo modo abbiamo avuto la massima flessibilità nei giorni di partenza, oltre ad avere un servizio migliore ed un costo più contenuto.</p>
<p>Il viaggio: abbiamo volato con easyJet, dal momento che era l’unico volo diretto (charter a parte) dalla Padania (nel nostro caso da Malpensa). Dato che era disponibile tutti i giorni della settimana siamo andati e tornati di mercoledì (prezzi MOLTO più bassi rispetto ai weekend). 4 persone + 2 valige (che si pagano con le low cost): 400 eurini tondi, una media di 100 euro a cranio A/R. Tutto sommato una cifra accettabile, anche se prenotando a marzo (tenevo d’occhio questo volo da mesi) avremmo speso sui 70. Pazienza.</p>
<p>L’alloggio: lo stesso della volta scorsa (squadra che vince non si cambia) cioè Sol Antillas – Barbados (4 stelle) di Magaluf, animata località a 20 km da Palma (28 dall’aeroporto) direttamente sul mare. 4 persone in mezza pensione: 1000 eurini, cioè 36 euri a testa al giorno di media. Hotel con piscine, animazione, ristorante a buffet, aria condizionata in camera, ecc. Provate ad andare in un merdoso 3 stelle sulla riviera adriatica, senza aria in camera e con ristorante dove non potete neanche scegliere cosa mangiare e senza piscina, e senza un cazzo di niente e ditemi quanto spendete. Minimo 50/60 euro al giorno. Fanculo.</p>
<p>Il trasferimento aeroporto &#8211; albergo e viceversa: vi dico subito che andarci con i mezzi pubblici comporta più problemi che vantaggi, perché bisogna cambiare 2 autobus (sempre molto affollati) e trascinarsi dietro valigie e prole. O andate in taxi (sui 35 euri a tratta) o usate, come abbiamo fatto noi, uno shuttle che vi porta in albergo e vi viene a riprendere 3 ore prima della partenza del vostro volo di rientro. 68 euri in tutto. Prenotato da internet. Consiglio: all’andata, una piccola mancia all’autista vi garantisce con certezza il viaggio di ritorno. Servizio ottimo svolto con Daily climatizzati e autista muto. Odio quando gli autisti vogliono fare conversazione: non ci si capisce e ho i cazzi miei a cui pensare.</p>
<p><strong>Giorno 1</strong></p>
<p>La cronaca: poiché il nostro volo partiva alle 11.50 ho stabilito di partire da casa alle 06.00 in modo da evitare, almeno in parte, il traffico sulla tangenziale di Milano. Ho fissato la sveglia alle 03,00, ma per essere certo di partire ho organizzato dei turni di guardia di 2 ore durante tutta la notte. Il primo turno (21,00 – 23,00) è toccato a mia figlia piccola, 5 anni ma già molto sveglia. Le ho fornito una Mag Lite e un AK che ho acquistato illegalmente tempo addietro su internet, in Uzbekistan. Mi è costato solo 500 euro versati con Paypal e mi è arrivato a casa in pacco anonimo insieme a 300 cartucce. Un affare, considerando che era l’originale russo, non quello cinese, il Tipo 56, o la copia cecoslovacca con parti in plastica al posto del legno. Il secondo turno (23,00 – 01,00) a mia figlia grande (12 anni) e l’ultimo (01,00 – 03,00) a mia moglie. Io mi sono auto esentato dai turni di guardia. Sono il capo o no? Alle 3 il piantone mi ha svegliato (come da mie disposizioni picchiando un mestolo in acciaio dentro una pentola). Per non rischiare ho dormito vestito con già le scarpe indosso, e per non sprecare tempo prezioso mi sono portato avanti facendo colazione la sera prima. Così si fa. Appena alzato ho svuotato la vescica avendo cura che alcune gocce di orina rimanessero sul bordo del water (il vero uomo è una bestia e come tale deve agire), poi ho iniziato le ultime verifiche dell’equipaggiamento. Bisogna prepararsi una <a href="http://www.travelsmart.it/2010/02/create-una-fantastica-e-completa-checklist-per-i-vostri-viaggi-con-dont-forget-your-toothbrush/">checklist</a> e controllare tutto almeno 3 volte. I dettagli contano. Alle 4 la mia squadra era pronta: indossavano la BDU ed erano allineate tutte e 3 in sala, pronte per l’ispezione. Ho preteso che ognuna di loro ricontrollasse il proprio zainetto tattico. Mai partire senza un cambio di biancheria ed oggetti per l’igiene personale nel bagaglio a mano. Purtroppo la fregatura di viaggiare con bagaglio registrato è che le valigie hanno la pessima abitudine di infilarsi nell’aereo sbagliato. In tal caso un cambio nel bagaglio a mano garantisce almeno di indossare biancheria pulita all’arrivo.</p>
<p>A me spettava il compito di custodire le cose di importanza vitale: documenti (senza non si va da nessuna parte), biglietti elettronici (inutili) e soldi. Avevamo inoltre un totale di 6 carte di credito (4 vere e 2 ricaricabili) e 2 bancomat. 6 cellulari tutti Nokia, in modo da avere un unico caricabatterie (ma io ne ho portati lo stesso 2, non si sa mai), macchina fotografica con 2 sd di scorta, telecamera con batteria di scorta e mini dv in abbondanza e un netbook. Ovviamente anche un paio di chiavette per fare quotidianamente copie di backup delle foto. Di ogni apparecchio elettronico ho controllato e ricontrollato più volte di avere anche i caricabatterie. Senza siete fottuti.</p>
<p>Alle 05.30 la macchina (chiaramente con pieno di benzina, liquidi rabboccati, lampadine controllate e gomme nuove e gonfie) era pronta, con i bagagli caricati e parcheggiata in strada con il muso già orientato nella direzione giusta. Naturalmente il navigatore era già acceso con inserito l’indirizzo del parcheggio e selezionata l’opzione “Minor tempo”.</p>
<p>Inutile attendere ancora. Ho ordinato alla squadra di pisciare anche se non ne avevano voglia: bisogna liberarsi di ogni liquido in eccesso prima della partenza, dato che avevo stabilito che ogni sosta, nei 150 km che separano casa mia da Malpensa, sarebbe stata bandita. Dopo pochi chilometri ho avuto la conferma che i lunghi anni di rigido addestramento militare cui ho sottoposto mia moglie sono stati del tutto sprecati, dato che ha esclamato: “ci fermiamo a fare colazione?”.</p>
<p>Ora, mettetevi un po’ nei miei panni: è davvero frustrante constatare che tutto il lavoro meticoloso di pianificazione sfuma per la pausa cappuccino e brioche. Prima di rispondere che poteva anche scendere dall’auto in corsa e tornare a casa a piedi, ho riflettuto un momento ed ho trovato una soluzione diplomatica. Insomma, dovete anche tenere conto che se avessi voluto “qualcosa” in cambio una volta rientrati a casa avrei dovuto giocare bene le mie carte. La mia risposta è stata: “aumenterò la velocità di crociera di 5 km/h, in modo da giungere a destinazione 3 minuti prima. Per le 8 puoi fare colazione in aeroporto. Ti può andare bene?”.Ho aggiunto anche “amore”. Meglio andare sul sicuro.</p>
<p>Come previsto la risposta è stata affermativa. Bene: la tabella di marcia poteva procedere senza intoppi e mi ero assicurato una scopata (anche 3 o 4) una volta tornati a casa.</p>
<p>Abbiamo lasciato l’auto in uno di quei maxi parcheggi nei dintorni dell’aeroporto, dove poi ti portano al terminal con dei pulmini. Potevo anche lasciare l’auto incustodita a <a href="http://www.travelsmart.it/2010/02/parcheggiare-gratis-a-malpensa/">Case Nuove</a>, ma dato che è quasi nuova (cazzo, ha solo 10 anni, praticamente ancora in rodaggio!) non volevo rischiare di ritrovarmi un microscopico graffio nella preziosa vernice argento metallizzato. Vi elargisco un consiglio gratis: se nei parcheggi è disponibile la sosta al coperto (a prezzo ovviamente superiore), voi scegliete comunque lo scoperto. I bastardi, infatti, lasceranno la vostra auto allo scoperto anche se voi avrete pagato di più. Parlo per esperienza diretta, mica racconto balle. Comunque una settimana costa un trentino in tutti i parcheggi. Uno vale l’altro.</p>
<p>Appena arrivati al terminal 2 (alle 9, altro che 8!) facciamo colazione come da programma e facciamo subito il checkin, che per fortuna apre molto prima delle 2 ore previste. Una volta liberati dal peso delle valige (al limite dei 40 kg, verificati a casa) ci accampiamo sulle panchine in attesa. Consiglio gratis: vedete di rispettare il limite di peso massimo per le valigie, altrimenti succede questo: avete fatto la coda al check in, vi rispediscono alla cassa a pagare il sovrapprezzo (altra coda, prezzo al kg esorbitante, si paga SOLO con carta di credito), dovete rifare la fila al check in, gli altri passeggeri rideranno di voi, o meglio: vi prenderanno per il culo. E fanno bene,</p>
<p>Quello stronzo che ha detto che negli aeroporti c’è il wifi gratis lo prenderei volentieri a calci in culo: il wifi in effetti c’è e con un segnale molto forte, ma si paga. Bisogna comprare una tessera e inserire il codice. Fanculo: sono andato alla vecchia e ho navigato usando il cell come modem. Col cavo perché col bluetooth la velocità è più che dimezzata. Tanto non mi importava fare il figo, mentre invece importava molto ad una troietta che usava l’iPad. E’ incredibile il numero di notifiche che mi sono ritrovato su Facebook dalla sera prima. Ma nessuna interessante.</p>
<p>Passiamo i controlli e sono stato rimbalzato come uno sfigato che tenta di entrare nella più fica discoteca di Milano Marittima vestito come Giacobazzi: non avevo tolto il netbook dallo zainetto. Cazzo, ora pretendono che lo si passi a parte sotto i raggi x, non ho proprio capito perché. Comunque non ho fatto storie per evitare la tanto temuta esplorazione delle cavità corporee. Una volta in zona partenze visitiamo il solito negozio che dovrebbe avere prezzi più bassi, ma in realtà probabilmente si risparmia solo sulle sigarette, quindi l’unica cosa che io non compro. Tanto per farvi un esempio: una chiavetta da 8 gb da me acquistata a 19,99 qui costava il doppio. Fate un po’ voi…</p>
<p>Il volo era naturalmente in ritardo di mezz’ora. Poco male, ne approfittiamo per farci un panino, dato che fino a sera non avremmo più avuto la possibilità di ingerire solidi. Comunque arriva finalmente il momento dell’imbarco. Sono riuscito a sfruttare il fatto che mia figlia non avesse (per poco) ancora compiuto i 5 anni così siamo stati fatti passare con l’imbarco prioritario. E’ sempre una bella soddisfazione passare davanti a voi italiani pecoroni in fila. Un po’ come Mr.Bean quella volta che ha viaggiato in prima classe, vi ricordate? E’ incredibile che ci siano stronzi che pagano per l’imbarco prioritario. Non ho capito che cazzo vuol dire uscire dalla porta per primi. Tanto non è che siete ultimi non partite, brutti pezzi di merda. E poi che cazzo vi mettete a fare i fighi se poi usate una low cost? Andate un po’ a prendervelo nel culo… Uno dei passeggeri (che spero legga questo diaro) mi stava pesantemente sui coglioni. Era vestito da fighetto e parlava continuamente al cellulare (ovviamente un Blackberry) fino ad un attimo prima di salire. Parlava di lavoro, cazzo… Stronzo di merda, non ce frega un cazzo a noi di sentire i tuoi discorsi di merda farciti dal classico bingo delle cazzate: check, feedback, updating, e persino know how… Allora ho detto alla Gio (a voce MOLTO alta): senti, honey, telefona alla tua mother in law (cioè a mia madre!) che la settimana next, al nostro back to home, ho bisogno che mi faccia trovare nel frigo something to eat.” E per non sbagliare ho aggiunto anche un bel “fuck!” Basta così, andiamo oltre.</p>
<p>Bene, una volta a bordo e occupati i posti migliori, cioè non sull’ala, altrimenti non si vede un cazzo di sotto, ho verificato le condizioni delle assistenti di volo: 2 superfighe, una così, così. Viaggio sempre più contento quando le hostess sono gnocche. Finalmente si parte. Due minuti di panorama, poi dopo la solita virata a sinistra per l’NDB di Romagnano, non si vedeva più un cazzo, a causa dell’elevatissima umidità dell’aria che la rendeva spessa come una cortina fumogena. In breve si raggiunge la Liguria, si sorvola tutta la costa sud della Francia, poi si punta dritti verso le Baleari. Il volo dura solo 1 ora e 20, e subito dopo l’inizio della discesa, guardando a sinistra si può vedere Minorca e intravedere la città di Ciutadella, dove ero stato nel 2005.</p>
<p>Finalmente iniziamo a sorvola Maiorca, grande e marrone. Si arriva da est e si procede sparati fino all’aeroporto. Giorno fortunato: vento da ovest, quindi la pista in uso era la 24 sinistra. E’ una buona cosa. Con vento da est bisogna fare tutto il giro e atterrare sulla 06, perdendo come minimo un quarto d’ora. Considerate poi che se il controllore di Palma avvicinamento la sera prima non ha scopato, è capace di tenervi sotto vettoramento anche per 3 quarti d’ora, facendovi fare giri assurdi e avendo così tutto il tempo di lamentarsi col collega a fianco che la moglie è una stronza e non gliela da mai. Certo, se la scopa il di lui collega, ma lui mica lo sa… Comunque, mano a mano che scendevamo di quota, il sole ce la stava mettendo tutta per scaldare il terreno producendo delle belle bolle di aria calda che staccandosi dal suolo salivano verso l’alto. Queste bolle, chiamate “termiche” sono il sogno di ogni pilota di aliante, ma quando un aereo entra in queste termiche, (che sono numerosissime in giorni così caldi) e naturalmente anche nella massa d’aria discendente (i <a href="http://www.travelsmart.it/2010/02/i-vuoti-daria-non-esistono-la-mia-prima-volta-negli-usa/">moti convettivi</a>, avete presente?), sapete che succede? Il volo diventa estremamente turbolento, ed a così bassa quota incute un certo timore nei passeggeri senza conoscenze aeronautiche, i quali non si staccano dai sedili solo perché sono legati con la cintura di sicurezza. Conclusione: sono certo che i 2 cazzoni nei posti panoramici in prima fila si stavano divertendo come matti per tenere l’Airbus sull’ILS. Per conto mio ero impegnatissimo a scattare foto e fare filmati tentando di non farmi scoprire dagli assistenti, che sono soliti incazzarsi con me quando mi sorprendono a farlo.</p>
<p>Dopo l’atterraggio, la solita, misera, meschina, umiliante e angosciante figura di merda che solo voi italiani potete fare: è scattato l’applauso. Allora, brutte teste di cazzo che non siete altro, ficcatevi bene in quelle vostre testoline vuote una cosa: i 2 stronzi seduti là davanti lo fanno per lavoro. Porca puttana, applaudite anche quando l’autista del tram n° 2 vi lascia in via Manzoni? Cazzo, è la stessa cosa! Porca troia, applaudite anche al postino quando vi porta una raccomandata! Far volare un A319 (che per chi non lo sapesse non è un aereo, no, altro non è che un colossale e costosissimo videogioco) è il loro cazzo di lavoro, non c’è nessun bisogno di applaudire.  Porca puttana…</p>
<p>Una volta raggiunto il terminal, ho inviato la mia squadra ai cessi e mi sono occupato del recupero valigie (tutte e due arrivate a tempo di record!). Come da programma ci siamo presentati all’RV con il nostro autista che ci stava aspettando sbragatissimo e con i piedi sul tavolo. Un cartello con il mio nome (falso, uso sempre un nome falso in missione, mai Dick Smart) indicava che gli stronzi che stava aspettando eravamo noi.</p>
<p>Raggiungiamo il Daily sotto un sole cocente (ma l’umidità era bassa, mica come da noi, In questa valle padana di merda!) e ci mettiamo in viaggio per Magaluf. Tempo previsto: 30 minuti. Intanto ci godiamo il panorama. Si gira attorno a Palma sulla tangenziale passando vicino a Ikea, Carrefour, Mac… quasi come da noi. L’unica differenza sono i cartelloni pubblicitari della San Miguel ed i mulini a vento diroccati. Appena prima di arrivare all’hotel passiamo vicini ad un parco acquatico che avevo già visto su internet: il Western Water Park. Un parco a tema west che rientrava nel nostro programma di viaggio. Magaluf è rimasto esattamente come me lo ricordavo: una successione continua di bar e pub e negozi vari. E finalmente giungiamo all’hotel: il Sol Antillas-Barbados. Le due strutture che lo compongono sono separate e noi alloggiavamo all’Antillas, come la volta precedente. Vedrò di non dilungarmi eccessivamente nella descrizione dell’albergo perché ne ho già scritta la <a href="http://www.travelsmart.it/2010/07/hotel-sol-antillas-barbados-magaluf-maiorca-recensione/">recensione</a>, che voi da bravi bambini dovreste già avere letto.</p>
<p>Dopo la registrazione prendiamo possesso della camera, incredibilmente piccola e con 4 letti affiancati. Lo spazio calpestabile era ridotto veramente all’osso, tanto è vero che abbiamo dovuto lasciare le valige e parecchia altra roba sul balcone. Il tempo di cambiarsi e ci precipitiamo subito in piscina. Le piscine sono 2 grandi (una per ogni hotel) e 2 piccole. Più una piscina coperta, utile soprattutto in inverno. Comunque ho inviato una pattuglia in perlustrazione per capire quale delle due piscine fosse la migliore: è chiaramente quella dell’Antillas, al livello più basso e più vicina al mare. L’acqua delle piscine però non era riscaldata, quindi serviva una buone di coraggio per fare il bagno. Sudiamo come maiali per un paio d’ore sotto al sole poi finalmente viene l’ora di tornare in stanza per la doccia.</p>
<p>Conoscendo i tempi biblici delle mie 3 donne per fare la doccia, ho abbandonato la squadra e sono andato a farmi una passeggiata. Il vero problema, sapete, è l’asciugatura, pettinatura, piastratura dei capelli, il trucco e la scelta dei vestiti. Da sola, la decisione se indossare jeans o minigonna può richiedere alla Gio anche un paio d’ore. Tanto per me il tempo per doccia, barba e vestizione non supera i 5 minuti. Ce la faccio anche in meno di 4 se ho fretta. Gli anni passati nell’Esercito non sono mai sprecati…</p>
<p>Allora, Magaluf, centro balneare frequentato prevalentemente da clientela inglese e giovane (ultimamente anche da molti russi) è una successione infinita di bar e pub. La maggior parte dei locali è gestita da inglesi residenti, e una cosa che ho apprezzato è che i vari pub fanno a gara a chi ha i prezzi più bassi. Mi faccio subito una San Miguel gelata (per chi non la conosce è l’equivalente spagnolo della Peroni): che soddisfazione. Un sacco di fighette inglesi attorno, tutte, ma proprio tutte con piercing all’ombelico e tatuaggio sopra al culo. Le fighette inglesi, come sapete, sono di una bellezza sconvolgente fino a circa 20 anni, poi diventano dei cessi. A 30 anni sono già praticamente da buttare, a differenza delle nostre (per fortuna) che danno il meglio dopo questa età. Certo, non tutte…</p>
<p>Maiorca ha il vantaggio di essere una delle destinazioni più economiche del Mediterraneo, e tanto per farvi un esempio vi dico che nel 2007, in <a href="http://www.travelsmart.it/2010/02/costa-dorada-le-gnocche-sono-qua/">Costa Dorada</a>, una SM costava 3/3,50. Oggi a Maiorca il prezzo è di 2/2,50 al massimo nei pub. La lattina al supermercato (fredda) viene meno di 50 centesimi. Mi fiondo nel secondo pub. Ogni pomeriggio ne ho visitati 2 diversi, più uno opzionale la mattina. Insomma, ce ne sono talmente tanti che non sono mai entrato 2 volte nello stesso. Ora è la volta di un cocktail. I cocktail viaggiano a pinte, cioè quasi mezzo litro (mi spiego?). Da noi una cagata di 2 dita in un bicchiere viene 7 euro, a Magaluf una mezza litrata veniva 4, 4,50, massimo 5 euro. Mi sono fatto un Blue Lagoon documentato con foto scattata col cellulare. Avevo lo stomaco completamente vuoto e la birra più il cocktail hanno fatto il loro dovere: ero mezzo andato! Il rientro in hotel è stato piuttosto lento e faticoso, ma, devo dire, allegro…</p>
<p>Prima della doccia mi sono affacciato al balcone (che dava sul mare anche se avevamo pagato per un stanza con vista montagne: in pratica abbiamo avuto un <a href="http://www.travelsmart.it/2010/04/come-ottenere-un-upgrade-gratuito-in-hotel/">free upgrade</a>!) e ho intonato, si fa per dire, “You give love a bad name” a squarciagola. Come sapete, all’estero è doveroso fare brutta figura.</p>
<p>Una volta che tutti e 4 eravamo lavati e stirati siamo andati a cena. Il ristorante è a buffet e ci si può servire di tutto quello che si vuole. Logico che si mangi come animali. Molto carina la ragazza che accoglieva i clienti, come pure la cuoca addetta all’angolo della cucina italiana. Dopo cena la stanchezza ha avuto il sopravvento (sveglia alle 3 del mattino, ricordate?) così siamo andati a letto col mangiare sullo stomaco. Sonno agitato, strani sogni: la ragazza carina del pub che mi chiedeva qual’è la celerità di tiro di una MG 42/59. Cose così… </p>
<p><strong>Giorno 2</strong></p>
<p>Dato che siamo andati a letto alle 9 mi sono svegliato prestissimo, alle 5. Le mie donne continuavano a dormire, ma avevo una mezza voglia, così ho svegliato la Gio e le ho sussurrato: “<a href="http://www.travelsmart.it/2010/02/07/viaggiare-con-bambini-10-modi-per-fare-sesso-senza-che-loro-se-ne-accorgano/">andiamo nel cesso</a>…”. Per tutta risposta si è girata dall’altra parte ed ha grugnito qualcosa del tipo: “mpermi coglioni”. L’ho interpretata come “è molto presto, amore, e vorrei dormire ancora un po’, ma gradirei che mi svegliassi con coccole e baci tra un paio d’ore, meglio tre”.</p>
<p>Me lo immaginavo, ed ho ritenuto inutili ulteriori avances sessuali per tutta la settimana seguente. Ho pensato di fare una passeggiata, così alle 5,30 mi sono incamminato per le vie di Magaluf. L’aria è incredibilmente molto fresca a quell’ora del mattino, e devo dire che in maglietta avevo quasi freddo. Mi sono stupito di vedere un sacco di gente in giro, ancora prima che il sole sorgesse, ma la spiegazione è semplice: la megadiscoteca BCM. A quell’ora, infatti, c’erano in giro tutti quelli che erano usciti dalla disco e non erano ancora andati a letto. Parecchi bar erano già (o ancora, non saprei) aperti e ci davano dentro a servire birre e cocktail. Un margarita alle 6 del mattino è un’esperienza che ancora mi manca.</p>
<p>Era aperto anche il MCDonald’s ed era affollatissimo di giovani (tutti inglesi) intenti a mangiarsi panini e patatine. Vi ricordo nuovamente che erano le 6… Le strade a quell’ora sono una devastazione totale. Mentre se passeggiate alle 9 del mattino trovate tutto pulitissimo e ordinato, a quell’ora antelucana, bisogna fare attenzione a schivare chiazze di vomito, lattine, bottiglie rotte e anche stronzi ubriachi accasciati su panchine e marciapiedi. Preservativi usati non ho visti. Strano, non vi pare? La sicurezza è comunque garantita da abbondanti forze di polizia locale e Guardia Civil. E comunque quando si viene importunati da qualche ubriaco le cose da fare sono sempre queste 2: tirate dritto e ignoratelo. Se proprio si mette male allora tirategli un calcio nei coglioni e una testata sul naso. Fine della storia.</p>
<p>Le fighette inglesi indossavano tutte l’uniforme standard da discoteca: vestitini (facendo a gara a chi l’aveva più corto) e scarpe con tacchi (facendo a gara a chi li aveva più alti). Che dire? C’è da rifarsi gli occhi a Magaluf… Ad ogni modo erano tutte, o quasi,ubriache. Credo non sia difficile farsela dare.</p>
<p>Ritorno in hotel a buttare giù dal letto le mie donne e andiamo a fare colazione. Anche in questo caso è a buffet e mangiare come porci è un obbligo. Volendo un cuoco prepara davanti ai vostri occhi omelette al prosciutto e uova al tegamino. Ho mangiato non meno di 4 uova al giorno in questa vacanza. Così si fa.</p>
<p>Ci facciamo la mattina in piscina a rilassarci, prendendo il sole e tentando di fare il bagno, ma come dicevo, l’acqua era gelata. Dato che eravamo in mezza pensione, per il pranzo siamo andati in uno di quei locali sul lungomare. Ce ne sono un’infinità e per mangiare un panino o un’insalata vanno benissimo e i prezzi sono abbastanza bassi. La maggior parte dei locali offre cibarie British oriented, ma noi li abbiamo accuratamente evitati, così ci siamo fermati in un posto che si chiamava Ancora verde, o qualcosa del genere. Facevano anche le pizze, ma erano davvero penose. E molto insipide. Però il personale parlava anche un po’ d’italiano, il che non guasta. Inoltre una delle cameriere era carina: magra ma il mio occhio esperto ha stabilito che avesse una quarta misura.  Eh si…</p>
<p>Il pomeriggio l’abbiamo diviso tra la piscina e la spiaggia, distante solo pochi metri. La spiaggia è davvero molto affollata e se non si prende un ombrellone (che richiede un extra) si sta piuttosto ammassati. Diciamo che il 60/70 % delle donne in spiaggia erano mostri, ma il restante meritava voti piuttosto alti. Si trattava di ragazze inglesi ventenni (assenti la mattina per ovvi motivi di vita notturna) o di russe sui 30 ma praticamente modelle da pubblicità di intimo. Gli uomini russi presenti, invece, erano proprio come uno se li aspetta: bassi e tozzi, con pancia, capelli tagliati in modo dozzinale e facce da malavitosi. Tutto come da copione.</p>
<p>La sera mi rifaccio la mia passeggiata in paese visitando 2 pub: tequila sunrise e San Miguel obbligatorie. Ne ho approfittato per dare un’occhiata agli orari degli autobus perché il giorno dopo volevamo andare a Palma.</p>
<p>Doccia e poi cena,. Abbondante. Dopo cena abbiamo fatto una breve passeggiata per Magaluf a vedere un po’ di negozi che vendono praticamente tutti le stesse cose. I soliti costumi da bagno, le solite magliette, le solite cose per la spiaggia, le solite cazzate…</p>
<p><strong>Giorno 3</strong></p>
<p>Sveglia alle ore 7 precise e poi alle 8 la colazione. Avevamo deciso di passare l’intera giornata a Palma, perché l’avevamo visitata durante la precedente missione e ci era piaciuta parecchio. Da Magaluf la si raggiunge agevolmente in autobus: le linee sono diverse, fanno percorsi diversi, ma alla fine conducono tutte al terminal dei bus in città. 3 anni fa il terminal era costituito da un piazzale assolato, ora è tutto sotterraneo e nuovissimo. Oltre ai bus ci sono anche alcune linee ferroviarie, che partono da Palma e raggiungono altre località dell’isola. Ma voi lo sapevate che a Maiorca ci sono anche i treni? Io lo sapevo perché l’avevo visto su internet, ma voi che ne volete sapere? Ci incamminiamo verso il centro della città e la zona pedonale, ma non prima di una sosta in bar per buttare giù qualcosa di liquido e fresco. Ora vi darò la mia impressione di questo bar. Non è che mi interessi più di tanto il bar vero e proprio, che pareva avere almeno un secolo di vita senza aver visto nemmeno una mano di pittura fresca. La cosa interessante era il cesso. Lo stanzino con il water non aveva una finestra che dava all’esterno e nemmeno un aspiratore. C’era però un’utilissima finestrella che dava sul locale attiguo, quello col biliardo. Praticamente chi gioca a biliardo è costretto, volente o nolente, a respirare l’odore di merda che fuoriesce dal cesso. L’ho trovata una cosa simpatica. Peccato che alle 10 di mattina non ci fosse nessuno a giocare, altrimenti mi sarei sforzato di mandargli un salutino.</p>
<p>Palma è davvero una città molto grande, anche se il centro storico, con la zona pedonale, si può girare agevolmente a piedi. La cosa che stupisce è vedere parecchi negozi che ci sono anche da noi, tipo Intimissimi e Calzedonia. Vi pareva che la Gio potesse passare davanti a Intimissimi senza comprare niente? Impossibile: eccola uscire con un miniabito da sera nero elasticizzato. Ti piace? Si, ok, carino… Indossato una sola volta.</p>
<p>Proseguiamo verso la cattedrale fermandoci ogni 5 metri a vedere i negozi. Cioè, LORO guardavano i negozi, IO aspettavo in strada. Non ne potevo più. Una sosta per una San Miguel rinfrescante e poi di nuovo in marcia. Il sole iniziava a picchiare forte e la stanchezza si faceva sentire. Le strade erano affollatissime di turisti ansiosi di spendere soldi. Fortunatamente italiani in giro ce n’erano pochi. Cazzo, non vi sopporto proprio…</p>
<p>Attraversiamo plaza de Espana, non prima di aver fatto una sosta al Disney Store per poi andare verso il lungomare. A mezzogiorno preciso ci siamo fatti dei panini in una specie di fast food, che per chi non lo sapesse è il contrario di slow food. Comunque raggiungiamo la Cattedrale e ci facciamo un bel giro tutto intorno. Continuavo a scattare <a href="http://www.travelsmart.it/2010/07/mallorca-no-sex-just-sun-album-fotografico/">foto</a> e fare riprese video mantre la Gio badava alla prole. Il sole era quasi da svenimento, ed ecco la congiura: le donne dovevano pisciare! Tutte e tre! Ma vi pare possibile?</p>
<p>Ci infiliamo in un bar dove ho finalmente potuto dare sfoggio del mio perfetto castigliano: ho ordinato “un cafè solo”. Per fortuna l’uomo dietro al banco non ha replicato, altrimenti sarei stato nella merda, dato che altro non so dire…</p>
<p>La pausa caffè serviva per pisciare. Due i cessi: quello per gli uomini deserto e quello per le donne con una fila lunga un chilometro. Alla fine le ho convinte a pisciare nel cesso degli uomini. Cazzo, saremmo ancora lì ad aspettare, altrimenti…</p>
<p>Ci rimettiamo in marcia e giriamo un sacco di stradine a casaccio, facendo il possibile per vedere la maggior parte delle cose. Siamo andati in giro senza meta, evitando musei e cose simili. Nel tardo pomeriggio torniamo alla stazione dei bus e prendiamo quello per Magaluf. Anche qui si può prendere una linea qualsiasi, il primo che parte. Attenti solo a non prenderne uno che va nella direzione opposta.</p>
<p>Rientrati in hotel come al solito ci separiamo: doccia per loro, passeggiata con 2 pub per me. Questa volta San Miguel e Mojito. Intanto sono andato ad informarmi per il Western Water park. Facendo i biglietti in una delle varie agenzie sparse per il paese c’è un risparmio di 2 eurini a biglietto. Ok, sarei tornato il giorno dopo.</p>
<p>Dopo un po’ torno in hotel per la cena, ma non prima di aver fatto una tappa al vicino supermarket per un’ulteriore San Miguel low cost. Dopo la cena decidiamo di andare alla mini disco. In tutti gli hotel-villaggi la sera è prevista la mini disco, e le canzoni, in tutti i villaggi a tutte le latitudini sono sempre le stesse. Non cambiano di una virgola e dopo un po’ le si impara a memoria. Dato che qui i Flinstones sono di casa c’era anche Dino, cioè uno degli animatori travestito dal cane-dinosauro di Fred Flinstone. La cosa più interessante della mini disco sono le mamme che accompagnano i bambini. Avevate dubbi? Un po’ come accade all’asilo: quando posso vado sempre io a recuperare mia figlia piccola all’uscita. C’è sempre del materiale interessante…</p>
<p>Dopo la disco era previsto uno show di magia. Avrei anche potuto scrivere “spettacolo”, ma mi sento molto più fico a scrivere show. Non è stato male, cioè, tutte cose già viste, nel senso che erano i soliti trucchetti classici visti in tv molte volte, ma dal vivo fanno sempre la loro porca figura. Ancora non ho capito come cazzo ha fatto a tirare fuori una corda intera partendo da tre segmenti e viceversa. Eppure sono stato attentissimo. Quasi, quasi lo cerco su Google. Il mago era un argentino, con la classica assistente bionda, che secondo me si scopava pure. Dopo lo show andiamo a dormire. Ilaria era già crollata da un pezzo e l’ho dovuta trasportare sulle spalle fino in camera. Inizia a diventare pesante e credo che tra un po’ non riuscirò più a sollevarla. Durante il sonno altri sogni strani dovuti al mezzo chilo di cipolle alla griglia mangiate a cena: ho sognato l’addetta alla reception che, vestita da Batman, e indossando uno strapon dildo, correva vicino alla piscina cantando “se mi lasci non vale”.</p>
<p><strong>Giorno 4</strong></p>
<p>L’intera giornata non presenta avvenimenti degni di nota, avendola trascorsa interamente sulla spiaggia. Io mi sono rifatto gli occhi e ho cercato di fotografare qualche culo (ci sono in parte riuscito). Una birretta in un pub, poi la sera sono andato ad acquistare i biglietti per il Western water park.</p>
<p><strong>Giorno 5</strong></p>
<p>Ci svegliamo con calma e facciamo colazione. Il Western Park è la meta di oggi. L’apertura è alle 10 e lo raggiungiamo comodamente in pochi minuti di taxi (4 euro). Siamo un po’ in anticipo e gli unici stronzi in attesa davanti ai cancelli siamo noi. Questo mi ha però permesso di passare in rassegna tutte le bagnine che entravano per andare al lavoro. Alcune erano davvero in forma. Entriamo e ci impossessiamo subito di un paio di lettini (che si pagano, cazzo), poi facciamo un giro esplorativo del parco. Molto carino, con diversi scivoli, compreso un kamikaze di una trentina di metri: dopo la discesa mi ha fatto male il culo per un bel po’, tipo la sensazione che si prova quando si cammina in un centro commerciale affollato con un tubo di cartone infilato nel retto. Avete presente, no? Immagino di si…</p>
<p>Dato che nella prima ora di apertura l’affluenza era bassa ci siamo fatti il giro completo degli scivoli senza attese. Degni di nota erano il Mega Slide, uno scivolone dove la discesa si fa su dei ciambelloni a 4 posti e l’equivalente al  buio, il Black Hole. Adesso, non mi fate i malati di mente, lo so che leggendo black hole voi pensate subito al buco del culo. Insomma, fate i seri per una volta…</p>
<p>Per il pranzo ci nutriamo di pura merda, dato che siamo entrati in uno dei vari ristoranti del parco tipo fast food, che vi ricordo essere il contrario di slow food. Se a questo punto vi state chiedendo perché continuo a tornare sul discorso slow food vi rimando a “<a href="http://www.travelsmart.it/2010/02/missione-roma-alternativa/">Missione: Roma alternativa</a>” (un po’ di marketing non nuoce mai…).</p>
<p>Comunque il pomeriggio cominciava ad esserci un po’ troppa gente per i miei gusti e le file per gli scivoli erano lunghe. Ci rilassiamo un po’ nella piscina ad onde (a loro dire la più grande in Europa) poi acquistiamo un po’ di cazzate nel negozio del parco. I prezzi erano popolari, non certo come nel nostro Aquaparadise a Canevaworld, dove bisogna fare un mutuo per comprare gli oggetti esposti. La cosa che mi ha fatto girare un po’ i coglioni era l’orario di chiusura del parco: le 17, cazzo, mentre da noi chiudono tutti come minimo alle 19. Vabbè, almeno ho il tempo per il mio consueto pub tour. Ritorniamo all’hotel in taxi e mi separo dalla mia squadra per la mia bevuta serale. Ero sudato e puzzavo anche come una carogna mentre passeggiavo per Magaluf, ma non è importante, dato che quasi tutti erano nelle mie stesse condizioni. Comunque per stasera niente San Miguel, (mi rifarò a cena) ed opto invece per una Smirnoff ice nel primo pub, ed una Cruzcampo nel secondo.</p>
<p>Ritorno in hotel ma non prima di essermi fatto una lattina di SM ghiacciata comprata al supermercato. Ragazzi, è una sensazione fantastica camminare a torso nudo mentre il sole sta per tramontare sorseggiando una lattina di birra e ruttando ogni tanto. E ragazze inglesi ventenni tutto intorno. Ma che ve lo dico a fare? Tanto non potete capire, voi mica ci siete stati a Maiorca.</p>
<p><strong>Giorno 6</strong></p>
<p>Avevamo in mente di noleggiare una macchina per un giorno per girare un po’ l’isola, in particolare a me interessava vedere l’interno, dove ci sono pochi turisti pecoroni come voi, e anche Porto Cristo, dove ci sono le famose grotte con tanto di lago sotterraneo. Avete presente? Ma no, secondo me no.</p>
<p>Insomma, dato che chi comanda a casa mia sono LORO (nell’ordine: Ilaria, Laura e la Gio) e io non conto un cazzo, ho dovuto abbandonare l’idea di prendere la macchina. Si volevano rilassare al sole, LORO. Per informazione una macchinina economica di fascia bassa si può noleggiare per 35 euro per un giorno, tutte le assicurazioni incluse, benzina a parte. Mi era venuta l’idea di prendere uno scooter per mezza giornata, dato che li noleggiavano nelle vicinanze. Non sarebbe stato male farmi un giro nei dintorni, almeno per staccare un po’. Sono andato a chiedere informazioni, ma non li noleggiavano per mezza giornata, solo per un giorno intero. Pensavo di spendere 10/15 euri al massimo ma quando mi sono sentito sparare 45 euri per un cinquantino ho lasciato perdere. Cazzo, per una Panda ne bastavano 35…</p>
<p>Mentre eravamo in spiaggia, mia figlia Laura ha notato il motoscafo che trascinava il paracadute ascensionale, avete presente? Il nome corretto è parasailing, quella cagata lì. Insomma, mi ha detto che le sarebbe piaciuto provare. La cosa mi ha abbastanza sorpreso, dato che è parecchio paurosa di solito. Le ho spiegato che è praticamente un giro sulla giostra, niente a che vedere con i <a href="http://www.travelsmart.it/2010/02/1990-in-missione-oltre-la-cortina-di-ferro/">lanci veri </a>che ho fatto io in gioventù, quando mi sono buttato nel vuoto con un paracadute sulla schiena, che forse, ma dico FORSE, si sarebbe aperto. Comunque sono ancora qui, quindi…</p>
<p>Ho tentato di farle capire che era una cagata pazzesca ma era decisa a provare. Bene, nel mio pub tour serale sono andato a chiedere informazioni. Bisognava presentarsi il giorno dopo al molo. Tutto qui. Il giro veniva 35 euri a cranio, così dopo aver tirato fuori 2 foglietti di carta colorati,uno con stampato il numero 50, e l’altro con il numero 20, ho ricevuto il voucher. Dopo la consueta doppia bevuta sono rientrato in hotel. La sera dopo cena, io sono tornato in stanza a vedere Star Trek, loro sono andate per negozi. Ero esausto.</p>
<p><strong>Giorno 7</strong></p>
<p>L’ultimo giorno a Maiorca era iniziato, e come potete facilmente immaginare, a me giravano i coglioni di brutto. Il giorno dopo saremmo tornati a casa, e mentre la Gio avrebbe fatto ancora qualche giorno di ferie, io sarei dovuto rientrare subito al lavoro. Che ci volete fare? Non c’ho mica la villa ad Arcore, io…</p>
<p>Passiamo come al solito la mattina sulla spiaggia facendo castelli di sabbia. Insomma, sarebbe più corretto dire che riempivo il secchiello di sabbia bagnata e lo rovesciavo. Non sono mica un architetto…. Pranziamo all’Ancora verde per l’ultima volta e poi è finalmente arrivato il momento del parasailing. Quella cagata lì.</p>
<p>Ci presentiamo al molo e il tipo ha subito proposto una foto ricordo. Ecco come fare 10 euro extra. Ok, faccio io. E lui: la puoi ritirare domani…. Cazzo! Domani a quest’ora sono già a casa. No problem, fa lui, te la mando via email… Ecco l’inculata: gli do 10 euro e lui non mi manda un cazzo! Comunque ho deciso di rischiare. Il giorno dopo, ragazzi, non dopo una settimana o un mese, no, il giorno dopo nella mia casella di posta c’erano 5 (cinque) fotografie diverse dell’escursione! Cazzo, c’è ancora gente a posto in giro, da non crederci.</p>
<p>Comunque io e Laura indossiamo i giubbotti salvagente e saliamo a bordo del motoscafo insieme ad altri 6 o 7 sfigati, tutti inglesi, of course.  Appena usciti dalla zona bagnanti l’animale ha messo tutta manetta e il motoscafo è schizzato in avanti come un razzo. Una bestia da non so quanti cavalli, ma ho stimato la velocità non inferiore a 30/40 nodi. Sembrava di volare (sull’acqua, perché in aria l’avremmo fatto di li a poco). Siamo andati parecchio al largo e intanto abbiamo dovuto indossare delle mezze imbracature, cioè si infilavano solo le gambe. Il paracadute non è una vela da paracadutismo riciclata, viene costruito apposta per questa pratica, infatti ho notato subito che le funicelle erano molto più spesse di quelle in uso nei paracadute veri, ed il motivo è che questi portano anche 4 persone per volta.</p>
<p>Funziona così: il motoscafo si porta con la prua contro vento e procede al minimo, viene dispiegata la vela che è fissata con un cavo ad un verricello sul motoscafo. Gli sfigati vengono agganciati con dei moschettoni sull’imbracatura a dei supporti alla base del fascio funicolare, il motoscafo accelera e il cavo viene lentamente rilasciato. Non è come vedete in Paperissima che succede di tutto. Non ci si bagna neppure con una goccia d’acqua. Il cavo viene via, via rilasciato e la particolare forma della vela fa si che acquisisca una certa portanza. Non c’è alcun pericolo di finire in acqua, è proprio impossibile. Si sale fino ad una trentina di metri, o qualcosa di più, ed in effetti si può vedere un discreto panorama della costa. Si rimane in aria per 5 minuti esatti, poi il cavo viene riavvolto e ci si posa dolcemente sul motoscafo. Insomma, lo possono fare anche i bambini, ed in effetti l’ha fatto anche mia figlia. Ma se la chiamate “bambina” si incazza di brutto, ed ha ragione, dall’alto dei suoi quasi 12 anni…</p>
<p>35 euri a testa spesi bene? Spesi male? Non saprei dirlo. Certo è una cosa da provare, ma scordatevi gli ettolitri di adrenalina, che si riversano durante un lancio “vero” con paracadute. Come ho detto, è un giro sulla giostra.</p>
<p>Intanto si è fatto pomeriggio inoltrato e passiamo le ultime 2 ore di vacanza sul bordo della piscina. L’umore è a terra, così l’unica cosa da fare è riempirci di gelati. Purtroppo arriva il momento della doccia e del mio giro per i pub. Dato che è l’ultima sera me ne faccio 3: una San Migluel, un Mojito, e una roba stranissima di cui non ricordo nemmeno il nome, qualcosa tipo WDK mi pare, ma è tipo una roba gasata al gusto di frutta con circa 5°. Non era male, comunque.</p>
<p>Durante la cena la Gio mi ha tassativamente vietato aglio e cipolle perché, parole sue: “se domani puzzi di aglio non te la do”. Cominciava ad essere in astinenza, e quindi piuttosto arrapata anche lei, ma meglio non rischiare, no? Nei nostri piani, al ritorno a casa, avremmo abbandonato le bimbe dai nonni (a questo servono!) per una notte per recuperare tutto il tempo perduto. E così è stato, poi magari vi spiego meglio. Intanto sappiate che è stato un tour de force dalle 10 di sera alle 4 del mattino, e i vicini hanno anche chiamato la polizia perché spaventati dai rumori e dalle urla, ma vi dico dopo se mi va. Anche di quel nuovo gadget che ho acquistato in un sexy shop online, che a differenza degli altri che hanno un motorino elettrico interno alimentato da una pila stilo da 1,5 volt, questo ha un motore a scoppio 2 tempi da 50 cc.  Una vera bomba, l’avevamo sperimentato in quel <a href="http://www.travelsmart.it/2010/04/grand-park-motel-di-piacenza-recensione/">motel con idromassaggio </a>tempo fa.</p>
<p>Ma torniamo a noi. Mangiamo comunque come suini e mi sono anche fatto una bottiglietta di frizzantino rosato. Cazzo, era l’ultima cena. Si, insomma, l’ultima della vacanza, di certo un po’ diversa dalla più nota “ultima cena”.</p>
<p>Dopo la cena ci trasciniamo faticosamente a fare l’ultima passeggiata in paese. Il solito giro ai soliti negozi e poi a letto. Le palle giravano furiosamente.</p>
<p><strong>Giorno 8</strong></p>
<p>Ultimo risveglio a Magaluf, da lì a 12 ore saremmo stati nuovamente nella Fucking Padan Valley. Ci facciamo la colazione con la massima calma, esagerando più del solito. Dato che il nostro volo era alle 14, l’appuntamento con l’autista dello shuttle era per le 11. Avevamo quindi 2 ore per cazzeggiare. Lasciamo i bagagli nel deposito poi ci incamminiamo sul lungomare, dove io e la Gio ci facciamo l’ultimissima San Miguel volante. Ma lo sapete che ho trovato un posto vicino a casa mia che le vende? Credo che ne comprerò un po’ in modo da sentirmi ancora in vacanza.</p>
<p>Qualche minuto prima delle 11, puntuale come la morte, arriva il nostro autista, anche in questo caso muto. Detesto gli autisti chiacchieroni. Anche il mio amico Andrea li odia. Comunque non so per quale cazzo di motivo non ha preso la tangenziale a nord di Palma, ma ha affrontato il lungomare. Traffico degno di Milano alle 11 di mattina e un semaforo ogni 2 metri. Stavo iniziando a preoccuparmi. Come sapete le low cost non aspettano, e se per caso arrivate al check in 39 minuti prima della partenza, lo prendete in culo alla grande: non partite più! Però un po’ prima di mezzogiorno eravamo nel terminal, in perfetto orario. Voi non avete idea di quanto è grande l’aeroporto di Palma. Se siete stati a Ibiza o Minorca non pensate di fare un paragone. Qui siamo quasi a livelli di aeroporti americani. Per raggiungere le uscite per l’imbarco bisogna fare chilometri a piedi. Infatti i tempi di percorrenza, a seconda del settore, sono chiaramente indicati. In pratica se perdete tempo a cazzeggiare nei negozi all’ingresso, potreste perdere l’aereo perché non arrivate in tempo all’uscita. Guardate che non sto esagerando.</p>
<p>Anche questa volta mezz’ora di ritardo. Pazienza. Mi sono distratto guardando le tette (chiaramente rifatte) di una tizia svizzera che viaggiava con noi. Ve la descrivo: trai i 35 e i 40, bella, alta, scollatissima, tacchi regolamentari e con 2 bambini (che avrà quasi sempre affidato a varie baby sitter). Chiaramente separata, l’ex marito probabilmente un medico o comunque benestante, lei a Maiorca in cerca di cazzi. E’ così, non ci giriamo tanto intorno. Dall’alto dei miei 42 anni posso affermare di capire un po’ le donne. Solo un po’, attenzione, capirle in pieno è assolutamente impossibile.  A tal proposito vorrei raccontarvi una storia, ma sono certo che vi annoierebbe. Però ve la racconto lo stesso. Anzi no… un’altra volta.</p>
<p>Una volta verificata la pista in uso (bastava guardare in alto prima di arrivare in aeroporto) ho scelto il lato destro per sedermi in modo da avere una fantastica vista della baia di Palma dopo il decollo. E così è stato: panorama davvero spettacolare. Siamo passati anche davanti a Magaluf.</p>
<p>Il volo è stato tranquillo e mi sono riguardato le foto sul netbook. Non ne ho fatte molte perché abbiamo girato poco, circa 600, di cui ne ho salvate 250, ma solo una quarantina quelle pubblicate. In questi giorni le messe anche su Flickr per scoprire che quelle in cui il soggetto sono io, non vengono guardate da nessuno. Cazzo, ma sono così cesso? Le uniche foto di un certo successo sono quelle dei culi delle maiale in spiaggia. Come dubitarne?</p>
<p>Arriviamo a Malpensa, che dall’ultima volta (3 anni fa) ha cambiato un po’ le cose. In pratica i passeggeri in arrivo vengono fatti entrare e mischiati a quelli in partenza. Bisogna riattraversare tutta l’area partenze, passare davanti a tutte le uscite, entrare in un tunnel, scendere scale, salire scale, altro tunnel ed infine si arriva all’area ritiro bagagli. Insomma, una cosa da delirio. Folle, direi. Torniamo al parcheggio, recuperiamo l’auto e faticosamente torniamo verso casa in un traffico caotico. Come vi ho detto, prima di tornare a casa abbiamo lasciato le bambine a casa dei nonni. Il resto è storia.</p>
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		<title>Mallorca: no sex, just sun &#8211; Album fotografico</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 07:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono finalmente riuscito a dare una sistemata alle foto</strong> scattate durante l&#8217;ultima vacanza a <strong>Maiorca</strong> nel mese di Giugno di quest&#8217;anno. In attesa di pubblicare il diario di viaggio (credo la prossima settimana), vi propongo qualche scatto dell&#8217;isola.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/07/Spiaggia-di-Magaluf-al-tramonto-Maiorca.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2680" title="Spiaggia di Magaluf al tramonto - Maiorca" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/07/Spiaggia-di-Magaluf-al-tramonto-Maiorca.jpg" alt="Spiaggia di Magaluf al tramonto - Maiorca" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Non troverete foto spettacolari di spiaggette nascoste, ma solo di Magaluf, Palma e del Western Water Park. Però credo bastino per farsi un&#8217;idea delle bellezze di quest&#8217;isola. Si tratta di una piccola selezione: se desiderate vedere altre foto <strong><a href="http://www.travelsmart.it/contatti/">contattatemi</a></strong>.</p>
<p><strong><a href="http://www.travelsmart.it/Album/Maiorca%202010/album/" target="_blank">Clicca per accedere all&#8217;album</a></strong>.</p>
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		<title>Come ottenere un upgrade gratuito in hotel</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 07:52:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Buongiorno giovani! Sapete cos&#8217;è un free upgrade? </strong>Si? No? In poche parole è la possibilità di avere qualcosa di più costoso al prezzo di quello più economico. Nel nostro caso <strong>una stanza di albergo più lussuosa al prezzo di una più economica</strong>.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/04/bella-figa-con-perizoma-rosso-sul-letto-di-un-hotel.jpg"></a></p>
<p>Non è affatto impossibile riuscire ad ottenerla, ma badate che si può solamente in hotel di un certo pregio, appartenenti a note catene. Non pensate di avere una suite al prezzo di una singola in un Ibis o alla pensione Rosa 2 stelle. Seguite queste semplici regole e potreste anche farcela. E se vi state chiedendo perchè c&#8217;è una bella figa nella foto di inizio post, la risposta è che la grande F è la parola più cercata sulla grande G. Chiaro? <span id="more-2242"></span></p>
<p>1 &#8211; <strong>Considerate il periodo del vostro soggiorno</strong>. Se pensate di andare durante importanti manifestazioni (olimpiadi, fiere, grandi eventi) sarà difficile, ma in periodi &#8220;morti&#8221; probabilmente ci saranno un sacco di stanze invendute e sarà più facile chiedere un upgrade in caso di soggiorni di più notti.</p>
<p>2 &#8211; <strong>Chiedete all&#8217;addetto alla reception</strong>. Non usate tanti giri di parole e ditegli che se un upgrade è disponibile, voi sarete lieti di accettarlo. E siate sempre cortesi.</p>
<p>3 &#8211; <strong>Vestitevi bene</strong>. Sembra scontato, ma purtroppo l&#8217;abito FA il monaco. Se avete l&#8217;aspetto di un supermanager vi risulterà più facile ottenere quello che volete. Io vesto sempre con Levi&#8217;s 501 e scarpe da tennis, per questo vengo sempre preso a calci nei coglioni.</p>
<p>4 &#8211; <strong>Siate chiari</strong>. Documentativi prima sulle caratteristiche dell&#8217;hotel e chiedete quello che volete senza esitare: una suite, una stanza vista mare, o quello che volete.</p>
<p>5 &#8211; <strong>Iscrivetevi ai programmi di raccolta punti</strong>.  Se avete una tessera di raccolta punti (non di Esselunga o Coop) ma Hilton, SPG e altri, sarete considerato uno di casa e se c&#8217;è un uprade gratuito disponibile lo daranno a voi e non ad un pezzente come me. Io ho la tessera del tiro a segno però&#8230;</p>
<p>6 &#8211; <strong>Rigraziate anche se la vostra richiesta non verà esaudita</strong>. Perchè? Perchè, cari i miei cazzoni, magari la suite non ce l&#8217;hanno subito, ma dopo un paio d&#8217;ore si. Se li manderete a fare in culo, col cazzo che vi daranno la suite al prezzo della doppia!</p>
<p>Spero che farete tesoro dei miei consigli&#8230;</p>
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		<title>Dovete prenotare un volo online? Cancellate i cookies prima di farlo!</title>
		<link>http://www.travelsmart.it/2010/04/dovete-prenotare-un-volo-online-cancellate-i-cookies-prima-di-farlo/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 04:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Credo proprio che nessuno di voi, affezionati di travelsmart.it, vada a prenotare un volo in un&#8217;agenzia di viaggio. Prenotate tutti online, giusto? Conosco una sola persona (gran figa, se devo dire la verità&#8230;) che prenota i voli easyJet in agenzia, MA&#8230; non è una fedele lettrice di travelsmart&#8230;

Photo credit: Don Jopi
Adesso vi darò una notizia sconvolgente: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Credo proprio che nessuno di voi, affezionati di travelsmart.it</strong>, vada a prenotare un volo in un&#8217;agenzia di viaggio. <strong>Prenotate tutti online, giusto?</strong> Conosco una sola persona (<strong>gran figa</strong>, se devo dire la verità&#8230;) che prenota i voli <strong>easyJet</strong> in agenzia, MA&#8230; non è una fedele lettrice di travelsmart&#8230;</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/03/Bella-figa-bionda-in-topless-con-bel-culo-mostra-le-tette-ai-piloti-di-un-Airbus-340-Air-France.jpg"></a></p>
<address>Photo credit: <a id="contextLink_stream82037038@N00" href="http://www.flickr.com/photos/82037038@N00/">Don Jopi</a></address>
<p><strong>Adesso vi darò una notizia sconvolgente</strong>: quando si cerca un volo su uno dei più diffusi siti di prenotazioni, <strong>il prezzo che vi appare potrebbe essere diverso</strong> dal prezzo che viene visualizzato da un&#8217;altra persona. Mi spiego meglio: io e te andiamo sullo stesso sito con 2 pc diversi e cerchiamo lo stesso volo, ad esempio un Milano &#8211; Parigi. A me esce un prezzo di 150 euro, a te di 180. Come mai?</p>
<p><span id="more-2074"></span></p>
<p>Dovete sapere che TUTTI i siti che si occupano di prenotazioni utilizzano i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cookie" target="_blank">cookies</a>, che tengono traccia di tutti i vostri accessi al sito e delle ricerche che avete fatto. Naturalmente prima di prenotare il volo per le vostre tanto sospirate vacanze farete un po&#8217; di ricerche, magari cercherete lo stesso volo più volte, sullo stesso sito, a distanza di alcuni giorni. E questo nella vana speranza che il prezzo scenda, ma guarda un po&#8217;&#8230; il prezzo invece continua a salire!</p>
<p>Il vostro interesse a quel particolare volo ha portato ad un prezzo gonfiato riservato esclusivamente a voi! Non ci credete? Provate e vedete se non è così! Vi do quindi questo consiglio: prima di accedere al sito cancellate i cookies dal vostro browser, qualunque sia, e in questo modo sarà come se accederete per la prima volta, avendo i prezzi ancora &#8220;vergini&#8221;.</p>
<p>Come cancellare i cookies? Ecco spiegato come fare per i più diffusi browser:</p>
<ul>
<li><strong><a href="http://support.mozilla.com/it/kb/Eliminare+i+cookie" target="_blank">Firefox</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://www.google.com/support/chrome/bin/answer.py?hl=it&amp;answer=95626" target="_blank">Chrome</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://www.opera.com/support/kb/view/806/" target="_blank">Opera</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://support.microsoft.com/kb/278835/it" target="_blank">I.E.</a></strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p>Buone prenotazioni!!</p>
<img style='display:none' id="post-2074-blankimage" onload="Meebo('discoverSharable', {element: ((this.parentNode.className.match('post')) ? this.parentNode : this.parentNode.parentNode) ,url:'http://www.travelsmart.it/2010/04/dovete-prenotare-un-volo-online-cancellate-i-cookies-prima-di-farlo/',title:'Dovete prenotare un volo online? Cancellate i cookies prima di farlo!',tweet:'Credo proprio che nessuno di voi, affezionati di travelsmart.it, vada a prenotare un volo in un&#821',description:'Credo proprio che nessuno di voi, affezionati di travelsmart.it, vada a prenotare un volo in un&#821'})"><script type='text/javascript'>document.getElementById("post-2074-blankimage").onload();</script>]]></content:encoded>
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		<title>Le piste ciclabili su Google Maps: pianificare un percorso da fare in bici</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 02:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grande novità sul nostro amato Google Maps: ora è possibile creare un itinerario da percorrere in bicicletta su strade dedicate. Ciò è  frutto di un accordo tra la grande G e Rails-to-Trails Conservancy.

Come al solito, come per tutte le novità, il servizio è al momento disponibile solo per gli Stati Uniti, ma attendiamo fiduciosi. Anche per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Grande novità sul nostro amato Google Maps</strong>: ora è possibile creare un itinerario da percorrere in bicicletta su strade dedicate. Ciò è  frutto di un accordo tra la grande G e <a href="http://www.railstotrails.org/" target="_blank"><strong>Rails-to-Trails Conservancy</strong></a>.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/03/Troie-belle-fighe-in-perizoma-in-bicicletta-mostrano-il-culo.jpg"></a></p>
<p>Come al solito, come per tutte le novità, il servizio è al momento disponibile solo per gli Stati Uniti, ma attendiamo fiduciosi. Anche per Street View è stato così. Si spera che presto la pianificazione di percorsi cicloturistici venga estesa anche all&#8217;Italia. <span id="more-1888"></span></p>
<p>Comunque, se per caso dovete trascorrere la prossima vacanza negli USA e avete in mente di girare un po&#8217; in bici, date uno sguardo al <strong><a href="http://maps.google.com/biking" target="_blank">sito</a></strong>. Al momento sono mappate strade per 12000 miglia in più di 150 città. Se volete vedere nel dettaglio come funziona, ecco il video rilasciato da Google:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JN5_NBSu7Lw&amp;" /><embed wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/JN5_NBSu7Lw&amp;"></embed></object></p>
<img style='display:none' id="post-1888-blankimage" onload="Meebo('discoverSharable', {element: ((this.parentNode.className.match('post')) ? this.parentNode : this.parentNode.parentNode) ,url:'http://www.travelsmart.it/2010/03/le-piste-ciclabili-su-google-maps-pianificare-un-percorso-da-fare-in-bici/',title:'Le piste ciclabili su Google Maps: pianificare un percorso da fare in bici',tweet:'Grande novità sul nostro amato Google Maps: ora è possibile creare un itinerario da percorrere in ',description:'Grande novità sul nostro amato Google Maps: ora è possibile creare un itinerario da percorrere in '})"><script type='text/javascript'>document.getElementById("post-1888-blankimage").onload();</script>]]></content:encoded>
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		<title>Zefranck Sandwich Tool: scoprite cosa c&#8217;è agli antipodi</title>
		<link>http://www.travelsmart.it/2010/02/zefranck-sandwich-tool-scoprite-cosa-ce-agli-antipodi/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 00:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo fa vi avevo parlato di una vera e propria inutility chiamata  Antipodr, che consente di visualizzare su una mappa cosa si trova agli antipodi di qualunque località mondiale. Oggi ho scoperto un sito del tutto simile (l&#8217;ennesimo mashup di Google Maps) che voglio condividere con voi: si chiama  Zefrank Sanwich Tool.
 
Photo credit: manganite
A differenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tempo fa vi avevo parlato di una vera e propria inutility</strong> chiamata  <a href="http://www.travelsmart.it/2010/02/antipodr-cosa-c-e-agli-antipodi-di-casa-vostra/"><strong>Antipodr</strong></a>, che consente di visualizzare su una mappa cosa si trova agli antipodi di qualunque località mondiale. Oggi ho scoperto un sito del tutto simile (l&#8217;ennesimo mashup di Google Maps) che voglio condividere con voi: si chiama <strong><a href="http://www.zefrank.com/sandwich/tool.html" target="_blank"> Zefrank Sanwich Tool</a></strong>.</p>
<p> <a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/bel-culo-di-giocatrice-di-pallavolo-agli-antipodi.jpg"></a></p>
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: xx-small;">Photo credit: </span><a id="contextLink_stream62328475@N00" href="http://www.flickr.com/photos/manganite/"><span style="font-size: xx-small;">manganite</span></a></span></p>
<p>A differenza del suo concorrente non bisogna digitare nessun nome di località; è sufficiente spostare la mappa con il mouse fino a posizionare la località di proprio interesse sotto al segnaposto per visualizzare nella mappa a fianco la località agli antipodi. Di solito siti di questo tipo sono più divertenti che utili, e Zefranck non fa eccezione, ma per passare 5 minuti di svago in ufficio invece di lavorare vanno benissimo!</p>
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		<title>Antipodr: cosa c&#8217; è agli antipodi di casa vostra?</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 14:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Vi siete mai chiesti cosa c&#8217; è agli esatti antipodi di casa vostra?</strong> Se abitate in Italia c&#8217; è l&#8217; oceano Pacifico a breve distanza dalla Nuova Zelanda. Se siete un po&#8217; più curiosi vi propongo il sito <a href="http://www.antipodr.com/" target="_blank">Antipodr</a>, che altro non è che una mashup basata su Google Maps, che consente di inserire in una casella una qualsiasi località della Terra, e da come risultato su una mappa la località agli antipodi. Per entrambe vengo anche fornite le coordinate geografiche.</p>
<p> <a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/belle-fighe-australiane-in-perizoma-mostrano-il-culo-sulla-spiaggia.jpg"></a></p>
<p>Francamente penso che l&#8217; utilità di questo servizio sia uguale a zero, però serve almeno per passare 5 minuti diversi dal solito&#8230;</p>
<img style='display:none' id="post-635-blankimage" onload="Meebo('discoverSharable', {element: ((this.parentNode.className.match('post')) ? this.parentNode : this.parentNode.parentNode) ,url:'http://www.travelsmart.it/2010/02/antipodr-cosa-c-e-agli-antipodi-di-casa-vostra/',title:'Antipodr: cosa c&#8217; è agli antipodi di casa vostra?',tweet:'Vi siete mai chiesti cosa c&#8217; è agli esatti antipodi di casa vostra? Se abitate in Italia c&#8',description:'Vi siete mai chiesti cosa c&#8217; è agli esatti antipodi di casa vostra? Se abitate in Italia c&#8'})"><script type='text/javascript'>document.getElementById("post-635-blankimage").onload();</script>]]></content:encoded>
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		<title>7 buoni motivi per fare un viaggio in Perù</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 11:59:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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Photo credit: mannover
1 &#8211; le spiagge: le migliori si trovano a sud [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In ogni paese sulla Terra ci sono posti da vedere e cose interessanti </strong>da fare, ma il Perù ha tesori naturali e culturali che hanno affascinato il mondo da secoli. Viaggiare tra le Ande e la foresta amazzonica sarà per voi un&#8217; esperienza unica.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/tatuaggio-sopra-al-culo-su-una-spiaggia-in-perù.jpg"></a></p>
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: xx-small;">Photo credit: </span></span><a id="contextLink_stream9804821@N08" href="http://www.flickr.com/photos/mannover/"><span style="font-family: Arial; font-size: xx-small;">mannover</span></a></p>
<p><strong>1 &#8211; le spiagge</strong>: le migliori si trovano a sud di Lima, la capitale. Le spiagge più popolari sono quelle di Punta Sal, El Silencio, Punta Hermosa, Santa Maria e Pacusana. Chi pratica surf troverà del posti perfetti a Costa Verde, Herradura e Punta Rocas. Le spiagge peruviane si adattano a tutti i gusti, offrendo hotel di lusso, club nautici, svariati divertimenti e moltissimi ristoranti.</p>
<p><strong>2 &#8211; la gente</strong>: i peruviani sono gente curiosa, principalmente perchè la maggior parte di loro non si allontana mai dal luogo in cui vivono. Sono conosciuti per essere creativi e grandi lavoratori, che cercano di sopravvivere nonostante la fragile economia del Perù. La maggior parte non ha tempo o mezzi per viaggiare fuori dal loro villaggio, quindi potete immaginare il loro interesse quando incontrano qualche turista straniero. <span id="more-563"></span></p>
<p><strong>3 &#8211; la cucina</strong>: il però ha 8 diversi tipi di clima, e questo fa si che la cucina sia una delle più varie al mondo. A Lima la cucina riflette il passato coloniale, e si possono gustare piatti con influenze spagnole, africane, asiatiche e amerinde. Molti piatti comprendono riso, mais e patate. Abbondano pesce e frutti di mare lungo la costa e nella giungla. Se siete un po&#8217; deboli di stomaco attenzione: molti piatti sono speziati e piuttosto pesanti.</p>
<p><strong>4 &#8211; le Ande</strong>: questa catena montuosa attraversa tutto il sud America, passando per 7 stati. Sulle Ande peruviane è facile trovare resti dell&#8217; impero Inca. In Perù più di 70 montagne superano i 6000 metri e la maggior parte sono facilmente accessibili, seguendo le normali strade. Qui si trovano anche i più profondi canyon del mondo: Colca e Cotahuasi.</p>
<p><strong>5 &#8211; le antiche rovine</strong>: alla vostra lista personale dei luoghi da visitare aggiungete le antiche rovine Inca. Le più popolari sono la valle sacra e Machu Picchu. Da vedere Chan Chan, il lago Titicaca e Puno. Il museo nazionale e il museo Larco a Lima ospitano moltissimi manufatti risalenti all&#8217; età Inca.</p>
<p><strong>6 &#8211; i manufatti</strong>: il Perù è famoso per gli oggetti artigianali. Si trova di tutto: dagli strumenti musicali alla gioielleria, dai tappeti ai maglioni. Acquistare uno di questi oggetti da un concreto aiuto alla popolazione, generalmente piuttosto povera.</p>
<p><strong>7 &#8211; le bevande</strong>: motivo di orgoglio per il Perù sono le bevande. I famosi vini di Pisco-Nasca, la birra, la Inca Kola e il Coca Tea, una bevanda (legala) prodotta con le foglie di Coca. E&#8217; perfetta da bere sulle alte montagne.</p>
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