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	<title>Travelsmart &#187; hotel</title>
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		<title>HotelMaps: trovare alberghi su Google Maps</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 08:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hotel Maps è un sito che consente di cercare, visualizzare su mappa e prenotare alberghi. E&#8217; un po&#8217; come SeeYourHotel, di cui vi avevo già parlato, ma con alcune funzioni in più.

Quello che differenzia HotelMaps da altri siti simili è l&#8217;utilizzo dei marker dinamici, che consentono di visualizzare solo hotel che rientrano nei nostri criteri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2012/01/hotelmaps.jpg"></a><a href="http://www.hotelmaps.com" target="_blank"><strong>Hotel Maps </strong></a><strong>è un sito che consente di cercare, visualizzare su mappa</strong> e prenotare alberghi. E&#8217; un po&#8217; come <strong><a href="http://www.travelsmart.it/2010/03/seeyourhotel-trovate-un-albergo-nei-pressi-di-un-indirizzo/">SeeYourHotel</a></strong>, di cui vi avevo già parlato, ma con alcune funzioni in più.</p>
<p><strong><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2012/01/hotelmaps.jpg"><img title="hotelmaps" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2012/01/hotelmaps.jpg" alt="" width="500" height="293" /></a></strong></p>
<p>Quello che differenzia HotelMaps da altri siti simili è l&#8217;utilizzo dei marker dinamici, che consentono di visualizzare solo hotel che rientrano nei nostri criteri di ricerca: fascia di prezzo, numero di stelle e voti dagli altri utenti.  Ovviamente possiamo inserire le date del soggiorno, poichè, come è note, i prezzi non sono uguali tutti i giorni.</p>
<p><span id="more-3966"></span></p>
<p>Una volta fatta la ricerca con tutti i criteri desiderati, appariranno su Google Maps tutta una serie di marker riportanti ognuno il prezzo della stanza, il numero di stelle e ovviamente il nome dell&#8217;Hotel.</p>
<p>Cliccando sul marker potremo procedere alla prenotazione, ed in tal caso verremo reindirizzati sul sito dell&#8217;hotel, o su Booking.com, o su Hotels.com, ecc, starà a noi scegliere dove prenotare in base al prezzo visualizzato. Attendo, come sempre, un vostro feedback se avete già utilizzato questo servizio.</p>
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		<title>E’ meglio averlo duro o averlo molle? Diario del terzo viaggio a Maiorca</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 07:53:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avete mai sentito dire che non c’è due senza tre? Si? Bene. Anch’io l’avevo sentito dire, così dato che ero già stato 2 volte nella fantastica Maiorca, ho pensato bene di tornarci una terza. Il mio ultimo viaggetto su quest’isola risale al mese di Giugno 2011, dal 7 al 14 per la precisione. E ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Avete mai sentito dire che non c’è due senza tre?</strong> Si? Bene. Anch’io l’avevo sentito dire, così dato che ero già stato 2 volte nella fantastica Maiorca, ho pensato bene di tornarci una terza. Il mio ultimo viaggetto su quest’isola risale al mese di Giugno 2011, dal 7 al 14 per la precisione. E ancora a Magaluf, la località più animata dell’isola e con la maggiore concentrazione di young British pussy.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/09/Palma-di-Maiorca-al-tramonto-dall-aereo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3866" title="Palma di Maiorca al tramonto dall aereo" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/09/Palma-di-Maiorca-al-tramonto-dall-aereo.jpg" alt="Palma di Maiorca al tramonto dall aereo" width="500" height="375" /></a></p>
<address>Photo credit: <a href="http://www.travelsmart.it">Dick Smart </a></address>
<p>In pratica c’ero stato in <strong><a href="http://www.travelsmart.it/2011/04/maiorca-in-inverno/">inverno nel 2007</a></strong>, in <a href="http://www.travelsmart.it/2010/08/mallorca-no-sex-just-sun-%e2%80%93-diario/"><strong>estate lo scorso anno </strong></a>ed in primavera (ma meteorologicamente già estate) quest’anno. Mi manca solo l’autunno, una lacuna questa, che cercherò di colmare a breve. <span id="more-3865"></span></p>
<p>Il nuovo volo Ryan da Bergamo a Palma mi è venuto via a 60 euri a cranio, ai quali bisogna aggiungere 120 euri per portare 3 valigie (40 l’una, da non crederci). Comunque viaggiando con 3 donne al seguito non c’è alcuna possibilità di viaggiare con il solo bagaglio a mano, così l’intero volo è costato 360 euri, in ogni caso meno dei 400 pagati lo scorso anno con easy con sole 2 valigie e in partenza da Malpensa, per me molto più scomodo.</p>
<p>Il giorno della partenza carichiamo armi e bagagli sulla Focus 1.6 sw euro 0 del 2000 e ci dirigiamo alla volta di Orio che raggiungiamo senza intoppi. Dopo un lauto pasto al Mac interno ci imbarchiamo in orario sotto una pioggia torrenziale. Ultima fila per noi perché io da bravo pirla pensavo che a Palma si potesse scendere anche dalla porta dietro.</p>
<p>Invece, brutta sorpresa all’arrivo: si scende dal finger, così grazie alla mia geniale idea di sedersi in ultima fila, siamo scesi per ultimi. Tre fottuti minuti buttati nel cesso. Ora vi svelo una piccola curiosità: i B737, essendo costruiti a Seattle, ed essendo gli americani notoriamente superstiziosi, sono privi della fila n° 13. Fateci caso la prossima volta che volate: si passa dalla 12 alla 14.</p>
<p>Operazione primaria una volta al suolo, recuperare le valigie. L’aeroporto di Palma è davvero grande, così si è reso necessario stabilire prima un’eventuale ERV nel caso qualcuno della mia squadra si fosse smarrito: il punto convenuto era nella sala partenze  al banco del checkin n° 1.</p>
<p>Questa volta, a differenza delle due precedenti missioni, non abbiamo utilizzato il servizio shuttle, ma abbiamo preso un taxi prenotato alcuni giorni prima su TaxiPMI. Il costo e il funzionamento sono simili, cioè 35 euri a tratta (per auto, non per persona) e l’autista attende i passeggeri al di fuori dell’area ritiro bagagli sotto un’affare appeso al soffitto. Incredibile ma vero, l’autista c’era!</p>
<p>In 20 minuti netti raggiungiamo Magaluf e veniamo scaricati al Sol Guadalupe dove avevamo prenotato. Abbiamo cambiato anche l’hotel. Il Guadalupe ha 3 stelle e non è sul mare ma è comunque validissimo, ma voi già lo dovreste sapere, dato che ho pubblicato <strong><a href="http://www.travelsmart.it/2011/06/hotel-sol-guadalupe-magaluf-maiorca-recensione/">un’accuratissima recensione</a></strong>. Giusto il tempo di registrarci e scaricare i bagagli in stanza e ci incamminiamo alla volta della prima attrazione da visitare: La House of Kathmandu.</p>
<p>Trattasi in realtà di 3 attrazione distinte: la casa vera e propria, il minigolf ed un cinema 4D. E naturalmente c’è anche un ristorante bar annesso. Iniziamo dalla casa, che vista da fuori assomiglia ad una mega-villa, ma è capovolta. Cioè, il tetto è in basso e le fondamenta in alto. Un discreto lavoro, devo ammetterlo. Si entra e si segue un percorso guidato con tutta una serie di amenità, tipo il labirinto di specchi, l’incontro con l’abominevole uomo delle nevi (cioè una specie di aldo gazzotti), un tunnel rotante dove è difficile rimanere in piedi ed un sacco di altre cosette interessanti. Ci vuole circa un’ora e secondo me sono soldi spesi bene. E’ chiaro che i soldi spesi per una escort top class sono spesi meglio ma non divaghiamo. La seconda cosa è il cinema 4D: ci si lega sulle poltrone (mobili) si indossano gli occhiali e si parte a bordo di un trenino in una miniera. Non è che mi abbia entusiasmato… Il minigolf ce lo teniamo per la sera e facciamo rotta per l’hotel. Mollo le donne in doccia ed inizio la consueta ricognizione del territorio. Mi mancava da un anno la sensazione di girare per Magaluf con una lattina di San Miguel in mano. Sono davvero rinato. Insomma, la birra non conviene prenderla nei pub anche se viene solo 2,50/3,00 euro, perché negli innumerevoli minimarket sparsi per il paese la lattina di San Miguel viene via ad un prezzo variabile tra gli 80 cent e l’euro. E anche per oggi vi ho dato una dritta per la vostra prossima vacanza a Magaluf.</p>
<p>Faccio rientro in hotel per ricongiungermi alla mia squadra. Doccia e poi cena in hotel dato che eravamo in HB. La cena è molto simile a quella dell’Antillas dello scorso anno, ma come dicevo prima, voi già lo dovreste sapere.</p>
<p>Bene, dopo cena torniamo nuovamente alla house of Kathmandu per giocare a minigolf. Devo ammettere che era la prima volta nella vita che provavo a giocare. Insomma, lo so che è grave e che voi avete già giocato ma io almeno ho guidato un carro armato e voi no. Inoltre io so perfettamente come stimolare il punto G e voi no. Non è da tutti…</p>
<p>Torniamo al minigolf: ci sono 2 percorsi da 18 buche, quindi iniziamo il primo. Ma lo sapete che è davvero divertente? Non l’avrei mai pensato, comunque a circa metà gara è arrivato un temporale stile diluvio universale che ci ha costretti ad interrompere la partita. Poco male: ci hanno rilasciato un buono per rigiocare il giorno dopo. Torniamo in hotel e poi a nanna. Ecco, ora vorrei fare la mia personalissima considerazione: io ce l’avevo abbastanza molle, mentre è molto meglio averlo duro, non trovate? Insomma per chi soffre di mal di schiena come me credo sia meglio dormire su di un materasso piuttosto duro. Quello molle non fa altro che aumentare il mal di schiena. Almeno questa è la mia opinione. Voi che ne pensate? E meglio averlo duro o averlo molle?</p>
<p>La mattina del giorno 2 il meteo è abbastanza incerto così decidiamo di prendere una macchina e dirigerci verso la parte est, cioè Porto Cristo e le famose Cuevas del Drach che le volte precedenti mi ero perso. Col senno di poi, per fortuna mi ero perso, ma poi ci arrivo.</p>
<p>Insomma, io ho voluto fare il cazzone e non mi bastava una Matiz di merda, no, ho voluto prendere una cabrio per fare il figo, anche perché qualche raggio di sole sbucava dai nuvoloni grigi. Per 60 euro ho avuto una Renault 19 cabrio che era già in circolazione quando ancora Maiorca non era meta del turismo di massa, pensate un po’… Scassata, rumorosa, cigolante, con i pannelli delle portiere fissati con viti e nastro adesivo. Ma era una cabrio, ed io non ne avevo mai guidata una se escludiamo l’AR 76 di voloiriana memoria. Riesco in qualche modo a piegare il tetto nel suo alloggiamento a vado a prendere le mie 3 donne davanti all’hotel.  Non appena partiti la Gio ha subito iniziato a dire che aveva freddo e che c’era troppa aria. Adesso mettetevi un po’ nei miei panni: che deve fare uno? Non ci ho dato peso ed ho continuato la marcia imperterrito, ma giusto il tempo di uscire da Magaluf ed ecco le prime gocce di pioggia… Mi sono dovuto arrendere: ho accostato, richiuso il tetto e mi sono rimesso in marcia. Sotto una pioggia sempre più torrenziale aggiriamo Palma e ci immettiamo sullo stradone per Porto Cristo. Voi non avete idea di quanto cazzo è grande Maiorca, vi giuro che non sembra nemmeno un’isola. Comunque ci mettiamo circa un’oretta per arrivare alle Cuevas. Andiamo ad informarci per scoprire che si entra ad orari prefissati in gruppo, cioè non è che arrivi te, faccia di cazzo, con la tua macchinetta coi cerchi in lega ed entri quando cazzo ti pare. Comunque la temperatura si era abbassata, la Gio aveva freddo, non si era portata golfini, ecc, mi fai ammalare le bambine….  Alla fine niente Cuevas! Avete capito bene, abbiamo attraversato tutta la stramaledetta isola per niente. Nel frattempo ha smesso di piovere ma il cielo è ancora grigio e ci spostiamo nella vicina Porto Cristo. Col sole non dev’essere male, ma è di sicuro una delle località più sputtanate e piene di turisti di Maiorca, nonostante sia abbastanza piccola. Una veloce passeggiata (e intanto riprende a piovere) e ci fermiamo per il pranzo in un posto che aveva tutta l’aria di essere una trappola per turisti, sulla main street proprio di fianco al Burger King. Ci hanno infilato su per il culo un cetriolo enorme, lungo, grosso e duro. Ve la faccio breve: 2 bruschette, 2 toast, un gelato per la modica cifra di 50 euro…. Eppure io lo sapevo che bisognava andare in qualche merdoso bar alla periferia del paese, cazzo, bisogna andare dove vanno i locali, non i turisti!</p>
<p>Fanculo. Risaliamo in macchina e torniamo verso Palma e il tempo pare che stia migliorando. La volta scorsa avevamo adocchiato un grande centro commerciale multipiano e per pura sfortuna ci passiamo davanti. La Gio, essendo un cyborg, cioè metà donna e metà macchina, è munita di un radar interno per l’avvistamento dei centri commerciali. Insomma, fermati, fermati, andiamo a vedere. Entriamo e perdiamo un po’ di tempo a spasso per questo centro che è praticamente la fotocopia di quelli che ci sono qua da noi. I soliti negozi, l’unica cosa che cambia sono i gestori della telefonia mobile, ma fino a un certo punto, Vodafone c’è anche là.</p>
<p>Comunque ripartiamo, e dato che nel frattempo è uscito un bel sole, riabbasso il tetto e posso finalmente guidare con il vento tra i capelli. Mi sono sentito un po’ Peter Fonda in easy rider, anche se lui andava in moto, ma è tanto per farvi capire. Mentre io guido la Gio attacca la confezione da 6 di San Miguel: una lattina per uno. Con una mano dovevo tenere il volante, quindi le marce le cambiava lei. Il mio motto è “guida poco che devi bere”. Non è mica vero che dopo un chilometro mi fermano gli sbirri? Il cazzone aveva un quad, non una macchina, quindi potevo anche scappare, ma la sua Walter era comunque più veloce della mia Renault 19 cabrio, così ho pensato bene di fermarmi. Al cinturone aveva un paio di guanti antitaglio della Vega, che non ho proprio capito a che cazzo gli servissero, oltre allo spray OC (quello è effettivamente utile, lo ammetto, anche se da noi rischia di più chi lo usa), e tutta una serie di Leatherman, manette di plastica, Maglite (quella ce l’ho anch’io!) e chi più ne ha, più ne metta… comunque io ho esordito con “olà, amigo!” Non ho capito che cazzo mi ha detto, ma immagino la solita frase “patente e libretto”. Ora io non so come funziona in Spagna, ma tutte le auto che ho noleggiato non avevano la carta di circolazione. Gli ho detto, in italiano: “se mi regge un attimo la birra le prendo la patente” e gli ho passato la lattina che lui ha preso senza fare storie. Siamo a Maiorca, ricordiamocelo, mica in qualche posto dell’ex URSS…</p>
<p>Dato che aprendo il portafogli il mio distintivo ed il tesserino erano in bella mostra, il tizio mi ha ridato la birra e mi fa “andale, andale…”  L’ho salutato militarmente e sono partito sgommando…. Con il sole che spaccava le pietre ci dirigiamo a Ovest verso Andraxt e poi a Port d’Andraxt dove ci fermiamo per fare una passeggiata. Devo dire che è un paese davvero carino, sul mare, ad elevata concentrazione turistica. Noleggiavano dei gommoni con fuoribordo che non richiedeva la patente nautica e io volevo fare un giro, ma la Gio ha puntato il dito “”e se una delle bambine cade in mare?? No, no, no!!”. Inutile dire che se cadono in mare, le ripesco io, fiato sprecato. A parte che Laura sa nuotare da quando aveva 5 anni e Ilaria sta imparando, ma niente, non voleva sentire ragioni. Dopo la passeggiata rientriamo a Magaluf, vado a riconsegnare l’auto e le SOP a questo punto prevedevano che facessi il mio consueto giro in solitaria in paese. L’anno scorso avevo trovato un pub gestito da un tizio che preparava ottimi mojito, così ho voluto tornare per verificare se le cose erano ancora così. Effettivamente c’è ancora e ancora prepara ottimi mojito, dico di quelli fatti sul momento, con le foglie di menta prese da una piantina in vaso sul bancone. Dovete stare molto attenti perché in giro ci sono un sacco di locali dove preparano il mojito con un prodotto preconfezionato che prelevano alla spina e lo infilano in un bicchiere di ghiaccio tritato. Quello non è il vero mojito, anche se il sapore è simile (ma non uguale). Dopo il mojito, lattina di San Miguel presa al minimarket e passeggiata in allegria.</p>
<p>Torno in hotel, cena con foto di rito, poi di nuovo alla House of Kathmandu per la partita di minigolf interrotta la sera prima. Davvero divertente: dovreste provare se già non l’avete fatto! </p>
<p>Il giorno 3 sveglia per me alle 6 e passeggiata in paese. Come già avevo scritto nel diario dello scorso anno il paese a quell’ora del mattino è pieno zeppo di ubriachi che ancora non hanno concluso la serata. Sporcizia e chiazze di vomito ovunque. Quest’anno ho assistito però ad uno spettacolino insolito. Al primo piano di una palazzina, sul balcone c’era una ragazza, ovviamente inglese che indossava solo una maglietta, anche piuttosto corta. Ed io dalla strada guardavo in alto. Lo so cosa vi state chiedendo: volete sapere se le ho visto la figa, vero? La risposta è si, le visto la figa, che come da prassi era interamente depilata. E meno male che oggi le donne se la radono, mi ricordo che nei lontani anni 80 bisognava sputare peli di continuo. Ad ogni modo, se già avete letto <strong><a href="http://www.travelsmart.it/2010/10/orlando-e-la-teoria-della-relativita/">Orlando e la teoria della relatività</a></strong>, sapete che anch’io mi rado le palle ed il pube, come gli attori dei porno. Me l’ha ordinato la Gio: “per par condicio”, ha detto… Ma che significa?</p>
<p>Ma adesso viene il bello: insieme alla ragazza c’era un tipo con una canna da pesca col mulinello. Lui si stava dando da fare per calare la lenza al livello della strada. E volete sapere cosa c’era attaccato? Ve lo dico subito: un preservativo! Usato. E pieno. Con un bel nodo sopra. Insomma, l’animale voleva far sapere al mondo, o almeno a Magaluf, che la serata gli era andata alla grande. E buon per lui, per conto mio dovevo attendere altri 4 giorni… in pratica dovevamo tornare a casa.</p>
<p>Rientro in hotel per la colazione con la mie donne poi trascorriamo l’intera giornata nelle piscine dell’hotel. La cosa che ho subito notato è che i giovani erano pochi, c’era per lo più una clientela matura proveniente dal Regno Unito, motivo per cui l’albergo era molto tranquillo. Ho deciso di organizzarmi un OP per controllare la presenza di eventuali MILF e in effetti una c’era. Era un troione da combattimento, naturalmente in topless (direi che aveva una 4^) con dotazione standard: bionda, occhi azzurri, piena di piercing e tatuaggi e faccia da troia. Come tutte le sue connazionali era intenta a leggere il Sun (o il Mirror, non ricordo bene). Viaggiava con 2 bambini e la sorella che fungeva anche da baby sitter quando lei si appartava con qualche negro. Ma io come faccio a saperlo, direte voi. Lo so perché l’ho vista, mica racconto balle, io! Allora a un certo punto è sparita dietro uno scivolo così ho effettuato una CTR e l’ho localizzata mentre conversava amabilmente con un negro sudato e muscoloso che continuava a toccarsi l’uccello. Lei aveva quel classico sorriso che sta a significare “dopo te la do”. Ma è normale, voglio dire, una così mica si accontenta di cazzettini piccoli e mosci come avete voi cari lettori di travelsmart.it che non avete mai contato da 1001 a 1005, lei vuole i negri. Così gira il mondo.</p>
<p>Il giorno 4 il tempo era un po’ incerto così, questa volta equipaggiati di tutto punto, riproviamo a tornare alle Cuevas. Noleggio una Panda per 35 euro e ripartiamo in direzione est. Non so se 35 euro al giorno è un prezzo adeguato, io non mi intendo di economia, come sapete la mia specialità è la geometria analitica. No, no, no, fermi! Geometria analitica non vuol dire mettersi a 90° e prenderlo in culo, mi riferisco proprio alla geometria cartesiana (o analitica). E’ questa la mia specialità. Questa volta ci entriamo ma devo dire che è stata un’esperienza piuttosto deludente. Si entra in queste grotte dove bisogna prima assistere ad uno stupido ed inutile filmato, poi si segue un percorso guidato dove si possono ammirare tutte quelle stalattiti illuminate da faretti di vari colori, ma il tutto abbastanza in piccolo, se confrontato con le grotte di Frasassi, tanto per farvi capire. Ma la cosa più aberrante è stato il concerto sul lago. Intanto io mi aspettavo un lago, se non proprio come il lago di Garda, almeno grande quanto il lago d’Iseo, insomma. Invece, no, era poco più di una pozzanghera, con barca azionata da un motore elettrico con a bordo individui vestiti in modo assurdo che si guadagnano da vivere facendo avanti e indietro nel sottosuolo a beneficio dei turisti pecoroni come noi. Io mi lamento del mio lavoro (come tutti) ma c’è chi sta peggio. Eh, si. Inoltre proiettavano sulla roccia un filmato accompagnato da musica di merda con due facce da pirla che cantavano (si fa per dire) e facevano pom, pom con la bocca. Ma tra poco sarà pronto anche il video, così ve lo guardate e poi mi direte se non ho ragione.</p>
<p>Usciamo dalla grotta e ci fermiamo nel ristorantino dove provo ad assaggiare una specialità maiorchina, una specie di zuppa con dentro un po’ di tutto. Io ho la sensazione di essere stato inculato, ma il piatto era buono. E dico sul serio, considerate poi che io ho dei gusti abbastanza difficili. Mi piace la prugna ma non il cetriolo, tanto per farvi un esempio. Cioè, anche in fatto di donne, voglio dire, mi sono fatto anche dei mostri in tempi di magra, ma in genere ho avuto solo gnocche. Si perché essendo io figo, mi pare logico che mi sia sempre trovato delle gnocche, vi pare? Mi sono anche bevuto un bicchiere di vino rosso che spacciavano come prodotto del luogo. Non ho idea se fosse davvero così, ma l’ho bevuto e zitto.</p>
<p>Dopo il lauto pasto risaliamo sulla Panda. Sotto un cielo (duro) plumbeo giungiamo nei pressi di Porto Colom e non volendo pisciare dietro ad un cespuglio, entriamo abusivamente in un hotel per usufruire dei cessi. Questo hotel si trova proprio sopra una scogliera così da che ci siamo facciamo anche una passeggiata con tanto di foto ricordo e riprese video. Vi ricordo nuovamente che il mio video è quasi pronto. Giungiamo in una caletta (Cala Murada) che dev’essere favolosa in una bella giornata di sole, ma quel giorno, oltre ad essere nuvoloso, tirava anche un vento pazzesco. Ma la gente in spiaggia non mancava. Tutti tedeschi. Mentre a Magaluf  la Union Jack sventola ovunque, questa parte dell’isola è praticamente una colonia tedesca. Infatti ho anche adocchiato una pattuglia della gioventù hitleriana che marciava per il paese cantando Die Fahne hoch.</p>
<p>Porto Colom in se non è che abbia niente di speciale ma non fa neanche schifo. La cosa bella è che c’era una coppia di francesi intenti a farsi foto. Lei praticamente una modella, lui, giustamente, un mezzo negro, superdotato e naturalmente muscoloso e sudato. Le donne oggi non si accontentano più, se ancora non l’avete capito. Se siete sposati e non siete disposti a scopare vostra moglie ogni giorno, rassegnatevi: ci penserà qualcun altro al posto vostro. Eh, si… A questo proposito avrei un simpatico aneddoto da raccontarvi ma non so se lo farò. A proposito, sapete come si fa a tenere dei pirla sulle spine? Ve lo dico dopo.</p>
<p>Ripartiamo e prima di tornare a Magaluf giriamo a cazzo come uova sode per stradine secondarie. Non mi stancherò mai di dire che quest’isola mi piace proprio un casino. Anzi la sapete una cosa? Ogni tanto mi frulla per la testa l’idea di fare la cazzata del secolo e non è escluso che un domani la possa realizzare. Devo solo imparare castigliano e catalano, ma che ci vuole?</p>
<p>Bene. Dopo la riconsegna dell’auto faccio il mio solito alcol tour per il paese poi rientro in hotel per la cena. Serata fortunata: cipolle alla griglia. Credo di averne mangiate più di un chilo, ma almeno hanno prodotto ottimi risultati il giorno dopo, cioè le scoregge prodotte avevano una fragranza alla cipolla. Amo molto l’odore delle scoregge alla cipolla, passerei ore a fiutarle. Perché in genere si tratta di quel tipo di scoregge grasse, dense e intensamente profumate, non di quelle innocue a tromba. Viene voglia di mettersi le mani a coppa sul culo e poi annusare per non sprecare questa meraviglia. La mattina stavo sognando Maria Cuffaro del TG3 che mi svegliava con un bacio quando è suonato il cellulare. Peccato. Comunque ci alziamo, facciamo colazione e passiamo l’intera giornata in spiaggia. Ormai mi sono stancato di dirvelo ma c’è da rifarsi gli occhi. Ormai otre alle inglesi ci sono moltissime russe e sapete come sono le russe giovani, no? La giornata scorre tranquilla e la sera decidiamo di andare al minigolf, ma stavolta nella vicina Palmanova, che raggiungiamo in taxi, al golf Fantasia. Anche qui 2 piste, molto bello, ma un po’ più vecchiotto della house of Kathmandu. Rientriamo e andiamo a letto.</p>
<p>Giorno 6: questa giornata la passiamo in piscina a prendere il sole e bere sangria. Nessun avvenimento degno di nota, se non che la sera andiamo al minigolf da Tom Brown from Manchester, che devo ammettere essere piuttosto squallido, ma almeno economicissimo.</p>
<p>Giorno 7: ultima giornata piena a Magaluf che trascorriamo un po’ in piscina e un po’ in spiaggia. Per il pranzo andiamo da Pizza Hut, dove tutto sommato si può metter esotto i denti qualcosa di commestibile a prezzi abbastanza popolari. L’ultimo giorno è sempre una grande tristezza mo lo concludiamo in bellezza andando di nuovo al minigolf, che è diventato una tappa obbligata in questa vaccanza.</p>
<p>Il giorno 8 approntiamo armi e bagagli e lasciamo tutto al deposito dell’hotel. Dato che il nostro volo parte nel tardo pomeriggio abbiamo tutto il tempo di andare a fare un bel giro a Palma che raggiungiamo a metà mattina con l’autobus più affollato della Terra. Giriamo a piedi per il centro città, chè è davvero bella, ma già lo dovreste sapere. Un po’ di acquisti nei negozi di cianfrusaglie e poi pranzo da KFC, che per chi non lo sapesse è l’equivalente avicolo di MacDonalds. Il pomeriggio giriamo ancora un po’ poi riprendiamo l’autobus per Magaluf. Lo so, è una coglionata ma non potevamo fare diversamente perché il taxi già prenotato ci attendeva all’hotel. Ma prima di andare in hotel vi pare che una visitina da Tom Brown non ce la facciamo?? Che poi non era un taxi vero e proprio ma un furgoncino Mercedes nuovo con interni in pelle, aria condizionata e radio perennemente sintonizzata su Radio Balear, sa nostra radio.</p>
<p>20 minuti esatti per raggiungere l’aeroporto al piano partenze. Ultime San Miguel e poi un’ultima pesata ai bagagli a un banco del checkin vuoto, perché come sapete alla Ryan sono fiscalissimi per il peso. Infatti ho anche dovuto travasare un po’ di roba da una valigia all’altra per rientrare nei 15 chili. Diversamente sarebbero stati cazzi, che si quantificano con un’enorme somma da sborsare per ogni chilo in eccesso. A quelli non importa un cazzo se una valigia è mezzo vuota e facendo un medione risultano meno di 15 khg, no, ogni valigia deve avere il suo peso massimo.</p>
<p>Vabbè,raggiungiamo il nostro gate e il nostro 737 è già li che ci aspetta. Ho assistito ad una scena di isterismo perché c’erano i soliti cazzoni che volevano passare con bagagli a mano grandi quanto un Ape Piaggio. Niente da fare: 40 euro sull’unghia o restano lì. Partiamo in orario e ammiriamo il favoloso panorama della baia di Palma al tramonto. Una bella vacanza, ed io ancora devo capire se è meglio averlo duro o averlo molle…</p>
<img style='display:none' id="post-3865-blankimage" onload="Meebo('discoverSharable', {element: ((this.parentNode.className.match('post')) ? this.parentNode : this.parentNode.parentNode) ,url:'http://www.travelsmart.it/2011/09/e%e2%80%99-meglio-averlo-duro-o-averlo-molle-diario-del-terzo-viaggio-a-maiorca/',title:'E’ meglio averlo duro o averlo molle? Diario del terzo viaggio a Maiorca',tweet:'Avete mai sentito dire che non c’è due senza tre? Si? Bene. Anch’io l’avevo sentito dire, cos',description:'Avete mai sentito dire che non c’è due senza tre? Si? Bene. Anch’io l’avevo sentito dire, cos'})"><script type='text/javascript'>document.getElementById("post-3865-blankimage").onload();</script>]]></content:encoded>
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		<title>All Seasons Hotel Agrate Brianza &#8211; Recensione</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 07:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho soggiornato per una notte nel nuovo hotel All Seasons di Agrate Brianza, alle porte di Milano. Attenzione, il nome non va confuso con &#8220;Four Seasons&#8221; la catena alberghiera di lusso, questo hotel è infatti di categoria economica.

L&#8217;hotel si trova nel centro direzionale Colleoni (difatti è l&#8217;ex hotel Colleoni recentemente ristrutturato) ed ha aperto i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/06-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza-Divano-letto.jpg"></a>Ho soggiornato per una notte nel nuovo hotel All Seasons di Agrate Brianza</strong>, alle porte di Milano. Attenzione, il nome non va confuso con &#8220;Four Seasons&#8221; la catena alberghiera di lusso, questo hotel è infatti di categoria economica.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/14-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Sala-colazione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3789" title="14 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Sala colazione" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/14-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Sala-colazione.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Sala colazione" width="500" height="375" /></a></p>
<p>L&#8217;hotel si trova nel centro direzionale Colleoni (difatti è l&#8217;ex hotel Colleoni recentemente ristrutturato) ed ha aperto i battenti da pochissimi giorni. Data la posizione è rivolto principalmente ad una clientela di affari, ma la presenza di camere per 3 o 4 persone lo rende adatto anche a famiglie. <span id="more-3788"></span></p>
<p>La catena All Seasons, ancora semisconosciuta in Italia, è di proprietà del gruppo Accor, cioè Ibis, Novotel, Mercure, ecc. Dicevo che l&#8217;hotel è di fascia economica e si posiziona (forse) appena sopra gli Ibis. Le stanze sono 154 disposte su 8 piani e la mia era davvero ampia con un letto matrimoniale ed un divano convertito a letto. Il resto della dotazione comprendeva una scrivania, un armadio aperto, cassaforte, climatizzazione indipendente, tv a schermo piatto e telefono (un vecchio Sirio marchiato Sip e risalente ai primi anni 90!). In effetti questa non l&#8217;ho capita: tutto nuovo, e rimodernato ma telefono vintage. Niente biro o matita ma in compenso una bottiglietta d&#8217;acqua e biscottini in omaggio. Niente frigo bar.</p>
<p>Il bagno di dimensioni standard (cioè piccolo) con vasca &#8211; doccia, asciugacapelli a muro e prodotti per il bagno (shampoo, dociiaschiuma, ecc.). Gli asciugamani sono incredibilmente ancora marchiati hotel Colleoni.</p>
<p>Nonostante la ristrutturazione le stanze hanno un aspetto davvero triste, mentre gli spazi comuni avendo beneficiato del restiling, sono pittosto piacevoli a vedersi. Tutto comunque pulito e in ordine. A disposizione degli ospiti, nella hall, quotidiani gratuiti, pc, macchina per il caffè &#8211; the e acqua (senza sovrapprezzo).</p>
<p>Il wifi è disponibile ma a pagamento. Diversi parcheggi gratuiti davanti all&#8217;hotel: nessun problema a trovare un posto. La ragazza in reception è stata gentile e premurosa, ma&#8230;. un problema l&#8217;abbiamo avuto!</p>
<p>La prenotazione è stata telefonica ed avevo chiesto una camera per 4 (2 adulti e 2 bambini) ma all&#8217;arrivo la stanza era per 3. Mi è stato risposto che non erano più disponibili stanze per 4 (allora io mi chiedo perchè mi è stata confermata la prenotazione&#8230;). Comunque poco male, dato che in alternativa mi sono state offerte 2 stanze comunicanti senza sovrapprezzo. Lodevole, direi&#8230;</p>
<p>La colazione, disponibile dalle ore 7, è a buffet e molto abbondante e curata, con ampia scelta di cibi caldi e freddi. Inoltre la responsabile della sala è molto carina, il che non guasta mai&#8230;</p>
<p>Il prezzo parte da 59 euri, mentre noi ne abbiamo pagati 89 (ma eravamo in 4) colazione inclusa. Adeguato secondo me, data la posizione a pochi km da Milano e da Monza.</p>
<p><!--more--></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/01-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3790" title="01 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Stanza" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/01-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Stanza" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/02-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3791" title="02 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Stanza" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/02-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Stanza" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/03-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3792" title="03 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Stanza" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/03-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Stanza" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/04-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3793" title="04 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Stanza" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/04-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Stanza" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/05-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza-Cassaforte.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3794" title="05 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Stanza - Cassaforte" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/05-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza-Cassaforte.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Stanza - Cassaforte" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/06-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza-Divano-letto1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3796" title="06 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Stanza - Divano letto" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/06-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza-Divano-letto1.jpg" alt=" Hotel All Seasons Agrate Brianza - Stanza - Divano letto" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/07-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3797" title="07 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Stanza" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/07-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza.jpg" alt=" Hotel All Seasons Agrate Brianza - Stanza" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/08-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3798" title="08 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Stanza" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/08-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza.jpg" alt=" Hotel All Seasons Agrate Brianza - Stanza" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/09-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Bagno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3801" title="09 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Bagno" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/09-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Bagno.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Bagno" width="500" height="375" /></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/10-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Bagno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3802" title="10 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Bagno" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/10-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Bagno.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Bagno" width="500" height="667" /></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/10-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Bagno1.jpg"></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/11-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Porta-stanza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3804" title="11 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Porta stanza" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/11-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Porta-stanza.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Porta stanza" width="500" height="667" /></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/13-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Interno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3805" title="13 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Interno" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/13-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Interno.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Interno" width="500" height="667" /></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/12-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Corridoio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3806" title="12 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Corridoio" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/12-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Corridoio.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Corridoio" width="500" height="375" /></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/15-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Sala-colazione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3808" title="15 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Sala colazione" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/15-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Sala-colazione.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Sala colazione" width="500" height="375" /></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/16-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Sala-colazione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3809" title="16 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Sala colazione" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/16-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Sala-colazione.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Sala colazione" width="500" height="375" /></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/17-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Sala-colazione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3810" title="17 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Sala colazione" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/17-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Sala-colazione.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Sala colazione" width="500" height="375" /></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/18-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Hall.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3811" title="18 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Hall" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/18-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Hall.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Hall" width="500" height="375" /></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/19-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Hall.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3812" title="19 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Hall" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/19-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Hall.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Hall" width="500" height="375" /></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/20-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Bar.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3813" title="20 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Bar" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/20-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Bar.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Bar" width="500" height="375" /></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/21-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Hall.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3814" title="21 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Hall" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/21-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Hall.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Hall" width="500" height="375" /></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/22-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Hall.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3815" title="22 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Hall" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/22-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Hall.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Hall" width="500" height="375" /></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/23-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Esterno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3816" title="23 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Esterno" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/23-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Esterno.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Esterno" width="500" height="375" /></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/24-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Esterno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3817" title="24 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Esterno" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/24-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Esterno.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Esterno" width="500" height="375" /></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/25-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Esterno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3818" title="25 Hotel All Seasons Agrate Brianza - Esterno" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/25-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Esterno.jpg" alt="Hotel All Seasons Agrate Brianza - Esterno" width="500" height="375" /></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/07/08-Hotel-All-Seasons-Agrate-Brianza-Stanza1.jpg"></a></p>
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		<title>A Londra non c&#8217;è un cazzo da vedere tranne Abbey Road</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 06:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’ avevo sempre saputo ma mi rifiutavo di crederlo: a Londra non c’è un cazzo da vedere tranne Abbey Road! Torniamo indietro di 10 anni, nell’autunno del 1998, quando anche in Italia hanno fatto la loro timida comparsa le compagnie aeree low cost. Ricordo benissimo che avevo letto una pubblicità della sconosciuta GO, che prometteva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/dick-smart-sulle-strisce-pedonali-di-abbey-road-a-londra.jpg"></a>L’ avevo sempre saputo ma mi rifiutavo di crederlo</strong>: a Londra non c’è un cazzo da vedere tranne Abbey Road! Torniamo indietro di 10 anni, nell’autunno del 1998, quando anche in Italia hanno fatto la loro timida comparsa le compagnie aeree low cost. Ricordo benissimo che avevo letto una pubblicità della sconosciuta GO, che prometteva un volo andata e ritorno per Londra alla modica cifra (per l’epoca) di 300.000 lire. Ho precettato il mio amico Iondo ed abbiamo immediatamente prenotato (via telefono, perché all’epoca non si poteva ancora prenotare via internet).</p>
<p><strong><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/dick-smart-sulle-strisce-pedonali-di-abbey-road-a-londra.jpg"><img title="dick smart  sulle strisce pedonali di abbey road a londra" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/dick-smart-sulle-strisce-pedonali-di-abbey-road-a-londra.jpg" alt="dick smart  sulle strisce pedonali di abbey road a londra" width="500" height="344" /></a></strong><br />
  La compagnia GO era all’ epoca di proprietà di British Airways, poi pochi anni dopo se l’è comprata easyJet. La particolarità era che tutti i posti su tutti i voli erano venduti alla stessa cifra. Altra novità, per l’epoca, era l’utilizzo di aeroporti periferici (vedi Stansted) e l’assenza di servizi a bordo gratuiti. Cose poi divenute la norma per le attuali low cost.</p>
<p>Abbiamo organizzato la spedizione dal 1 al 3 gennaio 1999 e la partenza era prevista da Malpensa nel tardo pomeriggio con arrivo a Sansted 1 ora e 50 minuti dopo. Siamo partiti da casa con un anticipo fantozziano, verso l’una del pomeriggio ed alle 3 eravamo già in aeroporto. Dato che la Gran Bretagna è fuori dall’aerea Shengen bisognava anche passare il controllo documenti. Bisognava esibire la carta d’identità ed il biglietto e lo sbirro semirincoglionito ha avuto persino il coraggio di chiedere: “dove va?”. Stavo per rispondere: “leggilo sul biglietto, stronzo, almeno fai qualcosa, ricordati che sono io che ti pago lo stipendio!” ma ho preferito lasciar perdere, perché se c’è una cosa che ho capito nella vita (oltre al fatto che la più potente arma di distruzione di massa è la figa) è che gli sbirri sono privi di senso dell’ umorismo. <span id="more-799"></span></p>
<p>Partiamo con un ritardo clamoroso: oltre 2 ore, dovute al ritardo dell’aereo nel volo di andata ed alla necessità di sghiacciare le ali prima della partenza. Saliamo a bordo di un coloratissimo 737-300, che è poco più grande di un Ducato, con la differenza che questo ha le ali e il Ducato no. Ma più o meno siamo lì. E’ arrivato il momento tanto atteso, cioè sputtanare il mio amico Iondo. Stranamente non siamo mai andati a puttane insieme, ma non si sa mai, potremmo sempre rimediare in futuro. Comunque la cosa importante che volevo dirvi è che per lui era il battesimo dell’aria, cioè la prima volta su di un aereo.</p>
<p>Ho capito che qualcosa non andava perché prima di salire la scaletta ha iniziato a sudare come Larry Mullen jr. durante un concerto all’aperto in luglio a Tunisi. Però eravamo in provincia di Varese ed era gennaio… Ho tentato di rassicurarlo dicendogli che il 737 è uno degli aerei più sicuri, ma ovviamente gli ho anche fatto notare che è anche quello rimasto coinvolto nel maggior numero di incidenti. Ma questo è ovvio dato che è il modello prodotto nel maggior numero di esemplari. E’ un fatto statistico, come potrà di certo confermare anche qualsiasi commercialista. “Non ti preoccupare, alla peggio sarà una fine rapida, non avremo il tempo di bruciare vivi. Forse moriremo nello schianto, o forse l’impatto non sarà molto forte e allora l’abitacolo si inonderà di kerosene che si incendierà e quindi moriremo bruciati vivi, questo ora non te lo so dire”. Non sono riuscito a tranquillizzarlo molto, nonostante i miei sforzi. Dovevo anche urlare per sovrastare il rumore dell’APU. Che è sempre un po’ inquietante …</p>
<p>Una volta a bordo l’ho legato al sedile perché lui non aveva la più pallida idea di come fare e comunque non era più in grado di muoversi da solo e neppure di parlare. Aveva lo sguardo perso nel vuoto, fisso in avanti e con le mani stringeva i braccioli del sedile. Uno spettacolo davvero penoso, peggiorato dal fatto che ogni tanto pronunciava qualche parola del tipo: Lourdes, Fatima, Loreto, non lo farò più…. A volte qualcuno si girava per guardarlo ed io dovevo inventarmi qualche balla tipo che stava prendendo psicofarmaci o che la roba era tagliata male. Alla hostess ho persino detto che eravamo una coppia gay in crisi e che lo volevo lasciare. Penso mi abbia creduto.</p>
<p>Quando i 2 cazzoni seduti in prima fila nei posti panoramici hanno acceso i motori ha iniziato a tremare. Si è girato verso di me e credo stesse per mettersi a piangere: “perché mi hai portato qui? Cosa ho fatto di male?” Cose così… “Non ti preoccupare, ora ti spiego come funziona” Mentre rullavamo verso la 35L ho iniziato a tenergli una lezione sulla teoria del volo, tentando (inutilmente) di spiegargli i primi rudimenti di portanza e resistenza, potenza necessaria e potenza disponibile, che la spinta di reazione, che attua il movimento, è proporzionale alla quantità di massa emessa ed al quadrato della velocità di emissione. Avevo concluso con gli strumenti a capsula e mi accingevo ad iniziare la lezione sugli strumenti giroscopici quando siamo entrati in pista e il comandante ha iniziato a dare potenza ai motori. Il rumore inaspettato e l’accelerazione improvvisa hanno prodotto una reazione tanto inattesa quanto violenta nel mio amico. Ha iniziato a urlare tentando di slacciare la cintura: “Noooooo, brutti figli di puttanaaaaa!!!  Io lo sapevo!!! E tu perché cazzo non mi hai ridato la cassetta di Elio e le storie tese che ti ho prestato 10 anni fa, brutto stronzo!!!????” Era impazzito e la colpa era mia che l’avevo convinto ad intraprendere quel viaggio. Me lo dovevo aspettare, lo conoscevo. Dovevo saperlo, era chiaro che uno che impiega 45 minuti per cagare non poteva sopportare il decollo di un 737. Dovevo fare qualcosa e dovevo farlo in fretta, la colpa era mia. Ho preso la decisione più logica: gli ho sferrato 2 pugni in faccia e come previsto si è subito calmato. Mi è spiaciuto ma era la sola cosa da fare in quel momento. Mi ha guardato con un’ espressione smarrita come per chiedere scusa e l’unica cosa che ho pensato di dirgli è stata: “guarda fuori stronzo che ci stiamo staccando da terra”. Si è voltato un attimo verso il finestrino e come ha visto le luci dell’aeroporto allontanarsi sotto di noi ha chiuso gli occhi e non li ha più riaperti fino a quando non abbiamo raggiunto i 10.000 metri circa.  Era un continuo  farsi il segno della croce, e se non ricordo male penso abbia anche recitato un rosario. Che comunque male non fa… “Ma lo sai che la nostra vita è legata alla depressione generata da quei pochi metri quadrati di alluminio attaccati li di fianco…?” “Vaffancuuuuloooo!!!!!”</p>
<p>Siamo atterrati a Stansted senza danni e durante l’azionamento dei reverse lui tremava, aveva gli occhi chiusi e credo avesse anche della sostanza verde che gli usciva dalla bocca. Mi ha ricordato in qualche modo Linda Blair nel film L’Esorcista. Quando l’aereo ha finalmente imboccato la bretella di rullaggio lui era incredulo: si è finalmente rilassato ma la chiazza scura sul davanti dei pantaloni diceva tutto: si era pisciato addosso. Mi ha preso la mano e mi ha chiesto: “non possiamo più morire a bordo di questo velivolo, vero?” Ma no, stai tranquillo. Però era da un po’ che sentivo un odore inequivocabile: come di un pezzo informe di materia organica anfibia comunemente detta merda. “Senti un po’” gli ho chiesto “ma hai pestato una merda di cane o ti sei anche cagato addosso?”</p>
<p>Per raggiungere Londra dall’aeroporto si prende lo Stansted Express, un treno che in 3 quarti d’ora conduce alla stazione di Liverpool St.  I biglietti costano una fortuna ma non si può fare altro. In realtà si può prendere anche l’autobus ma impiega una vita per arrivare ed era già piuttosto tardi. A bordo del treno abbiamo ripassato la nostra lista “to do” per stabilire il programma per il giorno dopo. Avevamo segnate solo 2 cose: andare ad Abbey Road e mangiare i fish &amp; chips. Che altro vuoi fare a Londra? Che nessuno di voi si azzardi a chiedere cos’è Abbey Road, perché mi assicurerò personalmente che testa e culo vi vengano scambiati di posto!</p>
<p>Avevamo prenotato l’ hotel Ibis a Greenwich, parecchio lontano dal centro ma abbastanza economico e con uno standard qualitativo noto. Lo dico perché gli hotel di Londra possono rivelarsi inculate pazzesche: quelli centrali sono spesso cari e fatiscenti, quindi abbiamo preferito andare in un Ibis, perché almeno sapevamo che avremmo trovato le lenzuola e il cesso puliti. Una volta a Liverpool St. ci siamo finalmente infilati nella mitica Tube, la metropolitana di Londra, cambiando un paio di linee e sbagliando ovviamente la direzione. Invece di Greenwich ci siamo trovati a Lewisham. Erano già le 10 di sera ed eravamo stanchi. Avremmo dovuto prendere l’ altro treno, tornare indietro e prendere quello per Greenwich. Dopo un breve consulto, circa 2 secondi, abbiamo deciso di andare a piedi. Non è stata neppure una camminata lunghissima, una mezz’ora per arrivare all’hotel che abbiamo trovato senza difficoltà.</p>
<p>Una volta dentro Iondo ha voluto dare sfoggio del suo inglese chiedendo la stanza, e l’impiegato in reception ha risposto che non sapeva se in zona ci fosse un ristorante giapponese. Sono dovuto intervenire io, che ero già un po’ stanco, nervoso e incazzato, così l’uomo ha attaccato a pigiare i tasti del suo 386 in cerca della nostra prenotazione. Prova soltanto a dirmi che invece di una doppia c’è una matrimoniale o peggio che non c’è proprio la stanza che vengo dietro al bancone, ti strappo gli occhi e ti fotto il cervello…</p>
<p>La stanza c’era, doppia come richiesto ed in ordine. Si erano fatte le 23 quindi abbiamo deciso di mangiare qualcosa prima di dormire. Nelle vicinanze c’era un Burger King, l’ideale per chi ha fretta, vuole spendere poco e mangiare cose note. Quando c’è un fast food lo preferisco al ristorante tradizionale. Da un po’ di tempo sta impazzando la moda di quella cagata pazzesca dello slow food… Ma dico, ma che cazzo, ma ci siamo tutti rincoglioniti? Ma vaffanculo, ma chi cazzo ce l’ha il tempo di sedersi, aspettare un pirla che ti dice: oggi abbiamo il coniglio con le prugne, è freschissimo, lo dobbiamo ancora uccidere. Tempo 3 ore e te lo serviamo. Abbiamo anche dei ravioli con ripieno di cervo, menta e orzo bimbo, naturalmente dobbiamo ancora fare l’impasto e catturare il cervo, ma nel frattempo ti puoi gustare quest’ottimo vino da 1000 euro la bottiglia e come antipasto abbiamo del prosciutto di cinghiale su letto di orzo, miele e decorato con sambuca Molinari e ribes. Insomma, datemi un doppio cheeseburger, patatine, una coca (senza ghiaccio!) e andate a fare in culo! Al limite mi prendo un trancio di pizza, e che cazzo… (in Italia però). Oppure preferisco mangiare pizzette volanti appena sfornate acquistate in qualche ottima forneria (sempre in Italia).</p>
<p>Torniamo alla stanza e ci facciamo una doccia. Naturalmente a turno! Siamo così stanchi che rinunciamo anche a fare un po’ di British zapping e andiamo dritti a letto. Poiché ognuno temeva che l’altro lo potesse inchiappettare abbiamo passato la notte completamente svegli a sorvegliarci a vicenda. Io stringevo un pugnale,  lui mi pare un machete ma non ne sono certo. Ci siamo fissati per tutta la notti pronti a respingere un eventuale attacco. Non che io mi sia mai lontanamente sognato di fare sesso anale col mio amico Iondo, e probabilmente neppure lui. Almeno spero. Ma non ne sono certissimo però…</p>
<p>La mattina non ci facciamo la barba per dimostrare di essere dei duri, cazzuti, machi, schiantatope e scendiamo a fare colazione. La colazione negli hotel Ibis è a buffet ed è invariabile, in qualsiasi parte del globo: uova sode, prosciutto gelatinoso, fette di formaggio quadrate, pane, marmellatine, succo di arancia e caffè. Mangiamo a più non posso perché quando c’è il buffet bisogna fare così. Tenete sempre a mente che noi italiani all’ estero abbiamo una reputazione da difendere, guai a smentirci!</p>
<p>La nostra meta principale, cioè Abbey Road, ci attende, così ci dirigiamo a passo spedito alla vicina stazione ferroviaria, per prendere il trenino per Londra, dove poi avremmo proseguito con la metropolitana. Il viaggio è piuttosto lungo e scomodo, mi pare ci sia voluta circa un ora ma ne è valsa la pena. Appena arrivati la cosa che colpisce subito è la moltitudine di turisti giapponesi intenti a farsi la foto sul passaggio pedonale. Attendiamo il nostro turno e finalmente realizziamo la cosa più importante di tutto il viaggio: ci facciamo la fotografia sulle stesse strisce pedonali attraversate, molti anni prima, da John, Paul, Ringo e George. Cazzo, mica tutti se la sono fatta questa foto! Io si. Fanculo! Da che siamo li vediamo anche gli studi, ovviamente solo dall’ esterno dove i Beatles, ma non solo loro, hanno registrato i loro dischi.</p>
<p>E adesso? Dove cazzo si va? Decidiamo di prendere la più grande delusione della nostra vita e andiamo a vedere Carnaby Street. Una delusione totale, da non crederci. Noi eravamo stupidamente convinti di trovare un’ atmosfera alla swinging London, di fare un balzo nel passato di 30 anni… Un cazzo di niente! Solo stupide boutiques e uno spazzino che puliva la strada. Neppure una ragazza con un acconciatura anni 60 e minigonna. Niente. Però nei dintorni c’ era un discreto negozio interamente dedicato ai Beatles. Il titolare sembrava veramente arrivato dagli anni 60 con la macchina del tempo.</p>
<p>Ci facciamo una passeggiata e cerchiamo un posto per il pranzo dato che si è fatto mezzogiorno. Ci infiliamo in una specie di pub che ci era stato raccomandato da 2 battone dalle quali eravamo stati abbordati poco prima. Dato che non avevamo intenzione di scopare ci hanno scroccato una sigaretta ed in cambio ci hanno fornito alcune dritte sulle cose da fare a Londra. Il pub non è stato una fregatura, le mignotte non avevano raccontato balle. Ordiniamo i fish &amp; chips anche perché era l’ unica cosa comprensibile sul menù. Per quei pochi cavernicoli ignoranti e rotti in culo tra di voi che non sapessero cosa sono i fish &amp; chips, ve lo spiego io. Trattasi di filetti di merluzzo impastellati e fritti accompagnati da patatine fritte. Tutto qui, la cosa più semplice del mondo. Non vengono più serviti nella carta da giornale come un tempo, ma in tradizionali piatti. Birra a fiumi e rutto libero: questa è vita! Cazzo…</p>
<p>Dopo il pranzo non sappiamo più che fare così piuttosto di niente andiamo in metropolitana a Charing Cross, ci spariamo tutto il Mall a piedi e vediamo Buckinghm Palace. Ho provato a citofonare e ho chiesto se Liz era in casa ma mi hanno gentilmente risposto che era molto impegnata e non poteva ricevere visite. Provate a citofonare al Quirinale e chiedete se Giorgio è in casa: secondo me non sono altrettanto cortesi…</p>
<p>Andiamo, sempre a piedi, a Westminster a vedere il Big Ben. Mah… per me il Torrazzo di Cremona è più fico. Iniziamo a non poterne più ma andiamo a Trafalgar Square e saliamo sui leoni. Piccadilly è carina ed è la classica immagine di Londra che hanno tutti quelli che non ci sono mai stati per via dei tabelloni colorati e luminosi. Certo Times Square a New York è tutta un’ altra musica.</p>
<p>Facciamo una pausa e ci spariamo una pinta di birra in un pub. Il vantaggio dei pub è (o forse era, ora non so più se è così) e che praticamente si può fumare gratis. Intendo che non servono le sigarette, si fuma semplicemente respirando. Fanculo.</p>
<p>C’ era un piccolo giardinetto vicino al pub e ne approfittiamo per un bella pisciata urbana all’ aperto (don’t forget che siamo italiani!) e poi andiamo a vedere i grandi magazzini Harrods. Saremo rimasti dentro più o meno un minuto e praticamente abbiamo visto tutto. Ma che cazzo, la Rinascente di Milano non è certo inferiore! La mattina pioveva, il pomeriggio c’era il sole e in quell’istante grandinava. Non male come cambiamenti climatici in una sola giornata.</p>
<p>Intanto si è fatto buio e per la sera non si può fare a meno di cenare al mio ristorante preferito: il mitico Hard Rock Cafè. Quello di Londra è stato il primo ad essere aperto e la caratteristica principale è che è impossibile entrare senza fare la fila sul marciapiede. Attendiamo il nostro turno e finalmente ci accomodiamo. L’ atmosfera è sempre la solita: chitarre, dischi e puttanate sul mondo della musica appese alle pareti. Si mangia praticamente al buio e i prezzi sono da paura. Ok, anche negli altri locali di Londra si paga uno sproposito, quindi a quel punto meglio andare all’ HRC.</p>
<p>Dopo cena ci facciamo un giro sul Tamigi a vedere (e anche attraversare) il Tower Bridge con annessa torre di Londra. Torniamo a Greenwich dove ci vediamo anche il Cutty Sark ormeggiato sul Tamigi. Il Cutty Sark è un clipper inglese con stazza di 963 tonellate, varato il 22 novembre 1869 nei Cantieri Navali di Scott &amp; Linton a Dumbarton, in Scozia. Navigò sulla rotta delle Indie per il commercio del tè e della lana (da Wikipedia).</p>
<p>La notte è trascorsa esattamente come la precedente, senza dormire nel timore che uno dei due volesse sodomizzare l’altro a tradimento. Dopo la colazione ci dirigiamo nuovamente nel centro di Londra, per la precisione nella City. Un cazzo di niente da vedere. Camminiamo e camminiamo per poi fermarci a fare una pausa in una specie di bar dove ho bevuto uno dei peggiori e più cari caffè della mia vita. Camminando parlavamo più o meno sempre delle stesse cose, ad esempio: “ma lo sai che io con la tipa giusta mi posso fare 4 scopate in 3 ore?” oppure “ma lo sai che una volta ero con figa stratosferica ma ero talmente nervoso che mi si è ammosciato?” o anche “hai mai fatto sesso telefonico?” Insomma, discorsi da uomini…</p>
<p>Ci spostiamo al Covent Garden, che a dispetto del nome NON è un giardino, ma una specie di mercato coperto, molto carino in verità, forse una delle cose migliori di Londra. In effetti Londra non aveva molto da offrire all’ epoca. Giusto un paio di cazzatine. Oggi con il London Eye e un paio di altre cosette offre evidentemente un po’ di più, ma comunque non è certo una città da mettere in cima alla lista delle cose da vedere. Certo, se non ci siete mai stati allora andateci pure, ma non vi aspettate di certo di trovare attrazioni paragonabili a quelle di Parigi o New York.</p>
<p>Il nostro volo partiva nel primo pomeriggio, quindi subito dopo il Covent Garden ci siamo dovuti trasferire a Stansted. Il treno è stato puntuale, e dopo il check in ci siamo sparati un paio cheeseburger al fast food locale. Ho ritenuto necessario far ubriacare il Iondo prima della partenza, in modo da evitare le terrificanti scene del volo di andata. In effetti si è comportato da uomo, lo dovevo sostenere perché aveva alzato parecchio il gomito, però è stato docile come un agnellino. Gli ho dovuto promettere che una volta arrivati, lungo la strada dall’aeroporto a casa avremmo caricato in macchina un paio di puttane. Questo è bastato a convincerlo.</p>
<p>Durante il volo l’alcool ha però fatto il suo dovere fino in fondo facendogli passare quasi tutto il tempo con la testa infilata nel sacchetto per vomitare. Ne ha riempiti ben 3 sacchetti che ci siamo poi portati a casa, dividendoci cristianamente il contenuto. Il vomito riscaldato nel forno a microonde è ancora ottimo, e lo si può consumare per una cena leggera o quando ci sono ospiti. Anche con i crostini di pane riscaldati sul momento è ottimo.</p>
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		<title>Hotel Sol Guadalupe, Magaluf (Maiorca) &#8211; Recensione</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 07:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel mese di Giugno 2011 ho alloggiato per una settimana all’hotel Sol Guadalupe di Magaluf, sull’isola di Maiorca. L’hotel si trova a circa 300 metri dalla spiaggia ed è classificato come 3 stelle.

Avendo già avuto modo di soggiornare nel vicino Sol Antillas a 4 stelle, posso tranquillamente affermare che la differenza tra le 2 strutture [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel mese di Giugno 2011 ho alloggiato per una settimana all’hotel Sol Guadalupe di Magaluf</strong>, sull’isola di Maiorca. L’hotel si trova a circa 300 metri dalla spiaggia ed è classificato come 3 stelle.<br />
<a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/06/Hotel-Sol-Guadalupe-Magaluf-Maiorca-Piscina-2.jpg"></a><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/06/Hotel-Sol-Guadalupe-Magaluf-Maiorca-Piscina-21.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3736" title="Hotel Sol Guadalupe Magaluf Maiorca - Piscina 2" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/06/Hotel-Sol-Guadalupe-Magaluf-Maiorca-Piscina-21.jpg" alt="Hotel Sol Guadalupe Magaluf Maiorca - MILF in minigonna alla Piscina " width="500" height="667" /></a><br />
Avendo già avuto modo di soggiornare nel vicino <a href="http://www.travelsmart.it/2010/07/hotel-sol-antillas-barbados-magaluf-maiorca-recensione/"><strong>Sol Antillas</strong> </a>a 4 stelle, posso tranquillamente affermare che la differenza tra le 2 strutture è quasi inesistente, anzi la stanza che mi è stata assegnata al Guadalupe aveva una superficie doppia rispetto a quella dell’Antillas. <span id="more-3729"></span></p>
<p>La sola differenza rilevante è che il Guadalupe è sprovvisto di teli mari, bisogna quindi portarsi i propri da casa. La struttura ha almeno una trentina d’anni, ma è stata di recente completamente ristrutturata ed è in linea con quella dei più recenti hotel. La hall sembra quella di un 5 stelle. Pulizie generali molto curate.</p>
<p>L’hotel ha 4 piscine: una molto grande, una piccola rettangolare coperta e 2 piccole per bambini (una di esse dotata di scivoli). Piccola area giochi per bambini e servizio di animazione dedicato anche ai più piccoli. Per i grandi i soliti giochini da villaggio: freccette, pallanuoto, ecc. La sera mini disco e spettacolo come in ogni altro albergo del genere. Il ristorante è a buffet e ci si può quindi servire tutte le volte che si desidera. La cucina è varia ed ogni giorno i piatti cambiano: tutto molto buono a parte pasta e pizza.</p>
<p>L’hotel è indicato ad ogni tipo di clientela, con particolare attenzione alle famiglie con bambini, data la presenze delle family room, davvero molto spaziose. Le stanze hanno 4 letti, tavolo con 4 poltroncine, tavolo con tv lcd (3 o 4 canali italiani disponibili), balcone con tavolo e sedie, bagno con doccia/vasca, aria condizionata a regolazione individuale e frigo bar. Attenzione: il frigo è chiuso a chiave e per l’utilizzo vengono chiesti 20 euro la settimana. I letti sono abbastanza comodi, ma non si può dire lo stesso per i cuscini: piccoli e stretti.</p>
<p>Forse per il periodo (la seconda settimana di Giugno) non c’era traccia di giovani inglesi ubriachi e casinisti (che abbondano in altre strutture di Magaluf). L’hotel è quindi risultato molto tranquillo. Il prezzo mi sembra conveniente: 2 adulti + 2 bambini in mezza pensione (colazione e cena): 840 euri, ma era Giugno, ad Agosto il discorso cambia. Cosa importante: il bar alla piscina ha prezzi “popolari”, non si viene quindi spennati per una birra o un “vaso de sangria”. 3 stelle di sicuro sono pochine per questo albergo che consiglio tranquillamente a tutti.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/06/Hotel-Sol-Guadalupe-Magaluf-Maiorca-Ingresso.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3731" title="Hotel Sol Guadalupe Magaluf Maiorca - Ingresso" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/06/Hotel-Sol-Guadalupe-Magaluf-Maiorca-Ingresso.jpg" alt="Hotel Sol Guadalupe Magaluf Maiorca - Ingresso" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/06/Hotel-Sol-Guadalupe-Magaluf-Maiorca-Hall.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3732" title="Hotel Sol Guadalupe Magaluf Maiorca - Hall" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/06/Hotel-Sol-Guadalupe-Magaluf-Maiorca-Hall.jpg" alt="Hotel Sol Guadalupe Magaluf Maiorca - Hall" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/06/Hotel-Sol-Guadalupe-Magaluf-Maiorca-Hall-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3733" title="Hotel Sol Guadalupe Magaluf Maiorca - Hall 2" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/06/Hotel-Sol-Guadalupe-Magaluf-Maiorca-Hall-2.jpg" alt="Hotel Sol Guadalupe Magaluf Maiorca - Hall 2" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/06/Hotel-Sol-Guadalupe-Magaluf-Maiorca-Hall-3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3734" title="Hotel Sol Guadalupe Magaluf Maiorca - Hall 3" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/06/Hotel-Sol-Guadalupe-Magaluf-Maiorca-Hall-3.jpg" alt="Hotel Sol Guadalupe Magaluf Maiorca - Hall 3" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/06/Hotel-Sol-Guadalupe-Magaluf-Maiorca-Piscina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3735" title="Hotel Sol Guadalupe Magaluf Maiorca - Piscina" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/06/Hotel-Sol-Guadalupe-Magaluf-Maiorca-Piscina.jpg" alt="Hotel Sol Guadalupe Magaluf Maiorca - Piscina" width="500" height="375" /></a></p>
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		<title>Occultare un cadavere a Minorca: come e perchè</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 08:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Nella primavera del 2005 stavo decidendo dove trascorrere le vacanze estive, quando mia figlia di 7 anni ha visto il catalogo Teorema sulla Spagna. &#8220;Guarda, in questo albergo ci sono i Flintstones!&#8221; Diamo un&#8217; occhiata: l&#8217; hotel era a Minorca in una posizione privilegiata  sulla spiaggia di Son Bou, la più lunga dell&#8217; isola. 
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			<content:encoded><![CDATA[<p> Nella primavera del 2005 stavo decidendo dove trascorrere le vacanze estive, quando mia figlia di 7 anni ha visto il catalogo Teorema sulla Spagna. &#8220;Guarda, in questo albergo ci sono i Flintstones!&#8221; Diamo un&#8217; occhiata: l&#8217; hotel era a Minorca in una posizione privilegiata  sulla spiaggia di Son Bou, la più lunga dell&#8217; isola. <a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/fat-person-at-beach.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3695" title="fat-person-at-beach" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/fat-person-at-beach.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p>Chiaramente costava un occhio e il trattamento era di sola mezza pensione ma almeno i bambini erano gratis. La particolarità era il tema Flintstones, comune ad alcuni hotel della catena Sol: ci sono gli animatori travestiti da personaggi del cartone, le rocce finte, l&#8217; auto di Fred, la cucina di Betty e cose simili. Ok, prenotiamo con formula hard discount che prevedeva un discreto sconto se si prenotava in anticipo.</p>
<p>Eravamo in 3: io, mia figlia, e mia moglie. Partiamo nel tardo pomeriggio, naturalmente in ritardo, dall&#8217; aeroporto di Verona: mai visto un aeroporto più incasinato e sfigato di questo. Comunque in poco più di un ora arriviamo a Minorca e raggiungiamo l&#8217; hotel con l&#8217; autobus per pecoroni organizzato dal t.o. Il paesaggio è bello: tutta campagna, ondulato, recinti con bovini al pascolo, cavalli. Raggiungiamo Son Bou, che è un piccolo paese ultraturistico in riva al mare. E&#8217; tutto un susseguirsi di residence, supermercati, bar, ristoranti ed autonoleggi. E poi il nostro hotel: un mostro architettonico che deturpa bestialmente il paesaggio. Immagino le bustarelle che devono essere girate al momento della sua costruzione&#8230; <span id="more-516"></span></p>
<p>Quando arriviamo è già ora di cena ed andiamo immediatamente al ristorante, dal quale vengo cacciato perchè non indossavo i pantaloni lunghi. Torno al galoppo in camera ad infilarmi un paio di 501 (sono esigente in fatto di jeans: i 501 sono jeans, tutti gli altri no) e ritorno al ristorante.</p>
<p>La cameriera all&#8217; ingresso, che aveva il compito di accogliere gli ospiti, sapeva qualche parola di italiano. Mi ha sorriso e mi ha detto: &#8220;vieni dentro!&#8221; Io non ho potuto fare a meno di rispondere: &#8220;in che senso?&#8221; Poverina, non ha capito&#8230; E ha continuato: &#8220;vieni, vieni!&#8221; Io ghignavo come una bestia, e a meno che qualcuno non le abbia spiegato le sottili sfumature della lingua italiana, si starà ancora chiedendo perchè.</p>
<p> La mezza pensione prevedeva la colazione e la cena, entrambe a buffet. Per il pranzo ci si doveva arrangiare. La mattina seguente era previsto l&#8217; incontro con l&#8217; assistente Teorema che ci avrebbe descritto l&#8217; hotel, le escursioni facoltative e tutto il resto. Una grandissima rottura di coglioni che ti fa perdere 2 ore, praticamente si butta via la mattina.</p>
<p>Passiamo la giornata tra piscina e mare (e che mare!). La spiaggia è veramente lunghissima e dopo circa 1 km c&#8217; erano anche i nudisti. Uno spettacolo raccapricciante: gli uomini avevano una pancia di dimensioni tali da rendere impossibile per loro una verifica visiva del proprio uccello. Le donne avevano le tette all&#8217; altezza dell&#8217; ombelico e il culo dietro le ginocchia. C&#8217; era un motoscafo che trainava a velocità folle un bananone gonfiabile con una decina di sfigati sopra. Ho voluto fare un giro anch&#8217; io. Si pagava una decina di euro, ti davano un giubbotto salvagente e si partiva. E&#8217; stato bestiale! Si viaggia non so a che velocità, ma abbastanza elevata. Quando il guidatore del motoscafo si annoia, allora fa una virata strettissima col risultato di rovesciare in mare tutti gli occupanti del bananone. Mi sono proprio divertito.</p>
<p> La sera per il paese girava uno di quei trenini turistici e abbiamo pensato di fare un giro. Divertente, si fa un bel giro e si vede tutta la zona circostante.</p>
<p>Il giorno dopo lascio mio moglie in piscina e vado con mia figlia a Mahon, la capitale dell&#8217; isola con un autobus di linea. Mahon è veramente bellina e si vede lo stile coloniale inglese. Abbiamo anche fatto un escursione in mare con una di quelle barche col fondo trasparente. Così, così&#8230; insomma non è che si vedesse molto&#8230; Una piccola curiosità: la maionese, quella che vi mangiate nei tramezzini è nata qui. Si chiamava salsa mahonesa, da Mahon.</p>
<p>Un paio di giorni dopo per distrarmi decido di andare da solo e senza dire niente a nessuno a Ciutadella, l&#8217; ex capitale dell&#8217; isola. Ci arrivo in autobus ed è molto bello girare per l&#8217; isola. Si attraversano paesini interessanti dove converrebbe fermarsi a dare un&#8217; occhiata. Ciutadella la giro a piedi. Quasi quasi è meglio di Mahon, con i suoi palazzi, le chiese, e le stradine. Una valanga di turisti però, tra i quali anche moltissimi italiani, che manco a dirlo, vagavano come zombie per le stradine della città con un Nokia in una mano ed un Ercisson nell&#8217; altra&#8230; Ho fatto una coglionata che non ci si aspetterebbe da un viaggiatore esperto come me: mi sono incantato a guardare i soliti negozi per turisti ed ho perso l&#8217; autobus! Poco male: mi sono infilato in un internet cafè e ho preso quello dopo. Il solo problema è che avrei dovuto cambiare autobus a Alaior ed aspettare circa un ora. Ma si è rivelata una fortuna perchè ho finalmente visto un paese &#8220;vero&#8221; senza turisti. Tutte le case dipinte di bianco, vicolini in salita, chiese, palme&#8230; molto interessante.</p>
<p> Alloggiando in un hotel-villaggio potrebbe capitarvi di avere a che fare con gente sgradita che per evitare guai è opportuno togliere di mezzo. Non so, per esempio potreste trovare qualcuno che vi frega il posto sul lettino in piscina, o magari qualcuno che vi si appiccica e non sapete come liberarvene. Mi spiego?</p>
<p> Premetto che il modo migliore per fare un &#8220;lavoro&#8221; è sempre quello classico, cioè piantare dietro l&#8217; orecchio un cono di piombo rivestivo in rame largo 7,62 mm che viaggia a 800 metri al secondo. Sfortunatamente nel bagaglio è difficile che ci sia l&#8217; &#8220;attrezzatura&#8221; necessaria ed è difficile procurasela in loco. Anche il classico colpo di pistola alla nuca è efficace nella maggior parte dei casi ma non tutti si portano il &#8220;ferro&#8221; in vacanza.  Dopo lo sparo è bellissimo respirare a pieni polmoni l’ odore di cordite.  L’ odore di cordite è tra i miei preferiti e se dovessi stilare una classifica degli odori sarebbe questa:</p>
<p> 1 – Odore di macchina nuova</p>
<p>2 – Odore di passerina… se però la passera non viene lavata da alcuni giorni l’ odore è tale da salire al primo posto in classifica. Niente al mondo è meglio dell’ odore di una passera non lavata da alcuni giorni Per questo è utile farsi crescere i baffi: dopo aver fatto sesso orale attivo, anche dopo un ora, basta respirare col naso per sentire l’ odore della passera che è rimasto impregnato nei baffi.</p>
<p>3 – Odore di cordite</p>
<p> Tornando alla pistola, bisogna aprire una parentesi. Il mondo si divide in fanatici delle automatiche e fanatici dei revolver. Chi ama le automatiche si sente sicuro per via dei 15 colpi nel caricatore. Cos&#8217;è, dovete andare in guerra forse? Nel 90% dei casi sono i primi 3 colpi quelli che contano. I fanatici dei revolver si sentono sicuri per l&#8217; assoluta affidabilità di queste armi. Non si inceppano mai, non bisogna perdere tempo per incamerare una cartuccia o togliere la sicura (i revolver sono sprovvisti di sicurezza ordinaria). Si tratta di frazioni di secondo, certo, ma quando si è nella merda possono fare la differenza. Con una pistola a tamburo quando si tira il grilletto parte il colpo. Sempre. Per questo motivo un revolver non dovrebbe mai essere dato in mano a bambini di età inferiore ai 36 mesi. E se pensate che una .38 Special 2&#8243; (quella dei detective americani dei vecchi film) sia poco più che un giocattolo, è perchè nessuno vi ha mai messo in bocca la canna di una di queste armi. Non voglio dire che io sia un fanatico delle pistole a tamburo. Per me basta che funzioni, ma se proprio mi trovassi costretto a scegliere, allora forse preferirei un&#8217; automatica. Ma solo per un fatto culturale, dato che la prima che ho usato era di questo tipo.</p>
<p>Quando si è all&#8217; estero e c&#8217; è bisogno di una pistola, il mezzo più sicuro per procurarsene una è rubarla ad una guardia giurata. Bisogna fare attenzione a non confondere le uniformi delle guardie con quelle dalla Polizia, però. Una guardia giurata in genere non ha la minima preparazione al combattimento e non sarebbe quasi mai capace di sparare a qualcuno. Non ha probabilmente neanche qualche rudimentale nozione di difesa personale, mentre un agente della Polizia di Stato non ci penserebbe 2 volte per piantarvi una pallottola in fronte, quindi fate attenzione.</p>
<p>Una guardia giurata la si attira in un tranello, gli si da una bella botta (poi se vi interessa vi spiego anche la tecnica migliore per rompere un naso) ed ecco una pistola gratis! Verificarne sempre le condizioni: cartucce nel caricatore, eventuale colpo in canna, buon funzionamento delle parti meccaniche (questo fatelo ad arma scarica!). Se non siete esperti nel maneggiare un&#8217; arma da fuoco probabilmente sarà più pericoloso per voi che per la vostra vittima, quindi vi conviene valutare altre possibilità. Aver visto tutta la serie di &#8220;Arma Letale&#8221; con Mel Gibson non vi qualifica come esperti di armi: fate molta attenzione, e dico sul serio. Le armi non sono pericolose, le persone si. Io vi ho avvisati.</p>
<p> Si può tagliare la gola alla propria vittima. Sapete come si taglia la gola a qualcuno? L&#8217; avete mai fatto? Non è come si vede nei film. Se vi limitate a recidere una carotide o anche la trachea e basta, l&#8217; animale farà un bel casino per almeno un minuto prima di crepare. Non si muore subito, quindi se volete fare un lavoro silenzioso il metodo da impiegare è il seguente: si arriva silenziosamente da dietro, con la mano sinistra tirate la vostra vittima sotto il mento contro di voi. Immediatamente iniziate a lavorare con la destra. Non è necessario avere un coltello tipo “Rambo”, va bene anche un coltello da bistecca, purchè sia sufficientemente affilato. Non un singolo taglio netto, ma piuttosto dovete immaginarvi di affettare un salame. Continuare ad affettare fino ad arrivare con la lama contro le vertebre e se possibile continuare a segare. Arrivare a staccare quasi completamente la testa dal corpo può considerarsi un lavoro ben fatto. Se avrete lavorato bene il malcapitato non avrà emesso neppure un suono. Se non l&#8217; avete capito, non ho fatto sempre l&#8217; impiegato&#8230;</p>
<p>Il sangue umano però ha la pessima abitudine di infilarsi dappertutto, sui vestiti, sotto le unghie&#8230; Se qualcuno vi ha visti insieme alla vostra vittima vi beccheranno: anche la più microscopica traccia di sangue vi incastrerà. Io ho sempre pensato che convenga fare un lavoro pulito: è meglio strangolare. Tra l&#8217; altro io possiedo una preparazione specifica sugli strangolamenti. Se però chi dovete fare fuori è grosso il doppio di voi dategli prima una bella botta sulla nuca. Un estintore va benissimo in questi casi. Ma anche un batticarne, anche se è difficile che qualcuno se lo porti in vacanza. </p>
<p>Passiamo ora alla parte più difficile: nascondere il corpo. Cioè, non pensate che uccidere sia facile, o meglio, qualcuno si diverte a farlo, io no. Aspettatevi incubi con risvegli in piena notte in ogni caso. Come dicevo la parte difficile dal &#8220;lavoro&#8221; in un hotel è quella finale. Voi potreste anche lasciare il corpo nella stanza ma verrebbe subito ritrovato, e se appena appena qualcuno vi ha visti in compagnia della vittima sarete i principali indiziati. Se non siete addestrati a resistere in un interrogatorio crollerete dopo 2 minuti. Per questo motivo il cadavere fa fatto sparire. In alcuni film si prende il corpo, lo si fa a pezzi e lo si porta in valigia in un posto isolato e lo si seppellisce. Non mi sento di consigliarvi questo metodo. Nemmeno scioglierlo nell&#8217; acido nella vasca da bagno è di facile realizzazione. I metodi migliori sono 2.</p>
<p> Metodo 1:</p>
<p>Si prende il carrello che usano le cameriere al piano, ci si infila il cadavere e lo si nasconde nelle lenzuola sporche. Poi si scende fino nel seminterrato dove si trova la lavanderia. E&#8217; importante agire la mattina prestissimo, diciamo alle 4. Qui troverete anche gli spogliatoi del personale che lavora in hotel. A questo punto impossessarsi delle chiavi dell&#8217; auto di uno di questi. Adesso risulta piuttosto facile caricare il pacco, e allontanarsi con la macchina. Non girate alle 4 notte con gli occhiali da sole se non volete attirare l&#8217; attenzione! Fate un paio di chilometri, parcheggiate, mettete il corpo al posto di guida e incendiate l&#8217; auto. Naturalmente dovete togliere al cadavere qualsiasi cosa possa aiutare nell&#8217; identificazione. L&#8217; auto è importante che sia a benzina e non diesel, perchè dovrete aspirarne una decina di litri dal serbatoio ed inondare l&#8217; abitacolo. E adesso tornate in hotel e fatevi una bella doccia. Se avrete fatto un buon lavoro potrete tornare a casa tranquilli, diversamente ce l&#8217; avrete nel culo. Non dico che sia la cosa più facile del mondo ma non è neppure difficilissimo.</p>
<p> Metodo 2:</p>
<p>Uguale al metodo 1 fino al seminterrato. Raggiungete le cucine dell&#8217; hotel, fate a pezzi il corpo ed infilate i tranci nel tritacarne (comprese le ossa). Gli hotel grandi sono dotati di tritacarne formidabili. Raccogliete il macinato in contenitori per alimenti e infilateli nel frigo. Non mangiate polpette o simili nei giorni seguenti nel ristorante dell’ hotel. </p>
<p>Personalmente prediligo il metodo 2, se non altro perchè mi diverte pensare alle gente nel ristorante, anche se con questo non intendo dire che sia il metodo migliore. Ognuno deve essere in grado di valutare la situazione e di trovare il metodo migliore.</p>
<p>Naturalmente in questo breve racconto ho fatto solo alcuni esempi; esistono molti altri modi, certamente più professionali,  ma io mi sono quasi sempre dovuto arrangiare con quello che avevo. E&#8217; chiaro che 1 kg di semtex mi avrebbe facilitato di molto la vita in alcune occasioni (non si pone più il problema di far sparire il corpo, perchè la sparizione è compresa nel prezzo!), ma ho quasi sempre dovuto farne a meno. </p>
<p>Torniamo alla nostra vacanza. Passiamo i restanti giorni cazzeggiando e per fortuna nessuno ha occupato il mio lettino con il suo telo. Mi piace vedere che ci sono donne non più giovanissime che si mettono in tanga e topless. Il fatto è che hanno le tette cascanti, il culo lardoso e cosce cellulitiche. Misteri della vita&#8230; </p>
<p>Quando arriva il momento di ripartire il ritardo stavolta è imprecisato, cioè siamo li come coglioni ad aspettare ma nessuno ci sa dire a che ora. Alla fine dopo un paio di ore di attesa ci portano all&#8217; aereo. Doveva trattarsi di uno scherzo. Per forza&#8230; Il nostro bellissimo Airbus dell&#8217; andata era sparito e al suo posto c&#8217;era questa specie di cartone animato volante. Uno scassatissimo MD80 di una compagnia che non avevo mai sentito nominare prima: ITALI. Era bianco con dipinte delle nuvole nere che sembravano le chiazze di una frisona. Lo so che statisticamente il Mad Dog (come viene chiato il Super80) è uno degli aerei più sicuri ma non eravamo molto tranquilli. C&#8217; erano persino ancora i posacenere incorporati nei braccioli ed erano ancora marchiati Alitalia! Chiaramente la nostra compagnia di bandiera si è disfatta di questi rottami e li ha svenduti a varie compagnie sfigatissime. Adesso sugli aerei c&#8217; è una porta con combinazione che separa i 2 cazzoni dai passeggeri (perchè dopo l&#8217; 11/9 ecc. ecc.). Qui no: c&#8217; era solo una tenda. Chiunque poteva andare la davanti, sedersi, e decidere di schiantarsi contro un palazzo. Fanculo.</p>
<p>Quando arriviamo a Verona mi tocca trascinare le valige al pulmino che ci avrebbe portati al parcheggio. Ero sudato, incazzato perchè la vacanza era finita e stanco. Arriva uno stronzetto, uno di quelli con le magliette aderenti, gli occhiali da sole enormi, ed una specie di borsetto a tracolla. Mi ha urtato e non mi ha neppure chiesto scusa. Ero al limite. &#8220;Bello!&#8221; Non si è girato ma continuava a ridacchiare con una troietta in sua compagnia. &#8220;Lascialo stare&#8221; ha detto mia moglie che aveva previsto cosa stava per accadere. Non gli ho più detto nulla, gli sono andato di fronte e con la massima calma gli ho messo tutte e due le mani dietro la nuca, come se volessi mettergli la lingua in bocca. Con tutta la forza ho contemporaneamente tirato le braccia e spinto la testa in direzione del suo setto nasale. Il tutto è durato meno di un secondo.</p>
<p>L&#8217; ho lasciato per terra a sanguinare come un maiale e sono tornato a casa con mia moglie e la mia bambina.</p>
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		<title>La Palma: la riscoperta del biogas</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 06:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Palma, la isla bonita&#8230;</strong> 3 anni fa ho letto queste righe sul catalogo Teorema ed ho subito pensato alla celebre canzone di Madonna.La Palma è un isola delle Canarie ancora poco famosa (per fortuna) tra i turisti. Attenzione: La Palma è un isola, Las Palmas è una città di Gran Canaria, Palma di Maiorca è un&#8217; altra cosa ancora.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/La-Palma.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3670" title="La Palma" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/La-Palma.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/culo-fantastico-di-una-grande-gnocca-con-perizoma-sulla-spiaggia-di-la-palma.jpg"></a></p>
<address></address>
<p>Ho fatto mesi e mesi a sentirmi dire: &#8220;Ah, allora vai a Palma di Maiorca, anch&#8217; io ci sono stato&#8221; oppure &#8220;Ah, vai a Las Palmas, io invece sono stato a Maspalomas&#8221;. Ogni volta dovevo rispondere: &#8220;non avete capito un cazzo, io vado da un&#8217; altra parte&#8230;&#8221;.</p>
<p>Teorema presentava in esclusiva per l&#8217; Italia questa destinazione e la prima partenza era il 5 luglio. Avevo deciso che dovevo passare alla storia e volevo essere il primo italiano ad andare a La Palma con un viaggio organizzato. Forse questo non è sufficiente a qualificarmi come &#8220;esploratore&#8221; (anche se moltissimi anni fa lo sono stato per davvero! Ma questa è un &#8216; altra storia&#8230;), però è una cosa di cui mi posso vantare con gli amici: io sono stato il primo italiano ad andare a La Palma con un viaggio organizzato.Il catalogo diceva che avremmo alloggiato in un nuovissimo resort della catena Princess, che già conoscevo per avervi alloggiato a Gran Canaria. <span id="more-510"></span></p>
<p>La partenza da Malpensa avviene con circa 1 ora di ritardo, ma è accettabile per un volo charter. Come voi tutti già saprete, le compagnie aeree charter (e anche le low cost, ovviamente) per contenere i costi non impiegano piloti veri con ATPL, ma affidano i propri aerei ad appassionati di Microsoft Flight Simulator, che sono persino disposti a pagare pur di pilotare un aereo vero. E&#8217; molto semplice: quando si raggiungono le 500 ore di volo simulato sul pc casalingo, ci si può far assumere da una compagnia charter o low cost, PAGARE un minimo di 1500/2000 euro a volo, e trovarsi ai comandi di un A320 o di un B737. Ecco come fanno a mantenere basse le tariffe queste compagnie.</p>
<p>Il volo è iniziato normalmente, poi il &#8220;comandante&#8221;, dopo il consueto benvenuto ai passeggeri, ha dimenticato di spegnere l&#8217; interfono, così abbiamo potuto sentire tutti  i loro discorsi e le comunicazioni radio con i vari ATC. Di seguito la trascrizione di alcuni momenti di conversazione avvenuti in cabina . xxx è il numero del volo che non riporto. La privacy, sapete…: </p>
<p>- F/O: A che serve questo?</p>
<p>- CAP: Bho? Non c&#8217; era nel simulatore&#8230;</p>
<p>- F/O: Questi interruttori servono davvero a qualcosa?</p>
<p>- CAP: Non ne ho idea: per prudenza tu non toccarli.</p>
<p>- F/O: Minchia, guarda che figata: il TCAS è come in Flight Simulator, ma qui c&#8217; è molto più traffico!</p>
<p>- CAP: Oh, questo sidestick è meglio del nuovo joistick che mi sono comprato.</p>
<p>- F/O: Ma va, è una mmerda, non ha neanche il ritorno di forza&#8230;</p>
<p> - ATC: EZZ xxxx, climb to FL210.</p>
<p>-F/O: Climb, what? (ma che ha detto?) Say again, please.</p>
<p>- ATC: EZZ xxxx, climb to level 210 and turn right heading 250 for traffic, 10 miles ahead, MD80.</p>
<p>- F/O: (ma che detto?)</p>
<p>- CAP: Climb to FL210 and right HDG 250, EZZ xxxx (ha detto di salire al livello 210 e virare a destra per prua 250, bigolo!)</p>
<p>- F/O: Ah, ok, ma perchè non sale??? Dov&#8217;è il tasto LVL CHG???</p>
<p>- CAP: Testa di cazzo, è un Airbus non un Boeing: tira o spingi quella manopola di merda!</p>
<p>- F/O: Ah, già! Open Climb&#8230;è giusto?</p>
<p>- F/O: MA NON VIRA!!!</p>
<p>- CAP: Ma che cazz&#8230;.???</p>
<p>- F/O: Faaancuuulooooo!!!!</p>
<p>- CAP: E&#8217; davanti a noi, cazzo, vira a destra!</p>
<p>- ATC: AZA xxxx: Traffic 6 miles ahead, A320. Turn right 050.</p>
<p>- AZA xxxx: Right 050, traffic in sight, AZAxxxx.</p>
<p>- CAP: Virano loro: meglio!</p>
<p>- F/O: Non succede un cazzo! Il sidestick non funziona!</p>
<p>- CAP: Porca troooiaaaa!</p>
<p>- F/O: Premi P e metti in pausa che raccolgo le idee&#8230;  cazzo,no, non è il simulatore&#8230;</p>
<p>- F/O: C&#8217; è  l&#8217; A/P inserito, ecco perchè&#8230; viro col selettore di prua?</p>
<p>- CAP: Si, ma&#8230;. prima tiralo&#8230;</p>
<p>- F/O: Ah, ecco, adesso la linea è verde, l&#8217; altra è tratteggiata&#8230;</p>
<p>- CAP: Miiiiinchiaaaa!</p>
<p>- F/O: Ok, è tutto ok adesso, tranquillo, ho capito come si fa. Meno male che quegli stronzi la dietro non si accorgono di nulla.</p>
<p>-F/O: A La Palma c&#8217; è l&#8217; ILS? No, perchè la carta parla di procedura NDB, ma io mica la so fare&#8230;</p>
<p>- CAP: Io nemmeno&#8230;</p>
<p>- F/O: Si può atterrare col pilota automatico?</p>
<p>- CAP: Se non c&#8217;è l&#8217; ILS, no&#8230;</p>
<p>- F/O: Che si fa?</p>
<p>- CAP: Te lo dico io che si fa. Appena siamo nello spazio aereo delle Canarie chiediamo di atterrare all&#8217; alternato: Tenerife Sud. Tanto lì c&#8217; è l&#8217; ILS e lo portiamo giù in automatico&#8230;</p>
<p>- F/O: E gli stronzi?</p>
<p>- CAP: Che vadano affanculo&#8230; andranno a La Palma in traghetto&#8230;</p>
<p>- F/O: Cazzo, ci ho messo mezz&#8217; ora per programmare tutta la rotta. Mi girano le palle a selezionare l&#8217; alternato, anche perchè non so come si fa&#8230;cioè, una volta l&#8217; ho fatto e mi è sparito tutto&#8230; E se tentassimo un visual?</p>
<p>- CAP: Proviamo, ma bisogna andare in manuale, anche l&#8217; A/T va disattivato&#8230;</p>
<p>- F/O: Si, si ok, l&#8217; ho fatto una decina di volte sul simulatore e mi sono schiantato solo 3 o 4 volte&#8230; Sai che una volta a Malpensa sono atterrato sulla C ?</p>
<p>- CAP: ha! ha! ha! ha!</p>
<p>- F/O: Piuttosto: non ho mai capito la differenza tra FLEX e TO/GA&#8230;.</p>
<p>- CAP: Ma va a cagare&#8230;</p>
<p>Le premesse non erano delle migliori e alcuni passeggeri erano in preda al panico. Sono dovuto intervenire personalmente per calmare un paio di passeggeri: il metodo migliore per calmare una persona in preda al panico consiste nel prenderla a schiaffoni in faccia. Almeno 4 o 5 e bisogna anche farsi male alle mani, altrimenti non sono efficaci. C&#8217; era una passeggera sui 40 anni, truccatissima, che indossava gli occhiali da sole Gucci anche in aereo e scarpe con tacchi altissimi. Era erroneamente convinta di essere una strafiga e se la tirava di brutto. Mi stava sulle palle così ho preso a schiaffi anche lei anche se era calmissima. Fanculo.  Ma tra un film e uno spuntino, giungiamo a destinazione con un atterraggio da manuale: persino un pilota vero non avrebbe saputo fare meglio&#8230; </p>
<p> Appena entriamo nel terminal del piccolo aeroporto di La Palma troviamo un comitato di accoglienza in costumi tradizionali e persino la TV locale accorsa a riprendere i &#8220;primi italiani che sono andati a La Palma con un viaggio organizzato&#8221;. Stavolta non vi sto prendendo per il culo ma dico sul serio. Le ragazze in costume distibuivano a tutti i nuovi arrivati una banana. Sul momento la cosa mi ha lasciato un po&#8217; perplesso. Non c&#8217; è bisogno di essere Freud per capire che offrire una banana può avere molti significati. Io però l&#8217; ho preso come un benvenuto. Ci vogliono 40 minuti di autobus su strade tortuose per raggiungere l&#8217; hotel. Intanto ci guardiamo il panorama. Colpiscono subito i bananeti: l&#8217; isola ne è ricoperta. Montagne, casette bianche, centrali eoliche. L&#8217; hotel si trova a Fuencaliente, sul lato sud ovest dell&#8217; isola. Anzi per essere precisi, da Fuencaliente si prende una stradina tutta tornanti e si scende per 5 km. Lì c&#8217; è l&#8217; hotel. Dall&#8217; alto sembra subito bellissimo: le 10 piscine di cui è dotato si fanno notare. E&#8217; costruito in stile andaluso &#8211; moresco: non ho la più pallida idea di cosa voglia dire, ma sul catalogo era scritto così e a me piace. Per darvi un&#8217; idea, sembra un po&#8217; antico, tipo le costruzioni che ci sono a Disneyland. E&#8217; stato inaugurato solo la settimana prima del nostro arrivo, infatti alcuni lavori non erano ancora del tutto ultimati. Appena arriviamo in camera troviamo un secchiello di ghiaccio con bottiglione di frizzantino. Un bel benvenuto, non c&#8217;è che dire&#8230; La stanza è bellissima, con 2 letti matrimoniali e un cesso che è molto più bello di quello che ho io a casa. Rubiamo subito le biro, i block notes, tutti i boccettini di bagnoschiuma e anche il necessario per cucire. La prima cena: il ristorante è come di consueto a buffet come in tutti i posti simili e il bevere è compreso (acqua, vino, birra, bibite). Si può anche fare le bestie, tanto a loro non importa nulla. Bisogna sempre mangiare e bere fino a scoppiare quando si va in questi posti, tanto è già tutto pagato.</p>
<p>E&#8217; importante farsi riconoscere: noi italiani abbiamo l’ obbligo  morale di fare casino, urlacchiare nel ristorante, ridere come bestie in piena notte, e cosa più importante di tutte, se abbiamo un telefonino che fa le foto, dobbiamo usarlo in ogni momento. Fotografare tutto e farsi fotografare in pose da pirla sul bordo della piscina o sulla scogliera e poi mandare le foto via MMS ai colleghi al lavoro con su scritto &#8220;qui è una figata&#8221;.</p>
<p>L&#8217; hotel si trova su una scogliera, niente spiaggia quindi. Se si vuole andare al mare, la spiaggia più vicina si trova a un paio di km. Bisogna scendere una scalinata lunghissima e finalmente si arriva alla spiaggia di sabbia nera. Data l&#8217; origine vulcanica dell&#8217; isola tutte le spiagge sono di sabbia nera. Se la spiaggia è affollata vuol dire che ci sono al massimo 4 persone, altrimenti non c&#8217; è nessuno. E&#8217; molto bella, anche se è assolutamente impossibile camminare sulla sabbia a piedi nudi. Ci si mette sul telo ad arrostirsi al sole con l&#8217; oceano davanti e le rocce dietro e intanto si ha modo di pensare&#8230;. A cosa? A molte cose&#8230; poi ci arriviamo.</p>
<p>L&#8217; hotel ha 10 piscine, tutte nuove e di forme strane, alcune con ingresso tipo mare. Ci sono pochissimi ospiti: noi italiani casinisti e qualche spagnolo continentale in vacanza. C&#8217; è anche un buon servizio di animazione diurno e serale con i soliti giochini, tiro a segno, spettacoli, mini dance, ecc. Per via che il mondo è piccolo, ho incontrato 2 animatori che avevo conosciuto 3 anni prima a Gran Canaria. Uno si chiama Kannibal, l&#8217; altro non mi ricordo. Erano in gamba, dei veri professionisti dell&#8217; animazione.</p>
<p>Passiamo un paio di giorni tra piscine, ristorante e stanza e poi decidiamo di dare un&#8217; occhiata all&#8217; isola. Quando rimango sdraiato al sole senza nessuno che rompe le palle, ho modo di pensare alle cose più strane: le donne della mia vita, vorrei una pizza, nuove opportunità di lavoro, vorrei avere 2 uccelli, quello che facevo quando ero un giovane soldatino&#8230;. Cazzo, mi è tornata in mente un cosa che avevo completamente cancellato: una delle cose che si imparano nell&#8217; esercito è dare fuoco alle scoregge, lo sapevate? Avevo un amico, un veneto, uno di quelli tosti che fanno fatica a parlare in italiano, avete presente il tipo? Purtroppo non ricordo più il suo nome ma è stato il mio maestro in quest&#8217; arte. Mi è tornata in mente la prima volta che l&#8217; ho visto all&#8217; opera: era sdraiato sulla branda di fianco alla mia a leggere un libro e all&#8217;improvviso mi ha chiamato: &#8220;Diego, lo sai che le scoregge prendono fuoco?&#8221; Io ne avevo già sentito parlare ma non avevo mai visto una dimostrazione pratica (20 anni fa poi non c&#8217; era nemmeno internet con tutti i suoi video&#8230;). Ha alzato una gamba, ha messo l&#8217; accendino in posizione e ne ha mollata una. Ragazzi, che fiammata! Non ci potevo credere e mi sono rotolato per terra dal ridere. Chiaramente ho subito voluto imitarlo e lui mi ha dato tutti i suggerimenti del caso, sembrava un allenatore che dispensa consigli alla squadra prima della partita. Mi ha spiegato che l&#8217; alimentazione è importante: molta verdura cotta, oltre ai classici fagioli vanno bene cavolfiori, cipolle cotte e verze cotte. Anche mangiare chili di cioccolato aiuta. Per produrre molto gas intestinale la dieta è fondamentale. Il vestiario: mai a culo nudo (per evidenti motivi), e nemmeno con mutande o costumi da bagno in nylon, dato che è facilmente infiammabile. L&#8217; ideale erano i pantaloni dell&#8217; uniforme da combattimento (quella tutta verde che si usava ai miei tempi) che avevano il giusto spessore che consentiva l&#8217; uscita del gas ma non un &#8220;ritorno di fiamma&#8221;. I jeans non sono molto adatti. E per finire la posizione: l&#8217; ideale è stare sdraiati con le gambe alzate (tipo parto, per intenderci). Mi ricordo benissimo che in poco tempo ho consumato un intero accendino Bic per dedicarmi a questa pratica. Era divertentissimo, e quando tornavo a casa in licenza stupivo gli amici, che a loro volta mi imitavano&#8230; Qualcuno aveva anche fregato un paio di cartucce al poligono e stavamo meditando di incendiare la polvere da sparo estratta dal bossolo con la fiammata di una scoreggia incendiata. Ma poi abbiamo desistito: se qualcuno si fosse fatto male cosa avremmo raccontato all&#8217; ufficiale medico? E se addirittura fosse stato necessario il ricovero a Baggio? Ci avrebbero inculato.</p>
<p> &#8221;Cos&#8217; hai da ridere? Stai ridendo da solo come un cretino!&#8221; Era mia moglie sull&#8217; altro lettino. &#8220;Niente&#8230; pensavo agli anni che ho passato servendo la Patria&#8230;&#8221; Ah, si, dimenticavo, non ero di leva: ho passato alcuni anni in divisa, ma questo adesso non ha importanza. &#8220;Beh, io vado a prendermi un ghiacciolo&#8221; Sono corso via al galoppo diretto al negozio dell&#8217; hotel e&#8230;. &#8220;Scusi mi da un accendino?&#8221; Ma non era certo una sigaretta che volevo accendere&#8230;</p>
<p> L&#8217; isola merita veramente di essere vista e non vale la pena di venire fin qui solo per prendere il sole. Così noleggiamo una Yaris e ci lanciamo alla scoperta di La Palma. Le strade sono in ottime condizioni, anche se con molte curve. La prima cosa che andiamo a vedere è il vulcano San Antonio. Per prima cosa si assiste alla proiezione di un filmato che spiega la formazione dell&#8217; arcipelago canario. Poi si cammina sul bordo del cratere: il vulcano è spento ma fa veramente impressione.</p>
<p>Ripartiamo in macchina per andare a &#8220;Roque de los muchacos&#8221;, il punto più alto dell&#8217; isola, 2300 metri. Una strada assurda, ci saranno 3000 curve, da impazzire. Il panorama da qui è bestiale: si vede benissimo &#8220;la caldera de taburiente&#8221;, in pratica un immenso cratere che occupa quasi la metà dell&#8217; isola. Naturalmente adesso è tutto ricoperto da boschi. Qui ci sono anche diversi osservatori astronomici, già visti in un puntata di &#8220;Turisti per caso&#8221;. Praticamente delle persone vengono pagate per guardare puntini lontani miliardi di chilometri: soldi spesi bene&#8230; Da qui si può vedere anche il Pico de Teide, sulla vicina isola di Tenerife. Ci fermiamo per il pranzo a Los Llanos de Aridane, che è la seconda città più grande dell&#8217; isola. Dire città forse è un po&#8217; eccessivo&#8230; Molto bella, con stradine, chiese, un mercato coperto che sa tanto di nord Africa, e purtroppo anche un negozio di souvenir… Una delle cose che più mi ha sconvolto è stato vedere un negozio che si chiamava ANTANI: quello della supercazzola, avete presente? Per oggi è tutto.</p>
<p>Passiamo un altro giorno a cazzeggiare in hotel e mangiamo nuovamente come animali. La cameriera più carina dell&#8217; hotel si chiamava Tereza (si, con la z), se vi capita di andarci dateci un&#8217; occhiata.  Una delle animatrici invece, non ricordo il nome, era valenciana, ma parlava un po&#8217; di italiano. Carina, diciamo che la natura è stata generosa con lei, non so se ho reso l&#8217; idea. Non perdeva occasione per trascinarmi in tutte quelle attività stupide che si organizzano in questi posti. Non sono riuscito a capire se lo faceva perchè era il suo lavoro o perchè era attratta da me. In effetti aveva visto che ero li con moglie e figlia al seguito ma quando mi parlava aveva uno sguardo come per dire: &#8220;ti scoperei, animale&#8230;&#8221; Propendo quindi per la seconda ipotesi&#8230;</p>
<p> Il giorno seguente decidiamo di fare un altro giro così noleggiamo un&#8217; altra macchina: questa è una Twingo con tetto apribile. Una figata pazzesca! Andiamo alla Cumbrecita, che praticamente è in mezzo a un bosco, l&#8217; estremità opposta della caldera. Ci sono contrasti incredibili in quest&#8217; isola. Si passa in pochi chilometri dall&#8217; oceano alle montagne. Dalle palme ai pini dalle casette isolate ai palazzoni di Santa Cruz. E poi colate di lava, boschi, ruscelli, distese di terra rossa che sembra Marte. Dopo la Cumbrecita andiamo a Puerto Naos dove c&#8217; è la più grande spiaggia dell&#8217; isola. Palme di contorno, e l&#8217; unico albergo di una certa importanza dopo il nostro. I turisti tedeschi hanno scoperto La Palma da alcuni anni e vengono tutti qui o in appartamenti in affitto. In effetti stanno costruendo un po&#8217; troppo&#8230; Abbiamo anche fatto il bagno ma non mi pare molto sicuro: basta fare un paio di metri che praticamente ti si apre una voragine davanti. L&#8217; oceano è sempre piuttosto mosso, e come noto, abitato anche da squali. Insomma, fare il bagno è un&#8217; esperienza un po&#8217; inquietante&#8230;</p>
<p>Ci spostiamo a Santa Cruz de La Palma (c&#8217; è una Santa Cruz anche a Tenerife), la capitale dell&#8217; isola. La metà dei paesi ha un nome religioso; gli spagnoli in questo battono persino noi. Santa Cruz è molto bella con tutte quelle casette con i balconi strani. E&#8217; bello sedersi nei bar all&#8217; aperto e guardare la gente che passa. I turisti sono tutto sommato pochi, quindi non c&#8217;è quell&#8217; atmosfera che si respira a Gran Canaria o Tenerife. E la cosa più bella: nessun italiano! Torniamo a Fuencaliente, dove vengono anche prodotti ottimi vini, e riconsegniamo la Twingo. In effetti mi giravano le palle perchè andare in giro per l&#8217; isola è stato veramente divertente.</p>
<p>L&#8217; ultimo giorno lo passiamo come al solito nelle piscine dell&#8217; hotel e l&#8217; ultima sera riusciamo anche a vedere Shrek in spagnolo alla televisione. La mattina della partenza la sveglia è prestissimo perchè dovevamo lasciare l&#8217; albergo alle 7 dato che saremmo dovuti ripartire per l&#8217; Italia alle 9.30. Ho fatto colazione in fretta, mi faceva male la testa e mi sentivo di merda. L&#8217; autobus è la strada tutta curve hanno fatto il resto: appena messo piede in aeroporto mi infilo in un cesso ed ho osservato con estrema curiosità e stupore la colazione uscirmi per metà dalla bocca e per metà dal naso. Vi sembrerà incredibile ma mi sono sentito subito meglio.</p>
<p>E&#8217; stato bello scoprire che il nostro volo non sarebbe partito prima delle 12.30 così avevamo più di 4 ore da passare nel minuscolo aeroporto di La Palma. Il giorno prima avevo comprato un tagliaunghie con il nome dell&#8217; isola scritto sopra, uno di quelli che hanno anche una piccola lama non affilata lunga circa 3 centimetri. Ho fatto la cazzata di lasciarlo nel bagaglio a mano&#8230; Ai controlli di sicurezza non ho capito cosa si sono urlati perchè parlavano spagnolo, ma doveva essere qualcosa tipo: &#8220;ferma quegli stronzi!&#8221;. Il tipo mi ha chiesto:&#8221;Cos&#8217;è questo?&#8221; &#8220;Cazzo, è un tagliaunghie&#8230;&#8221; proprio così ho risposto, con un &#8220;cazzo&#8221; davanti.  &#8220;Non si può portare in cabina, è un arma&#8221; Stavo per rispondere: &#8220;Ma mi stai prendendo per il culo, brutto stronzo???!!! Cos&#8217; ho, la faccia da Bin Laden, forse?&#8221; Ma invece per evitare guai ho risposto semplicemente:&#8221;Scusi&#8230;non lo sapevo..&#8221; Che figura di merda&#8230; Lui parlava ovviamente spagnolo, ed io ovviamente italiano, ma ci siamo capiti alla perfezione. Nessuno dei 2 aveva voglia di parlare inglese o arabo. L&#8217; uomo mi ha dato 2 possibilità: sequestrarmi il tagliaunghie o tornare al check in e spedirlo come bagaglio. Ho scelto la seconda e sono tornato indietro. Ma come faccio a spedirlo?</p>
<p>In aeroporto c&#8217; era anche una farmacia e mi stava venendo un&#8217; idea geniale: comprare dei preservativi, infilarci dentro il tagliaunghie e&#8230;nasconderlo dentro di me! Ci vuole coraggio per fare una cosa del genere. Sono sopravvissuto a 7 lanci col paracadute ma non credo che potrei farcela a superare un&#8217; esplorazione rettale da parte di un poliziotto. Certo se mi avessero scoperto e &#8220;perquisito&#8221; non l&#8217; avrei raccontato a nessuno ma non ce l&#8217; ho proprio fatta a correre questo rischio. Ho buttato il tagliaunghie. Peccato però&#8230; Come se non bastassero le 3 ore di ritardo facciamo pure uno scalo a Lanzarote. Insomma tra una cosa e l&#8217; altra sono arrivato a casa alle 9 di sera! Per via che &#8220;si, si, alle Canarie in 4 ore ci sei!&#8221; Col cazzo! Per andare o tornare ti va via una giornata.</p>
<p>Comunque questo è stato forse il viaggio più bello che ho fatto, ma voi non andate MAI a La Palma. Così non diventerà un posto per turisti-pecoroni come Tenerife!</p>
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		<title>La gatta nel carbone rosso (missione a Brema)</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 07:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p> <strong>Cos&#8217;è un viaggiatore low cost?</strong> E&#8217; un viaggiatore che non va dove vuole ma dove costa meno. Almeno questa è la definizione da vaccabolario. Dato che io sono sempre alla ricerca di mete alternative (vedi Lubecca ed Eindhoven) ho deciso che il mio annuale week end assurdo sarebbe stato nella città servita dal volo più economico.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/Brema-la-Marktplatz.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-788" title="Brema la Marktplatz" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/Brema-la-Marktplatz.jpg" alt="Brema la Marktplatz" width="500" height="375" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: xx-small;">Photo credit: Dick Smart</span></p>
<p>Il viaggio è stato organizzato per la Pasqua 2008 ed abbiamo deciso di andare con meno di un mese di anticipo. Le località più famose come Barcellona, Parigi, ecc avevano raggiunto dei costi proibitivi, e sono bastati 5 minuti di ricerca per scoprire che il volo più economico era l&#8217; Orio &#8211; Brema con Ryanair: 70 euri a cranio compreso il supplemento per fare il check in in aeroporto.Da un po&#8217; di tempo, infatti, il check in on line è gratis e consente anche di usufruire dell&#8217; imbarco prioritario, mentre per il chek in tradizionale in aeroporto bisogna pagare un piccolo supplemento. Non l&#8217; ho potuto fare perchè a differenza della sua concorrente con gli aerei arancioni, la Ryan non consente il chek in on line ai bambini che viaggiano con la tessera bianca. In poche parole ho pagato di più. <span id="more-787"></span></p>
<p> Siamo partiti il venerdì e siamo rientrati la domenica: 48 ore distruttive in tutto. La partenza è avvenuta da Orio in perfetto orario con l&#8217; aereo che non aveva più nemmeno un posto libero. La ressa era tale che tutti impazzivano a schiacciare i bagagli a mano nelle cappelliere. Io ero in piedi girato verso il corridoio e mi stavo godendo il casino, quando l&#8217; unica hostess a bordo (una biondina niente male con un culo che non aveva nulla da invidiare a quello di J.LO) stava aiutando una tipa a schiacciare un trolley nella cappelliera. Allora, è inutile che usi tanti giri di parole, ve lo dico e basta: mi ha strusciato il culo contro l&#8217; uccello. Voi direte che io mi sarei anche potuto spostare, ma&#8230; ditemi un po&#8217; voi: per quale cazzo di motivo avrei dovuto farlo??? </p>
<p>Mentre eravamo sulle Alpi, cioè poco dopo il decollo,  mi stavo appisolando, complice lo stress pre-viaggio e il costante rumore dei motori. I 2 CFM56 stavano facendo il loro dovere anche se non erano certo efficienti come i motori a curvatura dell&#8217; Enterprise. Nel dormiveglia mi è apparso il povero Sig. Scott che inorridiva al pensiero di motori che impiegano combustibili fossili.</p>
<p>Sono stato svegliato da un rumore inequivocabile proveniente dal passeggero di fianco a me. L’ animale ha fatto una scoreggia da competizione mascherata da colpi di tosse, ma non ha potuto ingannare un orecchio esperto come il mio. Ad intervalli regolari di 3 minuti e 25 secondi tossiva e contemporaneamente scoreggiava. Era un continuo. Inoltre sollevava una natica dal sedile per agevolare l’ uscita del gas. Ad un certo punto ha anche sollevato l’ intero culo perché evidentemente ne aveva una più potente. Sollevava, tossiva, scoreggiava, sollevava, tossiva, scoreggiava… Non sono certo che si possa ipotizzare il reato di pirateria aerea, ma forse si.</p>
<p>Atterriamo a Brema con circa mezz&#8217; ora di anticipo, come da tradizione Ryanair ed in 30 secondi siamo già alla fermata del tram (naturalmente per noi solo bagaglio a mano). Per raggiungere il centro città si prende il tram n° 6 che in 11 minuti raggiunge la stazione ferroviaria. Volendo prosegue per il centro e l&#8217; università. I biglietti si acquistano nell&#8217; ufficio all&#8217; interno dell&#8217; aeroporto o direttamente alla macchinetta installata sul mezzo. Il biglietto è piuttosto caro: 2.15 gli adulti e 1.15 i bambini (sotto i 6 anni non pagano). Se il biglietto viene acquistato nell&#8217; ufficio dev&#8217; essere obliterato a bordo. Io ho fatto come al solito la figura del cazzone perchè ho provato in tutti i modi ad infilare il biglietto nell&#8217; obliteratrice ma era troppo largo. Così non ho sprecato l&#8217; occasione e ho urlato a mia moglie (che stava all&#8217; altro capo del tram) &#8220;non riesco a metterlo dentro!&#8221;. E&#8217; importante per noi italiani all&#8217; estero tenere alto l&#8217; onore della Patria facendoci riconoscere subito. Alla fine una ragazza, mossa da compassione, mi ha fatto capire a gesti che il biglietto andava piegato a metà per poterlo infilare nell&#8217; obliteratrice. Io non ci avrei mai pensato. Se invece comprate il biglietto alla macchinetta a bordo è già automaticamente convalidato. Ah, se non sapete il tedesco come me, non preoccupatevi: la macchinetta ha il menù anche in inglese. E poi non è mica vero che i tedeschi non parlano inglese: lo parlano quasi tutti anche se magari non benissimo, ma vi assicuro che sono più comprensibili degli americani, che quando parlano vi guardano di traverso, masticano tabacco (sputandovene sempre un po&#8217; in faccia) e parlano in modo incomprensibile grattandosi sempre i coglioni. </p>
<p> Il nostro tram è atterrato di fronte alla Hauptbanhof (ho imparato anche qualche parola di tedesco in questi 2 giorni, poi se ne ho voglia ve le elenco) naturalmente in perfetto orario. La cosa figa è che ad ogni fermata di tram c&#8217; è un display che vi dice quanto dovete aspettare il vostro mezzo. Potete stare certi che il sistema funzione con precisione&#8230; tedesca! Proprio davanti alla stazione c&#8217; era il nostro hotel, il Mercure Columbus, che avevo prenotato su internet. Diciamo che il prezzo non era proprio a buon mercato ma neppure esagerato: 69 euri a stanza a notte. Più 15 euri a cranio la colazione, ma solo gli adulti, le 2 bambine hanno magnato aggratis.Per chi non conosce i Mercure, vi posso dire che sono i cugini superiori degli Ibis, nel senso che lo stile è simile, ma sono molto più belli e curati. In ogni caso trovare una stanza per 4 non è sempre semplicissimo, quindi non ho avuto scelta: o il Mercure o dovevo prendere 2 camere.</p>
<p>Appena entrati nella hall ho sorriso all’ addetta e le ho gridato: “Tarapia tapioco. Prematurata alla supercazzola o scherziamo!” Dall’ espressione che ha fatto evidentemente non aveva capito. Allora io: “No, mi permetta. No, io; eh scusi noi siamo in quattro. Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribai con cofandina; come una camera, per esempio.” La tipa era sempre più smarrita: “sorry…” Ormai ero lanciato:” Sbiriguda veniale, la supercazzola prematurata… Come fosse antani, con scappellamento a destra. Ostantinato a malliti… Ehm, blinda la supercazzola con uno scappellamento a sinistra o a destra come se fosse di reception&#8230;” Si stava quasi per mettere a piangere, così ho ripiegato su un:”I have a reservation… the name is Obbligazione, Giacomo Obbligazione…” Non potete aver capito, lo so…</p>
<p> La nostra era la stanza più grande che mi sia mai capitata in un hotel: anticamera spaziosa, cesso spazioso, stanza con 2 letti giganti, 1 letto singolo, una culla ed ancora un casino di spazio. Il tutto molto ben tenuto. La sola cosa negativa erano i fottuti piumini così di moda oggi negli hotel. Sono quelli che non si rimboccano e vi escono sempre i piedi, avete presente? Dopo aver fregato tutti i boccettini con shampoo e bagnoschiuma usciamo dall&#8217; hotel per cercare un posto dove mangiare.</p>
<p> L&#8217; hotel era proprio davanti alla stazione ed alle 19 c&#8217; era già buio. Inutile dire che data la posizione le facce di cazzo tutto attorno erano parecchie, ma non si percepiva un vero pericolo. C&#8217; era un discreto giro di spaccio e i soliti cazzoni che ti chiedono una sigaretta ma niente di più. L&#8217; unica nota stonata era la sporcizia: se vi hanno detto che in Germania non vedrete neanche una carta per terra sono tutte balle. Di fronte alle stazioni è come da noi: la solita merda di bottiglie, involucri di panini, pacchetti di sigarette, ecc. In queste situazioni il mio consiglio è sempre quello di avere un&#8217; aria da duri in modo che uno prima di avvicinarsi a rompere i coglioni ci pensi su 2 volte. E&#8217; utile avere la barba di alcuni giorni ed uno sguardo incazzatissimo come per comunicare: &#8220;se solo ti avvicini mi assicurerò personalmente che testa e culo ti vengano scambiati di posto&#8221;. Un suggerimento che mi permetto di dare è di tenere sempre con se un martello nella tasca posteriore dei jeans. Come diceva mio nonno: non c&#8217; è problema che non si possa risolvere con un martello da un chilo.  E come dico sempre io: se una persona non ti piace non significa che non ci puoi fare une bella scopata. Non  c’ entra un cazzo ma sono in vena di massime.</p>
<p>Per cenare non volevamo fare troppa strada perchè la temperatura era polare e tirava un ventaccio schifoso. Così ci siamo incamminati in direzione centro città (dall&#8217; hotel sono 10 minuti a piedi) e dopo pochi metri abbiamo adocchiato un locale dall&#8217; aria invitante: Maredo. Decidiamo di entrare per controllare ed effettivamente non era male. In seguito ho scoperto che Maredo è una catena di locali abbastanza diffusi in Germania. All&#8217; apparenza si presenta come una specie di ristorante messicano, ma è in pratica una steak house. Ci sono anche i menù apposta per i bambini con tanto di regalino. Inoltre ai bambini portano subito matite colorate e fogli per passare il tempo. La cosa che mi è piaciuta di più era il buffet insalate: in pratica con 6 euro e 50 ci si può servire tutte le volte che si vuole. Sostanzialmente io ho cenato così. C&#8217; era di tutto: tantissimi tipi di verdure crude e cotte, uova sode, crostini, macedonia, ecc ma naturalmente niente carne. Le bistecche sono ottime ed il menù è anche in italiano. Quindi se andate a Brema mangiate tranquillamente al Maredo e non resterete delusi. Naturalmente se cercate cucina tipica tedesca non fa per voi.</p>
<p>Avete presente cosa vuol dire viaggiare con 3 donne? Equivale a: poggiare il sacco scrotale su di un banco da lavoro e colpirlo ripetutamente con un martello. Ultimamente mi sono appassionato a questo attrezzo, non so&#8230; La descrizione delle mie donne: n.1 la moglie 38enne abilissima con la bocca. Nel senso di criticare ogni mia azione o pensiero e di sostenere l&#8217; esatto contrario di quanto dico. Ciò risulta particolarmente stressante durante missioni all&#8217; estero come questa. n.2 figlia di 2,5 anni: praticamente è come una moglie in scala ridotta ma con un potenziale pari all&#8217; intero arsenale atomico dell&#8217; ex URSS. In sintesi: capricci infiniti, totale rifiuto di obbedire ai miei ordini, e cosa più importante, odio profondo per la sorella più grande che non manca di stuzzicare continuamente. n.3 figlia di quasi 10 anni: si trova nel periodo intermedio tra &#8220;papà-sa-tutto&#8221; e &#8220;papà-non-capisce-un-cazzo&#8221;. Sintetizzo in una parola: ingestibile.</p>
<p>Tutto questo per dire che dopo cena siamo tornati immediatamente in hotel. Ho ordinato alla truppa di procedere al lavaggio e mi sono incamminato (finalmente solo) verso il centro, in modo da procedere senza esitazioni la mattina dopo. Per arrivare ai famosi musicanti ho impiegato circa 6/7 minuti, dato che l&#8217; hotel è veramente vicinissimo. Ho localizzato la Marktplatz (il centro), il duomo, la statua del Roland, il mulino a vento e sono tornato in albergo. La cosa che ho notato è che alcuni dei più vecchi monumenti (come il duomo) sono stati miracolosamente risparmiati dai bombardamenti della 2^ guerra mondiale, cosa che non è accaduta, ad esempio, a Berlino. </p>
<p>Bene, mi infilo nella doccia e sono stato nuovamente testimone dello strano fenomeno fisico-chimico per il quale all&#8217; interno della doccia si crea una depressione che risucchia la tendina contro l&#8217; occupante. Non riesco a spiegarmelo, questa è roba da ingegneri. Anzi, ne conosco uno che frequenta la mia stessa palestra: chiederò a lui. Ero troppo stanco persino per incazzarmi, così mi sono infilato nel letto armato di telecomando. Come previsto neppure un canale italiano, ma solo reti tedesche, francesi e persino arabe. Tutte cazzate.</p>
<p>La mattina la sveglia è suonata alle 6.45 ed io dopo 5 minuti ero già in strada per effettuare un&#8217; ulteriore ricognizione del terreno circostante. Il tempo passato in ricognizione non è mai sprecato, ed in ogni caso dovevo attendete che le donne si vestissero e facessero i cubi. Chi tra di voi, miei fedeli lettori, non ha capito questa mia ultima affermazione significa che non ha fatto il militare, e quindi io non perderò ulteriore tempo per darvi spiegazioni.</p>
<p>Sono andato subito a vedere la stazione e devo dire che la mattina presto aveva un aspetto quasi invitante. All&#8217; interno tutto era nuovo, in ordine e pulitissimo, e c&#8217; erano un sacco di caffè con brioches e cose varie. Non ho resistito e ho preso un &#8220;espresso&#8221;: faceva cagare e costava 1.30. Piccolo consiglio: quando siete all&#8217; estero non ordinate mai un caffè perchè vi daranno sempre un bicchierone pieno di un liquido dal vago aroma di caffè ma ad una temperatura di circa 800 gradi. Chiedete sempre un espresso, che nella maggior parte dei casi farà schifo al cazzo, ma sarà sempre meglio del bicchierone con piombo fuso.</p>
<p>Torno in camera, ma non prima di aver sfogliato un po’ di riviste porno nell’ edicola della stazione. L’ hotel non è dotato di ristorante ma solo di un salone per la prima colazione dove ci infiliamo tutti e 4. La prima impressione è sempre quella che conta e devo dire che è veramente positiva. In effetti tra Ibis e Mercure per quanto riguarda la colazione c’è veramente un abisso. Si poteva trovare veramente di tutto, tra cui: tanti tipi di formaggio, salumi assortiti con un’ imitazione affumicata del ciauscolo, involtini di pesce crudo, una bottiglia di prosecco ed un sacco di altre cose. Dato che la colazione mi è costata un patrimonio ho fatto il maiale. E allora?</p>
<p>E’ arrivato il momento di incamminarsi verso il centro. Le strade erano bagnate ma non pioveva, era presente una nuvolosità di tipo stratiforme, un vento moderato e la temperatura era di circa – 1°. Praticamente una giornata di merda, sai già che tutte le foto che farai saranno schifose. Andiamo spediti fino al mulino a vento che si trova più  o meno a metà strada tra l’ hotel e il centro. Niente di particolare, è solo un ristorante camuffato da mulino.</p>
<p>La città è quasi completamente nuova,  cioè quasi tutte le costruzioni non hanno più di 60 anni per evidenti motivi. Il centro si raggiunge facilmente a piedi ed è quasi interamente pedonale. Le strade pedonali sono uguali a quelle di qualsiasi altra città, con i soliti negozi, grandi magazzini e gallerie. Sbuchiamo sul retro della piazza principale dove c’ era il mercato. Diverse bancarelle esponevano verdura coloratissima ed anche quegli asparagi bianchi giganti  che si vedono sempre nelle pubblicità su PRO7. Arriviamo nella Marktplatz, che è il vero centro della città dove si trovano anche il duomo e la statua del Roland (se volete saperne di più: à google.com). Subito dietro l’ angolo ecco i musicanti, la statua con le bestie della famosa fiaba dei fratelli Grimm. C’ era diversa gente intenta a scattare foto, ma non tanta quanta ce n’ era a Bruxelles per il Manneken Pis. Dato che faceva un freddo boia mia moglie ha imposto una sosta inutile e dispendiosa allo Starbucks. Anche sforzandomi al massimo non riesco a capire per quale assurdo motivo la mia consorte vada pazza per Starbucks. Dove ne vede uno lei ci deve entrare, e meno male che in Italia non ce ne sono. Si, sono carini, ma niente di più, e l’ espresso fa sempre cagare.</p>
<p>Lasciamo il caffè e ci dirigiamo, sempre a piedi perché le distanze sono veramente ridotte, allo Schnoor, che è il più vecchio quartiere della città, adibito adesso ad attrazione turistica. In pratica sono un po’ di stradine con casette caratteristiche, negozietti di souvenir, e le solite trappole-per-turisti. </p>
<p>Non ci vuole più di un quarto d’ ora, così ritorniamo alla Martktplatz e imbuchiamo la Bottcherstrasse, una stretta strada, risalente agli anni 20 con negozi, ristoranti ed anche il casinò (con l’ accento sulla o, mica ero ad Amsterdam…). Questa via è forse la zona più carina di Brema. </p>
<p>Dato che si è fatta l’ ora di pranzo dovevamo trovare un posto che andasse bene a tutte e 3 le donne, così iniziamo a girare. Passiamo casualmente davanti al “Vapiano” un ristorante con arredi minimalisti ed un menù interessante. Ho fatto l’ italiano-medio-testa-di-cazzo- che-cerca-la-cucina-italiana-anche-all’estero. Siamo entrati e la cassiera ci ha dato 2 tessere. Ci ho messo un bel po’ per capire ma alla fine è stato tutto chiaro. Le tessere funzionano come le drink card delle discoteche: ogni volta che si ordina qualcosa, l’ importo viene caricato sulla tessera e si paga tutto all’ uscita. Non esistono camerieri, ma bisogna servirsi da soli. Ho dato un’ occhiata in giro e le pizze avevano veramente un bell’ aspetto, cosa non frequente all’ estero, così ho ordinato una margherita per mia figlia. All’ inizio non ho capito, e volevo tirare il collo al pizzaiolo, ma quando il sistema mi apparso chiaro mi sono chiesto perché non è così anche da noi. In pratica si va al banco pizze, si dice al pizzaiolo cosa si vuole, gli si da la tessera per caricare l’ importo della pizza, e lui consegna un aggeggio simile ad un cavatappi. Poi si va fuori dai coglioni. Ecco la magia: quando la pizza è pronta, il marchingegno inizia a vibrare ed una serie di led si illumina. Poi si va a ritirare la pizza. Avete capito? No, dico, ditemi voi se non è una figata pazzesca.</p>
<p>Per me, invece ho chiesto al banco pasta una spaghettata aglio, olio e peperoncino. La pasta viene preparata davanti ai vostri occhi ed è veramente di buona qualità. Fate solo attenzione al formaggio: di default viene messo, quindi avvisate il cuoco di non metterlo se non lo volete. Preparano anche ottime bruschette ed insalate. Ma il meglio viene al banco caffè: una Cimbali, caffè Illy, e tutta una serie di bottiglie come Averna, Ramazzotti, Fernet Branca, Campari e via di questo passo. Un angolo di Italia in Germania. Peccato solo che nessuno dei cazzoni all’ interno sapesse una parola di italiano. Per finire all’ uscita si viene omaggiati da un Kit-Kat. E’ una stronzata, lo so, ma fa piacere. </p>
<p>E’ giunta finalmente l’ ora di andare all’ Universum, che si raggiunge con il tram n° 6 (lo stesso dell’ aeroporto) ma nella direzione opposta. Arriviamo alla fermata contrasegnata da Universum e scendiamo. Si arriva in zona università, e dato che era sabato pomeriggio in giro non c’ era anima viva. Prima di partire mi sono ampiamente documentato su Brema, anche attraverso il Forum Viaggiatori. Il mese prima una ragazza iscritta al forum (molto carina se devo dire la verità, ho visto le sue foto…) aveva fatto lo stesso viaggio così ne ho approfittato per chiedere diverse utili informazioni. Lei mi aveva scritto così: quando scendi dal tram vai dritto, il tram invece gira a destra. Io secondo voi che ho fatto? Ho ovviamente girato a destra perché ero così stanco da essermi completamente dimenticato di questa indicazione. Tirava un vento gelido incredibile e abbiamo girato a vuoto per 20 minuti buoni prima di capire dove andare. Pazienza.</p>
<p>Arriviamo infine all’ Universum. La cosa che colpisce di più è la forma dell’ edificio: una via di mezzo tra un disco volante e una balena appoggiati su di un laghetto. Si entra nell’ edificio principale dove si fanno i biglietti (40 e passa euro il biglietto famiglia…) e dove si trovava la mostra sul cioccolato. Era interessante e naturalmente si potevano fare anche assaggi. Poi ci si sposta nella balena, e qui si che è veramente incredibile. Toglietevi dalla testa il concetto classico di museo: qui è tutta un’ altra storia. Questo è un museo scientifico interattivo, cioè una via di mezzo tra un museo e Disneyland. E’ disposto su diversi piani e tutto, ma proprio tutto quello che è esposto si può usare. Ogni esperimento è accompagnato da una descrizione in tedesco e in inglese. C’è di tutto: esperimenti di ottica, di acustica, caldo/freddo, meccanica, fisica, ecc. ecc. I bambini ne vanno pazzi. Anch’ io se è per questo… </p>
<p>Intanto l’ intero pomeriggio è passato e sia io che mia moglie siamo distrutti; le bambine invece erano ancora piene di energia e stavano probabilmente complottando per ucciderci e tenersi l’ eredità. O più semplicemente volevano farci incazzare. Non so come cazzo sia possibile: io mi sentivo come dopo aver corso 42 km e 195 metri, le 2 donne in scala ridotta invece erano sovraeccitate. Avevano quel tipo di eccitazione che ti prende quando scopri che il tuo T-10 ha funzionato alla perfezione. Rendo l’ idea? Ma no, probabilmente no… Volevo far respirare alle bambine il gas dell’ accendino per vedere se riuscivo finalmente a calmarle. O al limite fargli bere di nascosto dello xanax.  Mi ha persino sfiorato l’ idea di lasciarle in Germania. Va bene, dai, non è vero… </p>
<p>Ad ogni modo ci trasciniamo nuovamente e faticosamente al Maredo, in modo da andare sul sicuro. Bisteccazze, insalatone e menu bambini. E poi vaffanculo, ce ne andiamo a letto.  </p>
<p>La domenica mattina è uscito un sole pazzesco. Faceva ancora freddo ma il cielo era limpidissimo. Ci facciamo l’ ultima passeggiata in città e naturalmente andiamo ancora da Starbucks. Da non crederci. Dopo aver visto la Marktplatz sotto al sole e una piazzetta con uno scivolo gigante è quasi ora di rientrare.</p>
<p>Prendiamo il solito tram 6 e arriviamo in aeroporto poco prima di mezzogiorno. L? aeroporto di Brema è diviso in 2: un terminal nuovo e bello per le compagnie serie, ed una specie di magazzino per la Ryanair. Al controllo l’ unica cosa che non ci hanno controllato erano i peli del culo. Ho dovuto svuotare i bagagli, togliermi le scarpe e dirgli se la sera prima avevo scopato o meno. Naturalmente la risposta era no per ovvi motivi. </p>
<p>Questa volta l’ aereo era semivuoto perché solo degli stronzi come noi viaggiano il giorno di Pasqua, ma questo è stato un vantaggio perché siamo persino decollati in anticipo. 10 minuti ci hanno fatto arrivare a Orio circa ¾ d’ora prima dell’ orario previsto. Non mi era mai capitata una cosa del genere. </p>
<p>Vi state per caso domandando cosa significa &#8220;la gatta nel carbone rosso&#8221;? E&#8217; semplice. In tedesco diventa: DIE KATZE IN DER ROTEN KOHLE</p>
<p>Ed ora, usando le parole del grande Pino Scotto, se non vi è piaciuto questo racconto ANDATE A FARE IN CULO, VOI E CHI NON VE LO DICE!</p>
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		<title>30 ore a Francoforte</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 06:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi fanno girare i coglioni quelli che pur di farsi un viaggio tutto compreso chiedono un finanziamento. Nella mia ultima spedizione ho applicato il 2° principio del viaggiatore low cost che enuncia: non si va dove si vuole, si va dove costa meno.
 
Photo credit: Dick Smart
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mi fanno girare i coglioni quelli che pur di farsi un viaggio tutto compreso</strong> chiedono un finanziamento. Nella mia ultima spedizione ho applicato il 2° principio del viaggiatore low cost che enuncia: non si va dove si vuole, si va dove costa meno.</p>
<p> <a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/belle-gnocche-a-francoforte-una-con-spettacolare-scollatura-mette-in-mostra-parte-delle-tette.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-795" title="belle gnocche a francoforte una con spettacolare scollatura mette in mostra parte delle tette" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2010/02/belle-gnocche-a-francoforte-una-con-spettacolare-scollatura-mette-in-mostra-parte-delle-tette.jpg" alt="belle gnocche a francoforte una con spettacolare scollatura mette in mostra parte delle tette" width="480" height="409" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: xx-small;">Photo</span><span style="font-family: Arial; font-size: xx-small;"> credit: Dick Smart</span></p>
<p>Applicando strettamente questa regola ho deciso di sfruttare una recente offerta di Ryanair che dava via 1 milione di posti gratis tasse incluse. Come facilmente prevedibile le località più fiche erano già belle che andate e a me era rimasto solo Francoforte. </p>
<p>Volevo fare incazzare un po&#8217; mia moglie così sono andato solo con mia figlia n° 1, che però non dispone di un proprio passaporto così ho dovuto fare il check in in aeroporto e non online. Adesso vi spiego meglio: con la Ryanair i bambini che viaggiano con il solo certificato di identità valido per l&#8217; espatrio non possono effettuare il chek in online, ma devono necessariamente farlo in aeroporto. La fregatura è che il chek in all’ aeroporto costa 5 euro a testa a tratta, così il volo non è stato proprio gratis ma mi è costato 20 euro in tutto. Vabbè, “quasi” gratis… <span id="more-794"></span></p>
<p>Siamo andati il 12 e 13 agosto, cioè martedì e mercoledì, perché in base a quanto enunciato nel 3° principio del viaggiatore low cost, “un week end low cost non va fatto nei fine settimana”.</p>
<p>Gli orari dei voli erano crudeli: partenza alle 8.15 da Orio, cioè per noi sveglia alle 4.00, ma almeno non avremmo sprecato tutta le giornata. In teoria il chek in Ryanair apre 2 ore prima, ma ho notato che a Orio lo si può fare anche in anticipo. Tip: arrivate al chek in 2 ore 30’ minuti prima, perché in caso di overbooking (non ho idea se anche la Ryan usi questa pratica criminale ma non si sa mai) quelli che restano a terra sono gli stronzi che si presentano al check in per ultimi.</p>
<p>Comunque partiamo puntuali. Inaspettatamente l’ aereo era quasi tutto pieno: non mi aspettavo che così tanta gente andasse a Francoforte il martedì mattina. Prima di partire ho dato un’ occhiata alle previsioni meteo che promettevano tempo schifoso martedì e variabile mercoledì. Infatti è stato così: appena sbuchiamo dai nuvoloni abbiamo visto le strade lucide di pioggia. Siamo atterrati alle 9.30 ed alle 9.45 partiva l’ autobus per Francoforte: giusto il tempo per una pisciatina veloce, ma se avessimo avuto le valige da ritirare avremmo dovuto prendere quello dopo.</p>
<p>Come tutti sanno Ryanair non opera dall’ aeroporto principale di Francoforte ma da quello di Hahn, che è un’ ex base militare americana convertita ad aeroporto civile. Il trasferimento con la città è assicurato dagli autobus della Bohr, che sono piuttosto frequenti (anche ogni mezz’ ora negli orari di punta) ma non proprio a buon mercato: 12 euro a cranio a tratta. In poche parole ho speso più per l’ autobus che per l’ aereo. Incredibile.</p>
<p>Il biglietto per l’ autobus si acquista in un gabbiotto sul marciapiede davanti al terminal. Si paga SOLO in contanti. Carte di credito e altre valute non vengono accettate: tenetene conto. Al ritorno si paga direttamente all’ autista. Essendo in Germania potete stare certi che gli orari vengono rispettati scrupolosamente. Alle 9.45 siamo partiti ed attraverso la Renania- Palatinato ci siamo messi in marcia verso Francoforte. Nonostante la pioggia la zona mi è parsa molto interessante, ricca di vigneti e di paesini caratteristici. Mi sono segnato nelle cose da fare di tornare e di visitare questa zona con una macchina a noleggio.</p>
<p>Alle 11.25, quindi con 5 minuti di anticipo siamo arrivati alla stazione centrale di Francoforte, punto di arrivo dell’ autobus. Sapevo che in hotel mi avrebbero consegnato la stanza non prima delle 15 ma ci sono voluto andare subito comunque per lasciare gli zainetti e girare più leggeri.</p>
<p> Avevamo prenotato al Novotel City, un albergo fighissimo e nuovo abbastanza vicino alla fiera. Dopo l’ esperienza traumatica dell’ hotel di Roma sono diventato un po’ esigente in fatto di alberghi. A pensarci bene anche quello dell’ anno scorso in Costa Dorada faceva abbastanza cagare. L’ unica cosa decente erano le fighette inglesi che abbondavano. Io non andrei mai a dormire in un ostello di merda, per non parlare della moda del momento, cioè alloggiare in case private di stronzi maniaci sessuali-pedofili-drogati e magari anche un po’ froci. Ci sono dei siti sui quali ci si registra e si va a dormire gratis a casa di altri stronzi che si sono registrati. In cambio bisogna ospitare a casa propria (COL CAZZO!!!) un testa di cazzo sporco, sudato e puzzolente che arriva da chissà dove. Piuttosto mi farei inculare da un asino. </p>
<p>Torniamo all’ hotel: si può raggiungere in tram o con la S-Bahn, ma il tram è più comodo e impiega una decina di minuti. Abbiamo fatto il biglietto giornaliero che si acquista a delle macchinette automatiche alla fermata. Il funzionamento non è proprio semplicissimo, infatti mi sono anche un po’ incazzato, ma una volta capito il funzionamento è semplicissimo. Per un giorno costa 5 euro e qualcosa e consente corse illimitate su tutti i mezzi. Mentre stavo armeggiando con la macchina dei biglietti mi si avvicina un tipo che ha iniziato a dispensare consigli sul funzionamento, ma naturalmente io non capivo un cazzo perché il tipo parlava tedesco. Dall’ età e dal modo di fare ho giudicato alte le probabilità che avesse tatuato il gruppo sanguigno sull’ avambraccio sinistro&#8230; In ogni caso non avuto altra scelta se non quella di fare la supercazzola: “No, mi permetta. No, io; eh scusi noi siamo in due. Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche Rudolf Heß con macchinetta dei biglietti; perché non sei fuggito in Argentina come gli altri, per esempio?”</p>
<p>Io mi ero già stampato a casa la mappa con i tragitti delle varie linee, cosa molto utile se non si vuole impazzire all’ arrivo. Differenza tra U-Bahn e S-Bahn: la U è la normale metropolitana sotterranea che opera in città, la S è sotterranea in centro ma poi in periferia esce allo scoperto ed è simile ad un normale treno. Raggiunge anche paesi lontani dalla città. Per farvi un esempio, è come la RER a Parigi. E come la RER in città si usa come la normale metropolitana. Una cosa insolita per una città mega organizzata come questa: per accedere alla metro non ci sono cancelli come in tutte le altre metro del mondo. Significa che se anche non avete il biglietto potete tranquillamente entrare. Sul tram mi sono trovato una squadra di tizi vestiti con pantaloni blu, anfibi, maglietta bianca e basco. Il tutto senza alcun distintivo. Io pensavo fosse l’ equivalente tedesco della Guardia Nazionale Padana o qualcosa del genere, invece erano i controllori. Tutti i passeggeri sprovvisti di titolo di viaggio venivano fatti scendere e radunati in appositi recinti per essere poi inviati ai campi di sterminio. Ho notato che qualcuno si ribellava. Il tram poi è ripartito ma io sentivo già gli spari delle prime esecuzioni sommarie. Morale: non fate i soliti italiani ignoranti e rotti in culo e pagate il biglietto. Cazzo, non si scherza coi tedeschi…</p>
<p>Arriviamo all’ hotel e capisco subito che è figo dal numero di taxi parcheggiato fuori. La figaggine di un hotel è direttamente proporzionale alla quantità di taxi parcheggiati davanti all’ ingresso. Era tutto pieno di uomini d’ affari incravattati intenti a trascinarsi i loro trolley e con il pc portatile in una borsa a tracolla. A me questi stanno veramente sulle palle perché se la tirano di brutto. Avete mai visto uno di questi stronzi scrivere con una Bic? No, cazzo: hanno tutti la stilo Mont Blanc (che tanto è a prova d’ aereo, fanculo). Oppure credete che uno di loro abbia un Casio? No, solo gli americani con baffi e sovrappeso hanno il Casio, questi cazzoni europei no, qua non c’ hanno tutti il Panerai. E poi è frequentato anche delle compagnie aeree. Mi sono imbattuto in un equipaggio di una compagni americana di cui non farò il nome. Inizia per North e finisce per west, arrivavano quindi molto probabilmente da Detroit. Insomma, erano tutti lì nella hall ed ora ve li descrivo. Le hostess: tutte sui 65 anni, ma forse ne avevano 35, brutte, ma proprio brutte con scarpacce e calze da vecchia (beh, logico, no?). Avete presente le hostess americane super-fighe che vedete nei film? Scordatevele. Il comandante e il suo galoppino: uno si immagina un tipo alla Burt Lancaster ai tempi di “Airport” invece no. Avranno avuto sui 98 anni giravano con il deambulatore, avevano i vestiti stropicciati e le scarpe da lucidare. </p>
<p>Da notare una cosa: sul sito dl Novotel c’ era scritto che il personale in reception parlava anche italiano. Col cazzo! Non che sia un problema ma naturalmente a me giravano i coglioni. Facciamo la registrazione (niente stanza fino alle 15 come previsto) ma lasciamo gli zaini e partiamo alla scoperta della città. Dato che si è fatto mezzogiorno la cosa più importante è andare a mangiare. Io avrei anche preso qualcosa di strano, ad esempio c’ era un take away tailandese vicino all’ hotel ma mia figlia non ne voleva sapere, così ci infiliamo nella S-Bahn e andiamo in centro.</p>
<p>Scendiamo alla Goethe Platz, facciamo 2 passi e troviamo un ristorante italiano gestito da italiani. Tutto il personale era tricolore così quando mi hanno visto mi hanno accalappiato e trascinato all’ interno, legato mani e piedi alla sedia con fascette autobloccanti e costretto ad ascoltare Eros Ramazzotti e Biagio Antonacci a tutto volume. Ordiniamo una Margherita (così, così) ed un piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino. Ragazzi, erano gli spaghetti più incazzati che abbia mai mangiato in vita mia. Piccanti all’ inverosimile, avevo persino le palpebre sudate e continuavo a buttare giù della birra che non faceva altro che aumentare il senso piccante. Gli spaghetti erano decenti, solo leggermente troppo cotti, per essere a gestione italiana.</p>
<p>Verso l’ una ci facciamo una passeggiata ed iniziamo l’ esplorazione del centro città. Tutti palazzoni con molte strade esclusivamente pedonali.  Grandi magazzini, piazze, barboni, fighette sovrappeso con tatuaggi e piercing vari. Andiamo al Romer, che è una specie di piazza che credo sia il vero centro della città. E’ circondata da case stile-tedesco con diversi bar (non so se sia corretto chiamarli bar) finto-tipici e i soliti negozietti con le solite troiate per turisti cazzoni come me. Infatti ho comprato subito una di quelle bocce con la neve finta dentro. In questi locali è possibile bere il famoso Apfelwein, che altro non è che vino di mele.</p>
<p>Non so per quale assurdo motivo ero convinto che il vino fosse dolce, tipo il moscato per intenderci. Invece no: è secco. Sa di vino bianco secco frizzante del tipo di quello che si trova nelle bottiglie da 2  litri con tappo a vite e che costa 1 euro; in più era mezzo sgasato e chiaramente annacquato. Per ubriacarsi bisogna tracannarne come minimo 3 litri. Ve la faccio breve: fa cagare.</p>
<p>A pochi metri dal Romer c’è il fiume Meno: che con il cielo grigio per via dei nuvoloni faceva ancora più schifo del solito. Sul fiume è possibile fare delle minicrociere di 50 minuti a poco più di 10 euro così ci imbarchiamo su di una specie di battello. Saliamo sul ponte scoperto ma poco dopo rientriamo perché tirava un vento del cazzo e faceva un freddo boia, Cazzo sembrava novembre, altro che 12 agosto. Fanculo! La crociera è carina, almeno ci si riposa un po’. A bordo è anche possibile acquistare cibi e bevande calde. La cameriera aveva i capelli viola, era grassa e dimostrava come minimo 25 anni in più dei 30 che probabilmente aveva. Ma chi ha detto che le tedesche sono tutte belle fighe?</p>
<p>Pazienza. Dopo la crociera facciamo un bel giro nella zona pedonale e ci imbattiamo in uno stranissimo centro commerciale con terrazza panoramica sul tetto. Andiamo a vedere e per essere gratis non era male. Però io volevo andare a tutti i costi sul tetto della Main Tower, che è l’ unico grattacielo di Francoforte aperto al pubblico. Lo raggiungiamo velocemente (il centro-centro si può girare a piedi) ed entriamo. Un veloce ascensore trasporta i passeggeri all’ ultimo piano della torre, da cui si può raggiungere, con una rampa di scale, la terrazza panoramica a 200 metri di altezza.</p>
<p>Da qui il panorama è proprio fico, peccato per il tempo schifoso e per il vento fortissimo che tirava. Non si poteva resistere più di 5 minuti. Scendiamo e intanto la stanchezza inizia ad impossessarsi di me: ero in piedi dalle 4 del mattino, ero dovuto andare a Bergamo in macchina, arrivare fino a lì, girare come un matto, fare foto, riprese video e contemporaneamente tenere sotto controllo mia figlia per evitare che si cacciasse in qualche guaio. Siamo passati davanti ad uno Starbucks, ma visto che non c’ era mia moglie sono riuscito a fare a meno di entrare. Dall’ esterno ho dato un’ occhiato dentro ed era tutto pieno di stronzetti che sembravano presi da una di quelle commedie americane ambientate a New York dove sono tutti giovani e belli. Erano tutti intenti ad usare i loro pc portatili (ma per fare cosa, cazzo? Ma che siete: scrittori di merda che scrivono al bar? Fanculo!) oppure a raccontarsela di come vorrebbero scoparsi questa o quella. La donne erano in compagnia di tipi con giacca e occhiali dalla montatura spessa (con ogni probabilità omosessuali) a cui confidavano della brutta esperienza da cui erano appena uscite, cioè l’ hanno data ad uno che aveva detto di amarle ma dopo aver svuotato la borsa è uscito fuori che era sposato, ecc. Alle donne piace molto avere amici omosessuali, a me no. Hanno fortuna che quel tipo coi baffetti un bel giorno ha deciso di spararsi un colpo in testa, altrimenti sarebbero veramente cazzi loro. A pensarci bene sono cazzi loro comunque…</p>
<p>Dopo la positiva esperienza Bremese andiamo nuovamente a cena al Maredo, che è una catena di ristoranti presente in tutta le Germania. Un po’ come Denny’s negli USA, per intenderci.Come al solito menù bambini per mia figlia e all-you-can-eat insalate per  me: con 6 euro si mangia come porci. Quando c’ è un menù del genere conviene approfittarne.</p>
<p>Dopo cena ci trasciniamo nuovamente per le vie del centro per una breve passeggiata, ma poi non ne possiamo, quindi torniamo al Novotel con la S-bahn. Prima però ho lasciato mia figlia come piantone e mi sono infilato in un portone per fare una pisciata. Sono riuscito a scrivere col getto di piscio la seguente frase: Spro di quel forum di merda OTqualcosa è un cialtrone malnato e figlio di sgualdrina. Il tutto in Times New Roman, italic e bold. Non è una cosa semplice; servono anni di pratica.</p>
<p>In hotel ho la fatto la mia solita figura da barbone ed ho chiesto gli zaini alla fighetta in reception per scoprire che li avevano già portati in stanza: figo, non trovate. Nella hall c’ erano 2 postazioni internet gratuite così ne ho approfittato subito per leggermi la posta e vedere le previsioni meteo aggiornate per il giorno dopo. Inoltre, a disposizione (GRATIS) degli ospiti, c’ era un tavolone con brocche di caffè, the, latte, acqua e altre cosette, da consumare a volontà a qualunque ora. Cazzo, ditemi voi se il Novotel non è una figata…</p>
<p>La stanza è uguale a qualsiasi altra stanza di albergo, solo che in fotografia sembrava enormemente più grande. In più il divano era stato trasformato nel letto per mia figlia, così lo spazio calpestabile era veramente ridotto. Ma passiamo alle cose fiche: cioccolatini sui cuscini, frigo bar fornitissimo, televisione con BEN un programma italiano e… blocco per appunti con matita con gommino! Se c’è una cosa che mi fa impazzire sono le matite con gommino con il nome dell’ hotel.</p>
<p>Doccia hollywoodiana (senza la fottuta tendina che si appiccica ma con vetro!) e poi a letto. Sono così stanco che non riesco a dormire, mentre mia figlia si addormenta all’ istante. Mi fa incazzare.</p>
<p>La mattina faccio come nei film: doccia + barba con asciugamano avvolto attorno alla vita e televisione in sottofondo che informa delle abitudini sessuali di Angela (se avete capito chi è Angela avete un caffè pagato). Almeno credo, dato che non capisco un cazzo di quello che dicono. Il sonno non è stato per nulla ristoratore, dato che il letto aveva i fottutissimi piumini che non si rimboccano (e quindi scappano sempre fuori i piedi) e i maledetti cuscini quadrati. Voi riuscite a dormire con un cuscino quadrato? Io no, perche quando una sezione si surriscalda non ho abbastanza spazio per spostare la mia faccia da culo dall’ altra parte. In poche parole: un incubo. E poi con il piumino avevo caldo e sudavo come il batterista dei Simple Minds durante un concerto all’ aperto in un pomeriggio di agosto, senza piumino avevo freddo. E’ evidente che non ho dormito un cazzo…</p>
<p>Ed ecco il mio momento preferito del viaggio: la colazione-super-animalesca-compresa-nel-prezzo! Nella hall c’ erano un sacco di quotidiani (tedeschi) a disposizione degli ospiti e tutti riportavano la mia foto in prima pagina. Dev’ essere divulgata la notizia di dove avrei alloggiato così l’ hotel era letteralmente assediato da centinaia di ragazzine che volevano vedermi. La polizia faticava a tenerle a bada e sono stato costretto, più tardi, a lasciare l’hotel dall’ uscita sul retro.</p>
<p>Il ristorante è già affollato di quei cazzoni dei super-manager da me descritti prima. Tutti con le loro belle camice di tessuto iper-spesso con i gemelli, cravattone col nodo gigante, scarpe lucidissime ed il Panerai in bella mostra. Io avevo una maglietta grigia della Reebok che mi avevano dato in omaggio ad una corsa podistica, pantaloni con tasconi da 20 euro presi nei cestoni all’ Iper, scarpe da tennis (e quindi ero barbone: se avete capito la citazione siete cazzuti, in caso negativo siete degli sfigati) ed un Traser. Ero un po’ fuori posto. I pezzi di merda mangiavano una fetta biscottata ed un caffè, io invece mi sono scatenato. Mi sarò servito al buffet 7 o 8 volte dato che c’ era l’ impossibile da mangiare. Interessanti erano delle crocchette di patate e cipolla, salsicce strane, pane con semi di girasole. E poi macedonie, uova, brioches di ogni genere, yogurt, tutti i tipi di succo di frutta, ecc. Ho fatto veramente l’ animale, perché è così che deve fare il turista italiano all’ estero. </p>
<p>Turista, non viaggiatore. Io vorrei essere un viaggiatore ma mi declassane sempre a turista. I viaggiatori sono quelli che se la tirano, perché viaggiano con i sandali, lo zaino (con chitarra regolamentare infilata dentro), si vantano di parlare con la gente del luogo (ma di che cazzo parlano, poi? e perché?) dormono negli ostelli di merda o meglio ancora si fanno ospitare da qualcuno che manco conoscono, mangiano cose improbabili seduti per terra nei giardini pubblici. In genere se sono uomini hanno i capelli ricci, la barba non fatta e sono pieni di collanine e braccialetti. Non hanno orologio e rompono continuamente i coglioni ai turisti come me per sapere l’ ora. Ma come cazzo si fa a viaggiare senza orologio? Ma non hanno il telefonino? In genere puzzano come carogne. </p>
<p>Se sono donne hanno i capelli (sporchi) legati con la coda, sono brutte (perché se fossero fighe sarebbero in un hotel a 5 stelle con qualche mandingo coi soldi), hanno le tette piccole o enormi che toccano terra (non ci sono vie di mezzo) e in genere hanno le gambe pelose. Hanno l’ orologio ma spesso non funziona così rompono continuamente i coglioni ai turisti come me per sapere l’ ora e dimostrare che sanno 4 parole di inglese. In genere puzzano come carogne. I viaggiatori uomini si vantano di chiavare come dannati (non è vero), le viaggiatrici invece non la danno via neanche morte (e se ne vantano pure, pazzesco!). Come dicevo, io sono solo un povero turista di merda. Dimenticavo: prima di lasciare l’ hotel mi sono versato addosso ettolitri di dopobarba. Profumavo come una puttana. </p>
<p>Lasciamo l’ hotel e andiamo alla vicina fermata del tram, naturalmente provvista di macchinetta per i biglietti e display che informa quando passerà il prossimo mezzo. Se volete vedere un paese veramente civile andate in Germania: niente merde di cane sui marciapiedi e organizzazione generale impeccabile.</p>
<p>Andiamo subito al Romer, dato che è uscito un po’ di sole, per fare qualche foto. Poi ci attraversiamo il Meno su di un ponte pedonale a e camminiamo sul lungo fiume dove si vede un bel panorama dei grattacieli della città. Da qui si capisce perché Francoforte viene chiamata Mainhattan, da Main, il fiume Meno e Manhattan, per lo skyline che a causa dei grattacieli ricorda un po’ New York. </p>
<p>La riva del fiume dove ci troviamo viene chiamata “la riva dei musei” per via dei 14 musei di vario tipo che sono ubicati sul lungo fiume. Volevo vedere il museo delle comunicazioni e si è rivelato interessantissimo. Intanto l’ ingresso ha un costo veramente ridicolo, inoltre lo stabile ha un’ architettura veramente interessante e in più gli oggetti esposti meritano veramente attenzione. Si passano in rassegna centinaia di oggetti che descrivono la storia della poste, dei telegrafi, telefoni, per poi passare alla radio e alla televisione. Si finisce con i cellulari e i computer. Va detto che nel museo lavoravano diverse persone, tutto era pulito e lucido e c’ erano anche una caffetteria ed un negozio. Compresi noi c’ erano circa 5 visitatori: ma come fanno a tirare avanti? Mistero. Inoltre al piano superiore c’ era un’ esposizione temporanea dei diari di qualche personaggio famoso (non so chi) ed anche un’ attrezzatissima area giochi per bambini con tanto di animatrice. Se andate a Francoforte vi consiglio una visita a questo museo. Naturalmente se i vostri interessi sono la pittura rinascimentale o i film porno, allora non fa per voi.</p>
<p>Lasciamo il museo e ci incamminiamo alla più vicina fermata del tram per la stazione, da cui prendiamo un altro tram per la fiera. Qui si trova il Messeturm, il secondo palazzo in altezza in città. Ce lo vediamo e fotografiamo solo da fuori perché non è aperto al pubblico. Certo se paragonato alla Sears Tower di Chicago è piccolino, ma i suoi 257 metri gli fanno fare la sua porca figura. Inoltre fino al 1997 era la costruzione più alta in Europa, e oggi è superato solo dalla Commerzbank Tower, che si trova, indovinate dove? Sempre a Mainhattan!</p>
<p>Le lancette del mio Traser giravano all’ impazzata e dato che mancava poco a mezzogiorno abbiamo preso la U-bahn per la Goethe Platz per andare a mangiare. Anche qui mi sono basato sull’ esperienza di Brema dello scorso febbraio, così siamo andati da Vapiano. Trattasi di una catena di ristoranti italiani presenti nelle principali città tedesche. Si mangia benissimo e si spende una cifra ragionevole e dato che non ho voglia di raccontarvi la rava e la fava andate a leggervi “Missione a Brema”. Vi dico solo che ho mangiato una prosciutto e funghi che era MOLTO meglio di tante pizze che si mangiano in Italia. </p>
<p>Subito dopo pranzo ci dirigiamo allo zoo che si raggiunge facilmente in metropolitana. Il parco è abbastanza grande e consente di vedere molte specie diverse di animali, ma spesso non si sa cosa si guarda perché i cartelli con le spiegazioni sono solo in tedesco, ma pazienza. Ci sono i soliti animali che si vedono allo zoo però c’ era una specie di galleria dei pipistrelli quasi completamente al buio così non si vedeva praticamente un cazzo. Una cosa interessante dai rinoceronti era un cartello che si capiva anche senza conoscere il tedesco. In pratica metteva sull’ avviso i visitatori che i rinoceronti sparano getti di piscio misti a merda liquida, quindi non è consigliabile starci dietro. Sempre che non abbia capito male&#8230; C’ erano vasche con pesci di ogni tipo, pinguini (una cosa penosa), un leone narcotizzato in una gabbia di vetro e cose simili. Siamo rimasti 3 ore e abbiamo visto praticamente tutto abbastanza di fretta. Io ero praticamente esausto ma avevamo ancora un’ oretta prima di riprendere l’ autobus per Hahn, così stoicamente torniamo in centro. Ennesima passeggiata, poi andiamo a piedi fino alla Eurotower, la sede della banca centrale europea. La si vede spesso al telegiornale, e si riconosce per via dell’ euro gigante davanti all’ ingresso. Manca mezz’ ora alla partenza dell’ autobus, quindi in tram andiamo verso la stazione centrale. </p>
<p>Saliamo sull’ autobus che parte, manco a dirlo, in perfetto orario. Arriviamo in aeroporto e facciamo il check in senza intoppi, salvo essere rispedito indietro ai controlli di sicurezza da una faccia di merda perché non avevo la busta trasparente per i liquidi. Così l’ ho dovuta comprare per 50 centesimi e metterci gli unici liquidi che avevo, cioè dentifrocio e schiuma da barba (che poi liquidi non sono). Rifacciamo la fila e passiamo senza incidenti ed  anche per questa volta sono riuscito ad evitare la temutissima esplorazione rettale.</p>
<p>Arriva il momento di salire in aereo (ben 45 minuti prima dell’ orario previsto) ed io speravo che si riuscisse a partire in anticipo, come spesso accade con la Ryanair. Il problema però è che un pezzo di merda ha fatto il check in ma è arrivato in ritardo (cioè puntuale) al cancello di uscita, così abbiamo dovuto aspettare questo coglione e siamo partiti all’ orario previsto e non in anticipo. Aveva una faccia da coglione persino peggio della mia! Come se non bastasse siamo atterrati in ritardo di 10 minuti a causa di un temporale su Orio, così abbiamo girato in tondo per un bel po’ prima di atterrare. Naturalmente Superman ha fatto l’ annuncio in inglese, ma pochi credo l’ abbiano capito a giudicare dalle facce che avevano gli altri passeggeri.</p>
<p>Bene, la missione è compiuta, e riassumendo devo dire che Francoforte mi ha favorevolmente impressionato. Se volete passare 2 o 3 giorni diversi dal solito, ma soprattutto senza spendere una fortuna andateci pure tranquillamente. Ma evitate di bere il vino di mele.</p>
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		<title>Hotel Ibis Pza Glories 22 Barcelona &#8211; Recensione</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 07:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Smart</dc:creator>
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Photo credit: Dick Smart
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ho recentemente soggiornato per una notte all&#8217; Hotel Ibis Pza Glories 22 di Barcellona.</strong> L&#8217;hotel si trova per la precisione in Calle Ciutat de Granada, 99 a circa 8 minuti a piedi dalla fermata della metropolitana o del tram &#8220;Glories&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/01-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-Esterno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3538" title="01 Hotel Ibis Barcelona Pza Glories 22 - Esterno" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/01-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-Esterno.jpg" alt="01 Hotel Ibis Barcelona Pza Glories 22 - Esterno" width="500" height="375" /></a></p>
<address>Photo credit: Dick Smart</address>
<p>Va detto subito che la prima volta che ci si va non è per niente facile da trovare, data la totale assenza di indicazioni dalla fermata della metropolitana all&#8217;hotel. O si usa un gps o bisogna chiedere ai passanti. Anche usare una mappa non è semplice, dato che la metro ha diverse uscite e orientarsi, la prima volta, risulta difficile.  <span id="more-3537"></span></p>
<p>Comunque come riferimenti si possono usare la torre Agbar (quel grattacielo colorato a forma di supposta gigante) e il Novotel, un altissimo palazzo in vetro che si trova nella stessa via dell&#8217;Ibis. L&#8217;hotel è in un&#8217;area praticamente morta. Tutto attorno solo palazzi di uffici ed una sede dell&#8217;università. Ne consegue che la sera non si vede anima viva, e la prima impressione è che non sia una zona che si possa definire esattamente sicura. La totale assenza di negozi, bar e ristoranti completa il quadro.</p>
<p>L&#8217;albergo è di costruzione recente e lo stile è quello classico Ibis, cioè abbastanza curato ma senza fronzoli, tipo la nostra compagnia aerea preferita, avete presente? Comunque il personale è cortese e come sempre viene proposta l&#8217;iscrizione al programma fedeltà Accor. Anche se non ve ne frega nulla vi verranno illustrati i vantaggi a cui l&#8217;iscrizione da diritto.</p>
<p>La stanza è molto più carina e spaziosa in confronto a tutti gli hotel Ibis in cui sono stato fino ad oggi. Anche il bagno è curato, con ampia doccia da 2 persone (utile se viaggia in coppia). I prodotti da bagno presenti sono limitati al dispenser di docciaschiuma/shampoo. E&#8217; presente anche il phon, ma nient&#8217;altro. Televisione a schermo piatto con visione di RAI1, scrivania e &#8220;armadio&#8221; ad angolo completano la dotazione. Logicamente assenti cassaforte e frigo bar.</p>
<p>L&#8217;hotel è molto tranquillo: nessun rumore durante tutta la notte. Letto e cuscini sono abbastanza comodi, e tenete conto che io sono molto difficile in fatto di letti. I cuscini sono fortunatamente quelli standard, non quelli orribili quadrati, o peggio i salsicciotti francesi. Una curiosità: per usare l&#8217;ascensore è necessario inserire la tessera. Mai visto prima.</p>
<p>La stanza costa 79 eurini, non proprio contenuto come prezzo trattandosi di un Ibis e vista la posizione non centrale. La colazione prevede un supplemento di 6,50 che mi sembra adeguato visto il discreto assortimento di cibarie calde e fredde. Certo non vi sognate la colazione del Novotel, ma è comunque dignitosa e abbondante. Disponibile su richiesta e con sovrapprezzo la connessione wi-fi. Non sarebbe male averla già inclusa dato il prezzo. Consigliato? Si, ma il vicino Novotel viene via con 100/110 euro ed è tutta un&#8217;altra storia, quindi&#8230;</p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/02-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-Ingresso-stanza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3539" title="02 Hotel Ibis Barcelona Pza Glories 22 - Ingresso stanza" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/02-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-Ingresso-stanza.jpg" alt="" width="480" height="640" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/03-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-Letto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3540" title="03 Hotel Ibis Barcelona Pza Glories 22 - Letto" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/03-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-Letto.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/04-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-Letto-comodino-scrivania.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3541" title="04 Hotel Ibis Barcelona Pza Glories 22 - Letto - comodino - scrivania" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/04-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-Letto-comodino-scrivania.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/05-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-Armadio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3542" title="05 Hotel Ibis Barcelona Pza Glories 22 - Armadio" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/05-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-Armadio.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/06-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-TV.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3543" title="06 Hotel Ibis Barcelona Pza Glories 22 - TV" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/06-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-TV.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/07-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-TV.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3544" title="07 Hotel Ibis Barcelona Pza Glories 22 - TV" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/07-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-TV.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/08-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-Doccia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3545" title="08 Hotel Ibis Barcelona Pza Glories 22 - Doccia" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/08-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-Doccia.jpg" alt="" width="480" height="640" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/09-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-Lavandino.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3546" title="09 Hotel Ibis Barcelona Pza Glories 22 - Lavandino" src="http://www.travelsmart.it/wp-content/uploads/2011/03/09-Hotel-Ibis-Barcelona-Pza-Glories-22-Lavandino.jpg" alt="" width="480" height="640" /></a></p>
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