Travelsmart
Idee per viaggi intelligenti
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L’ avevo sempre saputo ma mi rifiutavo di crederlo: a Londra non c’è un cazzo da vedere tranne Abbey Road! Torniamo indietro di 10 anni, nell’autunno del 1998, quando anche in Italia hanno fatto la loro timida comparsa le compagnie aeree low cost. Ricordo benissimo che avevo letto una pubblicità della sconosciuta GO, che prometteva un volo andata e ritorno per Londra alla modica cifra (per l’epoca) di 300.000 lire. Ho precettato il mio amico Iondo ed abbiamo immediatamente prenotato (via telefono, perché all’epoca non si poteva ancora prenotare via internet).

La compagnia GO era all’ epoca di proprietà di British Airways, poi pochi anni dopo se l’è comprata easyJet. La particolarità era che tutti i posti su tutti i voli erano venduti alla stessa cifra. Altra novità, per l’epoca, era l’utilizzo di aeroporti periferici (vedi Stansted) e l’assenza di servizi a bordo gratuiti. Cose poi divenute la norma per le attuali low cost.Abbiamo organizzato la spedizione dal 1 al 3 gennaio 1999 e la partenza era prevista da Malpensa nel tardo pomeriggio con arrivo a Sansted 1 ora e 50 minuti dopo. Siamo partiti da casa con un anticipo fantozziano, verso l’una del pomeriggio ed alle 3 eravamo già in aeroporto. Dato che la Gran Bretagna è fuori dall’aerea Shengen bisognava anche passare il controllo documenti. Bisognava esibire la carta d’identità ed il biglietto e lo sbirro semirincoglionito ha avuto persino il coraggio di chiedere: “dove va?”. Stavo per rispondere: “leggilo sul biglietto, stronzo, almeno fai qualcosa, ricordati che sono io che ti pago lo stipendio!” ma ho preferito lasciar perdere, perché se c’è una cosa che ho capito nella vita (oltre al fatto che la più potente arma di distruzione di massa è la figa) è che gli sbirri sono privi di senso dell’ umorismo. Continua a leggere »
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Nella primavera del 2005 stavo decidendo dove trascorrere le vacanze estive, quando mia figlia di 7 anni ha visto il catalogo Teorema sulla Spagna. “Guarda, in questo albergo ci sono i Flintstones!” Diamo un’ occhiata: l’ hotel era a Minorca in una posizione privilegiata sulla spiaggia di Son Bou, la più lunga dell’ isola.

Chiaramente costava un occhio e il trattamento era di sola mezza pensione ma almeno i bambini erano gratis. La particolarità era il tema Flintstones, comune ad alcuni hotel della catena Sol: ci sono gli animatori travestiti da personaggi del cartone, le rocce finte, l’ auto di Fred, la cucina di Betty e cose simili. Ok, prenotiamo con formula hard discount che prevedeva un discreto sconto se si prenotava in anticipo.
Eravamo in 3: io, mia figlia, e mia moglie. Partiamo nel tardo pomeriggio, naturalmente in ritardo, dall’ aeroporto di Verona: mai visto un aeroporto più incasinato e sfigato di questo. Comunque in poco più di un ora arriviamo a Minorca e raggiungiamo l’ hotel con l’ autobus per pecoroni organizzato dal t.o. Il paesaggio è bello: tutta campagna, ondulato, recinti con bovini al pascolo, cavalli. Raggiungiamo Son Bou, che è un piccolo paese ultraturistico in riva al mare. E’ tutto un susseguirsi di residence, supermercati, bar, ristoranti ed autonoleggi. E poi il nostro hotel: un mostro architettonico che deturpa bestialmente il paesaggio. Immagino le bustarelle che devono essere girate al momento della sua costruzione… Continua a leggere »
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La Palma, la isla bonita… 3 anni fa ho letto queste righe sul catalogo Teorema ed ho subito pensato alla celebre canzone di Madonna.La Palma è un isola delle Canarie ancora poco famosa (per fortuna) tra i turisti. Attenzione: La Palma è un isola, Las Palmas è una città di Gran Canaria, Palma di Maiorca è un’ altra cosa ancora.
Ho fatto mesi e mesi a sentirmi dire: “Ah, allora vai a Palma di Maiorca, anch’ io ci sono stato” oppure “Ah, vai a Las Palmas, io invece sono stato a Maspalomas”. Ogni volta dovevo rispondere: “non avete capito un cazzo, io vado da un’ altra parte…”.
Teorema presentava in esclusiva per l’ Italia questa destinazione e la prima partenza era il 5 luglio. Avevo deciso che dovevo passare alla storia e volevo essere il primo italiano ad andare a La Palma con un viaggio organizzato. Forse questo non è sufficiente a qualificarmi come “esploratore” (anche se moltissimi anni fa lo sono stato per davvero! Ma questa è un ‘ altra storia…), però è una cosa di cui mi posso vantare con gli amici: io sono stato il primo italiano ad andare a La Palma con un viaggio organizzato.Il catalogo diceva che avremmo alloggiato in un nuovissimo resort della catena Princess, che già conoscevo per avervi alloggiato a Gran Canaria. Continua a leggere »
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Cos’è un viaggiatore low cost? E’ un viaggiatore che non va dove vuole ma dove costa meno. Almeno questa è la definizione da vaccabolario. Dato che io sono sempre alla ricerca di mete alternative (vedi Lubecca ed Eindhoven) ho deciso che il mio annuale week end assurdo sarebbe stato nella città servita dal volo più economico.
Photo credit: Dick Smart
Il viaggio è stato organizzato per la Pasqua 2008 ed abbiamo deciso di andare con meno di un mese di anticipo. Le località più famose come Barcellona, Parigi, ecc avevano raggiunto dei costi proibitivi, e sono bastati 5 minuti di ricerca per scoprire che il volo più economico era l’ Orio – Brema con Ryanair: 70 euri a cranio compreso il supplemento per fare il check in in aeroporto.Da un po’ di tempo, infatti, il check in on line è gratis e consente anche di usufruire dell’ imbarco prioritario, mentre per il chek in tradizionale in aeroporto bisogna pagare un piccolo supplemento. Non l’ ho potuto fare perchè a differenza della sua concorrente con gli aerei arancioni, la Ryan non consente il chek in on line ai bambini che viaggiano con la tessera bianca. In poche parole ho pagato di più. Continua a leggere »
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Mi sono rotto di sentire quelli che se la tirano che d’ inverno vanno alle Maldive, a Mauritus, ai Caraibi o quelli che per tirarsela ma non hanno soldi vanno sul Mar Rosso con un pacchetto a 499 euro tutto compreso.
Photo credit: Dick Smart
Perchè ho scritto tutto questo? Non lo so, in ogni caso sono diversi anni che vedo cataloghi che comprendono, tra le destinazioni invernali, anche Maiorca.Dato che si trova più o meno alla latitudine di Napoli immagino che non faccia poi chissà quale caldo tropicale.Ma girando in internet vedo che tedeschi e inglesi ne vanno pazzi anche in inverno, così decido di andarci anch’ io in Febbraio, almeno per togliermi il pensiero.
Delle 4 isole principali che compongono l’ arcipelago delle Baleari Maiorca è la più grande, ed essendo già stato nelle altre 3 in altri viaggi estivi, posso dire che è anche la più bella. Almeno secondo me. Decido di organizzare in modalità “fai da te” nel mese di ottobre, avendo scoperto che Air Berlin ha inaugurato un nuovo collegamento diretto da Orio al Serio.La tariffa A/R più bassa comprensiva di tasse ammonta a poco meno di 100 euro a testa. I bambini pagano meno, quindi in 4 ce la caviamo con 298 euro. AB non è una vera e propria low cost, cioè, se si ha l’ accortezza di prenotare con largo anticipo e volare nei giorni “giusti” si paga poco, ma in più delle altre offre: caramellina a bordo (è una cagata, lo so ma predispone bene), quotidiano gratuito (in tedesco, io non so una parola, ma c’ è), mangiare e bere gratis! (e questo si che fa la differenza!), kit con giochini per bambini grandi, kit per bambini piccoli con pannolino, biberon e bavaglia con tanto di scritta airberlin.com. Inoltre, cosa da non sottovalutare, le assistenti di volo sono giovani e tedesche: va da se che siano anche grandi gnocche. Continua a leggere »
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Mi fanno girare i coglioni quelli che pur di farsi un viaggio tutto compreso chiedono un finanziamento. Nella mia ultima spedizione ho applicato il 2° principio del viaggiatore low cost che enuncia: non si va dove si vuole, si va dove costa meno.
Photo credit: Dick Smart
Applicando strettamente questa regola ho deciso di sfruttare una recente offerta di Ryanair che dava via 1 milione di posti gratis tasse incluse. Come facilmente prevedibile le località più fiche erano già belle che andate e a me era rimasto solo Francoforte.
Volevo fare incazzare un po’ mia moglie così sono andato solo con mia figlia n° 1, che però non dispone di un proprio passaporto così ho dovuto fare il check in in aeroporto e non online. Adesso vi spiego meglio: con la Ryanair i bambini che viaggiano con il solo certificato di identità valido per l’ espatrio non possono effettuare il chek in online, ma devono necessariamente farlo in aeroporto. La fregatura è che il chek in all’ aeroporto costa 5 euro a testa a tratta, così il volo non è stato proprio gratis ma mi è costato 20 euro in tutto. Vabbè, “quasi” gratis… Continua a leggere »




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